L’infertilità maschile è definita come l’incapacità dell’uomo di contribuire al concepimento dopo almeno 12 mesi di rapporti non protetti. Rappresenta una componente rilevante dell’infertilità di coppia e può derivare da alterazioni quantitative, qualitative o funzionali degli spermatozoi.
La fertilità maschile dipende da tre elementi fondamentali: produzione adeguata di spermatozoi (spermatogenesi), loro maturazione e trasporto, e capacità funzionale di fecondare l’ovocita.
Alterazioni in uno qualsiasi di questi livelli possono determinare infertilità.
Classificazione delle cause
Cause pre-testicolari (ormonali)
Riguardano disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.
Ipogonadismo ipogonadotropo
Ridotta produzione di gonadotropine (FSH, LH) → ridotta stimolazione testicolare.
Iperprolattinemia
Può inibire la secrezione di GnRH.
Cause testicolari (primitive)
Coinvolgono direttamente il testicolo.
Alterazioni della spermatogenesi
Oligozoospermia, azoospermia, astenozoospermia, teratozoospermia.
Cause genetiche
Come la sindrome di Klinefelter, associata a insufficienza testicolare primaria.
Danni acquisiti
Traumi, infezioni (es. orchite), esposizione a tossici.
Cause post-testicolari
Riguardano il trasporto degli spermatozoi.
Ostruzioni dei dotti deferenti o dell’epididimo
Possono essere congenite o acquisite.
Disfunzioni eiaculatorie
Eiaculazione retrograda o aneiaculazione.
Alterazioni del liquido seminale
La diagnosi si basa principalmente sullo spermiogramma.
Oligozoospermia
Riduzione della concentrazione di spermatozoi.
Azoospermia
Assenza completa.
Astenozoospermia
Ridotta motilità.
Teratozoospermia
Morfologia anomala.
Spesso queste condizioni coesistono.