ALBERO DECIDUO DI MEDIE DIMENSIONI CHE RAGGIUNGE I 10-20 METRI DI ALTEZZA, CON UNA CHIOMA AMPIA E IRREGOLARE. LA CORTECCIA È LISCIA E GRIGIO-VERDASTRA DA GIOVANE, DIVENTANDO RUVIDA E MARRONE CON L'ETÀ. LE FOGLIE SONO COMPOSTE PARIPENNATE, LUNGHE FINO A 30-40 CM, CON 3-8 PAIA DI FOGLIOLINE OVATE O ELLITTICHE, DI COLORE VERDE BRILLANTE. I FIORI SONO APPARISCENTI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, PENDULI E RAGGRUPPATI IN LUNGHE RACEMI ASCELLARI CHE POSSONO RAGGIUNGERE I 30-60 CM DI LUNGHEZZA. IL FRUTTO È UN LEGUME CILINDRICO, LISCIO E INDEISCENTE, LUNGO 30-60 CM E LARGO CIRCA 2 CM, CONTENENTE NUMEROSI SEMI DISCOIDALI IMMERSI IN UNA POLPA NERASTRA E DOLCIASTRA.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO DORATO
Prospera in climi caldi e umidi. Si trova spesso in foreste decidue secche e umide, boschi aperti, savane alberate e lungo i corsi d'acqua. Predilige suoli ben drenati, da argillosi a sabbiosi, e può tollerare una certa siccità. La sua distribuzione è ampia, comprendendo regioni dell'Asia meridionale e sud-orientale, come India, Sri Lanka, Thailandia e Pakistan, ma è anche coltivata in molte altre parti del mondo con climi simili, inclusi i Caraibi, l'America Latina e alcune zone dell'Africa.
POLPA DEI FRUTTI (LEGUMI MATURI) DI CASSIA FISTULA L., RICAVATA DAI BACCELLI CILINDRICI A COMPLETA MATURAZIONE
DEBOLE O QUASI NULLO, LEGGERMENTE DOLCIASTRO E FRUTTATO, TALVOLTA CON UNA LIEVE NOTA VEGETALE-FERMENTATIVA NEI FRUTTI MATURI
DOLCE-MUCILLAGINOSO, LIEVEMENTE AMAROGNOLO SUL FINALE, NON ASTRINGENTE, CON PERCEZIONE ZUCCHERINA TIPICA DELLA POLPA DEL FRUTTO
Antrachinoni e derivati antrachinonici: rhein, aloe-emodina, crisofanolo, fiscione, 1,8-diidrossi-3-antrachinone, ossiantrachinoni, antrachinoni glicosidici come sennosidi A e sennosidi B, barbaloina
Flavonoidi e proantocianidine: kaempferolo, quercetina O-esoside, miricetina esoside, apigenina C-esoside, apigenina di-C-glicoside, proantocianidina dimero B, leucopelargonidina, leucocianidina, catechine
Cromoni e derivati benzopiranici: 7-idrossi-2-(2-idrossipropil)-5-metilcromone, derivati benzopiranici polifenolici
Acidi fenolici e derivati: acido cumarico derivati, acido 3,4-di-O-caffeoilchinico
Tannini e polifenoli complessi: tannini condensati, flogafeneni, polifenoli totali
Terpeni e fitosteroli: lupeolo, beta-sitosterolo, stigmasterolo, fucosterolo, gibberellina
Acidi grassi e lipidi: acido sterculico, acido malvalico, acido palmitico, acido linoleico metilato, acido linolenico metilato
Composti volatili e oli essenziali: eugenolo, metileugenolo, nerolo, alfa-terpineolo, nerolidolo, beta-farnesene
Alcaloidi: alcaloidi non completamente caratterizzati presenti nei fiori
Carboidrati e polisaccaridi: pectine, zuccheri semplici, mucillagini
Alcoli e composti alifatici: alcol cetilico, eptacosanolo, idrocarburi a lunga catena
Resine e cere: derivati resinosi e cerosi complessi
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati tossicologici indicano buona tollerabilità alle dosi tradizionali con possibili effetti indesiderati lievi di tipo gastrointestinale prevedibili dall’attività lassativa; assenza di evidenze di tossicità grave in condizioni d’uso corretto, con dati principalmente da studi in vivo e osservazioni tradizionali
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: evidenze farmacologiche coerenti e riproducibili in modelli in vivo animale e in vitro documentano attività lassativa attribuibile agli antrachinoni, oltre ad effetti antiossidanti e antiinfiammatori; l’uso fitoterapico tradizionale come blando lassativo è consolidato, ma mancano studi clinici controllati robusti sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche di qualità adeguata che confermino in modo specifico ed esclusivo proprietà terapeutiche di Cassia fistula L. nell’uomo; i dati clinici risultano assenti o insufficienti per una validazione evidence-based diretta.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività lassativa e purgativa attribuibile alla presenza di antrachinoni e loro derivati, documentata in studi farmacologici in vivo animale e coerente con l’uso tradizionale; evidenza di tipo sperimentale e fitoterapico consolidato.
Attività antiossidante con capacità di scavenging dei radicali liberi e modulazione dei sistemi redox cellulari, documentata in studi in vitro e confermata in modelli animali; rilevanza clinica non definita.
Attività antiinfiammatoria con riduzione di mediatori proinfiammatori, evidenza da studi in vitro e in vivo animale; mancano studi clinici diretti sulla specie.
Attività antimicrobica contro batteri e funghi, dimostrata in vitro su estratti di diverse parti della pianta; assenza di conferma clinica.
Attività epatoprotettiva in modelli animali con riduzione di marcatori di danno epatico, evidenza in vivo animale; dati non trasferibili direttamente all’uomo.
Attività antidiabetica con riduzione della glicemia in modelli animali, evidenza in vivo; risultati preliminari e non confermati clinicamente.
Attività analgesica e antipiretica osservata in modelli animali, evidenza in vivo; assenza di dati clinici.
Uso storico e nella tradizione
Uso come lassativo e purgante nelle condizioni di stipsi.
Uso come depurativo generale e drenante.
Uso nelle affezioni cutanee e nelle infezioni della pelle.
Uso nelle febbri e negli stati infiammatori.
Uso come rimedio per disturbi epatici e digestivi.
Rahman Md et al., Pharmacological activities of Cassia fistula Linn A review, 2013
Patel Jai et al., Pharmacognostic and phytochemical investigation of Cassia fistula, 2011
International Journal of Pharmaceutical Sciences and Research, Cassia fistula A Review of Phytochemical and Pharmacological Profile, 2014
Sakulpanich Aurapa, Gritsanapan Wandee, Extraction Method for High Content of Anthraquinones from Cassia fistula Pods, 2008
World Health Organization, WHO guidelines on safety monitoring of herbal medicines, 2004
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE FORMALMENTE VALIDATE E SPECIFICHE PER CASSIA FISTULA L. SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE.
POSSIBILE EFFETTO LASSATIVO DOSE-DIPENDENTE CON COMPARSA DI DIARREA, CRAMPI ADDOMINALI E AUMENTO DELLA MOTILITÀ INTESTINALE; EVIDENZA BASATA SU STUDI FARMACOLOGICI IN VIVO E SULLA PRESENZA DOCUMENTATA DI ANTRACHINONI CON ATTIVITÀ STIMOLANTE LA PERISTALSI INTESTINALE.
POSSIBILE RISCHIO DI DISIDRATAZIONE E ALTERAZIONI ELETTROLITICHE IN CASO DI USO PROLUNGATO O DOSAGGI ELEVATI; PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVANTE DALL’ATTIVITÀ LASSATIVA ANTRACHINONICA DOCUMENTATA NELLA SPECIE, SUPPORTATA DA DATI SPERIMENTALI MA CON LIMITATA CONFERMA CLINICA DIRETTA.
POSSIBILE INTERFERENZA CON L’ASSORBIMENTO INTESTINALE DI NUTRIENTI O FARMACI IN CASO DI AUMENTO DELLA MOTILITÀ INTESTINALE; PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA BASATA SUL MECCANISMO D’AZIONE LASSATIVO OSSERVATO IN STUDI IN VIVO.
LIMITATA CARATTERIZZAZIONE TOSSICOLOGICA E CLINICA SULL’UOMO; EVIDENZA BASATA SU REVISIONE DELLA LETTERATURA CHE EVIDENZIA PREDOMINANZA DI DATI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE CON CARENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco titolato di polpa di frutto
Estratto ottenuto da polpa di baccello mediante solventi idroalcolici o acquosi e successiva essiccazione. La standardizzazione è basata sul contenuto in antrachinoni totali espressi come reina non inferiore a circa 0,1 per cento e glicosidi antrachinonici non inferiori a circa 0,03 per cento; in estratti più concentrati il contenuto di reina può essere standardizzato a valori non inferiori a 0,5 per cento
Posologia indicativa negli adulti equivalente a 10–30 mg di antrachinoni totali al giorno, adattata al contenuto dell’estratto, per uso a breve termine nelle forme di stipsi occasionale.
Estratto fluido
Preparazione liquida ottenuta per macerazione o percolazione della polpa dei baccelli con solventi idroalcolici. Il titolo non è sempre standardizzato ma deve garantire la presenza di antrachinoni totali in quantità coerente con l’attività lassativa documentata.
Posologia indicativa 1–2 ml fino a due volte al giorno, corrispondente al contenuto di antrachinoni attivi equivalente alle dosi terapeutiche standard, con impiego limitato nel tempo.
Estratto idroalcolico (tintura madre fitoterapica non omeopatica)
Preparazione ottenuta con solvente idroalcolico su polpa essiccata o fresca. Il contenuto in principi attivi è variabile ma correlato alla concentrazione di derivati antrachinonici come reina e aloe-emodina.
Posologia indicativa 20–40 gocce una o due volte al giorno, adeguata al contenuto in antrachinoni e alla risposta individuale.
Estratto standardizzato purificato di antrachinoni
Preparazioni concentrate ottenute mediante tecniche cromatografiche o estrattive avanzate, con titolazione precisa in reina e derivati antrachinonici. Tali estratti sono utilizzati come materia prima per formulazioni lassative.
Il titolo terapeutico è generalmente espresso come contenuto totale di antrachinoni attivi non inferiore a 0,1–0,5 per cento, con dosaggio equivalente a 10–30 mg di antrachinoni totali al giorno.
Preparazioni solide in capsule o compresse
Formulazioni contenenti polpa essiccata o estratto secco standardizzato. Il contenuto in antrachinoni deve essere dichiarato e controllato per garantire efficacia e sicurezza.
Posologia tipica 1–2 unità al giorno, equivalenti al dosaggio di antrachinoni sopra indicato, con utilizzo limitato a pochi giorni.
Preparazioni omeopatiche
Derivate principalmente dalla polpa del frutto o da parti della pianta secondo diluizioni hahnemanniane o korsakoviane. Le diluizioni più utilizzate variano da D4 a D30 o da CH5 a CH30.
Non esistono dati clinici o farmacologici diretti che confermino un effetto terapeutico specifico della specie nelle preparazioni omeopatiche; l’impiego rientra nell’ambito della medicina omeopatica tradizionale senza evidenza scientifica diretta.
Sakulpanich Aurapa, Gritsanapan Wandee, Standardization and toxicity evaluation of Cassia fistula pod pulp extract for alternative source of herbal laxative drug, 2012
Sakulpanich Aurapa, Gritsanapan Wandee, Extraction Method for High Content of Anthraquinones from Cassia fistula Pods, 2008
Gritsanapan Wandee, Sakulpanich Aurapa, Standardized Cassia fistula pod extracts, 2010
ScienceDirect Topics, Cassia fistula pharmacology and purgative activity, 2020
Singh Ragini et al., Phytochemical standardization of Cassia fistula pods and evaluation of diuretic activity, 2025
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto di polpa di frutto di Cassia fistula
Preparazione ottenuta da 3–6 g di polpa essiccata o fresca del baccello in circa 150–200 ml di acqua, portata a ebollizione e mantenuta a fuoco lento per 10–15 minuti. Il decotto rappresenta la forma tradizionale più documentata e consente l’estrazione efficace dei glicosidi antrachinonici responsabili dell’attività lassativa
Posologia una somministrazione serale, eventualmente ripetuta al mattino, limitata a uso occasionale per stipsi, con aggiustamento individuale per evitare effetti irritativi intestinali.
Infuso di polpa di Cassia fistula a bassa concentrazione
Preparazione ottenuta mediante macerazione a caldo di 1–2 g di polpa in acqua calda per circa 10 minuti senza ebollizione prolungata. Questa forma estrae quantità inferiori di antrachinoni e determina un effetto lassativo più blando, utile nei soggetti sensibili o anziani.
Posologia una tazza al giorno, preferibilmente alla sera, con efficacia dipendente dalla concentrazione dei derivati antrachinonici.
Decotto composto con Cassia fistula e Foeniculum vulgare
Preparazione con 3 g di polpa di Cassia fistula e 1–2 g di semi di finocchio in 200 ml di acqua, bolliti per 10 minuti. L’associazione è coerente con l’uso fitoterapico per ridurre la componente spastica e meteorica associata ai lassativi antrachinonici.
Posologia una somministrazione serale, con eventuale seconda somministrazione al mattino in caso di risposta insufficiente.
Decotto composto con Cassia fistula e Glycyrrhiza glabra
Preparazione con 3 g di polpa di Cassia fistula e 1 g di radice di liquirizia in 200 ml di acqua, bolliti per 10–15 minuti. La liquirizia contribuisce a un effetto emolliente sulle mucose intestinali, modulando la tollerabilità del trattamento lassativo.
Posologia una tazza al giorno, preferibilmente alla sera, con attenzione nei soggetti sensibili agli effetti mineralcorticoidi della liquirizia.
Decotto composto con Cassia fistula e Plantago ovata
Preparazione con 2–3 g di polpa di Cassia fistula e 2–3 g di cuticola di semi di Plantago ovata, con bollitura della sola Cassia e successiva aggiunta dello psillio a temperatura inferiore a 40 gradi per preservarne le mucillagini.
Questa formulazione combina effetto stimolante e meccanico sulla peristalsi, risultando coerente con un approccio fitoterapico integrato per la stipsi occasionale.
Posologia una somministrazione serale con adeguata assunzione di acqua.
Infuso composto con Cassia fistula, Malva sylvestris e Matricaria chamomilla
Preparazione con 2 g di polpa di Cassia fistula, 2 g di foglie di malva e 1 g di capolini di camomilla in acqua calda non bollente per 10–15 minuti. L’associazione è coerente con un impiego fitoterapico volto a ridurre irritazione intestinale e migliorare la tollerabilità del trattamento.
Posologia una tazza la sera, eventualmente ripetibile al bisogno.
Decotto tradizionale concentrato della polpa
Preparazione più concentrata ottenuta con 5–6 g di polpa in 150 ml di acqua, con riduzione del volume per evaporazione fino a circa 100 ml. Questa forma aumenta la concentrazione di antrachinoni e determina un effetto purgante più marcato.
Posologia limitata a uso occasionale e sotto controllo, evitando uso prolungato per il rischio di squilibri elettrolitici.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2004
European Medicines Agency, Assessment report on herbal laxatives containing anthraquinone derivatives, 2017
Sakulpanich Aurapa, Gritsanapan Wandee, Extraction Method for High Content of Anthraquinones from Cassia fistula Pods, 2008
Gritsanapan Wandee, Standardization of Cassia fistula pod pulp extracts, 2010
Kumar Ravindra et al., Pharmacological activities of Cassia fistula Linn A review, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione del vino nutraceutico di Cassia fistula
La preparazione proposta nello studio prevede l’uso della polpa matura del frutto di Cassia fistula come materia prima per la fermentazione alcolica. In sintesi:
Raccolta e preparazione della polpa — la polpa matura viene separata dai semi legnosi.
Preparazione del mosto — la polpa viene ridotta in purea e lasciata fermentare, solitamente con l’aggiunta di zuccheri (se necessari) e lieviti selezionati per avviare la fermentazione alcolica.
Fermentazione alcolica — il mosto viene fermentato fino a ottenere un vino con un contenuto alcolico attorno a 11,5%, secondo i parametri del processo.
Maturazione e stabilizzazione — dopo la fermentazione alcolica, il vino viene filtrato e stabilizzato prima dell’imbottigliamento.
Uso del vino di Cassia fistula
Il prodotto è concepito come un vino nutraceutico, cioè una bevanda alcolica funzionale con componenti bioattivi.
Dalle analisi descritte nello studio, questo vino possiede attività antiossidante significativa dovuta ai composti fenolici derivati dalla polpa del frutto, insieme a un contenuto zuccherino bilanciato e profilo nutrizionale interessante.
La bevanda può essere consumata come vino funzionale con potenziali benefici legati ai composti presenti nella polpa, ma non sostituisce indicazioni terapeutiche specifiche e va bevuto responsabilmente come qualunque altra bevanda alcolica.
Questa è una proposta di prodotto funzionale sperimentale sviluppata in ambito di ricerca e non è necessariamente ampiamente commercializzata; tuttavia mostra che Cassia fistula può essere impiegata in preparazioni alcoliche creative ad uso nutraceutico piuttosto che medico.
Bibliografia
Rathod S. A., Bornare D. T., Jaiswal S. G., *Cassia Fistula Fruit as a Novel Source of Nutraceutical Wine*, Journal of Advances in Biology & Biotechnology
World Health Organization, *WHO Monographs on Selected Medicinal Plants*
Wichtl M., *Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals*
Khare C. P., *Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary*
Cassia fistula: Traditional Uses and Phytochemical Profile – Comprehensive Herbal Reference
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
È conosciuta come “pioggia d’oro” (Golden Shower Tree) per le spettacolari infiorescenze pendule giallo intenso, ed è uno degli alberi ornamentali più iconici delle regioni tropicali.
In India e Sri Lanka è considerata una pianta sacra e simbolica: i fiori sono associati alla purezza, alla rinascita e alla prosperità.
È il fiore nazionale della Thailandia, dove rappresenta unità, regalità e buon auspicio; viene utilizzata nelle celebrazioni ufficiali e religiose.
Nella medicina ayurvedica è nota come Aragvadha, termine che significa “colui che elimina le malattie”, a testimonianza della lunga tradizione terapeutica.
È una delle poche piante lassative tradizionali considerate adatte anche ai bambini e agli anziani, grazie alla dolcezza d’azione della polpa del frutto rispetto ad altri lassativi antrachinonici.
I baccelli legnosi possono rimanere sull’albero per mesi dopo la maturazione, diventando quasi una firma botanica della specie.
Storicamente veniva impiegata anche come colorante naturale e come ingrediente in preparazioni cosmetiche tradizionali.
Il legno è duro e resistente ed è stato utilizzato localmente per attrezzi, utensili e piccoli lavori di falegnameria.
In alcune culture asiatiche, il consumo rituale della polpa del frutto era associato a pratiche di purificazione stagionale del corpo.
È citata in antichi testi di materia medica araba, persiana e indiana, risultando una delle piante medicinali tropicali più conosciute prima dell’era moderna.