ERBACEA PERENNE CON FUSTI PROSTRATI O ASCENDENTI, SPESSO RAMIFICATI, PUBESCENTI. FOGLIE OPPOSTE, SESSILI, DA LANCEOLATE A OVATE, CON MARGINE ONDULATO E SUPERFICIE RUVIDA. INFIORESCENZE AD OMBRELLE ASCELLARI CON NUMEROSI FIORI A FORMA DI STELLA, DI COLORE VERDE-BIANCASTRO O GIALLASTRO, CON CORONA CENTRALE BIANCA O PORPORA. FRUTTO È UN FOLLICOLO FUSIFORME CONTENENTE NUMEROSI SEMI PIATTI CON CIUFFI DI PELI SERICEI (PAPPO). TUTTA LA PIANTA CONTIENE LATTICE BIANCO. I BACCELLI IN COPPIE OPPOSTE RICORDANO LE CORNA DELL'ANTILOPE
APRILE-AGOSTO-SETTEMBRE, CON PICCO IN MAGGIO GIUGNO LUGLIO, FINE PRIMAVERA, ESTATE, INIZIO AUTUNNO
Originaria del Sud-ovest degli Stati Uniti e del Messico settentrionale. Cresce spontanea in una varietà di habitat aridi e rocciosi, tra cui praterie secche, pendii rocciosi, boscaglie di ginepro e pino, e zone desertiche con arbusti. Predilige terreni ben drenati, che possono essere sabbiosi, ghiaiosi o anche argillosi purché non eccessivamente umidi. Si adatta a diverse altitudini, generalmente tra i 1000 e i 2700 metri. Questa specie è resistente alla siccità e predilige pieno sole per una crescita ottimale. La si trova spesso in zone aperte e assolate, dove il terreno è povero e ben drenato.
OTTOBRE, NOVEMBRE, DICEMBRE (DOPO LA FORMAZIONE DEI SEMI), AUTUNNO, INIZIO INVERNO
FOGLIE, STELI, LATTICE
ERBACEO PUNGENTE E LEGGERMENTE DOLCIASTRO, CON NOTE LATTICINOSE (DAL LATTICE FRESCO) E UN FONDO AMAROGNOLO.
L'ODORE PUÒ IRRITARE LE MUCOSE NASALI IN SOGGETTI SENSIBILI.
INTENSAMENTE AMARO E PICCANTE, CON NOTE METALLICHE (CARDENOLIDI) E UNA PERSISTENTE IRRITAZIONE MUCOSALE. IL LATTICE FRESCO È ACRE E BRUCIANTE.
Cardenolidi, asclepiadina, asclepina, derivati cardenolidici correlati non completamente caratterizzati
Glicosidi cardiotonici, glicosidi cardenolidici derivati dall'asclepiadina e da altri nuclei cardenolidici
Resinoidi, componenti resinose complesse non completamente caratterizzate
Triterpeni, triterpeni pentaciclici segnalati in studi fitochimici sul genere e rilevati nella specie in quantità non completamente definite
Fitosteroli, beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Flavonoidi, derivati flavonolici e flavonoidici non completamente caratterizzati
Composti fenolici, acidi fenolici e derivati polifenolici non completamente identificati
Saponine, saponine triterpeniche segnalate in quantità modeste
Lattice, miscela di terpenoidi, resine, proteine e metaboliti secondari associati al latice
Proteine ed enzimi del latice, proteasi e proteine difensive caratteristiche del sistema laticifero
Bibliografia
Woodson Robert E. The North American Species of Asclepias L. Annals of the Missouri Botanical Garden. 1954
Seiber James N, Nelson Cliff J, Lee Steven M. Cardenolides in the Latex and Leaves of Asclepias Species. Phytochemistry. 1982
Malcolm Stephen B. Milkweeds, Monarch Butterflies and the Ecological Significance of Cardenolides. Chemoecology. 1991
Agrawal Anurag A, Fishbein Mark. Phylogenetic Escalation and Decline of Plant Defense Strategies. Proceedings of the National Academy of Sciences. 2008
Mabberley David J. Mabberley's Plant-book. 2017
Wink Michael. Biochemistry of Plant Secondary Metabolism. 2010
Harborne Jeffrey B, Williams Christine A. Advances in Flavonoid Research Since 1992. Phytochemistry. 2000
Hagel Jill M, Yeung Elton C, Facchini Peter J. Got Milkweed. The Secret Life of Laticifers. Trends in Plant Science. 2008
Warner Peter J, Willson Mary F. The Biology of Milkweeds and Their Constituents. Economic Botany. 1980
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: La specie contiene glicosidi cardiotonici di tipo cardenolidico documentati nella pianta. Sono riportati effetti tossici negli animali domestici e nel bestiame dopo ingestione, con potenziale coinvolgimento cardiovascolare e gastrointestinale. Pur mancando una caratterizzazione tossicologica completa nell'uomo e dati clinici moderni estesi, l'evidenza fitochimica diretta e i casi di avvelenamento animale supportano una classificazione conservativa di tossicità elevata.
EFFICACIA: NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
Motivazione: Non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche, studi in vivo riproducibili o documentazione fitoterapica moderna sufficientemente solida riferita specificamente ad Asclepias asperula Decne. Le informazioni reperibili riguardano prevalentemente aspetti botanici, ecologici, fitochimici e tossicologici oppure usi etnobotanici storici non supportati da adeguata validazione farmacologica diretta sulla specie.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Asclepias asperula L. Avvertenza: Tutte le parti della pianta sono tossiche per la presenza di glicosidi cardiotossici.
1. PRIMI INTERVENTI URGENTI
Se in bocca:
Rimuovere immediatamente ogni residuo vegetale
Sciacquare abbondantemente con acqua
NON provocare il vomito
Se ingerito:
Somministrare carbone attivato (se disponibile)
Offrire piccoli sorsi d'acqua (solo se cosciente)
Evitare latte o sostanze grasse
2. CONTATTI EMERGENZA
Chiamare immediatamente:
Centro Antiveleni: 02-66101029 (Milano)
Emergenza: 118
Informare:
Nome pianta (Asclepias asperula)
Quantità e parte ingerita
Ora stimata dell'ingestione
Burrows George E., Tyrl Ronald J. Toxic Plants of North America. 2013
Seiber James N., Nelson Cliff J., Lee Steven M. Cardenolides in the Latex and Leaves of Asclepias Species. Phytochemistry. 1982
Malcolm Stephen B. Milkweeds, Monarch Butterflies and the Ecological Significance of Cardenolides. Chemoecology. 1991
Panter Kip E., James Lynn F., Stegelmeier Bryan L. Milkweeds and Other Poisonous Plants Affecting Livestock. Veterinary Clinics of North America Food Animal Practice. 1999
Hagel Jill M., Yeung Elton C., Facchini Peter J. Got Milkweed. The Secret Life of Laticifers. Trends in Plant Science. 2008
Knight Anthony P., Walter Richard G. A Guide to Plant Poisoning of Animals in North America. 2001
Wink Michael. Biochemistry of Plant Secondary Metabolism. 2010
Woodson Robert E. The North American Species of Asclepias L. Annals of the Missouri Botanical Garden. 1954
Mabberley David J. Mabberley's Plant-book. 2017
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA SPECIE CONTIENE GLICOSIDI CARDIOTONICI CARDENOLIDICI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI DIRETTI SULLA SPECIE E SEGNALAZIONI TOSSICOLOGICHE VETERINARIE. L'ASSUNZIONE PUÒ DETERMINARE EFFETTI CARDIOVASCOLARI POTENZIALMENTE GRAVI E L'IMPIEGO FITOTERAPICO NON È SUPPORTATO DA STUDI CLINICI CHE NE DIMOSTRINO SICUREZZA ED EFFICACIA.
IL LATTICE DELLA PIANTA PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE CUTANEA E DELLE MUCOSE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE E BOTANICHE RIFERITE ALLA SPECIE. SI RACCOMANDA DI EVITARE IL CONTATTO CON OCCHI E MUCOSE.
SONO DOCUMENTATI CASI DI TOSSICITÀ NEL BESTIAME CONSEGUENTI ALL'INGESTIONE DELLA PIANTA. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI VETERINARIE E RAPPORTI TOSSICOLOGICI RELATIVI ALLA SPECIE. SEBBENE I DATI CLINICI UMANI SIANO LIMITATI, TALI OSSERVAZIONI SUGGERISCONO UN MARGINE DI SICUREZZA RIDOTTO.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI, VALUTAZIONI FARMACOCINETICHE O STUDI SISTEMATICI SULLE INTERAZIONI FARMACOLOGICHE SPECIFICHE PER ASCLEPIAS ASPERULA DECNE. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI. QUALUNQUE UTILIZZO FITOTERAPICO DEVE PERTANTO ESSERE CONSIDERATO PRIVO DI ADEGUATA VALIDAZIONE DI SICUREZZA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
L'USO FITOTERAPICO DI ASCLEPIAS ASPERULA DECNE È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA SPECIE O AI SUOI COMPONENTI. TALE CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA PRESENZA DI LATTICE E DI METABOLITI BIOLOGICAMENTE ATTIVI CON POTENZIALE ALLERGENICO DOCUMENTATO IN AMBITO TOSSICOLOGICO E BOTANICO.
L'USO INTERNO È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI PATOLOGIE CARDIACHE NOTE O PREGRESSE PER LA PRESENZA DOCUMENTATA DI GLICOSIDI CARDIOTONICI CARDENOLIDICI NELLA SPECIE E PER I CASI DI TOSSICITÀ OSSERVATI NEGLI ANIMALI DOPO INGESTIONE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALTERANTI DELL'EQUILIBRIO IDROELETTROLITICO
ANTIARITMICI
ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI
CARDIOATTIVI O CARDIOTONICI
CARDIOTOSSICI
DIGITALICI
DIGOSSINA
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FARMACI CON PROLUNGAMENTO QT
IPOKALIEMIZZANTI
Non risultano attualmente disponibili preparazioni fitoterapiche standardizzate, titolate e validate per Asclepias asperula Decne. La presenza documentata di glicosidi cardenolidici associata all'assenza di studi clinici di sicurezza ed efficacia rende non definibili titoli terapeutici e posologie evidence-based.
Burrows George E., Tyrl Ronald J. Toxic Plants of North America. 2013
Seiber James N., Nelson Cliff J., Lee Steven M. Cardenolides in the Latex and Leaves of Asclepias Species. Phytochemistry. 1982
Panter Kip E., James Lynn F., Stegelmeier Bryan L. Milkweeds and Other Poisonous Plants Affecting Livestock. Veterinary Clinics of North America Food Animal Practice. 1999
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Knight Anthony P., Walter Richard G. A Guide to Plant Poisoning of Animals in North America. 2001
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non è possibile proporre tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche contenenti Asclepias asperula Decne né indicare dosaggi sicuri per uso umano.
Burrows George E., Tyrl Ronald J. Toxic Plants of North America. 2013
Panter Kip E., James Lynn F., Stegelmeier Bryan L. Milkweeds and Other Poisonous Plants Affecting Livestock. Veterinary Clinics of North America Food Animal Practice. 1999
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Hagel Jill M., Yeung Elton C., Facchini Peter J. Got Milkweed. The Secret Life of Laticifers. Trends in Plant Science. 2008
Knight Anthony P., Walter Richard G. A Guide to Plant Poisoning of Animals in North America. 2001
Wink Michael. Biochemistry of Plant Secondary Metabolism. 2010
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Asclepias asperula Decne è una specie nordamericana appartenente al gruppo delle cosiddette milkweeds, denominate così per il caratteristico lattice bianco che fuoriesce dai tessuti quando la pianta viene danneggiata.
Il nome specifico asperula deriva dall'aspetto ruvido o leggermente scabro di alcune parti vegetative, caratteristica utilizzata storicamente per distinguerla da altre specie del genere Asclepias.
La specie è nota negli Stati Uniti sudoccidentali con il nome comune di antelope horns milkweed, riferito alla forma allungata e ricurva dei follicoli maturi che ricordano le corna dell'antilope americana.
Rappresenta una delle principali piante nutrici di numerose specie di lepidotteri del Nord America, tra cui la celebre farfalla monarca, le cui larve si alimentano delle foglie accumulando cardenolidi difensivi provenienti dalla pianta.
I cardenolidi presenti nella specie costituiscono un classico esempio di coevoluzione tra pianta ed erbivori specializzati: molte specie animali evitano la pianta a causa della tossicità, mentre alcuni insetti hanno sviluppato adattamenti fisiologici che consentono loro di utilizzarla come risorsa alimentare.
La distribuzione naturale comprende prevalentemente regioni aride e semiaride del Texas, del Nuovo Messico, dell'Arizona e del Messico settentrionale, dove cresce su terreni sassosi, calcarei o sabbiosi spesso poveri di sostanza organica.
A differenza di altre specie del genere più frequentemente coltivate come ornamentali, Asclepias asperula è rimasta principalmente una specie spontanea e riveste maggiore interesse ecologico che orticolo o fitoterapico.
Le popolazioni native nordamericane hanno occasionalmente documentato usi tradizionali della pianta, ma tali impieghi risultano limitati e molto meno diffusi rispetto a quelli riportati per altre specie di Asclepias.
I semi possiedono lunghi ciuffi sericei che favoriscono la dispersione anemocora su grandi distanze e che in passato vennero talvolta impiegati come materiale da imbottitura.
La specie è oggi considerata particolarmente importante nei programmi di conservazione degli impollinatori e delle farfalle monarca nelle regioni meridionali del Nord America.