ERBACEA PERENNE ACAULE (O CON FUSTO BREVISSIMO), CON ROSETTA BASALE DI FOGLIE PENNATOSETTE, CORIACEE, SPINOSE SUL MARGINE. CAPOLINO GRANDE (FINO A 15 CM DI DIAMETRO), SOLITARIO AL CENTRO DELLA ROSETTA, CIRCONDATO DA NUMEROSE BRATTEE ESTERNE PATENTI, SPINOSE, ARGENTEE E LUCIDE CHE SI APRONO E CHIUDONO IN BASE ALL'UMIDITÀ ATMOSFERICA. FIORI TUBULOSI DEL DISCO CENTRALI, ERMAFRODITI, DI COLORE BIANCO-ARGENTEO O GIALLASTRO. FRUTTO È UN ACHENIO CON PAPPO PIUMOSO.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ARGENTATO ____ROSSO VIOLACEO
Originaria delle regioni montuose dell'Europa centrale e meridionale. Cresce spontanea in pascoli alpini e subalpini, praterie aride, pendii rocciosi, zone sassose e terreni calcarei, prediligendo suoli ben drenati, poveri e spesso esposti al sole. Si trova generalmente a quote elevate, tra i 1000 e i 2800 metri di altitudine. In Italia è presente soprattutto sulle Alpi e sull'Appennino centro-settentrionale. La sua forma acaule (senza fusto apparente) è un adattamento agli ambienti di alta montagna esposti al vento e al freddo. La sua presenza è tipica di pascoli di altitudine e praterie sassose.
Motivazione: L’uso tradizionale di Carlina acaulis in dosi moderate non è associato a evidenze di effetti avversi gravi. Gli effetti indesiderati noti sono generalmente lievi e transitori (ad esempio disturbi gastrointestinali minori) nelle applicazioni tradizionali, e non vi sono dati che indichino tossicità sistemica significativa a dosi terapeutiche corrette.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Studi in vitro e su modelli animali evidenziano che Carlina acaulis L. possiede attività antimicrobica, antinfiammatoria e di stimolo digestivo; l’uso tradizionale in fitoterapia conferma l’efficacia potenziale soprattutto della radice essiccata e dei suoi estratti, anche se mancano prove cliniche robuste nell’uomo.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Herrmann F., Hamoud R., Sporer F. et al., *Carlina Oxide – A Natural Polyacetylene from Carlina acaulis with Potent Antitrypanosomal and Antimicrobial Properties*
Bonacucina G., Perinelli D. R., Petrelli R., Maggi F., Spinozzi E., *Comprehensive Evaluation of the Antibacterial and Antifungal Activities of Carlina acaulis L. Essential Oil and Its Nanoemulsion*
Strzemski M., Wojas‑Krawczyk K., Sowa I. et al., *In Vitro Antiproliferative Activity of Extracts of Carlina acaulis Subspecies*
Sowa I., Mołdoch J., Paduch R. et al., *Polyphenolic Composition of Carlina acaulis L. Extract and Cytotoxic Potential against Human Cancer Cells*
Study on *Carlina acaulis Exhibits Antioxidant Activity and Counteracts Aβ Toxicity in Caenorhabditis elegans*
Research on *Fractionation of Carlina acaulis L. Root Methanolic Extract as a Promising Path towards New Formulations*
Potenziale uso come agente naturale antimicrobico contro batteri Gram‑positivi (inclusi MRSA) e funghi; possibili applicazioni in formulazioni topiche per supporto batteriostatico e fungistatico. Studi sperimentali in vitro e su preparazioni essenziali evidenziano efficacia antimicrobica dell’olio essenziale e di frazioni specifiche contro numerose specie microbiche, con descrizioni di MIC e attività antivirali selettiva.
Ricerca pharmacologia con isolamento di carlina oxide e test di attività contro batteri e funghi; estratti frazionati mostrano MIC misurabile e bassa citotossicità verso cellule normali, supportando la tradizionale azione antimicrobica.
Potenziale uso come antiossidante per protezione cellulare generica; può ridurre marcatori di stress ossidativo in modelli sperimentali.
Studi fatti: estratti di radice e frazioni ricche di carlina oxide hanno mostrato attività antiossidante e attivazione di fattori di stress cellulari in modello animale semplice (C. elegans), con diminuzione dello stress e parziale ritardo di effetti tossici da Aβ.
Potenziale attività citotossica su linee tumorali umane in vitro
Indicazioni terapeutiche: possibile sviluppo come agente anticancer in vitro per specifiche linee cellulari tumorali (es. melanoma, adenocarcinoma), evidenziando riduzione della proliferazione cellulare.
Studi fatti: estratti di Carlina e sue sottospecie hanno mostrato attività antiproliferativa e induzione di apoptosis nelle linee tumorali umane in saggi in vitro, suggerendo un potenziale fitoterapico anticancerogeno da approfondire.
ALLERGIA O IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLE ASTERACEAE, STIMOLAZIONE UTERINA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO CON POSSIBILE RISCHIO, NON SOMMINISTRARE AI BAMBINI PICCOLI, CONSUMO IN ECCESSO PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, USO INTERNO SCONSIGLIATO AD ALTE DOSI PER RISCHIO DI TOSSICITÀ DELL’OSSIDO DI CARLINA, DISTURBI GASTROINTESTINALI PREESISTENTI COME ULCERA ATTIVA O INFIAMMAZIONE SEVERA, PATOLOGIE MEDICHE GRAVI NON CONTROLLATE (FEGATO/RENE).
INIZIARE CON DOSI BASSE PER VALUTARE TOLLERANZA, EVITARE USO PROLUNGATO SENZA SUPERVISIONE PROFESSIONALE, POSSIBILI INTERAZIONI CON FARMACI NON BEN DOCUMENTATE, EVITARE L’USO TOPICO SU PELLE SENSIBILE PRIMA DI TEST SU PICCOLA AREA, CONSULTARE MEDICO IN CASO DI CONDIZIONI CLINICHE PREESISTENTI, DURANTE TERAPIA FARMACOLOGICA CONCOMITANTE O SE SI SVILUPPANO SINTOMI AVVERSI, MONITORARE PER SEGNI DI ALLERGIA CROCIATA CON PIANTE DELLA FAMIGLIA DELLE ASTERACEAE, NON SUPERARE DOSAGGI TRADIZIONALI CONSIGLIATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
EPATOTOSSICI
GASTROLESIVI
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
1. Estratto liquido di radice di Carlina acaulis
Forma: estratto liquido a base di radice essiccata, solitamente in solvente alcolico o misto (alcol+glicerina).
Posologia: 20–30 gocce (circa 1ml) in acqua o succo 2–4 volte al giorno per uso interno come supporto digestivo e depurativo; agitare bene prima dell’uso.
Note: versioni con solvente senza alcol sono disponibili per chi preferisce evitare etanolo.
2. Radice essiccata per tisane o decotti (integratore “sfuso”)
Forma: radice di Carlina acaulis taglio tisana o in pezzi.
Posologia: 1–3 tazze al giorno di infuso o decotto preparato con radice essiccata; ad esempio 1 cucchiaino di radice in acqua bollente, bollire 5–10min e lasciare in infusione.
Uso: tradizionalmente per favorire digestione e funzioni epatobiliare/gastro‑intestinali.
3. Estratto in decotto o vino medicinale di radice
Forma: preparazione domestica o erboristica tradizionale in cui la radice viene macerata in vino o acqua bollita.
Posologia: variabile secondo tradizione (ad esempio piccolo bicchiere di vino medicinale prima dei pasti).
Uso: usato storicamente come tonico digestivo/depurativo.
Preparazioni Omeopatiche
Carlina acaulis in omeopatia
Forma: rimedio omeopatico sotto il nome Carlina in varie potenze (es. 6C, 30C, ecc.).
Posologia tipica: secondo prescrizione omeopatica, che può variare dalla somministrazione di alcune granuli 1–3 volte al giorno a potenze più alte con somministrazioni più distanziate.
Uso: impiegato in omeopatia secondo i criteri specifici di prescrizione individuale piuttosto che come fitoterapico convenzionale.
Modalità di uso e considerazioni generali
Le tinture/estratti liquidi sono comode per un uso moderno e consentono regolazioni di dose precise.
Le tisane/decotti da radice essiccata rappresentano la forma più tradizionale e possono essere preparate in casa seguendo le dosi indicate.
Le preparazioni omeopatiche seguono la farmacodinamica omeopatica, diversa dall’utilizzo fitoterapico diretto della pianta.
Le dosi qui riportate sono indicative e possono variare in base al prodotto specifico e alle istruzioni del produttore o del professionista sanitario.
Si raccomanda cautela in gravidanza, allattamento, condizioni mediche gravi o in presenza di allergie alla famiglia delle Asteraceae.
Bibliografia
Bonacucina G., Perinelli D. R., Petrelli R., Maggi F., Spinozzi E., *Comprehensive Evaluation of the Antibacterial and Antifungal Activities of Carlina acaulis L. Essential Oil and Its Nanoemulsion*
Polyphenolic Composition of Carlina acaulis L. Extract and Cytotoxic Potential against Colorectal Adenocarcinoma and Cervical Cancer Cells
Herrmann F., Hamoud R., Sporer F. et al., *Carlina Oxide – A Natural Polyacetylene from Carlina acaulis with Potent Biological Properties*
Fractionation of Carlina acaulis L. Root Methanolic Extract as a Promising Path towards New Formulations
European Medicines Agency, *Carlinae Radix Summary Report*
Vitalibrary.com, *Carlina acaulis: Herbal Benefits, Traditional Uses, Dosage, and Risks*
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
1) Tisana per digestione e depurazione – Carlina acaulis + Matricaria chamomilla + Foeniculum vulgare
Indicazione d’uso: sostegno della digestione, sollievo da tensione addominale e azione depurativa leggera.
Composizione per dose (1 tazza):
Carlina acaulis (radice essiccata) — 1,0–1,2g
Matricaria chamomilla (fiori) — 1,5–2,0g
Foeniculum vulgare (semi) — 1,0g
Preparazione: porre l’erba in acqua bollente, coprire e far infondere per 8–10min; filtrare.
Posologia: 1–2 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti principali o dopo pasti abbondanti.
Profilo d’uso: la radice di Carlina aggiunge sapore amaro e stimolo digestivo, la camomilla calma muscolatura liscia e promuove la digestione, il finocchio facilita la riduzione di gas e tensione addominale.
2) Infuso per funzioni epatobiliari e depurative – Carlina acaulis + Taraxacum officinale + Urtica dioica
Indicazione d’uso: supporto della funzione epatica, azione depurativa generale, stimolo della diuresi.
Composizione per dose (1 tazza):
Carlina acaulis (radice) — 1,0g
Taraxacum officinale (foglie e radice) — 1,5g
Urtica dioica (foglie) — 1,0g
Preparazione: infondere in acqua bollente per 8–10min, poi filtrare.
Posologia: 1–2 tazze al giorno, preferibilmente al mattino e a metà giornata.
Profilo d’uso: la radice di Carlina tradizionalmente è considerata depurativa e diuretica; il tarassaco è usato come tonico epatico e stimolante della bile; l’ortica incrementa l’attività depurativa e di sostegno generale dei tessuti.
3) Tisana per irritazioni cutanee e supporto immunitario – Carlina acaulis + Calendula officinalis + Salvia officinalis
Indicazione d’uso: sostegno alle funzioni di barriera cutanea e mucosa, azione antinfiammatoria leggera; complemento per irritazioni non gravi.
Composizione per dose (1 tazza):
Carlina acaulis (radice) — 0,8–1,0g
Calendula officinalis (fiori) — 1,5g
Salvia officinalis (foglie) — 1,0g
Preparazione: infusione in acqua bollente per 8–10min; filtrare e bere tiepido.
Posologia: 1 tazza al giorno.
Profilo d’uso: l’unione di calendula (lenitiva) e salvia (antimicrobica e mucosa‑supportiva) con la radice di Carlina può essere impiegata come aiuto nelle irritazioni cutanee o del cavo orale leggermente infiammate.
4) Decotto tonico amaro per appetito e stimolo digestivo – Carlina acaulis + Gentiana lutea + Cynara scolymus
Indicazione d’uso: stimolo dell’appetito, attività amara tonica, supporto digestivo profondo.
Composizione per dose decotto:
Carlina acaulis (radice) — 1,2g
Gentiana lutea (radice) — 0,5–1,0g
Cynara scolymus (foglie) — 1,0g
Preparazione: mettere le erbe in acqua fredda, portare a ebollizione e far sobbollire 10–15min; filtrare e consumare.
Posologia: 1 tazza al giorno prima dei pasti.
Profilo d’uso: le radici amare come gentiana e Carlina insieme alle foglie di carciofo stimolano la produzione di succhi gastrici e biliari, favorendo appetito e digestione sana nei soggetti con digestione lenta o scarso appetito.
Indicazioni generali di sicurezza
Carlina acaulis può essere irritante se usata in dosi elevate; attenersi ai dosaggi indicati.
Evitare l’uso durante gravidanza e allattamento e nei bambini molto piccoli; alcune sue componenti possono stimolare l’attività muscolare uterina o irritare le mucose a dosi elevate.
Le tisane proposte sono pensate per uso occasionale o ciclico, non come trattamento prolungato senza consulto professionale.
Qualsiasi stato clinico preesistente o uso di farmaci concomitanti richiede consulto con un erborista o medico prima dell’uso.
Bibliografia
Bunse M. et al., *Insight into the secondary metabolites of Carlina acaulis L.*
Bonacucina G. et al., *Comprehensive evaluation of the antibacterial and antifungal activities of Carlina acaulis L. essential oil and its nanoemulsion*
Polyphenolic Composition of Carlina acaulis L. Extract and Cytotoxic Potential against Colorectal Adenocarcinoma and Cervical Cancer Cells
Fractionation of Carlina acaulis L. Root Methanolic Extract as a Promising Path towards New Formulations against Bacillus cereus and MRSA
Carlina acaulis in *Plants for a Future*: traditional use and preparation of root teas
Vitalibrary.com, *Carlina acaulis: Herbal Benefits, Traditional Uses, Dosage, and Risks*
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Carlina acaulis L. è considerata una pianta visitata dagli insetti impollinatori (inclusi api e farfalle) e quindi mellifera, ma non dà origine a un miele monoflora commercialmente distinto. Le sue grandi infiorescenze fioriscono tra giugno e settembre e attirano gli insetti, contribuendo al bottinamento di nettare e polline nei prati alpini e sub‑alpini dove cresce spontaneamente.
Carlina acaulis, nota anche come carlina comune o carlina maggiore, è stata storicamente impiegata in cucina, soprattutto nelle regioni alpine e appenniniche, sfruttando radici e talvolta germogli giovani.
Radice: la parte più pregiata, simile a una carota amara, commestibile dopo cottura o preparazione specifica.
Germogli e base della rosetta fogliare: consumati cotti come verdura selvatica.
Modalità di consumo
Radice lessata o al vapore:
Dopo pulizia e sbucciatura, la radice può essere lessata 15–20 min fino a diventare tenera.
Consumata con un filo d’olio, burro o burro aromatizzato, oppure aggiunta a zuppe e minestre.
Fritture o pastellati:
Radici tagliate a rondelle sottili o a julienne possono essere impanate e fritte leggermente, risultando croccanti all’esterno e morbide all’interno.
Le radici hanno il gusto del Finocchio
Purè o creme:
Lessata e frullata, la radice può essere unita a patate o altre verdure per creare purè dal sapore amarognolo e aromatico, utile come contorno raffinato.
Germogli e base delle foglie:
Cotti come spinaci o bieta, con breve bollitura o saltati in padella con olio e aglio, vengono consumati come verdura selvatica dal gusto leggermente amaro.
Carlina viene dal latino Carolus perché pare che Carlo Magno avesse impiegato le radici per far guarire i propri soldati dalla peste ma deriva probabilmente anche da “carla” o “carletta”, antico termine latino riferito a radici amaro‑toniche. “Acaulis” significa “senza fusto”, poiché la rosetta di foglie è a livello del suolo, con fiori grandi a forma di margherita centrale visibili sopra le foglie.
Fioritura e habitat: Fiorisce tra giugno e settembre in prati e pascoli montani di alta quota (Alpi e Appennini), prediligendo terreni calcarei e ben drenati. È spesso considerata simbolo dei prati alpini.
Tradizione popolare e usi magici:
Nei secoli passati, i contadini alpini ritenevano che le radici avessero proprietà protettive e apotropaiche, capaci di scacciare demoni o malocchio se appese alle porte delle case.
La pianta era chiamata “scaccia‑streghe” o “radice del diavolo” nelle tradizioni popolari centro‑europee.
I fiori venivano talvolta utilizzati come ornamento rituale o per decorazioni estive dei villaggi.
Proprietà medicinali storiche:
Radice amara utilizzata come digestivo e tonico epatico.
Uso tradizionale come diuretico, depurativo e stimolante dell’appetito nelle cucine montane.
Impiego topico come cataplasma per ferite e dermatiti nella medicina popolare alpina.
Ruolo ecologico:
Pianta mellifera, visitata da api e farfalle, contribuisce alla biodiversità dei prati alpini.
Il polline e il nettare forniscono risorse alimentari in ambienti montani poveri di fiori durante l’estate.
Curiosità gastronomiche:
Tradizionalmente considerata “verdura selvatica povera”, oggi è riscoperta come ingrediente gourmet per radici e germogli nelle cucine alpine.
Il gusto amarognolo della radice viene valorizzato in purè, zuppe e fritture.
Simbolismo e arte:
Il fiore di Carlina, per la sua forma e durata, è stato talvolta essiccato e utilizzato in decorazioni floreali tradizionali.
In alcune culture, la pianta simboleggia resilienza e protezione, poiché cresce vigorosa a livello del suolo tra rocce e prati poveri.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Pharmacopoeia 10th Edition (2020). Carlinae radix. Strasbourg: EDQM.
Appendino, G., et al. (1984). The structure of carlina oxide. Tetrahedron Letters, 25(8), 841-842.
Hegnauer, R. (1996). Chemotaxonomie der Pflanzen. Band 4. Birkhäuser Verlag.