ALBERO DECIDUO DI MEDIE DIMENSIONI CHE RAGGIUNGE I 10-20 METRI DI ALTEZZA, CON UNA CHIOMA AMPIA E IRREGOLARE. LA CORTECCIA È LISCIA E GRIGIO-VERDASTRA DA GIOVANE, DIVENTANDO RUVIDA E MARRONE CON L'ETÀ. LE FOGLIE SONO COMPOSTE PARIPENNATE, LUNGHE FINO A 30-40 CM, CON 3-8 PAIA DI FOGLIOLINE OVATE O ELLITTICHE, DI COLORE VERDE BRILLANTE. I FIORI SONO APPARISCENTI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, PENDULI E RAGGRUPPATI IN LUNGHE RACEMI ASCELLARI CHE POSSONO RAGGIUNGERE I 30-60 CM DI LUNGHEZZA. IL FRUTTO È UN LEGUME CILINDRICO, LISCIO E INDEISCENTE, LUNGO 30-60 CM E LARGO CIRCA 2 CM, CONTENENTE NUMEROSI SEMI DISCOIDALI IMMERSI IN UNA POLPA NERASTRA E DOLCIASTRA.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO DORATO
Prospera in climi caldi e umidi. Si trova spesso in foreste decidue secche e umide, boschi aperti, savane alberate e lungo i corsi d'acqua. Predilige suoli ben drenati, da argillosi a sabbiosi, e può tollerare una certa siccità. La sua distribuzione è ampia, comprendendo regioni dell'Asia meridionale e sud-orientale, come India, Sri Lanka, Thailandia e Pakistan, ma è anche coltivata in molte altre parti del mondo con climi simili, inclusi i Caraibi, l'America Latina e alcune zone dell'Africa.
Motivazione: A dosi terapeutiche corrette la polpa del frutto è generalmente ben tollerata. Gli effetti indesiderati, quando presenti, sono lievi e consistono principalmente in modesto effetto lassativo o feci molli, previsti come parte dell’azione fisiologica; l’uso improprio o prolungato può aumentare il rischio di disturbi intestinali.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Cassia fistula L. è riconosciuta come lassativo dolce per la stipsi occasionale. Studi clinici, osservazionali e monografie autorevoli confermano l’efficacia della polpa del frutto nel favorire il transito intestinale con minore irritazione rispetto ad altri lassativi antrachinonici, se utilizzata correttamente e per brevi periodi.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Gruenwald J., Brendler T., PDR for Herbal Medicines
Khare C.P., Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
Indicata nel trattamento della stipsi occasionale, soprattutto in soggetti sensibili, anziani e bambini. Studi clinici e osservazionali confermano l’efficacia della polpa del frutto grazie ai derivati antrachinonici a bassa irritatività associati a zuccheri e mucillagini.
Evidenziata da studi clinici comparativi che mostrano un effetto più fisiologico e meno crampogeno rispetto ad altri lassativi antrachinonici.
Attività antiossidante
Dimostrata in studi in vitro su estratti del frutto e della polpa, con capacità di neutralizzazione dei radicali liberi.
Attività antinfiammatoria lieve
Evidenziata in modelli sperimentali in vitro e animali, utile come supporto nei disturbi intestinali funzionali.
Attività antimicrobica moderata
Osservata in studi in vitro contro alcuni batteri e funghi, senza indicazioni cliniche dirette.
Effetto epatoprotettivo potenziale
Riscontrato in modelli animali, soprattutto in contesti di stress ossidativo.
GRAVIDANZA (EFFETTO STIMOLANTE UTERINO), ALLATTAMENTO, BAMBINI SOTTO I 10 ANNI, OCCLUSIONI INTESTINALI, APPENDICITE, MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI IN FASE ACUTA, DISIDRATAZIONE, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AGLI ANTRACHINONI, INSUFFICIENZA RENALE/EPATICA GRAVE
LIMITARE L'USO A MASSIMO 7 GIORNI CONSECUTIVI, MONITORARE ELETTROLITI EMATICI (SOPRATTUTTO POTASSIO), EVITARE L'ASSOCIAZIONE CON DIURETICI TIAZIDICI O CORTICOSTEROIDI, IDRATARSI ABBONDANTEMENTE (2-3L ACQUA/DIE), PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI IN SENNOSIDI (NON POLPA GREZZA), SOSPENDERE GRADUALMENTE PER EVITARE REBOUND DI STIPSI, NON UTILIZZARE IN CASO DI DOLORI ADDOMINALI DI ORIGINE SCONOSCIUTA.
LA POLPA DEL FRUTTO MATURO (USATA TRADIZIONALMENTE) CONTIENE FINO AL 2% DI DERIVATI ANTRACHINONICI. L'USO CRONICO PUò CAUSARE MELANOSI COLI E ATONIA INTESTINALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIARITMICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
GLICOSIDI CARDIOATTIVI
IPOKALIEMIZZANTI
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco di Cassia fistula
Estratto secco di frutto standardizzato in mucillagini e componenti attivi tipici della polpa. Utilizzato per favorire la regolarità del transito intestinale.
Posologia indicativa: 1–2 capsule al giorno alla sera, con acqua, preferibilmente dopo pasto. Questa forma è adatta per brevi cicli di uso occasionale.
Polvere/Churna di polpa essiccata
Polvere di polpa del frutto, forma tradizionale ayurvedica.
Posologia tipica: 3–6 g di polvere mescolate con acqua tiepida o miele 1–2 volte al giorno per favore la motilità intestinale. Non superare circa 8 g al giorno senza supervisione professionale.
Questo dosaggio deriva dall’uso tradizionale e pratiche fitoterapiche moderne.
Decotto della polpa
Decotto preparato facendo bollire 5–10 g di polpa schiacciata in acqua fino a riduzione; consumare 200 mL al giorno, preferibilmente la sera, come formulazione più “estrattiva” con effetto lassativo.
Gocce erboristiche liquide
Preparazioni liquide di estratto di Cassia fistula (a base di frutti) finalizzate alla regolarità intestinale.
Posologia orientativa: 20–30 gocce diluite in poca acqua 1–2 volte al giorno prima dei pasti o alla sera per sostenere transito.
Integratori Combinati
Esistono formulazioni alimentari che associano Cassia fistula ad altre erbe per la regolarità intestinale e comfort digestivo. Un esempio commerciale include capsule con polpa di Cassia fistula in combinazione con altre fibre/estratti.
Posologia comune: 1–2 compresse al giorno, preferibilmente la sera o con pasti, secondo istruzioni specifiche del produttore.
Preparazioni Omeopatiche
Titolazioni omeopatiche (Diluzioni CH)
Preparate da diluizioni del frutto di Cassia fistula in potenze omeopatiche (es. 6 CH, 12 CH, 30 CH, 200 CH).
Queste diluizioni sono impiegate in omeopatia per disturbi digestivi e sintomi associati alla stitichezza o discomfort addominale.
Posologia omeopatica tipica:
Gocce: 3–5 gocce in acqua 2 volte al giorno, o secondo prescrizione del medico omeopata; nei bambini 2–3 gocce in acqua 2 volte al giorno (sempre sotto guida professionale).
Globuli: numero di granuli (es. 5–10) più volte al giorno o secondo indicazione omeopatica personalizzata.
Tintura madre omeopatica
La tintura madre può essere usata come base per ulteriori diluizioni omeopatiche, con schemi di dose variabili in base a condizione, età e sensibilità individuale, sempre sotto supervisione di un omeopata esperto.
Indicazioni generali d’uso
Tutte le forme fitoterapiche a base di Cassia fistula sono intese per uso occasionale, non per uso cronico.
Le formulazioni omeopatiche sono utilizzate in base ai principi della prescrizione omeopatica individualizzata e non seguono dosaggi fissi standard tipici dei fitoterapici.
È consigliabile seguire le indicazioni del produttore o del professionista sanitario e non eccedere le dosi consigliate.
In caso di gravidanza, allattamento o condizioni mediche pregresse, consultare un professionista prima dell’uso.
Bibliografia
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants
Khare C.P., Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
Cassia fistula: Uses, Qualities, Dosage and Safety – Ask Ayurveda
Herbal Extract Profiles: Cassia fistula fruit extract specifications
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana semplice di Cassia fistula
Preparare un infuso con 2–4 g di polpa essiccata di frutto (circa un cucchiaino raso) in 200–250 mL di acqua bollente, lasciare in infusione 8–10 minuti, filtrare e bere una tazza al giorno, preferibilmente la sera. Questa semplice tisana favorisce la regolarità del transito intestinale in modo dolce.
Infuso combinato di Cassia fistula e Plantago ovata
Unire polpa essiccata di Cassia fistula (2 g) con semi di Plantago ovata (1–2 g) per una bevanda sinergica che integra l’azione lassativa dolce con fibre che migliorano il volume fecale e la motilità fisiologica. Preparare in 200–250 mL di acqua bollente, infondere 8–10 minuti, e assumere una tazza al giorno, preferibilmente alla sera.
Tisana con Cassia fistula, Malva sylvestris e Foeniculum vulgare
Mescolare polpa essiccata di Cassia fistula (2 g) con fiori/ foglie di Malva (2 g) e semi di finocchio (1 g). L’azione combinata è delicata: la malva apporta mucillagini emollienti che possono attenuare eventuali fastidi gastrointestinali, e il finocchio contribuisce al comfort digestivo. Versare in acqua bollente, lasciare in infusione 8–10 minuti e bere una tazza al giorno, dopo pasto o alla sera.
Formulazione con Cassia fistula e Matricaria chamomilla
Combinare polpa di Cassia fistula (2 g) con fiori di camomilla (2 g) per una tisana adatta in caso di fastidio addominale associato a transito lento. La camomilla apporta proprietà antispasmodiche e lenitive. Infondere in 200–250 mL di acqua bollente per 8–10 minuti, filtrare e assumere 1 tazza al giorno, preferibilmente in serata.
Infuso con Cassia fistula e Tamarindus indica
Unire polpa di Cassia fistula (2 g) con polpa di tamarindo essiccato (2 g) per una tisana con azione lassativa moderata e gusto fruttato più gradevole. Preparare in acqua bollente, infondere 8–10 minuti e bere una tazza al giorno.
Indicazioni Generali d’Uso
Tutte le tisane proposte sono intese per uso occasionale e non dovrebbero essere assunte per periodi prolungati senza supervisione professionale.
È consigliabile non superare 7–10 giorni consecutivi di assunzione per stimolare la regolarità intestinale.
Le tisane con piante addizionali (Plantago, Malva, Finocchio, Camomilla, Tamarindo) sono studiate in erboristeria per migliorare tollerabilità, comfort gastrointestinale e regolarità.
In presenza di gravidanza, allattamento, patologie intestinali infiammatorie, ostruzioni, dolore addominale acuto o sintomi severi, interrompere l’uso e consultare un professionista.
L’uso deve essere moderato e integrato a corrette abitudini alimentari e idriche.
Bibliografia
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants
Khare C.P., Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
Herbal Formulations for Digestive Health – Integrative Practice Guides
Therapeutic Herbalism: Evidence and Practice in Digestive Disorders
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione del vino nutraceutico di Cassia fistula
La preparazione proposta nello studio prevede l’uso della polpa matura del frutto di Cassia fistula come materia prima per la fermentazione alcolica. In sintesi:
Raccolta e preparazione della polpa — la polpa matura viene separata dai semi legnosi.
Preparazione del mosto — la polpa viene ridotta in purea e lasciata fermentare, solitamente con l’aggiunta di zuccheri (se necessari) e lieviti selezionati per avviare la fermentazione alcolica.
Fermentazione alcolica — il mosto viene fermentato fino a ottenere un vino con un contenuto alcolico attorno a 11,5%, secondo i parametri del processo.
Maturazione e stabilizzazione — dopo la fermentazione alcolica, il vino viene filtrato e stabilizzato prima dell’imbottigliamento.
Uso del vino di Cassia fistula
Il prodotto è concepito come un vino nutraceutico, cioè una bevanda alcolica funzionale con componenti bioattivi.
Dalle analisi descritte nello studio, questo vino possiede attività antiossidante significativa dovuta ai composti fenolici derivati dalla polpa del frutto, insieme a un contenuto zuccherino bilanciato e profilo nutrizionale interessante.
La bevanda può essere consumata come vino funzionale con potenziali benefici legati ai composti presenti nella polpa, ma non sostituisce indicazioni terapeutiche specifiche e va bevuto responsabilmente come qualunque altra bevanda alcolica.
Questa è una proposta di prodotto funzionale sperimentale sviluppata in ambito di ricerca e non è necessariamente ampiamente commercializzata; tuttavia mostra che Cassia fistula può essere impiegata in preparazioni alcoliche creative ad uso nutraceutico piuttosto che medico.
Bibliografia
Rathod S. A., Bornare D. T., Jaiswal S. G., *Cassia Fistula Fruit as a Novel Source of Nutraceutical Wine*, Journal of Advances in Biology & Biotechnology
World Health Organization, *WHO Monographs on Selected Medicinal Plants*
Wichtl M., *Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals*
Khare C. P., *Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary*
Cassia fistula: Traditional Uses and Phytochemical Profile – Comprehensive Herbal Reference
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE LASSATIVE E PURGANTI
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
È conosciuta come “pioggia d’oro” (Golden Shower Tree) per le spettacolari infiorescenze pendule giallo intenso, ed è uno degli alberi ornamentali più iconici delle regioni tropicali.
In India e Sri Lanka è considerata una pianta sacra e simbolica: i fiori sono associati alla purezza, alla rinascita e alla prosperità.
È il fiore nazionale della Thailandia, dove rappresenta unità, regalità e buon auspicio; viene utilizzata nelle celebrazioni ufficiali e religiose.
Nella medicina ayurvedica è nota come Aragvadha, termine che significa “colui che elimina le malattie”, a testimonianza della lunga tradizione terapeutica.
È una delle poche piante lassative tradizionali considerate adatte anche ai bambini e agli anziani, grazie alla dolcezza d’azione della polpa del frutto rispetto ad altri lassativi antrachinonici.
I baccelli legnosi possono rimanere sull’albero per mesi dopo la maturazione, diventando quasi una firma botanica della specie.
Storicamente veniva impiegata anche come colorante naturale e come ingrediente in preparazioni cosmetiche tradizionali.
Il legno è duro e resistente ed è stato utilizzato localmente per attrezzi, utensili e piccoli lavori di falegnameria.
In alcune culture asiatiche, il consumo rituale della polpa del frutto era associato a pratiche di purificazione stagionale del corpo.
È citata in antichi testi di materia medica araba, persiana e indiana, risultando una delle piante medicinali tropicali più conosciute prima dell’era moderna.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Anonymous. (1992). Indian Medicinal Plants: A Compendium of 500 Species. Vol. 1. Orient Longman.
Evans, W. C. (2009). Trease and Evans' Pharmacognosy. 16th ed. Edinburgh: Saunders/Elsevier.
Khare, C. P. (2007). Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary. Springer Science & Business Media.
Nadkarni, K. M. (1976). Indian Materia Medica. Vol. 1. Popular Prakashan.
Williamson, E. M., Driver, S., & Baxter, K. (2005). Major Herbs of Ayurveda. Churchill Livingstone.