Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Ranunculanae
Ordine Ranunculales
Famiglia Berberidaceae
Genere Caulophyllum
Specie Caulophyllum thalictroides
Famiglia:
Radice Blu, Blue Cohosh, Cohosh Blu, Papparadice, Ginseng Femminile, Radice Squaw, Radice Di Leone, Ginseng Americano, Cohosh Delle Montagne, Radice Gravidanza, Radice Di Papoose, Radice Di Meadow, Cohosh Azzurro, Radice Di Bead, Cohosh Delle Donne, Radice Di Blueberry, Cohosh Delle Rocce, Radice Di Gravidanza Delle Donne Indiane, Squaw Root, Blue Cohosh, Blue Ginseng, Yellow Ginseng, Papoose Root
Caulophyllum Thalictroides Var. Thalictroides, Leontice Thalictrifolium Salisb., Leontice Thalictroides L.
PIANTA ERBACEA PERENNE CHE RAGGIUNGE UN'ALTEZZA DI 0.3-1 METRO, CON UN FUSTO ERETTO E ROBUSTO CHE EMERGE DA UN GROSSO RIZOMA LEGNOSO RAMIFICATO E STRISCIANTE. LE FOGLIE BASALI SONO ASSENTI O PRESTO CADUCHE. LE FOGLIE CAULINE SONO GRANDI, COMPOSTE, BITERNATE, CON SEGMENTI LOBATI O DENTATI, DI COLORE VERDE BLUASTRO. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE VERDE-GIALLASTRO O PORPORA, PRIVI DI PETALI E PORTATI IN PANNOCCHIE TERMINALI RAMIFICATE. I FRUTTI SONO INSOLITI: DUE SEMI GLOBOSI, DURI E DI COLORE BLU SCURO, NON RACCHIUSI IN UN VERO PERICARPO, CHE APPAIONO COME BACCHE.
Predilige boschi umidi di latifoglie, foreste miste e zone ombreggiate con suoli ricchi di humus e ben drenati. Si trova spesso in sottoboschi di foreste mature, lungo i corsi d'acqua, in burroni umidi e su pendii boscosi. Preferisce suoli neutri o leggermente acidi e si sviluppa meglio in condizioni di ombra parziale o completa. La sua distribuzione è limitata al Nord America orientale, estendendosi dal Canada sud-orientale e dal Maine fino al sud degli Stati Uniti, in regioni come i Monti Appalachi e le zone circostanti.
American Herbal Pharmacopoeia, Blue Cohosh Rhizome and Root Caulophyllum thalictroides Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2002
Upton Roy, Blue Cohosh Rhizome and Root Analytical Therapeutic and Quality Control Monograph, American Herbal Pharmacopoeia, 2002
McGuffin Michael, American Herbal Products Association Botanical Safety Handbook Second Edition, 2013
Foster Steven, Tyler's Honest Herbal A Sensible Guide to the Use of Herbs and Related Remedies, 1999
Newall Carol A, Anderson Linda A, Phillipson J David, Herbal Medicines A Guide for Health Care Professionals, 1996
Kennelly Edward J, Rutherford Tamara, Phipps Susan, Blue Cohosh Caulophyllum thalictroides Constituents and Biological Activity, Phytomedicine, 1999
Jones T K, Blue Cohosh Analysis of Alkaloidal and Saponin Constituents, Journal of Natural Products, 1990
Geller Steven E, Studee Laura, Contemporary Applications and Safety Considerations of Blue Cohosh, Journal of Herbal Pharmacotherapy, 2006
Dugoua Jean Jacques, Perri Daniel, Seely Dugald, Safety and Efficacy of Blue Cohosh Caulophyllum thalictroides During Pregnancy and Lactation, Canadian Journal of Clinical Pharmacology, 2008
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: Sono documentati casi clinici, osservazioni tossicologiche e dati farmacologici diretti sulla specie che riportano effetti avversi materni, fetali e neonatali associati all'uso di Caulophyllum thalictroides, in particolare durante gravidanza e parto. Gli alcaloidi chinolizidinici e alcune saponine triterpeniche sono associati a tossicità cardiovascolare, vasocostrizione, alterazioni della contrattilità uterina e potenziali effetti tossici fetali. La tossicità è sufficientemente documentata nella letteratura scientifica e nelle monografie di sicurezza da giustificare una classificazione elevata anche quando la pianta viene utilizzata secondo pratiche erboristiche tradizionali.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Esistono dati etnobotanici consolidati e numerosi studi farmacologici in vitro e in vivo relativi soprattutto all'attività uterotonica e agli effetti sulla muscolatura liscia uterina. Tuttavia mancano studi clinici controllati di qualità adeguata che dimostrino efficacia terapeutica e sicurezza per indicazioni specifiche. Le evidenze disponibili sono limitate, indirette o associate a preparazioni tradizionali non standardizzate. Con un criterio conservativo l'efficacia terapeutica generale della specie non può essere considerata confermata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo convincente efficacia terapeutica clinica per Caulophyllum thalictroides in specifiche indicazioni mediche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività uterotonica e stimolante della contrattilità uterina. Supportata da studi farmacologici in vitro su tessuto uterino e da studi in vivo animali. L'attività rappresenta la proprietà biologica meglio documentata della specie, ma non è stata adeguatamente validata da studi clinici moderni e il profilo di sicurezza risulta problematico.
Attività ossitocico-simile. Supportata da studi farmacologici in vitro e in vivo che hanno evidenziato incremento della contrattilità della muscolatura uterina. Le evidenze sono principalmente sperimentali e non consentono una conferma terapeutica clinica.
Attività vasocostrittrice. Supportata da studi farmacologici sperimentali e da osservazioni tossicologiche correlate ai costituenti attivi della specie. Le evidenze riguardano prevalentemente effetti biologici e tossicologici piuttosto che applicazioni terapeutiche validate.
Attività cardiovascolare. Studi in vitro, studi animali e segnalazioni cliniche hanno documentato effetti sul tono vascolare e sulla funzione cardiaca. Le evidenze disponibili sono maggiormente rilevanti sotto il profilo della sicurezza che dell'efficacia terapeutica.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente utilizzata dalle popolazioni indigene del Nord America come rimedio femminile associato alla preparazione al parto.
Tradizionalmente impiegata per favorire il travaglio e facilitare le contrazioni uterine.
Tradizionalmente utilizzata nei disturbi mestruali, in particolare dismenorrea e irregolarità del ciclo.
Tradizionalmente impiegata come rimedio per spasmi uterini e crampi associati alla funzione riproduttiva femminile.
Tradizionalmente utilizzata nella fitoterapia eclettica nordamericana come tonico uterino.
I dati disponibili sulla specie risultano complessivamente limitati. Gran parte della letteratura moderna riguarda aspetti farmacologici e tossicologici piuttosto che dimostrazioni cliniche di efficacia. Le proprietà tradizionalmente attribuite alla specie non possono essere considerate clinicamente confermate secondo gli attuali criteri dell'evidence-based medicine.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
American Herbal Pharmacopoeia, Blue Cohosh Root Caulophyllum thalictroides Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2002
Catherine Ulbricht, Blue Cohosh Caulophyllum thalictroides Systematic Review by Natural Standard Research Collaboration, 2013
Edward Mills, Kieran Seely, Safety of Herbal Medicines in Pregnancy Systematic Review, 2005
Paula Gardiner, Richard L. Kemper, Herbs in Pregnancy and Lactation An Evidence Based Approach, 2003
Norman R. Farnsworth, Biological and Phytochemical Evaluation of Plants IX Blue Cohosh, 1969
J. T. Jones, J. Lawson, Profound Neonatal Congestive Heart Failure Caused by Maternal Consumption of Blue Cohosh Herbal Medication, Journal of Pediatrics, 1998
Adrienne B. McKeown, Blue Cohosh and Adverse Birth Outcomes Case Reports and Review of the Literature, 1999
Tieraona Low Dog, The Use of Botanicals During Pregnancy and Lactation, Alternative Therapies in Health and Medicine, 2009
Steven Foster, James A. Duke, A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs of Eastern and Central North America, 2000
Tyler V. Smith, Blue Cohosh Safety and Toxicology Review, HerbalGram, 2012
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE TOSSICITÀ CARDIOVASCOLARE. STUDI FARMACOLOGICI IN VITRO E IN VIVO E SEGNALAZIONI CLINICHE INDICANO CHE ALCUNI ALCALOIDI E SAPONINE DELLA SPECIE POSSONO INFLUENZARE IL TONO VASCOLARE E LA FUNZIONE CARDIACA. LE EVIDENZE DERIVANO DA STUDI SPERIMENTALI E DA CASI CLINICI UMANI.
POSSIBILE TOSSICITÀ FETALE E NEONATALE. SONO DISPONIBILI SEGNALAZIONI CLINICHE E REVISIONI TOSSICOLOGICHE CHE DESCRIVONO ASSOCIAZIONI TRA ESPOSIZIONE MATERNA ALLA SPECIE E COMPLICANZE NEONATALI, COMPRESE ALTERAZIONI CARDIOVASCOLARI. LE EVIDENZE SONO PRINCIPALMENTE OSSERVAZIONALI E BASATE SU CASE REPORT.
NECESSITÀ DI STANDARDIZZAZIONE DELLA DROGA. GLI STUDI DISPONIBILI MOSTRANO NOTEVOLE VARIABILITÀ QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEI COSTITUENTI ATTIVI TRA PREPARAZIONI DIFFERENTI. L'EVIDENZA DERIVA DA ANALISI FITOCHIMICHE E FARMACOGNOSTICHE DELLA SPECIE.
ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI ADEGUATI PER LA MAGGIOR PARTE DELLE INDICAZIONI TERAPEUTICHE TRADIZIONALI. LE EVIDENZE DISPONIBILI SONO PREVALENTEMENTE FARMACOLOGICHE, TOSSICOLOGICHE, ETNOBOTANICHE O BASATE SU CASI CLINICI ISOLATI. TALE LIMITAZIONE RIDUCE L'AFFIDABILITÀ DELLE CONCLUSIONI RELATIVE A EFFICACIA E SICUREZZA.
LA MAGGIOR PARTE DEI DATI DI SICUREZZA DISPONIBILI RIGUARDA PREPARAZIONI TRADIZIONALI E NON CONSENTE UNA DEFINIZIONE PRECISA DEL PROFILO RISCHIO-BENEFICIO PER ESTRATTI MODERNI STANDARDIZZATI. L'EVIDENZA DERIVA DA REVISIONI DELLA LETTERATURA E VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE DELLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
L'USO RICHIEDE CAUTELA E SUPERVISIONE ESPERTA.
GRAVIDANZA. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE CHE DOCUMENTANO ATTIVITÀ UTEROTONICA E STIMOLAZIONE DELLA CONTRATTILITÀ UTERINA, NONCHÉ DA SEGNALAZIONI CLINICHE E TOSSICOLOGICHE ASSOCIATE A ESITI AVVERSI MATERNO-FETALI.
STORIA DI CARDIOPATIA ISCHEMICA, ANGINA PECTORIS, IPERTENSIONE ARTERIOSA SEVERA O PATOLOGIE VASCOLARI SIGNIFICATIVE. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE DIRETTE SULLA SPECIE E DA CASI CLINICI CHE HANNO DOCUMENTATO EFFETTI VASOCOSTRITTORI E CARDIOVASCOLARI ATTRIBUITI AI COSTITUENTI DELLA DROGA.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A CAULOPHYLLUM THALICTROIDES. SONO DOCUMENTATE REAZIONI AVVERSE CORRELATE ALL'ESPOSIZIONE ALLA SPECIE NELLA PRATICA FITOTERAPICA E TOSSICOLOGICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco della radice e del rizoma
La radice essiccata di Caulophyllum thalictroides rappresenta la principale forma fitoterapica storicamente utilizzata. Non esistono monografie moderne che definiscano un titolo minimo universalmente accettato in specifici principi attivi necessario per ottenere un effetto terapeutico documentato. Gli estratti secchi disponibili sono generalmente standardizzati internamente dal produttore sulla base del rapporto droga estratto. La posologia tradizionale equivalente corrisponde generalmente a 0,5-2 g al giorno di droga essiccata o alla quantità proporzionale di estratto secco.
Estratto idroalcolico fluido
L'estratto fluido ottenuto da radice e rizoma è presente in alcuni preparati erboristici nordamericani e fitoterapici tradizionali. Non sono disponibili titolazioni terapeutiche validate né marcatori fitochimici universalmente riconosciuti per la standardizzazione clinica. La dose tradizionale corrisponde generalmente a 0,5-2 mL fino a tre volte al giorno, in funzione della concentrazione dell'estratto.
Tintura madre fitoterapica
La tintura ottenuta dalla radice fresca o essiccata viene occasionalmente impiegata nella tradizione erboristica occidentale. Non esistono titoli minimi riconosciuti correlati a un effetto terapeutico dimostrato. Le dosi tradizionalmente riportate risultano generalmente comprese tra 1 e 4 mL al giorno suddivisi in più assunzioni.
Estratto secco nebulizzato
Sono reperibili formulazioni in capsule o compresse ottenute mediante nebulizzazione dell'estratto. La standardizzazione è generalmente riferita ai requisiti qualitativi della materia prima piuttosto che a specifici composti bioattivi quantitativamente definiti. Non è disponibile un titolo terapeutico universalmente accettato. La posologia segue quella dell'estratto secco equivalente.
Polvere della radice
La polvere micronizzata della droga è utilizzata soprattutto in formulazioni tradizionali e integratori compositi. Non sono disponibili standardizzazioni fitochimiche validate a fini terapeutici. Le quantità tradizionali utilizzate corrispondono generalmente a 0,5-2 g al giorno.
Preparazioni omeopatiche
Caulophyllum thalictroides è ampiamente utilizzata in omeopatia sotto forma di tintura madre omeopatica, diluizioni decimali e centesimali. Le preparazioni più comuni comprendono D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30. Non esistono titolazioni fitochimiche né dosaggi terapeutici riconosciuti secondo criteri fitoterapici evidence based; l'impiego segue esclusivamente i principi della pratica omeopatica.
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
Steven Foster, James A Duke, A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs of Eastern and Central North America, 2000
Thomas S C Li, Chinese and Related North American Herbs Phytopharmacology and Therapeutic Values, 2002
Varro Eugene Tyler, Herbs of Choice The Therapeutic Use of Phytomedicinals, 1999
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Michael Castleman, The New Healing Herbs, 2001
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Charles W Kane, Herbal Medicine Trends and Traditions, 1997
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Caulophyllum thalictroides è una specie per la quale non esistono evidenze cliniche sufficienti a supportare preparazioni fitoterapiche sicure e standardizzate sotto forma di tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche destinate all'automedicazione. La letteratura scientifica disponibile evidenzia attività uterotoniche, embriotossiche e potenziali effetti cardiovascolari, con segnalazioni di tossicità materno-fetale e neonatale. Per questo motivo non possono essere raccomandate formulazioni con dosaggi d'uso sicuri basati su evidenze scientifiche moderne.
Le preparazioni tradizionali riportate nella letteratura etnobotanica nordamericana e ostetrica storica utilizzavano la radice in infuso, decotto o associazione con altre piante ginecologiche, ma tali impieghi non soddisfano gli attuali criteri di sicurezza ed efficacia richiesti dalla fitoterapia evidence based e non possono essere proposti come formulazioni erboristiche sicure.
Di conseguenza non risultano disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni sinergiche con Caulophyllum thalictroides che possano essere raccomandati sulla base di dosaggi sicuri e supportati da adeguate evidenze scientifiche dirette.
Jean-Jacques Dugoua, Daniel Perri, Dugald Seely, Edward Mills, Gideon Koren, Safety and Efficacy of Blue Cohosh (Caulophyllum thalictroides) during Pregnancy and Lactation, 2008
Edward J. Kennelly, Thomas J. Flynn, E. M. Mazzola, Detecting Potential Teratogenic Alkaloids from Blue Cohosh Rhizomes Using an In Vitro Rat Embryo Culture, 1999
Robert S. Finkel, Kimberly M. Zarlengo, Blue Cohosh and Perinatal Stroke, 2004
Thomas K. Jones, Barbara M. Lawson, Profound Neonatal Congestive Heart Failure Caused by Maternal Consumption of Blue Cohosh Herbal Medication, 1998
American Herbal Products Association, Botanical Safety Handbook Second Edition, 2013
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Aviva Romm, Botanical Medicine for Women’s Health, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Various Volumes
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
È una pianta nativa del Nord America orientale, utilizzata tradizionalmente dalle popolazioni native, in particolare dalle tribù algonchine e irochese.
Il nome “Blue Cohosh” deriva dal colore blu intenso delle bacche, molto decorative ma non commestibili.
Storicamente è stata una delle piante più importanti nella medicina femminile tradizionale, soprattutto per il supporto al parto e ai disturbi ginecologici.
Nel XIX secolo fu ampiamente adottata dagli eclettici americani, una corrente medica che privilegiava i rimedi vegetali.
È una delle piante simbolo della materia medica omeopatica, dove viene ancora oggi utilizzata con un profilo di sicurezza diverso rispetto alla fitoterapia.
A causa di segnalazioni di effetti avversi in gravidanza, è diventata un caso emblematico negli studi di sicurezza delle piante medicinali tradizionali, contribuendo allo sviluppo della moderna fitovigilanza.
In botanica è apprezzata anche come pianta ornamentale da sottobosco, per la fioritura precoce primaverile e l’aspetto elegante delle foglie.