Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA
Autore: Maurizio Trenchi
Photo by Jooste M.
TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Moraceae
Sottofamiglia Ficoideae
Tribù Ficeae
Genere Ficus
Specie Ficus carica
Famiglia:
Adriatic fig, Arbre, Black mission fig, Brown turkey fig, Valimyrna fig, Common fig, Edible fig, Etse-beles, Feg, Feige, Krabu
Ficus Carica Var. Caprificus Risso, Ficus Vulgaris, Ficus Carica Domestica (L.) Risso, Ficus Carica Var. Hortensis Vilm., Ficus Carica Sativa Gasparr., Ficus Domestica Risso, Ficus Hortensis Mill., Ficus Sativa L.
ALBERO DECIDUO O GRANDE ARBUSTO CON CORTECCIA LISCIA E GRIGIA. LE FOGLIE SONO GRANDI, ALTERNE, PALMATOLOBATE CON 3-5 LOBI IRREGOLARI, RUVIDE SULLA PAGINA SUPERIORE E PUBESCENTI SU QUELLA INFERIORE. I FIORI SONO UNISESSUALI E MOLTO PICCOLI, RACCHIUSI ALL'INTERNO DI UN RICETTACOLO CARNOSO PIRIFORME CHIAMATO SICONIO (IL "FRUTTO"). I FIORI FEMMINILI PRODUCONO I VERI FRUTTI, CHE SONO PICCOLI ACHENI ALL'INTERNO DEL SICONIO MATURO E DOLCE. I FIORI MASCHILI, SE PRESENTI (IN ALCUNE VARIETÀ), SI TROVANO NELLA PARTE SUPERIORE DEL SICONIO. LA PROPAGAZIONE AVVIENE PRINCIPALMENTE PER TALEA O INNESTO.
Originaria del Medio Oriente e del bacino del Mediterraneo, ma grazie alla sua coltivazione millenaria si è ampiamente diffusa in molte regioni temperate e subtropicali del mondo. Predilige climi caldi e secchi con inverni miti, e cresce bene in una varietà di tipi di suolo, inclusi quelli poveri, rocciosi e calcarei, purché ben drenati. Si adatta a pieno sole e tollera periodi di siccità. È comunemente coltivato in frutteti, giardini domestici e talvolta si naturalizza in aree abbandonate, scarpate e lungo i muri a secco, soprattutto nelle regioni con clima mediterraneo. La sua resistenza e adattabilità lo rendono una pianta coltivata in diverse condizioni ambientali, pur preferendo le zone calde e assolate.
Oliveira Ana Paula, Valentão Paula, Pereira José A., Silva Bruno M., Tavares Fernanda, Andrade Paula B., Ficus carica L. Metabolic and Biological Screening, 2009
Joseph Baby, Raj S. Justin, Pharmacognostic and Phytochemical Properties of Ficus carica Linn An Overview, 2011
Solomon Ayalew, Golubowicz Shmuel, Yablowicz Zippora, Grossman Shmuel, Bergman Moshe, Gottlieb Hanna E., Altman Arie, Kerem Zohar, Flaishman Moshe A., Antioxidant Activities and Anthocyanin Content of Fresh Fruits of Common Fig, 2006
Veberic Robert, Colaric Martina, Stampar Franci, Phenolic Acids and Flavonoids of Fig Fruit, 2008
Mawa Shukranul, Husain Khurshid, Jantan Ibrahim, Ficus carica L. Ethnomedicinal Uses Biological Activities and Phytochemistry, 2013
Vinson Joe A., Zubik Lisa, Bose Pratima, Samman Nabil, Proch Joseph, Dried Fruits Excellent in Vitro and in Vivo Antioxidants, 2005
Trad Maria, Le Bourvellec Catherine, Barron Denis, Bouchet Bruno, Renard Catherine M. G. C., Phenolic Profile and Antioxidant Activity of Fig Fruits, 2017
Badgujar Shamkant B., Patel Vinod V., Bandivdekar Amruta H., Mahajan Ramesh T., Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology of Ficus carica A Review, 2014
Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Ficus carica Traditional Herbal Preparations, fonti regolatorie e documentali disponibili
Duenas Mercedes, Perez-Alonso Juan Jose, Santos-Buelga Celestino, Escribano-Bailon Maria Teresa, Anthocyanin Composition in Fig Fruits and Related Phytochemical Characteristics, 2008
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: I frutti maturi consumati nelle quantità normalmente utilizzate in ambito alimentare e fitoterapico presentano un profilo di sicurezza generalmente favorevole. Tuttavia il lattice della pianta contiene ficina e furanocumarine, tra cui psoralene e bergaptene, associate a dermatiti da contatto e reazioni fototossiche documentate. Sono inoltre possibili effetti gastrointestinali correlati all'elevato contenuto di fibre e zuccheri dei frutti. La tossicità dipende quindi dalla parte vegetale utilizzata, dalla preparazione e dalla modalità di impiego. Evidenza disponibile: osservazioni cliniche, dati tossicologici, studi farmacologici e documentazione dermatologica.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze disponibili riguardano parti differenti della specie quali frutti, foglie e lattice, con attività biologiche non sovrapponibili. Esistono alcuni studi clinici controllati su preparazioni specifiche, soprattutto per l'impiego lassativo del frutto e per alcune applicazioni dermatologiche, mentre gran parte delle altre attività deriva da studi in vitro, studi in vivo o uso tradizionale documentato. Le evidenze non consentono di attribuire un'efficacia terapeutica generale uniforme all'intera specie. Evidenza disponibile: studi clinici controllati limitati, studi in vivo, studi in vitro ed evidenze etnobotaniche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività lassativa con miglioramento della stipsi funzionale mediante consumo di frutti secchi o preparazioni alimentari derivate dal frutto. Le evidenze derivano da studi clinici controllati e studi interventistici sull'uomo attribuibili principalmente all'elevato contenuto di fibre alimentari e composti osmoticamente attivi.
Riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare correlati al profilo lipidico e alla funzionalità intestinale mediante consumo regolare del frutto. Le evidenze cliniche disponibili sono limitate, eterogenee e non sufficienti per definire un'indicazione terapeutica consolidata.
Per le altre applicazioni fitoterapiche non sono disponibili evidenze cliniche sufficientemente robuste, riproducibili e concordanti tali da consentire una conferma terapeutica generale della specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività ipoglicemizzante e modulatrice del metabolismo glucidico. Evidenza disponibile: studi in vivo su animali, alcuni studi osservazionali e limitati studi clinici preliminari riferiti soprattutto agli estratti fogliari.
Attività ipolipidemizzante. Evidenza disponibile: studi in vivo su animali e studi sperimentali su preparazioni ottenute da foglie e frutti.
Attività antiossidante. Evidenza disponibile: numerosi studi in vitro e revisioni fitochimiche attribuiscono tale attività ai composti fenolici, flavonoidi e antociani presenti nella specie.
Attività antinfiammatoria. Evidenza disponibile: studi in vitro e in vivo su modelli animali riguardanti estratti di foglie, frutti e lattice.
Attività antimicrobica. Evidenza disponibile: studi in vitro su estratti ottenuti da differenti parti della pianta contro batteri e microrganismi fungini.
Attività epatoprotettiva. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali con estratti fogliari.
Attività gastroprotettiva. Evidenza disponibile: studi in vivo su modelli animali e documentazione fitoterapica tradizionale.
Attività antiparassitaria. Evidenza disponibile: studi sperimentali preliminari e uso tradizionale documentato.
Attività cicatrizzante e cheratolitica del lattice. Evidenza disponibile: studi osservazionali, studi clinici limitati e impiego tradizionale documentato soprattutto nelle verruche cutanee.
Attività antitumorale. Evidenza disponibile: esclusivamente studi in vitro e modelli animali preliminari; non esistono evidenze cliniche che ne supportino l'impiego terapeutico oncologico.
Uso storico e nella tradizione
Impiego dei frutti come blando lassativo e regolatore intestinale.
Utilizzo delle foglie in preparazioni tradizionali destinate al controllo della glicemia.
Impiego del lattice per verruche, callosità e altre affezioni cutanee localizzate.
Utilizzo tradizionale come rimedio digestivo e coadiuvante nelle affezioni gastrointestinali.
Impiego tradizionale nelle affezioni respiratorie e nelle condizioni catarrali.
Utilizzo empirico nelle pratiche popolari per il supporto cardiovascolare e metabolico.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Badgujar Shamkant B., Patel Vinod V., Bandivdekar Amruta H., Mahajan Ramesh T., Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology of Ficus carica A Review, 2014
Mawa Shukranul, Husain Khurshid, Jantan Ibrahim, Ficus carica L. Ethnomedicinal Uses Biological Activities and Phytochemistry, 2013
Joseph Baby, Raj S. Justin, Pharmacognostic and Phytochemical Properties of Ficus carica Linn An Overview, 2011
Oliveira Ana Paula, Valentão Paula, Pereira José A., Silva Bruno M., Tavares Fernanda, Andrade Paula B., Ficus carica L. Metabolic and Biological Screening, 2009
Veberic Robert, Colaric Martina, Stampar Franci, Phenolic Acids and Flavonoids of Fig Fruit, 2008
Solomon Ayalew, Golubowicz Shmuel, Yablowicz Zippora, Grossman Shmuel, Bergman Moshe, Gottlieb Hanna E., Altman Arie, Kerem Zohar, Flaishman Moshe A., Antioxidant Activities and Anthocyanin Content of Fresh Fruits of Common Fig, 2006
Trad Maria, Le Bourvellec Catherine, Barron Denis, Bouchet Bruno, Renard Catherine M. G. C., Phenolic Profile and Antioxidant Activity of Fig Fruits, 2017
Vinson Joe A., Zubik Lisa, Bose Pratima, Samman Nabil, Proch Joseph, Dried Fruits Excellent in Vitro and in Vivo Antioxidants, 2005
Canan Ibrahim, Gundogdu Mehmet, Seday Umit, Oluk Cengiz Alp, Karasahin Zeynep, Eroglu Emine Cansu, Yazici Erdal, Unlu Mustafa, Determination of Antioxidant Antimicrobial and Mineral Constituents of Different Parts of Ficus carica, 2016
Patil Vasant V., Bhangale Shrikant C., Patil Vishal R., Evaluation of Anti Inflammatory Activity of Ficus carica Leaves, 2010
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
IL LATTICE FRESCO CONTIENE FURANOCUMARINE, TRA CUI PSORALENE E BERGAPTENE, ASSOCIATE A FOTOTOSSICITÀ CUTANEA. L'ESPOSIZIONE SOLARE SUCCESSIVA AL CONTATTO CON IL LATTICE PUÒ PROVOCARE FITOFOTODERMATITI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE, CASISTICHE DERMATOLOGICHE E STUDI FITOCHIMICI.
IL LATTICE CONTIENE L'ENZIMA PROTEOLITICO FICINA, CHE PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE CUTANEA E MUCOSALE NEI SOGGETTI SENSIBILI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE, STUDI FARMACOLOGICI E DATI TOSSICOLOGICI.
L'IMPIEGO DI ELEVATE QUANTITÀ DI FRUTTI O PREPARAZIONI RICCHE IN FIBRE PUÒ AUMENTARE LA FREQUENZA DELLE EVACUAZIONI E FAVORIRE DISTURBI GASTROINTESTINALI QUALI METEORISMO, CRAMPI ADDOMINALI E DIARREA. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI CLINICI, OSSERVAZIONI NUTRIZIONALI E COMPOSIZIONE FARMACOGNOSTICA DOCUMENTATA.
I PREPARATI OTTENUTI DA DIFFERENTI PARTI DELLA PIANTA PRESENTANO PROFILI FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI DIFFERENTI. LE EVIDENZE DISPONIBILI SUI FRUTTI NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI ALLE FOGLIE, AL LATTICE O AD ALTRE PREPARAZIONI VEGETALI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI.
LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RISULTANO LIMITATE E RIGUARDANO PREVALENTEMENTE L'IMPIEGO DEI FRUTTI E DI SPECIFICHE PREPARAZIONI TRADIZIONALI; PER NUMEROSE APPLICAZIONI FITOTERAPICHE LE INFORMAZIONI DERIVANO PRINCIPALMENTE DA STUDI SPERIMENTALI O DALL'USO TRADIZIONALE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI DELLA LETTERATURA E STUDI FARMACOLOGICI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A FICUS CARICA L. O AI PREPARATI OTTENUTI DALLA SPECIE.
ALLERGIA DOCUMENTATA AL FICO O AL LATTICE DI FICO CON PRECEDENTI REAZIONI ALLERGICHE CLINICAMENTE ACCERTATE.
DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO O PRECEDENTI REAZIONI FOTOTOSSICHE CORRELATE ALL'ESPOSIZIONE AL LATTICE DELLA PIANTA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco dei frutti.
Disponibile come polvere concentrata o estratto ottenuto dai frutti maturi essiccati. Non esistono standardizzazioni internazionalmente accettate riferite a specifici marcatori fitochimici né titoli terapeutici universalmente riconosciuti. Le posologie utilizzate negli integratori alimentari variano generalmente da 300 mg a 3000 mg al giorno di estratto o polvere equivalente.
Estratto secco delle foglie.
Preparazione ottenuta dalle foglie essiccate, impiegata soprattutto nella ricerca riguardante il metabolismo glucidico e lipidico. Non esistono titolazioni farmacognostiche ufficialmente validate né contenuti minimi universalmente riconosciuti per i principali composti attivi. Negli studi sperimentali sono stati utilizzati dosaggi molto variabili; non è possibile definire una posologia terapeutica standard evidence-based.
Estratto idroalcolico delle foglie.
Preparazione tradizionale e sperimentale utilizzata principalmente in studi farmacologici. L'estratto contiene flavonoidi, acidi fenolici e altri composti polifenolici. Attualmente non sono disponibili standardizzazioni ufficiali associate a specifiche indicazioni terapeutiche.
Estratto idroalcolico dei frutti.
Preparazione ricca in polifenoli, flavonoidi e composti antiossidanti. Non risultano disponibili monografie fitoterapiche ufficiali che stabiliscano un titolo minimo necessario all'effetto terapeutico o una posologia clinicamente validata.
Estratto glicolico del frutto.
Utilizzato soprattutto in preparazioni cosmetiche e dermofunzionali. La standardizzazione è generalmente riferita alla qualità dell'estratto piuttosto che a specifici marcatori farmacologici.
Estratto del lattice.
Preparazione ottenuta dal lattice fresco contenente ficina e furanocumarine. L'utilizzo tradizionale riguarda prevalentemente applicazioni topiche localizzate. Non esistono preparati fitoterapici standardizzati ampiamente riconosciuti né posologie terapeutiche validate.
Preparati titolati in ficina.
Sono disponibili materie prime enzimatiche ottenute dal lattice o da altre parti della pianta con standardizzazione dell'attività proteolitica. L'impiego è prevalentemente industriale, tecnologico o nutraceutico. Non esistono dosaggi terapeutici ufficialmente riconosciuti per indicazioni fitoterapiche specifiche.
Polvere micronizzata del frutto essiccato.
Forma frequentemente utilizzata negli integratori alimentari e nutraceutici. Le quantità comunemente impiegate sono comprese tra 1 e 10 g al giorno, in funzione della formulazione e delle finalità nutrizionali.
Preparazioni omeopatiche.
Sono reperibili tintura madre omeopatica e successive diluizioni ottenute da differenti parti della pianta, principalmente foglie, frutti o lattice. L'impiego appartiene esclusivamente all'ambito omeopatico. Non sono disponibili evidenze cliniche che ne confermino l'efficacia secondo i criteri della fitoterapia evidence-based.
Badgujar Shamkant B., Patel Vinod V., Bandivdekar Amruta H., Mahajan Ramesh T., Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology of Ficus carica A Review, 2014
Mawa Shukranul, Husain Khurshid, Jantan Ibrahim, Ficus carica L. Ethnomedicinal Uses Biological Activities and Phytochemistry, 2013
Joseph Baby, Raj S. Justin, Pharmacognostic and Phytochemical Properties of Ficus carica Linn An Overview, 2011
Oliveira Ana Paula, Valentão Paula, Pereira José A., Silva Bruno M., Tavares Fernanda, Andrade Paula B., Ficus carica L. Metabolic and Biological Screening, 2009
Veberic Robert, Colaric Martina, Stampar Franci, Phenolic Acids and Flavonoids of Fig Fruit, 2008
Solomon Ayalew, Golubowicz Shmuel, Yablowicz Zippora, Grossman Shmuel, Bergman Moshe, Gottlieb Hanna E., Altman Arie, Kerem Zohar, Flaishman Moshe A., Antioxidant Activities and Anthocyanin Content of Fresh Fruits of Common Fig, 2006
Trad Maria, Le Bourvellec Catherine, Barron Denis, Bouchet Bruno, Renard Catherine M. G. C., Phenolic Profile and Antioxidant Activity of Fig Fruits, 2017
Vinson Joe A., Zubik Lisa, Bose Pratima, Samman Nabil, Proch Joseph, Dried Fruits Excellent in Vitro and in Vivo Antioxidants, 2005
Canan Ibrahim, Gundogdu Mehmet, Seday Umit, Oluk Cengiz Alp, Karasahin Zeynep, Eroglu Emine Cansu, Yazici Erdal, Unlu Mustafa, Determination of Antioxidant Antimicrobial and Mineral Constituents of Different Parts of Ficus carica, 2016
Patil Vasant V., Bhangale Shrikant C., Patil Vishal R., Evaluation of Anti Inflammatory Activity of Ficus carica Leaves, 2010
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di frutti essiccati di Ficus carica
Preparare con 10-20 g di frutti essiccati tagliati in pezzi e 250 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15-20 minuti e filtrare. Tradizionalmente impiegato come blando regolatore intestinale e demulcente delle mucose digestive.
Decotto di frutti essiccati di Ficus carica
Preparare con 20-30 g di frutti essiccati in 500 ml di acqua. Far sobbollire per 15-20 minuti e filtrare. Utilizzato tradizionalmente come coadiuvante nella stipsi lieve e nelle irritazioni delle vie respiratorie superiori.
Infuso di Ficus carica e Malva sylvestris
Ficus carica frutti essiccati 15 g, Malva sylvestris foglie e fiori 5 g. Versare 300 ml di acqua bollente sulla miscela e lasciare in infusione per circa 15 minuti. La combinazione è tradizionalmente utilizzata per il supporto della funzionalità intestinale e delle mucose gastroenteriche.
Decotto di Ficus carica e Althaea officinalis
Ficus carica frutti essiccati 20 g, Althaea officinalis radice 5 g. Bollire in 500 ml di acqua per 15 minuti e filtrare. Utilizzato nella tradizione erboristica per le proprietà emollienti e lenitive a livello gastrointestinale.
Infuso di Ficus carica e Foeniculum vulgare
Ficus carica frutti essiccati 15 g, Foeniculum vulgare frutti 3 g. Lasciare in infusione in 250 ml di acqua bollente per circa 10-15 minuti. Impiegato tradizionalmente come preparazione digestiva e per il comfort intestinale.
Decotto di Ficus carica e Glycyrrhiza glabra
Ficus carica frutti essiccati 20 g, Glycyrrhiza glabra radice 3-5 g. Bollire in 500 ml di acqua per 15 minuti. Utilizzato tradizionalmente come preparazione emolliente e lenitiva delle mucose orofaringee e gastriche.
Infuso di Ficus carica e Matricaria chamomilla
Ficus carica frutti essiccati 15 g, Matricaria chamomilla capolini 3 g. Lasciare in infusione in 250 ml di acqua bollente per 10 minuti. Preparazione tradizionale destinata al benessere digestivo.
Formulazione erboristica tradizionale per la regolarità intestinale
Ficus carica frutti essiccati 50%, Malva sylvestris 25%, Foeniculum vulgare 25%. Utilizzare 5-10 g della miscela in 300 ml di acqua come infuso per circa 15 minuti. La formulazione è basata sull'uso tradizionale documentato delle singole droghe.
Formulazione erboristica tradizionale per il benessere delle mucose digestive
Ficus carica frutti essiccati 50%, Althaea officinalis radice 25%, Matricaria chamomilla 25%. Preparare come infuso o lieve decotto utilizzando 5-8 g della miscela per 250-300 ml di acqua.
Formulazione erboristica tradizionale per il supporto delle vie respiratorie superiori
Ficus carica frutti essiccati 60%, Glycyrrhiza glabra radice 20%, Althaea officinalis radice 20%. Preparare come decotto con 8-10 g della miscela in 400 ml di acqua per circa 15 minuti.
Badgujar Shamkant B., Patel Vinod V., Bandivdekar Amruta H., Mahajan Ramesh T., Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology of Ficus carica A Review, 2014
Mawa Shukranul, Husain Khurshid, Jantan Ibrahim, Ficus carica L. Ethnomedicinal Uses Biological Activities and Phytochemistry, 2013
Joseph Baby, Raj S. Justin, Pharmacognostic and Phytochemical Properties of Ficus carica Linn An Overview, 2011
Oliveira Ana Paula, Valentão Paula, Pereira José A., Silva Bruno M., Tavares Fernanda, Andrade Paula B., Ficus carica L. Metabolic and Biological Screening, 2009
Veberic Robert, Colaric Martina, Stampar Franci, Phenolic Acids and Flavonoids of Fig Fruit, 2008
Solomon Ayalew, Golubowicz Shmuel, Yablowicz Zippora, Grossman Shmuel, Bergman Moshe, Gottlieb Hanna E., Altman Arie, Kerem Zohar, Flaishman Moshe A., Antioxidant Activities and Anthocyanin Content of Fresh Fruits of Common Fig, 2006
Trad Maria, Le Bourvellec Catherine, Barron Denis, Bouchet Bruno, Renard Catherine M. G. C., Phenolic Profile and Antioxidant Activity of Fig Fruits, 2017
Vinson Joe A., Zubik Lisa, Bose Pratima, Samman Nabil, Proch Joseph, Dried Fruits Excellent in Vitro and In Vivo Antioxidants, 2005
Canan Ibrahim, Gundogdu Mehmet, Seday Umit, Oluk Cengiz Alp, Karasahin Zeynep, Eroglu Emine Cansu, Yazici Erdal, Unlu Mustafa, Determination of Antioxidant Antimicrobial and Mineral Constituents of Different Parts of Ficus carica, 2016
Patil Vasant V., Bhangale Shrikant C., Patil Vishal R., Evaluation of Anti Inflammatory Activity of Ficus carica Leaves, 2010
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di fichi
Ingredienti
Fichi maturi (freschi e ben maturi)
Zucchero
Acqua
Lievito per vino (o lievito da vino bianco)
Eventuale acidificante naturale (succo di limone o tartaro) per equilibrio
Preparazione
Preparazione dei frutti: Lavare e tagliare a pezzi i fichi, includendo parte della buccia.
Macerazione: Mettere i fichi in un fermentatore pulito, aggiungere acqua (circa 3–4litri per ogni kg di frutta) e zucchero (in proporzione alla dolcezza desiderata; ad esempio 1–1,5kg di zucchero per 4–5litri d’acqua).
Aggiunta di lievito: Aggiungere lievito da vino bianco e, se necessario, un poco di succo di limone per acidità.
Prima fermentazione: Coprire con garza o tappo airlock e lasciare fermentare a temperatura ambiente per 7–14 giorni, mescolando ogni giorno. La fermentazione iniziale convertirà gli zuccheri in alcol.
Separazione del mosto: Filtrare il liquido per separare le bucce e i semi.
Seconda fermentazione e affinamento: Spostare il liquido in un contenitore pulito con tappo airlock e lasciare maturare diverse settimane o mesi fino a che la fermentazione è terminata e il vino si chiarifica.
Imbottigliamento: Una volta stabile e limpido, imbottigliare il vino di fichi e conservarlo in luogo fresco.
Uso
Vino da dessert: servire tiepido o a temperatura ambiente dopo i pasti.
Aperitivo aromatico: può essere consumato fresco come bevanda dolce e profumata.
Accompagnamento gastronomico: accompagna formaggi stagionati o dolci a base di frutta.
Infusione alcolica di fichi (Liquore di fichi)
Ingredienti
Fichi maturi
Alcol neutro alimentare (40–50% vol)
Zucchero o miele
Spezie aromatiche (opzionale: vaniglia, cannella)
Preparazione
Tagliare i fichi: affettare fichi maturi e porli in un vaso di vetro.
Aggiungere l’alcol: coprire completamente i fichi con alcol neutro.
Macerazione: Chiudere ermeticamente e lasciare in macerazione 4–8 settimane in un luogo fresco e al riparo dalla luce, agitare ogni pochi giorni.
Filtrazione: Filtrare il contenuto.
Dolcificazione: Preparare uno sciroppo con acqua e zucchero/miele, lasciare raffreddare e aggiungerlo gradualmente alla macerazione alcolica fino a ottenere il grado di dolcezza desiderato.
Riposo: Imbottigliare e lasciare riposare ulteriori 1–2 settimane prima dell’uso.
Uso
Liquore da dessert: servire in piccoli bicchierini dopo i pasti.
Aromatizzante per cocktail: aggiungere poche gocce in bevande miscelate per un aroma di fico.
Digestivo leggero: piccolo bicchierino a fine pasto.
Consigli generali
Utilizzare frutti non trattati con pesticidi e puliti accuratamente.
Consumare con moderazione, soprattutto trattandosi di bevande alcoliche.
Le preparazioni artigianali devono essere realizzate con attrezzature e pratiche igieniche adeguate per evitare fermentazioni indesiderate.
Bibliografia
European Medicines Agency. *Assessment Report on Ficus carica L.*
Grieve M. *A Modern Herbal: The Medicinal, Culinary, Cosmetic and Economic Properties, Cultivation and Folk‑Lore of Herbs, Grasses, Fungi, Shrubs, & Trees with All Their Modern Scientific Uses.*
Chevallier A. *The Encyclopedia of Medicinal Plants.*
Hager’s Handbuch der Pharmazeutischen Praxis – Ficus carica monograph.
Barney J.N., DiTomaso J.M. *Biology and Ecology of Ficus carica.*
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Ficus carica L. var. domestica (fico domestico) è una pianta mellifera, anche se il suo contributo alla produzione di miele dipende dal clima, dalla varietà e dalla stagione. Il miele ottenuto dalle fioriture di fico ha caratteristiche particolari:
Colore: generalmente ambra chiaro o dorato, a volte più scuro se il nettare proviene da frutti molto maturi o da foglie.
Sapore: dolce, delicato e fruttato, con un leggero retrogusto aromatico che ricorda il fico stesso; non è eccessivamente forte, ma con note calde e morbide.
Aroma: intenso e caratteristico, con richiami vegetali e fruttati; può ricordare leggermente il caramello se concentrato.
Consistenza: tende ad essere liquido o semi-liquido all’estrazione, cristallizzando lentamente; la cristallizzazione avviene più lentamente rispetto ad altri mieli ricchi di glucosio.
Origine del nettare: può derivare sia dai fiori dei fichi sia dal nettare presente sui frutti, in particolare nei climi caldi dove la fioritura è abbondante.
Uso fresco
Consumati al naturale, da soli o tagliati a spicchi, come snack o dessert.
Aggiunti a insalate per un contrasto dolce-salato, spesso con formaggi freschi o stagionati (caprino, gorgonzola, pecorino).
Tagliati a pezzetti in yogurt, porridge o smoothie.
Preparazioni dolci
Confetture e marmellate: i fichi maturi si prestano a confetture dense e aromatiche, da spalmare o usare come ripieno per dolci.
Dolci da forno: torte, crostate, plumcake e biscotti, da soli o in abbinamento a frutta secca (noci, mandorle, nocciole).
Frutta secca e fichi essiccati: essiccati al sole o in forno, ottimi da sgranocchiare o inserire in dolci e panificati.
Preparazioni alcoliche e sciroppi
Vino o liquore di fichi: macerando i frutti in alcol o vino per ottenere bevande aromatiche.
Sciroppi di fichi: concentrati zuccherini usati per dolcificare bevande, dessert o gelati.
Cucina salata
Abbinati a carni arrosto o alla griglia (maiale, anatra, pollo) per creare piatti dolce-salati.
Inseriti in salse o chutney, insieme a spezie e aceto, per accompagnare formaggi o pietanze di carne.
Ripieni: per esempio, fichi ripieni di formaggio fresco o frutta secca, cotti al forno come antipasto o finger food.
Uso in tisane e infusi
Fichi freschi o secchi possono essere aggiunti a tisane digestive o depurative, conferendo dolcezza naturale e aroma fruttato.
La relazione tra insetti pronubi e piante può raggiungere livelli sorprendenti di specializzazione. Relazioni strettamente specie-specifiche sono state descritte, per esempio, tra le differenti specie di Ficus, ogni specie ha un imenottero impollinatore specifico (appartenente alla famiglia delle Agaonidae) e viceversa ogni imenottero deposita le sue uova solo nel frutto di una distinta specie di Ficus. A causa di questa rigida specificità il trapianto di una specie al di fuori del suo areale naturale genera, in assenza dello specifico imenottero impollinatore, esemplari sterili.
Analoga specificità esiste tra molte specie di orchidee e i loro insetti pronubi.
[Tratto da Wikipedia]
Il fico è una delle prime piante coltivate dall’uomo, con evidenze archeologiche che lo collocano già in Mesopotamia e Medio Oriente circa 5.000–6.000 anni fa.
Nell’antichità, il fico aveva forte valore simbolico: in Grecia e Roma rappresentava fertilità, abbondanza e saggezza. Veniva spesso associato a divinità della prosperità e della civiltà agricola.
In molte culture mediterranee, il fico era considerato un alimento sacro, utilizzato nei rituali religiosi o offerto agli dei come simbolo di prosperità.
Curiosità botaniche
Il fico domestico è una pianta parzialmente apomittica: molte varietà producono frutti senza impollinazione esterna (frutti partenocarpici), mentre altre necessitano dell’impollinazione da parte di vespe specifiche del genere Blastophaga.
Esistono varietà con fioritura nascosta: i fiori veri sono interni al frutto (siconio), perciò spesso non visibili esternamente.
Il fico è una pianta doppia funzione: frutti commestibili e al tempo stesso mellifera, sebbene la produzione di nettare sia stagionale e variabile secondo il clima.
Uso tradizionale e popolare
Nell’antica medicina popolare, le foglie e i frutti erano utilizzati per lenire la tosse, favorire la digestione e alleviare disturbi cutanei.
Le foglie di fico sono state tradizionalmente usate come copertura naturale o tessuti temporanei in contesti rurali, ad esempio per avvolgere alimenti o proteggere colture.
Il lattice del fico (il succo bianco) è noto per le sue proprietà emollienti e caustiche, ma deve essere maneggiato con attenzione perché può irritare la pelle.
Curiosità alimentari
I fichi secchi erano una delle prime forme di conservazione della frutta nel Mediterraneo antico.
In alcune regioni italiane, il fico veniva storicamente impiegato come dolcificante naturale, prima dell’uso diffuso dello zucchero raffinato.
Il fico è strettamente legato alla cultura culinaria mediterranea, simbolo di abbondanza estiva e autunnale, spesso presente nei banchetti tradizionali e nelle conserve fatte in casa.