QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 20/03/2026
GIGLIO Lilium candidum L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA.
Utente wikimedia: Beentree
Foto o Immagine modificata per uso didattico
TOSSICITÀ NON ANCORA BEN DEFINITA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Liliopsida (Monocotiledoni) Sottoclasse: Liliidae Ordine: Liliales Famiglia: Sottofamiglia: Lilioideae Tribù: Lilieae
Giglio Della Madonna, Bastone Di San Giuseppe, Giglio Blanco, Giglio Di S. Antonio, Giglio Di San Luigi, Acucena, Annunciation Lily, Bastao De S. Jose´, Bourbon Lily, Copo-de-leite, Madonna Lily, Mary Lily, White Lily, Madonnalelie, Witte Lelie, Açucena Branca, Flor-De-Lis, Lis, Crin Alb, Lilija Belaja
Lilium Album Houtt., Lilium Candidum F. Peregrinum (Mill.) Voss, Lilium Candidum F. Striatum (Baker) Voss, Lilium Candidum Subsp. Peregrinum (Mill.) Baker, Lilium Candidum Var. Aureomarginatum Elwes, Lilium Candidum Var. Cernuum Weston, Lilium Candidum Var. Monstruosum E.Vilm., Lilium Candidum Var. Monstruosum H.Vilm., Lilium Candidum Var. Peregrinum (Mill.) Pers., Lilium Candidum Var. Peregrinum Baker, Lilium Candidum Var. Plenum Weston, Lilium Candidum Var. Purpureostriatum Souillet, Lilium Candidum Var. Purpureum Weston, Lilium Candidum Var. Rubrolineatum E.Vilm., Lilium Candidum Var. Rubrolineatum H.Vilm., Lilium Candidum Var. Salonikae Stoker, Lilium Candidum Var. Striatum Baker, Lilium Candidum Var. Variegatum G.Don, Lilium Candidum Var. Variegatum Loudon, Lilium Peregrinum Mill., Lilium Striatum Baker
PIANTA ERBACEA PERENNE BULBOSA CON UN FUSTO ERETTO E ROBUSTO CHE PORTA NUMEROSE FOGLIE LANCEOLATE, DISPOSTE A SPIRALE LUNGO IL FUSTO, DI COLORE VERDE-GRIGIASTRO. I FIORI SONO GRANDI, IMBUTIFORMI, DI COLORE BIANCO PURO, MOLTO PROFUMATI, PORTATI IN RACEMI TERMINALI CHE POSSONO CONTENERE NUMEROSI FIORI. I TEPALI SONO LIBERI E PATENTI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA LOCULICIDA CONTENENTE NUMEROSI SEMI PIATTI E ALATI. IL BULBO È SQUAMOSO, BIANCO-GIALLASTRO E PRIVO DI TUNICA PROTETTIVA.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, PRIMAVERA, INIZIO ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____ROSATO
Originaria dei Balcani e del Medio Oriente. Predilige habitat soleggiati e ben drenati, come pendii rocciosi, praterie aride, garighe e margini boschivi. Cresce meglio in suoli calcarei o sassosi, fertili e con un buon drenaggio per evitare il ristagno idrico che può danneggiare il bulbo. È una specie che tollera la siccità estiva una volta stabilita e si adatta a climi temperati con estati calde e inverni miti. Il giglio di San Luigi è spesso coltivato in giardini come pianta ornamentale e si naturalizza facilmente in ambienti simili al suo habitat originario.
Motivazione: non sono disponibili studi tossicologici sistematici specifici su Lilium candidum L. nell’uomo; la letteratura riporta assenza di dati clinici e sperimentali diretti sulla sicurezza; l’uso tradizionale topico suggerisce una buona tollerabilità, ma la mancanza di dati quantitativi e studi controllati non consente una classificazione più precisa
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: per Lilium candidum L. non sono disponibili studi clinici controllati né revisioni sistematiche specifiche sulla specie; le evidenze farmacologiche dirette sono limitate e prevalentemente riconducibili a dati preliminari in vitro e a uso etnobotanico tradizionale come emolliente e lenitivo cutaneo; mancano studi in vivo coerenti e riproducibili sulla specie, pertanto il livello di evidenza è insufficiente
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
EMA, Assessment report on herbal substances, 2015
Hostettmann K., Marston A., Chemistry and Pharmacology of Natural Products, 1995
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta analisi o revisioni sistematiche specificamente condotti su Lilium candidum L.; pertanto non esistono proprietà fitoterapiche validate clinicamente attribuibili in modo diretto alla specie
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Sono disponibili dati limitati derivanti da studi in vitro su estratti di Lilium candidum L. che evidenziano attività antiossidante e potenziale attività antimicrobica, con evidenza di tipo sperimentale preliminare non confermata in modelli in vivo animale; tali risultati non consentono una traslazione clinica; l’uso tradizionale topico come emolliente e lenitivo cutaneo è documentato da fonti etnobotaniche e risulta coerente con la presenza di mucillagini, ma non è supportato da studi farmacologici controllati sulla specie
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale delle parti fresche o macerate, in particolare dei bulbi e dei fiori, come emolliente e lenitivo in applicazioni topiche su pelle irritata, ustioni leggere e infiammazioni cutanee, documentato in diverse tradizioni erboristiche mediterranee; impiego empirico in preparazioni oleose o alcoliche a uso esterno senza validazione scientifica specifica
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE DOCUMENTATE PER LILIUM CANDIDUM L. IN LETTERATURA SCIENTIFICA CLINICA, OSSERVAZIONALE O FARMACOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE
ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULLA SPECIE CHE IMPEDISCE LA DEFINIZIONE DI UN PROFILO DI SICUREZZA NELL’UOMO CON EVIDENZA CLINICA NON DISPONIBILE, LIMITATA DISPONIBILITÀ DI DATI FARMACOLOGICI DIRETTI CON EVIDENZA PREVALENTEMENTE IN VITRO SU ESTRATTI VEGETALI CHE SUGGERISCONO ATTIVITÀ BIOLOGICHE MA NON CONSENTONO ESTRAPOLAZIONI CLINICHE, USO TRADIZIONALE TOPICO COME EMOLLIENTE E LENITIVO DOCUMENTATO DA FONTI ETNOBOTANICHE MA NON SUPPORTATO DA STUDI SPERIMENTALI CONTROLLATI, POSSIBILE VARIABILITÀ DEL CONTENUTO FITOCHIMICO IN FUNZIONE DELLE CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE E DELLA PARTE UTILIZZATA CON EVIDENZA ANALITICA GENERALE, ASSENZA DI STUDI SU ASSORBIMENTO SISTEMICO E TOSSICOCINETICA CHE LIMITA LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO IN CASO DI USO PROLUNGATO O SU AMPIE SUPERFICI CUTANEE, MANCANZA DI DATI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON EVIDENZA NON DISPONIBILE
Per Lilium candidum L. non sono disponibili estratti standardizzati o titolati riconosciuti in ambito fitoterapico ufficiale, né monografie regolatorie che definiscano contenuti in principi attivi o schemi posologici validati; la letteratura scientifica non riporta preparazioni industriali standardizzate né integratori alimentari titolati specifici per la specie
Le preparazioni tradizionali più documentate riguardano l’uso topico sotto forma di macerati oleosi ottenuti dai bulbi o dai fiori freschi immersi in olio vegetale; tali preparazioni sono impiegate empiricamente come emollienti cutanei; non esistono tuttavia dati clinici o farmacologici che consentano di definire concentrazioni standard o modalità d’uso validate, e l’applicazione è generalmente limitata a uso locale su piccole aree cutanee
Sono descritte anche preparazioni alcoliche tradizionali ottenute per macerazione della droga vegetale in etanolo, utilizzate esclusivamente per applicazioni esterne; anche in questo caso non sono disponibili dati scientifici che permettano di stabilire una posologia precisa o una concentrazione terapeutica efficace e sicura
Non risultano disponibili integratori per uso interno a base di Lilium candidum L. con standardizzazione farmacognostica; l’uso orale non è documentato da evidenze scientifiche e non esistono indicazioni posologiche riconosciute
Per quanto riguarda l’ambito omeopatico, Lilium candidum è presente in alcune preparazioni omeopatiche, ma tali prodotti non sono supportati da evidenze scientifiche di efficacia secondo i criteri della fitoterapia evidence based; le diluizioni e le posologie seguono principi omeopatici e non farmacologici, e non sono riconducibili a un dosaggio fitoterapico
In sintesi, le forme disponibili per Lilium candidum L. sono limitate a preparazioni tradizionali non standardizzate, prevalentemente per uso topico, prive di posologia definita su base scientifica
Bibliografia
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Duke J., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia, 2023
EMA, Assessment report on herbal substances, 2015
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Lilium candidum L. non sono disponibili evidenze scientifiche dirette che supportino l’impiego in tisane o formulazioni erboristiche per uso interno, né esistono dati clinici o farmacologici che consentano di definire dosaggi sicuri o efficaci; la letteratura disponibile limita l’utilizzo della specie principalmente all’ambito topico tradizionale
L’assenza di studi sulla sicurezza sistemica e sulla farmacocinetica dei costituenti della pianta impedisce la definizione di preparazioni per via orale; di conseguenza l’uso in tisana non può essere considerato evidence based e non è raccomandabile in ambito fitoterapico scientifico
Le formulazioni erboristiche documentate riguardano esclusivamente l’uso esterno, in particolare preparazioni oleose o alcoliche ottenute da bulbi o fiori freschi, impiegate come emollienti cutanei; in questo contesto la pianta può essere associata ad altre specie con attività lenitiva documentata, ma il contributo specifico di Lilium candidum non è supportato da evidenze sperimentali dirette
Eventuali associazioni con piante emollienti o vulnerarie possono essere giustificate solo su base tradizionale e per coerenza farmacognostica generale, senza attribuire un ruolo sinergico dimostrato alla specie; l’efficacia delle formulazioni è attribuibile principalmente alle piante con evidenze consolidate
In sintesi, non esistono tisane o formulazioni erboristiche per uso interno validate scientificamente per Lilium candidum L., e l’unico ambito d’uso documentato, seppur privo di validazione clinica, rimane quello topico tradizionale
Bibliografia
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Duke J., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
EMA, Assessment report on herbal substances, 2015
Hostettmann K., Marston A., Chemistry and Pharmacology of Natural Products, 1995
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Lilium candidum L., noto come giglio bianco o giglio della Madonna, è una delle specie ornamentali più antiche coltivate dall’uomo, con testimonianze che risalgono alle civiltà del Mediterraneo orientale. La sua presenza è documentata già nell’antico Egitto e nella Grecia classica, dove era apprezzato sia per il valore estetico sia per significati simbolici.
Nel corso della storia il giglio bianco ha assunto un forte valore simbolico nella cultura europea, in particolare nella tradizione cristiana, dove è associato alla purezza e alla figura della Vergine Maria. Questa simbologia ha influenzato profondamente l’iconografia religiosa e artistica, rendendo la pianta un elemento ricorrente in dipinti e decorazioni sacre.
Dal punto di vista botanico, Lilium candidum presenta una peculiarità nel ciclo vegetativo rispetto ad altri gigli, poiché sviluppa una rosetta basale di foglie durante l’autunno e l’inverno, adattamento che le consente di sfruttare condizioni ambientali favorevoli nei climi mediterranei.
Un aspetto interessante riguarda l’intenso profumo dei fiori, particolarmente marcato nelle ore serali. Questa caratteristica è legata alla strategia di impollinazione, che coinvolge insetti attivi al crepuscolo o durante la notte, come alcune specie di lepidotteri.
Storicamente la pianta è stata utilizzata anche in ambito cosmetico e medicinale tradizionale, in particolare per preparazioni a uso topico ottenute dai bulbi e dai fiori. Tali usi erano diffusi nelle tradizioni erboristiche europee, sebbene oggi non siano supportati da evidenze scientifiche solide.
Un’ulteriore curiosità riguarda la diffusione della specie, che pur essendo originaria del Medio Oriente e dei Balcani è stata ampiamente coltivata e naturalizzata in molte regioni d’Europa, diventando parte integrante del paesaggio rurale e dei giardini storici.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Duke J., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
EMA, Assessment report on herbal substances, 2015
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Hostettmann K., Marston A., Chemistry and Pharmacology of Natural Products, 1995