QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 28/04/2026
GUDUCHI Tinospora cordifolia (Willd.) Miers
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TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Basali Eudicotiledoni
Ordine Ranunculales
Famiglia Menispermaceae
Sottofamiglia Menispermoideae
Tribù Tinosporeae
Genere Tinospora
Specie Tinospora cordifolia
Famiglia:
Amrita, Chinnodaka, Guduchi, Heart-leaved Moonseed, Indian Tinospora, Giloy
PIANTA RAMPICANTE ORIGINARIA DELL’INDIA E DI ALTRE REGIONI DEL SUD-EST ASIATICO, CRESCE IN FORESTE DECIDUE E SEMI-SECCHE, SPESSO SU ALBERI O CESPUGLI, PREDILIGE ZONE SOLEGGIATE CON TERRENO BEN DRENATO, RESISTENTE A SICCITÀ STAGIONALI
FUSTO MATURO, RACCOLTO, ESSICCATO E TAGLIATO IN FRAMMENTI O SEZIONI CILINDRICHE
DEBOLE, ERBACEO, LEGGERMENTE AMARO, CON LIEVE NOTA TERROSA
AMARO INTENSO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CON NOTA PERSISTENTE E TIPICA DELLE DROGHE AMARICANTI
Diterpenoidi: tinosporide, cordifolide, cordifol, cordifolioside A, cordifolioside B, columbina, isocolumbina, palmatoside C, tinosporaside
Alcaloidi: berberina, magnoflorina, palmatina, jatrorrizina, tembetarina, colina
Glicosidi: cordifoliosidi, tinosporaside, tinocordiside, cordioside, cordifoliside
Polisaccaridi: arabinogalattani, glucani, polisaccaridi immunomodulanti ad alto peso molecolare
Steroidi e fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, ecdisteroidi
Lattoni e composti amari: diterpeni lattonici amari, tinosporol, acido tinosporico
Fenoli e composti fenolici: acido ferulico, acido p cumarico, acido caffeico
Lignani: secoisolariciresinolo, liriodendrina
Flavonoidi: quercetina, luteolina, apigenina
Oli essenziali e componenti volatili: frazioni terpeniche minori non completamente caratterizzate
Saponine: saponine triterpeniche in basse concentrazioni
Bibliografia
Sharma U., Bala M., Kumar N., Singh B., Munshi R. K., Bhalerao S., Immunomodulatory active compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2012
Singh S. S., Pandey S. C., Srivastava S., Gupta V. S., Patro B., Ghosh A. C., Chemistry and medicinal properties of Tinospora cordifolia, Indian Journal of Pharmacology, 2003
Upadhyay A. K., Kumar K., Kumar A., Mishra H. S., Tinospora cordifolia (Willd.) Hook. f. and Thomson: A review of its ethnobotany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2010
Kapil A., Sharma S., Immunopotentiating compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 1997
Khan M. A., Siddiqui A. A., A review on pharmacognosy and phytochemistry of Tinospora cordifolia, Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry, 2015
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: dati clinici e osservazionali indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche standard, ma sono riportati casi di epatotossicità associati a uso prolungato o non controllato e possibili effetti immunostimolanti indesiderati in condizioni autoimmuni; la sicurezza dipende da dosaggio, durata e condizioni individuali
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: per Tinospora cordifolia sono disponibili studi clinici controllati e studi osservazionali che documentano effetti immunomodulanti, antinfiammatori e ipoglicemizzanti, ma tali evidenze sono eterogenee, spesso limitate a specifici estratti e con qualità metodologica variabile; l’efficacia risulta quindi dipendente dalla forma estrattiva e dal contesto clinico, con evidenza clinica presente ma non conclusiva
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste, coerenti e riproducibili derivate da studi clinici controllati di alta qualità o meta-analisi che consentano di confermare in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche della specie in monoterapia. Sono presenti studi clinici preliminari su diabete mellito tipo 2, febbre, infezioni e modulazione immunitaria, ma risultano metodologicamente eterogenei, con campioni ridotti, disegni non sempre controllati o utilizzo di formulazioni polierbali, impedendo conclusioni definitive.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività immunomodulante con evidenze in vitro e in vivo animale che dimostrano modulazione di macrofagi, linfociti e citochine; dati coerenti con uso fitoterapico tradizionale ma con limitata conferma clinica.
Attività ipoglicemizzante e modulante del metabolismo glucidico con evidenze in vivo animale e alcuni studi clinici preliminari non conclusivi; osservata riduzione della glicemia e miglioramento della tolleranza al glucosio.
Attività antiossidante con numerosi studi in vitro e in vivo animale che documentano riduzione dello stress ossidativo e aumento degli enzimi antiossidanti endogeni.
Attività epatoprotettiva con evidenze in modelli animali di danno epatico chimico; dati clinici limitati e contrastanti, con segnalazioni anche di epatotossicità idiosincratica.
Attività antinfiammatoria documentata in vitro e in vivo animale mediante modulazione di mediatori infiammatori; mancano conferme cliniche robuste.
Attività antitumorale con evidenze in vitro e in modelli animali che mostrano effetti antiproliferativi e immunomodulanti; assenza di evidenze cliniche.
Attività antiinfettiva con evidenze in vitro contro batteri e altri patogeni; rilevanza clinica non dimostrata.
Attività adattogena con supporto da studi animali e uso tradizionale consolidato, ma senza validazione clinica standardizzata.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina ayurvedica la pianta è impiegata come rasayana per il supporto generale dell’organismo, come tonico e per il miglioramento della resistenza allo stress.
È tradizionalmente utilizzata nel trattamento di febbri, infezioni, diabete, disturbi epatici e gastrointestinali.
Viene impiegata come immunostimolante e depurativo, nonché come coadiuvante in condizioni croniche e debilitanti.
L’uso etnobotanico include anche applicazioni per malattie cutanee, disturbi urinari e condizioni infiammatorie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Upadhyay A. K., Kumar K., Kumar A., Mishra H. S., Tinospora cordifolia (Willd.) Hook. f. and Thomson: A review of its ethnobotany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2010
Sharma U., Bala M., Kumar N., Singh B., Munshi R. K., Bhalerao S., Immunomodulatory active compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2012
Singh S. S., Pandey S. C., Srivastava S., Gupta V. S., Patro B., Ghosh A. C., Chemistry and medicinal properties of Tinospora cordifolia, Indian Journal of Pharmacology, 2003
Kapil A., Sharma S., Immunopotentiating compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 1997
Khan M. A., Siddiqui A. A., A review on pharmacognosy and phytochemistry of Tinospora cordifolia, Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry, 2015
Prakash J., Gupta S. K., Sharma D., et al., Tinospora cordifolia (Giloy) induced liver injury during the COVID-19 pandemic, Hepatology Communications, 2022
Kulkarni R., Antala S., Dhonde S., et al., Tinospora cordifolia induced liver injury: a case series, Journal of Clinical and Experimental Hepatology, 2021
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE EPATOTOSSICITÀ IDIOSINCRATICA O IMMUNOMEDIATA. EVIDENZA DERIVATA DA CASE SERIES CLINICHE E STUDI OSSERVAZIONALI CHE RIPORTANO EPATITE ACUTA ASSOCIATA ALL’USO DELLA PIANTA, CON MECCANISMO NON COMPLETAMENTE CHIARITO MA VEROSIMILMENTE IMMUNOLOGICO; RICHIEDE MONITORAGGIO DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA IN USO PROLUNGATO.
RISCHIO DI ESACERBAZIONE DI PATOLOGIE AUTOIMMUNI. EVIDENZA BASATA SU STUDI IN VITRO E IN VIVO CHE DIMOSTRANO ATTIVITÀ IMMUNOSTIMOLANTE SIGNIFICATIVA, CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI AGGRAVAMENTO DI CONDIZIONI AUTOIMMUNI; DATI CLINICI DIRETTI LIMITATI MA COERENTI CON IL MECCANISMO D’AZIONE.
INTERAZIONE CON FARMACI IMMUNOSOPPRESSORI. EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA SUPPORTATA DA STUDI SPERIMENTALI CHE INDICANO MODULAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO; POSSIBILE RIDUZIONE DELL’EFFICACIA TERAPEUTICA DEI FARMACI IMMUNOSOPPRESSIVI.
POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE. EVIDENZA DA STUDI IN VIVO SU MODELLI ANIMALI E LIMITATI STUDI CLINICI PRELIMINARI; RICHIEDE CAUTELA NEI SOGGETTI IN TERAPIA ANTIDIABETICA PER RISCHIO DI EFFETTO ADDITIVO.
VARIABILITÀ QUALITATIVA DEGLI ESTRATTI. EVIDENZA DA STUDI FARMACOGNOSTICI E SEGNALAZIONI CLINICHE CHE EVIDENZIANO DIFFERENZE NELLA COMPOSIZIONE E NELLA SICUREZZA TRA PREPARAZIONI COMMERCIALI; RILEVANZA CLINICA NELLA GESTIONE DEL RISCHIO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
PER TINOSPORA CORDIFOLIA NON ESISTONO CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTE BASATE SU STUDI CLINICI CONTROLLATI; TUTTAVIA, SONO DOCUMENTATI IN LETTERATURA CLINICA E FARMACOVIGILANZA CASI DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATI ALL’ASSUNZIONE DELLA SPECIE, PER CUI L’USO È CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON PATOLOGIA EPATICA ATTIVA O PREGRESSA DOCUMENTATA, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE OSSERVAZIONALI E CASE REPORTS CON NESSO TEMPORALE E PLAUSIBILITÀ BIOLOGICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
EPATOTOSSICI
IMMUNOMODULANTI
IMMUNOSOPPRESSORI
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Per Tinospora cordifolia le preparazioni fitoterapiche disponibili derivano principalmente dal fusto, con estratti caratterizzati da diterpenoidi, alcaloidi e polisaccaridi. A differenza di altre droghe, non esiste un marker universalmente accettato correlato direttamente all’effetto clinico, pertanto la standardizzazione è spesso multiparametrica o riferita a composti indicatori.
Estratto secco standardizzato
Ottenuto per estrazione idroalcolica del fusto e successiva essiccazione, generalmente con rapporti droga/estratto compresi tra 5:1 e 10:1. Alcuni preparati sono titolati in diterpenoidi totali o marker specifici come tinosporaside o cordifoliosidi, ma non esiste un titolo universalmente validato correlato a un effetto terapeutico definito. Le dosi utilizzate negli studi clinici preliminari e nella pratica fitoterapica si collocano generalmente tra 300 e 600 mg di estratto secco al giorno, suddivisi in due somministrazioni. La variabilità tra preparati limita la standardizzazione posologica rigorosa.
Estratto idroalcolico fluido
Preparazione liquida con rapporto droga/estratto tipicamente 1:1 o 1:2 in etanolo al 30–60%. La concentrazione in principi attivi dipende fortemente dal processo estrattivo e dalla qualità della materia prima. La posologia usuale si colloca tra 2 e 5 ml al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni. L’uso richiede cautela per la scarsa standardizzazione e la variabilità interprodotto.
Estratto molle
Forma concentrata intermedia tra estratto fluido ed estratto secco, ottenuta per evaporazione parziale del solvente. Può essere standardizzato in marker fitochimici, ma senza correlazione clinica definita. La posologia è generalmente espressa in equivalenti di estratto secco, con dosi giornaliere comprese tra 300 e 600 mg equivalenti.
Polvere di fusto essiccato (capsule o compresse)
Preparazione tradizionale ottenuta per micronizzazione del fusto. Non standardizzata, con contenuto variabile di composti attivi. Le dosi comunemente utilizzate sono comprese tra 1 e 3 g al giorno, suddivise in più somministrazioni. L’assenza di titolazione limita la prevedibilità dell’effetto.
Estratti acquosi concentrati industriali
Preparati ottenuti mediante estrazione acquosa seguita da concentrazione e talvolta essiccazione spray dried. Ricchi in polisaccaridi immunomodulanti ad alto peso molecolare. Non esiste un titolo standard universalmente accettato; le dosi impiegate sono generalmente sovrapponibili a quelle degli estratti secchi.
Formulazioni standardizzate multicomponente
La specie è frequentemente impiegata in formulazioni polierbali standardizzate secondo sistemi tradizionali. In questi casi la titolazione è riferita al complesso fitoterapico e non consente attribuzione specifica dell’effetto a Tinospora cordifolia. Le evidenze cliniche disponibili sono spesso relative a tali combinazioni e non alla monoterapia.
Preparazioni omeopatiche
Sono disponibili preparazioni denominate Tinospora cordifolia o Guduchi, ottenute da tintura madre e successive diluizioni. Le potenze variano da basse a medio-alte. Non esistono evidenze scientifiche farmacologiche che supportino un effetto dose-dipendente riconducibile ai principi attivi della pianta in tali preparazioni.
Considerazioni generali
L’assenza di standardizzazione universalmente accettata e la variabilità fitochimica rappresentano un limite rilevante nella definizione di titoli efficaci e posologie ottimali. Gli studi clinici disponibili utilizzano preparati eterogenei, rendendo difficile la comparazione dei risultati e l’estrapolazione di schemi posologici definitivi.
Bibliografia
Upadhyay A. K., Kumar K., Kumar A., Mishra H. S., Tinospora cordifolia (Willd.) Hook. f. and Thomson: A review of its ethnobotany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2010
Singh S. S., Pandey S. C., Srivastava S., Gupta V. S., Patro B., Ghosh A. C., Chemistry and medicinal properties of Tinospora cordifolia, Indian Journal of Pharmacology, 2003
Sharma U., Bala M., Kumar N., Singh B., Munshi R. K., Bhalerao S., Immunomodulatory active compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2012
Khan M. A., Siddiqui A. A., A review on pharmacognosy and phytochemistry of Tinospora cordifolia, Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry, 2015
Kapil A., Sharma S., Immunopotentiating compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 1997
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di Tinospora cordifolia
Si utilizzano 3–6 g di fusto essiccato e frammentato in 200–300 ml di acqua, portando a ebollizione e mantenendo per 10–15 minuti, quindi filtrando. L’assunzione è generalmente una o due volte al giorno. Questa preparazione è quella più coerente con l’uso tradizionale e consente l’estrazione di polisaccaridi immunomodulanti e composti amari.
Infuso di Tinospora cordifolia e Curcuma longa
Si impiegano 2–3 g di Tinospora cordifolia e 1–2 g di Curcuma longa in 200 ml di acqua calda, con infusione di 10 minuti. La combinazione è utilizzata per supporto antinfiammatorio e antiossidante, con razionale farmacologico basato su attività complementari documentate in studi preclinici. L’assunzione è una volta al giorno.
Decotto composto con Tinospora cordifolia e Withania somnifera
Si utilizzano 3 g di Tinospora cordifolia e 2–3 g di Withania somnifera in 250 ml di acqua, con ebollizione per 10–15 minuti. La formulazione è coerente con uso tradizionale adattogeno, con supporto da studi in vivo su modelli animali. L’assunzione è una volta al giorno in cicli limitati.
Infuso con Tinospora cordifolia e Ocimum sanctum
Si impiegano 2–3 g di Tinospora cordifolia e 1–2 g di Ocimum sanctum in 200 ml di acqua a 90 °C, infusione 8–10 minuti. La combinazione è utilizzata nel contesto tradizionale per supporto immunitario e nelle infezioni lievi delle vie respiratorie, con evidenze prevalentemente in vitro e in vivo animale.
Decotto con Tinospora cordifolia e Azadirachta indica
Si utilizzano 2–3 g di Tinospora cordifolia e 1–2 g di Azadirachta indica in 250 ml di acqua, ebollizione per 10 minuti. La preparazione è utilizzata tradizionalmente per condizioni metaboliche e infiammatorie, con supporto farmacologico preclinico ma senza validazione clinica robusta.
Infuso con Tinospora cordifolia e Zingiber officinale
Si impiegano 2 g di Tinospora cordifolia e 1 g di Zingiber officinale in 200 ml di acqua calda, infusione 10 minuti. L’associazione è utilizzata per migliorare la tollerabilità gastrointestinale e come supporto digestivo, con razionale farmacologico documentato per lo zenzero.
Considerazioni di sicurezza
Le preparazioni acquose presentano variabilità significativa nella concentrazione dei principi attivi. L’uso deve essere limitato nel tempo e modulato in base alla tollerabilità individuale. Particolare cautela è richiesta in soggetti con patologie epatiche, disturbi autoimmuni o in terapia ipoglicemizzante.
Bibliografia
Upadhyay A. K., Kumar K., Kumar A., Mishra H. S., Tinospora cordifolia (Willd.) Hook. f. and Thomson: A review of its ethnobotany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2010
Singh S. S., Pandey S. C., Srivastava S., Gupta V. S., Patro B., Ghosh A. C., Chemistry and medicinal properties of Tinospora cordifolia, Indian Journal of Pharmacology, 2003
Sharma U., Bala M., Kumar N., Singh B., Munshi R. K., Bhalerao S., Immunomodulatory active compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2012
Khan M. A., Siddiqui A. A., A review on pharmacognosy and phytochemistry of Tinospora cordifolia, Journal of Pharmacognosy and Phytochemistry, 2015
Kapil A., Sharma S., Immunopotentiating compounds from Tinospora cordifolia, Journal of Ethnopharmacology, 1997
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Tinospora cordifolia è una pianta ampiamente utilizzata nella medicina ayurvedica, dove è conosciuta con il nome di Guduchi o Amrita. Il termine Amrita significa letteralmente “nettare dell’immortalità”, a indicare il valore simbolico attribuito alla pianta come rimedio capace di promuovere longevità e vitalità.
Dal punto di vista botanico, è una liana rampicante che cresce spesso avvolgendosi attorno ad alberi ospiti. Una caratteristica curiosa è che si ritiene che le proprietà della pianta possano variare in funzione della specie su cui cresce, concetto tradizionale noto nella medicina ayurvedica, anche se non confermato scientificamente in modo sistematico.
Un aspetto distintivo del fusto è la presenza di lenticelle e una superficie nodosa, con una consistenza succulenta che lo rende facilmente riconoscibile. Il fusto può emettere radici aeree, contribuendo alla capacità della pianta di adattarsi a diversi ambienti.
Storicamente, Tinospora cordifolia è stata impiegata come rimedio per condizioni febbrili, infezioni e stati di debolezza generale. Il suo utilizzo è documentato in testi ayurvedici classici e continua a essere diffuso nella medicina tradizionale indiana contemporanea.
Negli ultimi anni la pianta ha acquisito notevole attenzione anche a livello globale, in particolare durante periodi di interesse per le sostanze immunomodulanti. Questo ha portato a un aumento dell’uso sotto forma di integratori, ma anche a segnalazioni di sicurezza che hanno stimolato ulteriori studi scientifici.
Infine, Tinospora cordifolia rappresenta un esempio significativo di pianta medicinale tradizionale che ha attraversato un processo di rivalutazione moderna, passando da uso empirico a oggetto di ricerca farmacologica e clinica.