QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/05/2026
JAMBUL Syzygium cumini (L.) Skeels
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Autore: erbeofficinali.org
Photo by Pankaj Oudhia
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosides
Clade Malvides
Ordine Myrtales
Famiglia Myrtaceae
Sottofamiglia Myrtoideae
Tribù Syzygieae
Genere Syzygium
Specie Syzygium cumini
Famiglia:
Aceituna Dulce, Jambosa, Java plum, Jamboul, Janum, Navel, Isolaiam, Dyamelun, Black plum tree, Chiraijam, Duhat, Duwet, Hakhiphae, Indian blackberry, Indian Allspice, Jam, Jaman, Jambu, Obah, Jiwat, Jambulana, Jambolan, Va, Pring bai, Jamblang, Duwet, Jamun, Faux Pistachier, Jamélongue, Jambolanier, Jambolon, Jamelonguier, Prune De Java, Jambolanapflaume, Wachsjambuse, Ciruelo De Java, Guayabo Pésjua, Guayabo Pesgua, Jambolán, Jambolana, Pésjua Extranjera, Yambolana, Hakhiphae, Look Hwa, Ma Ha, Djoowet, Doowet, Jambhool, Jamblang, Jambulan, Jambulana, Jiwat, Jumbul, Juwet, Pring Bai, Pring Das Krebey, Janboran, Jamun Beej, Murasaki Futo Momo
ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 30 METRI CON TRONCO ROBUSTO E CORTECCIA LISCIA GRIGIO-BRUNASTRA. FOGLIE OPPOSTE SEMPLICI ELLITTICHE O OBOVATE CORIACEE LUCIDE CON MARGINE INTERO E APICE OTTUSO O ACUTO. FIORI PICCOLI ERMAFRODITI ATTINOMORFI TETRAMERI NUMEROSI IN PANNOCCHIE ASCELLARI O TERMINALI. CALICE GAMOSEPALO TUBOLARE CON QUATTRO LOBI BREVI. COROLLA CON QUATTRO PETALI BIANCHI SALDATI A FORMARE UNA CALIPTRA CHE CADE ALL'ANTESI LASCIANDO NUMEROSI STAMI BIANCHI SPORGENTI. OVARIO INFERO BICARPELLARE CON STILO UNICO E STIGMA PICCOLO. FRUTTO DRUPA OVOIDE O ELLISSOIDALE DI COLORE VIOLA SCURO O NERO A MATURAZIONE CONTENENTE UN SOLO SEME.
MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO (PRIMAVERA-INIZIO ESTATE), CON FIORI BIANCO-ROSATI PROFUMATI
Originario del subcontinente indiano e del Sud-est asiatico. Si è ampiamente naturalizzato e coltivato in molte regioni tropicali e subtropicali del mondo, tra cui Africa, Australia, diverse isole del Pacifico e dell'Oceano Indiano, America Centrale e Sud America, e alcune parti del Medio Oriente. Predilige climi tropicali e subtropicali con precipitazioni moderate a elevate, crescendo bene in un intervallo di temperature tra 20 e 32°C. Si adatta a una varietà di tipi di suolo, inclusi terreni argillosi, limosi, sabbiosi e calcarei, purché siano ben drenati, anche se tollera condizioni di umidità e occasionali allagamenti. Si trova spesso in foreste umide, lungo le rive dei fiumi e in aree aperte. La sua altitudine di crescita varia dal livello del mare fino a circa 1800 metri. Grazie alla sua resistenza alla siccità una volta stabilito, può persistere anche in aree con stagioni secche pronunciate. È comunemente piantato come albero da frutto, per l'ombra, come ornamentale e come frangivento. In alcune regioni è considerato una specie invasiva per la sua capacità di diffondersi rapidamente.
Ayyanar Muniappan, Subash-Babu Pandurangan, Syzygium cumini (L.) Skeels A Review of Its Phytochemical Constituents and Traditional Uses, Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2012
Baliga Manjeshwar Shrinath, Bhat Harshith Prakash, Baliga Bhavana Raghavendra, Wilson Ranjan, Palatty Princy L., Phytochemistry Traditional Uses and Pharmacology of Eugenia jambolana Lam. An Overview, Food Research International, 2011
Srivastava Shradha, Chandra Deepika, Pharmacological Potentials of Syzygium cumini A Review, Journal of the Science of Food and Agriculture, 2013
Ruan Zhenhua, Zhang Lili, Yan Lijuan, Evaluation of the Antidiabetic Properties of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022
Cock Ian Edwin, Cheesman Mitchell John, The Medicinal Properties and Phytochemistry of Syzygium cumini, Pharmacognosy Communications, 2018
Migliato Karina Furlan, Moreira Regina Regina Diniz, Mello João Carlos Palazzo de, Phytochemical and Pharmacological Aspects of Syzygium cumini, Revista Brasileira de Farmacognosia, 2006
Patel Shailesh Singh, Goyal Ramesh Kumar, Cardioprotective Effects of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Journal of Medicinal Food, 2011
Chhikara Nitin, Kaur Amandeep, Jaglan Sumeet, Sharma Puneet, Gat Yogesh, Panghal Anil, Citrus and Syzygium cumini Bioactive Compounds and Health Effects A Review, Food Bioscience, 2018
Indian Pharmacopoeia Commission, Indian Pharmacopoeia Monograph on Syzygium cumini Seed and Fruit, edizioni aggiornate
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Syzygium cumini Monograph, 2007
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili su semi, frutti e foglie indicano una buona tollerabilità alle dosi tradizionalmente impiegate e a quelle utilizzate negli studi clinici. Non sono stati documentati effetti tossici rilevanti nell'uso corretto. Gli effetti indesiderati riportati sono generalmente rari e lievi, principalmente di natura gastrointestinale o correlati all'attività ipoglicemizzante nei soggetti predisposti. Evidenza disponibile: studi clinici, studi tossicologici animali, dati farmacologici e lunga esperienza d'uso alimentare e fitoterapico.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono studi clinici, studi osservazionali, revisioni e numerosi studi sperimentali che hanno valutato soprattutto i semi, più raramente i frutti e le foglie di Syzygium cumini. Le evidenze più studiate riguardano il metabolismo glucidico e il diabete mellito, ma i risultati clinici sono eterogenei, spesso ottenuti con estratti differenti, preparazioni non standardizzate e campioni di dimensioni limitate. Non esiste una conferma clinica uniforme e riproducibile per tutte le preparazioni della specie. L'efficacia risulta pertanto dipendente dalla parte utilizzata, dal tipo di estratto e dalla standardizzazione fitochimica. Evidenza disponibile: studi clinici controllati, studi osservazionali, revisioni, studi in vivo animali, studi in vitro ed uso etnomedicinale documentato.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività ipoglicemizzante e di supporto nel diabete mellito di tipo 2. Sono disponibili studi clinici controllati, studi clinici non controllati e revisioni della letteratura che hanno valutato soprattutto i semi e i loro estratti. Alcuni studi riportano riduzioni della glicemia a digiuno e miglioramenti di parametri metabolici, tuttavia l'eterogeneità metodologica, la limitata numerosità campionaria e la variabilità delle preparazioni non consentono una conferma uniforme per tutte le formulazioni. L'evidenza clinica è presente ma dipendente dalla specifica preparazione utilizzata.
Attività adiuvante nel controllo metabolico glucidico. Revisioni e studi clinici suggeriscono un potenziale beneficio sul metabolismo dei carboidrati e su alcuni indicatori correlati al diabete. L'effetto appare maggiormente documentato per estratti di semi. Le evidenze cliniche risultano moderate e non completamente concordanti.
Non sono disponibili meta-analisi di elevata qualità o revisioni sistematiche che consentano di confermare in modo definitivo ulteriori indicazioni terapeutiche cliniche per la specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Supportata da numerosi studi in vitro, studi in vivo animali e revisioni farmacologiche. È attribuita principalmente all'elevato contenuto di polifenoli, tannini, flavonoidi e antocianine presenti in semi, frutti e foglie.
Attività antinfiammatoria. Documentata in modelli animali e studi in vitro che mostrano riduzione di mediatori dell'infiammazione e dello stress ossidativo. Le evidenze cliniche dirette risultano insufficienti.
Attività ipolipidemizzante. Studi animali e alcuni studi clinici preliminari hanno evidenziato miglioramenti di parametri lipidici. L'evidenza complessiva rimane insufficiente per una conferma clinica definitiva.
Attività cardioprotettiva e vasculoprotettiva. Supportata principalmente da studi sperimentali in vivo e da dati farmacologici che evidenziano effetti favorevoli su stress ossidativo, funzione endoteliale e metabolismo lipidico. Mancano conferme cliniche robuste.
Attività epatoprotettiva. Studi animali e sperimentali mostrano effetti protettivi nei confronti di differenti modelli di danno epatico. Non sono disponibili adeguate conferme cliniche.
Attività nefroprotettiva. Osservata in modelli animali di nefropatia diabetica e stress ossidativo. L'evidenza clinica è assente o insufficiente.
Attività gastroprotettiva. Studi animali hanno evidenziato effetti protettivi nei confronti di lesioni gastriche sperimentali. Mancano studi clinici adeguati.
Attività antimicrobica. Diversi studi in vitro hanno dimostrato attività contro batteri e funghi. La rilevanza clinica non è stata dimostrata.
Attività antidiarroica e astringente. Coerente con l'elevato contenuto di tannini e supportata da studi farmacologici sperimentali e dall'uso tradizionale documentato. Le evidenze cliniche risultano limitate.
Attività immunomodulante. Osservata in studi in vitro e in vivo animali. Le evidenze cliniche non consentono conclusioni definitive.
Attività neuroprotettiva. Studi sperimentali suggeriscono effetti favorevoli in modelli di stress ossidativo e neurodegenerazione. Non esistono conferme cliniche sufficienti.
Attività antitumorale sperimentale. Diversi studi in vitro e alcuni modelli animali hanno evidenziato effetti citotossici o chemopreventivi di specifici costituenti. Non esistono evidenze cliniche che ne supportino l'impiego terapeutico oncologico.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina ayurvedica i semi sono tradizionalmente impiegati per il controllo della glicemia e nelle condizioni assimilabili al diabete.
Frutti, corteccia e foglie sono stati utilizzati tradizionalmente come astringenti nelle diarree e nelle affezioni gastrointestinali.
La corteccia è stata utilizzata nella medicina tradizionale come rimedio per disturbi della cavità orale e delle mucose.
Le foglie sono state impiegate tradizionalmente per applicazioni locali in diverse condizioni infiammatorie e cutanee.
I frutti sono stati utilizzati sia come alimento sia come rimedio tradizionale tonico e ricostituente.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Ayyanar Muniappan, Subash-Babu Pandurangan, Syzygium cumini (L.) Skeels A Review of Its Phytochemical Constituents and Traditional Uses, Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2012
Baliga Manjeshwar Shrinath, Bhat Harshith Prakash, Baliga Bhavana Raghavendra, Wilson Ranjan, Palatty Princy L., Phytochemistry Traditional Uses and Pharmacology of Eugenia jambolana Lam. An Overview, Food Research International, 2011
Ruan Zhenhua, Zhang Lili, Yan Lijuan, Evaluation of the Antidiabetic Properties of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022
Srivastava Shradha, Chandra Deepika, Pharmacological Potentials of Syzygium cumini A Review, Journal of the Science of Food and Agriculture, 2013
Cock Ian Edwin, Cheesman Mitchell John, The Medicinal Properties and Phytochemistry of Syzygium cumini, Pharmacognosy Communications, 2018
Migliato Karina Furlan, Moreira Regina Regina Diniz, Mello João Carlos Palazzo de, Phytochemical and Pharmacological Aspects of Syzygium cumini, Revista Brasileira de Farmacognosia, 2006
Patel Shailesh Singh, Goyal Ramesh Kumar, Cardioprotective Effects of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Journal of Medicinal Food, 2011
Chhikara Nitin, Kaur Amandeep, Jaglan Sumeet, Sharma Puneet, Gat Yogesh, Panghal Anil, Bioactive Compounds and Health-Promoting Properties of Syzygium cumini, Food Bioscience, 2018
Indian Pharmacopoeia Commission, Indian Pharmacopoeia Monograph on Syzygium cumini Seed and Fruit, edizioni aggiornate
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Syzygium cumini Monograph, 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
NUMEROSI STUDI SPERIMENTALI, STUDI CLINICI PRELIMINARI E OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE INDICANO CHE GLI ESTRATTI DEI SEMI POSSONO INFLUENZARE IL METABOLISMO GLUCIDICO E RIDURRE I VALORI GLICEMICI. NEI SOGGETTI CON DIABETE O PREDISPOSIZIONE ALL'IPOGLICEMIA È OPPORTUNO CONSIDERARE TALE ATTIVITÀ BIOLOGICA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI, STUDI IN VIVO ANIMALI E STUDI IN VITRO.
GLI EFFETTI IPOGLICEMIZZANTI OSSERVATI VARIANO CONSIDEREVOLMENTE IN FUNZIONE DELLA PARTE VEGETALE IMPIEGATA, DELLA MODALITÀ DI ESTRAZIONE E DEL CONTENUTO FITOCHIMICO DEL PREPARATO. I RISULTATI OTTENUTI CON UNA PREPARAZIONE NON POSSONO ESSERE AUTOMATICAMENTE ESTESI AD ALTRE FORMULAZIONI DELLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI SCIENTIFICHE, STUDI FARMACOLOGICI E STUDI CLINICI.
LA MAGGIOR PARTE DELLE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RIGUARDA I SEMI E I RELATIVI ESTRATTI. PER FOGLIE, CORTECCIA E ALTRE PARTI DELLA PIANTA LE EVIDENZE CLINICHE RISULTANO PIÙ LIMITATE E SPESSO DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI SPERIMENTALI. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI SISTEMATICHE E REVISIONI FARMACOLOGICHE.
SONO STATI OSSERVATI EFFETTI SUL METABOLISMO LIPIDICO, SUI PARAMETRI OSSIDATIVI E SU ALCUNI MARKER CARDIOVASCOLARI IN STUDI SPERIMENTALI E CLINICI PRELIMINARI. LA RILEVANZA TERAPEUTICA DEFINITIVA DI TALI EFFETTI NON È STATA ANCORA CONFERMATA DA STUDI CLINICI DI ELEVATA QUALITÀ METODOLOGICA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI PRELIMINARI, STUDI ANIMALI E REVISIONI.
LE INFORMAZIONI DI SICUREZZA PER UTILIZZI PROLUNGATI AD ALTE DOSI DERIVANO PRINCIPALMENTE DA STUDI ANIMALI E DA STUDI CLINICI DI DURATA RELATIVAMENTE LIMITATA. I DATI RELATIVI ALL'IMPIEGO CONTINUATIVO PER LUNGHI PERIODI RIMANGONO INCOMPLETI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI TOSSICOLOGICI, STUDI CLINICI E REVISIONI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A SYZYGIUM CUMINI (L.) SKEELS O AI PREPARATI OTTENUTI DA SEMI, FOGLIE, CORTECCIA O FRUTTI DELLA SPECIE, DOCUMENTATA DA REAZIONI ALLERGICHE SUCCESSIVE ALL'ESPOSIZIONE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di semi polverizzati.
È la forma fitoterapica più documentata nella letteratura scientifica. Le dosi impiegate negli studi clinici e osservazionali corrispondono generalmente a 1-10 g al giorno di polvere di semi suddivisa in due o tre somministrazioni. Non esiste tuttavia un titolo universalmente riconosciuto e validato come requisito indispensabile per l'effetto terapeutico. I principali marcatori utilizzati nei controlli qualitativi comprendono acido ellagico, ellagitannini, flavonoidi e polifenoli totali.
Estratto secco di semi standardizzato in polifenoli.
Disponibile in alcuni integratori alimentari moderni. La standardizzazione varia notevolmente tra i produttori e non esistono monografie internazionali che definiscano una titolazione minima necessaria all'effetto terapeutico. Le dosi normalmente utilizzate corrispondono a 250-1000 mg al giorno di estratto secco.
Estratto idroalcolico di semi.
Preparazione utilizzata principalmente nella ricerca farmacologica e in alcuni integratori commerciali. I dosaggi giornalieri generalmente riportati corrispondono a 200-1000 mg di estratto secco equivalente. Non è stato definito un titolo minimo universalmente accettato per i principi attivi responsabili dell'effetto ipoglicemizzante.
Estratto secco di frutto.
Utilizzato soprattutto come nutraceutico antiossidante e supporto metabolico. I preparati disponibili sono frequentemente standardizzati in polifenoli totali o antocianine, ma senza un livello minimo riconosciuto come necessario per l'efficacia terapeutica. Le dosi comunemente utilizzate sono comprese tra 300 e 1500 mg al giorno.
Estratto secco di foglie.
Disponibile meno frequentemente rispetto ai preparati ottenuti dai semi. Utilizzato principalmente in ambito sperimentale e nutraceutico. Non esistono standard terapeutici universalmente accettati né titolazioni minime validate clinicamente.
Capsule e compresse di polvere micronizzata di semi.
Costituiscono una delle forme commerciali più diffuse. Le quantità giornaliere complessive generalmente utilizzate corrispondono a 1-5 g di droga secca equivalente.
Estratti fluidi.
Presenti in alcuni preparati fitoterapici tradizionali. La concentrazione varia considerevolmente in funzione del rapporto droga-estratto e del solvente utilizzato. Non sono disponibili dosaggi standardizzati universalmente riconosciuti.
Tintura madre.
Preparazione utilizzata nella tradizione fitoterapica e in alcuni sistemi di medicina complementare. La composizione dipende dal metodo estrattivo adottato e non dispone di standard clinici condivisi per il trattamento del diabete o di altre condizioni.
Preparazioni omeopatiche.
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Syzygium cumini, generalmente sotto forma di tintura madre omeopatica, diluizioni decimali e centesimali. L'impiego è basato sui principi dell'omeopatia e non dispone di evidenze cliniche sufficienti a confermare un'efficacia terapeutica specifica secondo i criteri della fitoterapia evidence-based.
Ayyanar Muniappan, Subash-Babu Pandurangan, Syzygium cumini (L.) Skeels A Review of Its Phytochemical Constituents and Traditional Uses, Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2012
Baliga Manjeshwar Shrinath, Bhat Harshith Prakash, Baliga Bhavana Raghavendra, Wilson Ranjan, Palatty Princy L., Phytochemistry Traditional Uses and Pharmacology of Eugenia jambolana Lam. An Overview, Food Research International, 2011
Ruan Zhenhua, Zhang Lili, Yan Lijuan, Evaluation of the Antidiabetic Properties of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022
Srivastava Shradha, Chandra Deepika, Pharmacological Potentials of Syzygium cumini A Review, Journal of the Science of Food and Agriculture, 2013
Cock Ian Edwin, Cheesman Mitchell John, The Medicinal Properties and Phytochemistry of Syzygium cumini, Pharmacognosy Communications, 2018
Migliato Karina Furlan, Moreira Regina Regina Diniz, Mello João Carlos Palazzo de, Phytochemical and Pharmacological Aspects of Syzygium cumini, Revista Brasileira de Farmacognosia, 2006
Chhikara Nitin, Kaur Amandeep, Jaglan Sumeet, Sharma Puneet, Gat Yogesh, Panghal Anil, Bioactive Compounds and Health-Promoting Properties of Syzygium cumini, Food Bioscience, 2018
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Syzygium cumini Monograph, 2007
Indian Pharmacopoeia Commission, Indian Pharmacopoeia Monograph on Syzygium cumini Seed and Fruit, edizioni aggiornate
Quality Standards of Indian Medicinal Plants, Indian Council of Medical Research, Syzygium cumini Monograph, edizioni aggiornate
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto di semi di Syzygium cumini
Preparazione ottenuta con 5-10 g di semi essiccati e finemente frantumati in 300-500 ml di acqua. Portare a ebollizione e mantenere una lieve decozione per circa 15-20 minuti. Filtrare e assumere in una o due somministrazioni giornaliere. È la preparazione tradizionale più documentata per gli impieghi metabolici associati alla specie.
Infuso di foglie di Syzygium cumini
Preparazione ottenuta con 2-4 g di foglie essiccate in 200-250 ml di acqua calda. Lasciare in infusione per circa 10-15 minuti prima della filtrazione. Tradizionalmente impiegato come bevanda ad azione astringente e di supporto digestivo.
Tisana di Syzygium cumini e Gymnema sylvestre
Syzygium cumini semi 50%, Gymnema sylvestre foglie 50%. Utilizzare 4-6 g della miscela in 250 ml di acqua. Preparare come decotto leggero per circa 15 minuti. L'associazione è documentata nella tradizione ayurvedica per il supporto del metabolismo glucidico e trova riscontro in dati farmacologici sulle singole specie.
Tisana di Syzygium cumini e Trigonella foenum-graecum
Syzygium cumini semi 50%, Trigonella foenum-graecum semi 50%. Utilizzare 5-8 g della miscela in 300 ml di acqua e mantenere una lieve ebollizione per circa 15 minuti. La formulazione deriva dall'impiego tradizionale ayurvedico e da evidenze sperimentali riguardanti le singole droghe.
Tisana di Syzygium cumini e Cinnamomum verum
Syzygium cumini semi 70%, Cinnamomum verum corteccia 30%. Utilizzare 4-6 g della miscela in 250-300 ml di acqua. Preparare mediante decotto leggero di circa 15 minuti. L'associazione è utilizzata tradizionalmente in formulazioni rivolte al supporto metabolico.
Formulazione erboristica tradizionale per il metabolismo glucidico
Syzygium cumini semi 40%, Gymnema sylvestre foglie 30%, Trigonella foenum-graecum semi 20%, Cinnamomum verum corteccia 10%. Utilizzare 5-8 g della miscela al giorno in 300-500 ml di acqua preparata come decotto. La formulazione è coerente con la tradizione ayurvedica e con le evidenze farmacologiche disponibili sulle singole componenti.
Tisana astringente tradizionale
Syzygium cumini foglie 50%, Psidium guajava foglie 30%, Punica granatum pericarpo 20%. Utilizzare 3-5 g della miscela in 250 ml di acqua e lasciare in infusione per 10-15 minuti. L'impiego è tradizionalmente orientato al supporto della funzionalità gastrointestinale.
Formulazione antiossidante a base di frutto
Syzygium cumini frutti essiccati 50%, Camellia sinensis foglie 30%, Hibiscus sabdariffa calici 20%. Utilizzare 3-6 g della miscela in 250 ml di acqua in infusione per circa 10 minuti. L'associazione è supportata soprattutto da evidenze fitochimiche e farmacologiche relative al contenuto polifenolico delle singole droghe.
Ayyanar Muniappan, Subash-Babu Pandurangan, Syzygium cumini (L.) Skeels A Review of Its Phytochemical Constituents and Traditional Uses, Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2012
Baliga Manjeshwar Shrinath, Bhat Harshith Prakash, Baliga Bhavana Raghavendra, Wilson Ranjan, Palatty Princy L., Phytochemistry Traditional Uses and Pharmacology of Eugenia jambolana Lam. An Overview, Food Research International, 2011
Ruan Zhenhua, Zhang Lili, Yan Lijuan, Evaluation of the Antidiabetic Properties of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022
Srivastava Shradha, Chandra Deepika, Pharmacological Potentials of Syzygium cumini A Review, Journal of the Science of Food and Agriculture, 2013
Cock Ian Edwin, Cheesman Mitchell John, The Medicinal Properties and Phytochemistry of Syzygium cumini, Pharmacognosy Communications, 2018
Migliato Karina Furlan, Moreira Regina Regina Diniz, Mello João Carlos Palazzo de, Phytochemical and Pharmacological Aspects of Syzygium cumini, Revista Brasileira de Farmacognosia, 2006
Patel Shailesh Singh, Goyal Ramesh Kumar, Cardioprotective Effects of Syzygium cumini and Its Bioactive Constituents A Review, Journal of Medicinal Food, 2011
Indian Pharmacopoeia Commission, Indian Pharmacopoeia Monograph on Syzygium cumini Seed and Fruit, edizioni aggiornate
Khare C. P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Syzygium cumini Monograph, 2007
Quality Standards of Indian Medicinal Plants, Indian Council of Medical Research, Syzygium cumini Monograph, edizioni aggiornate
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di Syzygium cumini (vino di jamun / jambolano)
Preparazione tradizionale fermentata dal frutto
Ingredienti
1 kg di frutti maturi di Syzygium cumini
1 L acqua
200–300 g zucchero (a scelta, secondo dolcezza desiderata)
1 cucchiaino di lievito per vino o champagne
eventuali aromi: chiodo di garofano, cannella (facoltativo)
Preparazione
Lavare e schiacciare i frutti rimuovendo i semi (che apportano amarezza).
Portare a ebollizione l’acqua e sciogliere lo zucchero, poi raffreddare.
Unire polpa e sciroppo in contenitore sterilizzato.
Aggiungere lievito e mescolare.
Fermentare 7–10 giorni con gorgogliatore, in luogo buio e fresco.
Filtrare, imbottigliare e far maturare 3–4 settimane (minimo).
Consumare entro 6–12 mesi.
Caratteristiche organolettiche
Colore: viola intenso, tendente al nero
Aroma: fruttato e vinoso, con note astringenti
Corpo: medio, acidità fresca
Dolcezza: variabile, da semi-secco a dolce
Uso
Consumo moderato come aperitivo o digestivo
Tradizionalmente considerato:
tonico digestivo
antiossidante
utile dopo pasti ricchi
Avvertenze
Contiene zuccheri residui → non indicato per diabete
Possibile sedimento naturale
Consumare responsabilmente
Liquore di Syzygium cumini
Preparazione alcolica per macerazione (senza fermentazione)
Ingredienti
500 g frutti maturi, privati del seme
500 mL alcol a 40–50% (vodka o alcol alimentare diluito)
150–200 g zucchero
scorza di agrume o spezie (facoltative)
Preparazione
Macerare i frutti nell’alcol per 2–4 settimane al buio.
Filtrare, spremere leggermente la polpa.
Preparare uno sciroppo con acqua e zucchero e far raffreddare.
Unire liquore e sciroppo secondo gusto.
Riposare in bottiglia almeno 2–4 settimane.
Risultato
Colore: rosso-violaceo intenso
Sapore: dolce, fruttato, leggermente astringente
Tenore alcolico: medio
Uso
Piccole dosi dopo pasto
Digestivo
Base per cocktail fruttati
Avvertenze
Maggiore contenuto zuccherino rispetto al vino
Non adatto a diete che richiedono controllo glicemico
Preparazione moderna: “Elisir antiossidante”
Mix tra macerazione e estratto concentrato
Ingredienti
polpa di frutti maturi
alcol 40–45%
piccola quota di miele o sciroppo d’agave
Preparazione
macerare 2 settimane
filtrare
correggere dolcezza
maturare 1 mese
Uso
10–20 mL dopo i pasti
in piccole dosi per degustazione o degustazione gastronomica
Bibliografia
V.P. Singh, “Chemical composition and functional properties of Syzygium cumini fruit: food and beverage applications.”
M. Thakur, “Traditional alcoholic beverages prepared from jamun fruit: an ethnobotanical and nutritional overview.”
S. Ayyanar, “Pharmacognosy and ethnomedicinal uses of Syzygium cumini in food and health traditions.”
P. Perera, “Antioxidant constituents of Syzygium cumini and their potential in functional beverages.”
R. Ahmed, “Jamun fruit: phytochemical profile, fermentation potential and functional applications.”
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
I frutti maturi di Syzygium cumini sono ampiamente consumati freschi nelle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, dell'Africa orientale e dell'America meridionale. Presentano un sapore caratteristico dolce-astringente, leggermente acidulo, dovuto all'elevato contenuto di tannini, antocianine e acidi organici.
La polpa viene utilizzata per la preparazione di succhi, nettari, bevande fermentate e sciroppi. Il succo possiede una colorazione violacea intensa e viene impiegato sia come bevanda sia come ingrediente per dessert e preparazioni dolciarie.
I frutti sono frequentemente trasformati in confetture, gelatine, marmellate e conserve. L'elevato contenuto di pectine e composti fenolici contribuisce alla consistenza e alla stabilità del prodotto finale.
In India e in altri Paesi dell'Asia meridionale il frutto viene utilizzato per la preparazione di bevande tradizionali rinfrescanti, sorbetti, granite e preparazioni simili ai gelati alla frutta.
La polpa può essere incorporata in yogurt, lassi, creme, mousse, dolci al cucchiaio e prodotti da forno, conferendo colore naturale e aroma caratteristico.
I frutti maturi vengono talvolta fermentati per ottenere vini artigianali, liquori, aceti di frutta e altre bevande fermentate tradizionali.
I semi, pur essendo utilizzati prevalentemente in fitoterapia, possono essere essiccati e ridotti in polvere. In alcune tradizioni alimentari locali tale polvere viene aggiunta in piccole quantità a farine, impasti e preparazioni funzionali, soprattutto nell'ambito dell'alimentazione tradizionale destinata ai soggetti con alterazioni del metabolismo glucidico.
Le foglie giovani sono occasionalmente impiegate come aromatizzanti in preparazioni tradizionali regionali, sebbene il loro uso alimentare sia molto meno diffuso rispetto a quello dei frutti.
L'elevata concentrazione di antocianine rende il frutto una fonte naturale di coloranti alimentari utilizzabili in bevande, dessert, gelati e prodotti dolciari.
In alcune aree rurali i frutti leggermente acerbi vengono consumati con sale o miscele speziate, sfruttandone il gusto astringente e acidulo come snack tradizionale.
Conosciuto come jamun, jambolan, jambul, java plum, black plum, con decine di varianti regionali.
In sanscrito: "Jambu", nome che appare in testi religiosi e ayurvedici antichi, con forte connotazione simbolica.
In India è associato a Shiva, e i frutti vengono offerti nei templi durante festività religiose.
Citato in antichi testi ayurvedici come pianta utile per "controle dello zucchero", tanto che jamun è considerato uno dei più antichi rimedi antidiabetici documentati nella medicina tradizionale.
Compare anche nella medicina Unani, Siddha e in pratiche etnomediche dell’Asia sud-orientale.
La polpa ha strong pigmenti antocianici: storicamente usati per colorare tessuti e inchiostri artigianali.
Il legno è molto duro, resistente all’acqua: tradizionalmente usato per ruote di carri, strumenti agricoli e pali di costruzione.
I semi macinati sono stati utilizzati come surrogato del caffè in alcune zone rurali.
Il frutto ha una caratteristica capacità di tingere lingua e labbra di viola scuro o nero, motivo di scherzi popolari tra i bambini.
Il sapore varia molto con la maturazione:
acerbo → aspro e astringente
maturo → dolce, resinato e vinoso
Il retrogusto può durare a lungo, e talvolta lascia sensazione secca in bocca per l’alto contenuto di tannini.
Il succo dolce del frutto fresco serve a preparare una bevanda alcolica - la 'Jambava' che ha un sapore acido.
Da jamun si producono vini artigianali in India e Sri Lanka sin da tempi antichi, con forte significato sociale e rituale.
Esiste una preparazione fermentata meno alcolica e leggermente frizzante, simile a un vino giovane o sidro.
Il frutto contiene così tanti pigmenti antocianici che la sua polpa è stata proposta come colorante naturale per alimenti funzionali.
I tannini concentrati nei semi sono responsabili del tipico sapore astringente e delle proprietà tradizionalmente sfruttate.
In India e Pakistan, gli alberi di jamun sono spesso piantati nelle scuole e nei parchi pubblici, perché forniscono ombra fitta e frutti estivi.
In alcune città, durante la stagione di maturazione, i marciapiedi diventano macchiati di viola scuro, fenomeno noto e caratteristico.
In hindi esiste l'espressione "jamun lips" per descrivere labbra naturalmente scure.
In alcune lingue locali esistono proverbi legati al frutto, spesso associati a abbondanza, salute e fertilità.
Si riteneva che mangiare jamun portasse forza e stabilità, qualità associate anche al legno dell'albero.
In alcune aree si crede che l’albero proteggesse dalle energie negative e veniva piantato vicino alle case.
La maturazione dei frutti è talmente breve e imprevedibile che la specie è vista come "segno dell’arrivo dell'estate".
Il frutto è consumato appena raccolto, venduto in strada e considerato un piacere stagionale irrinunciabile.
Originario del subcontinente indiano, si è diffuso spontaneamente in Africa, Australia e Sud-est asiatico, spesso tramite colonie commerciali e scambi agricoli.
In alcune regioni è diventato specie invasiva per la sua grande capacità di adattamento e disseminazione.