QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 03/05/2026
MENTUCCIA Clinopodium nepeta (L.) Kuntze
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Autore: erbeofficinali.org
Calamintha nepeta
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
Calamintha nepeta
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Calamintha officinalis
TOSSICITÀ NON ANCORA BEN DEFINITA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Genere Clinopodium
Specie Clinopodium nepeta
Famiglia:
Mentuccia romana, Mentastro, Nepetella, Calaminta, Calamita, Calamento, Falsa peperina, Calaminta di montagna, Calaminta minore, Lesser calamint, Field balm
PIANTA ERBACEA PERENNE, AROMATICA, ALTA 20-50 CM. PRESENTA FUSTI ERETTI O ASCENDENTI, RAMIFICATI, QUADRANGOLARI E PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO PICCOLE, OVATE O LANCEOLATE, DENTATE, DI COLORE VERDE E EMANANO UN AROMA MENTOLATO. I FIORI SONO PICCOLI, LABIATI, DI COLORE LILLA O BLU-VIOLACEO, RIUNITI IN VERTICILLASTRI ASCELLARI DENSI LUNGO IL FUSTO. IL CALICE È TUBOLARE CON 5 DENTI, LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO. IL FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI LISCI E BRUNI.
LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE, QUINDI IN PIENA ESTATE FINO ALL'INIZIO DELL'AUTUNNO
Originaria dell'Europa meridionale e centrale, e si è naturalizzata in alcune altre regioni. Cresce spontaneamente in luoghi aridi e sassosi, pendii soleggiati, boschi aperti, cespuglieti, bordi stradali e prati secchi, spesso su terreni calcarei. Predilige esposizioni soleggiate e climi temperati caldi, resistendo bene alla siccità. Si trova tipicamente in altitudini collinari e montane, ma anche in pianura in ambienti adatti. La sua presenza è spesso associata a suoli ben drenati e poveri di sostanza organica.
Fierascu R. C. et al., Phytochemical Profile and Biological Activities of Calamintha nepeta, 2019
Rigano D. et al., Chemical Composition and Antimicrobial Activity of Essential Oils of Calamintha nepeta, 2014
Skendi A. et al., Herbal Tea Composition and Bioactive Compounds of Calamintha Species, 2017
Bozin B. et al., Characterization of Essential Oils of Lamiaceae Species and Their Biological Activity, 2006
Gulluni N. et al., Chemical Composition and Biological Activity of Calamintha nepeta Essential Oil, 2018
TOSSICITÀ: NON ANCORA BEN DEFINITA
Motivazione: non sono disponibili studi tossicologici clinici sistematici specifici sulla specie; i dati esistenti derivano da valutazioni fitochimiche e studi sperimentali sugli oli essenziali contenenti monoterpeni fenolici e chetonici, con potenziale irritativo e neurotossico a dosi elevate, ma senza definizione chiara del profilo di sicurezza nell’uomo per uso fitoterapico standardizzato
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: per Satureja calamintha (sinonimo Calamintha nepeta) non sono disponibili studi clinici controllati né revisioni sistematiche specifiche sulla specie; le evidenze derivano prevalentemente da studi in vitro e da modelli in vivo animale su attività antimicrobica e antinfiammatoria, oltre a uso etnobotanico digestivo e carminativo; tali dati risultano preliminari, non standardizzati e insufficienti per una validazione terapeutica
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche per la specie Clinopodium nepeta che consentano di confermare proprietà fitoterapiche o indicazioni terapeutiche nell’uomo
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica e antibatterica osservata in vitro su estratti e oli essenziali della specie, con efficacia verso batteri Gram-positivi e Gram-negativi; evidenza limitata a studi sperimentali in vitro senza conferma clinica
Attività antiossidante documentata in vitro mediante saggi chimici su estratti polifenolici e frazioni volatili; evidenza limitata a test biochimici senza correlazione clinica diretta
Attività antinfiammatoria suggerita da studi in vitro e in modelli animali su estratti della parte aerea, con modulazione di mediatori infiammatori; evidenza preclinica non confermata nell’uomo
Attività spasmolitica e miolitica su muscolatura liscia osservata in modelli sperimentali animali e preparazioni isolate, coerente con l’uso tradizionale digestivo; evidenza preclinica senza validazione clinica
Attività antifungina documentata in vitro su alcuni ceppi micotici per oli essenziali della specie; evidenza limitata a studi microbiologici sperimentali
Uso storico e nella tradizione
Impiego come digestivo e carminativo per disturbi dispeptici, meteorismo e aerofagia nella medicina popolare mediterranea
Uso come spasmolitico gastrointestinale per dolori addominali e coliche leggere
Impiego come aromatizzante alimentare e officinale
Uso come lieve coleretico e colagogo nella tradizione erboristica
Impiego empirico come antisettico leggero delle vie digestive
Rigano, Daniela; Formisano, Carmen; Senatore, Felice, Chemical composition and antimicrobial activity of essential oils of Clinopodium nepeta, 2007
Loizzo, Monica Rosa; Saab, Antoine M.; Tundis, Rosa; et al., Phytochemical analysis and in vitro antioxidant and antimicrobial activities of Clinopodium nepeta extracts, 2013
Bruno, Margherita; Maggio, Angela; Rosselli, Sergio; et al., Chemical composition and biological activities of essential oils from Sicilian Clinopodium nepeta, 2010
Ballero, Mauro; Poli, Federica; Sacchetti, Gianni, Ethnobotanical research in Sardinia: medicinal plants used in traditional medicine including Clinopodium nepeta, 2001
Napoli, Edoardo; Siracusa, Laura; Ruberto, Giuseppe, New insights into the chemical composition and biological properties of Clinopodium nepeta essential oil, 2010
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE CON PREPARAZIONI CONCENTRATE O OLIO ESSENZIALE PER PRESENZA DI MONOTERPENI FENOLICI COME CARVACROLO E TIMOLO EVIDENZA IN VITRO E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, POTENZIALE EFFETTO NEUROTOSSICO A DOSI ELEVATE CORRELATO A CHETONI MONOTERPENICI QUALI PULEGONE E MENTONE EVIDENZA TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, USO PRUDENTE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI CLINICI CONTROLLATI EVIDENZA ASSENTE, POSSIBILE VARIABILITÀ SIGNIFICATIVA DEL PROFILO FITOCHIMICO TRA POPOLAZIONI E CHEMIOTIPI CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ FARMACOLOGICA EVIDENZA FITOCHIMICA, RISCHIO DI REAZIONI IRRITATIVE CUTANEE CON USO TOPICO DI OLIO ESSENZIALE NON DILUITO EVIDENZA SPERIMENTALE E FARMACOLOGICA, MANCANZA DI STANDARDIZZAZIONE DELLE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE CON CONSEGUENTE DIFFICOLTÀ NELLA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA EVIDENZA METODOLOGICA, ASSENZA DI STUDI CLINICI SISTEMATICI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE EVIDENZA ASSENTE
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI SPECIFICI PER SATUREJA CALAMINTHA; ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI SULLA SPECIE
Olio essenziale di Satureja calamintha titolato in monoterpeni fenolici quali carvacrolo e timolo con variabilità significativa; impiego orale non standardizzato e non supportato da evidenze cliniche, per cui l’uso è generalmente limitato all’aromaterapia o a formulazioni tradizionali; in ambito fitoterapico prudenziale le dosi orali non sono definibili con sicurezza, mentre per uso topico si impiegano diluizioni allo 0,5–2 percento in veicolo adeguato
Estratto secco di parti aeree di Satureja calamintha con rapporto droga estratto indicativo 4:1–10:1, talvolta titolato in polifenoli totali o acido rosmarinico; posologia non standardizzata per assenza di monografie ufficiali, con intervallo orientativo 200–500 mg una o due volte al giorno basato su uso fitoterapico tradizionale e dati farmacologici indiretti
Estratto fluido idroalcolico di Satureja calamintha con rapporto droga estratto 1:1 o 1:2; posologia indicativa 1–2 mL fino a due o tre somministrazioni giornaliere, derivata da pratica erboristica tradizionale in assenza di validazione clinica
Tintura madre di Satureja calamintha preparata secondo metodiche farmacopeiche generali con rapporto droga solvente circa 1:5 in etanolo 45–70 percento; posologia indicativa 2–3 mL fino a tre volte al giorno, basata su uso empirico e non su evidenze cliniche controllate
Preparazioni topiche a base di olio essenziale di Satureja calamintha in concentrazione 0,5–2 percento per applicazioni locali con finalità antimicrobica o rubefacente lieve; frequenza una o due volte al giorno con cautela per possibile irritazione cutanea
Preparazioni omeopatiche di Satureja calamintha in diluizioni decimali o centesimali; posologia variabile secondo la pratica omeopatica senza correlazione con dati farmacologici quantitativi e senza evidenze cliniche specifiche
Le posologie riportate derivano da fonti erboristiche e farmacologiche non standardizzate; l’assenza di monografie ufficiali e di studi clinici controllati limita la definizione di dosaggi evidence-based e richiede un approccio prudenziale nell’impiego
Fierascu R. C. et al., Phytochemical Profile and Biological Activities of Calamintha nepeta, 2019
Rigano D. et al., Chemical Composition and Antimicrobial Activity of Essential Oils of Calamintha nepeta, 2014
Skendi A. et al., Herbal Tea Composition and Bioactive Compounds of Calamintha Species, 2017
Heinrich M. et al., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
EMA, Community herbal monographs and assessment reports on herbal substances, various years
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo carminativo a base di Satureja calamintha parti aeree essiccate 1–2 g in 150–200 mL di acqua a 90–95 gradi per 8–10 minuti; assunzione fino a due o tre volte al giorno dopo i pasti; uso supportato da evidenze in vitro e in vivo animale su attività spasmolitica e antimicrobica, con limiti dovuti all’assenza di studi clinici
Tisana combinata per dispepsia lieve con Satureja calamintha 1 g, Foeniculum vulgare semi 1 g e Matricaria chamomilla capolini 1–2 g in infusione per 10 minuti; assunzione due o tre volte al giorno; combinazione coerente con dati farmacologici preclinici su attività carminativa e antispasmodica
Infuso per meteorismo e tensione addominale con Satureja calamintha 1–1,5 g e Carum carvi semi 1 g in 200 mL di acqua; infusione 8–10 minuti; assunzione dopo i pasti principali; supporto da studi in vitro e uso fitoterapico documentato
Decotto leggero con Satureja calamintha parti fresche 5–10 g in 250 mL di acqua con ebollizione breve 5 minuti e successiva infusione 10 minuti; assunzione una o due volte al giorno; preparazione tradizionale con evidenze limitate a livello etnobotanico e farmacologico
Infuso combinato per supporto digestivo e lieve attività antimicrobica con Satureja calamintha 1 g e Thymus vulgaris 0,5–1 g in 200 mL di acqua; infusione 8–10 minuti; assunzione una o due volte al giorno; associazione basata su evidenze in vitro di attività antimicrobica dei monoterpeni fenolici
Preparazione erboristica liquida acquosa ottenuta da macerazione a caldo di Satureja calamintha e Melissa officinalis in rapporto 1:1 equivalente a 2–3 g di droga totale per dose giornaliera suddivisa in due somministrazioni; indicazione tradizionale per disturbi digestivi funzionali con supporto farmacologico preclinico
Le preparazioni indicate rientrano nei limiti di sicurezza tradizionali per uso orale della specie; le evidenze disponibili sono prevalentemente sperimentali e fitoterapiche documentate, con assenza di validazione clinica controllata per queste specifiche formulazioni
Fierascu R. C. et al., Phytochemical Profile and Biological Activities of Calamintha nepeta, 2019
Rigano D. et al., Chemical Composition and Antimicrobial Activity of Essential Oils of Calamintha nepeta, 2014
Skendi A. et al., Herbal Tea Composition and Bioactive Compounds of Calamintha Species, 2017
Heinrich M. et al., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Bozin B. et al., Characterization of Essential Oils of Lamiaceae Species and Their Biological Activity, 2006
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Esistono preparazioni alcoliche tradizionali a base di Satureja calamintha documentate in ambito etnobotanico mediterraneo, in particolare come vini aromatici e liquori digestivi; tali preparazioni non sono codificate in monografie ufficiali né validate da studi clinici, ma risultano coerenti con l’uso tradizionale carminativo e stomachico della pianta
Vino medicato digestivo ottenuto mediante macerazione di parti aeree fresche di Satureja calamintha 20–40 g in 1 litro di vino bianco per 5–7 giorni a temperatura ambiente, con agitazione periodica e successiva filtrazione; posologia tradizionale 50–100 mL dopo i pasti principali; uso etnobotanico come digestivo e antiflatulento con plausibilità farmacologica legata ai monoterpeni fenolici estratti nel mezzo idroalcolico
Liquore aromatico digestivo preparato mediante macerazione di 50–80 g di parti aeree fresche o 20–30 g essiccate di Satureja calamintha in 1 litro di etanolo al 40–60 percento per 7–14 giorni, seguito da filtrazione e possibile aggiunta di sciroppo zuccherino; posologia tradizionale 10–20 mL dopo i pasti; impiego come stomachico e carminativo nella tradizione popolare
Elisir alcolico composto con Satureja calamintha associata a piante aromatiche quali Foeniculum vulgare e Pimpinella anisum preparato mediante macerazione combinata in soluzione idroalcolica al 30–40 percento per circa 10 giorni; posologia tradizionale 15–20 mL dopo i pasti; uso tradizionale per dispepsia e meteorismo con evidenze limitate a livello farmacologico sperimentale
Le preparazioni alcoliche con questa specie presentano un impiego esclusivamente tradizionale con assenza di standardizzazione fitochimica e mancanza di dati clinici controllati; la sicurezza e l’efficacia risultano quindi basate su uso empirico e plausibilità farmacologica
Fierascu R. C. et al., Phytochemical Profile and Biological Activities of Calamintha nepeta, 2019
Rigano D. et al., Chemical Composition and Antimicrobial Activity of Essential Oils of Calamintha nepeta, 2014
Heinrich M. et al., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Rivera D., Obón C., The ethnopharmacology of Mediterranean aromatic plants, 1995
Šarić-Kundalić B. et al., Ethnobotanical study on medicinal use of Lamiaceae species, 2010
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
La specie Satureja calamintha è utilizzata in ambito culinario come erba aromatica nelle tradizioni mediterranee, con un profilo organolettico caratterizzato da note aromatiche intense, leggermente pungenti e balsamiche dovute alla presenza di monoterpeni fenolici e composti ossigenati.
Le foglie fresche vengono impiegate per aromatizzare piatti a base di verdure, legumi e carni, in particolare nelle preparazioni rustiche dove il profilo aromatico deciso contribuisce a migliorare la palatabilità e la digeribilità percepita. L’uso è diffuso soprattutto in contesti locali dove la pianta cresce spontaneamente.
Le foglie essiccate sono utilizzate come spezia, spesso in sostituzione o in associazione con altre Lamiaceae aromatiche. L’essiccazione intensifica alcune note aromatiche rendendo il gusto più concentrato e meno fresco rispetto al prodotto fresco.
La pianta trova impiego anche nella preparazione di salse e condimenti, talvolta associata ad altre erbe come timo e origano, contribuendo a creare profili aromatici complessi tipici della cucina tradizionale mediterranea.
La vera mentuccia romana utilizzata in cucina e fondamentale in alcuni piatti tipici italiani è una sottospecia della Satureja calamintha (var. nepeta).
In ambito domestico, può essere utilizzata per aromatizzare oli e aceti mediante macerazione, trasferendo parte dei composti volatili liposolubili e idrosolubili al mezzo estrattivo.
Le parti aeree fresche sono talvolta aggiunte a bevande tradizionali o preparazioni digestive, conferendo una nota erbacea e leggermente amara, coerente con l’uso tradizionale della pianta come aromatizzante funzionale.
L’utilizzo culinario richiede attenzione alla quantità impiegata, poiché l’elevata intensità aromatica può risultare dominante; la variabilità fitochimica della specie comporta differenze sensoriali anche marcate tra popolazioni e ambienti di crescita.
La specie Satureja calamintha, spesso indicata anche con il sinonimo botanico Calamintha nepeta, ha una lunga storia di utilizzo nelle regioni mediterranee, dove cresce spontaneamente in ambienti aridi, bordi di sentieri e terreni calcarei, mostrando una notevole adattabilità ecologica tipica delle Lamiaceae aromatiche.
Il nome “calamintha” deriva dal greco e richiama sia la menta sia proprietà tradizionalmente attribuite alla pianta, suggerendo un legame storico tra percezione aromatica e uso medicinale. Nella tradizione popolare italiana è conosciuta con nomi locali come nepitella o mentuccia, riflettendo la sua diffusione capillare nelle culture rurali.
In ambito gastronomico storico, questa specie ha avuto un ruolo rilevante nella cucina povera mediterranea, dove veniva utilizzata per insaporire piatti semplici e migliorare la conservabilità percepita degli alimenti, grazie al suo aroma intenso e alle proprietà empiricamente osservate.
Durante il Medioevo, piante affini del gruppo calamintha erano coltivate nei giardini monastici come erbe officinali minori, impiegate sia per scopi culinari sia per preparazioni medicinali empiriche, contribuendo alla trasmissione del sapere fitoterapico tradizionale.
Una curiosità botanica rilevante riguarda la complessità tassonomica della specie, che ha subito numerose revisioni e riclassificazioni nel tempo, con frequenti sovrapposizioni tra i generi Satureja, Calamintha e Clinopodium, rendendo difficile una definizione univoca nei contesti storici e scientifici.
Dal punto di vista etnobotanico, la pianta è stata spesso associata a proprietà digestive e carminative, utilizzata dopo pasti abbondanti, ma anche a funzioni simboliche legate alla purificazione e al benessere, riflettendo una visione integrata tra alimentazione e salute tipica delle culture tradizionali.
In alcune aree dell’Italia centrale e meridionale, la raccolta della nepitella è ancora oggi una pratica stagionale legata al territorio, con trasmissione orale delle conoscenze su tempi di raccolta e modalità d’uso, rappresentando un esempio di continuità tra tradizione e utilizzo contemporaneo.