Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Fabidi
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Tribù Galegeae
Genere Lessertia
Specie Lessertia frutescens
Specie precedentemente classificata nel genere Sutherlandia, ancora presente come sinonimo Sutherlandia frutescens nella letteratura fitoterapica.
Famiglia:
Cancerina, Erba di Sutherlandia, Erba del cardo, Erba del cuore, Balloon-pea, Kankerboss, Sutherlandia, Sutherlandia frutescens, Sutherlandia microphylla, Sutherlandia montana, Sutherlandia striata
LESSERTIA FRUTESCENS (L.) GOLDBLATT & J.C.MANNING È UN ARBUSTO PERENNE SUFFRUTICOSO DELLA FAMIGLIA FABACEAE, ALTO FINO A CIRCA 1–2 M, CON RAMI ERETTI O ARCUATI, GLABRI O FINEMENTE PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, IMPARIPENNATE, CON NUMEROSE FOGLIOLINE ELLITTICHE OD OBOVATE, INTERE, DI COLORE VERDE-GRIGIASTRO. LE INFIORESCENZE SONO ASCELLARI, PEDUNCOLATE, RECANTI FIORI PAPILIONACEI DI COLORE ARANCIO-ROSSO O ROSSO VIVO; IL CALICE È CAMPANULATO CON DENTI BREVI, LA COROLLA PRESENTA VESSILLO EVIDENTE, ALI E CARENA TIPICHE DELLE LEGUMINOSE. L’ANDROCEO È DIADELFO (9+1 STAMI) E IL GINECEO MONOCARPELLARE CON OVARIO SUPERO. IL FRUTTO È UN LEGUME INFLATO, OVOIDALE, MEMBRANOSO, CONTENENTE NUMEROSI SEMI RENIFORMI.
PRIMAVERA ESTATE, SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____ROSSO BRILLANTE ____ROSSO CHIARO ____ROSSO FORTE ____ROSSO FORTE SCURETTO
ORIGINARIA DELL’AFRICA AUSTRALE, CON DISTRIBUZIONE NATURALE CHE COMPRENDE PRINCIPALMENTE SUDAFRICA, NAMIBIA MERIDIONALE, BOTSWANA E ALCUNE AREE DELLO ZIMBABWE E DEL MOZAMBICO. CRESCE PREVALENTEMENTE IN AMBIENTI ARIDI E SEMIARIDI CARATTERIZZATI DA ELEVATA INSOLAZIONE, PRECIPITAZIONI STAGIONALI RELATIVAMENTE SCARSE E FORTI ESCURSIONI TERMICHE. È TIPICA DELLA VEGETAZIONE DI TIPO SAVANICO E DELLA MACCHIA XEROFILA, MA SI RINVIENE ANCHE IN PRATERIE APERTE, PENDII ROCCIOSI, AREE DISTURBATE E MARGINI DI STRADE O CAMPI COLTIVATI.
LA SPECIE PREDILIGE SUOLI BEN DRENATI, SPESSO SABBIOSI O SABBIOSO-ARGILLOSI, TALVOLTA GHIAIOSI O DERIVATI DA SUBSTRATI ROCCIOSI. SI SVILUPPA FREQUENTEMENTE SU TERRENI POVERI DI NUTRIENTI MA RICCHI DI MINERALI, TIPICI DELLE REGIONI INTERNE DEL SUDAFRICA, E MOSTRA UNA BUONA TOLLERANZA ALLA SICCITÀ GRAZIE ALLA SUA FISIOLOGIA ADATTATA AGLI AMBIENTI XERICI. È IN GRADO DI CRESCERE SIA IN PIENO SOLE SIA IN CONDIZIONI DI LEGGERA OMBRA, MA PROSPERA SOPRATTUTTO IN AREE APERTE CON FORTE IRRAGGIAMENTO SOLARE.
DAL PUNTO DI VISTA ALTITUDINALE, LESSERTIA FRUTESCENS SI DISTRIBUISCE DAL LIVELLO DEL MARE FINO A CIRCA 1800 METRI, SOPRATTUTTO IN ZONE COLLINARI E PIANURE INTERNE. SPESSO È ASSOCIATA A COMUNITÀ VEGETALI DELLA FYNBOS O DEL KAROO, DOVE CONVIVE CON NUMEROSE ALTRE SPECIE ADATTATE ALLA SCARSITÀ D’ACQUA E AI SUOLI POVERI. IN QUESTI ECOSISTEMI CONTRIBUISCE ALLA STABILIZZAZIONE DEL SUOLO E ALLA BIODIVERSITÀ LOCALE, SVILUPPANDOSI COME PICCOLO ARBUSTO PERSISTENTE CAPACE DI SOPPORTARE CONDIZIONI AMBIENTALI RELATIVAMENTE ESTREME.
ESTATE AUTUNNO, DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO
LA DROGA PRINCIPALMENTE UTILIZZATA È COSTITUITA DALLE PARTI AEREE, IN PARTICOLARE FOGLIE E GIOVANI RAMI.
TRADIZIONALMENTE PUÒ ESSERE IMPIEGATA L’INTERA PIANTA ESSICCATA (HERBA), COMPRENDENTE FOGLIE, FUSTI E TALVOLTA FIORI E FRUTTI, A SECONDA DELL’USO FITOTERAPICO.
DEBOLE, ERBACEO-LEGGERMENTE DOLCIASTRO, CON NOTE DI FIENO SECCO E SFUMATURE TERROSE; TALVOLTA PERCEZIONE TENUE LEGUMINOSA
AMAROGNOLO E LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CON NOTE ERBACEE E TERROSE; TALVOLTA LIEVE RETROGUSTO DOLCIASTRO E PERSISTENTE
Amminoacidi e amminoacidi non proteici: L-asparagina, L-canavanina, L-arginina, prolina, acido gamma amminobutirrico
Ciclitoli: D-pinitolo
Glicosidi triterpenici (tipo cicloartano e oleanano): sutherlandiosidi A, sutherlandiosidi B, sutherlandiosidi E, sutherlandiosidi F, sutherlandiosidi G, sutherlandiosidi H, lessertiosidi A, lessertiosidi B
Flavonoidi e flavonoidi glicosilati: sutherlandine A, sutherlandine B, sutherlandine C, sutherlandine D, 8-metossivestitolo, mucronulatolo
Acidi grassi: acido alfa linolenico
Tannini: tannini condensati non specificati
Zuccheri: monosaccaridi e zuccheri semplici non specificati
Bibliografia
Ndjoubi K.O., Sharma R., Hussein A.A., Phytochemistry, Ethnopharmacology, and Pharmacology of Lessertia frutescens (Cancer Bush): A Comprehensive Review, 2025
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Gonyela B. et al., Isolation of Cycloartane Glycosides from Lessertia frutescens, 2019
Colling J., Kossmann J., Makunga N., Molecular Basis of Canavanine Synthesis in Lessertia frutescens, 2009
TOSSICITÀ: NON ANCORA BEN DEFINITA
Motivazione: I dati tossicologici sono limitati e derivano principalmente da studi in vivo su animali e da studi clinici preliminari di breve durata, che indicano una tollerabilità generalmente buona ma segnalano potenziali effetti sul metabolismo aminoacidico dovuti alla presenza di L-canavanina. Non sono disponibili studi tossicologici a lungo termine sufficienti né una caratterizzazione completa del profilo di sicurezza nell’uomo, pertanto la tossicità non è completamente definita.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: disponibili studi in vitro e in vivo su modelli animali che indicano attività immunomodulante, antiossidante e antitumorale; studi clinici sull’uomo limitati, non conclusivi e metodologicamente eterogenei, senza conferma tramite revisioni sistematiche robuste
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Per Lessertia frutescens non sono disponibili evidenze cliniche controllate robuste, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo un’efficacia terapeutica specifica. Sono presenti studi clinici preliminari, in particolare in soggetti con infezione da HIV, che riportano miglioramenti in parametri soggettivi quali appetito, benessere generale e qualità della vita, ma tali studi presentano limiti metodologici rilevanti, campioni ridotti e risultati non sempre coerenti. Pertanto non è possibile attribuire indicazioni terapeutiche confermate.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività immunomodulante documentata in studi in vitro su cellule immunitarie e in modelli animali, con modulazione della produzione di citochine e dell’attività linfocitaria; evidenza sperimentale coerente con l’uso tradizionale ma priva di conferma clinica solida.
Attività antinfiammatoria osservata in modelli animali e sistemi cellulari, con riduzione di mediatori proinfiammatori; evidenza preclinica.
Attività ipoglicemizzante documentata in studi in vivo su modelli animali diabetici; evidenza limitata e non confermata nell’uomo.
Attività antiproliferativa e citotossica su linee cellulari tumorali in vitro; evidenza preliminare non trasferibile a indicazioni cliniche.
Attività antiossidante dimostrata in vitro tramite saggi biochimici su estratti ricchi in composti fenolici; rilevanza clinica non dimostrata.
Attività ansiolitica e neurocomportamentale osservata in modelli animali; evidenza limitata e non confermata clinicamente.
Nel complesso, le evidenze sono di tipo sperimentale e supportano un razionale farmacologico, ma non permettono una validazione terapeutica nell’uomo.
Uso storico e nella tradizione
Impiego nella medicina tradizionale dell’Africa meridionale come tonico generale e adattogeno, associato a condizioni di stress, affaticamento e debilitazione.
Utilizzo tradizionale come supporto in pazienti con infezione da HIV e altre condizioni croniche, con finalità di miglioramento del benessere generale.
Uso per disturbi metabolici, inclusi stati associati a glicemia alterata, e per condizioni infiammatorie.
Impiego empirico in ambito oncologico come rimedio di supporto, senza validazione scientifica.
Tali utilizzi sono documentati etnobotanicamente ma non supportati da evidenze cliniche moderne.
Van Wyk B E, Albrecht C, A review of the taxonomy, ethnobotany, chemistry and pharmacology of Sutherlandia frutescens, Journal of Ethnopharmacology, 2008
Mills E, Cooper C, Seely D, Kanfer I, African herbal medicines in the treatment of HIV systematic review, AIDS Research and Therapy, 2005
Johnson Q, Syce J, Nell H, Rudeen K, Folk W R, A randomized double blind placebo controlled trial of Lessertia frutescens in healthy adults, PLoS Clinical Trials, 2007
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Chinkwo K A, Sutherlandia frutescens extracts induce apoptosis in human carcinoma cell lines, Journal of Ethnopharmacology, 2005
Stander B A, Marais S, Joubert F, Joubert A M, Influence of Sutherlandia frutescens extracts on cell growth and gene expression in cancer cells, Journal of Ethnopharmacology, 2007
Katerere D R, Eloff J N, Antibacterial and antioxidant activity of Sutherlandia frutescens, South African Journal of Botany, 2008
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE AVVERTENZE DERIVANO PRINCIPALMENTE DA EVIDENZE SPERIMENTALI E DA DATI CLINICI PRELIMINARI. STUDI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE INDICANO ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE CON POSSIBILE MODULAZIONE DELLA RISPOSTA IMMUNITARIA, SUGGERENDO CAUTELA IN PAZIENTI SOTTOPOSTI A TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE O CON CONDIZIONI IMMUNOLOGICHE COMPLESSE; PICCOLI STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI RIPORTANO EFFETTI INDESIDERATI LIEVI QUALI DISTURBI GASTROINTESTINALI, CEFALEA E VERTIGINI, INDICANDO NECESSITÀ DI MONITORAGGIO CLINICO; LA PRESENZA DI L-CANAVANINA, AMMINOACIDO NON PROTEICO DOCUMENTATO NELLA SPECIE, È ASSOCIATA IN LETTERATURA A POTENZIALI EFFETTI AUTOIMMUNI IN MODELLI SPERIMENTALI, SUGGERENDO CAUTELA IN SOGGETTI PREDISPOSTI; STUDI CLINICI SU PAZIENTI CON INFEZIONE DA HIV MOSTRANO RISULTATI NON CONCLUSIVI E POSSIBILI INTERAZIONI CON PARAMETRI CLINICI, INDICANDO PRUDENZA NELL’USO CONCOMITANTE CON TERAPIE ANTIRETROVIRALI; DATI TOSSICOLOGICI IN VIVO SUGGERISCONO BUONA TOLLERABILITÀ MA CON VARIABILITÀ DOSE-DIPENDENTE, RICHIEDENDO ATTENZIONE ALLA STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI; L’ASSENZA DI STUDI CLINICI DI LUNGA DURATA LIMITA LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA CRONICA
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
LE EVIDENZE DISPONIBILI SU LESSERTIA FRUTESCENS INDICANO UNA LIMITATA CARATTERIZZAZIONE CLINICA DELLE CONTROINDICAZIONI, CON DATI DERIVANTI PRINCIPALMENTE DA STUDI CLINICI PRELIMINARI E OSSERVAZIONALI; NON SONO DISPONIBILI MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI CHE DEFINISCANO CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE VALIDATE. L’ASSENZA DI DATI ROBUSTI IMPONE UN APPROCCIO PRUDENZIALE.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO IN ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA, IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA DOCUMENTATA SU BASE OSSERVAZIONALE, USO IN PAZIENTI CON PATOLOGIE AUTOIMMUNI ATTIVE SULLA BASE DI PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA IMMUNOMODULANTE SUPPORTATA DA STUDI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato di Lessertia frutescens
Disponibile in capsule o compresse ottenute da parti aeree, talvolta standardizzate in L-canavanina o D-pinitolo, sebbene la standardizzazione non sia uniforme tra i produttori. La posologia utilizzata negli studi clinici preliminari e nei prodotti commerciali varia generalmente tra 300 e 1200 mg al giorno di estratto secco, suddivisi in due o tre somministrazioni.
Estratto fluido idroalcolico (rapporto tipico 1:1)
Preparazione liquida ottenuta da parti aeree fresche o essiccate. La posologia riportata in ambito fitoterapico varia tra 2 e 6 ml al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni. La concentrazione dei principi attivi dipende dal titolo alcolico e dal metodo di estrazione.
Tintura madre (Lessertia frutescens TM)
Preparazione generalmente con rapporto 1:10 in etanolo a gradazione variabile. Utilizzata in fitoterapia a basse dosi e in ambito omeopatico. La posologia fitoterapica tradizionale è compresa tra 20 e 50 gocce una o due volte al giorno, con variabilità significativa tra prodotti.
Estratto secco nebulizzato standardizzato in D-pinitolo
Forma utilizzata in integratori nutraceutici con indicazione metabolica. Il contenuto in D-pinitolo può essere dichiarato, anche se non esistono standard universalmente accettati. La posologia tipica varia tra 200 e 800 mg al giorno, in funzione del titolo.
Polvere micronizzata di pianta intera o parti aeree
Preparazione non standardizzata utilizzata in capsule. La dose giornaliera generalmente impiegata varia tra 1 e 3 grammi al giorno, suddivisa in più somministrazioni. La biodisponibilità dei costituenti può risultare variabile.
Estratti combinati standardizzati
Formulazioni contenenti Lessertia frutescens in associazione con altre piante o micronutrienti, spesso con finalità adattogene o immunomodulanti. La posologia è definita dal prodotto complessivo e non consente una quantificazione precisa dell’apporto della singola specie.
Preparazioni omeopatiche (Lessertia frutescens)
Disponibili in diluizioni decimali e centesimali a partire dalla tintura madre. Le diluizioni più comuni variano da D3 a D30 o equivalenti. La posologia tipica prevede 3–5 granuli una o più volte al giorno secondo prescrizione. Non esistono evidenze farmacologiche o cliniche secondo i criteri della medicina basata su prove.
van Wyk B.E., A Review of Ethnobotanical Uses, Phytochemistry and Pharmacology of Sutherlandia frutescens, 2008
Mills E., Cooper C., Seely D., Kanfer I., African Herbal Medicines in the Treatment of HIV: Hypoxis and Sutherlandia. An Overview of Evidence and Pharmacology, 2005
Johnson Q., Syce J., Nell H., Rudeen K., Folk W.R., A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trial of Lessertia frutescens in Healthy Adults, 2007
Ndjoubi K.O., Sharma R., Hussein A.A., Phytochemistry, Ethnopharmacology, and Pharmacology of Lessertia frutescens (Cancer Bush): A Comprehensive Review, 2025
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di parti aeree di Lessertia frutescens
Si utilizzano 1,5–2 grammi di droga essiccata in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’impiego è basato su uso tradizionale e su evidenze precliniche di attività immunomodulante e adattogena; non sono disponibili conferme cliniche robuste.
Decotto di parti aeree di Lessertia frutescens
Preparato con 2–3 grammi di droga in 200 ml di acqua, portata a ebollizione per circa 10 minuti e successiva filtrazione. Assunzione una volta al giorno. Il decotto è meno documentato rispetto all’infuso ma può favorire una maggiore estrazione di composti idrosolubili; le evidenze sono limitate a studi sperimentali.
Infuso composto ad azione adattogena
Formulazione con Lessertia frutescens parti aeree 2 g, Withania somnifera radice 1 g, Rhodiola rosea radice 0,5–1 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è basata su coerenza farmacologica adattogena supportata da studi in vitro e in vivo per le singole piante; non esistono studi clinici sulla combinazione.
Infuso composto per supporto immunitario
Formulazione con Lessertia frutescens 2 g, Echinacea purpurea parti aeree 1 g, Astragalus membranaceus radice 1 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno per periodi limitati. L’uso è coerente con evidenze sperimentali immunomodulanti delle singole specie; dati clinici sulla miscela non disponibili.
Infuso composto per stati di affaticamento
Formulazione con Lessertia frutescens 2 g, Eleutherococcus senticosus radice 1 g, Glycyrrhiza glabra radice 0,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione si basa su dati preclinici e uso tradizionale adattogeno; evidenze cliniche limitate e non specifiche per la combinazione.
Infuso composto per supporto del tono dell’umore
Formulazione con Lessertia frutescens 2 g, Passiflora incarnata parti aeree 1,5 g, Melissa officinalis foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione serale. Le evidenze derivano da studi preclinici e clinici sulle specie associate; per Lessertia frutescens i dati clinici sono insufficienti.
van Wyk B.E., A Review of Ethnobotanical Uses, Phytochemistry and Pharmacology of Sutherlandia frutescens, 2008
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Panossian A., Wikman G., Effects of Adaptogens on the Central Nervous System and the Molecular Mechanisms Associated with Their Stress-Protective Activity, 2010
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Lessertia frutescens è una delle piante medicinali più emblematiche della tradizione sudafricana ed è comunemente conosciuta come “cancer bush”, denominazione popolare che riflette un uso etnobotanico storico come rimedio di supporto in condizioni gravi, inclusi i tumori, senza tuttavia validazione clinica moderna.
La specie è stata per lungo tempo classificata nel genere Sutherlandia e il nome Sutherlandia frutescens è ancora ampiamente utilizzato nella letteratura scientifica e commerciale, creando una persistenza nomenclaturale che può generare ambiguità nella consultazione delle fonti.
Nella medicina tradizionale delle popolazioni Khoisan e di altre comunità dell’Africa australe, la pianta è stata impiegata come tonico generale, rimedio per lo stress e supporto nelle malattie croniche, assumendo un ruolo culturale paragonabile a quello degli adattogeni in altre tradizioni mediche.
Durante l’epidemia di HIV/AIDS in Sudafrica, Lessertia frutescens ha acquisito grande visibilità come rimedio complementare, venendo utilizzata diffusamente nella medicina tradizionale e oggetto di interesse da parte della ricerca scientifica, anche in programmi di sanità pubblica, sebbene i risultati clinici siano rimasti non conclusivi.
Dal punto di vista fitochimico, la presenza di L-canavanina, un amminoacido non proteico, ha attirato particolare attenzione per le sue implicazioni biologiche e per il suo ruolo difensivo nella pianta contro gli erbivori, rappresentando un esempio rilevante di strategia evolutiva nelle Fabaceae.
La pianta presenta caratteristiche morfologiche distintive, tra cui i frutti gonfi e cartacei simili a piccole vesciche, che hanno contribuito alla sua riconoscibilità e al suo interesse anche in ambito ornamentale oltre che medicinale.