QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 19/06/2026
PTERIDE Pteris vittata L.
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Autore: erbeofficinali.org
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Autore: Franz Xaver
TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA PER USO ECOLOGICO-AMBIENTALE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Divisione Polypodiophyta
Classe Polypodiopsida
Clade Leptosporangiatae
Ordine Polypodiales
Sottordine Pteridineae
Famiglia Pteridaceae
Sottofamiglia Pteridoideae
Genere Pteris
Specie Pteris vittata
La classificazione segue i moderni sistemi filogenetici per le pteridofite, integrati con la classificazione del Pteridophyte Phylogeny Group (PPG I), utilizzata per le felci moderne.
Famiglia:
Felce Serpentina, Felce A Nastro Cinese, Pteride A Foglie Lunghe, Pteride Vittata, Chinese Brake Fern, Ladder Brake, Helecho
Pteris Costata Thunb., Pteris Ensifolia Var. Victoriae Hort., Pteris Longifolia Var. Vittata (L.) Christ, Pteris Serrulata L.f., Pteris Vittata Var. Angustifolia Ching, Pteris Vittata Var. Gardneri Hook., Pteris Vittata Var. Lanceifolia Christ, Pteris Vittata Var. Macilenta (Bory) Hook., Pteris Vittata Var. Minor Christ, Pteris Vittata Var. Multicaudata Bedd., Pteris Vittata Var. Nemoralis Hieron., Pteris Vittata Var. Repens Bedd., Pteris Vittata Var. Revoluta Bedd., Pteris Vittata Var. Serrulata (L.f.) C.Chr., Pteris Vittata Var. Straminea Hieron., Pteris Vittata Var. Subsimplex Hieron., Pteris Vittata Var. Victoriae (hort.) Hort., Pteris Wallichiana J.Agardh Ex Hieron., Rivieraea Vittata (L.) C.Presl.
FELCE TERRESTRE O LITOFITA CON RIZOMA BREVEMENTE STRISCIANTE O ERETTO, DENSAMENTE RICOPERTO DI SQUAME STRETTE E BRUNE. LE FRONDE SONO ERETTE, PENNATE, LUNGHE 30-150 CM E LARGHE 10-30 CM, CON UN PICCIOLO ROBUSTO E UNA LAMINA LANCEOLATA. LE PINNE SONO NUMEROSE (FINO A 70 PAIA), LINEARI-LANCEOLATE, SESSILI O SUBSESSILI, CON MARGINE INTERO O FINEMENTE SEGHETTATO, DI COLORE VERDE BRILLANTE. LE VENATURE SONO LIBERE E DICOTOMICHE. I SORI SONO LINEARI, CONTINUI, DISPOSTI LUNGO IL MARGINE INFERIORE DELLE PINNE, PROTETTI DA UN FALSO INDUSIO FORMATO DAL MARGINE REVOLUTO DELLA PINNA. GLI SPORANGI CONTENGONO NUMEROSE SPORE TETRAEDRICHE. LA RIPRODUZIONE AVVIENE PER SPORE. È NOTA PER LA SUA CAPACITÀ DI ACCUMULARE ARSENICO DAL SUOLO.
NON FIORISCE (FELCE), PRODUCE SPORE TUTTO L'ANNO NEI CLIMI TROPICALI, CON PICCO IN ESTATE UMIDA
Originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, dell'Australia e dell'Africa orientale, ma ora naturalizzata in molte altre parti del mondo, inclusa l'Europa meridionale e le Americhe. Predilige fessure di rocce calcaree, muri vecchi, pavimentazioni, aree urbane disturbate, ma anche rive di fiumi e foreste umide. È particolarmente adattabile a suoli calcarei e può tollerare una varietà di condizioni di luce, dall'ombra al pieno sole, purché vi sia una sufficiente umidità, specialmente durante la crescita attiva. In Italia è naturalizzata in diverse regioni, soprattutto nel centro-sud, dove si trova spesso in ambienti antropici come muri a secco e ruderi. La sua capacità di crescere in substrati calcarei e in ambienti urbani le conferisce un ampio areale di diffusione.
TUTTO L'ANNO (NELLE ZONE NATIVE), CON RACCOLTA OTTIMALE DELLE FRONDE IN STAGIONE
FRONDE INTERE (FOGLIE) ESSICCATE, TALVOLTA RIZOMA
LEGGERMENTE ERBACEO-TERROSO, CON NOTE METALLICHE (PER ACCUMULO DI ARSENICO)
AMARO-ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO METALLICO PERSISTENTE
Per Pteris vittata L. non esiste una droga fitoterapica ufficialmente riconosciuta nelle principali farmacopee occidentali o asiatiche, né una monografia OMS, EMA, ESCOP o Commissione E dedicata all'impiego medicinale della specie. La letteratura scientifica disponibile è prevalentemente focalizzata sulla fisiologia vegetale, sull'iperaccumulo di arsenico e sulla fitodepurazione ambientale, mentre le indagini fitochimiche risultano relativamente limitate e spesso condotte su materiale vegetale non destinato a uso fitoterapico.
Tra i composti identificati in studi fitochimici specifici sulla specie sono stati riportati:
Flavonoidi: apigenina, luteolina, derivati della quercetina, derivati del kaempferolo
Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido vanillico
Terpenoidi: fitolo, derivati diterpenici e triterpenici segnalati in studi fitochimici della specie
Steroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Composti fenolici: polifenoli totali di diversa natura identificati in estratti della fronda
Acidi grassi: acido palmitico, acido linoleico, acido oleico
Pigmenti fotosintetici: clorofilla a, clorofilla b, carotenoidi
Poiché non sono disponibili dati sufficientemente solidi per definire una droga fitoterapica standardizzata della specie, qualsiasi classificazione quantitativa dei principi attivi sarebbe speculativa.
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: Pteris vittata è una specie iperaccumulatrice di arsenico; la sicurezza dipende in modo critico dall'origine del materiale vegetale e dal contenuto di metalli/metalloidi accumulati. I dati tossicologici relativi all'uso fitoterapico corretto nella specie sono insufficienti per definire una tossicità intrinseca precisa, mentre è documentato il potenziale rischio associato all'accumulo ambientale di arsenico.
EFFICACIA: PER USO ECOLOGICO-AMBIENTALE
Motivazione: Le evidenze scientifiche dirette sulla specie riguardano principalmente la fitoestrazione e l’iperaccumulo di arsenico in ambito ambientale. Per gli impieghi terapeutici sono disponibili soprattutto dati etnobotanici, studi in vitro e alcuni studi preclinici preliminari su attività antiossidante, antimicrobica e cicatrizzante, senza conferme cliniche controllate né uso fitoterapico consolidato supportato da evidenze sufficienti. La caratteristica meglio documentata e riproducibile della specie è l'impiego nella fitodepurazione ambientale. Evidenze: in vivo ambientali, in vitro, etnobotaniche.
COME COMPORTARSI IN CASO DI SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Pteris vittata L. SINTOMI DI AVVELENAMENTO
Entro 30 minuti-2 ore dall’esposizione:
Nausea/vomito, diarrea emorragica
Sapore metallico in bocca
Dolori addominali violenti
Entro 24 ore:
Confusione, convulsioni
Oliguria (ridotta produzione di urina)
Odore agliaceo nell’alito/sudore (caratteristico dell’arsenico)
Fase avanzata:
Collasso cardiocircolatorio
Coma e morte (dosi >100 mg di arsenico)
COSA FARE IMMEDIATAMENTE
Chiamare il Centro Antiveleni (Italia: +39 02 66101029) o il 118.
Se l’esposizione è cutanea:
Togliere i vestiti contaminati.
Lavare la pelle con acqua e sapone per 15 minuti.
Se ingerito:
Non indurre il vomito (rischio di lesioni esofagee).
Somministrare carbone attivo (solo se prescritto dal medico).
Se inalato:
Spostare la persona all’aria aperta.
Monitorare la funzione respiratoria.
TRATTAMENTO MEDICO URGENTE
Antidoti ospedalieri:
Dimercaprolo (per via intramuscolare)
Acido dimercaptosuccinico (DMSA)
Terapia chelante con EDTA in casi gravi
Analisi urgenti:
Dosaggio arsenico in sangue/urine
Elettrocardiogramma (rischio di aritmie)
COSA NON FARE
Non somministrare latte o oli (aumentano l’assorbimento).
Non usare rimedi casalinghi (es. carbone non attivato).
Non attendere i sintomi ? L’arsenico agisce rapidamente!
PREVENZIONE
Non raccogliere, manipolare o bruciare la pianta.
Usare DPI (guanti, mascherina FFP2) in caso di contatto professionale.
Smaltire come rifiuto pericoloso (codice CER 190810).
AVVISO:
Pteris vittata non è una pianta medicinale, ma un pericolo tossicologico. In caso di esposizione, agire immediatamente e rivolgersi al pronto soccorso.
Pteris vittata non possiede applicazioni fitoterapiche approvate a causa della sua pericolosa capacità di accumulare arsenico inorganico (fino al 2% del peso secco). Non esistono studi clinici che ne supportino l'uso sicuro nell'uomo.
Sono in corso studi sulla possibilità dell'uso come chelante di alcuni metalli pesanti come arsenico, piombo e mercurio nell'organismo umano.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
MANEGGIARE ESCLUSIVAMENTE CON GUANTI E MASCHERINA, EVITARE L'INALAZIONE DI POLVERI, NON BRUCIARE (RILASCIO DI ARSENICO VOLATILIZZATO), ISOLARE IN CONTENITORI SIGILLATI PER LO SMALTIMENTO, LAVARE IMMEDIATAMENTE LA PELLE ESPOSTA, VIETATO L'USO IN COMPOST O GIARDINAGGIO DOMESTICO.
LA SPECIE È UN IPERACCUMULATORE DOCUMENTATO DI ARSENICO E PUÒ CONCENTRARE QUANTITÀ MOLTO ELEVATE DI ARSENICO NEI TESSUTI VEGETALI QUANDO CRESCE SU SUBSTRATI CONTAMINATI; L'IMPIEGO DI MATERIALE VEGETALE DI PROVENIENZA NON CONTROLLATA PUÒ COMPORTARE ESPOSIZIONE A LIVELLI ELEVATI DI ARSENICO. EVIDENZA: STUDI SPERIMENTALI IN VIVO SULLA SPECIE E REVISIONI SPECIALISTICHE.
L'EVENTUALE SICUREZZA D'USO DIPENDE DAL CONTENUTO EFFETTIVO DI ARSENICO E DA ALTRI CONTAMINANTI AMBIENTALI NEL MATERIALE VEGETALE UTILIZZATO; I DATI DISPONIBILI NON CONSENTONO DI DEFINIRE UN PROFILO TOSSICOLOGICO STANDARDIZZATO PER PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DELLA SPECIE. EVIDENZA: REVISIONI SCIENTIFICHE E STUDI DI ACCUMULO NELLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI FITOTERAPICHE SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI O DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA MODERNA DIRETTAMENTE RIFERIBILI A PTERIS VITTATA L.; LE EVIDENZE DISPONIBILI SULLA SPECIE RIGUARDANO PREVALENTEMENTE ASPETTI FISIOLOGICI, FITOCHIMICI E DI FITODEPURAZIONE AMBIENTALE.
SCONSIGLIATO USO INTERNO O ESTERNO, GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA, INSUFFICIENZA RENALE/EPATICA, ESPOSIZIONE PROFESSIONALE A METALLI PESANTI, TERAPIE FARMACOLOGICHE CONCOMITANTI
Non risultano monografie EMA, ESCOP, Commission E, WHO o Farmacopee che definiscano estratti fitoterapici standardizzati, titolati o medicinali vegetali registrati di Pteris vittata L.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non sono documentate in monografie ufficiali, revisioni sistematiche o letteratura clinica verificabile formulazioni erboristiche, tisane, infusi o decotti con Pteris vittata L. per uso fitoterapico supportato da evidenze scientifiche nell'uomo.
Non sono disponibili dosaggi terapeutici sicuri e validati per tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche contenenti Pteris vittata L.
L'assenza di standardizzazione fitoterapica, di studi clinici controllati e la capacità della specie di accumulare arsenico da substrati contaminati non consentono di formulare preparazioni erboristiche evidence-based né associazioni con altre specie vegetali a scopo terapeutico.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Pteris vittata L. è stata la prima felce identificata come iperaccumulatrice di arsenico, una caratteristica che ha attirato notevole interesse scientifico a partire dagli anni Novanta e ha modificato profondamente la ricerca sui meccanismi di tolleranza e accumulo dei metalloidi nelle piante.
La specie è in grado di accumulare nei tessuti fogliari concentrazioni di arsenico estremamente elevate rispetto alla maggior parte delle altre piante terrestri, senza manifestare sintomi di tossicità proporzionati ai livelli accumulati.
Per questa peculiarità è diventata uno degli organismi vegetali più studiati nel campo della fitodepurazione e del risanamento ambientale dei suoli contaminati da arsenico.
È stata utilizzata come modello biologico per comprendere i meccanismi di assorbimento, traslocazione, detossificazione e compartimentazione dell'arsenico nelle piante.
L'areale originario comprende regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, ma la specie si è naturalizzata in numerose altre aree del mondo grazie alla sua elevata adattabilità ecologica.
A differenza di molte felci studiate principalmente per aspetti ornamentali o tassonomici, Pteris vittata è divenuta rilevante soprattutto per applicazioni ambientali e biotecnologiche.
Numerosi programmi di ricerca internazionali hanno valutato il suo impiego per la bonifica di terreni contaminati in aree minerarie, industriali e agricole.
Nonostante alcuni studi fitochimici e farmacologici preliminari, la notorietà scientifica della specie rimane legata quasi esclusivamente alla sua eccezionale capacità di accumulare arsenico piuttosto che a impieghi fitoterapici consolidati.
In letteratura internazionale è frequentemente indicata con il nome comune inglese "Chinese brake fern" oppure "ladder brake fern".
La specie appartiene alle Pteridaceae, una delle principali famiglie di felci leptosporangiate, e rappresenta uno degli esempi più citati di adattamento vegetale a condizioni ambientali caratterizzate da elevata contaminazione da elementi tossici.