QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 02/07/2026
ROBBIA Rubia Tinctorum L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Gentianales
Famiglia Rubiaceae
Sottofamiglia Rubioideae
Tribù Rubieae
Genere Rubia
Specie Rubia tinctorum
Famiglia:
Robbia domestica, Madder, Alizarin, Common Madder, Dyer´s Madder, European Madder, Indian Madder, Garance des teinturiers, Garanza, Granza, Rubia De Tintes, Garanca, Ruiva Dos Tintureiros, Färberkrapp, Färberröte, Krapp, Meekrap, Faqqoos El-Homaar, Krappi, Värimatara, Seiyou Akane, Marzana Barwierska, Bacho, Akbas
Asterophyllum Tinctorum (L.) K.F.Schimp. & Spenn., 1829, Galium Rubia E.H.L.Krause, Rubia Acaliculata Cav., Rubia Iberica (Fisch. Ex DC.) K.Koch, Rubia Peregrina Subsp. Tinctorum (L.) Bonnier & Layens, Rubia Sativa Guadagno, Rubia Sylvestris Mill., Rubia Tinctoria L., Rubia Tinctoria Salisb., Rubia Tinctorum F. Petiolaris Sommier & Levier, Rubia Tinctorum Var. Culta Alef., Rubia Tinctorum Var. Grandifolia K.Koch, Rubia Tinctorum Var. Iberica Fisch., Rubia Tinctorum Var. Iberica Fisch. Ex DC., Rubia Tinctorum Var. Latifolia Texidor, Rubia Tinctorum Var. Pubescens Ledeb., Rubia Tinctorum Var. Sativa Pollini
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI TETRAGONI E RUVIDI, MUNITI DI ACULEI PATENTI. LE FOGLIE SONO VERTICILLATE IN NUMERO DI 4-6, LANCEOLATE O OVATE-LANCEOLATE, CON MARGINE SCABRO E NERVATURE PROMINENTI. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE GIALLO-VERDOGNOLO, RIUNITI IN CIME PANICOLATE ASCELLARI E TERMINALI. LA COROLLA È ROTATA CON 5 LOBI ACUTI. IL FRUTTO È UNA BACCA CARNOSA DI COLORE NERO A MATURAZIONE CONTENENTE DUE SEMI. LA RADICE È UN RIZOMA STRISCIANTE E RAMIFICATO, DI COLORE ROSSO ALL'INTERNO.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO, CON PICCOLI FIORI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN INFIORESCENZE
Predilige suoli argillosi o sabbiosi ben drenati, con un livello di umidità costante. Cresce in pieno sole o in semi-ombra. È originaria dell'Europa sud-orientale e dell'Asia, ma è stata ampiamente coltivata in passato, anche in Italia, per le sue radici da cui si ricava un colorante rosso. Oggi è raramente spontanea in ambiente mediterraneo, tendendo a scomparire. Si adatta a diversi climi e può tollerare l'esposizione marittima.
Motivazione: Sono disponibili dati tossicologici diretti che documentano la presenza di antrachinoni, in particolare lucidina e suoi derivati, associati a potenziale genotossicità e cancerogenicità in modelli sperimentali. L'uso prolungato o ad alte dosi non è considerato sicuro e diverse autorità regolatorie ne scoraggiano l'impiego terapeutico continuativo. I dati clinici nell'uomo rimangono limitati.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Le evidenze cliniche controllate sulla specie Rubia tinctorum L. sono assenti. Gli studi disponibili sono prevalentemente in vitro e in vivo su modelli animali e riguardano attività antinfiammatorie, antiossidanti, antimicrobiche, antilitiasiche e antitumorali preliminari. L'uso tradizionale come diuretico e coadiuvante nella calcolosi urinaria è documentato, ma non adeguatamente confermato da studi clinici di qualità.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche o meta-analisi che confermino l'efficacia terapeutica di Rubia tinctorum L. per specifiche indicazioni cliniche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antilitiasica. Studi in vivo su modelli animali e dati farmacologici sperimentali hanno mostrato una riduzione della formazione e della crescita dei calcoli urinari, coerente con il tradizionale impiego come coadiuvante nella litiasi urinaria.
Attività antinfiammatoria. Studi in vitro e in vivo hanno evidenziato una riduzione di mediatori dell'infiammazione attribuita principalmente agli antrachinoni e agli iridoidi presenti nella radice.
Attività antiossidante. Studi in vitro hanno documentato una significativa capacità di neutralizzare specie reattive dell'ossigeno e di limitare l'ossidazione cellulare mediante composti fenolici e antrachinonici.
Attività antimicrobica. Studi in vitro hanno dimostrato attività antibatterica e antifungina verso diversi microrganismi, senza conferme cliniche.
Attività antitumorale preliminare. Studi in vitro e alcuni studi in vivo hanno evidenziato effetti antiproliferativi e proapoptotici di alizarina, purpurina, rubiadina e altri costituenti isolati su differenti linee cellulari tumorali. Le evidenze sono esclusivamente precliniche.
Attività nefroprotettiva. Alcuni studi sperimentali su animali suggeriscono un possibile effetto protettivo nei confronti del danno renale associato alla litiasi urinaria. Le evidenze sono limitate e non confermate nell'uomo.
Attività diuretica. L'impiego tradizionale è supportato da limitate osservazioni farmacologiche sperimentali, ma mancano studi clinici controllati.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente impiegata come diuretico nelle affezioni delle vie urinarie.
Tradizionalmente utilizzata come coadiuvante nell'eliminazione dei calcoli urinari.
Tradizionalmente impiegata nei disturbi reumatici e articolari.
Tradizionalmente utilizzata nelle dermatosi croniche e nelle affezioni cutanee.
Tradizionalmente impiegata come emmenagogo nella medicina popolare di diverse aree euroasiatiche.
Tradizionalmente utilizzata come colorante vegetale per tessuti e preparazioni artigianali, impiego privo di finalità terapeutica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA RADICE CONTIENE ANTRACHINONI, TRA CUI LUCIDINA E SUOI DERIVATI, PER I QUALI SONO STATI DIMOSTRATI EFFETTI GENOTOSSICI E CANCEROGENI IN MODELLI SPERIMENTALI; L'USO PROLUNGATO O RIPETUTO NON È RACCOMANDATO. EVIDENZA TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE.
L'ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI NON CONSENTE DI DEFINIRE SICUREZZA, DOSAGGIO OTTIMALE E DURATA MASSIMA DEL TRATTAMENTO. EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI STUDI CLINICI.
L'ASSUNZIONE PUÒ DETERMINARE COLORAZIONE ROSSASTRA DELLE URINE DOVUTA ALL'ELIMINAZIONE DEI PIGMENTI ANTRACHINONICI; IL FENOMENO È DOCUMENTATO E GENERALMENTE PRIVO DI SIGNIFICATO PATOLOGICO. EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE.
L'IMPIEGO DEVE ESSERE LIMITATO A PREPARAZIONI STANDARDIZZATE E CONTROLLATE SOTTO IL PROFILO QUALITATIVO, POICHÉ IL CONTENUTO DI ANTRACHINONI POTENZIALMENTE TOSSICI PUÒ VARIARE SENSIBILMENTE TRA LE DIVERSE DROGHE VEGETALI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
L'USO È CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA SULLA BASE DI DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI RELATIVI AI DERIVATI ANTRACHINONICI PRESENTI NELLA SPECIE E PER L'ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA.
L'USO È CONTROINDICATO DURANTE L'ALLATTAMENTO PER L'ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA E PER IL POTENZIALE TRASFERIMENTO DEI DERIVATI ANTRACHINONICI.
L'IMPIEGO È CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A RUBIA TINCTORUM L. O AI SUOI COSTITUENTI DOCUMENTATA NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
Estratto fluido
Sono descritti soltanto preparati galenici tradizionali e prodotti storici ottenuti dalla radice. Non esistono dati scientifici sufficienti che consentano di definire una titolazione farmacologicamente valida o una posologia terapeutica standardizzata. L'impiego non è supportato dalle moderne monografie fitoterapiche ufficiali.
Tintura madre fitoterapica
La tintura madre è riportata nella tradizione erboristica europea, ma non dispone di standard di titolazione riconosciuti né di studi clinici che ne documentino efficacia e sicurezza secondo i criteri della fitoterapia evidence-based. Non è possibile indicare un dosaggio terapeutico validato.
Preparazioni omeopatiche
Rubia tinctorum è presente nella materia medica omeopatica e viene commercializzata come tintura madre omeopatica e nelle diluizioni D, CH e LM secondo le rispettive farmacopee omeopatiche. Le diluizioni più comunemente reperibili comprendono D2-D12, CH5-CH30 e superiori. Non esistono evidenze cliniche robuste che consentano di definirne efficacia terapeutica né posologie basate su criteri scientifici; l'impiego segue esclusivamente i principi dell'omeopatia.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
La fitoterapia moderna evidence-based non prevede formulazioni erboristiche a base di Rubia tinctorum L. per uso interno. L'assenza di monografie EMA, HMPC, ESCOP e Commissione E, unita ai dati tossicologici relativi agli antrachinoni (in particolare alizarina e lucidina), non consente di proporre tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche con dosaggi considerati sicuri ed efficaci. Pertanto non esistono formulazioni erboristiche basate su evidenze scientifiche che possano essere raccomandate.
Le preparazioni tradizionali riportate nella letteratura storica per il trattamento della calcolosi urinaria, dei disturbi mestruali o dei reumatismi non soddisfano gli attuali criteri di sicurezza ed efficacia richiesti dalla fitoterapia evidence-based e non sono pertanto proponibili.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Rubia tinctorum L. è storicamente una delle principali piante tintorie dell’antichità e del Medioevo, utilizzata per la produzione del colore rosso intenso noto come garanza, ottenuto principalmente dall’alizarina presente nelle radici.
La coltivazione della pianta ha avuto grande importanza economica in Europa, in particolare nei Paesi Bassi, in Francia e in Italia, dove veniva coltivata su larga scala fino al XIX secolo prima della sintesi chimica dell’alizarina che ne ha determinato il declino commerciale.
Un aspetto storico rilevante è l’uso della garanza per tingere i tessuti militari, come le celebri uniformi rosse degli eserciti europei, rendendo la pianta indirettamente associata a contesti bellici e simbolici.
Dal punto di vista archeologico, tracce di coloranti derivati da Rubia tinctorum sono state identificate in tessuti antichi, inclusi reperti egizi e romani, confermando l’uso millenario della pianta come fonte di pigmenti naturali.
Il nome del genere Rubia deriva dal latino ruber, che significa rosso, in riferimento diretto alla colorazione caratteristica delle radici e dei coloranti estratti.
Oltre all’impiego tintorio, la pianta è stata utilizzata in medicina tradizionale europea come depurativo e diuretico, sebbene tali usi non abbiano trovato conferma scientifica moderna e siano stati progressivamente abbandonati.
Un elemento curioso è che alcune componenti della pianta possono colorare temporaneamente urine, ossa e tessuti negli animali da esperimento, fenomeno che ha contribuito allo studio della distribuzione dei coloranti naturali nei sistemi biologici.