QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 09/04/2026
ROBBIA Rubia Tinctorum L.
LEGGI ARTICOLI SCIENTIFICI SU:
Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
TOSSICITÀ MEDIO-ALTA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
?
SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Gentianales Famiglia: Sottofamiglia: Rubioideae Tribù: Rubieae
Robbia domestica, Madder, Alizarin, Common Madder, Dyer´s Madder, European Madder, Indian Madder, Garance des teinturiers, Garanza, Granza, Rubia De Tintes, Garanca, Ruiva Dos Tintureiros, Färberkrapp, Färberröte, Krapp, Meekrap, Faqqoos El-Homaar, Krappi, Värimatara, Seiyou Akane, Marzana Barwierska, Bacho, Akbas
Asterophyllum Tinctorum (L.) K.F.Schimp. & Spenn., 1829, Galium Rubia E.H.L.Krause, Rubia Acaliculata Cav., Rubia Iberica (Fisch. Ex DC.) K.Koch, Rubia Peregrina Subsp. Tinctorum (L.) Bonnier & Layens, Rubia Sativa Guadagno, Rubia Sylvestris Mill., Rubia Tinctoria L., Rubia Tinctoria Salisb., Rubia Tinctorum F. Petiolaris Sommier & Levier, Rubia Tinctorum Var. Culta Alef., Rubia Tinctorum Var. Grandifolia K.Koch, Rubia Tinctorum Var. Iberica Fisch., Rubia Tinctorum Var. Iberica Fisch. Ex DC., Rubia Tinctorum Var. Latifolia Texidor, Rubia Tinctorum Var. Pubescens Ledeb., Rubia Tinctorum Var. Sativa Pollini
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI TETRAGONI E RUVIDI, MUNITI DI ACULEI PATENTI. LE FOGLIE SONO VERTICILLATE IN NUMERO DI 4-6, LANCEOLATE O OVATE-LANCEOLATE, CON MARGINE SCABRO E NERVATURE PROMINENTI. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE GIALLO-VERDOGNOLO, RIUNITI IN CIME PANICOLATE ASCELLARI E TERMINALI. LA COROLLA È ROTATA CON 5 LOBI ACUTI. IL FRUTTO È UNA BACCA CARNOSA DI COLORE NERO A MATURAZIONE CONTENENTE DUE SEMI. LA RADICE È UN RIZOMA STRISCIANTE E RAMIFICATO, DI COLORE ROSSO ALL'INTERNO.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO, CON PICCOLI FIORI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN INFIORESCENZE
Predilige suoli argillosi o sabbiosi ben drenati, con un livello di umidità costante. Cresce in pieno sole o in semi-ombra. È originaria dell'Europa sud-orientale e dell'Asia, ma è stata ampiamente coltivata in passato, anche in Italia, per le sue radici da cui si ricava un colorante rosso. Oggi è raramente spontanea in ambiente mediterraneo, tendendo a scomparire. Si adatta a diversi climi e può tollerare l'esposizione marittima.
Motivazione: dati tossicologici sperimentali indicano potenziale genotossicità e cancerogenicità di alcuni derivati antrachinonici presenti nella specie, in particolare lucidina e suoi metaboliti, evidenziati in studi in vivo animale; tali evidenze hanno limitato l’uso fitoterapico della pianta e indicano un profilo di sicurezza non favorevole anche a dosaggi non elevati.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: le evidenze disponibili su Rubia tinctorum L. sono limitate a studi in vitro e in vivo animale che suggeriscono attività diuretica, litolitica e antinfiammatoria attribuite agli antrachinoni, oltre a un uso fitoterapico tradizionale come depurativo e per calcolosi urinaria; tuttavia non esistono studi clinici controllati né revisioni sistematiche sulla specie e i dati sperimentali risultano insufficienti e non conclusivi per definire un’efficacia terapeutica validata.
Rubia tinctorum L. è tradizionalmente utilizzata per la produzione di coloranti naturali (rosso di Rubia), mentre le evidenze di efficacia terapeutica diretta su condizioni cliniche sono insufficienti o assenti.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo diretto ed affidabile l’efficacia terapeutica di Rubia tinctorum L. nell’uomo. Le indicazioni riportate nella letteratura storica o fitoterapica non sono supportate da evidenze cliniche moderne e non possono essere considerate validate secondo criteri evidence-based.
Attività litolitica e diuretica evidenza in vivo animale limitata e studi sperimentali che suggeriscono effetti sul metabolismo del calcio e sulla formazione di calcoli urinari; indicazione plausibile nella prevenzione della litiasi urinaria ma non confermata clinicamente.
Attività antinfiammatoria evidenza in vitro e in vivo animale su modelli di infiammazione, attribuita principalmente agli antrachinoni; rilevanza clinica non dimostrata.
Attività antimicrobica evidenza in vitro su estratti della radice con attività verso alcuni microrganismi; indicazione non trasferibile in ambito clinico.
Attività antiossidante evidenza in vitro su composti fenolici e antrachinonici; rilevanza limitata a livello biochimico senza correlazione clinica.
Attività citotossica evidenza in vitro su linee cellulari tumorali; indicazione esclusivamente sperimentale senza applicabilità terapeutica.
L´uso di questa pianta in fitoterapia non è giustificato a causa degli effetti mutageni, cancerogeni ed epatotossici.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
GRAVIDANZA EVIDENZA TOSSICOLOGICA IN VIVO ANIMALE CON POTENZIALE EFFETTO EMBRIOTOSSICO, ALLATTAMENTO EVIDENZA ASSENTE MA CONTROINDICAZIONE PER PRINCIPIO DI PRECAUZIONE BASATO SU DATI TOSSICOLOGICI, IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE EVIDENZA GENERALE FARMACOLOGICA
ERBA TOSSICA! CONTIENE LUCIDINA CON ATTIVITÀ GENOTOSSICA E PROBABILMENTE CARCINOGENICA. SU CONIGLI SI È RIVELATA EPATOTOSSICA
USO PROLUNGATO NON RACCOMANDATO PER RISCHIO DI ESPOSIZIONE CUMULATIVA A DERIVATI ANTRACHINONICI POTENZIALMENTE GENOTOSSICI EVIDENZA IN VIVO ANIMALE, POSSIBILE GENOTOSSICITÀ E CANCEROGENICITÀ ASSOCIATA A COMPOSTI COME LUCIDINA E DERIVATI EVIDENZA SPERIMENTALE IN VIVO E IN VITRO, VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN ANTRACHINONI NELLA DROGA CON DIFFICOLTÀ DI STANDARDIZZAZIONE EVIDENZA FARMACOGNOSTICA, ASSENZA DI STUDI CLINICI SULL’UOMO CHE DEFINISCANO DOSAGGI SICURI EVIDENZA ASSENTE, POSSIBILE INTERFERENZA CON METABOLISMO EPATICO DI XENOBIOTICI EVIDENZA IN VITRO LIMITATA, USO NON RACCOMANDATO IN CONTESTI FITOTERAPICI MODERNI PER PROFILO RISCHIO-BENEFICIO SFAVOREVOLE EVIDENZA DA REVISIONI E VALUTAZIONI REGOLATORIE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
EPATOTOSSICI
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco di radice di Rubia tinctorum L.
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, con contenuto in antrachinoni non sempre standardizzato a causa della variabilità della droga; non esistono monografie ufficiali che definiscano titolazioni terapeutiche sicure.
Posologia non definibile secondo criteri evidence-based; l’uso non è raccomandato in fitoterapia moderna per il profilo tossicologico sfavorevole e l’assenza di dati clinici.
Estratto fluido di radice di Rubia tinctorum L.
Preparazione liquida con rapporto droga/estratto generalmente 1:1 ottenuta per estrazione idroalcolica.
Posologia non standardizzata e non supportata da evidenze cliniche; l’impiego non è considerato appropriato per mancanza di dati di sicurezza e efficacia.
Tintura madre di Rubia tinctorum L.
Preparazione idroalcolica con rapporto droga/solvente tipicamente 1:5 o 1:10.
Posologia non definibile in ambito evidence-based; l’uso è storicamente riportato ma non validato e sconsigliato per il rischio associato agli antrachinoni.
Polvere di radice in capsule o compresse
Preparazione costituita dalla droga essiccata e polverizzata, con contenuto variabile di antrachinoni inclusi composti potenzialmente genotossici.
Posologia non raccomandata; assenza di dati clinici e presenza di segnali di rischio tossicologico rendono questa forma non appropriata.
Preparazioni omeopatiche di Rubia tinctorum L.
Disponibili sotto forma di granuli, globuli o soluzioni a diverse diluizioni generalmente dalla D3 alla D30 o superiori.
Posologia variabile in funzione della diluizione e della pratica omeopatica, ad esempio 3–5 granuli una o due volte al giorno nelle basse diluizioni; non esistono evidenze cliniche secondo criteri scientifici moderni.
European Medicines Agency, Public statement on Rubia tinctorum L. root, 2015
European Food Safety Authority, Safety assessment of anthraquinones including alizarin and lucidin, 2012
Derksen G.C.H., van Beek T.A., Rubia tinctorum L. a source of natural dyes and bioactive compounds, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, infusi o decotti a base di Rubia tinctorum L. supportati da evidenze scientifiche moderne che ne garantiscano sicurezza ed efficacia in ambito fitoterapico. La presenza di derivati antrachinonici con potenziale genotossico, documentata in studi sperimentali, rende non appropriato l’impiego della droga in preparazioni acquose non standardizzate.
Le fonti etnobotaniche riportano l’uso della radice in decotto per disturbi urinari e come diuretico, ma tali pratiche non sono state validate da studi clinici e non consentono il controllo del contenuto in composti attivi e potenzialmente tossici; pertanto non possono essere considerate compatibili con un approccio evidence-based.
Non sono disponibili formulazioni erboristiche sinergiche con altre piante che soddisfino criteri di sicurezza farmacologica e riproducibilità; eventuali associazioni tradizionali non sono supportate da dati sperimentali adeguati e non permettono una valutazione del rischio.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Rubia tinctorum L. è storicamente una delle principali piante tintorie dell’antichità e del Medioevo, utilizzata per la produzione del colore rosso intenso noto come garanza, ottenuto principalmente dall’alizarina presente nelle radici.
La coltivazione della pianta ha avuto grande importanza economica in Europa, in particolare nei Paesi Bassi, in Francia e in Italia, dove veniva coltivata su larga scala fino al XIX secolo prima della sintesi chimica dell’alizarina che ne ha determinato il declino commerciale.
Un aspetto storico rilevante è l’uso della garanza per tingere i tessuti militari, come le celebri uniformi rosse degli eserciti europei, rendendo la pianta indirettamente associata a contesti bellici e simbolici.
Dal punto di vista archeologico, tracce di coloranti derivati da Rubia tinctorum sono state identificate in tessuti antichi, inclusi reperti egizi e romani, confermando l’uso millenario della pianta come fonte di pigmenti naturali.
Il nome del genere Rubia deriva dal latino ruber, che significa rosso, in riferimento diretto alla colorazione caratteristica delle radici e dei coloranti estratti.
Oltre all’impiego tintorio, la pianta è stata utilizzata in medicina tradizionale europea come depurativo e diuretico, sebbene tali usi non abbiano trovato conferma scientifica moderna e siano stati progressivamente abbandonati.
Un elemento curioso è che alcune componenti della pianta possono colorare temporaneamente urine, ossa e tessuti negli animali da esperimento, fenomeno che ha contribuito allo studio della distribuzione dei coloranti naturali nei sistemi biologici.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Derksen G.C.H., van Beek T.A., Rubia tinctorum L. a source of natural dyes and bioactive compounds, 2002
Sticher O., Natural product isolation and structure elucidation of anthraquinones from Rubia species, 2008
Sezik E., Yeşilada E., Shadidoyatov H., Traditional medicine in Turkey VIII Folk medicine in East Anatolia, 2001
Huang K.C., The Pharmacology of Chinese Herbs, 1999