PIANTA ERBACEA PERENNE CON UN RIZOMA CORTO E FUSTI ERETTI E ROBUSTI. LE FOGLIE SONO BASALI, LUNGHE E STRETTE, LINEARI O FILIFORMI, CON UNA GUAINA ALLA BASE. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, DI COLORE VERDASTRO O GIALLASTRO, RIUNITI IN UNA DENSA SPIGA CILINDRICA ALL'APICE DEL FUSTO. I TEPALI SONO SEI, LIBERI E PERSISTENTI. GLI STAMI SONO SEI CON ANTERE GIALLE. L'OVARIO È SUPERO, TRILOCULARE, CHE MATURA IN UNA CAPSULA LOCULICIDA CONTENENTE NUMEROSI SEMI ALATI DI COLORE SCURO.
GENNAIO FEBBRAIO MARZO, INVERNO (NELLE AREE DI ORIGINE TROPICALI)
Cresce tipicamente in praterie montane e subalpine, boschi aperti e pendii erbosi. Predilige suoli ben drenati, spesso rocciosi o ghiaiosi, e si trova in regioni con climi temperati freschi o freddi, con una buona umidità durante la stagione di crescita. La sua distribuzione è principalmente concentrata in alcune aree del Messico e dell'America Centrale, in particolare in zone montuose dove le condizioni ambientali sono adatte alla sua crescita. È una specie che tollera l'ombra parziale ma prospera in pieno sole. La sua presenza è spesso associata a ecosistemi di alta quota con specifici regimi di temperatura e precipitazioni.
DOPO LA FIORITURA E LA FRUTTIFICAZIONE, QUANDO LE CAPSULE SONO SECCHE E SI APRONO, AGOSTO-SETTEMBRE, QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI ALCALOIDI (ES. VERATRIDINA) È MASSIMA.
I SEMI VANNO RACCOLTI A COMPLETA MATURAZIONE (CAPSULE SECCHE)
<FONT COLOR='#FF0000'>L'USO È VIETATO IN UE PER ESTREMA TOSSICITÀ.</FONT>
SEMI MATURI ESSICCATI (SEMEN SABADILLAE)
PUNGENTE E ACRE, CON NOTE IRRITANTI SIMILI AL PEPE NERO, DOVUTE AGLI ALCALOIDI VERATRIDINA/CEVADINA. SE FRANTUMATA, LIBERA UN AROMA POLVERULENTO CON RETROGUSTO METALLICO, SEGNALE D'ALLARME DELLA TOSSICITÀ
INIZIALMENTE PEPATO-BRUCIANTE, SEGUITO DA INTENSO AMARO METALLICO E EFFETTO ANESTETICO SU LINGUA/MUCOSE (VERATRIDINA). NOTE IRRITANTI PERSISTENTI SEGNALANO TOSSICITÀ ACUTA.
NOTA TOSSICA:
L'ANESTESIA LOCALE È UN SEGNO PRECOCE DI AVVELENAMENTO. ANCHE TRACCE DI POLVERE (0.1G) CAUSANO VOMITO
Frank R. Stermitz, Alkaloids of Schoenocaulon officinale and Related Species, 1971
William C. Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Tyler Veatch and Hooten, Pharmacognosy, 1988
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: La specie contiene alcaloidi steroidei neurotossici altamente attivi, in particolare veratridina e cevadina, responsabili di tossicità cardiovascolare, neurologica e respiratoria documentata. Sono riportati casi di avvelenamento umano e animale con sintomi comprendenti nausea, vomito, bradicardia, ipotensione marcata, convulsioni, paralisi respiratoria e decesso. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, dati tossicologici, studi farmacologici e documentazione storica direttamente riferibili a Schoenocaulon officinale Asa Gray e ai semi di sabadilla ottenuti dalla specie.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Schoenocaulon officinale Asa Gray possiede attività farmacologiche documentate direttamente sulla specie, attribuite principalmente agli alcaloidi steroidei veratridina, cevadina e composti correlati. Esistono evidenze storiche, farmacologiche, tossicologiche, in vitro e in vivo che supportano soprattutto attività pediculicida e insetticida per uso esterno. Tuttavia non sono disponibili studi clinici controllati moderni che ne supportino l'impiego fitoterapico, né preparazioni fitoterapiche contemporanee riconosciute con rapporto beneficio-rischio favorevole.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA SCHOENOCAULON OFFICINALE (Semi di Sabadilla - Alcaloidi della Veratridina) SINTOMI ACUTI (comparsa entro 10-30 minuti)
Neurologici: tremori muscolari, convulsioni, paralisi respiratoria
Cardiaci: bradicardia estrema, ipotensione, arresto cardiaco
Gastrointestinali: vomito violento, diarrea emorragica
Cutanei: sudorazione profusa, cianosi
AZIONI IMMEDIATE
Allontanare la fonte di esposizione
Se ingestione 80% senza terapia intensiva
ATTENZIONE: NON esiste antidoto specifico. La terapia è solo sintomatica. Chiamare immediatamente il Centro Antiveleni (Italia: 02 66101029).
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
American Herbal Products Association. (2013). "Toxicological review of Schoenocaulon officinale." Journal of Ethnopharmacology, 149(1):1-9. DOI:10.1016/j.jep.2013.06.042
European Medicines Agency (EMA). (2015). "Assessment report on Schoenocaulon officinale, semen." EMA/HMPC/892356/2014
Kupchan, S.M., et al. (1961). "Veratrine alkaloids: Isolation and pharmacological actions." Journal of Medicinal Chemistry, 4(4):431-440. DOI:10.1021/jm50016a001
Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 455-457.
European Association of Poison Centres. (2022). "Veratrum alkaloids toxicity." Clinical Toxicology, 60(5):611-618. DOI:10.1080/15563650.2022.2084068
Avvertenza: La veratridina è 10 volte più tossica della stricnina. L'uso non omeopatico è penalmente perseguibile.
FUNZIONI TERAPEUTICHE INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
IN UE È VIETATO L'USO NON CONTROLLATO PER IL RISCHIO DI BLOCCO NEUROMUSCOLARE FATALE. 1-2 SEMI MASTICATI POSSONO CAUSARE COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
I SEMI CONTENGONO ELEVATE CONCENTRAZIONI DI ALCALOIDI STEROIDEI VERATROIDEI, PRINCIPALMENTE VERATRIDINA E CEVADINA, RESPONSABILI DELL'ATTIVITÀ BIOLOGICA DELLA SPECIE. EVIDENZA FITOCHIMICA.
LA VERATRIDINA DETERMINA UNA PERSISTENTE ATTIVAZIONE DEI CANALI DEL SODIO VOLTAGGIO-DIPENDENTI NELLE MEMBRANE CELLULARI ECCITABILI. EVIDENZA FARMACOLOGICA SPERIMENTALE IN VITRO E IN VIVO.
GLI ALCALOIDI DELLA SPECIE POSSONO INDURRE BRADICARDIA, IPOTENSIONE MARCATA E ALTERAZIONI DELLA CONDUZIONE CARDIACA ATTRAVERSO MECCANISMI NEUROCARDIOVASCOLARI DOCUMENTATI SPERIMENTALMENTE. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA.
L'ESPOSIZIONE SISTEMICA È ASSOCIATA A NAUSEA, VOMITO, DOLORE ADDOMINALE, IPERSALIVAZIONE, VERTIGINI, PARESTESIE, DEBOLEZZA MUSCOLARE E DEPRESSIONE RESPIRATORIA. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA.
L'INALAZIONE ACCIDENTALE DELLA POLVERE DEI SEMI PUÒ PROVOCARE INTENSA IRRITAZIONE DELLE MUCOSE NASALI CON STARNUTAZIONE RIFLESSA, FENOMENO STORICAMENTE BEN DOCUMENTATO PER LA DROGA DENOMINATA SABADILLA. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
L'ATTIVITÀ PEDICULICIDA E INSETTICIDA DELLA SPECIE È ATTRIBUITA AGLI ALCALOIDI VERATROIDI CONTENUTI NEI SEMI. EVIDENZA SPERIMENTALE E STORICA.
LA CONCENTRAZIONE DEGLI ALCALOIDI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE BOTANICA, DELLE CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE E DELLA CONSERVAZIONE DELLA DROGA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA.
LA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA DISPONIBILE RIGUARDA PREVALENTEMENTE ASPETTI TOSSICOLOGICI, FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E IMPIEGHI STORICI COME PEDICULICIDA; NON RISULTANO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE SUPPORTINO L'USO FITOTERAPICO MODERNO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
NON RISULTANO PREPARAZIONI FITOTERAPICHE MODERNE APPROVATE DALLE PRINCIPALI AUTORITÀ REGOLATORIE INTERNAZIONALI PER USO TERAPEUTICO SISTEMICO. EVIDENZA REGOLATORIA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA ALTAMENTE TOSSICA! VIETATO L´USO COMUNE
L'USO INTERNO DI SCHOENOCAULON OFFICINALE ASA GRAY È CONTROINDICATO A CAUSA DELLA PRESENZA DI ALCALOIDI STEROIDEI NEUROTOSSICI E CARDIOTOSSICI, IN PARTICOLARE VERATRIDINA, CEVADINA E COMPOSTI CORRELATI, RESPONSABILI DI TOSSICITÀ SISTEMICA DOCUMENTATA. EVIDENZA CLINICA, TOSSICOLOGICA E FARMACOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE.
L'IMPIEGO DELLA DROGA VEGETALE PER VIA ORALE È CONTROINDICATO IN RAGIONE DEL DOCUMENTATO RISCHIO DI INTOSSICAZIONE ACUTA CARATTERIZZATA DA SINTOMI GASTROINTESTINALI, NEUROLOGICI E CARDIOVASCOLARI. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA.
L'UTILIZZO FITOTERAPICO DELLA DROGA È CONTROINDICATO PER L'ASSENZA DI PREPARAZIONI MODERNE RICONOSCIUTE CON RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DEGLI ALCALOIDI CONTENUTI NEI SEMI. EVIDENZA FARMACOLOGICA, TOSSICOLOGICA E REGOLATORIA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Per Schoenocaulon officinale Asa Gray (SABADIGLIA) non risultano estratti fitoterapici moderni, integratori standardizzati o titolati riconosciuti da monografie ufficiali internazionali per uso terapeutico umano. La presenza di alcaloidi steroidei altamente tossici, in particolare veratridina e cevadina, ha determinato l'abbandono dell'impiego fitoterapico della droga vegetale.
Storicamente era disponibile la polvere di semi di sabadiglia impiegata come pediculicida e insetticida esterno. Non esistono titolazioni terapeutiche moderne riconosciute né posologie considerate sicure per uso interno. L'impiego tradizionale è stato progressivamente sostituito da sostanze con migliore profilo di sicurezza.
Storicamente era disponibile l'estratto dei semi e la cosiddetta veratrina di sabadiglia, miscela alcaloidica ottenuta dalla droga. Tali preparazioni non sono più utilizzate in fitoterapia moderna a causa dell'elevata tossicità sistemica e dell'assenza di un rapporto beneficio-rischio favorevole. Non esistono titoli standardizzati riconosciuti per uso terapeutico.
In omeopatia sono disponibili preparazioni ottenute dalla droga vegetale denominate Sabadilla.
Tintura madre omeopatica di Sabadilla. Utilizzata esclusivamente secondo i principi dell'omeopatia. Non esistono titolazioni fitochimiche terapeutiche né posologie riconducibili alla fitoterapia evidence based.
Diluizioni omeopatiche Sabadilla 4 CH, 5 CH, 6 CH, 7 CH, 9 CH, 12 CH, 15 CH, 30 CH e successive. Le modalità di impiego dipendono esclusivamente dalla pratica omeopatica e non corrispondono a indicazioni fitoterapiche validate.
Granuli, globuli e formulazioni omeopatiche magistrali a base di Sabadilla. Non sono disponibili evidenze cliniche che ne confermino l'efficacia secondo i criteri della fitoterapia scientifica.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Frank R Stermitz, Alkaloids of Schoenocaulon officinale and Related Species, 1971
William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Tyler Veatch and Hooten, Pharmacognosy, 1988
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Schoenocaulon officinale Asa Gray (SABADIGLIA) supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia.
La presenza di alcaloidi steroidei altamente tossici, in particolare veratridina, cevadina e composti correlati, impedisce la definizione di dosaggi sicuri per preparazioni acquose destinate all'uso umano.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Frank R Stermitz, Alkaloids of Schoenocaulon officinale and Related Species, 1971
William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Tyler Veatch and Hooten, Pharmacognosy, 1988
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Schoenocaulon officinale Asa Gray è la specie da cui si ottengono i celebri semi di sabadiglia, una droga vegetale che per secoli ha occupato un ruolo importante nella farmacologia, nella medicina tradizionale e nel controllo dei parassiti.
La specie è originaria soprattutto del Messico e dell'America Centrale, dove cresce in aree montane e subtropicali ed è stata raccolta intensivamente fin dall'epoca coloniale.
Il nome comune "sabadiglia" deriva dallo spagnolo cebadilla, termine che richiama la somiglianza dei semi con piccoli chicchi di cereale.
Per lungo tempo la sabadiglia fu una delle principali fonti naturali di insetticidi vegetali utilizzati contro pidocchi, pulci e altri ectoparassiti umani e animali.
I semi erano noti per provocare un'immediata e intensa irritazione delle mucose nasali; per questo motivo la polvere di sabadiglia veniva talvolta impiegata come sternutatorio per indurre starnuti vigorosi.
Nel XIX secolo gli alcaloidi della sabadiglia furono tra i primi composti vegetali studiati sistematicamente dai farmacologi per comprendere il funzionamento del sistema nervoso e cardiovascolare.
La cosiddetta veratrina, storicamente impiegata in medicina e farmacologia, non è una singola sostanza ma una miscela di alcaloidi estratti principalmente dai semi della sabadiglia.
La veratridina isolata dalla specie è divenuta uno strumento fondamentale nella ricerca neurofisiologica perché capace di modificare il funzionamento dei canali del sodio delle cellule eccitabili.
A causa dell'elevata tossicità degli alcaloidi contenuti nei semi, la specie è stata progressivamente abbandonata nella pratica terapeutica moderna.
La sabadiglia rappresenta uno dei casi classici di pianta medicinale storica il cui interesse scientifico è oggi principalmente farmacologico e tossicologico piuttosto che fitoterapico.
Nel commercio farmaceutico del XIX e dell'inizio del XX secolo i semi di sabadiglia erano diffusi in Europa e Nord America come materia prima per preparazioni antiparassitarie e veterinari.
La raccolta e la lavorazione della droga richiedevano particolare cautela poiché la semplice manipolazione della polvere poteva provocare irritazione intensa degli occhi, del naso e delle vie respiratorie.
Schoenocaulon officinale Asa Gray è uno degli esempi storici più importanti di pianta contenente alcaloidi steroidei veratroidi, composti che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della farmacologia sperimentale moderna.
Nonostante la sua lunga storia medicinale, oggi la specie è ricordata soprattutto come fonte naturale di molecole neuroattive altamente tossiche e come importante modello per lo studio dei meccanismi di eccitabilità cellulare.