QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 10/06/2026
SABINA Juniperus Sabina L.
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Autore: erbeofficinali.org
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Cupressaceae
Sottofamiglia Cupressoideae
Genere Juniperus
Specie Juniperus sabina
Nota: Classificazione con sistema filogenetico moderno per le Gimnosperme più utilizzato in tassonomia botanica
Famiglia:
Ginepro sabino, Cipresso dei maghi, Pianta dannata, Savin Juniper, Tamarix Juniper, Sabine, Savin, Sade-Wacholder, Sadebaum, Sebenbaum, Stinkwacholder, Kazakij Mozzevel'nik, Cha Zi Yuan Bai
Sabina Officinalis Garcke, Sabina Vulgaris Antoine, Juniperus Foetida Spach, Juniperus Sabina Var. Cupressiformis Regel, Juniperus Sabina Var. Erecta Regel, Juniperus Sabina Var. Humilis Endl., Juniperus Sabina Var. Procumbens (Endl.) Regel, Juniperus Sabina Var. Tamariscifolia (Aiton) Ser., Juniperus Sabina Subsp. Tamariscifolia (Aiton) E.Murray, Juniperus Tamariscifolia Aiton, Juniperus Prostrata P.
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE CON PORTAMENTO PROSTRATO O ERETTO E RAMIFICAZIONI DENSE. LE FOGLIE GIOVANILI SONO AGHIFORMI, APPUNTITE E DISPOSTE IN VERTICILLI, MENTRE LE FOGLIE ADULTE SONO SQUAMIFORMI, PICCOLE, EMBRICATE E STRETTAMENTE APPRESSATE AI RAMETTI. È UNA SPECIE DIOICA, CON CONI MASCHILI PICCOLI E GIALLASTRI CHE PRODUCONO POLLINE IN PRIMAVERA, E CONI FEMMINILI SOLITARI, INIZIALMENTE VERDI E CARNOSI, CHE MATURANO IN 1-2 ANNI DIVENTANDO NERASTRI O BLUASTRI, RICOPERTI DA UNA PRUINA BIANCASTRA E CONTENENTI 1-4 SEMI. LA CORTECCIA È SOTTILE, ROSSASTRA O GRIGIASTRA, E SI DESQUAMA IN PICCOLE PLACCHE. L'ODORE DELLA PIANTA È SPESSO PUNGENTE E SGRADEVOLE QUANDO VIENE SFREGATA.
Essendo una conifera non produce fiori nel senso comune del termine (con petali). La sua riproduzione avviene tramite strobili (comunemente chiamati coni o pigne) distinti per sesso.
I colori descritti si riferiscono agli strobili nel periodo della "fioritura" (antesi).
Predilige habitat rocciosi, pendii sassosi, affioramenti calcarei, morene, e in generale terreni poveri, secchi e ben drenati. È una specie eliofila o moderatamente sciafila, resistente al freddo e alla siccità, che si adatta a climi montani e subalpini, ma si può trovare anche a quote inferiori su suoli inadatti ad altre specie. La sua distribuzione è ampia, comprendendo gran parte dell'Europa centrale e meridionale, l'Asia occidentale e centrale, e alcune zone del Nord Africa. Cresce spesso in associazione con altre specie arbustive e arboree di montagna, formando garighe, boscaglie rade e orli forestali. La sua capacità di colonizzare terreni difficili e la sua tolleranza a condizioni ambientali estreme contribuiscono alla sua presenza in habitat diversificati.
APRILE-GIUGNO (RAMI GIOVANI PRE-FIORITURA, MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLIO ESSENZIALE TOSSICO). BACCHE: SETTEMBRE-OTTOBRE (RACCOLTA A PIENA MATURAZIONE)
RAMI GIOVANI ESSICCATI, OLIO ESSENZIALE
CANFORATO-RESINOSO CON NOTE PUNGENTI E BALSAMICHE, DOVUTE A THUJONE E SABINENE. LE FOGLIE SCHIACCIATE RILASCIANO UN ODORE ACRE E LEGNOSO, CON SOTTOTONI DI TREMENTINA
INIZIALMENTE CANFORATO-AMARO, SEGUITO DA NOTE URENTI E CAUSTICHE SU MUCOSE ORALI. GLI ALCALOIDI VOLATILI (SABINENE/THUJONE) PROVOCANO UN RETROGUSTO METALLICO PERSISTENTE CON SENSAZIONE DI INTORPIDIMENTO
<FONT COLOR='#FF0000'>OVVIAMENTE EVITARE L'ASSAGGIO</FONT
Ben Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
Radu Claudiu Fierascu, Chemical Composition and Biological Activities of Juniperus Species, 2019
Filippo Maggi, Essential Oil Composition of Juniperus sabina L and Related Biological Properties, 2016
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: La specie contiene composti terpenici tossici, in particolare nell'olio essenziale, responsabili di gastroenterite emorragica, nefrotossicità, epatotossicità, neurotossicità e marcata azione irritante sulle mucose e sul tratto genitourinario. Sono documentati avvelenamenti gravi e decessi conseguenti all'ingestione della pianta o dell'olio essenziale, oltre a numerosi casi storici di aborti tossici con complicanze fatali. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, dati tossicologici, farmacologici ed etnobotanici direttamente riferibili a Juniperus sabina L.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Juniperus sabina L. presenta attività farmacologiche documentate direttamente sulla specie, attribuite principalmente all'olio essenziale ricco di sabinolo, acetato di sabinile e altri monoterpeni. Sono disponibili dati etnobotanici, farmacologici, tossicologici, studi in vitro e alcuni studi in vivo che documentano attività rubefacenti, irritanti, antiparassitarie e uterotoniche. Tuttavia non esistono studi clinici controllati che ne supportino l'impiego terapeutico moderno e la specie non dispone di preparazioni fitoterapiche riconosciute con rapporto beneficio-rischio favorevole. La documentata tossicità sistemica e abortiva ha portato all'abbandono dell'uso medicinale.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA JUNIPERUS SABINA L. SINTOMI ACUTI
Gastrointestinali: vomito emorragico, diarrea violenta
Neurologici: convulsioni tonico-cloniche, midriasi, paralisi respiratoria
Renali: ematuria, oliguria/anuria
Uterini: contrazioni spasmodiche (aborto inevitabile se in gravidanza)
AZIONI IMMEDIATE
Chiamare il 118 e il Centro Antiveleni (Italia: 02 66101029)
Se cosciente e
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
European Medicines Agency (EMA). (2012). "Assessment report on Juniperus sabina L., summitates." EMA/HMPC/13652/2012
Garcia, C., et al. (2020). "Antimicrobial activity of Juniperus sabina essential oil." Journal of Ethnopharmacology, 258:112876. DOI:10.1016/j.jep.2020.112876
Mazzio, E.A., et al. (2018). "Cytotoxic effects of sabinene in cancer models." Phytotherapy Research, 32(6):1029-1037. DOI:10.1002/ptr.6042
Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 295-297.
American Association of Poison Control Centers. (2023). "Thujone poisoning: Management guidelines." Clinical Toxicology, 61(3):201-208. DOI:10.1080/15563650.2023.2168641
European Food Safety Authority. (2021). "Risk assessment of thujone in foods." EFSA Journal, 19(4):e06521. DOI:10.2903/j.efsa.2021.6521
World Health Organization. (2022). "Environmental Health Criteria 240: α- and β-Thujone." WHO/EHC/240
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. IL THUJONE (PRINCIPIO ATTIVO NEUROTOSSICO) È VIETATO IN UE SOPRA 0.1 MG/DIE. ANCHE L'USO OMEOPATICO (D4+) RICHIEDE CAUTELA IN DONNE IN ETÀ FERTILE.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'OLIO ESSENZIALE DELLA SPECIE CONTIENE ELEVATE CONCENTRAZIONI DI MONOTERPENI E DERIVATI TERPENICI, IN PARTICOLARE ACETATO DI SABINILE, SABINOLO E COMPOSTI CORRELATI RESPONSABILI DELL'ATTIVITÀ BIOLOGICA E TOSSICA DELLA PIANTA. EVIDENZA FITOCHIMICA.
L'ATTIVITÀ UTEROTONICA OSSERVATA SPERIMENTALMENTE È COERENTE CON L'IMPIEGO STORICO DELLA SPECIE COME AGENTE ABORTIVO. EVIDENZA FARMACOLOGICA ED ETNOBOTANICA.
L'ASSORBIMENTO SISTEMICO DEI PRINCIPI ATTIVI PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE SEVERA DELLE MUCOSE GASTROINTESTINALI E DEL TRATTO URINARIO. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA.
SONO DOCUMENTATI EFFETTI TOSSICI A CARICO DEL RENE CON COMPARSA DI NEFRITE E DANNO RENALE IN SEGUITO ALL'ESPOSIZIONE A PREPARAZIONI DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA.
L'ESPOSIZIONE SISTEMICA PUÒ DETERMINARE ALTERAZIONI NEUROLOGICHE COMPRENDENTI VERTIGINI, STATO CONFUSIONALE, CONVULSIONI E COLLASSO NEI CASI DI INTOSSICAZIONE GRAVE. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA.
L'APPLICAZIONE TOPICA DELL'OLIO ESSENZIALE O DI PREPARAZIONI CONCENTRATE PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE CUTANEA INTENSA, INFIAMMAZIONE LOCALE E FENOMENI VESCICATORI. EVIDENZA FARMACOLOGICA, TOSSICOLOGICA E OSSERVAZIONALE.
LA CONCENTRAZIONE DEI COSTITUENTI TOSSICI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE GEOGRAFICA, DELLA PARTE VEGETALE UTILIZZATA E DELLE MODALITÀ DI ESTRAZIONE DELL'OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA.
LA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA DISPONIBILE RIGUARDA PREVALENTEMENTE ASPETTI TOSSICOLOGICI, FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E STORICI; NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE SUPPORTINO L'USO FITOTERAPICO MODERNO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA VELENOSA! VIETATO L´USO COMUNE. HA AZIONE IRRITANTE INTENSA COME ENTERITE SANGUINOLENTA. PUÒ PROVOCARE ABORTO E MORTE
L'USO INTERNO DI JUNIPERUS SABINA L. È CONTROINDICATO A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SISTEMICA DELL'OLIO ESSENZIALE E DEI SUOI COSTITUENTI TERPENICI. EVIDENZA CLINICA, TOSSICOLOGICA E FARMACOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE.
L'IMPIEGO DELLA DROGA VEGETALE PER VIA ORALE È CONTROINDICATO PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI GASTROENTERITE EMORRAGICA, NEFROTOSSICITÀ, EPATOTOSSICITÀ E NEUROTOSSICITÀ. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA.
L'UTILIZZO DELLA SPECIE DURANTE LA GRAVIDANZA È CONTROINDICATO PER LA DOCUMENTATA ATTIVITÀ ABORTIVA E UTEROTONICA OSSERVATA NELL'UOMO E RIPORTATA NELLA LETTERATURA MEDICA STORICA E TOSSICOLOGICA. EVIDENZA CLINICA, OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
L'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA SPECIE È CONTROINDICATO PER L'ASSENZA DI PREPARAZIONI MODERNE RICONOSCIUTE CON RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DELLA DROGA VEGETALE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E REGOLATORIA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Per Juniperus sabina L. (SABINA) non risultano estratti fitoterapici moderni autorizzati, integratori standardizzati o preparazioni titolate riconosciute dalle principali monografie internazionali per uso terapeutico umano. L'impiego fitoterapico della specie è stato abbandonato a causa della tossicità documentata dell'olio essenziale e dell'assenza di un rapporto beneficio-rischio favorevole.
Storicamente era disponibile l'olio essenziale di Sabina ottenuto per distillazione delle sommità e dei rametti. Non esistono titoli terapeutici riconosciuti né posologie sicure per uso interno. L'elevato contenuto di acetato di sabinile e monoterpeni correlati è associato a tossicità sistemica, nefrotossicità e attività abortiva.
Storicamente erano disponibili estratti fluidi ed estratti alcolici della droga vegetale impiegati come emmenagoghi e abortivi. Tali preparazioni non sono più considerate accettabili nella fitoterapia moderna e non esistono standardizzazioni terapeutiche riconosciute.
Storicamente erano disponibili unguenti, linimenti e preparazioni topiche contenenti olio di Sabina impiegati come rubefacenti, vescicanti e antiparassitari. Non sono disponibili titolazioni ufficiali né posologie validate secondo gli standard fitoterapici contemporanei.
In omeopatia è disponibile la tintura madre di Sabina ottenuta dalle parti aeree fresche della pianta. L'utilizzo rientra esclusivamente nella pratica omeopatica e non corrisponde a un impiego fitoterapico validato.
Sono disponibili preparazioni omeopatiche Sabina in diluizioni 4 CH, 5 CH, 6 CH, 7 CH, 9 CH, 12 CH, 15 CH, 30 CH e successive, formulate come granuli, globuli, gocce e preparazioni magistrali.
Le preparazioni omeopatiche di Sabina non prevedono titolazioni fitochimiche terapeutiche e non dispongono di posologie riconducibili alla fitoterapia evidence based.
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999
James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Ben Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001
Radu Claudiu Fierascu, Chemical Composition and Biological Activities of Juniperus Species, 2019
Filippo Maggi, Essential Oil Composition of Juniperus sabina L and Related Biological Properties, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Juniperus sabina L. (SABINA) supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia.
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999
James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Ben Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001
Radu Claudiu Fierascu, Chemical Composition and Biological Activities of Juniperus Species, 2019
Filippo Maggi, Essential Oil Composition of Juniperus sabina L and Related Biological Properties, 2016
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene sostanze con potenziale effetto stimolante/cardiaco.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Juniperus sabina L. è una conifera sempreverde a portamento generalmente arbustivo, diffusa nelle regioni montane e subalpine dell'Europa meridionale, centrale e dell'Asia occidentale.
Il nome comune "sabina" era già utilizzato nell'antica Roma e compare in numerose opere botaniche e mediche classiche.
La specie era conosciuta fin dall'antichità per la sua intensa attività biologica e per la marcata tossicità, caratteristiche che le conferirono una reputazione ambivalente come pianta medicinale e velenosa.
Per molti secoli la sabina fu impiegata nella medicina popolare europea come emmenagogo e abortivo, usi che hanno lasciato una vasta documentazione storica ma che sono oggi considerati estremamente pericolosi.
Numerosi casi di avvelenamento, spesso associati a tentativi di interruzione della gravidanza, sono stati riportati nella letteratura medica tra il XVII e il XX secolo.
L'olio essenziale di sabina era presente in diverse farmacopee storiche europee prima di essere progressivamente eliminato a causa della sua tossicità.
Nel Medioevo e nell'età moderna la pianta veniva talvolta utilizzata anche come antiparassitario per uso umano e veterinario.
Le sommità della pianta erano impiegate come fumiganti e repellenti contro insetti e altri infestanti domestici.
Il forte odore aromatico delle foglie e dei rametti è dovuto all'elevata concentrazione di monoterpeni presenti nell'olio essenziale.
Il nome della specie ha dato origine al termine farmacognostico "oleum sabinae", utilizzato storicamente per indicare l'olio essenziale ottenuto dalla pianta.
In passato la sabina veniva talvolta confusa con altre specie del genere Juniperus, ma le sue proprietà tossicologiche risultano significativamente più marcate rispetto a quelle del ginepro comune.
Alcune varietà ornamentali sono ancora coltivate nei giardini per il loro portamento compatto e la capacità di crescere in terreni poveri e ambienti difficili.
La specie possiede una notevole resistenza al freddo, al vento e alla siccità, caratteristica che le consente di colonizzare habitat montani particolarmente severi.
Nonostante il lungo impiego storico nella medicina tradizionale, Juniperus sabina L. è oggi ricordata soprattutto come una delle piante medicinali europee più tossiche e come esempio classico di specie il cui uso terapeutico è stato abbandonato per ragioni di sicurezza.