Calystegia Scammonia (L.) Pritz., Convolvulus Elongatus Salisb., Convolvulus Scammonia, Convolvulus Acutifolius, Convolvulus Elaeagnus, Convolvulus Palaestinus, Convolvulus Scammonia Var. Elaeagnifolius, Convolvulus Scammonia Var. Genuinus, Convolvulus Scammonia Var. Minor, Convolvulus Scammonia Var. Syriacus, Scammonia Officinalis, Scammonia Orientalis, Scammonia Vera.
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI VOLUBILI E GLABRI O PUBERULI. LE FOGLIE SONO SAGITTATE O HASTATE, CON LOBI BASALI ACUTI E UN LUNGO PICCIOLO. I FIORI SONO SOLITARI O IN CIME PAUCIFLORE ASCELLARI, CON UN PEDUNCOLO PIÙ LUNGO DEL PICCIOLO FOGLIARE. IL CALICE È COMPOSTO DA CINQUE SEPALI LIBERI, OVATO-LANCEOLATI E ACUTI. LA COROLLA È IMBUTIFORME (IPOCRATERIFORME), DI COLORE BIANCO O GIALLASTRO, CON CINQUE LOBI POCO EVIDENTI. GLI STAMI SONO CINQUE, INCLUSI NEL TUBO COROLLINO, CON FILAMENTI FILIFORMI E ANTERE SAGITTATE. L'OVARIO È SUPERO, BILOCULARE, CON DUE OVULI PER LOCULO, CHE MATURA IN UNA CAPSULA GLOBOSA DEISCENTE PER VALVE, CONTENENTE SEMI SCURI E RUGOSI. LA PIANTA CONTIENE UN LATTICE RESINOSO CON PROPRIETÀ PURGATIVE.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO (ESTATE), CON FIORI IMBUTIFORMI BIANCO-ROSATI A 5 LOBI POCO PROFONDI
Predilige habitat di macchia mediterranea, garighe, praterie aride, bordi di campi e zone incolte, spesso su suoli calcarei o argillosi ben drenati. È una specie termofila che ama l'esposizione al sole e tollera condizioni di siccità. La sua distribuzione è principalmente concentrata nel bacino del Mediterraneo orientale e in alcune parti dell'Asia occidentale. Si adatta a climi caldi e secchi con estati torride e inverni miti. La sua capacità di sviluppare profonde radici rizomatose le permette di sopravvivere in ambienti con scarsa disponibilità idrica e di colonizzare terreni disturbati. Si trova spesso in altitudini collinari e pianeggianti.
William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Friedrich A Flückiger and Daniel Hanbury, Pharmacographia A History of the Principal Drugs of Vegetable Origin, 1879
K R Kirtikar and B D Basu, Indian Medicinal Plants, 1935
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: La resina di scammonio provoca irritazione intensa della mucosa gastrointestinale con diarrea profusa, coliche, vomito, disidratazione e disturbi elettrolitici. Sono documentati casi storici di intossicazione associati a dosi terapeutiche elevate o improprie. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, dati tossicologici, farmacologici ed etnobotanici direttamente riferibili a Convolvulus scammonia L. Pur essendo una droga drasticamente purgante con tossicità rilevante, la documentazione di letalità diretta è più limitata rispetto alle classiche piante altamente velenose.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Convolvulus scammonia L. possiede una marcata attività purgante e catartica direttamente documentata sulla specie e sulla resina di scammonio ottenuta dalle radici. L'effetto è supportato da una lunga tradizione etnobotanica, da osservazioni cliniche storiche e da dati farmacologici relativi ai glicosidi resinici purgativi. Tuttavia la specie non dispone di preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio-rischio favorevole e il suo impiego è stato sostanzialmente abbandonato a causa della tossicità gastrointestinale e sistemica.
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche moderne che confermino indicazioni terapeutiche di Convolvulus scammonia L. secondo gli attuali criteri della fitoterapia evidence based.
Non risultano preparazioni fitoterapiche moderne approvate o raccomandate sulla base di evidenze cliniche di efficacia e sicurezza.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività purgante e catartica drastica. È la proprietà meglio documentata della specie. Supportata da osservazioni cliniche storiche, dati farmacologici sulla resina di scammonio e uso fitoterapico tradizionale consolidato. I glicosidi resinici determinano aumento della motilità intestinale e della secrezione enterica con conseguente evacuazione intensa. Evidenza farmacologica e documentazione clinica storica.
Attività lassativa irritante. Documentata da studi farmacognostici e farmacologici sulla resina ottenuta dalle radici. L'effetto deriva dall'azione irritante diretta sulla mucosa intestinale. Evidenza farmacologica.
Azione idragoga intestinale. Descritta nella letteratura farmacologica storica come conseguenza dell'aumento della secrezione di liquidi nel lume intestinale indotto dai resinoglicosidi. Evidenza farmacologica e osservazionale.
Attività evacuante utilizzata nella medicina storica. L'impiego come purgante drastico è ampiamente documentato nelle farmacopee e nelle opere farmacognostiche europee e mediorientali. Evidenza osservazionale storica e revisione farmacognostica.
I dati sperimentali moderni relativi ad altre attività farmacologiche risultano limitati, insufficienti o non adeguatamente confermati per consentire l'attribuzione di ulteriori proprietà fitoterapiche validate alla specie.
Uso storico e nella tradizione
Purgante drastico utilizzato per il trattamento della stipsi severa.
Catartico impiegato per ottenere evacuazioni intense e rapide.
Ingrediente di preparazioni purgative complesse nella medicina greca, romana, araba ed europea.
Utilizzato storicamente nelle pratiche mediche umorali come mezzo di "purificazione" dell'organismo.
Impiegato tradizionalmente come vermifugo in alcune preparazioni della medicina popolare del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente.
Utilizzato occasionalmente nella medicina storica come componente di formulazioni destinate al trattamento di edema e ritenzione idrica, attraverso il marcato effetto evacuante.
La documentazione disponibile è prevalentemente storica, farmacognostica e tossicologica; non sono disponibili evidenze cliniche moderne sufficienti a supportare l'impiego terapeutico contemporaneo della specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Friedrich A Flückiger and Daniel Hanbury, Pharmacographia A History of the Principal Drugs of Vegetable Origin, 1879
K R Kirtikar and B D Basu, Indian Medicinal Plants, 1935
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA RESINA DI SCAMMONIO CONTIENE GLICOSIDI RESINICI AD AZIONE CATARTICA RESPONSABILI DELL'EFFETTO FARMACOLOGICO PRINCIPALE DELLA DROGA. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA.
L'ATTIVITÀ PURGANTE È DOVUTA ALL'IRRITAZIONE DIRETTA DELLA MUCOSA INTESTINALE CON AUMENTO DELLA MOTILITÀ E DELLA SECREZIONE INTESTINALE. EVIDENZA FARMACOLOGICA.
L'ASSUNZIONE DELLA DROGA PUÒ DETERMINARE DIARREA PROFUSA, DOLORI ADDOMINALI, CRAMPI INTESTINALI E VOMITO. EVIDENZA CLINICA STORICA E FARMACOLOGICA.
L'USO DELLA RESINA PUÒ PROVOCARE PERDITA SIGNIFICATIVA DI LIQUIDI ED ELETTROLITI SECONDARIA ALL'EFFETTO CATARTICO INTENSO. EVIDENZA CLINICA STORICA E FARMACOLOGICA.
LA GRAVITÀ DEGLI EFFETTI INDESIDERATI È STRETTAMENTE CORRELATA ALLA DOSE ASSUNTA E ALLA VARIABILITÀ DEL CONTENUTO DI PRINCIPI ATTIVI DELLA RESINA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA.
LA COMPOSIZIONE DELLA DROGA PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE BOTANICA, DELLE MODALITÀ DI RACCOLTA E DELLA QUALITÀ DELLA RESINA OTTENUTA DALLE RADICI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA.
LA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA MODERNA SULLA SPECIE È LIMITATA E RIGUARDA PREVALENTEMENTE ASPETTI STORICI, FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI; NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE SUPPORTINO L'IMPIEGO TERAPEUTICO CONTEMPORANEO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
L'USO INTERNO DI CONVOLVULUS SCAMMONIA L. È CONTROINDICATO PER LA DOCUMENTATA ATTIVITÀ PURGANTE DRASTICA DELLA RESINA DI SCAMMONIO E PER IL RISCHIO DI GRAVE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE. EVIDENZA CLINICA STORICA, OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE.
L'IMPIEGO DELLA DROGA È CONTROINDICATO DURANTE LA GRAVIDANZA A CAUSA DELLA DOCUMENTATA ATTIVITÀ IRRITANTE INTESTINALE E DELLA TRADIZIONALE CONTROINDICAZIONE RIPORTATA NELLA LETTERATURA MEDICA E FARMACOGNOSTICA STORICA. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
L'UTILIZZO DELLA SPECIE È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI STATI INFIAMMATORI DEL TRATTO GASTROINTESTINALE PER L'EFFETTO IRRITANTE DIRETTO ESERCITATO DALLA RESINA SULLA MUCOSA DIGESTIVA. EVIDENZA CLINICA STORICA E FARMACOLOGICA.
L'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA SPECIE È CONTROINDICATO PER L'ASSENZA DI PREPARAZIONI MODERNE RICONOSCIUTE CON RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DELLA DROGA VEGETALE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E REGOLATORIA.
Per Convolvulus scammonia L. (SCAMMONEA D´ALEPPO) non risultano medicinali vegetali moderni registrati, integratori fitoterapici autorizzati o preparazioni standardizzate riconosciute dalle principali autorità regolatorie internazionali. L'impiego della specie è stato progressivamente abbandonato a causa della marcata tossicità gastrointestinale della resina di scammonio e dell'esistenza di lassativi più sicuri.
La droga classica è costituita dalla resina di scammonio ottenuta dalle radici. Storicamente veniva utilizzata come purgante drastico. Le farmacopee storiche riportano dosaggi generalmente compresi tra 100 e 500 mg di resina, ma tali impieghi non sono più considerati accettabili nella moderna fitoterapia e non possono essere considerati posologie sicure attualmente raccomandabili.
Storicamente erano disponibili polvere di resina di scammonio e polvere di radice essiccata impiegate come catartici energici. Non esistono titolazioni terapeutiche moderne validate né standardizzazioni riconosciute per l'uso clinico contemporaneo.
Erano inoltre presenti preparazioni galeniche storiche contenenti scammonio in associazione con altre droghe purgative. Tali formulazioni appartengono alla farmacopea tradizionale e non dispongono di valutazioni moderne favorevoli del rapporto beneficio-rischio.
Sono descritti nella letteratura farmacognostica estratti alcolici e frazioni resinose ricche di glicosidi resinici, comprendenti scammonina, convolvulina e derivati correlati. Non esistono titoli terapeutici moderni riconosciuti né preparazioni standardizzate approvate per uso fitoterapico.
In omeopatia è disponibile la tintura madre di Convolvulus scammonia L. ottenuta dalla radice o dalla resina secondo le farmacopee omeopatiche. L'impiego appartiene esclusivamente all'ambito omeopatico e non corrisponde a un utilizzo fitoterapico validato.
Sono reperibili preparazioni omeopatiche Scammonium in diverse diluizioni, tra cui 4 CH, 5 CH, 6 CH, 7 CH, 9 CH, 12 CH, 15 CH, 30 CH e successive, formulate come granuli, globuli, gocce e preparazioni magistrali.
Le preparazioni omeopatiche non prevedono titolazioni fitochimiche terapeutiche né posologie riconducibili alla fitoterapia evidence based.
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Friedrich A Flückiger, Daniel Hanbury, Pharmacographia A History of the Principal Drugs of Vegetable Origin, 1879
K R Kirtikar, B D Basu, Indian Medicinal Plants, 1935
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Convolvulus scammonia L. (SCAMMONEA D´ALEPPO) supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia.
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Friedrich A Flückiger, Daniel Hanbury, Pharmacographia A History of the Principal Drugs of Vegetable Origin, 1879
K R Kirtikar, B D Basu, Indian Medicinal Plants, 1935
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene sostanze lassative con potenziale effetto stimolante.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Convolvulus scammonia L. è una specie originaria del Mediterraneo orientale, dell'Anatolia, della Siria, del Libano e delle regioni limitrofe del Vicino Oriente, dove cresce spontaneamente in ambienti aridi e rocciosi.
La pianta è nota soprattutto per la produzione della celebre resina di scammonio, ottenuta incidendo le radici carnose e raccogliendo il latice che fuoriesce e si solidifica all'aria.
Lo scammonio era già conosciuto nella medicina greca antica e venne descritto da Dioscoride come uno dei più potenti purganti vegetali disponibili.
Il nome "scammonia" deriva probabilmente dall'antica città siriana di Scammona, oggi identificata con una località nei pressi di Aleppo, storicamente importante per il commercio della droga.
Per oltre duemila anni la resina di scammonio fu considerata una delle principali droghe catartiche della medicina mediterranea, araba ed europea.
Galeno, Avicenna e numerosi altri autori classici descrissero dettagliatamente l'impiego dello scammonio nelle preparazioni purgative.
Durante il Medioevo la droga costituiva uno dei componenti più frequenti delle formulazioni destinate alla cosiddetta "purificazione degli umori" secondo la teoria umorale.
Lo scammonio figurò in numerose farmacopee europee fino al XX secolo, prima di essere progressivamente abbandonato a causa della sua tossicità e della disponibilità di lassativi più sicuri.
La raccolta della resina richiedeva tecniche particolari: le radici venivano incise e il latice essudato era lasciato essiccare direttamente nella cavità praticata nel tessuto vegetale.
Storicamente il commercio dello scammonio era soggetto a frequenti adulterazioni con farine, gesso, resine economiche e altre sostanze per aumentarne il peso.
Gli speziali e i farmacisti svilupparono numerosi saggi empirici per riconoscere la qualità della resina autentica.
Nella letteratura farmacognostica classica lo scammonio è spesso citato insieme alla jalappa e al coloquintide come uno dei più energici purganti vegetali conosciuti.
La specie rappresenta uno degli esempi più significativi di droga vegetale ampiamente utilizzata per secoli e successivamente abbandonata dalla medicina moderna per ragioni di sicurezza.
Ancora oggi Convolvulus scammonia L. riveste un notevole interesse storico nella farmacognosia perché testimonia l'evoluzione dei criteri con cui vengono valutati efficacia, sicurezza e rapporto beneficio-rischio delle piante medicinali.