QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 28/06/2026
SCOLOPENDRIO Phyllitis scolopendrium (L.) Newman
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ NON ANCORA BEN DEFINITA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Euphyllophyta
Clade Monilophyta
Clade Polypodiidae
Ordine Polypodiales
Famiglia Aspleniaceae
Genere Phyllitis
Specie Phyllitis scolopendrium
Famiglia:
Scolopendria Comune, Lingua Di Cervo, Felce Lingua Di Cervo, Hart's-tongue Fern, Langue De Cerf, Esculapio, Hirschzunge, Lengua De Ciervo.
FELCE SEMPREVERDE CON RIZOMA BREVE E ERETTO, DENSAMENTE RICOPERTO DI SQUAME BRUNE. LE FOGLIE (FRONDE) SONO SEMPLICI, INTERE, A FORMA DI LINGUA O NASTRO (DA LANCEOLATE A LINEARI-LANCEOLATE), CON BASE CORDATA O AURICOLATA E APICE ACUTO O OTTUSO, DI COLORE VERDE BRILLANTE E LUCIDO. I SORI (AMMASSI DI SPORANGI) SONO LINEARI, DISPOSTI OBLIQUAMENTE SULLA PAGINA INFERIORE DELLA FRONDA, PARALLELI TRA LORO E PERPENDICOLARI ALLA NERVATURA CENTRALE, PROTETTI DA UN INDUSIO LINEARE CHE SI APRE LUNGO LA NERVATURA. NON PRODUCE FIORI NÉ SEMI, MA SI RIPRODUCE TRAMITE SPORE RILASCIATE DAGLI SPORANGI.
LE FELCI NON FIORISCONO, MA PRODUCONO SPORE TRA GIUGNO E AGOSTO (ESTATE), VISIBILI COME SORI LINEARI SULLA PAGINA INFERIORE DELLE FRONDE
Predilige habitat ombrosi e umidi, tipici di boschi di latifoglie, faggete, forre, anfratti rocciosi umidi, pareti stillanti, e suoli calcarei o dolomitici ricchi di humus. Cresce bene in condizioni di elevata umidità atmosferica e del suolo, spesso in prossimità di sorgenti o corsi d'acqua. È una specie sciafila o emiscifila che si adatta a livelli di illuminazione bassi o moderati, evitando l'esposizione diretta al sole. La sua distribuzione comprende l'Europa, l'Asia occidentale, il Nord Africa e il Nord America orientale. In Italia è comune soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali, in ambienti montani e collinari freschi e umidi. La sua predilezione per substrati calcarei e ambienti umidi la rende un indicatore di specifiche condizioni microclimatiche e geologiche.
ESTATE (GIUGNO-AGOSTO) PER LA RACCOLTA DELLE FRONDE MATURE, QUANDO I SORI SONO BEN SVILUPPATI E IL CONTENUTO DI PRINCIPI ATTIVI (TANNINI, MUCILLAGINI) È OTTIMALE
FRONDE ESSICCATE, UTILIZZATE TRADIZIONALMENTE PER INFUSI E DECOTTI. RARAMENTE SI USA IL RIZOMA
ERBACEO E TERROSO, CON NOTE LEGGERE DI MUSCHIO E UMIDITÀ, TIPICHE DELLE FELCI
AMARO E ASTRINGENTE (PER I TANNINI), CON RETROGUSTO LEGGERMENTE METALLICO
Flavonoidi: kaempferolo, kaempferolo-3-O-glicoside, luteolina, quercetina, rutina
Composti fenolici: composti fenolici totali
Tannini: tannini condensati e altri tannini polifenolici
Alcaloidi: alcaloidi non completamente caratterizzati
Saponine: saponine non caratterizzate
TOSSICITÀ: NON ANCORA BEN DEFINITA
Motivazione: Non sono disponibili studi tossicologici sistematici specifici sulla specie che consentano di definirne con precisione il profilo di sicurezza. Non sono riportati effetti tossici gravi nell'impiego tradizionale, ma l'assenza di dati tossicologici e clinici diretti non permette di classificare la tossicità come bassa o assente.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Le evidenze disponibili sulla specie Phyllitis scolopendrium (L.) Newman sono limitate a studi fitochimici e ad alcuni studi sperimentali preliminari, prevalentemente in vitro, che suggeriscono attività antiossidante e antimicrobica degli estratti. Non sono disponibili studi clinici controllati né studi in vivo riproducibili sufficienti a confermare un'efficacia terapeutica. Gli usi tradizionali non sono supportati da adeguate evidenze farmacologiche dirette.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche o meta-analisi che dimostrino proprietà terapeutiche di Phyllitis scolopendrium (L.) Newman nell'uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Studi in vitro su estratti della specie hanno evidenziato attività scavenger nei confronti dei radicali liberi e capacità antiossidante correlata al contenuto di composti fenolici e flavonoidi. Le evidenze sono limitate a studi sperimentali e non consentono di formulare indicazioni terapeutiche.
Attività antimicrobica. Studi in vitro hanno mostrato attività inibitoria nei confronti di alcuni batteri e microrganismi mediante estratti della specie. I risultati sono preliminari e non supportano applicazioni cliniche.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina popolare europea le fronde sono state impiegate tradizionalmente come emolliente, astringente, vulnerario, espettorante e blando diuretico.
Sono documentati impieghi tradizionali anche nelle affezioni delle vie respiratorie, nei disturbi urinari e per applicazioni topiche su ferite e ulcerazioni cutanee.
Tali utilizzi derivano esclusivamente dalla tradizione etnobotanica e non sono supportati da adeguate evidenze cliniche o farmacologiche specifiche sulla specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI O TOSSICOLOGICI CHE CONSENTANO DI DEFINIRE IL PROFILO DI SICUREZZA DELL'IMPIEGO FITOTERAPICO DI PHYLLITIS SCOLOPENDRIUM (L.) NEWMAN. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI E TOSSICOLOGICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LE EVIDENZE FARMACOLOGICHE DISPONIBILI SONO LIMITATE A STUDI FITOCHIMICI E A STUDI SPERIMENTALI PRELIMINARI PREVALENTEMENTE IN VITRO E NON CONSENTONO DI DEFINIRE INDICAZIONI TERAPEUTICHE, MARGINI DI SICUREZZA O MODALITÀ D'IMPIEGO CLINICAMENTE VALIDATE. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI E STUDI IN VITRO.
NON SONO DISPONIBILI EVIDENZE SPERIMENTALI O CLINICHE DIRETTE CHE DOCUMENTINO INTERAZIONI CON FARMACI, ALIMENTI, INTEGRATORI O ALTRE PIANTE MEDICINALI RIFERITE A PHYLLITIS SCOLOPENDRIUM (L.) NEWMAN. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI SPECIFICI SULLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI, STUDI FARMACOLOGICI O DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA RIFERITI DIRETTAMENTE A PHYLLITIS SCOLOPENDRIUM (L.) NEWMAN.
Estratti di Phyllitis scolopendrium (L.) Newman (SCOLOPENDRIO)
Estratto idroalcolico o tintura madre fitoterapica
Sono riportate preparazioni tradizionali in alcune opere storiche di fitoterapia europea, ma non esistono preparazioni moderne standardizzate, titolate o validate scientificamente. Non è possibile indicare una posologia terapeutica supportata da evidenze.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le evidenze scientifiche disponibili su Phyllitis scolopendrium (L.) Newman non consentono di proporre formulazioni fitoterapiche evidence-based contenenti la specie, né da sola né in associazione con altre piante. Non esistono studi clinici, studi farmacologici sufficienti o monografie ufficiali che definiscano dosaggi sicuri, efficaci o sinergie terapeutiche documentate.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Phyllitis scolopendrium (L.) Newman è comunemente conosciuta come “lingua cervina” per la forma allungata e ondulata delle fronde, che ricorda una lingua, caratteristica che ha contribuito alla sua identificazione simbolica nella medicina medievale.
Nel contesto della dottrina delle segnature, diffusa nel Rinascimento, la forma della foglia veniva interpretata come indicazione terapeutica, portando alla convinzione che la pianta fosse utile per disturbi della milza e del fegato, organi anch’essi associati simbolicamente alla forma allungata.
A differenza di molte felci, questa specie presenta fronde semplici e non divise, rendendola facilmente riconoscibile e distinguibile all’interno della flora europea temperata.
È una pianta tipica di ambienti ombrosi e umidi, spesso associata a suoli calcarei e muri antichi, dove può crescere spontaneamente anche in contesti antropizzati, contribuendo al suo fascino botanico e ornamentale.
Nel passato è stata utilizzata anche in preparazioni domestiche come sciroppi e decotti, ma il suo impiego è progressivamente diminuito con l’evoluzione della fitoterapia moderna, rimanendo oggi principalmente di interesse storico ed ecologico.