Brassica Nigra Subsp. Abyssinica A.Braun, Brassica Nigra Subsp. Nigra, Brassica Nigra Var. Nigra, Brassica Nigra Var. Tortuosa (Pers.) Alef., Brassica Sinapoides Rothm., Sinapsis Nigra L.
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO NELLA PARTE SUPERIORE, GLABRO O SPARSAMENTE SETOLOSO ALLA BASE, ALTO FINO A 2 METRI. LE FOGLIE INFERIORI SONO LIRATO-PENNATOSETTE CON UN GRANDE LOBO TERMINALE E LOBI LATERALI PIÙ PICCOLI, SPESSO CADUCHE, MENTRE LE FOGLIE SUPERIORI SONO PROGRESSIVAMENTE PIÙ PICCOLE, LANCEOLATE O LINEARI, INTERE O CON POCHI DENTI, GLABRE O SPARSAMENTE PELOSE. I FIORI SONO GIALLI, CON QUATTRO PETALI DISPOSTI A CROCE, RIUNITI IN RACEMI ALLUNGATI ALL'APICE DEI FUSTI E DEI RAMI. IL CALICE È COMPOSTO DA QUATTRO SEPALI ERETTI O PATENTI. GLI STAMI SONO SEI, TETRADINAMI. L'OVARIO È SUPERO, BICARPELLARE, CHE MATURA IN UNA SILIQUA ERETTA, STRETTA, APPRESSATA AL FUSTO, GLABRA, CON UN BREVE BECCO APICALE E CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI GLOBOSI DI COLORE BRUNO-ROSSASTRO.
Predilige habitat aperti e disturbati, come campi coltivati (stoppie), bordi stradali, terreni incolti, discariche e aree ruderali. Cresce bene su suoli ben drenati, da neutri a leggermente alcalini, spesso ricchi di nutrienti, ma si adatta anche a terreni più poveri. È una specie eliofila che ama l'esposizione al pieno sole. La sua distribuzione è originaria dell'Eurasia e del Nord Africa, ma si è naturalizzata in molte altre parti del mondo. È comune trovarla in associazione con altre piante infestanti dei campi e in ambienti antropizzati. La sua rapida crescita e la produzione di numerosi semi le permettono di colonizzare rapidamente nuovi spazi. In Italia è diffusa in tutte le regioni, crescendo nei campi e nei ruderati.
I SEMI SI RACCOLGONO A MATURAZIONE COMPLETA, QUANDO LE SILIQUE INGIALLISCONO (LUGLIO-SETTEMBRE), ESTATE-INIZIO AUTUNNO
SEMI MATURI ED ESSICCATI DA PIANTE COLTIVATE (SINAPIS NIGRAE SEMEN O BRASSICAE NIGRAE SEMEN)
QUASI INODORE A SECCO; PUNGENTE E FORTEMENTE IRRITANTE SE MACINATO O UMIDIFICATO (PER IDROLISI DELLA SINIGRINA)
FORTE, PUNGENTE, PICCANTE, MOLTO PIÙ ACRE E BRUCIANTE DELLA SENAPE BIANCA
Glucosinolati: sinigrina, gluconasturtiina, glucobrassicina
Isotiocianati: isotiocianato di allile, isotiocianato di feniletilico
Enzimi: mirosinasi
Flavonoidi: quercetina, kaempferolo
Acidi fenolici: acido sinapico, acido ferulico, acido caffeico
Oli grassi: acido erucico, acido oleico, acido linoleico, acido linolenico
Proteine: proteine di riserva del seme, enzimi proteici
Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi
Fitosteroli: beta sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo
Vitamine: vitamina C, vitamina E, vitamina A
Elementi minerali: potassio, calcio, magnesio, fosforo, ferro
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: la tossicità è documentata a livello farmacologico e clinico per uso improprio, in particolare per applicazione topica prolungata con rischio di dermatiti, ustioni e vescicazioni dovute agli isotiocianati; sono inoltre riportati effetti irritativi gastrointestinali in caso di uso orale non corretto, indicando un profilo di sicurezza moderato e dipendente dalla dose e dalla modalità d’uso.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: l’attività rubefacente e revulsiva dei semi di Brassica nigra è supportata da un uso fitoterapico consolidato e documentato in monografie ufficiali, con evidenze farmacologiche in vivo e dati sperimentali relativi all’azione irritante locale dell’isotiocianato di allile derivato dalla sinigrina; sono tuttavia assenti studi clinici controllati moderni sulla specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Brassica nigra (L.) K.Koch che confermino in modo diretto ed esclusivo l’efficacia terapeutica della specie; le evidenze cliniche moderne risultano assenti o non specifiche per la specie.
Attività rubefacente e revulsiva con indicazione nel trattamento topico di dolori muscolari, reumatici e congestioni toraciche, supportata da uso fitoterapico consolidato e da dati farmacologici sulla liberazione di isotiocianato di allile dalla sinigrina con azione irritante locale e aumento della vascolarizzazione cutanea (evidenza farmacologica e uso tradizionale documentato in monografie ufficiali)
Attività controirritante con impiego in impacchi e cataplasmi per affezioni bronchiali e congestive, basata su evidenze farmacologiche e osservazioni cliniche storiche relative alla stimolazione riflessa della circolazione (evidenza farmacologica e osservazionale)
Attività antimicrobica con potenziale rilevanza per applicazioni locali, supportata da studi in vitro che dimostrano l’azione degli isotiocianati su microrganismi patogeni (evidenza in vitro)
Attività stimolante digestiva con possibile impiego come eupeptico, supportata da dati farmacologici sull’irritazione delle mucose gastrointestinali che induce secrezione gastrica (evidenza farmacologica indiretta sulla specie)
Attività citotossica e chemio-preventiva potenziale attribuita agli isotiocianati, osservata in studi in vitro e modelli sperimentali, senza rilevanza clinica diretta per la specie (evidenza in vitro e preclinica)
Uso storico e nella tradizione
Impiego dei semi in cataplasmi per dolori muscolari, reumatismi e nevralgie nella medicina tradizionale europea
Uso tradizionale come rimedio per congestioni toraciche e affezioni respiratorie mediante applicazioni topiche revulsive
Utilizzo empirico come stimolante digestivo e condimento alimentare con finalità salutistiche nella tradizione popolare
Applicazione locale come agente riscaldante per favorire la circolazione periferica in contesti etnobotanici europei
European Medicines Agency, Assessment report on Brassica nigra semen, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann John, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Fahey Jed W., Zalcmann Amy T., Talalay Paul, The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, Phytochemistry, 2001
L’USO TOPICO DI BRASSICA NIGRA (L.) K.KOCH È CONTROINDICATO SU CUTE LESA, ULCERATA O INFIAMMATA, IN QUANTO L’AZIONE IRRITANTE DEGLI ISOTIOCIANATI PUÒ DETERMINARE DANNO TISSUTALE E FORMAZIONE DI VESCICOLE; TALE INDICAZIONE È SUPPORTATA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE E OSSERVAZIONI CLINICHE RIPORTATE IN MONOGRAFIE UFFICIALI. L’USO ORALE È CONTROINDICATO IN SOGGETTI AFFETTI DA GASTRITE, ULCERA PEPTICA O ALTRE CONDIZIONI INFIAMMATORIE DEL TRATTO GASTROINTESTINALE, PER IL DOCUMENTATO EFFETTO IRRITATIVO MUCOSALE DEGLI ISOTIOCIANATI DERIVATI DALLA SINIGRINA. È CONTROINDICATO NEI BAMBINI PER MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ AGLI EFFETTI IRRITATIVI SISTEMICI E LOCALI, COME RIPORTATO IN FONTI REGOLATORIE. È INOLTRE CONTROINDICATO IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA AI COMPONENTI DELLA DROGA VEGETALE.
L’USO TOPICO DEVE ESSERE LIMITATO NEL TEMPO E MONITORATO PER EVITARE DERMATITI IRRITATIVE E USTIONI CHIMICHE, EVENTO DOCUMENTATO DA DATI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE SULL’AZIONE RUBEFACENTE DELL’ISOTIOCIANATO DI ALLILE. EVITARE APPLICAZIONI OCCLUSIVE O PROLUNGATE CHE POSSONO AUMENTARE L’ASSORBIMENTO CUTANEO E LA TOSSICITÀ LOCALE, EVIDENZA FARMACOLOGICA. L’USO ORALE DEVE ESSERE EFFETTUATO CON CAUTELA E A DOSAGGI APPROPRIATI PER RIDURRE IL RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, EVIDENZA FARMACOLOGICA. CAUTELA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI SULLA SICUREZZA, ASSENZA DI EVIDENZA DIRETTA. EVITARE L’ASSOCIAZIONE CON ALTRI AGENTI IRRITANTI TOPICI O SISTEMICI PER POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO, PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA BASATA SUL MECCANISMO D’AZIONE DEGLI ISOTIOCIANATI.
CUTE LESA O ULCERATA, GASTRITE O ULCERA PEPTICA, ETÀ PEDIATRICA, IPERSENSIBILITÀ AI COMPONENTI DELLA PIANTA
USO TOPICO PROLUNGATO O OCCLUSIVO CON RISCHIO DI USTIONI CUTANEE, USO ORALE A DOSAGGI ELEVATI CON RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, IMPIEGO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI CLINICI, ASSOCIAZIONE CON SOSTANZE IRRITANTI PER POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco di semi di Brassica nigra (L.) K.Koch non standardizzato o raramente titolato in sinigrina, utilizzato prevalentemente in formulazioni ad uso interno come stimolante digestivo; la posologia tradizionale riportata in monografie fitoterapiche prevede l’assunzione equivalente a 1–3 g di droga al giorno suddivisa in più somministrazioni, con uso limitato nel tempo per il rischio di irritazione gastrointestinale.
Estratto fluido o tintura madre di semi di Brassica nigra (L.) K.Koch ottenuto per macerazione idroalcolica, impiegato raramente per uso interno; la posologia tradizionale è di circa 1–2 ml fino a tre volte al giorno, con cautela per il contenuto in glucosinolati e la possibile formazione di isotiocianati irritanti; non esistono standardizzazioni ufficiali ampiamente riconosciute.
Preparazioni topiche semisolide contenenti polvere di semi o estratti di Brassica nigra (L.) K.Koch, utilizzate per cataplasmi e cerotti rubefacenti; la posologia consiste nell’applicazione locale per tempi brevi generalmente non superiori a 10–15 minuti, una volta al giorno, evitando il contatto prolungato per il rischio di ustioni cutanee; tale uso è documentato in monografie ufficiali.
Integratori non standardizzati a base di semi polverizzati di Brassica nigra (L.) K.Koch, disponibili in capsule o polveri; la posologia empirica varia tra 500 mg e 1 g per somministrazione, fino a un massimo di circa 2–3 g al giorno, con limitazioni d’uso per il profilo irritativo e assenza di linee guida cliniche validate.
Preparazioni omeopatiche di Brassica nigra (L.) K.Koch ottenute da tintura madre dei semi, disponibili in diluizioni decimali o centesimali; la posologia segue i criteri della pratica omeopatica con assunzione di granuli o gocce a diluizioni variabili, senza correlazione con evidenze farmacologiche o cliniche sulla specie.
European Medicines Agency, Assessment report on Brassica nigra semen, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann John, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Brassica nigra (L.) K.Koch preparato con semi leggermente triturati, utilizzato in ambito tradizionale come stimolante digestivo; si impiegano circa 0,5–1 g di semi in 150 ml di acqua calda lasciata in infusione per 10 minuti, con assunzione occasionale dopo i pasti; l’uso è limitato per il potenziale effetto irritante gastrointestinale e non supportato da evidenze cliniche moderne.
Decotto leggero di Brassica nigra (L.) K.Koch per uso interno ottenuto con 1 g di semi in 200 ml di acqua bolliti per 5–10 minuti; filtrato e assunto una volta al giorno come eupeptico tradizionale; l’impiego deve essere prudente e di breve durata per la presenza di glucosinolati e la formazione di isotiocianati irritanti.
Decotto per uso esterno destinato a impacchi e cataplasmi, preparato con 5–10 g di semi macinati in 250 ml di acqua calda; il preparato viene applicato localmente su garza per non più di 10–15 minuti su aree muscolari o articolari, una volta al giorno, per sfruttare l’effetto rubefacente; tale uso è supportato da monografie fitoterapiche e dati farmacologici.
Infuso combinato con Brassica nigra (L.) K.Koch e Thymus vulgaris L. preparato con 0,5 g di semi di senape nera e 2 g di foglie di timo in 200 ml di acqua calda, lasciato in infusione per 10 minuti; assunto una volta al giorno in contesti tradizionali per affezioni respiratorie lievi, con evidenze farmacologiche consolidate per Thymus vulgaris e limitate per Brassica nigra.
Decotto combinato per uso esterno con Brassica nigra (L.) K.Koch e Rosmarinus officinalis L. ottenuto con 5 g di semi di senape nera e 3 g di foglie di rosmarino in 250 ml di acqua, bolliti per 10 minuti; utilizzato per impacchi locali su dolori muscolari e articolari, una volta al giorno; supportato da uso tradizionale e plausibilità farmacologica per entrambe le specie.
Infuso combinato con Brassica nigra (L.) K.Koch e Mentha piperita L. preparato con 0,5 g di semi e 2 g di foglie di menta in 200 ml di acqua calda; assunto dopo i pasti per favorire la digestione secondo uso tradizionale, con evidenze farmacologiche per Mentha piperita e limitate per Brassica nigra.
European Medicines Agency, Assessment report on Brassica nigra semen, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2003
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
I semi di Brassica nigra (L.) K.Koch sono ampiamente utilizzati in ambito culinario come spezia, noti comunemente come senape nera; vengono impiegati interi, macinati o pestati per conferire un sapore pungente e aromatico a diverse preparazioni gastronomiche.
Nella preparazione della senape alimentare tradizionale, i semi vengono macinati e miscelati con acqua, aceto o vino, attivando la mirosinasi che trasforma la sinigrina in isotiocianato di allile responsabile del caratteristico sapore piccante; la miscela può essere ulteriormente arricchita con sale, zucchero e altre spezie.
I semi interi sono utilizzati nella cucina asiatica, in particolare nella tradizione indiana, dove vengono tostati o fatti scoppiettare in olio caldo per sviluppare aroma e ridurre l’intensità pungente, entrando nella composizione di curry, salse e piatti a base di legumi e verdure.
Le foglie giovani della pianta possono essere consumate come ortaggio a foglia, cotte o crude, con un sapore leggermente piccante e amarognolo tipico delle Brassicaceae; tuttavia il loro uso è meno diffuso rispetto ai semi.
In ambito conserviero, i semi di Brassica nigra vengono impiegati come aromatizzanti in sottaceti e salamoie, contribuendo non solo al profilo aromatico ma anche alla stabilità microbiologica delle preparazioni grazie alla presenza di composti solforati.
L’olio estratto dai semi ha un uso alimentare limitato e tradizionale in alcune regioni, ma il contenuto in acido erucico ne ha ridotto l’impiego moderno a favore di altre specie del genere Brassica con profili lipidici più sicuri.
Brassica nigra (L.) K.Koch è una delle specie di senape più antiche coltivate dall’uomo, con testimonianze d’uso che risalgono alle civiltà egizia, greca e romana, dove i semi erano impiegati sia come spezia sia come rimedio medicinale per le loro proprietà stimolanti e rubefacenti.
Nell’antica Roma la senape veniva preparata mescolando semi pestati con mosto d’uva non fermentato, da cui deriva il termine mostum ardens, cioè mosto ardente, che ha dato origine al nome moderno senape in molte lingue europee.
Nel Medioevo la coltivazione della senape nera era diffusa nei monasteri europei, dove veniva utilizzata sia in cucina sia in preparazioni terapeutiche, contribuendo alla sua conservazione e diffusione nel continente.
La specie è stata progressivamente sostituita in agricoltura moderna da Brassica juncea e Sinapis alba, più facili da coltivare e raccogliere, poiché Brassica nigra presenta una dispersione spontanea dei semi che ne rende più complessa la raccolta meccanizzata.
Dal punto di vista botanico, Brassica nigra è considerata una delle specie progenitrici coinvolte nel cosiddetto triangolo di U, modello genetico che descrive le relazioni evolutive tra diverse specie di Brassica attraverso fenomeni di ibridazione e poliploidizzazione.
I semi di questa pianta sono stati utilizzati simbolicamente anche in ambito religioso e culturale, come nel noto riferimento evangelico al granello di senape, utilizzato come metafora di crescita e trasformazione, a testimonianza della sua rilevanza nella cultura umana oltre che nell’alimentazione.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Medicines Agency, Assessment report on Brassica nigra semen, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Cartea M. E., Francisco M., Soengas P., Velasco P., Glucosinolates in Brassica crops: bioavailability and importance, Phytochemistry Reviews, 2011
Fahey Jed W., Zalcmann Amy T., Talalay Paul, The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, Phytochemistry, 2001