QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 11/04/2026
TRIBOLO Tribulus terrestris L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Sapindales Famiglia:
Tribolo Comune, Caltrop, Small Caltrops, Puncturevine, Croix De Malte, Abrojo Común, Purzeldorn
Tribulus Lanuginosus L., Tribulus Terrestris Var. Sericeus Andersson, Tribulus Terrestris Var. Terrestris, Tribulus Bicornutus Fisch. & C.A.Mey., Tribulus Maximus L., Tribulus Orientalis A.Kern., Tribulus Robustus Boiss. & Noë, Tribulus Saharae A.Chev.
PIANTA ERBACEA CON PORTAMENTO STRISCIANTE O PROSTRATO E FUSTI CHE SI ESTENDONO LUNGO IL TERRENO, ALTEZZA DI 10-60 CM. LE FOGLIE SONO PENNATE, COMPOSTE DA 5-8 PAIA DI FOGLIOLINE OPPOSTE LUNGHE 5-10 MM E LARGA 2-4 MM., RICOPERTE DI PELI, CHE CONFERISCONO UNA CONSISTENZA VELLUTATA. I FIORI SOLITARI CON 5 SEPALI E 5 PETALI SONO DI COLORE GIALLO BRILLANTE CON DIAMETRO DI CIRCA 1-2 CM. I FRUTTI SONO CAPSULE SPINOSE DI 1 CM, COMPOSTE DA 5 LOBI, OGNUNO DEI QUALI È DOTATO DI SPINE ROBUSTE. LE RADICI SONO A FITTONE.
Pianta altamente adattabile che cresce in una varietà di habitat, principalmente in climi caldi e aridi. Predilige terreni sabbiosi, ghiaiosi e poveri di nutrienti, ed è comune in aree aperte e disturbate. La sua resistenza alla siccità e la capacità di crescere in condizioni ambientali difficili lo rendono una specie molto diffusa e spesso considerata infestante.
Motivazione: studi tossicologici indicano generalmente una buona tollerabilità a dosi terapeutiche, ma sono riportati effetti avversi gastrointestinali e rari casi di epatotossicità e nefrotossicità in ambito clinico e osservazionale; dati sperimentali e clinici suggeriscono un rischio non trascurabile in caso di uso improprio o dosaggi elevati
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: sono disponibili studi clinici sull’uomo relativi a specifici estratti standardizzati di Tribulus terrestris, in particolare per funzione sessuale e parametri endocrini, ma i risultati sono eterogenei e non sempre riproducibili; l’attività farmacologica è supportata da studi in vivo e in vitro, tuttavia l’efficacia dipende fortemente dalla composizione in saponine steroidee e dalla standardizzazione dell’estratto
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Attività sul miglioramento della funzione sessuale femminile: supportata da studi clinici controllati su estratti standardizzati, con miglioramenti di parametri come desiderio e soddisfazione sessuale; evidenza clinica presente ma limitata a specifiche formulazioni
Attività sul miglioramento della funzione sessuale maschile: alcuni studi clinici controllati e revisioni riportano effetti positivi su disfunzione erettile lieve e libido, ma con risultati eterogenei e non sempre riproducibili; evidenza clinica moderata e non uniforme
Non sono disponibili meta-analisi con risultati conclusivi e coerenti che confermino in modo definitivo l’efficacia terapeutica generalizzata della specie
Attività androgeno-modulante: osservata in modelli animali e in vitro, con effetti sui livelli ormonali e sulla funzione riproduttiva; evidenza in vivo animale e in vitro
Attività adattogena e tonica: suggerita da studi su modelli animali e supportata dall’uso tradizionale; evidenza in vivo animale e revisione
Attività cardioprotettiva e vasodilatatrice: osservata in modelli animali con effetti su parametri cardiovascolari; evidenza in vivo animale
Attività ipoglicemizzante e ipolipemizzante: documentata in studi su animali e in vitro, con effetti sul metabolismo glucidico e lipidico; evidenza sperimentale
Attività antiossidante: dimostrata in vitro per la presenza di saponine e flavonoidi; evidenza in vitro
La saponina più studiata (Protodioscina), ha proprietà afrodisiache e potenziali effetti sulla produzione di testosterone, determina aumento della libido sia negli uomini che nelle donne, offre supporto alla fertilità maschile e un miglioramento della funzione erettile.
Attualmente, Tribulus terrestris L. è più comunemente utilizzato come integratore alimentare, sotto forma di estratti o polveri, per le sue presunte proprietà benefiche.
European Medicines Agency, Assessment report on Tribulus terrestris L., 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Neychev Vladimir K., Mitev Vanyo I., Pro-sexual and androgen enhancing effects of Tribulus terrestris L.: Fact or Fiction, 2005
Chhatre S., Nesari T., Somani G., Kanchan D., Sathaye S., Phytopharmacological overview of Tribulus terrestris, 2014
Gauthaman K., Ganesan A. P., The hormonal effects of Tribulus terrestris and its role in the management of male erectile dysfunction, 2008
GRAVIDANZA (RISCHIO DI STIMOLAZIONE UTERINA E ALTERAZIONI ORMONALI), ALLATTAMENTO (PASSAGGIO DI PRINCIPI ATTIVI NEL LATTE NON STUDIATO), BAMBINI SOTTO I 12 ANNI (MANCANZA DI DATI SULLA SICUREZZA), IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLE SAPONINE STEROIDEE O ALTRI COMPONENTI, TUMORI ORMONO-DIPENDENTI (ES. CANCRO ALLA PROSTATA O AL SENO), DIABETE (PER RISCHIO DI IPOGLICEMIA), PAZIENTI IN TERAPIA CON LITIO O ANTICOAGULANTI (POTENZIALI INTERAZIONI), DISTURBI CARDIACI GRAVI (PER POSSIBILI EFFETTI SULLA PRESSIONE), INSUFFICIENZA RENALE/EPATICA SEVERA (ACCUMULO DI METABOLITI)
NON SUPERARE I 1.500 MG/DIE DI ESTRATTO STANDARDIZZATO (40-45% SAPONINE), EVITARE L'USO PROLUNGATO (>3 MESI) SENZA PAUSE, MONITORARE GLICEMIA E PRESSIONE IN PAZIENTI A RISCHIO, SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI (EFFETTO SU COAGULAZIONE E PRESSIONE), PREFERIRE ESTRATTI TITOLATI IN PROTODIOSCINA PER DOSAGGI CONTROLLATI, EVITARE ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTIDIABETICI O ANTIPERTENSIVI SENZA SUPERVISIONE MEDICA, OSSERVARE EVENTUALI REAZIONI GASTROINTESTINALI (NAUSEA, DIARREA), CAUTELA IN CASO DI SQUILIBRI ORMONALI PREESISTENTI
LA PIANTA PUÒ INFLUENZARE I LIVELLI ORMONALI, IN PARTICOLARE IL TESTOSTERONE. LE PERSONE CON DISTURBI ORMONALI (ES. CANCRO ALLA PROSTATA, TUMORI ORMONO-DIPENDENTI) DOVREBBERO EVITARE L'USO DI TRIBULUS TERRESTRIS SENZA CONSULTARE UN MEDICO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIPERTENSIVI
EPATOTOSSICI
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
NEFROTOSSICI
STEROIDI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco standardizzato da frutti o parti aeree titolato in saponine steroidiche totali espresse come protodioscina generalmente al 40–60 per cento. La posologia comunemente impiegata negli studi clinici varia da 250 a 750 mg al giorno suddivisi in una o due somministrazioni, con impiego limitato a cicli di alcune settimane in funzione dell’indicazione e della risposta individuale
Estratto fluido idroalcolico con rapporto droga estratto variabile tra 1:1 e 1:2. La posologia tradizionale si colloca tra 1 e 3 ml al giorno suddivisi in più assunzioni, con concentrazione alcolica generalmente compresa tra 30 e 60 per cento, adattata in base alla preparazione e alla tollerabilità
Tintura madre preparata da parti aeree fresche con rapporto droga solvente 1:10 in etanolo al 45–65 per cento. La posologia usuale si colloca tra 20 e 40 gocce due o tre volte al giorno, con utilizzo limitato nel tempo e monitoraggio in caso di associazione con altri fitoterapici attivi sul sistema endocrino
Estratti secchi titolati ad alto contenuto di protodioscina impiegati in integratori per la funzione sessuale e metabolica. Le formulazioni standardizzate prevedono dosaggi giornalieri compresi tra 500 e 1500 mg di estratto totale, con titolazioni variabili e impiego ciclico
Preparazioni omeopatiche ottenute da Tribulus terrestris in diluizioni dalla seconda alla trentesima dinamizzazione centesimale. La posologia varia in funzione della diluizione e dell’indicazione omeopatica, generalmente da una a più somministrazioni giornaliere secondo prescrizione specifica
European Medicines Agency, Assessment report on Tribulus terrestris L., 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Neychev Vladimir K., Mitev Vanyo I., Pro-sexual and androgen enhancing effects of Tribulus terrestris L.: Fact or Fiction, 2005
Chhatre S., Nesari T., Somani G., Kanchan D., Sathaye S., Phytopharmacological overview of Tribulus terrestris, 2014
Gauthaman K., Ganesan A. P., The hormonal effects of Tribulus terrestris and its role in the management of male erectile dysfunction, 2008
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Tribulus terrestris da parti aeree essiccate preparato con 1–2 g di droga in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a due volte al giorno. L’impiego è basato su uso tradizionale e dati farmacologici preliminari, con attività tonica e di supporto metabolico
Decotto di Tribulus terrestris da frutti essiccati preparato con 2–3 g di droga in 200 ml di acqua, portando a ebollizione e mantenendo per 10–15 minuti, quindi filtrando. Assunzione una o due volte al giorno. L’uso è documentato nella medicina tradizionale con evidenze sperimentali limitate
Infuso composto con Tribulus terrestris 1 g, Withania somnifera radice 1 g, Zingiber officinale rizoma 0,5 g in 200 ml di acqua. Infusione per 10 minuti e assunzione una o due volte al giorno. La combinazione è supportata da evidenze in vivo e uso tradizionale per effetto tonico e adattogeno
Decotto composto con Tribulus terrestris 1,5 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g, Foeniculum vulgare frutti 0,5 g in 250 ml di acqua, ebollizione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è supportata da dati farmacologici su attività digestiva e metabolica con evidenze in vitro e in vivo animale
Infuso con Tribulus terrestris 1 g e Panax ginseng radice 0,5 g in 200 ml di acqua, infusione per 10–12 minuti. Assunzione una volta al giorno. La formulazione si basa su evidenze sperimentali e uso tradizionale per supporto energetico e funzionale, con dati in vivo animale e studi osservazionali
European Medicines Agency, Assessment report on Tribulus terrestris L., 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Neychev Vladimir K., Mitev Vanyo I., Pro-sexual and androgen enhancing effects of Tribulus terrestris L.: Fact or Fiction, 2005
Chhatre S., Nesari T., Somani G., Kanchan D., Sathaye S., Phytopharmacological overview of Tribulus terrestris, 2014
Gauthaman K., Ganesan A. P., The hormonal effects of Tribulus terrestris and its role in the management of male erectile dysfunction, 2008
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Può contenere saponine steroidee che hanno effetti androgenici, talvolta classificate come potenziali agenti dopanti.
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
L’uso culinario di Tribulus terrestris L. è marginale e poco documentato rispetto ad altre specie alimentari, ma alcune tradizioni locali ne prevedono l’impiego delle parti giovani, in particolare foglie e germogli, consumati dopo cottura per ridurre l’amaro e migliorare la digeribilità.
Le foglie giovani possono essere utilizzate come verdura cotta, analogamente ad altre piante spontanee, lessate e successivamente condite oppure integrate in preparazioni miste con altre erbe commestibili. Questo uso è riportato in contesti rurali e rientra nell’alimentazione di sussistenza più che nella gastronomia strutturata.
In alcune aree dell’Asia e del Medio Oriente, i frutti e le parti aeree essiccate sono talvolta impiegati come ingrediente in preparazioni tradizionali sotto forma di polveri o decozioni alimentari, più per finalità funzionali che per valore organolettico, dato il sapore amaro e leggermente astringente.
L’impiego alimentare resta comunque limitato dalla presenza di saponine steroidiche, che conferiscono caratteristiche sensoriali poco gradevoli e richiedono trattamenti termici adeguati; per questo motivo la specie è utilizzata prevalentemente in ambito fitoterapico piuttosto che culinario.
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Tribulus terrestris L. è noto fin dall’antichità nelle medicine tradizionali di diverse culture, in particolare nella medicina ayurvedica dove è denominato Gokshura e utilizzato come tonico e rimedio per il sistema urinario e riproduttivo, con una continuità d’uso documentata per secoli.
Il nome del genere Tribulus deriva dal latino e indica uno strumento metallico a quattro punte utilizzato in guerra per ostacolare il movimento di uomini e cavalli, richiamando la forma dei frutti spinosi della pianta, estremamente duri e capaci di perforare materiali morbidi come cuoio e pneumatici.
La specie è caratterizzata da un’elevata adattabilità ecologica ed è diffusa in regioni aride e semi aride di tutto il mondo, tanto da essere considerata infestante in molte aree, dove la sua capacità di colonizzare suoli poveri la rende competitiva rispetto ad altre specie vegetali.
I frutti secchi e spinosi hanno avuto anche implicazioni pratiche nella vita quotidiana, essendo noti per causare lesioni agli animali e problemi alle ruote dei veicoli, contribuendo alla diffusione involontaria della pianta attraverso il trasporto passivo.
Nel contesto moderno Tribulus terrestris ha acquisito notorietà nel settore degli integratori alimentari e del fitness, spesso associato alla modulazione ormonale e alla performance fisica, nonostante le evidenze scientifiche cliniche siano limitate e non sempre concordanti.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Medicines Agency, Assessment report on Tribulus terrestris L., 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Neychev Vladimir K., Mitev Vanyo I., Pro-sexual and androgen enhancing effects of Tribulus terrestris L.: Fact or Fiction, 2005
Chhatre S., Nesari T., Somani G., Kanchan D., Sathaye S., Phytopharmacological overview of Tribulus terrestris, 2014
Gauthaman K., Ganesan A. P., The hormonal effects of Tribulus terrestris and its role in the management of male erectile dysfunction, 2008