QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/06/2026
TRIBOLO Tribulus terrestris L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordine Zygophyllales
Famiglia Zygophyllaceae
Genere Tribulus
Specie Tribulus terrestris
Famiglia:
Tribolo Comune, Caltrop, Small Caltrops, Puncturevine, Croix De Malte, Abrojo Común, Purzeldorn
Tribulus Lanuginosus L., Tribulus Terrestris Var. Sericeus Andersson, Tribulus Terrestris Var. Terrestris, Tribulus Bicornutus Fisch. & C.A.Mey., Tribulus Maximus L., Tribulus Orientalis A.Kern., Tribulus Robustus Boiss. & Noë, Tribulus Saharae A.Chev.
PIANTA ERBACEA CON PORTAMENTO STRISCIANTE O PROSTRATO E FUSTI CHE SI ESTENDONO LUNGO IL TERRENO, ALTEZZA DI 10-60 CM. LE FOGLIE SONO PENNATE, COMPOSTE DA 5-8 PAIA DI FOGLIOLINE OPPOSTE LUNGHE 5-10 MM E LARGA 2-4 MM., RICOPERTE DI PELI, CHE CONFERISCONO UNA CONSISTENZA VELLUTATA. I FIORI SOLITARI CON 5 SEPALI E 5 PETALI SONO DI COLORE GIALLO BRILLANTE CON DIAMETRO DI CIRCA 1-2 CM. I FRUTTI SONO CAPSULE SPINOSE DI 1 CM, COMPOSTE DA 5 LOBI, OGNUNO DEI QUALI È DOTATO DI SPINE ROBUSTE. LE RADICI SONO A FITTONE.
Pianta altamente adattabile che cresce in una varietà di habitat, principalmente in climi caldi e aridi. Predilige terreni sabbiosi, ghiaiosi e poveri di nutrienti, ed è comune in aree aperte e disturbate. La sua resistenza alla siccità e la capacità di crescere in condizioni ambientali difficili lo rendono una specie molto diffusa e spesso considerata infestante.
Motivazione: Gli studi clinici e i dati osservazionali indicano che, alle dosi fitoterapiche comunemente impiegate e per periodi limitati, Tribulus terrestris L. è generalmente ben tollerato. Gli effetti indesiderati documentati sono prevalentemente lievi e comprendono disturbi gastrointestinali. Sono stati descritti rari casi clinici di epatotossicità e nefrotossicità associati all'impiego di preparati o integratori contenenti Tribulus terrestris, ma il nesso causale non è sempre dimostrato. La tossicità grave è invece ben documentata negli animali da pascolo dopo ingestione della pianta fresca, ma tali dati non sono direttamente trasferibili all'uso fitoterapico umano.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni sistematiche esclusivamente su specifici estratti standardizzati di Tribulus terrestris L., prevalentemente per disfunzione sessuale femminile e maschile e, in misura minore, per alcuni sintomi urinari. I risultati sono eterogenei e dipendono dalla composizione fitochimica, dalla parte della pianta utilizzata, dal contenuto di saponine steroidee e dal tipo di estratto; non esiste evidenza clinica sufficiente a supportare un'efficacia generalizzabile della specie o un incremento affidabile del testosterone o delle prestazioni atletiche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Disfunzione sessuale femminile. Diversi studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche indicano un miglioramento della funzione sessuale, del desiderio e della soddisfazione con specifici estratti standardizzati di Tribulus terrestris L.; i risultati sono limitati a preparazioni ben caratterizzate e non sono automaticamente estendibili a tutti gli estratti.
Disfunzione erettile lieve. Studi clinici controllati e revisioni sistematiche mostrano un possibile beneficio in alcuni pazienti trattati con estratti standardizzati, ma l'entità dell'effetto è variabile e le evidenze rimangono eterogenee.
Sintomi del basso tratto urinario associati a iperplasia prostatica benigna. Alcuni studi clinici hanno osservato un miglioramento sintomatologico con preparazioni contenenti Tribulus terrestris L.; le evidenze sono limitate e non consentono di considerare l'efficacia definitivamente confermata.
Non sono disponibili evidenze cliniche affidabili che confermino un incremento dei livelli di testosterone, della massa muscolare, della forza o della prestazione atletica.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Documentata in studi in vitro e in vivo su modelli animali mediante riduzione dei mediatori dell'infiammazione; mancano conferme cliniche robuste.
Attività antiossidante. Evidenziata in studi in vitro e confermata in modelli animali grazie alla capacità di ridurre lo stress ossidativo; rilevanza clinica non definita.
Attività antidiabetica. Studi in vivo su modelli animali e alcuni studi clinici preliminari mostrano effetti ipoglicemizzanti e miglioramento del metabolismo glucidico; le evidenze cliniche sono ancora insufficienti per raccomandazioni terapeutiche.
Attività cardioprotettiva. Studi sperimentali in vivo suggeriscono effetti favorevoli sulla funzione cardiovascolare e sul danno ischemico; assenza di conferme cliniche.
Attività diuretica. Supportata da studi farmacologici sperimentali e coerente con l'impiego tradizionale; mancano studi clinici conclusivi.
Attività epatoprotettiva. Dimostrata in modelli animali di danno epatico; non confermata nell'uomo.
Attività nefroprotettiva. Osservata in modelli animali sperimentali; non esistono conferme cliniche e sono stati descritti anche rari casi clinici di nefrotossicità con alcuni preparati.
Attività vasodilatatrice. Evidenziata in studi in vitro su preparati vascolari e in modelli animali; significato clinico ancora incerto.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente impiegata nella medicina ayurvedica come tonico dell'apparato genitourinario.
Tradizionalmente utilizzata nella medicina tradizionale cinese per sostenere la funzionalità renale e la vitalità.
Tradizionalmente impiegata come diuretico e coadiuvante nei disturbi delle vie urinarie.
Tradizionalmente utilizzata come afrodisiaco e tonico generale.
Tradizionalmente impiegata come rimedio per edema, calcolosi urinaria e disturbi urinari.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
UTILIZZARE ESCLUSIVAMENTE PREPARAZIONI STANDARDIZZATE E CARATTERIZZATE DAL PUNTO DI VISTA FITOCHIMICO, POICHÉ LA COMPOSIZIONE DELLA DROGA VARIA CONSIDEREVOLMENTE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE GEOGRAFICA, DELLA PARTE DELLA PIANTA IMPIEGATA E DEL METODO ESTRATTIVO; EVIDENZA DERIVATA DA STUDI FITOCHIMICI E FARMACOLOGICI.
PRESTARE CAUTELA NEI SOGGETTI CON DIABETE MELLITO O IN TERAPIA IPOGLICEMIZZANTE, POICHÉ STUDI CLINICI PRELIMINARI E STUDI SPERIMENTALI INDICANO UN POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE DEGLI ESTRATTI DI TRIBULUS TERRESTRIS.
PRESTARE CAUTELA NEI SOGGETTI IN TERAPIA ANTIPERTENSIVA, POICHÉ STUDI SPERIMENTALI E LIMITATI DATI CLINICI SUGGERISCONO UN POSSIBILE EFFETTO IPOTENSIVO.
SOSPENDERE L'ASSUNZIONE IN CASO DI COMPARSA DI DOLORE ADDOMINALE PERSISTENTE, ITTERO, URINE SCURE O ALTRI SEGNI COMPATIBILI CON DANNO EPATICO; L'AVVERTENZA È BASATA SU RARI CASI CLINICI PUBBLICATI DI SOSPETTA EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATA ALL'ASSUNZIONE DI PREPARATI CONTENENTI TRIBULUS TERRESTRIS.
PRESTARE CAUTELA NEI SOGGETTI CON ANAMNESI DI NEFROPATIA; SONO STATI DESCRITTI RARI CASI CLINICI DI DANNO RENALE TEMPORALMENTE ASSOCIATI ALL'IMPIEGO DI PREPARATI CONTENENTI TRIBULUS TERRESTRIS, SEBBENE IL RAPPORTO CAUSALE NON SIA STATO DEFINITIVAMENTE DIMOSTRATO.
NON UTILIZZARE PER INCREMENTARE LE PRESTAZIONI SPORTIVE O I LIVELLI DI TESTOSTERONE, POICHÉ REVISIONI SISTEMATICHE E STUDI CLINICI NON HANNO CONFERMATO TALI EFFETTI IN MODO CONSISTENTE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A TRIBULUS TERRESTRIS L. O A UNO QUALSIASI DEI COMPONENTI DELLA PREPARAZIONE.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, IN ASSENZA DI DATI CLINICI SUFFICIENTI A DIMOSTRARNE LA SICUREZZA NELL'UOMO; TALE CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE FONTI FITOTERAPICHE E REGOLATORIE IN RELAZIONE ALLA MANCANZA DI ADEGUATI DATI DI SICUREZZA.
ETÀ PEDIATRICA, PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI SULL'IMPIEGO NELLA POPOLAZIONE INFANTILE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato della parte aerea o dei frutti
È la forma fitoterapica maggiormente studiata. Gli estratti impiegati negli studi clinici sono generalmente standardizzati in saponine steroidee totali, con contenuto variabile tra il 40% e il 90%, oppure titolati in protodioscina. Le evidenze disponibili indicano che gli effetti osservati dipendono strettamente dalla composizione fitochimica e dal metodo estrattivo; non esiste un titolo universalmente riconosciuto come efficace. L'unica preparazione medicinale europea storicamente autorizzata è un estratto secco DER 35–45:1 ottenuto con metanolo 80%, contenente non meno del 45% di saponine furostanoliche calcolate come protodioscina, ma l'autorità regolatoria europea ha concluso che le prove di efficacia e sicurezza pubblicate non sono sufficienti per una monografia di uso consolidato. La posologia utilizzata negli studi clinici è generalmente compresa tra 250 e 750 mg al giorno di estratto standardizzato, suddivisa in una o due somministrazioni.
Estratto secco titolato in protodioscina
Alcuni preparati commerciali impiegano estratti standardizzati in protodioscina, generalmente con titoli compresi tra il 20% e il 45%. Gli studi clinici che hanno riportato effetti sulla funzione sessuale hanno utilizzato esclusivamente estratti specifici di questo tipo; i risultati non sono tuttavia uniformemente riproducibili e non consentono di definire un titolo minimo valido per l'effetto terapeutico. Le dosi più frequentemente impiegate corrispondono a 250–500 mg al giorno di estratto.
Polvere micronizzata della droga
Disponibile come integratore alimentare ottenuto dalla polvere dei frutti o della parte aerea essiccata. Non presenta una standardizzazione quantitativa dei costituenti attivi e pertanto non è possibile indicare un titolo terapeutico validato. Le dosi comunemente impiegate negli integratori variano tra 500 e 3000 mg al giorno, ma non sono supportate da dimostrazioni cliniche di efficacia comparabile agli estratti standardizzati.
Estratto fluido e tintura
Sono disponibili in alcuni mercati come integratori o preparazioni tradizionali. Mancano studi clinici controllati che consentano di definire una standardizzazione, un titolo efficace o una posologia evidence-based per queste forme.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Tribulus terrestris in diverse diluizioni, comprese TM, D, CH e LM, secondo le rispettive farmacopee omeopatiche. Non esistono evidenze cliniche di elevata qualità che ne dimostrino un'efficacia terapeutica specifica né una posologia supportata da criteri della fitoterapia scientifica.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tribulus terrestris L. non possiede una monografia approvata da EMA, ESCOP o Commissione E che ne riconosca un impiego fitoterapico tradizionale in forma di tisana o decotto. Le evidenze disponibili riguardano quasi esclusivamente estratti secchi standardizzati. Di conseguenza, un approccio rigorosamente evidence-based non consente di proporre formulazioni erboristiche con infusi o decotti come preparazioni terapeutiche validate.
L'unica formulazione tradizionale documentabile è la seguente.
Infuso tradizionale
Frutti o parte aerea essiccata di Tribulus terrestris 1,5–3 g.
Acqua 150–200 ml.
Versare acqua bollente sulla droga, lasciare in infusione per 10–15 minuti e filtrare.
Assumere fino a 2 volte al giorno.
Questa preparazione deriva dall'uso tradizionale etnomedicinale; non dispone di studi clinici controllati che ne abbiano dimostrato efficacia terapeutica.
Decotto tradizionale
Frutti essiccati di Tribulus terrestris 3–6 g.
Acqua 250 ml.
Far bollire per 10–15 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare.
Assumere una sola volta al giorno per periodi limitati.
L'impiego è documentato nella medicina tradizionale asiatica e balcanica ma non è supportato da evidenze cliniche moderne.
Formulazione erboristica tradizionale per il benessere urinario
Tribulus terrestris frutti 2 g.
Orthosiphon aristatus foglie 2 g.
Betula pendula foglie 2 g.
Preparare come infuso in 250 ml di acqua per 10 minuti.
La formulazione deriva dalla pratica fitoterapica tradizionale; non sono disponibili studi clinici sulla combinazione.
Formulazione erboristica tradizionale come tonico generale
Tribulus terrestris parte aerea 2 g.
Eleutherococcus senticosus radice 1 g.
Rosa canina pseudofrutti 2 g.
Preparare come infuso in 250 ml di acqua per 10 minuti.
L'associazione è basata sull'uso fitoterapico tradizionale e sulla plausibilità farmacologica dei singoli componenti, ma non esistono studi clinici sulla miscela.
Formulazione erboristica tradizionale per supporto digestivo
Tribulus terrestris parte aerea 1,5 g.
Foeniculum vulgare frutti 1,5 g.
Mentha × piperita foglie 1,5 g.
Preparare come infuso in 200 ml di acqua per 8–10 minuti.
L'impiego deriva dalla tradizione erboristica; non sono disponibili evidenze cliniche specifiche sulla formulazione.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Può contenere saponine steroidee che hanno effetti androgenici, talvolta classificate come potenziali agenti dopanti.
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
L’uso culinario di Tribulus terrestris L. è marginale e poco documentato rispetto ad altre specie alimentari, ma alcune tradizioni locali ne prevedono l’impiego delle parti giovani, in particolare foglie e germogli, consumati dopo cottura per ridurre l’amaro e migliorare la digeribilità.
Le foglie giovani possono essere utilizzate come verdura cotta, analogamente ad altre piante spontanee, lessate e successivamente condite oppure integrate in preparazioni miste con altre erbe commestibili. Questo uso è riportato in contesti rurali e rientra nell’alimentazione di sussistenza più che nella gastronomia strutturata.
In alcune aree dell’Asia e del Medio Oriente, i frutti e le parti aeree essiccate sono talvolta impiegati come ingrediente in preparazioni tradizionali sotto forma di polveri o decozioni alimentari, più per finalità funzionali che per valore organolettico, dato il sapore amaro e leggermente astringente.
L’impiego alimentare resta comunque limitato dalla presenza di saponine steroidiche, che conferiscono caratteristiche sensoriali poco gradevoli e richiedono trattamenti termici adeguati; per questo motivo la specie è utilizzata prevalentemente in ambito fitoterapico piuttosto che culinario.
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Tribulus terrestris L. è noto fin dall’antichità nelle medicine tradizionali di diverse culture, in particolare nella medicina ayurvedica dove è denominato Gokshura e utilizzato come tonico e rimedio per il sistema urinario e riproduttivo, con una continuità d’uso documentata per secoli.
Il nome del genere Tribulus deriva dal latino e indica uno strumento metallico a quattro punte utilizzato in guerra per ostacolare il movimento di uomini e cavalli, richiamando la forma dei frutti spinosi della pianta, estremamente duri e capaci di perforare materiali morbidi come cuoio e pneumatici.
La specie è caratterizzata da un’elevata adattabilità ecologica ed è diffusa in regioni aride e semi aride di tutto il mondo, tanto da essere considerata infestante in molte aree, dove la sua capacità di colonizzare suoli poveri la rende competitiva rispetto ad altre specie vegetali.
I frutti secchi e spinosi hanno avuto anche implicazioni pratiche nella vita quotidiana, essendo noti per causare lesioni agli animali e problemi alle ruote dei veicoli, contribuendo alla diffusione involontaria della pianta attraverso il trasporto passivo.
Nel contesto moderno Tribulus terrestris ha acquisito notorietà nel settore degli integratori alimentari e del fitness, spesso associato alla modulazione ormonale e alla performance fisica, nonostante le evidenze scientifiche cliniche siano limitate e non sempre concordanti.