QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 11/04/2026
TUBEROSA Asclepias tuberosa L.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Gentianales Famiglia:
Asclepiade Tuberosa, Fiore Di Farfalla, Erba Della Pleurite, Radice Di Colore, Radice Farfalla, Pleurisy Root, Butterfly Weed, Orange Milkweed, Chigger Flower, Fluxroot, Indian Posy, Tuber Root, White Root, Windroot, Canada Root, Silkweed, Swallow Wort, Yellow Milkweed, Racine De Pleurésie, Herbe à La Ouate, Asclépiade Tubéreuse, Tuberöse Seidenpflanze, Scharlachrote Seidenpflanze, Orange Seidenpflanze, Asclepias Tuberosa, Asclépiade à Tubercules
Asclepias Tuberosa F. Tuberosa, Asclepias Tuberosa Var. Interior (Woodson) Seymour, Asclepias Tuberosa Var. Tuberosa, Asclepias Tuberosus Subsp. Woodson
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 30-90 CM, CON FUSTI ERETTI, PELOSI E NON LATTICEFERI (ATIPICO PER LE ASCLEPIADACEAE). PRESENTA RADICI TUBEROSE FUSIFORMI E FOGLIE ALTERNE, LANCEOLATE, SESSILI, LUNGHE 5-12 CM, CON MARGINE INTERO E SUPERFICIE RUVIDA. LE INFIORESCENZE SONO OMBRELLE TERMINALI APPARISCENTI CON 10-30 FIORI ERMAFRODITI, DI COLORE ARANCIONE ACCESO (RARAMENTE GIALLI O ROSSI), CARATTERISTICI PER LA CORONA A 5 LOBI ERETTA E LE ANNE APPENDICOLATE. I FRUTTI SONO FOLLICOLI FUSIFORMI (8-15 CM) CONTENENTI SEMI PIUMOSI. FIORISCE DA GIUGNO A SETTEMBRE. SI DISTINGUE DALLE ALTRE ASCLEPIAS PER L'ASSENZA DI LATTICE E I FUSTI NON RAMIFICATI
APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCHI TRA GIUGNO E AGOSTO, PRODUCENDO FIORI GIALLI, ARANCIONI O ROSSI RIUNITI IN OMBRELLE
Originaria del Nord America, diffusa principalmente negli Stati Uniti orientali e centrali, nel sud-est del Canada e nel nord del Messico. Predilige ambienti secchi e ben drenati, come praterie aperte, pendii rocciosi, margini di boschi radi e terreni sabbiosi o ghiaiosi. Cresce spesso in aree soleggiate, tollerando sia la piena esposizione solare che una leggera ombreggiatura. È adattata a suoli poveri e aridi, dimostrando resistenza alla siccità. La specie è comune in praterie naturali, lungo strade rurali e in terreni incolti, evitando invece zone eccessivamente umide o allagate. Fiorisce da giugno ad agosto, attirando impollinatori come farfalle (in particolare la monarca) e api. La sua presenza è spesso associata a ecosistemi di prateria temperata e ambienti ruderali, con un'altitudine compresa tra 0 e 1.500 metri s.l.m.
McGuffin M. et al., Botanical Safety Handbook, 2003
Chhatre S., Nesari T., Somani G., Kanchan D., Sathaye S., Phytopharmacological overview of medicinal plants, 2014
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: la presenza documentata di glicosidi cardiaci cardenolidici implica un potenziale effetto cardiotossico dose dipendente; i dati tossicologici derivano da studi farmacologici sui costituenti e da osservazioni su specie del genere Asclepias con composti analoghi, con indicazione di rischio moderato in caso di uso improprio o sovradosaggio
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: non sono disponibili studi clinici controllati né revisioni sistematiche specifiche su Asclepias tuberosa L.; le evidenze derivano principalmente da uso etnobotanico e da dati farmacologici limitati su costituenti chimici, senza conferme sperimentali robuste in vivo o cliniche sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche su Asclepias tuberosa L. che confermino in modo diretto ed affidabile proprietà terapeutiche
Attività espettorante e diaforetica: supportata da uso fitoterapico tradizionale consolidato e coerente con la presenza di saponine e glicosidi; evidenza basata su uso etnobotanico documentato e plausibilità farmacologica dei costituenti
Attività antinfiammatoria: suggerita dalla presenza di flavonoidi e triterpeni con attività documentata in vitro su sistemi biologici; evidenza in vitro non specificamente confermata da studi in vivo sulla specie
Attività cardiotonica: plausibile per la presenza di glicosidi cardenolidici con attività farmacodinamica nota sul miocardio; evidenza in vitro e farmacologica sui costituenti isolati senza conferme sperimentali in vivo sulla specie
Attività antispasmodica: riportata nella tradizione fitoterapica e compatibile con l’azione di alcuni costituenti; evidenza limitata a uso tradizionale e plausibilità farmacologica
European Medicines Agency, Herbal medicinal products: assessment reports and monographs, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Abe F., Yamauchi T., Pregnane glycosides from the aerial parts of Asclepias tuberosa, 2009
McGuffin M. et al., Botanical Safety Handbook, 2003
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SU ASCLEPIAS TUBEROSA L.
POSSIBILE RISCHIO CARDIOTOSSICO CORRELATO ALLA PRESENZA DI GLICOSIDI CARDENOLIDICI CON ATTIVITÀ SUL MIOCARDIO; EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA DEI COSTITUENTI ISOLATI DALLA SPECIE E SU DATI FARMACODINAMICI IN VITRO
POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE A DOSI ELEVATE, COERENTE CON LA PRESENZA DI SAPONINE E GLICOSIDI; EVIDENZA BASATA SU STUDI IN VITRO E CONOSCENZE FARMACOGNOSTICHE DEI COMPOSTI IDENTIFICATI NELLA SPECIE
ASSENZA DI DATI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE E SULL’USO IN POPOLAZIONI SENSIBILI; EVIDENZA BASATA SU CARENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco da radice o parti aeree con rapporto droga estratto generalmente compreso tra 4:1 e 10:1, non standardizzato in marcatori specifici per assenza di titolazioni ufficiali consolidate. La posologia tradizionale si colloca tra 200 e 600 mg al giorno suddivisi in due somministrazioni, con impiego limitato nel tempo per cautela legata alla presenza di glicosidi attivi
Estratto fluido idroalcolico con rapporto droga estratto 1:1 o 1:2 ottenuto da materiale vegetale essiccato. La posologia tradizionale si colloca tra 1 e 2 ml fino a due volte al giorno, con concentrazione alcolica variabile tra 30 e 60 per cento e uso prudenziale in funzione della tollerabilità individuale
Tintura madre preparata da radice con rapporto droga solvente 1:10 in etanolo a titolo medio. La posologia usuale è compresa tra 20 e 40 gocce due o tre volte al giorno, con utilizzo limitato e monitorato per la presenza di composti cardioattivi
Preparazioni omeopatiche ottenute dalla radice fresca in diluizioni centesimali o decimali. La posologia varia in funzione della diluizione e dell’indicazione omeopatica, generalmente da una a più somministrazioni giornaliere secondo prescrizione specifica
European Medicines Agency, Herbal medicinal products: assessment reports and monographs, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Abe F., Yamauchi T., Pregnane glycosides from the aerial parts of Asclepias tuberosa, 2009
McGuffin M. et al., Botanical Safety Handbook, 2003
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Asclepias tuberosa da radice essiccata preparato con circa 1 g di droga in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a una o due volte al giorno. L’impiego è basato esclusivamente su uso tradizionale documentato e deve essere limitato nel tempo per la presenza di glicosidi attivi
Decotto di Asclepias tuberosa da radice preparato con 1–2 g di droga in 200 ml di acqua, portando a ebollizione e mantenendo per 10 minuti, quindi filtrando. Assunzione una volta al giorno. L’uso è tradizionale per supporto respiratorio e diaforetico, con evidenze farmacologiche indirette sui costituenti
Infuso composto con Asclepias tuberosa 0,5 g, Thymus vulgaris 1 g, Althaea officinalis radice 1 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. La combinazione è coerente con uso fitoterapico documentato per le vie respiratorie e supportata da evidenze in vitro e in vivo animale sui componenti delle specie associate
Decotto composto con Asclepias tuberosa 0,5 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g, Foeniculum vulgare frutti 0,5 g in 250 ml di acqua, ebollizione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione si basa su uso tradizionale e su dati farmacologici relativi alle proprietà espettoranti e digestive delle specie associate
Infuso con Asclepias tuberosa 0,5 g e Sambucus nigra fiori 1 g in 200 ml di acqua, infusione per 10–12 minuti. Assunzione una volta al giorno. La formulazione è coerente con uso tradizionale diaforetico e supportata da evidenze sperimentali sulle specie sinergizzanti
European Medicines Agency, Herbal medicinal products: assessment reports and monographs, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Abe F., Yamauchi T., Pregnane glycosides from the aerial parts of Asclepias tuberosa, 2009
McGuffin M. et al., Botanical Safety Handbook, 2003
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Asclepias tuberosa L. è una specie nettarifera visitata da numerosi insetti impollinatori, in particolare api e farfalle, ma non è considerata una fonte significativa per la produzione di miele monoflora commercialmente riconosciuto, a causa della distribuzione discontinua e della produzione di nettare non sufficientemente dominante rispetto ad altre specie mellifere.
Asclepias tuberosa L. è conosciuta con il nome comune di pleurisy root per il suo impiego tradizionale nella medicina nordamericana, in particolare presso le popolazioni native e successivamente nella medicina eclettica del XIX secolo, dove veniva utilizzata per disturbi respiratori e infiammatori del torace.
A differenza di molte altre specie del genere Asclepias, questa pianta contiene quantità molto inferiori di lattice bianco, caratteristica insolita per il genere e rilevante dal punto di vista botanico e identificativo.
La specie è strettamente associata agli insetti impollinatori, in particolare alle farfalle monarca, che utilizzano le piante del genere Asclepias come fonte alimentare per le larve, contribuendo a un complesso sistema ecologico di coevoluzione e difesa chimica.
I suoi fiori arancioni intensi la rendono una specie ornamentale molto apprezzata nei giardini naturalistici e nei programmi di conservazione degli impollinatori, oltre che una pianta simbolo per la biodiversità nelle praterie nordamericane.
Storicamente, la droga vegetale è stata inclusa nelle farmacopee americane del XIX secolo, riflettendo un periodo in cui la fitoterapia occidentale integrava sistematicamente conoscenze etnobotaniche indigene.