Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Core Eudicotyledones
Ordine Buxales
Famiglia Buxaceae
Genere Buxus
Specie Buxus sempervirens
Famiglia:
Bossolo, Box, tree, Buis, Boxwood, American box, English boxwood, Turkish boxwood, buxo, Boj
Buxus Angustifolia Mill., Buxus Arborescens (L.) Mill., Buxus Arborescens Var. Angustifolia (Mill.) Weston, Buxus Arborescens Var. Argenteovariegata Weston, Buxus Arborescens Var. Aureolimbo Weston, Buxus Arborescens Var. Aureovariegata Weston, Buxus Argentea Steud., Buxus Aurea Steud., Buxus Caucasica K.Koch, Buxus Colchica Pojark., Buxus Crispa K.Koch, Buxus Cucullata K.Koch, Buxus Elegantissima K.Koch, Buxus Fruticosa Borkh., Buxus Handsworthii K.Koch, Buxus Hyrcana Pojark., Buxus Macrophylla Dippel, Buxus Marginata Steud., Buxus Mucronata Baill., Buxus Myrtifolia Lam., Buxus Rosmarinifolia Baill., Buxus Salicifolia K.Koch, Buxus Sempervirens F. Angustifolia (Mill.) Rehder, Buxus Sempervirens F. Argenteovariegata (Weston) Schelle, Buxus Sempervirens F. Aureovariegata (Weston) Schelle, Buxus Sempervirens F. Bullata (G.Kirchn.) Rehder, Buxus Sempervirens F. Glauca (G.Kirchn.) Rehder, Buxus Sempervirens F. Handsworthiensis (Dallim.) Rehder, Buxus Sempervirens F. Latifolia Sennen & Elías, Buxus Sempervirens F. Macrocarpa Sennen, Buxus Sempervirens F. Marginata (Loudon) Rehder, Buxus Sempervirens F. Microrrhina Cuatrec., Buxus Sempervirens F. Myrtifolia (Lam.) C.K.Schneid., Buxus Sempervirens F. Pendula (C.Pynaert) Rehder, Buxus Sempervirens F. Pendula-nummulariifolia, Buxus Sempervirens F. Prostrata (Dallim.) Rehder, Buxus Sempervirens F. Pyramidalis (Simon-Louis) Rehder, Buxus Sempervirens F. Rosmarinifolia (Baill.) Hegi, Buxus Sempervirens F. Rosmarinifolium (Baill.) C.K.Schneid., Buxus Sempervirens F. Rotundifolia (Baill.) Schelle, Buxus Sempervirens F. Suffruticosa (L.) Rehder, Buxus Sempervirens Subsp. Hyrcana (Pojark.) Takht., Buxus Sempervirens Subsp. Pyramidalis Simon-Louis, Buxus Sempervirens Var. Angustifolia (Mill.) Gray, Buxus Sempervirens Var. Angustifolia (Mill.) Rchb., Buxus Sempervirens Var. Angustifolia Loudon, Buxus Sempervirens Var. Arborescens L., Buxus Sempervirens Var. Argentata Burgsd., Buxus Sempervirens Var. Bullata G.Kirchn., Buxus Sempervirens Var. Emarginata Sennen, Buxus Sempervirens Var. Fruticosa Gaudin, Buxus Sempervirens Var. Glauca G.Kirchn., Buxus Sempervirens Var. Grandifolia Müll.Arg., Buxus Sempervirens Var. Handsworthiensis Dallim., Buxus Sempervirens Var. Humilis Mérat, Buxus Sempervirens Var. Humilis W.D.J.Koch, Buxus Sempervirens Var. Marginata Loudon, Buxus Sempervirens Var. Myrtifolia (Lam.) Loudon, Buxus Sempervirens Var. Myrtifolia (Lam.) Sweet, Buxus Sempervirens Var. Pendula C.Pynaert, Buxus Sempervirens Var. Pendula Dallim., Buxus Sempervirens Var. Pendula-variegata C.Pynaert, Buxus Sempervirens Var. Prostrata Bean, Buxus Sempervirens Var. Prostrata Dallim., Buxus Sempervirens Var. Putata Gaudin, Buxus Sempervirens Var. Rosmarinifolium Baill., Buxus Sempervirens Var. Rotundifolia Baill., Buxus Sempervirens Var. Subfrtuticosa Gray, Buxus Sempervirens Var. Suffruticosa L., Buxus Suffruticosa (L.) Mill., Buxus Tenuifolia Baill., Buxus Variegata Steud., Buxus Vulgaris Bubani
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 5-10 METRI, CON CHIOMA DENSA E ARROTONDATA. FOGLIE OPPOSTE, PICCOLE, OVALI O ELLITTICHE, CORIACEE, DI COLORE VERDE SCURO LUCIDO SULLA PAGINA SUPERIORE E PIÙ CHIARO SU QUELLA INFERIORE. FIORI UNISESSUALI (PIANTA MONOICA), PICCOLI, VERDASTRI, SENZA PETALI, RIUNITI IN GLOMERULI ASCELLARI. I FIORI MASCHILI CON NUMEROSI STAMI, QUELLI FEMMINILI CON OVARIO SUPERO A TRE CARPELLI. FRUTTO È UNA CAPSULA OVOIDE LEGNOSA CHE SI APRE A MATURAZIONE LIBERANDO PICCOLI SEMI NERI LUCIDI.
Arbusto o piccolo albero sempreverde originario dell'Europa occidentale, centrale e meridionale, del Nord Africa e dell'Asia occidentale. Cresce tipicamente in boschi decidui e misti, su pendii rocciosi, affioramenti calcarei, siepi, bordi forestali e boscaglie. Predilige suoli ben drenati, calcarei o leggermente alcalini, ma si adatta anche a terreni neutri e argillosi. Il bosso è una specie sciafila o semi-sciafila, che tollera bene l'ombra, ma può crescere anche in pieno sole, soprattutto in climi più freschi e umidi. Si trova a diverse altitudini, dal livello del mare fino a circa 1500 metri. La sua longevità, la crescita lenta e la tolleranza all'ombra lo rendono una componente caratteristica di boschi maturi e stabili.
LEGNOSO, AMARO, TANNICO, CON NOTE VERDI-ERBACEE E LIEVE PUNTA AMMONIACALE (DA ALCALOIDI). SGRADEVOLE SE FRESCO, PIÙ ATTENUATO SE ESSICCATO. TOSSICO – EVITARE INALAZIONE PROLUNGATA.
AMAROGNOLO INTENSO, ASTRINGENTE (TANNINI), CON RETROGUSTO METALLICO E PERSISTENTE. ALTAMENTE TOSSICO - EVITARE ASSOLUTAMENTE L'INGESTIONE. USATO SOLO IN PREPARAZIONI OMEOPATICHE DILUITE.
Atta ur Rahman, Studies in Natural Products Chemistry. Steroidal Alkaloids from Buxus Species, 1990
Fatiha Khalid, Phytochemical Investigation and Biological Activities of Buxus sempervirens L., Journal of Ethnopharmacology, 2016
M. I. Choudhary, Bioactive Steroidal Alkaloids from Buxus sempervirens, Phytochemistry, 1993
Muhammad Iqbal Choudhary, Steroidal Alkaloids from the Genus Buxus, Natural Product Reports, 2005
Bahare Salehi, Phytochemistry, Ethnopharmacology and Biological Properties of Buxus Species: A Review, Phytotherapy Research, 2021
Peter Houghton, The Genus Buxus: Chemistry and Biological Activity, Journal of Pharmacy and Pharmacology, 2000
M. I. Choudhary, Cyclobuxine-Type Alkaloids from Buxus sempervirens and Their Biological Evaluation, Planta Medica, 1998
Mohammad Shahidul Islam, Buxus sempervirens: Phytochemical Constituents and Pharmacological Potential, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2022
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: la specie contiene alcaloidi steroidei altamente tossici; sono documentati casi di avvelenamento grave e decessi nell'uomo e negli animali. L'uso interno non è considerato sicuro e non esiste un rapporto rischio-beneficio favorevole in fitoterapia moderna.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: gli usi storici della specie non sono supportati da evidenze cliniche adeguate e la presenza di una tossicità documentata significativa con casi di avvelenamento grave e mortale rende il rapporto rischio/beneficio incompatibile con l'impiego fitoterapico moderno. Le evidenze disponibili sono prevalentemente etnobotaniche, farmacologiche e tossicologiche.
COME COMPORTARSI IN CASO DI SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Buxus sempervirens L.
Considerare la situazione come grave, soprattutto se vi è stata ingestione di foglie, giovani germogli, semi o preparazioni concentrate.
Interrompere immediatamente l'assunzione della pianta.
Contattare senza ritardo un Centro Antiveleni o il servizio di emergenza sanitaria, soprattutto in presenza di sintomi o se la quantità ingerita è sconosciuta.
Conservare eventuali campioni della pianta, fotografie, preparati erboristici o residui dell'ingestione per facilitarne l'identificazione.
Non indurre il vomito salvo esplicita indicazione di personale sanitario o di un Centro Antiveleni.
Non assumere alcol, farmaci o rimedi casalinghi nel tentativo di neutralizzare l'intossicazione.
Monitorare attentamente la comparsa di sintomi quali nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, vertigini, debolezza marcata, sonnolenza, alterazioni della frequenza cardiaca, palpitazioni, difficoltà respiratoria, tremori, convulsioni o perdita di coscienza.
In caso di perdita di coscienza, convulsioni, difficoltà respiratoria, collasso cardiovascolare o gravi alterazioni neurologiche, attivare immediatamente il sistema di emergenza e non attendere l'evoluzione dei sintomi.
In ambiente ospedaliero il trattamento è principalmente sintomatico e di supporto, con monitoraggio cardiaco continuo e gestione delle complicanze neurologiche, respiratorie e cardiovascolari.
L'assunzione di carbone attivo può essere presa in considerazione esclusivamente da personale sanitario nei casi appropriati e nei tempi utili dopo l'ingestione.
Poiché Buxus sempervirens L. contiene alcaloidi steroidei tossici e sono documentati casi di avvelenamento grave e mortale, ogni ingestione non intenzionale di quantità significative deve essere valutata da personale medico.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Burrows George E., Tyrl Ronald J. Toxic Plants of North America, 2013
Schvartsman Samuel. Plant Poisoning in Children and Adults, 2019
Nelson Lewis S., Howland Mary A., Lewin Neal A., Smith Stephen W., Goldfrank Lewis R., Hoffman Robert S. Goldfrank's Toxicologic Emergencies, 2019
Eddleston Michael, Persson Hans. Acute Plant Poisoning and Antidotes, Clinical Toxicology Reviews, 2003
Dreisbach Robert H., Robertson William O. Handbook of Poisoning: Prevention, Diagnosis and Treatment, 2007
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
SONO STATI DOCUMENTATI CASI DI AVVELENAMENTO UMANO E ANIMALE DOPO INGESTIONE DI FOGLIE O ALTRE PARTI DELLA PIANTA, CON COMPARSA DI NAUSEA, VOMITO, DIARREA, VERTIGINI, TREMORI, BRADICARDIA, IPOTENSIONE E DEPRESSIONE RESPIRATORIA. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E TOSSICOLOGICA.
GLI ALCALOIDI STEROIDEI PRESENTI NELLA SPECIE MOSTRANO ATTIVITÀ BIOLOGICA SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE E SUL SISTEMA NERVOSO. EVIDENZA FARMACOLOGICA E SPERIMENTALE IN VITRO E IN VIVO.
LA CONCENTRAZIONE DEGLI ALCALOIDI PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELLA PARTE VEGETALE UTILIZZATA, DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI E DELLA STAGIONE DI RACCOLTA, RENDENDO DIFFICILMENTE PREVEDIBILE L'ESPOSIZIONE TOSSICOLOGICA. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOGNOSTICA.
NON RISULTANO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DEFINISCANO DOSAGGI TERAPEUTICI EFFICACI E SICURI PER PREPARAZIONI FITOTERAPICHE OTTENUTE DA BUXUS SEMPERVIRENS L. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
L'IMPIEGO FITOTERAPICO MODERNO DELLA SPECIE È SOSTANZIALMENTE ABBANDONATO NELLA MAGGIOR PARTE DEI SISTEMI FITOTERAPICI CONTEMPORANEI A CAUSA DEL RAPPORTO RISCHIO-BENEFICIO SFAVOREVOLE. EVIDENZA DERIVANTE DA VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE E DALLA LETTERATURA FITOTERAPICA MODERNA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
L'USO INTERNO DI BUXUS SEMPERVIRENS L. È SEMPRE CONTROINDICATO A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DELLA SPECIE E DELLA PRESENZA DI ALCALOIDI STEROIDEI TOSSICI, TRA CUI LA CICLOBUXINA D.
TALE CONTROINDICAZIONE DERIVA DA DATI TOSSICOLOGICI, OSSERVAZIONALI E FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
L'USO È CONTROINDICATO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SISTEMICA DELLA SPECIE RILEVATA IN STUDI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI.
L'USO È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI PEDIATRICI PER ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA E PER IL RISCHIO TOSSICOLOGICO DOCUMENTATO DELLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIARITMICI
ANTIPSICOTICI
ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI
BARBITURICI
BENZODIAZEPINE
BETABLOCCANTI
CALCIO ANTAGONISTI
CARDIOATTIVI O CARDIOTONICI
CARDIOTOSSICI
CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
DEPRESSIVI DEL SNC
DIGITALICI
DIGOSSINA
EPATOTOSSICI
FARMACI CON PROLUNGAMENTO QT
IPNOTICI
NEFROTOSSICI
NEUROLETTICI
NEUROTOSSICI
PSICOFARMACI
SEDATIVI DEL SNC
In ambito fitochimico e farmacologico sono stati studiati estratti arricchiti in alcaloidi steroidei quali buxina e composti correlati. Tali preparazioni sono state utilizzate esclusivamente in studi sperimentali e non sono disponibili come integratori fitoterapici autorizzati. Non esistono titoli terapeutici o dosaggi clinicamente accettati.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Buxus sempervirens L. sotto forma di granuli, globuli, gocce e diluizioni liquide.
Le diluizioni più comunemente riportate nella pratica omeopatica comprendono D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30.
Non esistono titoli farmacologici necessari all'effetto terapeutico poiché le preparazioni omeopatiche seguono criteri differenti rispetto alla fitoterapia e non dispongono di evidenze cliniche specifiche sufficienti per definire una posologia terapeutica evidence-based.
European Medicines Agency. Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic, Genotoxic and Carcinogenic Constituents, 2005
World Health Organization. WHO Guidelines for the Assessment of Herbal Medicines, 1991
Jean Bruneton. Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Karl Hiller, Matthias F. Melzig. Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen, 2010
Michael Wink. Annual Plant Reviews Volume 39: Functions and Biotechnology of Plant Secondary Metabolites, 2010
Dietrich Frohne, Hans Jürgen Pfänder. Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
George E. Burrows, Ronald J. Tyrl. Toxic Plants of North America, 2013
Monika Wink, Ben-Erik Van Wyk. Mind-Altering and Poisonous Plants of the World, 2008
Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen. Buxus sempervirens, Scientific Monograph, 2006
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche con Buxus sempervirens L. supportati da dosaggi sicuri e da evidenze scientifiche moderne che ne consentano l'impiego fitoterapico.
La presenza di alcaloidi steroidei tossici, la documentazione di intossicazioni nell'uomo e negli animali e l'assenza di un rapporto beneficio-rischio favorevole hanno portato all'abbandono dell'uso interno della specie nella fitoterapia contemporanea.
European Medicines Agency. Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic, Genotoxic and Carcinogenic Constituents, 2005
World Health Organization. WHO Guidelines for the Assessment of Herbal Medicines, 1991
Jean Bruneton. Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Karl Hiller, Matthias F. Melzig. Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen, 2010
Dietrich Frohne, Hans Jürgen Pfänder. Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
George E. Burrows, Ronald J. Tyrl. Toxic Plants of North America, 2013
Monika Wink, Ben-Erik Van Wyk. Mind-Altering and Poisonous Plants of the World, 2008
Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen. Buxus sempervirens, Scientific Monograph, 2006
Lewis S. Nelson, Mary Ann Howland, Neal A. Lewin, Robert S. Hoffman. Goldfrank's Toxicologic Emergencies, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Buxus sempervirens L., comunemente noto come bosso comune, è una delle piante ornamentali europee più antiche ancora coltivate. La sua presenza nei giardini storici risale almeno all'epoca romana, quando veniva utilizzato per creare siepi geometriche, labirinti e figure topiarie.
Il legno di bosso è tra i più duri, pesanti e compatti del continente europeo. Grazie alla sua struttura estremamente fine e omogenea è stato per secoli uno dei materiali preferiti per strumenti scientifici di precisione, incisioni, matrici tipografiche, strumenti musicali, pettini, flauti e pezzi degli scacchi.
Numerosi reperti archeologici testimoniano l'impiego del legno di bosso già nell'antica Grecia e nell'antica Roma per piccoli oggetti di pregio e utensili destinati a durare nel tempo.
In molte regioni europee il bosso è stato associato a simboli di longevità, immortalità e perseveranza grazie alla sua eccezionale capacità di mantenere il fogliame verde durante tutto l'anno.
Nella tradizione cristiana mediterranea i rami di bosso hanno spesso sostituito le palme durante le celebrazioni della Domenica delle Palme nelle aree dove le palme erano assenti o rare.
La specie può raggiungere età molto elevate. Alcuni esemplari spontanei presenti in boschi relitti europei sono ritenuti pluricentenari.
Nel passato il bosso fu impiegato nella medicina popolare europea come sostituto economico della corteccia di china contro le febbri. Questo uso venne progressivamente abbandonato a causa della tossicità della pianta e della disponibilità di rimedi più efficaci e sicuri.
Le foglie e i giovani rami contengono numerosi alcaloidi steroidei responsabili della tossicità della specie. Proprio questa caratteristica ha limitato fortemente il suo impiego terapeutico moderno.
Il bosso è una delle piante più rappresentative dell'arte topiaria, disciplina che consiste nel modellare alberi e arbusti in forme geometriche, animali o strutture architettoniche viventi.
Negli ultimi decenni le popolazioni europee di bosso hanno subito gravi danni a causa della piralide del bosso, un lepidottero invasivo originario dell'Asia che può defogliare completamente gli arbusti in tempi molto brevi.
Dal punto di vista ecologico il bosso forma talvolta popolamenti naturali molto longevi e caratteristici, contribuendo alla biodiversità di ambienti calcarei, collinari e montani dell'Europa meridionale e centrale.