Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA - Bryonia cretica L.
TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Cucurbitales
Famiglia Cucurbitaceae
Sottofamiglia Cucurbitoideae
Tribù Bryonieae
Genere Bryonia
Specie Bryonia dioica
Famiglia:
Vite bianca, Zucca selvatica, White bryony, Cretan Bryony, Aquilonia, Norça-branca, Raudgallbær, Tvebo galdebær, Punakoiranköynnös, Zweihäusige zaunrübe, Röd hundrova
Bryonia Cretica L. Ssp. Dioica (Jacq.) Tutin, Bryonia Alba Gilib., Bryonia Cretica L., Bryonia Dioica Subsp. Dioica, Bryonia Dioica Var. Alba, Bryonia Dioica Var. Atropurpurea, Bryonia Dioica Var. Laciniata, Bryonia Dioica Var. Lusitanica, Bryonia Dioica Var. Rubra, Bryonia Scandens Mill., Bryonia Vulgaris Hill
ERBACEA PERENNE DIOICA CON FUSTI SOTTILI E RAMPICANTI, MUNITI DI VITICCI SEMPLICI. FOGLIE ALTERNE, PALMATOLOBATE CON 3-5 LOBI DENTATI, RUVIDE. FIORI UNISESSUALI, PICCOLI, VERDASTRI: I MASCHILI IN RACEMI ASCELLARI, LE FEMMINILI IN FASCETTI O FIORI SOLITARI. CALICE GAMOSEPALO A 5 LOBI, COROLLA GAMOPETALA A 5 LOBI. FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA ROSSA A MATURAZIONE, CONTENENTE NUMEROSI SEMI APPIATTITI. TUTTA LA PIANTA È TOSSICA.
Pianta erbacea perenne rampicante originaria dell'Europa, dell'Asia occidentale e del Nord Africa. Cresce tipicamente in boschi, siepi, bordi forestali, boscaglie, fossi, e lungo recinzioni e muri, spesso in zone umide e ombrose o parzialmente ombreggiate. Predilige suoli ben drenati, da moderatamente fertili a ricchi di sostanze nutritive, con una preferenza per terreni calcarei o leggermente alcalini, ma si adatta anche a suoli argillosi e limosi. La brionia dioica è una specie che si arrampica utilizzando viticci e può raggiungere diversi metri di lunghezza, sfruttando la vegetazione circostante come supporto. La sua presenza è comune in ambienti naturali e seminaturali, soprattutto in aree con una buona disponibilità di umidità.
RADICE ESSICCATA: TERROSO-RANCIDO INTENSO, LEGGERMENTE AMARO-METALLICO, SE FRESCA AROMA PUNGENTE SIMILE A RAFANO, PROCESSATA SVILUPPA TONI MUFFITI E TANNICI.
FORTEMENTE AMARO E ACRE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE TANNICO-METALLICO. NOTE IRRITANTI DOVUTE ALLE CUCURBITACINE (TOSSICHE). FRESCA: SAPORE PIÙ PUNGENTE E PEPATO.
<FONT COLOR='#FF0000'>NON ASSAGGIARE!</FONT>
Polisaccaridi: amido, pectine, mucillagini, emicellulose, zuccheri complessi
Triterpeni tetraciclici cucurbitacinici: cucurbitacina E, cucurbitacina I, cucurbitacina L, cucurbitacina D, cucurbitacina B, diidrocucurbitacine, derivati cucurbitacinici
Glicosidi cucurbitacinici: bryonioside, cucurbitacina E glucoside, cucurbitacina I glucoside, altri eterosidi delle cucurbitacine
Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido vanillico
Flavonoidi: luteolina, apigenina, quercetina, kaempferolo e relativi glicosidi
Proteine e lectine: lectine radicolari, glicoproteine
Saponine triterpeniche: saponine minori derivate da nuclei triterpenici
Acidi organici: acido malico, acido citrico, acido tartarico
Tannini: tannini condensati e idrolizzabili in basse concentrazioni
Pigmenti carotenoidi: beta-carotene, luteina
Olio fisso dei semi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico
Minerali: potassio, calcio, magnesio, fosforo
Bibliografia
European Medicines Agency. Assessment Report on Bryonia Species and Related Cucurbitaceous Drugs, Scientific Review
World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, General Monograph Series
Jean Bruneton. Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Kurt Hostettmann, Andrew Marston. Saponins, Chemistry and Pharmacology of Natural Products, 2005
Atta-ur-Rahman. Studies in Natural Products Chemistry, Cucurbitacins and Related Triterpenoids, 2013
Rainer Hänsel, Konstantin Keller, Horst Rimpler, Georg Schneider. Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Drogen Band
Michael Wink. Annual Plant Reviews Volume 40 Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
Monika Wink, Ben-Erik Van Wyk. Mind-Altering and Poisonous Plants of the World, 2008
George E. Burrows, Ronald J. Tyrl. Toxic Plants of North America, 2013
Miloš M. Milićević, Biljana Nikolić. Cucurbitacins in the Genus Bryonia: Phytochemistry and Biological Activity, Review Article
Friedrich Bohlmann, Chandrajetty G. Zdero. Naturally Occurring Terpenes and Their Glycosides in Cucurbitaceae, Review Article
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: Esistono evidenze tossicologiche dirette sulla specie che documentano gravi intossicazioni umane e animali dovute soprattutto all'ingestione delle radici e delle bacche ricche di cucurbitacine. Sono descritti casi di gastroenterite emorragica severa, disidratazione, collasso cardiovascolare e decessi. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, casistiche tossicologiche, letteratura medica e farmacognostica specifica sulla specie.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Bryonia dioica Jacq. possiede attività farmacologiche documentate in studi in vitro e in modelli animali, principalmente attribuite alle cucurbitacine. Tuttavia non sono disponibili studi clinici controllati che ne dimostrino efficacia terapeutica nell'uomo e non esistono preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con un rapporto beneficio-rischio favorevole. L'impiego attuale è sostanzialmente limitato all'omeopatia e a usi storici non supportati da adeguate evidenze cliniche.
PROTOCOLLO URGENTE per SOSPETTO AVVELENAMENTO da Bryonia dioica 1. PRIMI SOCCORSI IMMEDIATI
Contatto con la pelle/mucose:
Lavare abbondantemente con acqua corrente (15 minuti).
Non usare solventi (peggiorano l’assorbimento).
Ingestione:
Sciacquare la bocca con acqua.
NON provocare il vomito (rischio di ulteriore danno esofageo).
2. CHIAMATA D'EMERGENZA
Contattare il Centro Antiveleni (CAV):
Italia: 02-66101029 (Milano) o 118.
Informazioni essenziali:
Nome scientifico (Bryonia dioica).
Parte coinvolta (radice più tossica).
Tempo dall’esposizione.
5. CAMPIONI UTILI
Fotografie della pianta.
Residui vegetali o vomito.
?Attenzione:
5 g di radice possono essere letali.
Sintomi ritardati (fino a 12 ore).
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
ISS, Clinical Toxicology (2022), EMA Poison Plant Guidelines
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO ALTAMENTE TOSSICHE PER LA PRESENZA DI CUCURBITACINE.
FUNZIONI TERAPEUTICHE INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
Preparazioni omeopatiche
Sono disponibili preparazioni omeopatiche ottenute principalmente dalla radice fresca di Bryonia dioica Jacq. sotto forma di granuli, globuli, compresse, gocce e soluzioni diluite.
Le diluizioni più frequentemente riportate comprendono D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30 e potenze superiori.
Non esistono titoli farmacologici necessari all'effetto terapeutico poiché le preparazioni omeopatiche non seguono i criteri di standardizzazione propri della fitoterapia e non dispongono di evidenze cliniche sufficienti per definire una posologia terapeutica evidence-based.
European Medicines Agency. Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic, Genotoxic and Carcinogenic Constituents, 2005
World Health Organization. WHO Guidelines for the Assessment of Herbal Medicines, 1991
Jean Bruneton. Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Rainer Hänsel, Konstantin Keller, Horst Rimpler, Georg Schneider. Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Drogen Band
Monika Wink, Ben-Erik Van Wyk. Mind-Altering and Poisonous Plants of the World, 2008
George E. Burrows, Ronald J. Tyrl. Toxic Plants of North America, 2013
Dietrich Frohne, Hans Jürgen Pfänder. Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
Michael Wink. Annual Plant Reviews Volume 40 Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
Atta-ur-Rahman. Studies in Natural Products Chemistry, Cucurbitacins and Related Triterpenoids, 2013
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche con Bryonia dioica Jacq. supportati da dosaggi sicuri e da evidenze scientifiche moderne che ne consentano l'impiego fitoterapico.
La specie contiene cucurbitacine altamente tossiche ed è responsabile di numerosi casi documentati di avvelenamento umano e animale. Le radici e le bacche rappresentano le parti più pericolose.
European Medicines Agency. Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Toxic, Genotoxic and Carcinogenic Constituents, 2005
World Health Organization. WHO Guidelines for the Assessment of Herbal Medicines, 1991
Jean Bruneton. Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Rainer Hänsel, Konstantin Keller, Horst Rimpler, Georg Schneider. Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Drogen Band
Dietrich Frohne, Hans Jürgen Pfänder. Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
George E. Burrows, Ronald J. Tyrl. Toxic Plants of North America, 2013
Monika Wink, Ben-Erik Van Wyk. Mind-Altering and Poisonous Plants of the World, 2008
Atta-ur-Rahman. Studies in Natural Products Chemistry, Cucurbitacins and Related Triterpenoids, 2013
Michael Wink. Annual Plant Reviews Volume 40 Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Bryonia dioica Jacq., conosciuta come brionia dioica o vite bianca, è una pianta rampicante perenne appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di zucche e cetrioli, pur essendo molto diversa per tossicità e impieghi.
Il nome Bryonia deriva dal greco antico e si riferisce alla crescita vigorosa e strisciante della pianta, mentre l'epiteto dioica indica la presenza di individui maschili e femminili separati.
La grande radice tuberosa, spesso simile a una rapa o a una radice umana deformata, ha contribuito per secoli alla nascita di numerose credenze popolari e superstizioni.
Nel Medioevo e nel Rinascimento la radice veniva talvolta scolpita artificialmente per imitare la mandragora e venduta come sostituto meno costoso di quest'ultima.
In molte tradizioni popolari europee la pianta era considerata magica e veniva utilizzata in amuleti, rituali protettivi e pratiche di medicina popolare.
Le bacche rosso vivo risultano particolarmente appariscenti e attraggono facilmente bambini e animali, rappresentando una delle principali cause storiche di avvelenamento accidentale.
La specie compare frequentemente negli erbari medicinali europei dal XVI secolo al XIX secolo, dove veniva descritta come drastico purgante, emetico e revulsivo, impieghi successivamente abbandonati a causa dell'elevata tossicità.
Nella dottrina delle segnature la grossa radice veniva interpretata come indicazione simbolica di possibili effetti terapeutici su varie parti del corpo umano.
La crescita estremamente rapida dei fusti durante la primavera ha fatto sì che in alcune regioni fosse soprannominata "navone del diavolo" o con nomi locali analoghi associati alla sua natura velenosa.
La pianta possiede viticci molto efficienti che le consentono di arrampicarsi rapidamente su siepi, arbusti e recinzioni raggiungendo diversi metri di altezza in una sola stagione vegetativa.
Bryonia dioica è una delle poche specie europee del proprio genere e costituisce un elemento caratteristico delle siepi rurali, dei margini boschivi e degli ambienti antropizzati dell'Europa occidentale e mediterranea.
Nonostante la lunga storia d'uso nella medicina tradizionale europea, oggi è considerata principalmente una specie tossica di interesse botanico, etnobotanico e farmacognostico.