QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 14/06/2026
CACTUS GRANDIFLORUS Selenicereus grandiflorus (L.) Britton & Rose
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Autore: erbeofficinali.org
Foto o Immagine modificata per uso didattico
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Sottofamiglia Cactoideae
Tribù Hylocereeae
Genere Selenicereus
Specie Selenicereus grandiflorus
Famiglia:
Regina della notte, Queen of the Night, Night-blooming Cereus, Large-flowering Cactus, Sweet-scented Cactus, Vanilla Cactus, Lunar Flower, Large Blooming Cereus, Large flowered torch thistle, Large-flowered Night Cactus, Reine de la nuit, Princesse de la nuit, Cierge à grande fleurs, Vierge à grandes fleurs, Cierge rampant à grandes fleurs, Fleur d´amour, Königin der Nacht, Schlangencereus, Schlangenkaktus, Reina de las Flores, Reina Gigante, Cardon, Gigante, Organillo, Reina de la noche, Flor-de-baile, Cardeiro trepador, Koningin van die Nag, Cactus din Antilele Olandeze, Nattens drottning, Koningin van de Nacht
PIANTA SUCCULENTA EPIFITA O LITOFITA CON LUNGHI FUSTI SOTTILI, RAMIFICATI E RAMPICANTI, MUNITI DI PICCOLE RADICI AEREE. I FUSTI PRESENTANO DA 5 A 8 COSTE POCO PRONUNCIATE CON AREOLE PORTANTI PICCOLE SPINE AGHIFORMI O SETOLE. I FIORI SONO SPETTACOLARI, NOTTURNI, SOLITARI, IMBUTIFORMI, MOLTO GRANDI (FINO A 30 CM DI DIAMETRO), CON NUMEROSI TEPALI ESTERNI STRETTI E BRUNO-GIALLASTRI E TEPALI INTERNI BIANCHI E PROFUMATI. IL FRUTTO È UNA BACCA OBLUNGA, SPINOSA DA GIOVANE, POI LISCIA E ROSSA A MATURAZIONE, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI NERI.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE
Originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell'America, in particolare dei Caraibi, del Messico e dell'America Centrale. Cresce tipicamente aggrappata ad alberi, rocce o muri, in ambienti con elevata umidità atmosferica e temperature calde. Predilige posizioni semi-ombreggiate o con luce solare filtrata, tipiche delle foreste pluviali o delle boscaglie umide. Richiede un substrato ben drenante ma in grado di trattenere l'umidità, come terriccio per epifite o miscele di corteccia, fibra di cocco e perlite. Non tollera temperature inferiori ai 10°C e necessita di un periodo di riposo invernale con temperature più fresche e ridotte irrigazioni per favorire la fioritura.
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Tyler Varro E, Tyler's Honest Herbal, 1993
Bisset Norman G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
British Herbal Medicine Association, British Herbal Pharmacopoeia, 1983
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: Non sono documentati effetti tossici gravi o letali associati all'uso corretto delle preparazioni fitoterapiche tradizionali di Selenicereus grandiflorus. I dati tossicologici disponibili sono limitati ma indicano una buona tollerabilità alle dosi tradizionalmente impiegate. Gli eventuali effetti indesiderati riportati risultano sporadici e generalmente lievi. L'evidenza deriva principalmente dall'esperienza fitoterapica storica, dalla pratica omeopatica e dall'assenza di segnalazioni tossicologiche rilevanti nella letteratura disponibile.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Selenicereus grandiflorus possiede una lunga storia di impiego fitoterapico e omeopatico, soprattutto per disturbi cardiovascolari funzionali. Tuttavia le evidenze scientifiche dirette sulla specie consistono prevalentemente in dati storici, osservazioni farmacologiche datate, studi preclinici limitati e documentazione fitoterapica tradizionale. Non sono disponibili studi clinici controllati moderni, revisioni sistematiche o meta-analisi che confermino efficacia terapeutica clinicamente rilevante. Le evidenze risultano insufficienti e non conformi agli attuali criteri della fitoterapia evidence-based.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino indicazioni terapeutiche specifiche di Selenicereus grandiflorus secondo i criteri della fitoterapia evidence-based moderna.
Le evidenze cliniche dirette risultano insufficienti per attribuire proprietà terapeutiche validate alla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività cardiocircolatoria funzionale.
Indicazioni studiate: disturbi cardiovascolari funzionali, sensazione di costrizione precordiale, palpitazioni di origine non organica.
Evidenza: documentazione fitoterapica storica, osservazioni farmacologiche e studi sperimentali datati; assenza di conferma clinica moderna.
Attività vasomodulatrice.
Indicazioni studiate: alterazioni funzionali della circolazione periferica.
Evidenza: osservazioni farmacologiche storiche e letteratura fitoterapica tradizionale; assenza di studi clinici controllati.
Attività sedativa cardiovascolare funzionale.
Indicazioni studiate: stati soggettivi associati a ipereccitabilità cardiaca funzionale.
Evidenza: fitoterapia documentata e osservazioni empiriche storiche; assenza di validazione clinica moderna.
Attività antispasmodica vascolare.
Indicazioni studiate: spasmi vascolari funzionali descritti nella letteratura fitoterapica storica.
Evidenza: osservazioni farmacologiche e documentazione tradizionale; dati insufficienti secondo gli standard attuali.
Le evidenze disponibili risultano prevalentemente storiche, non standardizzate e non riprodotte mediante protocolli clinici contemporanei.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale nelle preparazioni fitoterapiche destinate ai disturbi funzionali del cuore.
Uso tradizionale nelle sensazioni di oppressione toracica non attribuite a patologie organiche documentate.
Uso tradizionale nelle palpitazioni funzionali.
Uso tradizionale come rimedio destinato al sostegno della circolazione.
Uso tradizionale nelle preparazioni successivamente adottate dalla pratica omeopatica.
L'impiego storico della specie è ampiamente documentato nella fitoterapia europea del XIX e XX secolo, ma non è stato confermato da studi clinici moderni.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Tyler Varro E, Tyler's Honest Herbal, 1993
Bisset Norman G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
British Herbal Medicine Association, British Herbal Pharmacopoeia, 1983
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE EVIDENZE FARMACOLOGICHE DISPONIBILI SULLA SPECIE SONO LIMITATE, PREVALENTEMENTE STORICHE E BASATE SU OSSERVAZIONI SPERIMENTALI DATATE; L'EFFICACIA CLINICA E LA SICUREZZA DELLE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE NON SONO STATE CONFERMATE MEDIANTE STUDI CLINICI CONTROLLATI MODERNI. EVIDENZA: DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA STORICA E LETTERATURA FARMACOLOGICA TRADIZIONALE.
ALCUNE OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE STORICHE ATTRIBUISCONO ALLA SPECIE POSSIBILI EFFETTI SULL'ATTIVITÀ CARDIOCIRCOLATORIA E SUL TONO VASCOLARE; LA RILEVANZA CLINICA DI TALI OSSERVAZIONI NON È STATA CONFERMATA CON METODOLOGIE MODERNE. EVIDENZA: STUDI FARMACOLOGICI STORICI E OSSERVAZIONI SPERIMENTALI PRECLINICHE.
I DATI DISPONIBILI NON CONSENTONO DI DEFINIRE CON PRECISIONE IL PROFILO DI SICUREZZA DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DELLA DROGA E DEI PREPARATI COMMERCIALI STORICAMENTE UTILIZZATI NON È STATA STANDARDIZZATA SECONDO CRITERI MODERNI; PERTANTO LA RIPRODUCIBILITÀ FARMACOLOGICA DEI PREPARATI PUÒ RISULTARE VARIABILE. EVIDENZA: LETTERATURA FARMACOGNOSTICA E FITOTERAPICA STORICA.
LE INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE MODERNE SONO LIMITATE E NON CONSENTONO UNA COMPLETA CARATTERIZZAZIONE DEL PROFILO RISCHIO-BENEFICIO DELLA SPECIE. EVIDENZA: INSUFFICIENZA DI DATI TOSSICOLOGICI CONTEMPORANEI DIRETTAMENTE RIFERITI A SELENICEREUS GRANDIFLORUS.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON RISULTANO CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI MODERNI DIRETTAMENTE RIFERITI A SELENICEREUS GRANDIFLORUS.
Estratti di Selenicereus grandiflorus (L.) Britton & Rose (CACTUS GRANDIFLORUS)
Estratto idroalcolico fluido della parte aerea fresca fiorita. È la forma fitoterapica storicamente più utilizzata. Non esistono titolazioni farmacologiche universalmente riconosciute né monografie regolatorie che definiscano un titolo minimo di principi attivi necessario all'effetto terapeutico. Le dosi tradizionalmente riportate nella letteratura fitoterapica sono comprese tra 0,5 e 2 ml da una a tre volte al giorno.
Tintura madre ottenuta dalla pianta fresca in fiore. È la preparazione maggiormente documentata nella tradizione fitoterapica europea e nordamericana. Non sono disponibili standardizzazioni quantitative validate dei costituenti attivi correlate a specifici effetti clinici. La posologia tradizionale è generalmente compresa tra 20 e 60 gocce da una a tre volte al giorno.
Estratto secco nebulizzato. È presente in alcuni integratori commerciali destinati al supporto cardiovascolare. Non esistono però titoli standardizzati universalmente accettati né evidenze cliniche sufficienti per definire una concentrazione minima efficace dei costituenti attivi. I dosaggi utilizzati nei prodotti disponibili variano generalmente da 100 a 500 mg al giorno.
Preparazioni combinate fitoterapiche. Selenicereus grandiflorus viene talvolta associato ad altre droghe tradizionalmente impiegate nel supporto cardiovascolare quali Crataegus monogyna, Leonurus cardiaca e Valeriana officinalis. Non sono disponibili titolazioni validate né studi clinici che consentano di definire un rapporto ottimale tra gli estratti.
Preparazioni omeopatiche. La materia prima vegetale è impiegata nella preparazione omeopatica denominata Cactus grandiflorus. Le diluizioni più diffuse comprendono D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30. Le modalità posologiche dipendono esclusivamente dalla pratica omeopatica e non corrispondono a dosaggi fitoterapici né a concentrazioni farmacologicamente attive dimostrate.
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
Steven Foster, James A. Duke, A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Simon Mills, Kerry Bone, The Essential Guide to Herbal Safety, 2005
W. A. R. Thomson, Medicines from the Earth, 1978
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
Thomas Bartram, Bartram's Encyclopedia of Herbal Medicine, 1998
William Boericke, Pocket Manual of Homeopathic Materia Medica, 1927
John Henry Clarke, A Dictionary of Practical Materia Medica, 1902
George Edward Shuttleworth, The Cyclopaedia of Practical Materia Medica, 1915
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Selenicereus grandiflorus la richiesta presenta una limitazione scientifica sostanziale: non esistono formulazioni tradizionali con tisane, infusi o decotti sufficientemente documentate e validate da fonti fitoterapiche moderne. La droga è stata storicamente utilizzata quasi esclusivamente sotto forma di tintura, estratto fluido ed estratti idroalcolici.
Le formulazioni seguenti rappresentano associazioni fitoterapiche storicamente documentate o compatibili con l'uso tradizionale cardiovascolare della specie, ma non sono supportate da studi clinici specifici sulla combinazione.
Infuso tradizionale cardiovascolare
Crataegus monogyna foglie e fiori 2 g
Leonurus cardiaca sommità fiorite 1 g
Acqua 250 ml
Infondere per 10-15 minuti.
Assumere una o due volte al giorno.
Storicamente la tintura di Selenicereus grandiflorus veniva eventualmente assunta separatamente e non preparata come infuso.
Infuso tradizionale per palpitazioni funzionali
Crataegus monogyna foglie e fiori 2 g
Melissa officinalis foglie 2 g
Acqua 250 ml
Infondere per 10 minuti.
Assumere una o due volte al giorno.
Nella pratica fitoterapica storica Selenicereus grandiflorus veniva utilizzato parallelamente come tintura o estratto fluido.
Infuso tradizionale per tensione neurovegetativa associata a sintomi cardiaci funzionali
Leonurus cardiaca sommità fiorite 1,5 g
Valeriana officinalis radice 1 g
Melissa officinalis foglie 1,5 g
Acqua 250 ml
Infondere per 10-15 minuti.
Assumere preferibilmente la sera.
L'eventuale impiego di Selenicereus grandiflorus è storicamente documentato come preparazione separata.
Decotto tradizionale di supporto circolatorio
Crataegus monogyna foglie e fiori 2 g
Ruscus aculeatus rizoma 1 g
Acqua 250 ml
Riscaldare fino all'ebollizione e mantenere per circa 5 minuti.
Lasciare riposare per ulteriori 10 minuti prima della filtrazione.
Assumere una volta al giorno.
Formulazione erboristica liquida tradizionale
Tintura di Selenicereus grandiflorus 1 parte
Tintura di Crataegus monogyna 2 parti
Tintura di Leonurus cardiaca 1 parte
Dose tradizionale complessiva 1-3 ml fino a tre volte al giorno.
La combinazione deriva dalla fitoterapia europea storica e non da studi clinici moderni.
Bradley P R, British Herbal Compendium Volume 1, 1992
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Weiss Rudolf Fritz, Herbal Medicine, 1988
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Bisset Norman G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
British Herbal Medicine Association, British Herbal Pharmacopoeia, 1983
Tyler Varro E, Tyler's Honest Herbal, 1993
Madaus Gerhard, Lehrbuch der Biologischen Heilmittel Band III, 1938
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI:
Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle.
Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio.
Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono:
Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio)
Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china)
Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco)
Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio)
Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar)
Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino)
Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica.
Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi:
Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative.
China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici.
Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici.
Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso.
Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale.
Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza.
Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche.
Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro.
Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso.
Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio.
Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.
Selenicereus grandiflorus è una delle specie più celebri della famiglia Cactaceae ed è conosciuta in numerose lingue come "Regina della Notte" per la sua spettacolare fioritura notturna.
I fiori possono raggiungere dimensioni eccezionali, spesso superiori a 20 centimetri di diametro, e si aprono completamente dopo il tramonto per richiudersi nelle prime ore del mattino successivo.
La fioritura dura generalmente una sola notte, caratteristica che ha contribuito alla fama della specie fin dal XVIII secolo e che ha alimentato numerose tradizioni popolari e racconti naturalistici.
Il profumo dei fiori è particolarmente intenso e viene emesso soprattutto nelle ore notturne per attirare gli impollinatori naturali, principalmente falene notturne.
La specie è originaria dei Caraibi, in particolare di Cuba, Giamaica, Hispaniola e Porto Rico, dove cresce come cactus rampicante o epifita su alberi e rocce.
Nel XIX secolo divenne una delle piante esotiche più ricercate nelle serre aristocratiche europee. Le rare fioriture notturne erano spesso considerate eventi sociali ai quali venivano invitati botanici, nobili e appassionati di orticoltura.
Charles Darwin e numerosi botanici dell'epoca vittoriana mostrarono interesse per i meccanismi di impollinazione delle grandi cactacee notturne, contribuendo indirettamente alla notorietà della specie.
Nella fitoterapia del XIX e dell'inizio del XX secolo Selenicereus grandiflorus acquisì una reputazione considerevole come rimedio cardiovascolare, tanto da essere inserito in diverse farmacopee e formulari medici dell'epoca.
La specie è probabilmente più nota nella medicina omeopatica che nella fitoterapia moderna. Il rimedio omeopatico Cactus grandiflorus è infatti rimasto in uso molto più a lungo rispetto alle preparazioni fitoterapiche tradizionali.
Per lungo tempo la specie fu classificata nel genere Cactus, uno dei primi generi di cactacee descritti dalla botanica moderna, prima di essere trasferita nel genere Selenicereus in seguito agli studi tassonomici successivi.
Il nome Selenicereus deriva da Selene, dea greca della Luna, e dal termine latino cereus, riferito ai cactus dal portamento ceriforme. Il riferimento richiama la spettacolare apertura notturna dei fiori illuminati dalla luce lunare.
Il nome specifico grandiflorus significa "a grandi fiori" e descrive una delle caratteristiche più appariscenti della specie.
In alcune collezioni botaniche storiche europee la fioritura della Regina della Notte veniva annunciata pubblicamente poiché il breve intervallo di apertura rendeva necessario osservare il fenomeno entro poche ore.
Ancora oggi la fioritura di un esemplare maturo rappresenta uno degli eventi più attesi nelle collezioni di cactus e nei giardini botanici specializzati.