PIANTA ERBACEA BIENNALE CON UN FUSTO ERETTO, CAVO, STRIATO E MACCHIATO DI PORPORA NELLA PARTE INFERIORE, ALTO FINO A 2 METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIPENNATOSETTE, CON SEGMENTI LANCEOLATI E FINEMENTE DENTATI, SIMILI A QUELLE DEL PREZZEMOLO MA PIÙ GRANDI E CON UN ODORE SGRADEVOLE SE STROPICCIATE. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI, RIUNITI IN GRANDI OMBRELLE COMPOSTE CON NUMEROSE BRATTEE ALLA BASE DELLE OMBRELLE SECONDARIE (INVOLUCELLI). IL FRUTTO È UN ACHENIO OVOIDE, GLABRO, CON COSTE ONDULATE E PROMINENTI. LA RADICE È FITTONANTE, BIANCA E CARNOSA, SIMILE A UNA CAROTA SELVATICA. TUTTA LA PIANTA È ALTAMENTE VELENOSA.
Si adatta a una vasta gamma di habitat. Cresce comunemente in luoghi umidi e disturbati, come bordi stradali, fossi, rive di fiumi e laghi, pascoli umidi, discariche e aree coltivate abbandonate. Predilige terreni ricchi di azoto, umidi e ben drenati, ma si può trovare anche in suoli argillosi o sabbiosi. La sua distribuzione è cosmopolita, presente in Europa, Nord Africa, Asia occidentale e introdotta in Nord e Sud America, Australia e Nuova Zelanda. In Italia, è diffusa in tutte le regioni, dal livello del mare fino alla zona montana.
DA GIUGNO A SETTEMBRE, CON PICCO A LUGLIO-AGOSTO DURANTE LA PIENA FIORITURA
FOGLIE, FRUTTI IMMATURI, SEMI
NAUSEABONDO SIMILE ALL'URINA DI GATTO
AMARO-CAUSTICO INTENSO, CON RETROGUSTO METALLICO E NOTE URENTI (ALCALOIDI PIPERIDINICI). FOGLIE FRESCHE: AROMA ERBACEO PUNGENTE. ESSICCATO: SAPORE PIÙ ACRE E PERSISTENTE. ALTAMENTE TOSSICO.
<FONT COLOR='#FF0000'>L'INGESTIONE ANCHE MINIMA CAUSA PARALISI NEUROMUSCOLARE. NON ASSAGGIARE.</FONT>
Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 8 Apiaceae, 1989
Panter Kip E, Keeler Richard F, Baker David C, Toxicoses in Livestock from the Hemlocks Conium and Cicuta Species, Journal of Animal Science, 1988
Lopez Teresa A, Cid Maria S, Bianchini Maria L, Biochemistry of Conium maculatum Alkaloids and Their Toxicological Significance, Toxicon, 1999
Vetter Joachim, Poison Hemlock Conium maculatum L, Food and Chemical Toxicology, 2004
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Blaschek Wolfgang, Ebel Sabine, Hilgenfeldt Ulf, Holzgrabe Ulrike, Reichling Jürgen, Schulz Volker, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2007
Mitich Larry W, Poison Hemlock Conium maculatum, Weed Technology, 1998
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: La tossicità della specie è ampiamente documentata da dati tossicologici umani e veterinari, casi clinici, studi farmacologici e osservazioni storiche. Gli alcaloidi piperidinici presenti nella pianta provocano blocco neuromuscolare progressivo con paralisi flaccida ascendente, insufficienza respiratoria e morte per arresto respiratorio nei casi gravi. Sono documentati numerosi avvelenamenti mortali nell'uomo e negli animali. La letalità della specie è accertata e direttamente attribuibile ai suoi costituenti caratteristici.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Conium maculatum possiede una lunga storia di utilizzo medico tradizionale ed esistono dati farmacologici diretti sulla specie, principalmente relativi agli alcaloidi piperidinici neuroattivi come coniina e gamma-coniceina. Sono disponibili studi in vitro, studi in vivo e osservazioni tossicologiche che documentano attività neuromuscolari e neurofarmacologiche. Tuttavia non esistono studi clinici controllati moderni che dimostrino efficacia terapeutica e sicurezza per indicazioni riconosciute. L'impiego fitoterapico è stato completamente abbandonato a causa dell'elevata tossicità e del rapporto beneficio-rischio inaccettabile. L'uso contemporaneo è sostanzialmente limitato all'omeopatia.
PROTOCOLLO URGENTE per SOSPETTO AVVELENAMENTO da Conium maculatum L. 1. PRIMI SOCCORSI IMMEDIATI
Contatto cutaneo:
Lavare con acqua e sapone (15 minuti).
Ingestione:
Sciacquare la bocca (NON ingoiare acqua).
NON provocare il vomito (rischio aspirazione polmonare).
Contatto oculare:
Risciacquo con soluzione fisiologica (20 minuti).
2. CHIAMATA D'EMERGENZA
Centro Antiveleni (CAV): 02-66101029 (Milano) o 118.
Informare:
Nome pianta (Conium maculatum).
Quantità ingerita (1 foglia/seme può essere letale).
Sintomi (paralisi muscolare progressiva).
3. SINTOMI PRINCIPALI
30 min-2 ore:
Bruciore orale, midriasi, tachicardia.
2-6 ore:
Paralisi ascendente (gambe diaframma morte per asfissia).
5. CAMPIONI DA PORTARE
Fotografie della pianta.
Residui vegetali/vomito.
Avvertenze:
Nessuna dose sicura: 0.1 mg/kg di coniina è letale.
Antidoti casalinghi sono INUTILI.
Fonti:
NIH ToxNet (2023) Conium maculatum poisoning.
EMA (2017) Alert on neurotoxic plants.
TEMPO CRITICO: La paralisi respiratoria può essere improvvisa!
Wang, Y.B. et al. (2014). Bioactive diterpenoids from the seeds of Euphorbia lathyris. Journal of Natural Products, 77(4), 956-963.
Analisi dei diterpenoidi bioattivi.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Lopez Teresa A, Cid Maria S, Bianchini Maria L, Biochemistry of Conium maculatum Alkaloids and Their Toxicological Significance, Toxicon, 1999
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 8 Apiaceae, 1989
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Blaschek Wolfgang, Ebel Sabine, Hilgenfeldt Ulf, Holzgrabe Ulrike, Reichling Jürgen, Schulz Volker, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2007
Mitich Larry W, Poison Hemlock Conium maculatum, Weed Technology, 1998
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA CONCENTRAZIONE DEGLI ALCALOIDI TOSSICI VARIA CONSIDEREVOLMENTE IN FUNZIONE DELLA PARTE DELLA PIANTA, DELLO STADIO VEGETATIVO E DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
LE PRINCIPALI SOSTANZE TOSSICHE, IN PARTICOLARE CONIINA E GAMMA-CONICEINA, ESERCITANO UN'AZIONE NEUROTOSSICA SUI RECETTORI NICOTINICI CON PROGRESSIVA PARALISI NEUROMUSCOLARE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FARMACOLOGICI, TOSSICOLOGICI E NEUROCHIMICI DIRETTI.
L'INTOSSICAZIONE PUÒ MANIFESTARSI CON NAUSEA, VOMITO, IPERSALIVAZIONE, TREMORI, DEBOLEZZA MUSCOLARE, ATASSIA E PARALISI FLACCIDA PROGRESSIVA. EVIDENZA DISPONIBILE: CASI CLINICI UMANI E VETERINARI DOCUMENTATI.
NEI CASI GRAVI PUÒ SVILUPPARSI INSUFFICIENZA RESPIRATORIA SECONDARIA A PARALISI DELLA MUSCOLATURA RESPIRATORIA. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE, AUTOPTICHE E TOSSICOLOGICHE.
L'ESSICCAZIONE DELLA PIANTA NON ELIMINA COMPLETAMENTE IL RISCHIO TOSSICOLOGICO. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI TOSSICOLOGICI E SEGNALAZIONI DI AVVELENAMENTO ASSOCIATI A MATERIALE VEGETALE ESSICCATO.
LA SOMIGLIANZA MORFOLOGICA CON ALCUNE APIACEAE COMMESTIBILI AUMENTA IL RISCHIO DI INGESTIONE ACCIDENTALE. EVIDENZA DISPONIBILE: NUMEROSI CASI DOCUMENTATI DI INTOSSICAZIONE DERIVANTI DA ERRORI DI IDENTIFICAZIONE BOTANICA.
NON ESISTONO STUDI CLINICI MODERNI CHE DIMOSTRINO EFFICACIA TERAPEUTICA E SICUREZZA DI PREPARAZIONI FITOTERAPICHE OTTENUTE DA CONIUM MACULATUM. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONE DELLA LETTERATURA FARMACOLOGICA E FITOTERAPICA CONTEMPORANEA.
L'IMPIEGO MEDICINALE STORICO DELLA SPECIE È STATO ABBANDONATO A CAUSA DEL RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO NETTAMENTE SFAVOREVOLE. EVIDENZA DISPONIBILE: LETTERATURA FARMACOGNOSTICA, TOSSICOLOGICA E STORICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONIUM MACULATUM È CONTROINDICATA IN QUALSIASI IMPIEGO FITOTERAPICO UMANO A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SISTEMICA E DELLA POSSIBILITÀ DI ESITI FATALI. EVIDENZA DISPONIBILE: CASI CLINICI DI AVVELENAMENTO UMANO, STUDI TOSSICOLOGICI E OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE DIRETTE SULLA SPECIE.
GRAVIDANZA. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE E STUDI VETERINARI CHE DOCUMENTANO EFFETTI EMBRIOTOSSICI E TERATOGENI ASSOCIATI AGLI ALCALOIDI CARATTERISTICI DELLA SPECIE.
ALLATTAMENTO. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA ASSOCIATA ALLA PRESENZA DI ALCALOIDI NEUROTOSSICI SISTEMICAMENTE ATTIVI DOCUMENTATI NELLA SPECIE.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A CONIUM MACULATUM O AI SUOI COSTITUENTI. EVIDENZA DISPONIBILE: PRINCIPIO GENERALE DI SICUREZZA FARMACOLOGICA APPLICABILE A SOSTANZE VEGETALI CONTENENTI COMPOSTI BIOLOGICAMENTE ATTIVI E IRRITANTI.
Preparazioni omeopatiche
Conium maculatum è ampiamente utilizzata in omeopatia sotto forma di tintura madre e successive diluizioni quali D3, D4, D6, D12, 4CH, 5CH, 7CH, 9CH, 15CH, 30CH, 200CH e diluizioni superiori. Le indicazioni derivano esclusivamente dalla pratica omeopatica. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino l'efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche ottenute da Conium maculatum.
In sintesi, Conium maculatum non dispone attualmente di estratti fitoterapici moderni con titolo terapeutico riconosciuto, indicazioni validate o posologie considerate sicure. L'elevata tossicità della specie ha determinato l'abbandono dell'impiego fitoterapico e la sua permanenza quasi esclusivamente nell'ambito omeopatico e storico.
Vetter Joachim, Poison Hemlock Conium maculatum L, Food and Chemical Toxicology, 2004
Panter Kip E, Keeler Richard F, Baker David C, Toxicoses in Livestock from the Hemlocks Conium and Cicuta Species, Journal of Animal Science, 1988
Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
Trease George Edward, Evans William Charles, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 8 Apiaceae, 1989
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Blaschek Wolfgang, Ebel Sabine, Hilgenfeldt Ulf, Holzgrabe Ulrike, Reichling Jürgen, Schulz Volker, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2007
Lopez Teresa A, Cid Maria S, Bianchini Maria L, Biochemistry of Conium maculatum Alkaloids and Their Toxicological Significance, Toxicon, 1999
Mitich Larry W, Poison Hemlock Conium maculatum, Weed Technology, 1998
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Conium maculatum L. non è possibile proporre tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche basate su dosaggi sicuri ed evidenze scientifiche validate.
La specie contiene alcaloidi piperidinici altamente neurotossici, in particolare coniina e gamma-coniceina, responsabili di paralisi neuromuscolare progressiva, insufficienza respiratoria e possibile esito fatale.
Non esistono monografie fitoterapiche moderne che raccomandino preparazioni acquose ottenute dalla pianta né sono disponibili studi clinici che abbiano definito dosaggi sicuri ed efficaci per uso terapeutico.
La concentrazione degli alcaloidi tossici varia notevolmente in funzione della parte della pianta, dello stadio di sviluppo e delle condizioni ambientali, rendendo ulteriormente imprevedibile la sicurezza di qualsiasi preparazione erboristica.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Conium maculatum è una delle piante velenose più celebri della storia dell'umanità ed è universalmente conosciuta come cicuta maggiore.
La specie è strettamente associata alla morte di Socrate, condannato ad assumere una preparazione a base di cicuta ad Atene nel 399 a.C. secondo le testimonianze di Platone e di altri autori antichi.
La descrizione della morte di Socrate rappresenta uno dei più antichi resoconti clinici compatibili con un avvelenamento da Conium maculatum, caratterizzato da paralisi progressiva ascendente fino all'arresto respiratorio.
Il nome latino maculatum deriva dalle tipiche macchie o striature rosso-porpora presenti sul fusto, considerate uno dei principali caratteri diagnostici della specie.
La pianta emana un odore caratteristico spesso descritto come sgradevole o simile a quello dell'urina di topo, particolarmente evidente quando le foglie vengono strofinate.
Nell'antica Grecia la cicuta era utilizzata come mezzo ufficiale di esecuzione capitale per alcuni condannati, diventando uno strumento giuridico oltre che una pianta medicinale.
Per secoli la specie fu impiegata nella medicina europea come sedativo, analgesico e antispastico, nonostante il rischio elevatissimo di intossicazione.
Durante il XIX secolo compariva ancora in numerose farmacopee ufficiali europee e americane prima di essere progressivamente eliminata dalla pratica terapeutica.
Conium maculatum appartiene alla famiglia delle Apiaceae e può essere facilmente confusa con specie commestibili come prezzemolo, pastinaca, cerfoglio o finocchio selvatico, circostanza responsabile di numerosi avvelenamenti accidentali.
La concentrazione degli alcaloidi tossici varia notevolmente tra foglie, semi, radici e giovani germogli, nonché in funzione della stagione e delle condizioni ambientali.
Il principale alcaloide della specie, la coniina, fu il primo alcaloide vegetale ad essere isolato in forma pura nella storia della chimica, nel 1827.
L'isolamento della coniina rappresentò una tappa fondamentale nello sviluppo della tossicologia moderna e della chimica degli alcaloidi.
La specie ha avuto un ruolo importante nello sviluppo delle neuroscienze poiché i suoi alcaloidi hanno contribuito alla comprensione dei meccanismi di trasmissione neuromuscolare.
Conium maculatum è oggi considerata soprattutto una specie di interesse tossicologico, storico e forense piuttosto che una pianta medicinale.
La cicuta compare frequentemente nella letteratura, nella filosofia, nella storia della medicina e nell'arte occidentale come simbolo di morte, giustizia, sacrificio e riflessione filosofica.
Nonostante la fama storica, la moderna farmacognosia considera la specie priva di utilità fitoterapica pratica a causa dell'elevata tossicità e dell'assenza di un rapporto beneficio-rischio accettabile.
<em>"L'avvelenamento si manifesta con convulsioni e contrazioni cui segue paralisi generale in progressione fino alla morte. La coscienza si mantiene inalterata fino alla fine.
Con il nome comune di cicuta vengono comunemente indicate anche altre due specie, ciascuna appartenenti a generi differenti:
La cicuta minore (Aethusa cynapium L.), annuale o bienne a seconda delle sottospecie, è detta anch'essa falso prezzemolo. La somiglianza della cicuta minore, abbastanza diffusa in Italia e nel Mediterraneo, con questa pianta aromatica ha portato a fenomeni di avvelenamento per la confusione tra le due. Il suo veleno è tuttavia molto meno potente di quello della cicuta maggiore.
La cicuta acquatica (Cicuta virosa L.) è una pianta perenne, che cresce in prossimità di acquitrini ed è la più velenosa delle tre. In Italia è divenuta rara anche grazie alla bonifica delle zone paludose in cui cresce.<br>
Cicuta è inoltre un genere che comprende oltre a Cicuta virosa, altre quattro specie:
Cicuta bulbifera L.
Cicuta curtissii J.M. Coult. & Rose
Cicuta douglasii (DC.) J.M.Coult. & Rose
Cicuta maculata L."