PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ISPIDI E RUVIDI, STRISCIANTI O RAMPICANTI, CHE POSSONO RAGGIUNGERE UNA LUNGHEZZA DI 1-2 METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, GRANDI, TRIANGOLARI-OVALI O CORDATE, CON MARGINE IRREGOLARMENTE DENTATO E UN LUNGO PICCIOLO ISPIDO. I FIORI SONO UNISESSUALI, CON QUELLI MASCHILI RIUNITI IN RACEMI ASCELLARI CON COROLLA GIALLO-VERDASTRA A CINQUE LOBI, E QUELLI FEMMINILI SOLITARI O A COPPIE SULLO STESSO NODO, CON UN OVARIO INFERIORE ISPIDO. IL FRUTTO È UN PEPONIDE OVOIDALE, VERDE, RICOPERTO DI SETOLE RIGIDE, LUNGO 3-5 CM, CHE A MATURAZIONE SI STACCA DAL PEDUNCOLO ED ESPELLE VIOLENTEMENTE I SEMI E UN LIQUIDO IRRITANTE ATTRAVERSO UN FORO BASALE. LA RADICE È CARNOSA E FITTONANTE.
Pianta tipica degli ambienti mediterranei e delle regioni limitrofe. Predilige terreni incolti, bordi stradali, discariche, vigne, oliveti e altri luoghi disturbati e soleggiati, spesso con suoli aridi e sassosi. Si adatta bene a climi caldi e secchi estivi e inverni miti. La sua distribuzione comprende l'Europa meridionale, il Nord Africa e l'Asia occidentale. In Italia, è comune nelle regioni costiere e interne aride. La sua caratteristica distintiva è il frutto che, a maturazione, espelle violentemente i semi e il succo, favorendo la sua dispersione in ambienti aperti e disturbati.
ESTATE-AUTUNNO (GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE), CON RACCOLTA OTTIMALE A LUGLIO-AGOSTO QUANDO I FRUTTI SONO MATURI MA ANCORA CHIUSI. MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (CUCURBITACINE) PRIMA DELLA DEISCENZA ESPLOSIVA DEI FRUTTI.
LATTICE CONTENUTO NEI FRUTTI IMMATURI (RACCOLTO PRIMA DELLA DEISCENZA ESPLOSIVA)
FRUTTO ESSICCATO: SGRADEVOLE, RANCIDO-AMMONIACALE INTENSO, CON NOTE PUNGENTI E FERMENTATE. SE FRESCO, EMANA UN AROMA ACRE E IRRITANTE (DOVUTO ALLE CUCURBITACINE). L'ESSICCAZIONE SVILUPPA TONI MUFFITI E METALLICI.
<FONT COLOR='#FF0000'>L'ODORE IRRITANTE SEGNALA LA TOSSICITÀ. EVITARE INALAZIONE</FONT>
AMARISSIMO-CAUSTICO, CON IMMEDIATA SENSAZIONE URENTE E RETROGUSTO METALLICO. IRRITANTE PER LE MUCOSE (CONTIENE CUCURBITACINE TOSSICHE). FRESCO: SAPORE PIÙ AGGRESSIVO E PEPATO.
<FONT COLOR='#FF0000'>L'INGESTIONE ANCHE MINIMA PROVOCA GRAVI USTIONI CHIMICHE. NON ASSAGGIARE</FONT>
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
F. Khan, A. Omoloso, Elaterium and Constituents of Ecballium elaterium A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2002
A. Yesilada, E. Sezik, Traditional Medicine in Turkey and the Pharmacological Properties of Ecballium elaterium, Journal of Ethnopharmacology, 1997
A. Attard, A. Scicluna-Spiteri, Ecballium elaterium Chemistry Pharmacology and Toxicology, Malta Medical Journal, 2001
A. Rustaiyan, Constituents of Ecballium elaterium, Phytochemistry, 1981
A. M. Lavie, The Chemistry and Biological Activity of Cucurbitacins from Ecballium elaterium, Phytochemistry, 1964
M. Miro, Cucurbitacins and Their Pharmacological Effects in Ecballium elaterium, Fitoterapia, 1995
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: Sono documentati casi clinici di edema della mucosa nasale, edema uvulare, necrosi tissutale, grave irritazione gastrointestinale, avvelenamento sistemico e tossicità potenzialmente letale dopo uso improprio o sovradosaggio. Le evidenze derivano da casi clinici umani, dati tossicologici sperimentali e studi farmacologici diretti sulla specie.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Sono disponibili dati etnobotanici, studi in vitro, studi in vivo animali e un numero limitato di osservazioni cliniche soprattutto nell'impiego tradizionale del succo fresco per rinosinusite e affezioni nasali. Tuttavia non esistono preparazioni fitoterapiche moderne ampiamente riconosciute con rapporto beneficio/rischio favorevole. La specie contiene cucurbitacine altamente irritanti e tossiche ed è associata a numerosi casi documentati di reazioni avverse gravi.
In caso di sospetto avvelenamento da Ecballium elaterium agire rapidamente seguendo queste indicazioni 1. Sintomi dell'avvelenamento
L’ingestione o il contatto con la pianta può causare:
Irritazione gastrointestinale: nausea, vomito, diarrea (a volte emorragica), dolori addominali.
Irritazione cutanea e mucose: eritema, vesciche, dolore se toccata o strofinata.
Sintomi sistemici (rari ma gravi): disidratazione, tachicardia, difficoltà respiratorie.
2. Cosa fare immediatamente
Se ingerito:
Non indurre il vomito (può peggiorare l’irritazione).
Sciacquare la bocca con acqua.
Bere piccole quantità di acqua o latte per diluire la sostanza tossica.
Se a contatto con pelle/occhi:
Lavare abbondantemente con acqua corrente per 15 minuti.
Rimuovere eventuali indumenti contaminati.
3. Contattare i soccorsi
Chiamare il Centro Antiveleni (in Italia: +39-06-4997-0000 per Roma, o verificare il numero locale).
Fornire informazioni sulla pianta, quantità ingerita/toccata e sintomi.
Recarsi al Pronto Soccorso se compaiono sintomi gravi (vomito persistente, segni neurologici).
4. Cosa NON fare
Non assumere carbone attivo senza consulto medico (potrebbe non essere efficace).
Evitare rimedi casalinghi (es. oli, alcol).
Non trascurare sintomi lievi: l’avvelenamento può peggiorare nel tempo.
5. Prevenzione
Evitare il contatto con la pianta, soprattutto bambini e animali.
Indossare guanti durante la manipolazione in giardinaggio.
L’Ecballium elaterium contiene cucurbitacine, sostanze fortemente irritanti. Anche se raramente letale, l’avvelenamento richiede sempre valutazione medica.
Queste indicazioni non sostituiscono il parere di un professionista sanitario.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
A. Yesilada, E. Sezik, Traditional Medicine in Turkey and the Pharmacological Properties of Ecballium elaterium, Journal of Ethnopharmacology, 1997
F. Khan, A. Omoloso, Elaterium and Constituents of Ecballium elaterium A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2002
A. Attard, A. Scicluna-Spiteri, Ecballium elaterium Chemistry Pharmacology and Toxicology, Malta Medical Journal, 2001
A. Rustaiyan, Constituents of Ecballium elaterium, Phytochemistry, 1981
M. Miro, Cucurbitacins and Their Pharmacological Effects in Ecballium elaterium, Fitoterapia, 1995
M. Uslu, H. Turan, The Effect of Ecballium elaterium on Experimental Inflammation Models, Journal of Ethnopharmacology, 2003
M. Tuzcu, Experimental Evaluation of the Anti-Inflammatory Activity of Ecballium elaterium Extracts, Phytotherapy Research, 2004
A. Eken, M. Ozbek, Severe Uvular Edema Caused by Ecballium elaterium, Journal of Emergency Medicine, 2008
M. Kloutsos, G. Balatsouras, Upper Airway Obstruction Caused by Ecballium elaterium, European Archives of Oto-Rhino-Laryngology, 2001
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
IL SUCCO FRESCO DELLA PIANTA POSSIEDE UNA MARCATA ATTIVITÀ IRRITANTE SULLE MUCOSE. EVIDENZA DERIVANTE DA CASI CLINICI UMANI, OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE E STUDI FARMACOLOGICI SUI COSTITUENTI DELLA SPECIE.
SONO STATI DESCRITTI EDEMA UVULARE, EDEMA DELLA MUCOSA NASALE, EDEMA DEL PALATO MOLLE E OSTRUZIONE DELLE VIE AEREE SUPERIORI DOPO APPLICAZIONE INTRANASALE. EVIDENZA DERIVANTE DA CASI CLINICI PUBBLICATI.
L'INGESTIONE PUÒ PROVOCARE GRAVE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE CON VOMITO, DIARREA PROFUSA, DOLORI ADDOMINALI E DISIDRATAZIONE. EVIDENZA DERIVANTE DA SEGNALAZIONI CLINICHE E DATI TOSSICOLOGICI SULLA SPECIE.
LE CUCURBITACINE PRESENTI NELLA PIANTA MOSTRANO ELEVATA CITOTOSSICITÀ SPERIMENTALE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI IN VITRO E DA STUDI TOSSICOLOGICI SU MODELLI ANIMALI.
LA FINESTRA TERAPEUTICA APPARE RISTRETTA E LA CONCENTRAZIONE DEI PRINCIPI ATTIVI PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE TRA LE PREPARAZIONI TRADIZIONALI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI.
I DATI CLINICI DISPONIBILI SONO LIMITATI PRINCIPALMENTE A CASI CLINICI, SERIE DI CASI E OSSERVAZIONI DERIVANTI DALL'USO TRADIZIONALE; MANCANO STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DEFINISCANO SICUREZZA ED EFFICACIA SECONDO GLI STANDARD MODERNI DELLA FITOTERAPIA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA ALTAMENTE TOSSICA! VIETATO L´USO COMUNE.
LA PIANTA È MOLTO TOSSICA. SIA L'INGESTIONE CHE IL CONTATTO POSSONO PROVOCARE EPISODI DI GASTROENTERITE VIOLENTA ACCOMPAGNATA DA NAUSEA, VOMITO E DIARREA. IL LIQUIDO "SPARATO" DAI FRUTTI MATURI È TOSSICO ED IRRITANTE PER GLI OCCHI.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A ECBALLIUM ELATERIUM. SONO DOCUMENTATI CASI CLINICI DI REAZIONI LOCALI SEVERE E FENOMENI DI IPERSENSIBILITÀ DOPO ESPOSIZIONE AL SUCCO DELLA PIANTA.
PREGRESSA STORIA DI ANGIOEDEMA O EDEMA DELLE VIE AEREE SUPERIORI ASSOCIATI ALL'IMPIEGO DI ECBALLIUM ELATERIUM. LA RICOMPARSA DI REAZIONI GRAVI È STATA OSSERVATA IN CASI CLINICI PUBBLICATI.
PATOLOGIE INFIAMMATORIE O ULCERATIVE DELLE MUCOSE NASALI. L'AZIONE FORTEMENTE IRRITANTE DEL SUCCO FRESCO È DOCUMENTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE DIRETTE SULLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Ecballium elaterium (L.) A.Rich. è una specie ad elevata tossicità contenente cucurbitacine ed elaterine, priva di preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio/rischio favorevole. Non risultano monografie ufficiali EMA, HMPC, ESCOP o Commissione E che ne raccomandino l'impiego fitoterapico. Non esistono integratori standardizzati o titolati approvati con un titolo terapeutico definito e una posologia sicura validata.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Ecballium elaterium secondo le farmacopee omeopatiche nazionali. Le diluizioni più comunemente riportate comprendono D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C12, C30 e superiori. Le indicazioni derivano esclusivamente dai principi dell'omeopatia e non da evidenze cliniche di efficacia specifica sulla specie.
World Health Organization, WHO Guidelines on Safety Monitoring of Herbal Medicines in Pharmacovigilance Systems, 2004
European Medicines Agency, Reflection Paper on the Risks Associated with Herbal Products Containing Toxic Constituents, 2016
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Lewis S. Nelson, Richard D. Shih, Michael J. Balick, Handbook of Poisonous and Injurious Plants, 2007
Khaled M. Al-Snafi, The Pharmacological Importance of Ecballium elaterium A Review, International Journal of Pharmacy Review and Research, 2018
Atef M. Alghamdi, Mohammed A. Khurram, Ecballium elaterium Traditional Uses, Phytochemistry, Pharmacology and Toxicology, Journal of Ethnopharmacology, 2017
Ahmet Uzkeser, Mustafa Karatay, Severe Uvular Edema Caused by Ecballium elaterium, Clinical Toxicology, 2009
Murat Eken, Hasan Ozbek, Acute Toxicity and Adverse Reactions Associated with Ecballium elaterium Use, Journal of Emergency Medicine, 2008
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Ecballium elaterium supportati da evidenze scientifiche di sicurezza tali da consentire la definizione di dosaggi sicuri per uso fitoterapico.
La specie contiene cucurbitacine altamente tossiche ed è associata a numerosi casi documentati di irritazione gastrointestinale grave, edema delle vie aeree superiori, tossicità sistemica e reazioni avverse severe. Per questo motivo non è presente nelle moderne monografie fitoterapiche ufficiali come droga utilizzabile per la preparazione di tisane, infusi o decotti.
World Health Organization, WHO Guidelines on Safety Monitoring of Herbal Medicines in Pharmacovigilance Systems, 2004
European Medicines Agency, Reflection Paper on the Risks Associated with Herbal Products Containing Toxic Constituents, 2016
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Lewis S. Nelson, Richard D. Shih, Michael J. Balick, Handbook of Poisonous and Injurious Plants, 2007
A. Attard, A. Scicluna-Spiteri, Ecballium elaterium Chemistry Pharmacology and Toxicology, Malta Medical Journal, 2001
F. Khan, A. Omoloso, Elaterium and Constituents of Ecballium elaterium A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2002
A. Eken, M. Ozbek, Severe Uvular Edema Caused by Ecballium elaterium, Journal of Emergency Medicine, 2008
M. Kloutsos, G. Balatsouras, Upper Airway Obstruction Caused by Ecballium elaterium, European Archives of Oto-Rhino-Laryngology, 2001
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Ecballium elaterium è una delle poche piante al mondo dotate di un meccanismo di disseminazione esplosiva estremamente sviluppato. Quando il frutto raggiunge la maturazione, la pressione interna aumenta fino a provocarne il distacco improvviso dal peduncolo con espulsione violenta del contenuto mucillaginoso e dei semi a diversi metri di distanza.
Il nome generico Ecballium deriva dal greco antico e significa letteralmente "scagliare fuori" o "espellere", in riferimento proprio alla caratteristica dispersione esplosiva dei semi.
L'epiteto specifico elaterium è legato all'antico medicamento noto come elaterio, una sostanza ottenuta dal succo del frutto che veniva utilizzata già nella medicina greca e romana come purgante estremamente potente.
La specie era conosciuta da medici dell'antichità quali Dioscoride e Galeno, che ne descrissero gli impieghi terapeutici e gli effetti drastici.
Nel Medioevo e nel Rinascimento l'elaterio era considerato uno dei purganti vegetali più energici disponibili, ma era già noto che il suo impiego potesse provocare effetti avversi molto gravi.
La pianta è spontanea in gran parte del bacino mediterraneo e cresce frequentemente in ambienti aridi, terreni disturbati, ruderi, margini stradali e aree costiere.
A maturazione il frutto può espellere i semi con accelerazioni molto elevate rispetto alle sue dimensioni, costituendo uno degli esempi più studiati di dispersione balistica nei vegetali.
Il succo fresco del frutto è stato utilizzato tradizionalmente per applicazioni nasali contro la sinusite, pratica che ha attirato l'interesse della ricerca moderna ma che ha anche portato alla descrizione di numerosi casi clinici di edema grave delle vie aeree superiori.
Dal punto di vista fitochimico la specie è nota soprattutto per il contenuto di cucurbitacine, composti altamente ossigenati che contribuiscono sia alle attività biologiche osservate sia alla marcata tossicità della pianta.
Nonostante la lunga storia medicinale, Ecballium elaterium è oggi considerata principalmente una specie di interesse etnobotanico, tossicologico e farmacognostico piuttosto che una droga fitoterapica utilizzabile nella pratica moderna.