ARBUSTO O PICCOLO ALBERO CHE RAGGIUNGE UN'ALTEZZA DI 2-5 METRI. PRESENTA NUMEROSI RAMI SOTTILI E SPESSO PENDULI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE O SUBOPPOSTE, SEMPLICI, ELLITTICHE O OBLUNGHE, LUNGHE 2-5 CM E LARGHE 1-3 CM, CON APICE ARROTONDATO O ACUTO E BASE CUNEATA. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE BIANCO-GIALLASTRO, MOLTO NUMEROSI E RIUNITI IN SPIGHE ASCELLARI DENSE E SOTTILI, LUNGHE FINO A 10 CM. IL FRUTTO È UNA SAMARA GLABRA, ELLITTICA O SUBORBICOLARE, CON 4 ALI SOTTILI E MEMBRANOSE, DI COLORE MARRONE CHIARO A MATURAZIONE, LUNGA CIRCA 1-1.5 CM.
STAGIONE SECCA (NOVEMBRE DICEMBRE FEBBRAIO MARZO), CON PICCOLI FIORI BIANCO-GIALLASTRI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Si trova nelle savane secche e nelle foreste aperte dell'Africa occidentale. Predilige climi tropicali con una marcata stagione secca e una stagione delle piogge, crescendo tipicamente in zone pianeggianti o leggermente collinari. Si adatta a diversi tipi di terreno ben drenati, anche poveri e sabbiosi, ma prospera meglio in suoli fertili. È una specie resistente al fuoco e spesso si trova in aree soggette a incendi periodici. La sua distribuzione comprende paesi come Senegal, Gambia, Mali, Burkina Faso e Nigeria.
Motivazione: Studi di tossicità acuta e sub‑cronica su estratti di C. micranthum mostrano assenza di mortalità e livelli di tossicità sistemica significativi fino a dosi elevate nei modelli animali, con alterazioni ematologiche e biochimiche minime e senza danni morfologici evidenti negli organi vitali, indicando un profilo di sicurezza favorevole per un uso appropriato. Tuttavia, l’uso terapeutico specifico negli esseri umani richiede ulteriori dati, ma l’evidenza disponibile suggerisce che la tossicità associata a un utilizzo corretto è bassa.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Combretum micranthum (kinkéliba) è una pianta tradizionalmente utilizzata in Africa occidentale come diuretico, digestivo, antinfiammatorio e per disturbi metabolici, e numerosi studi preclinici in vitro e in modelli animali supportano attività antiossidante, antidiabetica (riduzione glicemica), antinfiammatoria e altre proprietà biologiche coerenti con gli usi popolari. Tuttavia, mancano studi clinici umani controllati robusti che confermino in modo definitivo l’efficacia per condizioni specifiche, rendendo appropriata una classificazione di efficacia potenziale ben supportata da evidenze precliniche e dalla pratica tradizionale, ma non pienamente confermata in clinica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate
a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in: - Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco); - Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo).
b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell'intestino e possono essere suddivise in: - Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo); - Colecistocinetici, se aumentano l'escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d'uovo, Olio d'oliva).
c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell'epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino).
d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l'espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi). I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica). Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l'organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell'intestino. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo. Anche e soprattutto l'olio d'oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non 'smuovere' il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza.
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
L'infuso ottenuto dalle foglie di Duté è usato, sia in Senegal sia in Guinea, come tisana per la prima colazione.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
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