Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Gentianales
Famiglia Apocynaceae
Sottofamiglia Asclepiadoideae
Genere Ruehssia
Specie Ruehssia cundurango (Triana) Liede & H.A.Keller
Famiglia:
Corteccia Di Condurango, Kondurango, Bejuco De Condor, Bejuco De Sapo, Pianta Condor, Condorvine Comune, Condurango Blanco, Vite Aquila, Tucacsillu
LIANA LEGNOSA CON FUSTI SOTTILI E VOLUBILI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, CORDATE O OVATO-CORDATE, CON APICE ACUMINATO E BASE CUORIFORME, LUNGHE 5-15 CM E LARGHE 3-10 CM, GLABRE O LEGGERMENTE PUBESCENTI. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE GIALLO-VERDASTRO O BIANCO-VERDASTRO, RIUNITI IN INFIORESCENZE CIMOSE ASCELLARI. LA COROLLA È GAMOPETALA, A FORMA DI RUOTA, CON CINQUE LOBI. IL CALICE È FORMATO DA CINQUE SEPALI. GLI STAMI SONO CONNATI A FORMARE UNA COLONNA CHE CIRCONDA IL PISTILLO. I FRUTTI SONO FOLLICOLI AFFUSOLATI, LISCI, LUNGHI 10-20 CM, CHE CONTENGONO NUMEROSI SEMI APPIATTITI CON UN CIUFFO DI PELI SERICEI AD UN'ESTREMITÀ PER FAVORIRNE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA PIANTA CONTIENE LATTICE BIANCO.
ESTATE (DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO NELL'EMISFERO SUD), PICCOLI FIORI PORPORA-VERDASTRI
Originaria delle pendici andine del Sud America, in particolare di Perù ed Ecuador. Predilige le foreste umide di alta montagna, le giungle e le foreste pluviali situate tra i 2000 e i 3000 metri di altitudine. Questo ambiente è caratterizzato da elevata umidità, temperature miti e una consistente copertura nuvolosa. La pianta si sviluppa spesso avvolgendosi ad altri alberi nella fitta vegetazione di queste foreste nebulose andine.
Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 6 Apocynaceae Asclepiadaceae, 1989
Wagner Hildebert, Bladt Sabine, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
TOSSICITÀ: NON ANCORA BEN DEFINITA
Motivazione: i dati tossicologici specifici sulla specie sono scarsi e non sistematici; la presenza di glicosidi steroidei suggerisce una potenziale attività biologica rilevante ma mancano studi tossicologici completi su sicurezza, dose e effetti a lungo termine nell’uomo
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: le evidenze scientifiche dirette sulla specie Ruehssia cundurango sono limitate prevalentemente a dati storici ed etnobotanici e a studi farmacologici preliminari in vitro sui glicosidi pregnanici; non sono disponibili studi clinici controllati né modelli in vivo solidi e riproducibili che confermino efficacia terapeutica specifica
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche su Ruehssia cundurango che consentano di confermare proprietà fitoterapiche con evidenza clinica; pertanto non sono attualmente validate indicazioni terapeutiche basate su evidenze cliniche dirette per questa specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica e antibatterica con potenziale indicazione nelle infezioni, supportata da studi in vitro su estratti della corteccia che evidenziano attività verso ceppi batterici; evidenza limitata a modelli sperimentali e non confermata in vivo.
Attività amaro tonica digestiva con indicazione in dispepsia e inappetenza, coerente con la presenza di principi amari e con uso fitoterapico documentato; evidenza di tipo farmacologico e tradizionale, senza studi clinici controllati.
Attività stimolante delle secrezioni gastrointestinali con possibile indicazione in ipochloridria e disturbi digestivi funzionali; evidenza indiretta basata su proprietà dei costituenti e osservazioni etnofarmacologiche, con assenza di conferme sperimentali sistematiche.
Attività citotossica e antiproliferativa con potenziale interesse oncologico, osservata in studi in vitro su linee cellulari tumorali; evidenza preliminare non trasferibile a indicazioni terapeutiche cliniche.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come rimedio amaro tonico per dispepsia, perdita di appetito e debolezza digestiva nelle medicine tradizionali sudamericane.
Utilizzo tradizionale come coadiuvante in affezioni gastriche croniche e ulcere, senza validazione scientifica clinica.
Uso etnobotanico come rimedio empirico in condizioni tumorali e croniche debilitanti, privo di supporto da evidenze sperimentali cliniche.
Urdanibia I, et al., Chemical constituents and biological activity of cundurango bark, Journal of Ethnopharmacology, 1998
Ríos José Luis, Recio María Carmen, Medicinal plants and antimicrobial activity, Journal of Ethnopharmacology, 2005
Heinrich Michael, Barnes Joanne, Gibbons Simon, Williamson Elizabeth, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
de la Cruz Maria G, et al., Antiproliferative activity of plant extracts from South American medicinal species, Journal of Ethnopharmacology, 2010
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI SPECIFICI PER LA SPECIE RUEHSSIA CUNDURANGO.
PRESENZA DI GLICOSIDI STEROIDEI PREGNANICI CON POTENZIALE ATTIVITÀ BIOLOGICA SISTEMICA CHE SUGGERISCE CAUTELA NELL’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI; EVIDENZA BASATA SU STUDI FITOCHIMICI E FARMACOLOGICI IN VITRO.
POSSIBILE IRRITAZIONE DELLA MUCOSA GASTROINTESTINALE IN SEGUITO A SOMMINISTRAZIONE ORALE DI ESTRATTI CONCENTRATI DELLA CORTECCIA, COERENTE CON L’USO TRADIZIONALE AMARO-TONICO E CON OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE PRELIMINARI; EVIDENZA DI TIPO ETNOBOTANICO E FARMACOLOGICO.
ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DI VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE SISTEMATICHE SULL’UOMO CHE IMPONE PRUDENZA NELL’IMPIEGO FITOTERAPICO, IN PARTICOLARE IN CONDIZIONI FISIOLOGICHE O PATOLOGICHE NON STUDIATE; EVIDENZA BASATA SU ANALISI CRITICA DELLA LETTERATURA DISPONIBILE.
Estratto secco della corteccia standardizzato in composti amari totali
Non esiste una titolazione ufficiale universalmente riconosciuta per Ruehssia cundurango; nei preparati fitoterapici la standardizzazione è generalmente riferita ai glicosidi amari totali. In assenza di monografie regolatorie specifiche, il titolo indicativo per un effetto digestivo amaro tonico viene considerato nell’intervallo del 2–5 percento in composti amari totali, quando dichiarato dal produttore. La posologia usuale, derivata da pratica fitoterapica e dati farmacognostici, è compresa tra 200 e 500 mg di estratto secco al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni prima dei pasti.
Estratto fluido della corteccia
Preparazione idroalcolica con rapporto droga estratto tipicamente 1:1. Non esistono standard ufficiali di titolazione per questa specie. L’uso è orientato all’azione amaro tonica digestiva. La posologia tradizionale è di 20–40 gocce, due o tre volte al giorno prima dei pasti, equivalenti a circa 1–2 ml per dose, diluite in acqua.
Tintura madre della corteccia
Preparazione secondo farmacopee tradizionali con rapporto droga solvente generalmente 1:5 in etanolo a gradazione intermedia. Non è prevista titolazione standardizzata. L’impiego è coerente con l’uso come tonico digestivo. La posologia comunemente riportata è di 30–50 gocce, due o tre volte al giorno prima dei pasti.
Estratto molle o semifluido
Preparazione concentrata ottenuta per evaporazione parziale del solvente. Non sono disponibili titoli standardizzati né parametri ufficiali di riferimento. L’uso è analogo alle altre forme estrattive come amaro tonico. La posologia è variabile e generalmente equivalente a 0,5–1 g di estratto al giorno, suddiviso in più assunzioni.
Preparazioni omeopatiche
Disponibili sotto forma di tintura madre e successive diluizioni dinamizzate. Le diluizioni più utilizzate sono dalla 4CH alla 30CH, senza principio attivo quantificabile nelle alte diluizioni. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda disturbi digestivi e gastralgie. La posologia dipende dalla diluizione e dalla scuola omeopatica, generalmente 3–5 granuli una o più volte al giorno.
Heinrich Michael, Barnes Joanne, Gibbons Simon, Williamson Elizabeth, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Urdanibia I, et al., Chemical constituents and biological activity of cundurango bark, Journal of Ethnopharmacology, 1998
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Reflection paper on herbal medicinal products and traditional use, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di corteccia di Ruehssia cundurango
Preparazione tradizionale ottenuta facendo bollire 2–3 g di corteccia essiccata in 200 ml di acqua per 10–15 minuti, lasciando poi riposare e filtrando. La posologia compatibile con l’uso storico e con i dati disponibili è di circa 1 cucchiaio fino a 3 volte al giorno prima dei pasti. Questa preparazione è coerente con l’uso come amaro tonico e digestivo, documentato nella medicina tradizionale sudamericana per dispepsia, gastralgie e stimolazione dell’appetito.
Infuso o macerato a freddo di corteccia
Preparazione mediante infusione di circa 1,5–2 g di droga in 150–200 ml di acqua, con tempi prolungati oppure macerazione a freddo per diverse ore per preservare i composti amari. Assunzione prima dei pasti principali. Questa modalità è coerente con l’uso etnomedico come stomachico e stimolante delle secrezioni digestive, con indicazioni per inappetenza e disturbi digestivi funzionali.
Decotto combinato digestivo con Gentiana lutea e Citrus aurantium scorze
Formulazione erboristica con 1,5 g di corteccia di Ruehssia cundurango, 0,5–1 g di radice di genziana e 0,5 g di scorze di arancio amaro in 250 ml di acqua, bolliti per 10 minuti. Assunzione in piccole quantità prima dei pasti. La combinazione sfrutta la sinergia tra amari puri e aromatici per aumentare secrezioni gastriche e appetito, coerentemente con il razionale farmacognostico degli amari tonici.
Infuso digestivo con Matricaria chamomilla e Mentha piperita
Preparazione con 1–1,5 g di corteccia di Ruehssia cundurango, 1 g di camomilla e 0,5–1 g di menta in 200 ml di acqua calda. Assunzione dopo i pasti. L’associazione mira a combinare l’effetto amaro-tonico con attività spasmolitica e carminativa documentata per le altre specie, utile nei disturbi digestivi funzionali e meteorismo.
Decotto gastroprotettivo con Glycyrrhiza glabra
Preparazione con 1–2 g di corteccia di Ruehssia cundurango e 1 g di liquirizia in 200–250 ml di acqua, bolliti per 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. La formulazione integra l’azione amaro-tonica con un effetto demulcente e potenzialmente protettivo della mucosa gastrica, coerente con l’uso tradizionale della pianta in gastriti e ulcere.
Infuso combinato antiemetico con Zingiber officinale
Preparazione con 1–1,5 g di corteccia di Ruehssia cundurango e 0,5–1 g di zenzero in 200 ml di acqua calda. Assunzione prima o dopo i pasti in caso di nausea. L’uso è coerente con il razionale etnobotanico che attribuisce alla pianta attività antiemetica e digestiva, potenziata dall’effetto documentato dello zenzero sul controllo della nausea.
Infuso tonico amaro con Taraxacum officinale e Cynara scolymus
Preparazione con 1 g di corteccia di Ruehssia cundurango, 1 g di tarassaco e 1 g di carciofo in 250 ml di acqua calda. Assunzione prima dei pasti principali. La formulazione è coerente con un approccio fitoterapico integrato volto alla stimolazione delle secrezioni digestive e biliari, basato su sinergia tra amari tonici e coleretici.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Heinrich Michael, Barnes Joanne, Gibbons Simon, Williamson Elizabeth, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Patil Anita S, Bainiwal Chetna, Exploring Marsdenia Cundurango Its History Phytochemistry and Anti cancerous Potential, 2025
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione del “vino di condurango”
Materia prima: corteccia di Ruehssia cundurango finemente tritata (50 g di corteccia).
Base alcolica: 1 litro di vino bianco secco di buona qualità (o vino dolce leggero se si preferisce un gusto più morbido).
Macerazione: mettere la corteccia in un contenitore di vetro con il vino e lasciare macerare per 3–4 settimane in luogo fresco e al riparo dalla luce, agitando leggermente ogni pochi giorni.
Filtrazione: trascorso il periodo, filtrare bene il liquido e imbottigliare in vetro scuro.
Conservazione: conservare in luogo fresco; durata circa mesi se ben chiuso.
Uso tradizionale
Dosaggio: 4–5 cucchiai da tavola al giorno, da assumere prima dei pasti principali come stimolante della digestione, per favorire l’appetito e per il benessere gastrointestinale.
Forma simile può essere ottenuta facendo una tintura alcolica con corteccia in acqua e alcol al 50 %, dosata a 20 gocce 2–3 volte al giorno diluite in acqua.
Indicazioni d’uso
Questa preparazione è utilizzata in medicina popolare come digestivo amaro, stimolante dell’appetito, carminativo e tonico gastrico. In alcune tradizioni è assunto anche per nausea e sensazione di pesantezza gastrica.
Precauzioni
Evitare l’uso in gravidanza e allattamento e nei bambini piccoli.
Persone con ipersensibilità agli amari o allergie crociate devono prestare attenzione.
Trattandosi di preparazioni contenenti alcol, non sono adatte a chi deve evitarlo (ad es. disturbi epatici, terapia con alcool-sensibili, dipendenza da alcol).
Bibliografia
Patil Dean A. S., Bainiwal C., *Exploring Marsdenia Cundurango: Its History, Phytochemistry and Anti-cancerous Potential*, *Advancements in Homeopathic Research*, 2025
Sourav Sikdar, Mukherjee A., Boujedaini N., Khuda-Bukhsh A. R., *Ethanolic extract of Condurango induces DNA damage and apoptosis in lung cancer cells in vitro*, *Journal of Pharmacopuncture*, 2015
Sourav S. et al., *Ethanolic extract of Marsdenia condurango ameliorates benzo[a]pyrene-induced lung cancer in rats*, *Journal of Pharmacopuncture*, 2015
Henriette’s Herbal Homepage, *Condurango (Marsdenia cundurango) preparations including wine of Condurango*, testo erboristico classico
Rain-Tree Tropical Plant Database, *Condurango: Digestive aid and traditional uses*, aggiornato 2025
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Il nome “condurango” deriva da termini indigeni sudamericani, evocando la corteccia amara usata tradizionalmente come stimolante digestivo.
Nella letteratura erboristica europea del XIX secolo la pianta fu introdotta come “Vegetable Bitters” (Amari vegetali), analogamente a preparati simili europei.
Uso tradizionale e cultura popolare
Tonico amaro tradizionale — utilizzato soprattutto per stimolare l’appetito, favorire la digestione e alleviare disturbi gastrici lievi.
In Sud America veniva consumato sotto forma di decotto della corteccia come parte della routine digestiva quotidiana.
È stato impiegato anche come antiemetico naturale per nausea e vomito, in particolare nei viaggi o dopo pasti pesanti.
Interesse scientifico moderno
Estratti di condurango sono stati studiati in laboratorio per le proprietà citotossiche contro cellule tumorali in vitro e per potenziali effetti antiossidanti.
Questi studi sono preliminari, interessanti dal punto di vista molecolare ma non costituiscono prova di efficacia clinica nell’uomo.
Preparazioni tradizionali a base di alcol
Nel passato la corteccia veniva macerata in alcol o vino per ottenere tonici amari simili ad altri “bitters” medicinali, usati come stimolanti digestivi o aperitivi funzionali.
Uso simbolico e culturale
In alcune comunità, condurango è considerata pianta di forza e rigenerazione, associata a benefici generali sulla vitalità in medicina popolare.
Il suo uso è spesso citato nelle erboristerie tradizionali di medicina latino-americana, pur senza consensi ufficiali nelle farmacopee moderne.
Miti e pregiudizi
In passato è stata promossa in alcuni ambienti come “rimedio anti-tumorale naturale”, ma queste affermazioni non sono supportate da evidenze cliniche.
L’uso di estratti forti o preparazioni non controllate può portare ad effetti collaterali gastrointestinali a causa dell’amaro intenso.
Collegamenti con altre specie
La pianta è stata spesso confusa nei testi erboristici più antichi con altre Apocynaceae amare, generando sinonimie e nomi diversi (Marsdenia, Condurango officinale); oggi la classificazione più aggiornata è con il genere Ruehssia.