FELCE PERENNE CON UN RIZOMA ERETTO E MASSICCIO COPERTO DA SQUAME BRUNE. LE FRONDE SONO LUNGHE DA 30 A 150 CM, PENNATOSETTE, CON PINNULE PROFONDAMENTE LOBATE O PENNATIFIDE, DISPOSTE A ROSETTA. IL RACHIDE È SQUAMOSO, SOPRATTUTTO ALLA BASE. I SORI (GRUPPI DI SPORANGI) SONO ROTONDI, SITUATI SUL LATO INFERIORE DELLE PINNULE, DISPOSTI IN DUE FILE LUNGO LA VENA MEDIANA DI OGNI LOBO. L'INDUSIO (MEMBRANA PROTETTIVA DEL SORO) È RENIFORME E CADE A MATURAZIONE. LE SPORE SONO ELLITTICHE E MONOLETE.
ESSENDO UNA FELCE SI RIPRODUCE TRAMITE SPORE (NON FIORI VERI). LE SPORE MATURANO SULLA PAGINA INFERIORE DELLE FRONDE TRA AGOSTO E SETTEMBRE
Predilige habitat boschivi umidi e ombrosi, ma si adatta anche a zone rocciose, pendii ombreggiati, margini forestali e talvolta brughiere umide. Cresce su una varietà di tipi di suolo, purché ben drenati e ricchi di humus, spesso su substrati leggermente acidi o neutri. È una specie ampiamente distribuita nell'emisfero settentrionale, in Europa, Asia temperata e Nord America, e si trova tipicamente a basse e medie altitudini, anche se può spingersi fino a quote più elevate in ambienti montani freschi e umidi. La sua capacità di tollerare diverse condizioni di luce, pur preferendo l'ombra, contribuisce alla sua presenza in svariati ecosistemi forestali.
OTTOBRE, METÀ AUTUNNO, INVERNO (OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO)
RIZOMA DI PIANTE ADULTE (2-3 ANNI) CHE VA ESSICCATO RAPIDAMENTE
ERBACEO-TERROSO, CON NOTE AMARE E TANNICHE, SIMILE A RADICE DI LIQUIRIZIA MA PIÙ PUNGENTE. PRESENTA UN CARATTERISTICO SENTORE DI MUFFA UMIDA QUANDO IL RIZOMA È FRESCO
AMARISSIMO E ASTRINGENTE, CON NOTE RESINOSE E TANNICHE, SEGUITO DA UN PERSISTENTE RETROGUSTO METALLICO E LIEVEMENTE NAUSEA.
<FONT COLOR='#FF0000'>LA DROGA È TOSSICA (CONTIENE FILICINA) – L'INGESTIONE DIRETTA È PERICOLOSA</FONT>
Motivazione: Sono ampiamente documentati casi di tossicità umana associati all'uso terapeutico del rizoma di Dryopteris filix-mas, inclusi disturbi gastrointestinali gravi, neurotossicità, convulsioni, alterazioni visive fino alla cecità permanente, cardiotossicità e decessi. I derivati floroglucinolici responsabili dell'attività antielmintica possiedono una finestra terapeutica ristretta. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, casistiche tossicologiche, farmacologia sperimentale e consolidata documentazione storica dell'impiego medico della specie.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: L'unica attività terapeutica storicamente documentata e supportata da osservazioni cliniche, farmacologiche e fitoterapiche dirette sulla specie riguarda l'azione antielmintica del rizoma, in particolare contro cestodi intestinali. L'efficacia è limitata a specifici preparati ottenuti dal rizoma contenenti derivati floroglucinolici e non è estendibile ad altri usi terapeutici. L'impiego è stato progressivamente abbandonato a causa della tossicità e sostituito da farmaci più sicuri. Le evidenze disponibili sono storiche, farmacologiche e clinico-osservative, non supportate da moderni studi clinici controllati.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA Dryopteris filix-mas
PRIMI SOCCORSI IMMEDIATI
Rimuovere immediatamente i residui vegetali dalla bocca
Sciacquare abbondantemente con acqua
NON indurre il vomito (rischio di peggiorare l'assorbimento delle tossine)
Somministrare carbone attivo (1 g/kg di peso corporeo)
CHIAMATA D'EMERGENZA
Italia: Centro Antiveleni di Milano 02 66101029
Europa: Numero unico emergenze 112
Specificare:
Parte ingerita (rizoma/foglie)
Quantità e orario assunzione
Sintomi presenti
TRATTAMENTO OSPEDALIERO URGENTE
Terapia sintomatica:
Idratazione EV (contro disidratazione)
Anticonvulsivanti (diazepam EV se necessari)
Monitoraggio:
Enzimi epatici (ALT/AST)
Bilirubina e coagulazione (INR)
Antidoto: Nessuno specifico → terapia di supporto
ASSOLUTAMENTE DA EVITARE
Latte o alcol (aumentano l'assorbimento)
Lassativi oleosi (es. olio di ricino)
Rimedi casalinghi
PREVENZIONE
Evitare l'uso interno (obsoleto come vermifugo)
Maneggiare con guanti il rizoma fresco
Tenere lontano da bambini/animali
La tossicità è dose-dipendente. Anche piccole quantità possono causare danno epatico permanente.
Fonti:
EMA (2010). *Assessment Report on Dryopteris filix-mas*
American Association of Poison Control Centers (2023). *Toxic Plant Guidelines*
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Bisset Norman G., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L´AVVELENAMENTO DÀ NAUSEA, VOMITO, DELIRIO, TREMITI, CONVULSIONI, COMA, CECITÀ E ARRESTO CARDIO-RESPIRATORIO. LE FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO RIPORTATE A SOLO TITOLO INDICATIVO E NON APPLICABILI IN FITOTERAPIA ANCHE SE VIENE USATA ESTERNAMENTE PER DOLORI REUMATICI E SCIATALGIE. L'ESTRATTO ETEREO DI FELCE MASCHIO È ANCORA IL PIÙ USATO TENIFUGO.
IL MARGINE TRA DOSE TERAPEUTICA E DOSE TOSSICA È RISTRETTO. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE STORICHE, FARMACOLOGIA SPERIMENTALE E DOCUMENTAZIONE TOSSICOLOGICA SUI DERIVATI FLOROGLUCINOLICI DEL RIZOMA.
SONO DOCUMENTATI EFFETTI NEUROTOSSICI COMPRENDENTI CEFALEA, VERTIGINI, ALTERAZIONI DELLA COSCIENZA, CONVULSIONI E PARALISI. EVIDENZA DISPONIBILE: CASI CLINICI, SEGNALAZIONI TOSSICOLOGICHE E FARMACOLOGIA SPERIMENTALE.
SONO DOCUMENTATI DISTURBI VISIVI GRAVI FINO ALLA CECITÀ PERMANENTE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE E CASISTICHE TOSSICOLOGICHE STORICHE CORRELATE ALL'IMPIEGO TERAPEUTICO DELLA SPECIE.
SONO DOCUMENTATI EFFETTI CARDIOCIRCOLATORI TOSSICI IN CASO DI SOVRADOSAGGIO. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE E LETTERATURA TOSSICOLOGICA.
L'ASSORBIMENTO SISTEMICO E LA TOSSICITÀ POSSONO AUMENTARE IN PRESENZA DI SOSTANZE LIPIDICHE UTILIZZATE CONTEMPORANEAMENTE ALLA SOMMINISTRAZIONE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE E CLINICHE STORICHE RELATIVE ALL'IMPIEGO DELL'ESTRATTO DI FELCE MASCHIO.
L'USO FITOTERAPICO DELLA SPECIE È STATO SOSTANZIALMENTE ABBANDONATO NELLA PRATICA MODERNA A CAUSA DEL PROFILO RISCHIO-BENEFICIO SFAVOREVOLE RISPETTO AI MODERNI FARMACI ANTIELMINTICI. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI FARMACOGNOSTICHE, MONOGRAFIE FITOTERAPICHE E LETTERATURA CLINICA STORICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
LA FILICINA È EPATOTOSSICA E NEUROTOSSICA. VIETATO L'USO PROLUNGATO O IN DOSI NON CONTROLLATE. VIETATO L´USO COMUNE
CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA. LA CONTROINDICAZIONE È DOCUMENTATA DALLA CONSOLIDATA LETTERATURA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA RELATIVA AI PREPARATI DEL RIZOMA CONTENENTI DERIVATI FLOROGLUCINOLICI AD ELEVATA TOSSICITÀ SISTEMICA.
CONTROINDICATA DURANTE L'ALLATTAMENTO. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA TOSSICITÀ DOCUMENTATA DELLA SPECIE E DALL'ASSENZA DI CONDIZIONI DI SICUREZZA ACCETTABILI PER L'IMPIEGO.
CONTROINDICATA NEI BAMBINI. L'IMPIEGO NELLA POPOLAZIONE PEDIATRICA È STATO STORICAMENTE ASSOCIATO A UN AUMENTO DEL RISCHIO DI EVENTI TOSSICI GRAVI.
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON EPATOPATIE. LA CONTROINDICAZIONE È DOCUMENTATA NELLA LETTERATURA FARMACOLOGICA STORICA E NELLE MONOGRAFIE FITOTERAPICHE A CAUSA DELLA MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ AGLI EFFETTI TOSSICI SISTEMICI.
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON NEFROPATIE. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE FONTI FARMACOGNOSTICHE E TOSSICOLOGICHE PER IL RISCHIO DI ACCUMULO E TOSSICITÀ.
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI AFFETTI DA ULCERA GASTRICA O DUODENALE. TALE CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLA PRATICA TERAPEUTICA STORICA E NELLE FONTI FARMACOLOGICHE RELATIVE ALL'IMPIEGO DEL FARMACO VEGETALE.
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI DEBILITATI, CACHETTICI O AFFETTI DA GRAVI MALATTIE SISTEMICHE. TALE CONTROINDICAZIONE È DOCUMENTATA NELLE FONTI CLINICHE STORICHE SULL'IMPIEGO ANTIELMINTICO DEL RIZOMA.
CONTROINDICATA IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA SPECIE O AI SUOI PREPARATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di rizoma
Storicamente preparato dal rizoma essiccato e polverizzato standardizzato in derivati floroglucinolici totali (filicina grezza). Nella letteratura classica l'attività antielmintica è associata a preparazioni contenenti circa il 20–30% di complesso floroglucinolico totale. Posologia storica nell'adulto: 4–8 g di estratto in dose unica sotto supervisione medica seguiti da purgante. Preparazione oggi sostanzialmente abbandonata per tossicità elevata e assenza di impiego fitoterapico moderno.
Estratto etereo di rizoma
Preparazione farmaceutica storica ottenuta mediante estrazione lipofila del rizoma. Titolazione variabile in filicina e derivati correlati. Utilizzata esclusivamente come antielmintico contro cestodi intestinali. Posologia storica: 6–12 g in dose unica seguiti da purgante. Non più raccomandata a causa della tossicità sistemica documentata.
Oleoresina di felce maschio
Preparazione farmaceutica storica contenente la frazione resinosa ricca di derivati floroglucinolici. Utilizzata come antielmintico in ambito medico fino alla prima metà del XX secolo. Le posologie riportate nelle fonti storiche variavano generalmente tra 4 e 10 g in dose unica. Preparazione non utilizzata nella moderna fitoterapia.
Polvere di rizoma
Droga polverizzata impiegata storicamente come fonte dei principi attivi antielmintici. Posologia storica generalmente compresa tra 8 e 15 g in dose unica frazionata. Attualmente non raccomandata per motivi tossicologici.
Preparazioni omeopatiche
Disponibili preparazioni omeopatiche ottenute dal rizoma fresco o essiccato denominate Dryopteris filix-mas o Filix mas. Le diluizioni più frequentemente reperibili comprendono D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30. Non esistono titoli farmacognostici né dosaggi terapeutici validati secondo criteri clinici moderni. L'impiego è esclusivamente omeopatico e non supportato da evidenze cliniche di efficacia.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Bisset Norman G., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
Madaus Gerhard, Lehrbuch der Biologischen Heilmittel, 1938
Martindale William, The Extra Pharmacopoeia, 1967
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non sono disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Dryopteris filix-mas supportati da evidenze cliniche che ne consentano la raccomandazione fitoterapica con dosaggi sicuri e validati.
L'unico impiego terapeutico storicamente documentato della specie riguarda preparazioni farmaceutiche antielmintiche ottenute dal rizoma, non preparazioni acquose quali tisane, infusi o decotti.
La presenza di derivati floroglucinolici ad elevata tossicità, la documentazione di gravi eventi avversi inclusi neurotossicità, disturbi visivi permanenti e casi fatali, non consente di proporre preparazioni erboristiche sicure basate sulle attuali conoscenze scientifiche.
Non sono disponibili combinazioni fitoterapiche sinergiche validate scientificamente per Dryopteris filix-mas.
Non sono disponibili dosaggi sicuri universalmente accettati per infusi, decotti, tisane o miscele erboristiche contenenti Dryopteris filix-mas.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Bisset Norman G., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Martindale William, The Extra Pharmacopoeia, 1967
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Dryopteris filix-mas è stata per secoli uno dei più importanti farmaci antielmintici della medicina europea e figurava in numerose farmacopee ufficiali fino al XX secolo.
L'uso medicinale del rizoma era già noto nell'antichità classica. Autori come Dioscoride e Galeno descrissero preparazioni impiegate contro le infestazioni da vermi intestinali.
Nel Medioevo la specie acquisì notevole reputazione come rimedio contro la tenia e divenne una delle droghe vegetali più utilizzate per il trattamento delle parassitosi intestinali.
Il nome specifico filix-mas significa letteralmente "felce maschio" e deriva da un'antica distinzione popolare tra felci considerate "maschili" e "femminili", priva di reale significato botanico.
Il rizoma costituiva la parte medicinale ufficiale ed era raccolto preferibilmente alla fine dell'estate o all'inizio dell'autunno quando il contenuto di principi attivi era ritenuto maggiore.
Nel XVIII e XIX secolo numerosi governi europei acquistarono e divulgarono formule segrete a base di felce maschio utilizzate contro la tenia, contribuendo alla fama della pianta nella medicina popolare e accademica.
Uno dei preparati più celebri fu il cosiddetto "rimedio della vedova Nouffer", una formula svizzera mantenuta segreta per anni e successivamente acquisita dal governo francese per uso medico ufficiale.
L'efficacia antielmintica della specie era sufficientemente riconosciuta da giustificarne l'inclusione nelle principali farmacopee europee, nonostante la tossicità elevata e il rischio di gravi effetti avversi.
Con l'introduzione degli antielmintici sintetici nel XX secolo, l'impiego medico della felce maschio diminuì rapidamente fino a essere quasi completamente abbandonato.
La specie rappresenta uno dei casi classici nella storia della farmacognosia in cui una droga vegetale efficace è stata progressivamente sostituita da farmaci più sicuri a causa del ridotto indice terapeutico.
I casi di intossicazione da felce maschio hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della moderna valutazione tossicologica dei medicinali vegetali.
Dryopteris filix-mas è oggi considerata una specie di grande interesse storico per la farmacognosia, la fitoterapia e la storia della medicina, più che una pianta di reale impiego terapeutico contemporaneo.