EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Gentianales
Famiglia Rubiaceae
Sottofamiglia Rubioideae
Tribù Psychotrieae
Genere Carapichea
Specie Carapichea ipecacuanha
Specie precedentemente classificata nel genere Cephaelis, ancora presente come sinonimo nella letteratura farmacognostica.
Famiglia:
Ipecacuana anellata minore, Ipeca di Rio o del Brasile, Ipeca di Cartagena, Ipecacuanha, ipecac, Racine d´ipéca
ARBUSTO PICCOLO SEMPREVERDE ALTO FINO A 50 CM, CON FUSTI SOTTILI E RAMIFICATI. FOGLIE OPPOSTE, OVATO-LANCEOLATE O ELLITTICHE, ACUTE ALL'APICE, GLABRE, CON PICCIOLO BREVE E STIPOLE INTERPETIOLARI CADUCHE. FIORI PICCOLI, ERMAFRODITI, TETRAMERI, RACCOLTI IN CIME GLOBOSE ASCELLARI O TERMINALI. CALICE GAMOSEPALO CON QUATTRO DENTI BREVI; COROLLA TUBULARE O IMBUTIFORME CON QUATTRO LOBI PATENTI BIANCHI O LEGGERMENTE ROSATI. STAMI QUATTRO INSERITI NEL TUBO COROLLINO; OVARIO INFERO BICARPELLARE CON UN OVULO PER LOGGIA; STILO UNICO CON STIGMA BIFIDO. FRUTTO DRUPA GLOBOSA O OVOIDE DI COLORE ROSSO-VIOLACEO A MATURAZIONE, CONTENENTE DUE SEMI EMISFERICI. RADICI SOTTILI E TORTUOSE, DI COLORE BRUNO-ROSSASTRO, CHE COSTITUISCONO LA PARTE OFFICINALE.
IN ESTATE, PRINCIPALMENTE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO (NELL'EMISFERO MERIDIONALE, DOVE CRESCE SPONTANEA)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario delle foreste pluviali umide e ombrose dell'America centro-meridionale. Si trova spontaneo in Brasile, Colombia, Ecuador, Nicaragua e Panama, crescendo tipicamente nel sottobosco. Predilige terreni umidi, ben drenati e ricchi di humus, con un pH da leggermente acido a leggermente alcalino. La pianta necessita di ombra o semi-ombra e di elevata umidità per prosperare. La coltivazione al di fuori del suo habitat naturale si è rivelata difficile, con successo limitato in regioni come il sud-est asiatico. In Brasile, la raccolta avviene principalmente nelle province interne e vicino alle colonie tedesche.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Ghisalberti E.L., Alkaloids of Carapichea ipecacuanha and related species, 1998
Rätsch C., The Encyclopedia of Psychoactive Plants Ethnopharmacology and Its Applications Ipecacuanha section, 2005
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: esistono dati tossicologici consolidati sull’uomo che documentano effetti avversi rilevanti legati agli alcaloidi isoquinolinici, in particolare cardiotossicità e miopatia da emetina, oltre a effetti gastrointestinali intensi anche a dosi relativamente basse; la finestra terapeutica è ristretta e l’uso improprio o protratto è associato a rischio significativo, evidenza derivante da dati clinici e farmacologici diretti sulla specie
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: l’attività farmacologica è chiaramente documentata per specifici alcaloidi del rizoma, in particolare emetina e cefalina, con evidenze cliniche storiche e farmacologiche dirette come emetico e come espettorante a basse dosi; tuttavia l’efficacia è strettamente dose dipendente e legata a preparazioni standardizzate, mentre l’uso fitoterapico generale della droga non è supportato da studi clinici controllati moderni, rendendo necessario un inquadramento limitato alle specifiche forme terapeutiche
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Per la specie Carapichea ipecacuanha non sono disponibili evidenze cliniche moderne derivanti da studi controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che supportino indicazioni fitoterapiche attuali. I dati clinici storici riguardano l’uso della radice come fonte di alcaloidi purificati, in particolare emetina, impiegata nel trattamento della dissenteria amebica, ma tale impiego è oggi considerato farmacologico e non fitoterapico e associato a significativa tossicità. Non sono disponibili evidenze cliniche contemporanee che supportino l’uso della droga vegetale come tale.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività emetica documentata su base farmacologica, attribuita agli alcaloidi isoquinolinici emetina e cefelina, con meccanismo di azione sia centrale (stimolazione del centro del vomito) sia periferico (irritazione della mucosa gastrica); evidenza derivante da studi farmacologici classici e dati clinici storici.
Attività amebicida e antiprotozoaria attribuita all’emetina, documentata in vitro e in vivo animale e confermata da studi clinici storici sull’alcaloide isolato, con indicazione nella dissenteria amebica; tale attività non è considerata attualmente applicabile alla fitoterapia per il profilo tossicologico.
Attività espettorante a basse dosi, descritta nella letteratura farmacologica e in uso tradizionale documentato, attribuita a riflesso vagale gastrico con aumento delle secrezioni bronchiali; evidenza di tipo farmacologico e osservazionale, con assenza di studi clinici moderni controllati.
Effetti citotossici e antiproliferativi degli alcaloidi (emetina) documentati in vitro su linee cellulari tumorali; evidenza limitata a studi sperimentali senza trasferibilità clinica diretta.
Effetti cardiotossici e miotossici documentati in vivo animale e nell’uomo (dati clinici storici e tossicologici), rilevanti per il profilo di sicurezza piuttosto che come indicazione terapeutica.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come emetico drastico per l’induzione del vomito in caso di ingestione di sostanze tossiche, pratica oggi abbandonata per rischi elevati.
Uso nella dissenteria e nelle infezioni intestinali, storicamente diffuso prima dell’introduzione di farmaci antiprotozoari più sicuri.
Impiego come espettorante nelle affezioni bronchiali a basse dosi.
Uso in ambito domestico e medico tradizionale come purgante e “depurativo”, senza validazione scientifica moderna.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Medicines Agency, Assessment report on Cephaelis ipecacuanha radix, 2013
Newall C.A., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines A Guide for Health-Care Professionals, 1996
Wright C.W., Phillipson J.D., Natural products and the development of selective antiprotozoal drugs, 1990
Panizzon G.P., Toxicology and pharmacology of emetine, 1988
Budavari S., The Merck Index An Encyclopedia of Chemicals Drugs and Biologicals, 2006
Sweetman S.C., Martindale The Complete Drug Reference, 2011
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Reflection paper on herbal medicinal products containing alkaloids, 2010
CONTROINDICATA IN PRESENZA DI PATOLOGIE CARDIACHE NOTE INCLUSE CARDIOMIOPATIE E DISTURBI DEL RITMO PER EVIDENZE CLINICHE DOCUMENTATE DI CARDIOTOSSICITÀ ASSOCIATA AGLI ALCALOIDI EMETINA E CEFALINA CON ALTERAZIONI DELLA CONDUZIONE E DANNO MIOCARDICO. CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA PER DOCUMENTATA AZIONE UTEROSTIMOLANTE E RISCHIO ABORTIVO EVIDENZIATO DA DATI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE. CONTROINDICATA DURANTE L’ALLATTAMENTO PER IL PASSAGGIO DEGLI ALCALOIDI NEL LATTE E RISCHIO DI TOSSICITÀ NEL LATTANTE DOCUMENTATO DA DATI FARMACOCINETICI E OSSERVAZIONALI. CONTROINDICATA NEI PAZIENTI CON PATOLOGIE GASTROINTESTINALI EROSIVE O ULCERATIVE PER EVIDENZE CLINICHE DI MARCATA IRRITAZIONE DELLA MUCOSA E INDUZIONE DEL VOMITO. CONTROINDICATA NEI BAMBINI PICCOLI PER RISCHIO DOCUMENTATO DI TOSSICITÀ SISTEMICA ANCHE A DOSI RELATIVAMENTE BASSE IN BASE A DATI CLINICI E SEGNALAZIONI DI FARMACOVIGILANZA.
USO LIMITATO NEL TEMPO E SOTTO CONTROLLO MEDICO PER RISCHIO CUMULATIVO DI CARDIOMIOPATIA E MIOPATIA DA EMETINA DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI. NECESSITÀ DI RIGOROSA STANDARDIZZAZIONE DELLA DOSE PER LA STRETTA FINESTRA TERAPEUTICA EVIDENZIATA DA DATI FARMACOLOGICI E CLINICI SULL’ATTIVITÀ DOSE DIPENDENTE DEGLI ALCALOIDI. POSSIBILE INSORGENZA DI EFFETTI GASTROINTESTINALI SEVERI QUALI NAUSEA PERSISTENTE E VOMITO ANCHE A DOSI TERAPEUTICHE SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE DIRETTE. POTENZIALE ACCUMULO TISSUTALE DEGLI ALCALOIDI CON EMIVITA PROLUNGATA E TOSSICITÀ RITARDATA DOCUMENTATO DA STUDI FARMACOCINETICI. RISCHIO DI INTERAZIONI CON FARMACI CARDIOTOSSICI O CHE INFLUENZANO LA CONDUZIONE CARDIACA BASATO SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI CLINICI INDIRETTI SULLA CARDIOTOSSICITÀ DEGLI ALCALOIDI. EVIDENZE CLINICHE MODERNE CONTROLLATE LIMITATE CON AMPIA PARTE DEI DATI DERIVANTI DA LETTERATURA STORICA E OSSERVAZIONALE, CON CONSEGUENTE INCERTEZZA NELLA DEFINIZIONE DEL PROFILO RISCHIO BENEFICIO SECONDO STANDARD ATTUALI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Le preparazioni fitoterapiche di Carapichea ipecacuanha utilizzano la radice essiccata come droga, caratterizzata da un contenuto definito in alcaloidi isoquinolinici, in particolare emetina e cefalina, e sono storicamente impiegate sotto stretto controllo medico per il ristretto indice terapeutico.
Lo sciroppo di ipecacuana rappresenta la forma farmaceutica più nota, standardizzato nel contenuto in alcaloidi totali; il dosaggio storico per l’induzione dell’emesi negli adulti era di circa 15–30 millilitri in singola somministrazione, mentre nei bambini dosaggi inferiori proporzionati all’età, con uso oggi sostanzialmente abbandonato per motivi di sicurezza.
Gli estratti fluidi e le tinture idroalcoliche sono ottenuti con rapporti droga solvente generalmente compresi tra 1 a 5 e 1 a 10; a basse dosi venivano impiegati come espettoranti con quantità dell’ordine di poche gocce fino a circa 0,5 millilitri per somministrazione, più volte al giorno, mentre dosaggi superiori inducevano l’effetto emetico.
Gli estratti secchi standardizzati in alcaloidi totali sono disponibili in forma limitata e non destinati all’automedicazione; i dosaggi terapeutici risultano strettamente dipendenti dalla titolazione in emetina e cefalina e richiedono supervisione medica per il rischio di tossicità sistemica.
In ambito omeopatico Carapichea ipecacuanha è ampiamente utilizzata sotto forma di tintura madre e successive diluizioni, con impiego tradizionale per disturbi respiratori e gastrointestinali; la posologia varia in funzione della diluizione e della pratica omeopatica, in assenza di evidenze cliniche validate.
European Medicines Agency, Assessment report on Cephaelis ipecacuanha, 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
American Herbal Pharmacopoeia, Ipecac Root Monograph, 2013
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Trease G.E., Evans W.C., Pharmacognosy, 2009
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le tisane a base di Carapichea ipecacuanha non sono considerate appropriate in fitoterapia moderna per uso orale, in quanto gli alcaloidi emetina e cefalina non sono adeguatamente controllabili in preparazioni acquose e presentano un margine terapeutico ristretto con rischio significativo di tossicità; non esistono protocolli sicuri validati per l’impiego in infuso o decotto.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene alcaloidi emetici e cardioattivi che rientrano tra le sostanze stimolanti o vietate in certe circostanze.
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Carapichea ipecacuanha è una pianta originaria delle foreste tropicali del Brasile e di altre regioni del Sud America ed è stata utilizzata per secoli dalle popolazioni indigene come potente emetico e rimedio contro dissenteria e avvelenamenti.
Il nome ipecacuanha deriva dalla lingua tupi e significa “pianta che fa vomitare”, riflettendo direttamente il suo effetto farmacologico principale legato alla presenza di alcaloidi isoquinolinici.
Nel XVII secolo la droga fu introdotta in Europa dove acquisì grande importanza nella medicina ufficiale, diventando uno dei principali trattamenti per la dissenteria amebica prima dell’avvento degli antibiotici e dei farmaci antiparassitari moderni.
Nel XIX e XX secolo lo sciroppo di ipecacuana fu largamente utilizzato come emetico domestico in caso di ingestione accidentale di sostanze tossiche, pratica successivamente abbandonata per l’elevato rischio di effetti avversi e per la scarsa efficacia clinica rispetto ad altri interventi.
L’emetina isolata dalla pianta è stata uno dei primi alcaloidi studiati approfonditamente in farmacologia, contribuendo allo sviluppo della chemioterapia antiparassitaria e alla comprensione dei meccanismi d’azione su protozoi patogeni.
Una curiosità riguarda l’uso storico della droga anche in piccole dosi come espettorante nelle preparazioni per la tosse, sfruttando il riflesso gastropolmonare, pratica oggi quasi completamente abbandonata per motivi di sicurezza.
La raccolta intensiva della radice ha portato a problemi di sostenibilità in alcune aree di origine, favorendo programmi di coltivazione controllata per preservare la specie e garantire una qualità standardizzata della droga.