Discoplis Serrata Raf., Mercurialis Ambigua L.f., Mercurialis Annua F. Ambigua (L.f.) Knoche, Mercurialis Annua F. Ciliata (C.Presl) Pax & K.Hoffm., Mercurialis Annua F. Cordata Wirtg., Mercurialis Annua F. Cuneatolanceolata Wirtg., Mercurialis Annua F. Lanceolata Wirtg., Mercurialis Annua F. Ovata Wirtg., Mercurialis Annua F. Verticillata Bolzon, Mercurialis Annua Subsp. Ambigua (L.f.) Müll.Arg., Mercurialis Annua Subsp. Annua, Mercurialis Annua Var. Angustifolia Gaudin, Mercurialis Annua Var. Camberiensis Chabert, Mercurialis Annua Var. Capillacea Guépin, Mercurialis Annua Var. Dioica Moris, Mercurialis Annua Var. Genuina Müll.Arg., Mercurialis Annua Var. Intermixta Merino, Mercurialis Annua Var. Laciniata Müll.Arg., Mercurialis Annua Var. Monoica Moris, Mercurialis Annua Var. Sancti-marini Pamp., Mercurialis Annua Var. Transsylvanica Schur, Mercurialis Annua Var. Typica Fiori, Mercurialis Annua Var. Urticiformis Sennen & Pau, Mercurialis Annua Var. Variegata Löhr, Mercurialis Ciliata C.Presl, Mercurialis Ladanum Hartm., Mercurialis Monoica (Moris) B.M.Durand, Mercurialis Pinnatifida Sennen, Mercurialis Tarraconensis Sennen, Synema Annuum (L.) Dulac
PIANTA ERBACEA ANNUALE, DIOICA, ALTA 10-40 CM. PRESENTA FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, GLABRI E DI COLORE VERDE CHIARO. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SEMPLICI, LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, CON MARGINE CRENATO O SEGHETTATO E PICCIOLO CORTO. I FIORI MASCHILI SONO RIUNITI IN SPIGHE ASCELLARI PENDULE, CON NUMEROSI STAMI. I FIORI FEMMINILI SONO SOLITARI O IN PICCOLI GRUPPI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE, CON OVARIO SUPERO A DUE CARPELLI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA GLOBOSA, BILOCULARE, CONTENENTE DUE SEMI NERI E LISCI.
APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE, COPRENDO PRIMAVERA, ESTATE E AUTUNNO
Originaria della regione mediterranea, ma ampiamente diffusa e naturalizzata in molte parti del mondo, incluse Europa, Asia, Nord Africa e Nord America. È una specie nitrofila che predilige terreni ricchi di nutrienti, spesso associati ad attività umane, come orti, campi coltivati, giardini, discariche, bordi stradali, crepe di marciapiedi e in generale aree disturbate. Cresce bene in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate e si adatta a diversi tipi di suolo, purché ben drenati. È comune sia in pianura che in zone collinari, e la sua presenza è spesso indicativa di suoli fertili e ricchi di azoto. Essendo una pianta annuale, completa il suo ciclo vitale in una stagione, producendo numerosi semi che ne favoriscono la rapida diffusione in ambienti idonei.
LA PIANTA È GENERALMENTE RACCOLTA IN PRIMAVERA-ESTATE, MA IL SUO UTILIZZO È LIMITATO PER TOSSICITÀ
ERBA INTERA FRESCA O ESSICCATA
SGRADEVOLE, SIMILE ALL'ODORE DI PESCE O SPERMA, DI ERBA BAGNATA O DI AMMONIACA (SOPRATTUTTO NELLA DROGA FRESCA O MAL CONSERVATA, DOVUTO ALLA METILAMMINA)
SALMASTRO O ERBACEO, SEGUITO DA UN RETROGUSTO AMAROGNOLO E LEGGERMENTE ACRE CHE PUÒ LASCIARE UNA SENSAZIONE IRRITANTE
Friedrich Ehrendorfer, Mercurialis, Flora Europaea, 1968
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Mohammed Rahmatullah, An Ethnomedicinal Survey of Medicinal Plants Used by Folk Medicinal Practitioners, 2010
F. A. Tomas-Barberan, Flavonoids and Related Compounds in Medicinal Plants, 1988
Pierre Quezel, Mediterranean Flora and Ethnobotany of Mercurialis Species, 1998
K. R. Markham, Techniques of Flavonoid Identification, 1982
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: Sono documentati casi di tossicità nell'uomo e negli animali associati all'ingestione della pianta, con comparsa di disturbi gastrointestinali, neurologici ed ematologici, inclusa emolisi in casi gravi. La tossicità è attribuita a costituenti specifici della specie, tra cui alcaloidi e pigmenti tossici come l'ermidina. Le evidenze derivano da osservazioni tossicologiche, casi clinici, studi veterinari e dati farmacologici diretti sulla specie. L'uso corretto fitoterapico non dispone di preparazioni moderne standardizzate in grado di definire un margine terapeutico favorevole.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Mercurialis annua L. possiede una lunga storia di impiego etnomedicinale come purgante, diuretico ed emmenagogo, ma non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche o preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute che ne dimostrino un rapporto beneficio-rischio favorevole. Le evidenze disponibili sono prevalentemente etnobotaniche, farmacognostiche, fitochimiche e limitatamente sperimentali.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino proprietà terapeutiche o indicazioni cliniche di Mercurialis annua L. nell'uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Alcuni studi fitochimici e saggi in vitro su estratti della parte aerea hanno evidenziato capacità di neutralizzazione di radicali liberi attribuita principalmente alla frazione fenolica e flavonoidica. Le evidenze sono limitate a studi sperimentali in vitro.
Attività antimicrobica. Estratti della pianta hanno mostrato attività in vitro contro alcuni microrganismi batterici e fungini. I risultati derivano da test microbiologici sperimentali e non sono supportati da dati clinici.
Attività citotossica. Alcuni estratti hanno evidenziato attività citotossica in modelli cellulari sperimentali. Le osservazioni riguardano esclusivamente studi in vitro e non consentono inferenze terapeutiche.
Attività purgante. L'uso tradizionale come purgante è riportato in numerose fonti etnobotaniche ed è compatibile con gli effetti farmacologici irritativi osservati per la specie. Le evidenze derivano da fitoterapia documentata e osservazioni tradizionali; mancano conferme cliniche moderne.
Attività diuretica. L'impiego tradizionale come diuretico è documentato nella medicina popolare mediterranea. Le evidenze disponibili derivano principalmente da fonti etnobotaniche e farmacognostiche; i dati sperimentali moderni sono limitati.
Attività emmenagoga. L'utilizzo tradizionale per favorire il flusso mestruale è riportato nella letteratura etnobotanica. Le evidenze sono di natura storica e farmacologica indiretta, senza conferma clinica.
I dati sperimentali disponibili sono limitati, eterogenei e generalmente insufficienti per definire indicazioni terapeutiche validate o per stabilire un rapporto beneficio-rischio favorevole.
Uso storico e nella tradizione
Purgante.
Diuretico.
Emmenagogo.
Trattamento tradizionale della stitichezza.
Trattamento tradizionale della ritenzione urinaria.
Impiego popolare nei reumatismi.
Impiego popolare nelle dermatosi mediante applicazioni esterne.
Utilizzo tradizionale come depurativo.
Utilizzo tradizionale nelle affezioni ginecologiche popolari.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Mohammed Rahmatullah, An Ethnomedicinal Survey of Medicinal Plants Used by Folk Medicinal Practitioners, 2010
Friedrich Ehrendorfer, Mercurialis, Flora Europaea, 1968
Pierre Quezel, Mediterranean Flora and Ethnobotany of Mercurialis Species, 1998
F. A. Tomas-Barberan, Flavonoids and Related Compounds in Medicinal Plants, 1988
K. R. Markham, Techniques of Flavonoid Identification, 1982
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DELLA SPECIE COMPRENDE ALCALOIDI, AMMINE BIOGENE E PIGMENTI ASSOCIATI A EFFETTI TOSSICI SISTEMICI. EVIDENZA FITOCHIMICA E TOSSICOLOGICA.
L'INGESTIONE DELLA PIANTA PUÒ DETERMINARE DISTURBI GASTROINTESTINALI, DEBOLEZZA, ALTERAZIONI NEUROLOGICHE E FENOMENI EMOLITICI, CON GRAVITÀ VARIABILE IN FUNZIONE DELLA DOSE ASSUNTA. EVIDENZA TOSSICOLOGICA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI CLINICHE E VETERINARIE.
SONO STATI DESCRITTI EPISODI DI TOSSICITÀ IN ANIMALI DOMESTICI E DA ALLEVAMENTO IN SEGUITO AL CONSUMO DELLA PIANTA FRESCA. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E VETERINARIA.
LA CONCENTRAZIONE DEI COSTITUENTI BIOLOGICAMENTE ATTIVI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLO STADIO VEGETATIVO, DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI E DELLA PARTE VEGETALE UTILIZZATA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DEFINISCANO SICUREZZA, EFFICACIA, DOSAGGI TERAPEUTICI O MODALITÀ DI IMPIEGO FITOTERAPICO VALIDATE PER MERCURIALIS ANNUA L. EVIDENZA CLINICA ASSENTE.
LE INFORMAZIONI DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA FONTI ETNOBOTANICHE, FARMACOGNOSTICHE E TOSSICOLOGICHE; RISULTANO LIMITATI I DATI SPERIMENTALI MODERNI SPECIFICAMENTE ORIENTATI ALL'IMPIEGO TERAPEUTICO UMANO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA TOSSICA! VIETATO L´USO COMUNE. USARE SOLAMENTE SOTTO CONTROLLO MEDICO
L'USO INTERNO DI MERCURIALIS ANNUA L. È CONTROINDICATO IN RAGIONE DELLA TOSSICITÀ DOCUMENTATA DELLA SPECIE E DELLA PRESENZA DI COSTITUENTI ASSOCIATI A FENOMENI TOSSICI GASTROINTESTINALI, NEUROLOGICI ED EMATOLOGICI OSSERVATI NELL'UOMO E NEGLI ANIMALI. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE, CASI CLINICI E DATI FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
Non risultano disponibili estratti fitoterapici standardizzati o titolati di Mercurialis annua L. (MERCORELLA) riconosciuti da monografie EMA, ESCOP, WHO o Commission E con indicazioni terapeutiche approvate, titolo farmacognostico validato e posologia clinicamente definita.
Preparazioni omeopatiche
Mercurialis annua TM (tintura madre omeopatica)
Preparazione ottenuta dalla pianta fresca secondo le farmacopee omeopatiche. Non esistono evidenze cliniche controllate che ne dimostrino l'efficacia terapeutica specifica.
Mercurialis annua D1-D6
Preparazioni omeopatiche a basse diluizioni presenti in alcune farmacopee omeopatiche europee. Non sono disponibili titoli fitoterapici validati né posologie terapeutiche supportate da studi clinici.
Mercurialis annua 5CH-30CH e diluizioni superiori
Preparazioni omeopatiche utilizzate esclusivamente nell'ambito della pratica omeopatica. Non esistono evidenze cliniche controllate che consentano di attribuire un'efficacia terapeutica specifica alla specie.
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Friedrich Ehrendorfer, Mercurialis, Flora Europaea, 1968
Pierre Quezel, Mediterranean Flora and Ethnobotany of Mercurialis Species, 1998
Mohammed Rahmatullah, An Ethnomedicinal Survey of Medicinal Plants Used by Folk Medicinal Practitioners, 2010
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph Assessment Activities, aggiornamenti continui
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999-2009
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Mercurialis annua L. supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia.
La tossicità documentata della specie, associata alla presenza di costituenti responsabili di effetti avversi gastrointestinali, neurologici ed ematologici, non consente di definire dosaggi sicuri per preparazioni acquose destinate all'automedicazione o alla pratica fitoterapica.
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Friedrich Ehrendorfer, Mercurialis, Flora Europaea, 1968
Pierre Quezel, Mediterranean Flora and Ethnobotany of Mercurialis Species, 1998
Mohammed Rahmatullah, An Ethnomedicinal Survey of Medicinal Plants Used by Folk Medicinal Practitioners, 2010
European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph Assessment Activities
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999-2009
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
La mercorella è una delle più comuni malerbe, ed è famosa nella storia della scienza per la misteriosa colorazione blu che si sviluppa quando qualsiasi parte della pianta è immersa in acqua. La colorazione è molto intensa ma transiente, perché vira poi al giallo. Charles Darwin fu fra i tanti che nell'ottocento, sull'onda dell'interesse per i coloranti, studiò il fenomeno, a dire il vero senza arrivare a molto. Il colore che la mercorella fa assumere all'acqua è blu intenso come quello dell'indaco, ma, diversamente da questo colorante, non si fissa bene sul cotone e, in generale, sulle fibre tessili, e la colorazione non è stabile a lungo. Se essicata lentamente e all'ombra, addirittura l'intera pianta assume una strana colorazione bluastra. A fine ottocento, lo sviluppo della sintesi industriale dell'indaco fece crollare il costo di questo colorante, ancora oggi usato per tingere i jeans, rendendo obsoleta la ricerca su coloranti blu alternativi. In questo modo, la ricerca sul principio colorante della mercorella fu relegato nel campo delle curiosità scientifiche e perse qualsiasi interesse pratico. Oggi sappiamo che tutte le parti della pianta contengono un alcaloide, battezzato hermidina, che si ossida facilmente all'aria dando origine alla colorazione blu che colpiva molto i ricercatori dell'ottocento. La curiosità dei ricercatori è oggi focalizzata sul modo insolito in cui la pianta si riproduce, lanciando i fiori maschili a circa 20 cm dalla pianta appena maturano. I fiori disperdono poi il loro polline al vento, che è l'agente dell'impollinazione. Un'altra caratteristica curiosa della specie è quella di presentare il fenomeno dell'androdoicia, cioè di presentare, all'interno di una stessa popolazione piante maschili e piante ermafrodite. Le piante maschili sono più piccole di quelle ermafrodite, ma sono decimate selettivamente dai vari insetti che si nutrono della pianta. Il fenomeno è generale per tutte le specie che presentano questa caratteristica, e si pensa che la maggiore suscettibilità delle piante maschili all'attacco da parte degli erbivori sia legato alla necessità di investire nella produzione del polline a scapito in quella della difesa contro gli attacchi dei predatori. Almeno in questo caso, quello maschile è il sesso debole. Il polline della mercorella è fortemente allergenico per l'uomo, e circa la metà delle persone che soffrono di febbre da fieno sono allergiche al polline della mercorella. La mercorella appartiene alla stessa famiglia della pianta della gomma, ed esiste sensibilità crociata fra gli allergeni delle due piante. In altre parole, chi è allergico ai guanti in lattice, lo è anche al polline della mercorella.
La mercorella è, in principio, una piante edule, almeno dopo cottura. Può essere consumata come gli spinaci, ma anche essere facilmente confusa con una sua parente perenne e velenosa, la mercorella bastarda (Mercurialis perennis). Per questa ragione, e per il sapore non certo unico della pianta, se ne sconsiglia l'impiego in cucina. La natura dei principi tossici delle mercorelle non è ancora nota, ed il grado di velenosità di queste piante dibattuto. La cottura elimina in parte la velenosità della mercorella bastarda, ma sono descritti casi recenti di avvelenamento, non letale per il pronto intervento medico, anche con la pianta bollita. <sup>2</sup>