ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SPINOSO CHE RAGGIUNGE I 8 METRI DI ALTEZZA, CON UNA CORTECCIA SCURA, LISCIA E RESINOSA CHE SI FESSURA CON L'ETÀ. LE FOGLIE SONO BIPENNATE, COMPOSTE DA NUMEROSE PICCOLE FOGLIOLINE VERDE SCURO. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI E PROFUMATI, RIUNITI IN SPIGHE CILINDRICHE ASCELLARI. I FRUTTI SONO LEGUMI PIATTI, SOTTILI, DEISCENTI, DI COLORE MARRONE A MATURAZIONE, CONTENENTI POCHI SEMI OVALI E APPIATTITI.
NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO (INVERNO) NEL SUO HABITAT NATURALE, MA LA FIORITURA PUÒ VARIARE LOCALMENTE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO CHIARISSIMO
Originaria del Brasile nordorientale e diffusa in diverse regioni tropicali e subtropicali del Sud e Centro America, fino al Messico meridionale. Cresce tipicamente in aree semi-aride e aride, in savane, boscaglie secche, foreste decidue tropicali e lungo i margini delle foreste. Predilige suoli poveri, sabbiosi o argillosi, spesso rocciosi e ben drenati, con scarsa disponibilità di acqua. È una pianta resistente alla siccità e si adatta a climi caldi e soleggiati, con una stagione secca pronunciata. Si trova comunemente in pianura e a basse altitudini, ma può spingersi fino a medie altitudini in alcune zone. La sua capacità di fissare l'azoto atmosferico le permette di prosperare in terreni con bassa fertilità. È spesso una delle prime specie a colonizzare aree degradate o disturbate, dimostrando una certa resilienza in condizioni ambientali difficili.
PER LA CORTECCIA DELLA RADICE È VARIABILE E LEGATO ALLA MASSIMA CONCENTRAZIONE DEI PRINCIPI ATTIVI, CHE PUÒ AVVENIRE IN DIVERSI PERIODI DELL'ANNO A SECONDA DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI, MA NON È DEFINITO SPECIFICAMENTE
CORTECCIA DELLA RADICE (SPESSO ESSICCATA E POLVERIZZATA, NOTA COME "TEPEZCOHUITE")
ODORE TERROSO, LEGGERMENTE LEGNOSO O FUNGINO, NON PARTICOLARMENTE AROMATICO, PIUTTOSTO NEUTRO
Motivazione: la tossicità varia in funzione della parte della pianta e della modalità d’uso; l’impiego topico della corteccia mostra un profilo di sicurezza generalmente favorevole in studi sperimentali e osservazionali, mentre la presenza di alcaloidi indolici come N,N-dimetiltriptamina nelle parti interne comporta potenziali effetti psicoattivi e rischi sistemici se utilizzata per via orale; i dati tossicologici clinici risultano limitati e non completamente definiti per tutte le preparazioni
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Mimosa tenuiflora (Willd.) Poir. è una pianta tradizionalmente utilizzata nella medicina popolare (ad es. infusi di corteccia per tosse, rimedi per ulcere cutanee e come calmante locale) e numerosi studi preclinici in vitro e su modelli animali riportano attività antinfiammatoria, antiossidante, antinocicettiva e antibatterica dei suoi estratti, oltre a indicazioni etnobotaniche di potenziale beneficio per la guarigione di ferite; tuttavia mancano studi clinici sull’uomo ben controllati che confermino un’efficacia terapeutica ampiamente valida, pertanto l’azione è considerata potenziale piuttosto che universalmente stabilita.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Rivera-Arce E. et al., Pharmacological and Toxicological Studies of Mimosa tenuiflora, 2007
Meckes-Lozoya M. et al., Pharmacological properties of Mimosa tenuiflora bark, 1990
Heinrich M. et al., Ethnopharmacology and Drug Discovery of Mimosa tenuiflora, 2009
Camargo-Ricalde S. L. et al., Biology and Uses of Mimosa tenuiflora, 2014
Rätsch C., The Encyclopedia of Psychoactive Plants Ethnopharmacology and Its Applications, 2005
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche di qualità adeguata che dimostrino in modo diretto proprietà fitoterapiche di Mimosa tenuiflora; le evidenze cliniche risultano limitate a osservazioni non controllate o studi preliminari non sufficienti per una validazione terapeutica evidence-based
Attività cicatrizzante e rigenerativa cutanea con indicazione nel trattamento di ferite e ustioni; evidenza derivante da studi in vivo animale e studi osservazionali su applicazioni topiche della corteccia, con documentazione di accelerazione della riepitelizzazione e formazione di tessuto di granulazione.
L´estratto della corteccia ridotto in polvere viene applicato su ferite, scottature e ulcerazioni formando una crosta solidale con la cute lesionata che impedisce infezioni e stimola la ricrescita del tessuto sottostante e che si staccherà a guarigione avvenuta.
Infatti la polvere della corteccia contiene tre tipi di steroidi che hanno un effetto anti-infiammatorio.
Studi in vitro hanno dimostrato un'attività battericida tre volte superiore alla streptomicina su colture batteriche e funziona in una certa misura anche in vivo.
Oltre agli effetti di cui sopra, il Tepezcohuite (mimosa) può proteggere e stimolare la produzione di collagene e di elastina, e fornire flavonoidi protettivi e acido ialuronico, un componente essenziale per la rigenerazione dei tessuti.
La sua applicazione induce la pelle a rigenerarsi completamente nel giro di poche settimane con risultati confermati in laboratorio. E' usato anche per curare l'acne, la psoriasi e l'herpes.
Attività antimicrobica con potenziale applicazione in infezioni cutanee superficiali; evidenza in vitro su batteri e miceti e supporto da studi sperimentali sugli estratti della corteccia
Attività antinfiammatoria con possibile impiego in condizioni infiammatorie locali; evidenza da studi in vitro e modelli animali con riduzione di mediatori infiammatori
Attività analgesica locale osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale senza conferma clinica
Attività astringente e protettiva della cute correlata all’elevato contenuto in tannini; evidenza farmacologica e uso tradizionale documentato
I dati disponibili risultano coerenti tra studi sperimentali ed etnobotanica ma limitati da assenza di standardizzazione degli estratti e scarsità di studi clinici controllati
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE DEFINITE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI PER MIMOSA TENUIFLORA; IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE DOCUMENTATA A PREPARAZIONI TOPICHE DELLA CORTECCIA CON REAZIONI CUTANEE LOCALI RIPORTATE IN STUDI OSSERVAZIONALI E SEGNALAZIONI CLINICHE
USO ORALE NON RACCOMANDATO PER PRESENZA DI ALCALOIDI INDOLICI QUALI N,N-DIMETILTRIPTAMINA CON POTENZIALE ATTIVITÀ PSICOATTIVA EVIDENZA FARMACOLOGICA E CHIMICA, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI AD AZIONE SEROTONINERGICA PER RISCHIO TEORICO DI EFFETTI ADDITIVI EVIDENZA IN VITRO E PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA, CAUTELA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI CLINICI SULLA SICUREZZA EVIDENZA ASSENTE, POSSIBILE IRRITAZIONE CUTANEA O REAZIONI ALLERGICHE CON APPLICAZIONE TOPICA EVIDENZA OSSERVAZIONALE E SPERIMENTALE, VARIABILITÀ DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DELLA CORTECCIA CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ FARMACOLOGICA EVIDENZA FITOCHIMICA, USO TOPICO SU FERITE PROFONDE O INFETTE DA EVITARE IN ASSENZA DI SUPERVISIONE MEDICA EVIDENZA CLINICA INDIRETTA E PRUDENZIALE, ASSENZA DI STANDARDIZZAZIONE DELLE PREPARAZIONI CON CONSEGUENTE DIFFICOLTÀ NELLA DEFINIZIONE DI DOSAGGI E SICUREZZA EVIDENZA METODOLOGICA, MANCANZA DI STUDI CLINICI A LUNGO TERMINE SULLA SICUREZZA SISTEMICA EVIDENZA ASSENTE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Polvere di corteccia micronizzata di Mimosa tenuiflora destinata prevalentemente a uso topico; applicazione diretta su lesioni cutanee in strato sottile una o due volte al giorno oppure incorporata in veicoli semisolidi; la posologia non è standardizzata ma deriva da uso tradizionale e studi osservazionali su cicatrizzazione
Estratto secco della corteccia di Mimosa tenuiflora con rapporto droga estratto variabile tra 5:1 e 10:1, talvolta titolato in tannini totali; impiego prevalentemente in formulazioni topiche dermatologiche; uso orale non standardizzato e non raccomandato per assenza di dati di sicurezza clinica; dosaggio topico dipendente dalla concentrazione nella preparazione finale generalmente tra 1 e 5 percento
Estratto fluido idroalcolico della corteccia di Mimosa tenuiflora con rapporto droga estratto 1:1 o 1:2; utilizzo principalmente come ingrediente di preparazioni topiche o cosmetiche; la posologia orale non è definita in ambito evidence based e pertanto non raccomandata
Tintura madre di Mimosa tenuiflora preparata secondo metodiche generali con etanolo a diversa gradazione; impiego limitato e non standardizzato; uso orale non supportato da evidenze cliniche e non raccomandato; uso topico diluito possibile in formulazioni dermatologiche tradizionali
Preparazioni topiche standardizzate contenenti estratti di Mimosa tenuiflora in concentrazioni comprese tra 1 e 10 percento sotto forma di creme, unguenti o gel; applicazione una o due volte al giorno su cute integra o lesa superficiale; supportate da evidenze sperimentali e osservazionali sulla rigenerazione cutanea
Preparazioni omeopatiche di Mimosa tenuiflora in diluizioni decimali o centesimali; posologia variabile secondo pratica omeopatica senza correlazione con dati farmacologici quantitativi e senza evidenze cliniche controllate specifiche
Le posologie riportate sono derivate da uso tradizionale, studi sperimentali e applicazioni dermatologiche empiriche; l’assenza di monografie ufficiali e di studi clinici controllati limita la definizione di dosaggi standardizzati e richiede un approccio prudenziale soprattutto per l’uso sistemico
Rivera-Arce E. et al., Pharmacological and Toxicological Studies of Mimosa tenuiflora, 2007
Meckes-Lozoya M. et al., Pharmacological properties of Mimosa tenuiflora bark, 1990
Heinrich M. et al., Ethnopharmacology and Drug Discovery of Mimosa tenuiflora, 2009
Camargo-Ricalde S. L. et al., Biology and Uses of Mimosa tenuiflora, 2014
Rätsch C., The Encyclopedia of Psychoactive Plants Ethnopharmacology and Its Applications, 2005
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non sono disponibili evidenze scientifiche che supportino l’uso per via orale di Mimosa tenuiflora sotto forma di tisane, infusi o decotti in ambito fitoterapico; la presenza di alcaloidi indolici e la mancanza di studi clinici sulla sicurezza sistemica rendono tali preparazioni non raccomandate secondo un approccio evidence based
Le preparazioni tradizionali riportate in ambito etnobotanico includono decotti della corteccia utilizzati localmente, ma tali usi non sono supportati da dati farmacologici o tossicologici sufficienti a definirne la sicurezza e non possono essere considerati appropriati in fitoterapia scientifica
L’impiego della pianta è documentato quasi esclusivamente per uso topico, mentre le formulazioni orali non risultano validate né standardizzate; pertanto non è possibile definire dosaggi sicuri per tisane o infusi basati su evidenze scientifiche
Non sono disponibili combinazioni erboristiche sinergiche validate che includano Mimosa tenuiflora per uso orale; eventuali associazioni presenti nella medicina tradizionale non soddisfano i criteri di sicurezza e riproducibilità richiesti in fitoterapia evidence based
In conclusione, le preparazioni acquose orali con questa specie devono essere considerate prive di supporto scientifico e potenzialmente non sicure, con indicazione esclusiva all’uso topico delle preparazioni adeguatamente formulate
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
La specie Mimosa tenuiflora è conosciuta con il nome tradizionale di tepezcohuite, termine di origine nahuatl che richiama il concetto di “albero della pelle”, riflettendo un uso etnobotanico consolidato per il trattamento di lesioni cutanee nelle culture mesoamericane.
Nell’ambito delle tradizioni indigene del Messico e dell’America Centrale, la corteccia della pianta è stata utilizzata per generazioni come rimedio topico per ferite e ustioni; l’associazione specifica con la cultura Maya è plausibile ma non documentabile con precisione cronologica rigorosa, rientrando principalmente in fonti etnobotaniche.
Un episodio frequentemente citato riguarda il disastro di San Juanico disaster del 1984, durante il quale preparazioni a base di corteccia di Mimosa tenuiflora furono utilizzate nel trattamento di ustioni su larga scala; tali impieghi sono riportati in letteratura osservazionale e testimonianze cliniche locali, ma non corrispondono a studi clinici controllati.
Analogamente, l’utilizzo della pianta in seguito al terremoto del 1985 in Messico è menzionato in fonti etnobotaniche e divulgative, ma presenta un livello di documentazione scientifica limitato e non sistematico.
Dal punto di vista fitochimico, Mimosa tenuiflora è una delle poche specie utilizzate tradizionalmente per applicazioni cutanee che contiene anche alcaloidi indolici a potenziale attività psicoattiva, una combinazione che rende la pianta atipica e richiede una distinzione netta tra uso topico e uso sistemico.
Una curiosità botanica è la capacità della specie di rigenerarsi rapidamente dopo incendi o tagli, caratteristica che ha favorito la sua diffusione in ambienti aridi e disturbati e ne ha reso sostenibile la raccolta tradizionale della corteccia in alcune aree.
Nel contesto contemporaneo, il tepezcohuite ha acquisito interesse anche in cosmetica dermatologica, dove viene impiegato in preparazioni topiche per la pelle, pur in assenza di una completa standardizzazione farmacognostica e di evidenze cliniche robuste.
I fiorellini gialli sferici comunemente chiamati “mimosa” appartengono in realtà a specie del genere Acacia (in particolare Acacia dealbata), che in Europa è diventata il riferimento culturale per il nome “mimosa”.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Rätsch C., The Encyclopedia of Psychoactive Plants Ethnopharmacology and Its Applications, 2005
Heinrich M. et al., Ethnopharmacology and Drug Discovery of Mimosa tenuiflora, 2009
Meckes-Lozoya M. et al., Pharmacological properties of Mimosa tenuiflora bark, 1990
Rivera-Arce E. et al., Pharmacological and Toxicological Studies of Mimosa tenuiflora, 2007
Gómez-Beloz A., Plant Use in Northern Mexico Ethnobotanical Perspectives on Mimosa tenuiflora, 2002