QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 04/05/2026
PEONIA Paeonia officinalis L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA
Photo by Leo Michels
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Basali Eudicotiledoni
Ordine Saxifragales
Famiglia Paeoniaceae
Genere Paeonia
Specie Paeonia officinalis
Famiglia:
Peonia selvatica, Common Peony, Chinese Peony, Cottage Peony, European Peony, Piney, Pivoine officinale, Echte Pfingstrose, Bujor
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 60 CM CON RIZOMA LEGNOSO ALLA BASE, RADICI DI COLORE BRUNO FORMATE DA DIVERSI TUBERI. FOGLIE COMPOSTE LANCEOLATE O ELLITTICCHE CON PAGINA SUPERIORE LUCIDA E INFERIORE PIÙ O MENO PELOSA. FIORI SOLITARI ALL'APICE DEI FUSTI CON COROLLA A PETALI VIOLACEI, MOLTI STAMI, STILO BREVE E STIMMA DI COLORE ROSSO. SEMI LUCIDI, ELLITTICI, BLU-NERI O ROSSI.
MAGGIO-GIUGNO (TARDA PRIMAVERA-INIZIO ESTATE), CON FIORI SOLITARI VIOLACEI O ROSSI
Originaria dell'Europa meridionale, in particolare delle regioni montuose dell'Italia, della Francia meridionale, della Spagna e dei Balcani. Predilige boschi radi, praterie montane, pendii rocciosi e cespuglieti in terreni calcarei o sassosi, ben drenati, con esposizione al sole o mezz'ombra. Si adatta a climi temperati con inverni freddi ed estati calde. In Italia è presente spontanea soprattutto sull'Appennino centro-meridionale, ma è anche ampiamente coltivata come pianta ornamentale in giardini e parchi in diverse regioni, dove si adatta a vari tipi di terreno purché ben drenati. La sua presenza spontanea è legata ad habitat naturali di montagna e collina.
He, C.N., et al. (2010). Chemical constituents from Paeonia officinalis. Phytochemistry, 71(7), 847-851.
Wu, S.H., et al. (2010). Paeoniflorin: Pharmacological activities and mechanisms. Planta Medica, 76(11), 1207-1215.
Zhang, W.D., et al. (2008). Chemical constituents from Paeonia species. Chemistry & Biodiversity, 5(8), 1577-1595.
Li, C.Y., et al. (2009). Anti-inflammatory effects of Paeonia officinalis. Journal of Ethnopharmacology, 125(2), 283-290.
Wang, K.T., et al. (2015). Paeonia officinalis: Traditional uses and pharmacological activities. Phytochemistry Reviews, 14(3), 403-416.
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Studi di tossicità acuta e subacuta su estratti di Paeonia officinalis indicano assenza di mortalità fino a dosi elevate nei modelli animali e un profilo di sicurezza favorevole nei limiti delle prove disponibili; gli estratti non hanno mostrato effetti tossici gravi in test preclinici e l’uso tradizionale suggerisce poche reazioni avverse rilevanti a dosi terapeutiche corrette, pertanto la tossicità complessiva è considerata bassa.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: assenza di studi clinici controllati o revisioni sistematiche specifiche per Paeonia officinalis L.; dati disponibili limitati a uso etnobotanico e a studi farmacologici indiretti o riferiti ad altre specie del genere non trasferibili; evidenze sulla specie diretta insufficienti
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche per Paeonia officinalis che consentano di validare proprietà fitoterapiche con indicazioni terapeutiche definite; i dati clinici disponibili riguardano prevalentemente altre specie del genere e non sono trasferibili in modo diretto.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria associata a estratti della radice con evidenze in vitro e in vivo animale che mostrano modulazione di mediatori infiammatori e riduzione dell’edema sperimentale; i dati sono limitati e non standardizzati per estratto e dose.
Attività analgesica e antinocicettiva evidenziata in modelli animali con riduzione della risposta al dolore, verosimilmente correlata a composti monoterpenici e fenolici; mancano conferme cliniche.
Attività spasmolitica sulla muscolatura liscia osservata in modelli sperimentali isolati e in vivo animale, con effetto rilassante su contrazioni indotte; evidenza preclinica non confermata nell’uomo.
Attività sedativa lieve sul sistema nervoso centrale documentata in modelli animali con riduzione dell’attività locomotoria; evidenza limitata e non supportata da studi clinici.
Attività antiossidante dimostrata in vitro tramite capacità di scavenging dei radicali liberi e modulazione dello stress ossidativo; rilevanza clinica non definita.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come antispasmodico e sedativo in disturbi nervosi e spasmi muscolari secondo la tradizione fitoterapica europea.
Uso in disturbi ginecologici quali dismenorrea e irregolarità mestruali senza validazione scientifica diretta.
Applicazioni tradizionali in epilessia e convulsioni, non supportate da evidenze farmacologiche moderne sulla specie.
Uso topico tradizionale in affezioni cutanee minori e condizioni emorroidarie, privo di conferma sperimentale specifica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
European Medicines Agency, Assessment report on Paeonia officinalis L., radix, 2013
European Medicines Agency, Public statement on Paeonia officinalis L., radix, 2013
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Blumenthal M et al., The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Heinrich M, Barnes J, Gibbons S, Williamson E, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Duke J A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Zhang L, Wei W, Anti-inflammatory and immunomodulatory effects of paeoniflorin and related compounds, 2011
He D Y, Dai S M, Anti-inflammatory and immunomodulatory effects of Paeonia lactiflora Pall., a traditional Chinese herbal medicine, 2011
Hsu F L et al., Antioxidant and free radical scavenging activities of Paeonia species, 2006
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE AVVERTENZE SONO BASATE SU DATI LIMITATI E SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVATA DALLA COMPOSIZIONE DELLA SPECIE E DALL’USO TRADIZIONALE. POSSIBILE COMPARSA DI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI QUALI NAUSEA E DIARREA DOCUMENTATI SU BASE OSSERVAZIONALE; PRESENZA DI COMPOSTI MONOTERPENICI E ALTRI COSTITUENTI BIOATTIVI SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI SENSIBILI, EVIDENZA DI TIPO FARMACOLOGICO GENERALE NON SPECIFICAMENTE QUANTIFICATA; USO TRADIZIONALE IN AMBITO GINECOLOGICO SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI CON CONDIZIONI ORMONALI O UTERINE, EVIDENZA ETNOBOTANICA SENZA CONFERMA CLINICA; ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DI DATI TOSSICOLOGICI COMPLETI LIMITA LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE; MANCANO DATI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE SPECIFICHE, RENDENDO NECESSARIO UN APPROCCIO PRUDENZIALE IN CASO DI TERAPIE CONCOMITANTI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
LE EVIDENZE SCIENTIFICHE DIRETTE SU PAEONIA OFFICINALIS L. RISULTANO MOLTO LIMITATE E NON SONO DISPONIBILI MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI CHE DEFINISCANO CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE VALIDATE. I DATI CLINICI SONO SCARSI E DERIVANO PRINCIPALMENTE DA USO TRADIZIONALE E SEGNALAZIONI OSSERVAZIONALI; NON ESISTONO STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SPECIE CHE PERMETTANO UNA DEFINIZIONE PRECISA DEL PROFILO DI SICUREZZA.
IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA DOCUMENTATA SU BASE OSSERVAZIONALE, USO IN GRAVIDANZA PER ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVATA DA USO TRADIZIONALE UTERINO
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di radice di Paeonia officinalis L. non standardizzato
Gli estratti secchi disponibili in commercio per questa specie non presentano standardizzazione universalmente accettata né titolazioni farmacologicamente validate su costituenti marcatori specifici per uso clinico. I dati fitochimici indicano la presenza di monoterpeni glicosidici come paeoniflorina, tuttavia per Paeonia officinalis L. non esistono soglie di titolazione definite correlate a efficacia terapeutica in studi clinici controllati. Le formulazioni presenti sul mercato sono generalmente polveri estrattive o estratti idroalcolici essiccati con rapporto droga/estratto variabile. La posologia non è definibile su base evidence-based e deriva da uso tradizionale o extrapolazione da altre specie del genere, pertanto non è possibile indicare dosaggi terapeutici validati.
Estratto fluido o idroalcolico di radice di Paeonia officinalis L.
Le preparazioni liquide risultano disponibili in forma di estratto fluido o tintura madre, con solventi idroalcolici variabili. Non esistono dati clinici che definiscano concentrazioni efficaci né titolazioni standardizzate per questa specie. Le indicazioni d’uso sono storicamente riferite a impieghi tradizionali come spasmolitico o sedativo, ma senza validazione clinica. Le posologie riportate nei repertori fitoterapici storici non sono supportate da studi controllati e non possono essere considerate evidenze scientifiche.
Preparazioni topiche a base di estratti di Paeonia officinalis L.
Sono documentate preparazioni tradizionali ad uso topico contenenti estratti della radice o altre parti della pianta, utilizzate storicamente per affezioni cutanee o emorroidarie. Non esistono formulazioni standardizzate né studi clinici controllati che definiscano concentrazioni efficaci o modalità d’uso validate. I dati disponibili sono limitati a uso etnobotanico e osservazioni non controllate.
Preparazioni omeopatiche di Paeonia officinalis L.
La specie è impiegata in omeopatia sotto forma di tintura madre e successive diluizioni, generalmente ottenute dalla radice fresca. Le diluizioni più comunemente utilizzate variano tra D1 e D6 per uso locale e da D6 a D30 per uso sistemico, secondo la pratica omeopatica. Le indicazioni comprendono disturbi emorroidari, ulcerazioni cutanee e mucose e disturbi venosi. Non esistono evidenze scientifiche cliniche che dimostrino efficacia secondo i criteri della medicina basata sulle prove, e l’uso rimane esclusivamente nell’ambito della dottrina omeopatica.
European Medicines Agency, Assessment report on Paeonia officinalis L., radix, 2013
European Medicines Agency, Public statement on Paeonia officinalis L., radix, 2013
Blumenthal M et al., The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M, Barnes J, Gibbons S, Williamson E, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Duke J A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Zhang L, Wei W, Anti-inflammatory and immunomodulatory effects of paeoniflorin and related compounds, 2011
He D Y, Dai S M, Anti-inflammatory and immunomodulatory effects of Paeonia lactiflora Pall., a traditional Chinese herbal medicine, 2011
Hsu F L et al., Antioxidant and free radical scavenging activities of Paeonia species, 2006
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto di radice di Paeonia officinalis
Si utilizzano 1–2 grammi di radice essiccata in 150–200 ml di acqua, portata a ebollizione e mantenuta per circa 10–15 minuti, seguita da filtrazione. Assunzione una volta al giorno. L’uso è basato esclusivamente su tradizione fitoterapica europea come antispasmodico e sedativo lieve; non esistono evidenze cliniche o sperimentali specifiche sulla specie.
Infuso di radice di Paeonia officinalis
Preparato con 1–2 grammi di droga in 150 ml di acqua calda, lasciata in infusione per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’infusione è meno documentata rispetto al decotto per la natura della droga; evidenze limitate a uso tradizionale.
Decotto composto ad azione antispasmodica
Formulazione con Paeonia officinalis radice 1 g, Matricaria chamomilla capolini 1,5 g, Melissa officinalis foglie 1,5 g. Preparazione mediante ebollizione della radice per 10 minuti, seguita da aggiunta delle altre droghe e infusione per ulteriori 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è coerente con uso tradizionale e con dati farmacologici indiretti delle specie associate; assenza di studi clinici sulla combinazione.
Infuso composto per disturbi nervosi lievi
Formulazione con Paeonia officinalis 1 g, Valeriana officinalis radice 1 g, Passiflora incarnata parti aeree 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione serale. L’effetto è attribuibile principalmente alle specie associate; evidenze cliniche non disponibili per la miscela.
Decotto composto per disturbi gastrointestinali
Formulazione con Paeonia officinalis 1 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g. Preparazione mediante ebollizione per 10 minuti in 200 ml di acqua. Assunzione una volta al giorno. L’associazione si basa su tradizione e plausibilità farmacologica; dati scientifici specifici assenti.
Infuso composto per uso ginecologico tradizionale
Formulazione con Paeonia officinalis 1 g, Achillea millefolium sommità fiorite 1,5 g, Alchemilla vulgaris foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno nei periodi sintomatici. L’uso è esclusivamente etnobotanico; assenza di evidenze cliniche.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
European Medicines Agency, Reflection paper on herbal medicinal products, vari anni
EMA HMPC, Community herbal monographs and assessment reports, vari anni
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs, vari anni
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Paeonia officinalis L. è una delle piante ornamentali e medicinali più antiche della tradizione europea, coltivata già nell’antichità classica e citata da autori come Dioscoride e Plinio per i suoi presunti effetti terapeutici.
Il nome del genere Paeonia deriva dalla mitologia greca, in particolare da Peone, medico degli dei, che secondo il mito utilizzò la pianta per guarire una ferita di Ade, conferendole un’aura simbolica legata alla guarigione.
Nella mitologia si narra che Ade, ferito da Eracle, chiamò Peone, figlio di Asclepio, dio della medicina, che lo guarì. Asclepio ebbe una crisi di gelosia nei confronti del figlio ma Ade, riconoscente, per salvarlo, tramutò Peone nella Peonia.
Nel Medioevo la pianta era coltivata nei giardini dei monasteri ed era considerata una specie protettiva contro gli spiriti maligni e le malattie, con usi che univano medicina, magia e simbolismo religioso.
I semi e le radici erano impiegati nella medicina popolare per disturbi neurologici come epilessia e convulsioni, riflettendo una concezione pre-scientifica delle proprietà della pianta.
La medicina popolare riteneva che la Peonia curasse l´epilessia, la radice veniva fatta mordere dagli epilettici all´arrivo di una crisi: se riuscivano a masticarla le convulsioni erano bloccate.
Dal punto di vista ornamentale, Paeonia officinalis ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle moderne varietà di peonia coltivate, contribuendo alla selezione di numerosi ibridi apprezzati per i grandi fiori vistosi.
In alcune tradizioni europee era credenza che raccogliere la radice di peonia dovesse avvenire di notte per evitare conseguenze negative, testimonianza dell’importanza simbolica e rituale attribuita alla pianta.