Artemisia Cina Berg Ex Poljakov, 1959, Seriphidium Cinum (O.C.Berg Ex Poljakov) Poljakov, Artemisia Cina, Artemisia Chamaemelifolia, Artemisia Gallica, Artemisia Incana, Artemisia Judaica, Artemisia Maritima Var. Cina, Artemisia Monosperma, Artemisia Pallida, Artemisia Pauciflora, Artemisia Santonica, Artemisia Sieberi, Artemisia Tenuissima, Seriphidium Cinum.
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, DI COLORE GRIGIO-BIANCASTRO E TOMENTOSI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SESSILI, PENNATOSETTE O BIPENNATOSETTE, CON SEGMENTI LINEARI E SOTTILI, ANCH'ESSE TOMENTOSE E DI COLORE GRIGIO-ARGENTO. I FIORI SONO PICCOLI, TUBULOSI, DI COLORE GIALLO O GIALLASTRO, RIUNITI IN NUMEROSI CAPOLINI GLOBOSI O OVOIDALI, PENDULI, CHE FORMANO UNA PANNOCCHIA DENSA E ALLUNGATA ALL'APICE DEI FUSTI. I CAPOLINI SONO OMOGAMI, COMPOSTI DA FIORI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO E GLABRO, PRIVO DI PAPPO. LA PIANTA HA UN FORTE ODORE AROMATICO CARATTERISTICO.
LUGLIO-AGOSTO (PIENA ESTATE), CON PICCOLI CAPOLINI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN PANNOCCHIE
Predilige habitat aridi e soleggiati, tipici delle steppe e delle zone semidesertiche dell'Asia centrale. Cresce bene su suoli poveri, sabbiosi o argillosi, ben drenati e spesso salini. È una specie xerofila adattata a climi continentali con estati calde e secche e inverni freddi. La sua distribuzione naturale comprende regioni come il Kazakistan, l'Uzbekistan, il Turkmenistan e altre aree dell'Asia centrale. Si trova spesso in associazione con altre specie vegetali resistenti alla siccità in praterie aride e su terreni marginali. La sua capacità di tollerare condizioni ambientali difficili e suoli poveri le permette di prosperare in questi ambienti steppici. La pianta è nota per il suo contenuto di santonina, un composto vermifugo.
FINE ESTATE-INIZIO AUTUNNO (AGOSTO-SETTEMBRE) PER LA RACCOLTA DEI CAPOLINI FIORITI, QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (ES. SANTONINA) È MASSIMA
CAPOLINI FIORITI ESSICCATI (NOTI COME "SANTONICA"), RICCHI DI LATTONI SESQUITERPENICI (SANTONINA) E OLI ESSENZIALI (CINEOLO, CANFORA)
CANFORATO E PUNGENTE, CON NOTE AMARE E TERROSE, TIPICO DEGLI OLI ESSENZIALI DEL GENERE ARTEMISIA
AMARO INTENSO E PICCANTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE E LIEVEMENTE IRRITANTE, DOVUTO ALLA SANTONINA
European Medicines Agency, Assessment Report on Artemisia cina, vari anni
Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
WHO, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Hoffmann D., Medical Herbalism The Science and Practice of Herbal Medicine, 2003
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: la santonina è associata a tossicità documentata in studi clinici e osservazionali, con effetti avversi quali disturbi visivi, convulsioni e neurotossicità; il margine terapeutico ristretto e i numerosi casi di intossicazione riportati in letteratura supportano una classificazione di tossicità elevata.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: l’attività antielmintica della specie, attribuita principalmente alla santonina, è documentata da studi clinici storici e da un uso farmacologico consolidato come vermifugo, con evidenze dirette sull’uomo precedenti alla sostituzione con farmaci più sicuri.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Attività antielmintica con indicazione nel trattamento delle infestazioni da nematodi intestinali, supportata da studi clinici storici e da un ampio utilizzo medico documentato della santonina come farmaco; l’efficacia è stata dimostrata direttamente nell’uomo, anche se l’uso è oggi abbandonato per il profilo di sicurezza sfavorevole rispetto ad alternative moderne
Non sono disponibili evidenze sperimentali moderne rilevanti su altri effetti farmacologici specifici della specie oltre all’attività antielmintica; la letteratura recente è limitata e focalizzata prevalentemente sulla caratterizzazione chimica e tossicologica della santonina, senza sviluppo di nuove indicazioni terapeutiche
Utilizzo tradizionale come vermifugo potente nelle medicine popolari eurasiatiche e nella pratica medica occidentale fino al XX secolo; impiego specifico contro ascaridi e ossiuri, spesso in preparazioni galeniche standardizzate; tali usi sono ben documentati ma oggi superati per motivi di sicurezza
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Medicines Agency, Assessment report on Artemisia cina and santonin-containing preparations, vari anni
Goodman L.S., Gilman A., The Pharmacological Basis of Therapeutics, 2006
Hoffmann D., Medical Herbalism The Science and Practice of Herbal Medicine, 2003
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
GRAVIDANZA PER EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI DI TOSSICITÀ SISTEMICA E RISCHIO PER IL FETO, ETÀ PEDIATRICA PER MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ ALLA NEUROTOSSICITÀ DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI STORICI, EPILESSIA E DISTURBI NEUROLOGICI PER RISCHIO DI CONVULSIONI DOCUMENTATO CLINICAMENTE, PATOLOGIE EPATICHE PER POSSIBILE COMPROMISSIONE DEL METABOLISMO DELLA SANTONINA SU BASE FARMACOLOGICA E CLINICA, IPERSENSIBILITÀ ALLA SPECIE O AI LATTONI SESQUITERPENICI PER EVIDENZE FARMACOLOGICHE
ERBA TOSSICA! VIETATO L´USO COMUNE. USARE SOLAMENTE SOTTO CONTROLLO MEDICO
RISCHIO DI NEUROTOSSICITÀ DOSE-DIPENDENTE CON MANIFESTAZIONI QUALI CONVULSIONI E ALTERAZIONI VISIVE DOCUMENTATE IN STUDI CLINICI STORICI, DISTURBI VISIVI CARATTERISTICI (XANTOPSIA) PER EVIDENZE CLINICHE CONSOLIDATE, MARGINE TERAPEUTICO RISTRETTO CON ELEVATO RISCHIO DI SOVRADOSAGGIO PER EVIDENZE FARMACOLOGICHE E CLINICHE, POSSIBILE ACCUMULO E TOSSICITÀ IN CASO DI USO RIPETUTO PER EVIDENZE OSSERVAZIONALI, INTERAZIONI CON FARMACI CHE ABBASSANO LA SOGLIA CONVULSIVA PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, NECESSITÀ DI DOSAGGIO RIGOROSO E MONITORAGGIO PER EVIDENZE CLINICHE STORICHE, USO NON RACCOMANDATO NELLA FITOTERAPIA MODERNA PER DISPONIBILITÀ DI ALTERNATIVE PIÙ SICURE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Le preparazioni di Artemisia cina O.C.Berg & Schmidt sono storicamente ben documentate ma oggi non più utilizzate nella fitoterapia moderna a causa del profilo tossicologico della santonina; le informazioni disponibili derivano da fonti farmacologiche e cliniche storiche, con posologie definite ma attualmente considerate non sicure rispetto agli standard contemporanei.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le evidenze scientifiche disponibili indicano che Artemisia cina O.C.Berg & Schmidt non è idonea alla preparazione di tisane, infusi o decotti in un contesto fitoterapico sicuro. Il contenuto in santonina, principio attivo con documentata neurotossicità e margine terapeutico ristretto, rende le preparazioni acquose non controllabili e potenzialmente pericolose. La fitoterapia moderna non ne prevede l’utilizzo in queste forme.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene sostanze con effetti stimolanti o antiparassitari.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Artemisia cina O.C.Berg & Schmidt è stata una delle principali fonti naturali di santonina, un composto che per oltre un secolo ha rappresentato uno dei vermifughi più utilizzati nella medicina occidentale prima dell’introduzione dei farmaci antielmintici di sintesi.
Nel XIX secolo i capolini essiccati della pianta, noti come “semen contra” o “semi di Cina”, erano un prodotto farmaceutico di largo commercio, nonostante non fossero veri semi ma infiorescenze immature, e venivano esportati principalmente dall’Asia centrale verso l’Europa.
La santonina isolata da questa specie ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della farmacologia moderna, diventando uno dei primi principi attivi purificati e standardizzati utilizzati in terapia con dosaggi definiti.
Un aspetto curioso riguarda gli effetti visivi caratteristici della santonina, in particolare la xantopsia, una alterazione della percezione dei colori verso il giallo, che è stata descritta in numerosi casi clinici storici e studiata come fenomeno farmacologico distintivo.
Nonostante la sua importanza storica, l’uso della pianta e del suo principio attivo è stato progressivamente abbandonato a causa della tossicità e del margine terapeutico ristretto, segnando il passaggio verso farmaci più sicuri e selettivi nella terapia delle parassitosi intestinali.