QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 06/06/2026
SEME SANTO Artemisia cina O.C.Berg & Schmidt
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Autore: erbeofficinali.org
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Artemisiinae
Genere Artemisia
Specie Artemisia cina
Artemisia Cina Berg Ex Poljakov, 1959, Seriphidium Cinum (O.C.Berg Ex Poljakov) Poljakov, Artemisia Cina, Artemisia Chamaemelifolia, Artemisia Gallica, Artemisia Incana, Artemisia Judaica, Artemisia Maritima Var. Cina, Artemisia Monosperma, Artemisia Pallida, Artemisia Pauciflora, Artemisia Santonica, Artemisia Sieberi, Artemisia Tenuissima, Seriphidium Cinum.
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, DI COLORE GRIGIO-BIANCASTRO E TOMENTOSI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SESSILI, PENNATOSETTE O BIPENNATOSETTE, CON SEGMENTI LINEARI E SOTTILI, ANCH'ESSE TOMENTOSE E DI COLORE GRIGIO-ARGENTO. I FIORI SONO PICCOLI, TUBULOSI, DI COLORE GIALLO O GIALLASTRO, RIUNITI IN NUMEROSI CAPOLINI GLOBOSI O OVOIDALI, PENDULI, CHE FORMANO UNA PANNOCCHIA DENSA E ALLUNGATA ALL'APICE DEI FUSTI. I CAPOLINI SONO OMOGAMI, COMPOSTI DA FIORI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO E GLABRO, PRIVO DI PAPPO. LA PIANTA HA UN FORTE ODORE AROMATICO CARATTERISTICO.
LUGLIO-AGOSTO (PIENA ESTATE), CON PICCOLI CAPOLINI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN PANNOCCHIE
Predilige habitat aridi e soleggiati, tipici delle steppe e delle zone semidesertiche dell'Asia centrale. Cresce bene su suoli poveri, sabbiosi o argillosi, ben drenati e spesso salini. È una specie xerofila adattata a climi continentali con estati calde e secche e inverni freddi. La sua distribuzione naturale comprende regioni come il Kazakistan, l'Uzbekistan, il Turkmenistan e altre aree dell'Asia centrale. Si trova spesso in associazione con altre specie vegetali resistenti alla siccità in praterie aride e su terreni marginali. La sua capacità di tollerare condizioni ambientali difficili e suoli poveri le permette di prosperare in questi ambienti steppici. La pianta è nota per il suo contenuto di santonina, un composto vermifugo.
FINE ESTATE-INIZIO AUTUNNO (AGOSTO-SETTEMBRE) PER LA RACCOLTA DEI CAPOLINI FIORITI, QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI (ES. SANTONINA) È MASSIMA
CAPOLINI FIORITI ESSICCATI (NOTI COME "SANTONICA"), RICCHI DI LATTONI SESQUITERPENICI (SANTONINA) E OLI ESSENZIALI (CINEOLO, CANFORA)
CANFORATO E PUNGENTE, CON NOTE AMARE E TERROSE, TIPICO DEGLI OLI ESSENZIALI DEL GENERE ARTEMISIA
AMARO INTENSO E PICCANTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE E LIEVEMENTE IRRITANTE, DOVUTO ALLA SANTONINA
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
W. C. Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Drogen A–D, 1992
Rudolf Hänsel, Konstantin Keller, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 1998
Franz Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Adolf Burger, Medicinal Chemistry and Drug Discovery, Natural Products, 2003
Victor Kuete, Medicinal Spices and Vegetables from Africa, 2017
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: Sono documentati effetti tossici dose-dipendenti direttamente attribuiti alla santonina presente nella specie. Le reazioni avverse comprendono disturbi visivi caratteristici, sintomi neurologici, convulsioni e fenomeni tossici sistemici in caso di sovradosaggio. Alle dosi storicamente impiegate sotto controllo medico il rischio era considerato gestibile, ma sufficientemente rilevante da determinare il progressivo abbandono terapeutico della droga. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche storiche, dati tossicologici umani e studi farmacologici diretti sulla specie e sui suoi principi attivi principali.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze dirette sulla specie riguardano principalmente l'attività antielmintica della droga contenente santonina, storicamente utilizzata contro infestazioni da nematodi intestinali. L'efficacia è legata a uno specifico costituente, alla droga tradizionale e a modalità d'impiego ben definite. Esistono dati clinici storici e consolidata documentazione farmacologica, ma l'utilizzo fitoterapico moderno è stato in gran parte abbandonato a causa della tossicità della santonina e della disponibilità di farmaci più sicuri.
Confermate da studi scientifici e clinici
L'attività antielmintica contro nematodi intestinali rappresenta l'unica indicazione terapeutica storicamente supportata da evidenze cliniche dirette sulla specie. L'effetto è attribuito principalmente alla santonina contenuta nei capolini fiorali. La documentazione disponibile deriva prevalentemente da studi clinici storici, osservazioni terapeutiche sistematiche e utilizzo medico consolidato precedente all'introduzione degli antielmintici moderni. Tuttavia, gli studi disponibili non soddisfano gli standard metodologici contemporanei dei trial clinici controllati e randomizzati.
Non risultano disponibili meta-analisi moderne, revisioni sistematiche cliniche o studi clinici controllati recenti che confermino ulteriori indicazioni terapeutiche della specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antielmintica. Evidenza disponibile: studi farmacologici sperimentali, osservazioni cliniche storiche e fitoterapia documentata. La santonina mostra attività nei confronti di diversi elminti intestinali, in particolare nematodi. L'effetto farmacologico è stato confermato da studi sperimentali diretti sul principio attivo isolato e sulla droga.
Attività neurofarmacologica tossicologicamente rilevante. Evidenza disponibile: studi sperimentali in vivo e osservazioni tossicologiche umane. La santonina esercita effetti sul sistema nervoso centrale, ma tali proprietà sono considerate principalmente responsabili della tossicità della droga e non costituiscono un'indicazione terapeutica validata.
Per altre attività frequentemente attribuite ad Artemisia cina nella letteratura secondaria moderna non sono disponibili evidenze sperimentali dirette sufficientemente robuste e specifiche per la specie da consentirne l'inclusione in un elenco evidence-based.
Uso storico e nella tradizione
Vermifugo per infestazioni intestinali da ascaridi e altri nematodi.
Rimedio tradizionale impiegato nella medicina europea, russa, persiana e centroasiatica per il trattamento delle elmintiasi intestinali.
Utilizzo storico come componente di preparazioni magistrali antielmintiche pediatriche, successivamente abbandonate a causa della tossicità della santonina e della disponibilità di farmaci più sicuri.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Franz Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
W. C. Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
Rudolf Hänsel, Konstantin Keller, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
American Pharmaceutical Association, The National Formulary and The United States Pharmacopeia Historical Monographs on Santonin, varie edizioni
R. E. Gosselin, Clinical Toxicology of Commercial Products, 1984
Robert R. Dreisbach, Handbook of Poisoning Prevention Diagnosis and Treatment, 1987
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA FINESTRA TERAPEUTICA DELLA DROGA È RISTRETTA. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI CLINICI STORICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI SULL'IMPIEGO DELLA SANTONINA ISOLATA E DELLA DROGA CONTENENTE SANTONINA.
DURANTE IL TRATTAMENTO POSSONO COMPARIRE ALTERAZIONI DELLA PERCEZIONE VISIVA, INCLUSA LA TIPICA XANTOPSIA CON PREDOMINANZA DELLA VISIONE GIALLA. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE UMANE E CASISTICA TOSSICOLOGICA DIRETTAMENTE CORRELATE ALL'IMPIEGO DELLA SPECIE.
DOSI SUPERIORI A QUELLE TERAPEUTICHE POSSONO PROVOCARE NEUROTOSSICITÀ CON AGITAZIONE, VERTIGINI, TREMORI E CONVULSIONI. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI TOSSICOLOGICI UMANI E SPERIMENTALI RIFERITI ALLA SANTONINA PRESENTE NELLA DROGA.
L'IMPIEGO PROLUNGATO NON È SUPPORTATO DA DATI DI SICUREZZA ADEGUATI E STORICAMENTE LA SPECIE È STATA UTILIZZATA PER TRATTAMENTI DI BREVE DURATA. EVIDENZA DISPONIBILE: DOCUMENTAZIONE FARMACOLOGICA E FITOTERAPICA STORICA.
L'UTILIZZO FITOTERAPICO MODERNO È FORTEMENTE LIMITATO DALLA DISPONIBILITÀ DI ANTIELMINTICI CON MIGLIORE PROFILO DI SICUREZZA. EVIDENZA DISPONIBILE: VALUTAZIONE FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA DERIVATA DALLA LETTERATURA SPECIALISTICA CONTEMPORANEA.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE LA SANTONINA E PREPARAZIONI TRADIZIONALI DELLA DROGA; SONO ASSENTI STUDI CLINICI MODERNI DI ELEVATA QUALITÀ CHE CONSENTANO UNA CARATTERIZZAZIONE COMPLETA DELLA SICUREZZA DELLE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE ATTUALMENTE REPERIBILI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
L'USO DI ARTEMISIA CINA È CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DELLA SANTONINA E DELL'ASSENZA DI UN RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI STORICI DIRETTAMENTE RIFERITI ALLA SPECIE.
L'USO È CONTROINDICATO DURANTE L'ALLATTAMENTO PER L'ASSENZA DI ADEGUATI DATI DI SICUREZZA E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SISTEMICA DELLA SANTONINA. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLA LETTERATURA FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA RELATIVA ALLA SPECIE.
L'USO È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON ANAMNESI DI EPILESSIA O DISTURBI CONVULSIVI. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE STORICHE E DATI TOSSICOLOGICI RELATIVI ALLA SANTONINA CONTENUTA NELLA DROGA.
L'USO È CONTROINDICATO NEI BAMBINI MOLTO PICCOLI, SOPRATTUTTO AL DI SOTTO DELLE ETÀ STORICAMENTE CONSIDERATE SICURE PER LA SOMMINISTRAZIONE DELLA SANTONINA, A CAUSA DELLA MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ AGLI EFFETTI NEUROTOSSICI DOCUMENTATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco della droga costituita dai capolini fiorali immaturi contenenti santonina. Storicamente gli estratti erano standardizzati in santonina per l'attività antielmintica. Nella fitoterapia moderna occidentale non esistono standard terapeutici internazionalmente accettati né preparati registrati con titolazioni ufficiali attualmente raccomandate. A causa della tossicità della santonina e della disponibilità di antielmintici più sicuri, l'impiego terapeutico è stato quasi completamente abbandonato. Non è quindi possibile indicare un titolo terapeutico validato né una posologia fitoterapica moderna supportata da linee guida o monografie contemporanee.
Polvere della droga vegetale. La polvere dei capolini essiccati costituiva la forma tradizionale più diffusa nella farmacopea storica europea e asiatica. Le preparazioni erano utilizzate come fonte naturale di santonina contro nematodi intestinali. Le dosi storiche risultano estremamente variabili tra le diverse farmacopee e non soddisfano gli attuali requisiti di sicurezza. Non esistono oggi dosaggi fitoterapici validati per l'automedicazione.
Santonina purificata ottenuta dalla droga. Pur non trattandosi di un estratto fitoterapico complesso, rappresenta il principale principio attivo isolato storicamente utilizzato. La santonina è stata impiegata come farmaco antielmintico contro gli ascaridi e altri nematodi intestinali. L'uso è stato progressivamente abbandonato a causa del ristretto indice terapeutico e del rischio di effetti neurotossici e visivi dose-dipendenti. Non esistono attualmente indicazioni terapeutiche moderne supportate per l'impiego fitoterapico della sostanza.
Tintura madre omeopatica di Artemisia cina. Preparata tradizionalmente dai capolini fiorali secondo le farmacopee omeopatiche. È disponibile come materia prima per successive diluizioni omeopatiche. Le indicazioni derivano esclusivamente dalla dottrina omeopatica e non da evidenze cliniche moderne relative alla specie.
Preparazioni omeopatiche Artemisia cina o Cina maritima. Disponibili comunemente nelle diluizioni D, CH, K e LM. Le diluizioni maggiormente commercializzate comprendono 5 CH, 7 CH, 9 CH, 15 CH, 30 CH e superiori. Non esistono titolazioni fitoterapiche né posologie terapeutiche evidence-based riconosciute per tali preparazioni.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Artemisia cina Monograph, 1998
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
M. Blumenthal, The Complete German Commission E Monographs, 1998
K. Hiller, Santonin and Santonin-Containing Drugs in the History of Anthelmintic Therapy, 1991
Encyclopedia of Pharmaceutical Technology, Santonin, 2007
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs, Supplement Edition, 2009
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Artemisia cina O.C.Berg & Schmidt non è possibile fornire tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche con dosaggi sicuri basati su evidenze scientifiche moderne.
La droga contiene santonina, sostanza storicamente utilizzata come antielmintico ma associata a tossicità neurologica e oculare documentata. Le principali monografie fitoterapiche moderne non raccomandano più l'impiego della pianta in preparazioni erboristiche tradizionali e non definiscono dosaggi sicuri per infusi, decotti o miscele fitoterapiche.
Non risultano disponibili formulazioni erboristiche moderne evidence-based contenenti Artemisia cina in associazione con altre piante sinergizzanti per le quali siano stati definiti composizione, dosaggio e profilo di sicurezza accettabili secondo gli attuali standard fitoterapici.
Di conseguenza non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche con Artemisia cina supportati contemporaneamente da evidenze scientifiche dirette, standard di sicurezza moderni e posologie validate.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
Franz Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
W. C. Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
Rudolf Hänsel, Konstantin Keller, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
American Pharmaceutical Association, The National Formulary and The United States Pharmacopeia Historical Monographs on Santonin, varie edizioni
R. E. Gosselin, Clinical Toxicology of Commercial Products, 1984
Robert R. Dreisbach, Handbook of Poisoning Prevention Diagnosis and Treatment, 1987
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene sostanze con effetti stimolanti o antiparassitari.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Artemisia cina O.C.Berg & Schmidt è stata una delle principali fonti naturali di santonina, un composto che per oltre un secolo ha rappresentato uno dei vermifughi più utilizzati nella medicina occidentale prima dell’introduzione dei farmaci antielmintici di sintesi.
Nel XIX secolo i capolini essiccati della pianta, noti come “semen contra” o “semi di Cina”, erano un prodotto farmaceutico di largo commercio, nonostante non fossero veri semi ma infiorescenze immature, e venivano esportati principalmente dall’Asia centrale verso l’Europa.
La santonina isolata da questa specie ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della farmacologia moderna, diventando uno dei primi principi attivi purificati e standardizzati utilizzati in terapia con dosaggi definiti.
Un aspetto curioso riguarda gli effetti visivi caratteristici della santonina, in particolare la xantopsia, una alterazione della percezione dei colori verso il giallo, che è stata descritta in numerosi casi clinici storici e studiata come fenomeno farmacologico distintivo.
Nonostante la sua importanza storica, l’uso della pianta e del suo principio attivo è stato progressivamente abbandonato a causa della tossicità e del margine terapeutico ristretto, segnando il passaggio verso farmaci più sicuri e selettivi nella terapia delle parassitosi intestinali.