QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 10/06/2026
STRAMONIO Datura stramonium L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *
EFFICACIA NON UTILIZZABILE
Noo
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Sottofamiglia Solanoideae
Tribù Datureae
Genere Datura
Specie Datura stramonium
Famiglia:
Noce spinosa, Noce mettella, Noce vomitta, Paracoculi, Noce puzza, Erba ratta, Erba carogna, Erba degli incantesimi, Erba del diavolo
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTO ERETTO, ROBUSTO, RAMIFICATO, GLABRO O PUBESCENTE, ALTO FINO A 1 METRO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, GRANDI, OVATE O ROMBOIDALI, CON MARGINE IRREGOLARMENTE DENTATO O LOBATO, DI COLORE VERDE SCURO. I FIORI SONO GRANDI, SOLITARI, ERMAFRODITI, ACTINOMORFI, IMBUTIFORMI, DI COLORE BIANCO O VIOLACEO, CHE SI APRONO DI SERA E HANNO UN PROFUMO INTENSO. IL CALICE È TUBOLARE, PERSISTENTE E CIRCONDA LA BASE DEL FRUTTO. LA COROLLA È FORMATA DA CINQUE PETALI FUSI IN UN TUBO ALLUNGATO CON CINQUE LOBI APPUNTITI. GLI STAMI SONO CINQUE, INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. L'OVARIO È SUPERO, BICARPELLARE, CHE MATURA IN UNA CAPSULA SPINOSA, OVOIDE, PENDULA, CONTENENTE NUMEROSI SEMI RENIFORMI, APPIATTITI E SCURI. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO ALTAMENTE TOSSICHE PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI TROPANICI.
Predilige habitat disturbati e ricchi di azoto, come campi coltivati (specialmente dopo colture estive), orti, giardini, discariche, bordi stradali, aree ruderali, cantieri e terreni incolti. Cresce bene su suoli fertili, umidi ma ben drenati, da neutri a leggermente alcalini, ma si adatta anche a terreni più poveri. È una specie eliofila che ama l'esposizione al pieno sole. La sua distribuzione è cosmopolita, essendo presente in molte regioni temperate e subtropicali del mondo come specie naturalizzata. Originaria probabilmente dell'Asia centrale o del Nord America, si è diffusa ampiamente grazie alle attività umane. La sua rapida crescita, l'abbondante produzione di semi che possono rimanere dormienti nel terreno per anni e la sua tolleranza a diverse condizioni ambientali le permettono di colonizzare rapidamente nuovi spazi disturbati. In Italia è comune in tutte le regioni, dal livello del mare alla montagna, in ambienti antropizzati e coltivati. La pianta è altamente tossica in tutte le sue parti.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Daturae Folium, 2003
Monika Miraldi, Paola Ferri, Maria Mostaghimi Vannozzi, Botanical Drugs and Preparations in the Traditional Medicine of West Azerbaijan Iran, 2001
A Berkov, N Zayed, M Doncheva, Alkaloid Patterns in Some Varieties of Datura stramonium, 2006
Moumita Yadav, Sandeep Yadav, Datura stramonium L. An Important Medicinal Plant: A Review of Its Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, 2016
Preeti Soni, Siddharth Siddiqui, Jaya Dwivedi, Datura stramonium Linn. A Plant with Potential Medicinal Values, 2012
Khalid Mehmood, Muhammad Zia-Ul-Haq, Datura stramonium and Its Traditional Medicinal Uses, Phytochemistry and Pharmacology: A Review, 2015
A Berkov, Georgina Philipov, Alkaloids of Datura stramonium, 2005
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: Datura stramonium L. contiene atropina, iosciamina e scopolamina in concentrazioni variabili e potenzialmente elevate. Sono ampiamente documentati casi di intossicazione grave e decesso con manifestazioni anticolinergiche centrali e periferiche, incluse allucinazioni, delirio, ipertermia, aritmie, coma e morte. Le evidenze derivano da dati clinici, tossicologici, farmacologici e osservazionali diretti sulla specie.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Sebbene siano documentate sulla specie attività anticolinergiche, broncodilatatrici e antispasmodiche supportate da evidenze farmacologiche e da impiego medico storico, la specie presenta tossicità grave e potenzialmente letale dovuta agli alcaloidi tropanici. Attualmente non dispone di preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio/rischio favorevole. Le attività farmacologiche note sono state sostanzialmente sostituite dall'impiego di principi attivi purificati o di farmaci più sicuri. Le evidenze disponibili comprendono dati clinici storici, farmacologici, tossicologici e osservazionali diretti sulla specie.
COME COMPORTARSI IN CASO DI SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Datura stramonium L.
L’avvelenamento da stramonio (Datura stramonium) è un’emergenza medica grave, poiché gli alcaloidi tropanici (atropina, scopolamina) possono causare delirio, coma, arresto cardiaco o respiratorio.
Sintomi Principali (comparsa entro 30 min - 3 ore dall’ingestione)
Segni anticolinergici (effetto atropina-like):
Bocca secca, difficoltà a deglutire
Pupille dilatate (midriasi) e visione offuscata
Pelle arrossata e calda, assenza di sudorazione
Tachicardia (battito cardiaco accelerato)
Allucinazioni, agitazione psicomotoria, confusione
Segni gravi (richiedono intervento immediato):
Convulsioni
Coma
Arresto respiratorio
Cosa fare SUBITO
CHIAMA IL CENTRO ANTIVELENI (in Italia: 800.883300) o il 118.
NON INDUCERE IL VOMITO (rischio di aspirazione polmonare).
Se la persona è incosciente, mettila in posizione laterale di sicurezza.
Conserva campioni della pianta ingerita (foglie, semi, radici) per identificazione.
Monitora i parametri vitali (polso, respirazione, coscienza).
Trattamento Medico (solo in ospedale)
Antidoto: Fisostigmina (blocca gli effetti anticolinergici).
Terapia di supporto:
Carbone attivo (se assunzione recente).
Idratazione endovenosa.
Sedativi (se agitazione estrema).
Ventilazione assistita in caso di depressione respiratoria.
Cosa NON fare
Non somministrare latte (peggiora l’assorbimento degli alcaloidi).
Non usare rimedi casalinghi (es. infusi, carbone non attivato).
Non attendere che passi da solo ? L’avvelenamento può essere mortale!
ATTENZIONE: NON esiste un uso sicuro di Datura in casa. Se sospetti un’intossicazione, agisci immediatamente.
Sebbene Datura stramonium L. sia una pianta altamente tossica e pericolosa, alcuni suoi componenti bioattivi (principalmente alcaloidi tropanici come scopolamina, atropina e iosciamina) hanno applicazioni mediche solo in forma purificata e controllata.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività broncodilatatrice e antiasmatica. Supportata da farmacologia sperimentale, osservazioni cliniche storiche e fitoterapia documentata. Gli alcaloidi tropanici della specie antagonizzano i recettori muscarinici bronchiali determinando broncodilatazione. Evidenza disponibile: studi farmacologici, osservazioni cliniche storiche e revisioni farmacognostiche.
Attività antispasmodica sulla muscolatura liscia. Supportata da dati farmacologici sperimentali coerenti con il meccanismo antimuscarinico di atropina, iosciamina e scopolamina isolati dalla specie. Evidenza disponibile: studi in vitro, studi in vivo e letteratura farmacologica.
Attività midriatica e cicloplegica. Effetto farmacologico documentato direttamente per gli alcaloidi presenti nella specie. Evidenza disponibile: studi farmacologici, osservazioni cliniche e applicazioni oftalmologiche storiche.
Attività antisecretiva e riduzione delle secrezioni esocrine. Evidenza disponibile: studi farmacologici sperimentali e osservazioni cliniche storiche correlate all'attività anticolinergica degli alcaloidi della specie.
Attività sul sistema nervoso centrale con effetti deliranti, allucinogeni e psicodislettici. Evidenza disponibile: osservazioni cliniche, studi tossicologici e farmacologici diretti sulla specie.
I dati disponibili riguardano prevalentemente effetti farmacologici degli alcaloidi tropanici e non dimostrano un rapporto beneficio-rischio favorevole per l'impiego fitoterapico moderno della specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
European Medicines Agency (EMA) - Assessment report on Datura stramonium L., folium (2012)
American Journal of Therapeutics - Scopolamine transdermal patch for motion sickness (2017)
Journal of Ethnopharmacology - Toxicological risks of Datura spp. in traditional medicine (2015)
British Journal of Pharmacology - Anticholinergic effects of tropane alkaloids (2019)
WHO Monographs on Selected Medicinal Plants (Vol. 2) - Safety of tropane alkaloids (2004)
European Association of Poisons Centres - Guidelines on Anticholinergic Poisoning (2022)
WHO - Management of Plant Toxin Exposure (2021)
Emergency Medicine Journal - Treatment of Datura Poisoning (2020)
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA CONCENTRAZIONE DI ATROPINA, IOSCIAMINA E SCOPOLAMINA VARIA CONSIDEREVOLMENTE IN FUNZIONE DI ORGANO VEGETALE, STADIO FENOLOGICO, ORIGINE GEOGRAFICA E CONDIZIONI COLTURALI, RENDENDO DIFFICILE LA STANDARDIZZAZIONE DELLA DOSE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI QUANTITATIVI DIRETTI SULLA SPECIE.
LA FINESTRA TERAPEUTICA È RISTRETTA E IL MARGINE TRA DOSE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVA E DOSE TOSSICA PUÒ RISULTARE LIMITATO. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI CLINICI, TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
SONO DOCUMENTATI CASI DI SINDROME ANTICOLINERGICA ACUTA CON MANIFESTAZIONI NEUROLOGICHE, PSICHIATRICHE, OCULARI, CARDIOVASCOLARI E GASTROINTESTINALI CONSEGUENTI ALL'ASSUNZIONE DELLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: CASISTICA CLINICA E STUDI TOSSICOLOGICI.
L'IMPIEGO CONCOMITANTE CON ALTRI FARMACI AD ATTIVITÀ ANTICOLINERGICA PUÒ AUMENTARE GLI EFFETTI FARMACOLOGICI E TOSSICI. EVIDENZA DISPONIBILE: PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA E OSSERVAZIONI CLINICHE CORRELATE AI PRINCIPI ATTIVI DELLA SPECIE.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI MODERNI SUFFICIENTI CHE DEFINISCANO SICUREZZA, EFFICACIA E POSOLOGIA DEI PREPARATI FITOTERAPICI TRADIZIONALI DELLA SPECIE SECONDO GLI STANDARD ATTUALI. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI DATI CLINICI CONTEMPORANEI ADEGUATI.
L'UTILIZZO RICREATIVO O AUTOTERAPEUTICO DELLA SPECIE È ASSOCIATO A ELEVATO RISCHIO DI INTOSSICAZIONE GRAVE. EVIDENZA DISPONIBILE: NUMEROSE SEGNALAZIONI CLINICHE E TOSSICOLOGICHE DOCUMENTATE DIRETTAMENTE PER DATURA STRAMONIUM L.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
DIVIETO ASSOLUTO IN TUTTI I CASI DI USO FITOTERAPICO ()
GLAUCOMA AD ANGOLO CHIUSO O PREDISPOSIZIONE DOCUMENTATA AL GLAUCOMA AD ANGOLO CHIUSO. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI DIRETTI RELATIVI AGLI EFFETTI MIDRIATICI E ANTIMUSCARINICI DEGLI ALCALOIDI PRESENTI NELLA SPECIE.
IPERTROFIA PROSTATICA CON RITENZIONE URINARIA O OSTRUZIONE CERVICO-URETRALE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI DERIVANTI DALL'AZIONE ANTICOLINERGICA DOCUMENTATA DEI PREPARATI DELLA SPECIE.
ILEO PARALITICO, STENOSI GASTROINTESTINALI ORGANICHE E ATONIA INTESTINALE GRAVE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI RELATIVI ALL'INIBIZIONE DELLA MOTILITÀ GASTROINTESTINALE PRODOTTA DAGLI ALCALOIDI TROPANICI DELLA SPECIE.
TACHIARITMIE E CONDIZIONI ASSOCIATE A FREQUENZA CARDIACA PATOLOGICAMENTE ELEVATA. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E DATI FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A DATURA STRAMONIUM L. O AI SUOI PREPARATI. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLA PRATICA FARMACOLOGICA E FITOTERAPICA DELLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Le farmacopee storiche e alcune monografie fitoterapiche del passato riportavano foglie essiccate standardizzate in alcaloidi tropanici totali, principalmente espressi come iosciamina o atropina. L'impiego era destinato soprattutto al trattamento del broncospasmo e dell'asma. Attualmente tali preparazioni non sono più considerate appropriate per l'autoterapia fitoterapica a causa della notevole variabilità del contenuto alcaloidico e del rischio tossicologico. Non esistono titoli moderni universalmente accettati né posologie fitoterapiche attualmente raccomandate.
Tintura madre omeopatica
Preparazione ottenuta dall'intera pianta fresca secondo le farmacopee omeopatiche. Utilizzata esclusivamente in omeopatia. Non esiste un titolo fitochimico correlato a efficacia clinica dimostrata né una posologia supportata da evidenze cliniche moderne.
Diluizioni omeopatiche
Disponibili comunemente nelle forme D3, D4, D6, D12, D30, C30, C200 e superiori. L'utilizzo appartiene esclusivamente alla pratica omeopatica. Non sono disponibili titoli terapeutici né dosaggi supportati da studi clinici controllati sulla specie.
Granuli omeopatici
Preparazioni ottenute da successive diluizioni e dinamizzazioni della tintura madre. Non esistono standardizzazioni farmacognostiche correlate a effetti terapeutici clinicamente dimostrati.
Gocce omeopatiche
Preparazioni liquide derivate dalla tintura madre omeopatica. Non sono disponibili parametri di titolazione o posologie evidence-based riferibili a Datura stramonium L.
Fiale omeopatiche
Presenti in alcuni repertori omeopatici internazionali. Non esistono dati clinici che consentano di definire un titolo efficace o una posologia terapeutica validata.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Daturae Folium, 2003
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia, 2025
Homoeopathic Pharmacopoeia of the United States Convention, Homoeopathic Pharmacopoeia of the United States, 2024
German Homoeopathic Pharmacopoeia Commission, German Homoeopathic Pharmacopoeia, 2023
Moumita Yadav, Sandeep Yadav, Datura stramonium L An Important Medicinal Plant A Review of Its Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology, 2016
Preeti Soni, Siddharth Siddiqui, Jaya Dwivedi, Datura stramonium Linn A Plant with Potential Medicinal Values, 2012
Khalid Mehmood, Muhammad Zia-Ul-Haq, Datura stramonium and Its Traditional Medicinal Uses Phytochemistry and Pharmacology A Review, 2015
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche per uso interno supportati da evidenze scientifiche che consentano di definirne un impiego sicuro.
Non sono disponibili dosaggi sicuri validati per preparazioni acquose della specie. La concentrazione di atropina, iosciamina e scopolamina varia notevolmente in funzione della parte vegetale utilizzata, dello stadio di sviluppo della pianta, delle condizioni ambientali e delle modalità di preparazione, rendendo impossibile garantire una dose prevedibile.
Non esistono formulazioni erboristiche moderne evidence-based che associno Datura stramonium L. ad altre piante medicinali per finalità terapeutiche. L'elevato rischio tossicologico della specie ne ha determinato il progressivo abbandono nella fitoterapia contemporanea.
Le tradizionali miscele fumigatorie antiasmatiche contenenti foglie di Datura stramonium L., storicamente utilizzate in associazione con altre droghe vegetali, non sono considerate sicure secondo gli standard attuali e non dispongono di schemi posologici moderni raccomandabili.
Le attività farmacologiche documentate della specie sono oggi sostituite dall'impiego di principi attivi purificati e farmaci standardizzati con profilo di sicurezza meglio definito.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Daturae Folium, 2003
Moumita Yadav, Sandeep Yadav, Datura stramonium L An Important Medicinal Plant A Review of Its Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology, 2016
Preeti Soni, Siddharth Siddiqui, Jaya Dwivedi, Datura stramonium Linn A Plant with Potential Medicinal Values, 2012
Khalid Mehmood, Muhammad Zia-Ul-Haq, Datura stramonium and Its Traditional Medicinal Uses Phytochemistry and Pharmacology A Review, 2015
A Berkov, N Zayed, M Doncheva, Alkaloid Patterns in Some Varieties of Datura stramonium, 2006
A Berkov, Georgina Philipov, Alkaloids of Datura stramonium, 2005
Lewis S Nelson, Richard D Shih, Michael J Balick, Handbook of Poisonous and Injurious Plants, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene alcaloidi tropanici (scopolamina, atropina) con effetti sul sistema nervoso centrale.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Datura stramonium L. è una delle piante psicoattive più note della famiglia Solanaceae e possiede una lunga storia di utilizzo rituale, magico, medicinale e tossicologico in numerose culture del mondo.
Il nome del genere Datura ha probabilmente origine dal termine sanscrito "dhattura", utilizzato nella medicina tradizionale indiana per indicare piante dotate di proprietà narcotiche e allucinogene.
L'epiteto specifico stramonium compare già nelle opere botaniche rinascimentali e fu formalizzato da Linneo nel 1753 nella prima edizione di Species Plantarum.
La specie è originaria probabilmente delle Americhe tropicali, ma la sua diffusione è oggi cosmopolita e la presenza in Europa è documentata da diversi secoli, tanto da essere considerata naturalizzata in gran parte del continente.
Nelle culture indigene dell'America settentrionale e centrale la pianta veniva impiegata in rituali religiosi, pratiche divinatorie e cerimonie iniziatiche grazie agli effetti provocati dagli alcaloidi tropanici.
A differenza di molte altre piante psicoattive, gli effetti allucinogeni dello stramonio sono caratterizzati da un marcato stato delirante con perdita della capacità di distinguere le allucinazioni dalla realtà, caratteristica che ha contribuito alla sua reputazione di pianta particolarmente pericolosa.
Durante il Medioevo europeo lo stramonio venne associato alla stregoneria e alle cosiddette "pomate delle streghe", preparazioni contenenti piante ricche di alcaloidi tropanici utilizzate per indurre stati alterati di coscienza.
Nel XIX e nella prima metà del XX secolo le foglie essiccate di stramonio furono impiegate in sigarette medicinali antiasmatiche commercializzate in Europa e Nord America per il trattamento del broncospasmo.
La specie ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della farmacologia moderna poiché gli studi sui suoi alcaloidi hanno contribuito alla comprensione del sistema colinergico e dei recettori muscarinici.
Atropina, iosciamina e scopolamina presenti nella pianta sono divenute molecole fondamentali nella storia della medicina, dell'anestesiologia, dell'oftalmologia e della neurologia.
Lo stramonio è una delle piante responsabili del maggior numero di intossicazioni accidentali e volontarie documentate nella letteratura tossicologica mondiale, soprattutto a causa della variabilità del contenuto alcaloidico tra individui diversi della stessa specie.
I semi possono mantenere la loro vitalità nel terreno per molti anni, favorendo la ricomparsa improvvisa della specie anche dopo lunghi periodi di apparente assenza.
I frutti spinosi hanno originato numerosi nomi popolari internazionali equivalenti a "mela spinosa" o "pomo spinoso", riferiti alla caratteristica capsula ricoperta di robuste spine.
Nella letteratura medica anglosassone la specie è spesso citata con il nome comune "Jimsonweed", derivato da "Jamestown weed", in riferimento a un celebre episodio di intossicazione collettiva avvenuto nel XVII secolo nella colonia inglese di Jamestown in Virginia.
Nonostante la lunga storia d'impiego medicinale, lo sviluppo di farmaci purificati e standardizzati ha portato all'abbandono quasi completo dello stramonio nella fitoterapia moderna a causa dell'elevato rischio tossicologico associato all'intera pianta.