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TANG-KUEI Angelica sinensis Diels.
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Autore: erbeofficinali.org
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Foto o Immagine modificata per uso didattico
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteranae
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Sottofamiglia Apioideae
Tribù Selineae
Genere Angelica
Specie Angelica sinensis
Famiglia:
Dang Qui, Dong Quai, Ginseng Femminile, Female Ginseng, Khan Koei-chan, K´i-went Out-take´in, Chinese Angelica
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 1 METRO, CON FUSTO ERETTO, CAVO E STRIATO, SPESSO DI COLORE VIOLACEO. LE FOGLIE SONO GRANDI, ALTERNE, TRIPENNATOSETTE CON SEGMENTI OVATI O LANCEOLATI, DENTATI E DI COLORE VERDE SCURO. LE INFIORESCENZE SONO GRANDI OMBRELLE COMPOSTE CON NUMEROSI PICCOLI FIORI BIANCHI O VERDASTRI. I PETALI SONO CINQUE, INCURVATI. GLI STAMI SONO CINQUE, SPORGENTI. L'OVARIO È INFERO, BICARPELLARE, CHE MATURA IN UN FRUTTO SECCO (ACHENIO) APPIATTITO, OVALE, CON COSTOLE ALATE CHE FAVORISCONO LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA RADICE È CARNOSA, RAMIFICATA E AROMATICA, DI COLORE GIALLO-BRUNASTRO, ED È LA PARTE UTILIZZATA IN MEDICINA TRADIZIONALE. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.
LUGLIO E AGOSTO (ESTATE), CON OMBRELLE DI PICCOLI FIORI BIANCO-VERDASTRI, TIPICI DELLE APIACEAE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO VERDASTRO
Predilige habitat di alta montagna, crescendo in zone umide e fresche come rive di ruscelli, pendii ombrosi e boschi umidi ad altitudini comprese tra i 1600 e i 2500 metri. È endemica della Cina, in particolare delle regioni sud-occidentali e centrali come Gansu, Sichuan, Yunnan e Shaanxi. Richiede suoli ricchi di humus, ben drenati ma con costante umidità, e un clima fresco e umido tipico delle zone montane. La sua crescita ottimale si verifica in condizioni di ombra parziale. La pianta è apprezzata nella medicina tradizionale cinese e la sua radice viene coltivata in queste regioni montane per scopi terapeutici. La sua sopravvivenza in natura dipende dalla conservazione degli habitat montani umidi della Cina.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
Zhao Kai-Jun, Dong Tai-Tao, Tu Peng-Fei, Song Zhi-Hong, Lo Chun-Kwok, Tsim Karl Wah-Keung, Molecular Genetic and Chemical Assessment of Radix Angelica Sinensis, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2003
Wei Wei, Zeng Rong, Gu Chao-Ming, Qu Yuan, Huang Li-Feng, Angelica sinensis in China A Review of Botanical Profile Ethnopharmacology Phytochemistry and Chemical Analysis, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Chao Wen-Wen, Lin Bao-Fa, Bioactivities of Major Constituents Isolated from Angelica sinensis Danggui, Chinese Medicine, 2011
Chen Feng-Ping, Kung Yao-Yuan, Chen Yung-Chi, Review of the Pharmacological Effects of Angelica sinensis and Its Bioactive Compounds, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Zhou Jia-Li, Qu Feng, Treating Gynaecological Disorders with Traditional Chinese Medicine A Review of Angelica sinensis, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2009
Yeh Jiun-Rong, Hsieh Ching-Liang, Huang Chi-Nan, Pharmacological Activities and Health Benefits of Angelica sinensis, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Alle dosi fitoterapiche comunemente impiegate Angelica sinensis presenta generalmente una buona tollerabilità. Gli effetti indesiderati documentati comprendono prevalentemente disturbi gastrointestinali lievi, reazioni allergiche occasionali e fotosensibilizzazione correlata alle furanocumarine. Non risultano evidenze di tossicità grave o letale nell'uso corretto delle preparazioni fitoterapiche standardizzate. Le evidenze derivano da studi clinici, farmacovigilanza, monografie ufficiali e valutazioni tossicologiche.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi su preparazioni specifiche di Angelica sinensis, soprattutto in ambito ginecologico e nei disturbi correlati alla menopausa o in formulazioni combinate della medicina tradizionale cinese. Tuttavia i risultati sono eterogenei, spesso dipendenti dal tipo di estratto, dalla combinazione con altre piante e dalla qualità metodologica degli studi. Le evidenze non consentono di attribuire un'efficacia clinica generale all'intera specie indipendentemente dalla preparazione utilizzata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Alleviamento dei sintomi ginecologici femminili in specifiche formulazioni contenenti Angelica sinensis. Revisioni sistematiche e studi clinici controllati hanno valutato preparazioni a base di Angelica sinensis da sola o più frequentemente in associazione con altre piante per dismenorrea, sintomi menopausali e disturbi ginecologici funzionali. I risultati sono eterogenei e dipendenti dalla formulazione, ma esistono evidenze cliniche dirette sulla specie.
Supporto nel trattamento della dismenorrea. Studi clinici controllati e revisioni hanno riportato benefici in alcune preparazioni fitoterapiche contenenti Angelica sinensis; l'efficacia non è tuttavia dimostrata per tutte le forme estrattive e tutti i protocolli terapeutici.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività ematopoietica e modulatrice dell'eritropoiesi. Supportata da studi in vivo su animali, studi cellulari e revisioni farmacologiche; indicazione tradizionale correlata agli stati di carenza ematica secondo la medicina tradizionale cinese.
Attività antiaggregante piastrinica. Supportata da studi in vitro e in vivo che documentano effetti dei ftalidi e dell'acido ferulico sull'aggregazione piastrinica.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e modelli animali che mostrano riduzione di mediatori infiammatori e modulazione delle vie immunitarie.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e sperimentazioni animali sui polisaccaridi, sui composti fenolici e sui derivati ftalidici.
Attività immunomodulante. Supportata da studi in vitro, studi su animali e revisioni farmacologiche riguardanti soprattutto le frazioni polisaccaridiche.
Attività neuroprotettiva. Supportata da modelli sperimentali in vitro e in vivo che suggeriscono effetti protettivi nei confronti di danno ischemico, stress ossidativo e neuroinfiammazione.
Attività vasodilatatrice e miglioramento del microcircolo. Supportata da studi farmacologici sperimentali e coerente con l'impiego tradizionale documentato.
Attività cardioprotettiva. Supportata da studi animali e studi meccanicistici sperimentali; non confermata da adeguati studi clinici.
Attività epatoprotettiva. Supportata da studi in vivo e in vitro su specifici estratti e componenti fitochimici.
Attività nefroprotettiva. Supportata da modelli animali sperimentali; assenza di conferme cliniche adeguate.
Attività antitumorale sperimentale. Osservata in modelli cellulari e animali per alcuni costituenti isolati; i dati non consentono applicazioni cliniche.
Uso storico e nella tradizione
Tonico femminile nella medicina tradizionale cinese.
Regolazione del ciclo mestruale.
Supporto nei disturbi mestruali.
Impiego tradizionale nelle condizioni attribuite a carenza di sangue secondo la medicina tradizionale cinese.
Utilizzo tradizionale nel puerperio e nel recupero post-partum.
Impiego tradizionale per il benessere cardiovascolare e la circolazione periferica.
Uso tradizionale come componente di numerose formulazioni classiche della medicina tradizionale cinese.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Ulbricht Catherine, Chao Wei, Nummy Kari, Rusie-Seamon Ellen, Lacey Christopher, Liu Jianping, Angelica sinensis Dang Gui An Evidence Based Systematic Review by the Natural Standard Research Collaboration, Journal of Dietary Supplements, 2011
Chen Feng-Ping, Kung Yao-Yuan, Chen Yung-Chi, Review of the Pharmacological Effects of Angelica sinensis and Its Bioactive Compounds, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Chao Wen-Wen, Lin Bao-Fa, Bioactivities of Major Constituents Isolated from Angelica sinensis Danggui, Chinese Medicine, 2011
Wei Wei, Zeng Rong, Gu Chao-Ming, Qu Yuan, Huang Li-Feng, Angelica sinensis in China A Review of Botanical Profile Ethnopharmacology Phytochemistry and Chemical Analysis, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Yeh Jiun-Rong, Hsieh Ching-Liang, Huang Chi-Nan, Pharmacological Activities and Health Benefits of Angelica sinensis, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
Zhou Jia-Li, Qu Feng, Treating Gynaecological Disorders with Traditional Chinese Medicine A Review of Angelica sinensis, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2009
Bensky Dan, Clavey Steven, Stöger Erich, Chinese Herbal Medicine Materia Medica, 2004
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL'EFFETTO ANTICOAGULANTE E ANTIAGGREGANTE. TIPO DI EVIDENZA: CASI CLINICI DOCUMENTATI, OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE E STUDI SPERIMENTALI SUI COSTITUENTI DELLA SPECIE.
POSSIBILE FOTOSENSIBILIZZAZIONE IN SOGGETTI PREDISPOSTI A CAUSA DELLA PRESENZA DI FURANOCUMARINE. TIPO DI EVIDENZA: CARATTERIZZAZIONE FITOCHIMICA DELLA SPECIE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.
POSSIBILI EFFETTI ESTROGENO-SIMILI DI ALCUNI COSTITUENTI FITOCHIMICI. TIPO DI EVIDENZA: STUDI IN VITRO E STUDI SPERIMENTALI SU MODELLI ANIMALI; RILEVANZA CLINICA NON DEFINITIVAMENTE CHIARITA.
POSSIBILI MODIFICAZIONI DELLA CONTRATTILITÀ UTERINA E DEL FLUSSO EMATICO UTERINO. TIPO DI EVIDENZA: STUDI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI E DOCUMENTAZIONE ETNOFARMACOLOGICA TRADIZIONALE.
IN CASO DI INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI È CONSIGLIATA PARTICOLARE CAUTELA PER IL POSSIBILE EFFETTO SULL'EMOSTASI. TIPO DI EVIDENZA: PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUPPORTATA DA STUDI SPERIMENTALI E DA SEGNALAZIONI CLINICHE RELATIVE ALL'INTERAZIONE CON ANTICOAGULANTI.
LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE ESTRATTI SPECIFICI E FORMULAZIONI TRADIZIONALI; LA SICUREZZA PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA, DELLA STANDARDIZZAZIONE DELL'ESTRATTO E DELLA DURATA DEL TRATTAMENTO. TIPO DI EVIDENZA: REVISIONI CLINICHE E FARMACOGNOSTICHE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
GRAVIDANZA. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI E DA MONOGRAFIE UFFICIALI PER LA DOCUMENTATA ATTIVITÀ UTERINA E PER L'USO TRADIZIONALE COME EMMENAGOGO.
DISTURBI EMORRAGICI O PREDISPOSIZIONE AL SANGUINAMENTO. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI, STUDI SPERIMENTALI E OSSERVAZIONI CLINICHE CHE DOCUMENTANO ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA E POTENZIALE INCREMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO.
TERAPIA ANTICOAGULANTE CON WARFARIN. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E CASI DOCUMENTATI DI AUMENTO DELL'INTERNATIONAL NORMALIZED RATIO E DI COMPLICANZE EMORRAGICHE DURANTE L'ASSOCIAZIONE CON ANGELICA SINENSIS.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Droga polverizzata micronizzata della radice
Preparazione ottenuta dalla radice essiccata e polverizzata. È la forma tradizionale più utilizzata nella farmacopea cinese moderna. Le dosi abitualmente impiegate negli studi e nelle monografie variano da 3 a 15 g al giorno suddivise in più somministrazioni. Non esiste un titolo universalmente accettato necessario all'effetto terapeutico.
Estratto secco della radice
Forma ampiamente impiegata negli integratori alimentari occidentali e asiatici. Gli estratti disponibili sono generalmente ottenuti con acqua, miscele idroalcoliche o processi combinati. Attualmente non esiste una standardizzazione internazionale obbligatoria né un titolo universalmente riconosciuto correlato con certezza all'efficacia clinica. Le dosi comunemente utilizzate corrispondono a circa 0,5-3 g al giorno di estratto secco, in funzione del rapporto droga/estratto.
Estratto secco titolato in acido ferulico
Alcuni integratori standardizzano l'estratto sul contenuto di acido ferulico, generalmente compreso tra lo 0,1% e l'1%. L'acido ferulico rappresenta uno dei principali marcatori di qualità della droga, ma non è stato dimostrato un titolo minimo universalmente necessario per ottenere specifici effetti terapeutici. Le dosi giornaliere normalmente utilizzate sono comprese tra 150 e 1000 mg di estratto.
Estratto secco standardizzato in ligustilide
In alcuni preparati specialistici viene utilizzata la ligustilide come marcatore fitochimico. La standardizzazione varia notevolmente tra i produttori e non esiste un livello minimo riconosciuto come necessario per l'efficacia clinica. Le dosi impiegate sono generalmente comprese tra 100 e 1000 mg al giorno di estratto.
Estratto fluido della radice
Preparazione liquida ottenuta mediante estrazione idroalcolica. I rapporti estrattivi più comuni sono 1:1 e 1:2. Le dosi tradizionalmente utilizzate corrispondono in genere a 1-4 mL al giorno, suddivisi in più assunzioni.
Tintura della radice
Preparazione idroalcolica ottenuta dalla radice essiccata. Viene utilizzata soprattutto nella pratica erboristica occidentale. Le dosi comunemente riportate sono comprese tra 2 e 8 mL al giorno in somministrazioni frazionate. Non esistono titolazioni terapeutiche ufficialmente riconosciute.
Estratti combinati standardizzati della medicina tradizionale cinese
Una parte rilevante delle evidenze cliniche disponibili deriva da formulazioni multicomponente contenenti Angelica sinensis associata ad altre droghe medicinali. In tali casi non è possibile attribuire un titolo specifico della sola Angelica sinensis necessario all'effetto terapeutico né definire una posologia universalmente trasferibile ai preparati monopianta.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla radice di Angelica sinensis in diluizioni variabili, generalmente dalla D3 alla D30 e dalla CH4 alla CH30. Non sono disponibili evidenze cliniche che consentano di definire una diluizione o una posologia necessaria per specifici effetti terapeutici.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
Wei Wei, Zeng Rong, Gu Chao-Ming, Qu Yuan, Huang Li-Feng, Angelica sinensis in China A Review of Botanical Profile Ethnopharmacology Phytochemistry and Chemical Analysis, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Chao Wen-Wen, Lin Bao-Fa, Bioactivities of Major Constituents Isolated from Angelica sinensis Danggui, Chinese Medicine, 2011
Chen Feng-Ping, Kung Yao-Yuan, Chen Yung-Chi, Review of the Pharmacological Effects of Angelica sinensis and Its Bioactive Compounds, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Zhou Jia-Li, Qu Feng, Treating Gynaecological Disorders with Traditional Chinese Medicine A Review of Angelica sinensis, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2009
Yeh Jiun-Rong, Hsieh Ching-Liang, Huang Chi-Nan, Pharmacological Activities and Health Benefits of Angelica sinensis, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
Zhao Kai-Jun, Dong Tai-Tao, Tu Peng-Fei, Song Zhi-Hong, Lo Chun-Kwok, Tsim Karl Wah-Keung, Molecular Genetic and Chemical Assessment of Radix Angelica Sinensis, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2003
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana tradizionale tonica ginecologica
Angelica sinensis radice 3 g
Paeonia lactiflora radice 3 g
Preparare un infuso con 200 mL di acqua calda per 15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. Formula derivata da associazioni tradizionali ampiamente documentate nella medicina tradizionale cinese per il supporto del ciclo mestruale.
Decotto tradizionale per dismenorrea funzionale
Angelica sinensis radice 5 g
Paeonia lactiflora radice 5 g
Ligusticum striatum rizoma 3 g
Glycyrrhiza uralensis radice 2 g
Far bollire in 500 mL di acqua per 20-30 minuti e filtrare. Assumere in due somministrazioni giornaliere. La combinazione deriva da formulazioni tradizionali con documentazione farmacologica e clinica relativa soprattutto a preparazioni composte.
Tisana per il recupero ematico tradizionale
Angelica sinensis radice 4 g
Astragalus membranaceus radice 6 g
Preparare un decotto leggero in 300 mL di acqua per 20 minuti. Assumere una volta al giorno. Utilizzata tradizionalmente come sostegno nelle condizioni di debolezza e durante la convalescenza.
Infuso per il supporto nel climaterio
Angelica sinensis radice 3 g
Rehmannia glutinosa radice 4 g
Paeonia lactiflora radice 3 g
Infondere in 250 mL di acqua per 15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. L'impiego è basato principalmente sulla tradizione medica cinese e su dati farmacologici relativi alle singole droghe e alle formulazioni composte.
Decotto tradizionale per disturbi mestruali con componente spastica
Angelica sinensis radice 4 g
Ligusticum striatum rizoma 3 g
Cyperus rotundus rizoma 3 g
Far bollire in 400 mL di acqua per circa 25 minuti. Filtrare e assumere in due dosi giornaliere. Formula derivata dalla pratica tradizionale orientale per il supporto sintomatico dei disturbi del ciclo.
Formulazione erboristica tonica femminile
Angelica sinensis radice 4 g
Paeonia lactiflora radice 4 g
Astragalus membranaceus radice 4 g
Glycyrrhiza uralensis radice 2 g
Preparare un decotto in 500 mL di acqua per 25 minuti. Assumere una o due volte al giorno. La formulazione si basa su associazioni tradizionali documentate e supportate da dati farmacologici sulle droghe impiegate.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
Wei Wei, Zeng Rong, Gu Chao-Ming, Qu Yuan, Huang Li-Feng, Angelica sinensis in China A Review of Botanical Profile Ethnopharmacology Phytochemistry and Chemical Analysis, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Chao Wen-Wen, Lin Bao-Fa, Bioactivities of Major Constituents Isolated from Angelica sinensis Danggui, Chinese Medicine, 2011
Chen Feng-Ping, Kung Yao-Yuan, Chen Yung-Chi, Review of the Pharmacological Effects of Angelica sinensis and Its Bioactive Compounds, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Zhou Jia-Li, Qu Feng, Treating Gynaecological Disorders with Traditional Chinese Medicine A Review of Angelica sinensis, African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicines, 2009
Yeh Jiun-Rong, Hsieh Ching-Liang, Huang Chi-Nan, Pharmacological Activities and Health Benefits of Angelica sinensis, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
Zhao Kai-Jun, Dong Tai-Tao, Tu Peng-Fei, Song Zhi-Hong, Lo Chun-Kwok, Tsim Karl Wah-Keung, Molecular Genetic and Chemical Assessment of Radix Angelica Sinensis, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2003
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale di Angelica sinensis. Preparazione mediante macerazione di 20–30 g di radice essiccata e frammentata in 500 ml di vino di riso o vino bianco a bassa gradazione, in recipiente chiuso al riparo dalla luce per 7–15 giorni con agitazione periodica, quindi filtrazione. Assunzione tradizionale di 10–20 ml una o due volte al giorno. Questa preparazione è documentata nella medicina tradizionale cinese come “vino medicato” e trova riscontro farmacologico nella capacità dell’etanolo di estrarre composti lipofili come ftalidi e cumarine. L’uso è storicamente associato a condizioni di deficit ematico e disturbi ginecologici, con evidenza prevalentemente etnobotanica e farmacologica.
Preparazione alcolica mediante trattamento con vino della radice. La radice di Angelica sinensis viene trattata preventivamente con vino (processo tradizionale detto wine-processing) mediante irrorazione con vino di riso e successiva essiccazione o lieve riscaldamento prima dell’uso o della decozione. Non si tratta di una macerazione diretta ma di una preparazione galenica tradizionale che modifica il profilo chimico della droga aumentando la biodisponibilità di alcuni costituenti attivi. Questo procedimento è documentato da studi chimico-analitici che dimostrano variazioni nei marker come acido ferulico e ftalidi dopo trattamento con vino, con implicazioni farmacologiche sulla biodisponibilità.
Liquore medicinale composto con Angelica sinensis e altre droghe toniche. Preparazione mediante macerazione combinata di Angelica sinensis con altre piante della tradizione cinese come Rehmannia glutinosa, Paeonia lactiflora e Ligusticum chuanxiong in vino di riso per periodi di 2–4 settimane, seguita da filtrazione. Assunzione tradizionale di piccole quantità giornaliere. Questa tipologia di preparazione è documentata nella pratica fitoterapica tradizionale come formulazione complessa e trova supporto da evidenze etnobotaniche e da studi farmacologici su preparazioni multi-componente, mentre le evidenze cliniche dirette sono limitate.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 3, 2007
Chen X.P., Guo B.L., Li S.P., Advances in the study of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhou J., Qu F., Treating gynaecological disorders with traditional Chinese medicine An overview of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2009
Zhang Q., et al., Chemical changes of Angelicae Sinensis Radix by wine treatment, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Angelica sinensis è tradizionalmente utilizzata in ambito culinario nella gastronomia cinese e dell’Asia orientale, dove la radice essiccata viene impiegata principalmente come ingrediente funzionale piuttosto che come alimento in senso stretto, con un ruolo aromatico e nutraceutico nelle preparazioni.
La radice viene frequentemente utilizzata in zuppe e brodi tonici, spesso in combinazione con carne, in particolare pollo o agnello, dove contribuisce con un aroma caratteristico leggermente dolce e speziato e con una funzione tradizionalmente associata al sostegno generale dell’organismo.
In alcune preparazioni viene aggiunta a stufati e piatti a lunga cottura, nei quali la prolungata esposizione al calore favorisce l’estrazione dei composti solubili, integrando il profilo organolettico del piatto con note erbacee e leggermente amare.
È inoltre utilizzata in bevande tradizionali calde, spesso insieme ad altre piante della medicina cinese, in preparazioni simili a tisane funzionali che si collocano al confine tra uso alimentare e fitoterapico.
In ambito domestico e tradizionale può essere impiegata anche nella preparazione di vini medicati e liquori, nei quali la radice viene macerata per estrarne i composti aromatici e bioattivi, contribuendo sia al profilo sensoriale sia all’uso tradizionale come tonico.
L’impiego culinario è generalmente limitato a quantità moderate a causa del sapore intenso e della presenza di composti biologicamente attivi, e viene tipicamente inserito in contesti alimentari specifici piuttosto che nella cucina quotidiana standard.
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Angelica sinensis, nota come “Dong quai” nella medicina tradizionale cinese, è considerata una delle piante più importanti della farmacopea asiatica, spesso definita simbolicamente come il “ginseng femminile” per il suo storico impiego nei disturbi ginecologici e nel sostegno generale dell’organismo.
Il nome “sinensis” indica la sua origine geografica cinese, mentre il termine “Angelica” deriva dalla tradizione europea medievale che attribuiva proprietà protettive e quasi “angeliche” alle specie del genere, sebbene questa specie specifica sia stata valorizzata principalmente in ambito asiatico.
Nella medicina tradizionale cinese la radice è utilizzata da oltre duemila anni ed è menzionata in testi classici come il “Shennong Bencao Jing”, dove veniva classificata tra le droghe di alta qualità per il nutrimento del sangue e l’equilibrio energetico.
La raccolta della radice segue criteri tradizionali molto specifici, con preferenza per piante coltivate in regioni montane della Cina occidentale, dove le condizioni ambientali influenzano la qualità fitochimica e il valore medicinale percepito.
Una curiosità riguarda il trattamento post-raccolta con vino di riso, pratica tradizionale che modifica il profilo chimico della radice e che è ancora oggi oggetto di studi farmacologici per comprenderne le implicazioni sulla biodisponibilità dei principi attivi.
Angelica sinensis è anche culturalmente associata al concetto di equilibrio femminile nella medicina cinese, venendo utilizzata non solo per scopi terapeutici ma anche come alimento funzionale in periodi specifici della vita, come il post-partum.
Nel contesto moderno la pianta ha acquisito popolarità anche in Occidente come integratore, ma spesso in forme standardizzate o combinate, evidenziando il passaggio da uso tradizionale complesso a impiego fitoterapico industriale.