PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 1 METRO, CON FUSTO ERETTO, CAVO E STRIATO, SPESSO DI COLORE VIOLACEO. LE FOGLIE SONO GRANDI, ALTERNE, TRIPENNATOSETTE CON SEGMENTI OVATI O LANCEOLATI, DENTATI E DI COLORE VERDE SCURO. LE INFIORESCENZE SONO GRANDI OMBRELLE COMPOSTE CON NUMEROSI PICCOLI FIORI BIANCHI O VERDASTRI. I PETALI SONO CINQUE, INCURVATI. GLI STAMI SONO CINQUE, SPORGENTI. L'OVARIO È INFERO, BICARPELLARE, CHE MATURA IN UN FRUTTO SECCO (ACHENIO) APPIATTITO, OVALE, CON COSTOLE ALATE CHE FAVORISCONO LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA RADICE È CARNOSA, RAMIFICATA E AROMATICA, DI COLORE GIALLO-BRUNASTRO, ED È LA PARTE UTILIZZATA IN MEDICINA TRADIZIONALE. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.
LUGLIO E AGOSTO (ESTATE), CON OMBRELLE DI PICCOLI FIORI BIANCO-VERDASTRI, TIPICI DELLE APIACEAE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO VERDASTRO
Predilige habitat di alta montagna, crescendo in zone umide e fresche come rive di ruscelli, pendii ombrosi e boschi umidi ad altitudini comprese tra i 1600 e i 2500 metri. È endemica della Cina, in particolare delle regioni sud-occidentali e centrali come Gansu, Sichuan, Yunnan e Shaanxi. Richiede suoli ricchi di humus, ben drenati ma con costante umidità, e un clima fresco e umido tipico delle zone montane. La sua crescita ottimale si verifica in condizioni di ombra parziale. La pianta è apprezzata nella medicina tradizionale cinese e la sua radice viene coltivata in queste regioni montane per scopi terapeutici. La sua sopravvivenza in natura dipende dalla conservazione degli habitat montani umidi della Cina.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 3, 2007
Chen X.P., Guo B.L., Li S.P., Advances in the study of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhou J., Qu F., Treating gynaecological disorders with traditional Chinese medicine An overview of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2009
Wei W.L., Zeng R., Gu C.M., A review of the pharmacological activities of Angelica sinensis, Chinese Journal of Natural Medicines, 2016
Motivazione: dati clinici e osservazionali indicano una buona tollerabilità alle dosi terapeutiche, con effetti indesiderati generalmente lievi e non frequenti; studi tossicologici e farmacologici documentano un ampio margine di sicurezza, pur in presenza di possibili effetti farmacodinamici come attività anticoagulante e fotosensibilizzazione, che non configurano una tossicità intrinseca elevata della specie
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: studi clinici controllati e revisioni sistematiche sono disponibili principalmente per estratti standardizzati e formulazioni tradizionali complesse contenenti Angelica sinensis, in particolare in ambito ginecologico e nel trattamento dei sintomi menopausali e dell’anemia; tuttavia i risultati sono eterogenei e spesso riferiti a preparazioni combinate, con limitata trasferibilità all’uso della singola droga non standardizzata
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Effetto sui sintomi menopausali e sulla dismenorrea documentato in studi clinici controllati e revisioni sistematiche prevalentemente su formulazioni combinate della medicina tradizionale cinese contenenti Angelica sinensis; i risultati mostrano un miglioramento dei sintomi vasomotori e del dolore mestruale, ma l’evidenza è eterogenea e non attribuibile in modo univoco alla sola specie, con limitazioni metodologiche e variabilità degli estratti utilizzati.
Attività ematopoietica e modulazione dell’anemia riportata in studi clinici su preparazioni contenenti Angelica sinensis, con incremento di parametri ematologici; tuttavia la maggior parte dei dati deriva da formulazioni complesse e non da monoterapia, rendendo difficile isolare l’effetto specifico della specie.
Attività antinfiammatoria dimostrata in studi in vitro e in vivo su modelli animali, con riduzione di mediatori infiammatori e modulazione di pathway immunitari; effetto attribuito principalmente a ftalidi e acido ferulico.
Attività antiossidante evidenziata in numerosi studi in vitro su estratti e composti isolati, con capacità di scavenging dei radicali liberi e protezione dallo stress ossidativo; supportata dalla presenza di acidi fenolici e flavonoidi.
Attività immunomodulante documentata in modelli animali e studi in vitro, con effetti su cellule immunitarie e citochine; evidenza coerente ma non confermata clinicamente in modo univoco.
Attività vasodilatatrice e miglioramento della circolazione osservata in studi in vivo e in vitro, con effetti sulla funzione endoteliale e sulla microcircolazione; dati preclinici senza validazione clinica diretta.
Attività analgesica e antispasmodica documentata in modelli animali, coerente con l’uso tradizionale nei disturbi ginecologici, ma priva di conferma clinica specifica sulla specie in monoterapia.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 3, 2007
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Zhou J., Qu F., Treating gynaecological disorders with traditional Chinese medicine An overview of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2009
Chen X.P., Guo B.L., Li S.P., Advances in the study of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Wei W.L., Zeng R., Gu C.M., A review of the pharmacological activities of Angelica sinensis, Chinese Journal of Natural Medicines, 2016
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO DI FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI, SUPPORTATO DA STUDI FARMACOLOGICI E DA OSSERVAZIONI CLINICHE SU INTERAZIONI CON WARFARIN E SOSTANZE CORRELATE.
POSSIBILE FOTOSENSIBILIZZAZIONE CUTANEA ASSOCIATA ALLA PRESENZA DI CUMARINE, SUPPORTATA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DA DATI SPERIMENTALI SULLA SPECIE.
POSSIBILI EFFETTI ESTROGENO-SIMILI E MODULAZIONE ENDOCRINA, SUPPORTATI DA STUDI IN VITRO E IN VIVO SU MODELLI ANIMALI, CON IMPLICAZIONI IN CONDIZIONI ORMONO-DIPENDENTI NON COMPLETAMENTE DEFINITE CLINICAMENTE.
POSSIBILE INSORGENZA DI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI, DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI COME EFFETTO INDESIDERATO NON GRAVE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
GRAVIDANZA DOCUMENTATA COME CONTROINDICAZIONE SULLA BASE DI DATI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONALI CHE EVIDENZIANO ATTIVITÀ UTEROTONICA E MODULAZIONE ORMONALE ASSOCIATA ALLA SPECIE.
DISTURBI EMORRAGICI O TERAPIA ANTICOAGULANTE DOCUMENTATI COME CONTROINDICAZIONE SULLA BASE DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE E OSSERVAZIONI CLINICHE RELATIVE ALL’ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE E ANTICOAGULANTE DI ANGELICA SINENSIS.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ASPIRINA
ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
MODULATORI ORMONALI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di Angelica sinensis titolato in acido ferulico o frazione ftalidica. Preparazione ottenuta per estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, con standardizzazione dei principali marcatori chimici. La posologia comunemente utilizzata negli studi e nei prodotti commerciali varia tra 300 e 1000 mg al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni. L’efficacia è documentata soprattutto in formulazioni combinate, con evidenze cliniche eterogenee.
Estratto fluido di Angelica sinensis. Preparazione con rapporto droga solvente generalmente 1:1 ottenuta per macerazione idroalcolica della radice. La posologia tradizionale prevede l’assunzione di 2–4 ml al giorno, suddivisi in più somministrazioni. L’uso è basato su pratica fitoterapica consolidata e su dati farmacologici, con limitata validazione clinica per la monoterapia.
Tintura madre di Angelica sinensis. Preparazione idroalcolica con rapporto droga solvente tipicamente 1:5 o 1:10. La posologia abituale è di 30–60 gocce una o due volte al giorno, diluite in acqua. L’impiego riflette l’uso tradizionale come tonico ematico e regolatore del ciclo mestruale, con evidenze cliniche indirette.
Estratto gliceroalcolico da radice di Angelica sinensis. Preparazione ottenuta mediante macerazione in miscela di glicerina, acqua ed etanolo, utilizzata soprattutto per migliorare la tollerabilità. La posologia indicativa è di 30–50 gocce una o due volte al giorno. I dati disponibili sono limitati a evidenze farmacologiche e tradizionali.
Estratto standardizzato in polisaccaridi di Angelica sinensis. Preparazione purificata o arricchita in frazioni polisaccaridiche ottenute mediante estrazione acquosa e successiva concentrazione. Le dosi utilizzate negli studi preclinici e in alcuni integratori variano generalmente tra 100 e 500 mg al giorno. L’evidenza è prevalentemente sperimentale con alcuni dati clinici indiretti.
Preparazione omeopatica di Angelica sinensis. Disponibile in diverse diluizioni secondo i principi della medicina omeopatica, senza evidenze scientifiche farmacologiche o cliniche che ne supportino l’efficacia specifica sulla specie.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 3, 2007
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Zhou J., Qu F., Treating gynaecological disorders with traditional Chinese medicine An overview of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2009
Chen X.P., Guo B.L., Li S.P., Advances in the study of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Wei W.L., Zeng R., Gu C.M., A review of the pharmacological activities of Angelica sinensis, Chinese Journal of Natural Medicines, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto di radice di Angelica sinensis. Preparazione con 3–6 g di radice essiccata in 250 ml di acqua fredda, portata a ebollizione e mantenuta a fuoco moderato per 10–15 minuti, quindi lasciata in infusione per ulteriori 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Questa modalità è coerente con l’uso tradizionale della medicina cinese e con l’estrazione di composti idrosolubili come polisaccaridi e acido ferulico, supportata da dati farmacologici sperimentali.
Decotto composto con Angelica sinensis e Paeonia lactiflora. Preparazione con 3 g di Angelica e 3 g di radice di Paeonia in 300 ml di acqua, bollita per 10–15 minuti e lasciata riposare per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. La combinazione è documentata nella fitoterapia tradizionale cinese per disturbi ginecologici e supportata da evidenze farmacologiche e studi clinici su formulazioni combinate.
Decotto composto con Angelica sinensis e Rehmannia glutinosa. Preparazione con 3 g di Angelica e 3–6 g di radice di Rehmannia in 300 ml di acqua, bollita per 15 minuti e lasciata in infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione deriva da formulazioni tradizionali utilizzate per anemia e condizioni di deficit ematico, con supporto da studi sperimentali e osservazionali su preparazioni multi-componente.
Infuso composto con Angelica sinensis e Zingiber officinale. Preparazione con 2–3 g di Angelica e 0,5–1 g di rizoma di Zingiber in 250 ml di acqua calda, infusione per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno. La presenza di Zingiber officinale è supportata da evidenze cliniche per l’attività antinfiammatoria e gastroprotettiva, mentre per Angelica sinensis l’evidenza è prevalentemente farmacologica e tradizionale.
Decotto composto con Angelica sinensis e Glycyrrhiza glabra. Preparazione con 2–3 g di Angelica e 1 g di Glycyrrhiza in 250–300 ml di acqua, bollita per 10–15 minuti e lasciata in infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno per periodi limitati. L’associazione è coerente con la pratica fitoterapica tradizionale e con evidenze farmacologiche su entrambe le specie, con migliore tollerabilità gastrointestinale.
Infuso composto con Angelica sinensis e Astragalus membranaceus. Preparazione con 2–3 g di Angelica e 3 g di Astragalus in 250–300 ml di acqua calda, infusione per 15 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è documentata nella fitoterapia tradizionale come tonico generale e immunomodulante, con supporto da studi in vivo e clinici su formulazioni combinate.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 3, 2007
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Zhou J., Qu F., Treating gynaecological disorders with traditional Chinese medicine An overview of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2009
Chen X.P., Guo B.L., Li S.P., Advances in the study of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Wei W.L., Zeng R., Gu C.M., A review of the pharmacological activities of Angelica sinensis, Chinese Journal of Natural Medicines, 2016
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale di Angelica sinensis. Preparazione mediante macerazione di 20–30 g di radice essiccata e frammentata in 500 ml di vino di riso o vino bianco a bassa gradazione, in recipiente chiuso al riparo dalla luce per 7–15 giorni con agitazione periodica, quindi filtrazione. Assunzione tradizionale di 10–20 ml una o due volte al giorno. Questa preparazione è documentata nella medicina tradizionale cinese come “vino medicato” e trova riscontro farmacologico nella capacità dell’etanolo di estrarre composti lipofili come ftalidi e cumarine. L’uso è storicamente associato a condizioni di deficit ematico e disturbi ginecologici, con evidenza prevalentemente etnobotanica e farmacologica.
Preparazione alcolica mediante trattamento con vino della radice. La radice di Angelica sinensis viene trattata preventivamente con vino (processo tradizionale detto wine-processing) mediante irrorazione con vino di riso e successiva essiccazione o lieve riscaldamento prima dell’uso o della decozione. Non si tratta di una macerazione diretta ma di una preparazione galenica tradizionale che modifica il profilo chimico della droga aumentando la biodisponibilità di alcuni costituenti attivi. Questo procedimento è documentato da studi chimico-analitici che dimostrano variazioni nei marker come acido ferulico e ftalidi dopo trattamento con vino, con implicazioni farmacologiche sulla biodisponibilità.
Liquore medicinale composto con Angelica sinensis e altre droghe toniche. Preparazione mediante macerazione combinata di Angelica sinensis con altre piante della tradizione cinese come Rehmannia glutinosa, Paeonia lactiflora e Ligusticum chuanxiong in vino di riso per periodi di 2–4 settimane, seguita da filtrazione. Assunzione tradizionale di piccole quantità giornaliere. Questa tipologia di preparazione è documentata nella pratica fitoterapica tradizionale come formulazione complessa e trova supporto da evidenze etnobotaniche e da studi farmacologici su preparazioni multi-componente, mentre le evidenze cliniche dirette sono limitate.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 3, 2007
Chen X.P., Guo B.L., Li S.P., Advances in the study of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Zhou J., Qu F., Treating gynaecological disorders with traditional Chinese medicine An overview of Angelica sinensis, Journal of Ethnopharmacology, 2009
Zhang Q., et al., Chemical changes of Angelicae Sinensis Radix by wine treatment, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Angelica sinensis è tradizionalmente utilizzata in ambito culinario nella gastronomia cinese e dell’Asia orientale, dove la radice essiccata viene impiegata principalmente come ingrediente funzionale piuttosto che come alimento in senso stretto, con un ruolo aromatico e nutraceutico nelle preparazioni.
La radice viene frequentemente utilizzata in zuppe e brodi tonici, spesso in combinazione con carne, in particolare pollo o agnello, dove contribuisce con un aroma caratteristico leggermente dolce e speziato e con una funzione tradizionalmente associata al sostegno generale dell’organismo.
In alcune preparazioni viene aggiunta a stufati e piatti a lunga cottura, nei quali la prolungata esposizione al calore favorisce l’estrazione dei composti solubili, integrando il profilo organolettico del piatto con note erbacee e leggermente amare.
È inoltre utilizzata in bevande tradizionali calde, spesso insieme ad altre piante della medicina cinese, in preparazioni simili a tisane funzionali che si collocano al confine tra uso alimentare e fitoterapico.
In ambito domestico e tradizionale può essere impiegata anche nella preparazione di vini medicati e liquori, nei quali la radice viene macerata per estrarne i composti aromatici e bioattivi, contribuendo sia al profilo sensoriale sia all’uso tradizionale come tonico.
L’impiego culinario è generalmente limitato a quantità moderate a causa del sapore intenso e della presenza di composti biologicamente attivi, e viene tipicamente inserito in contesti alimentari specifici piuttosto che nella cucina quotidiana standard.
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Angelica sinensis, nota come “Dong quai” nella medicina tradizionale cinese, è considerata una delle piante più importanti della farmacopea asiatica, spesso definita simbolicamente come il “ginseng femminile” per il suo storico impiego nei disturbi ginecologici e nel sostegno generale dell’organismo.
Il nome “sinensis” indica la sua origine geografica cinese, mentre il termine “Angelica” deriva dalla tradizione europea medievale che attribuiva proprietà protettive e quasi “angeliche” alle specie del genere, sebbene questa specie specifica sia stata valorizzata principalmente in ambito asiatico.
Nella medicina tradizionale cinese la radice è utilizzata da oltre duemila anni ed è menzionata in testi classici come il “Shennong Bencao Jing”, dove veniva classificata tra le droghe di alta qualità per il nutrimento del sangue e l’equilibrio energetico.
La raccolta della radice segue criteri tradizionali molto specifici, con preferenza per piante coltivate in regioni montane della Cina occidentale, dove le condizioni ambientali influenzano la qualità fitochimica e il valore medicinale percepito.
Una curiosità riguarda il trattamento post-raccolta con vino di riso, pratica tradizionale che modifica il profilo chimico della radice e che è ancora oggi oggetto di studi farmacologici per comprenderne le implicazioni sulla biodisponibilità dei principi attivi.
Angelica sinensis è anche culturalmente associata al concetto di equilibrio femminile nella medicina cinese, venendo utilizzata non solo per scopi terapeutici ma anche come alimento funzionale in periodi specifici della vita, come il post-partum.
Nel contesto moderno la pianta ha acquisito popolarità anche in Occidente come integratore, ma spesso in forme standardizzate o combinate, evidenziando il passaggio da uso tradizionale complesso a impiego fitoterapico industriale.