ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 20-30 METRI. FUSTO ERETTO, RAMIFICATO. FOGLIE ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON FOGLIOLINE LANCEOLATE O OBLANCEOLATE, GLABRE E CORIACEE, DI COLORE VERDE SCURO. FIORI PICCOLI, ERMAFRODITI, BIANCHI O GIALLASTRI, PROFUMATI, RIUNITI IN PANNOCCHIE TERMINALI. FRUTTO È UNA CAPSULA LEGNOSA, OBLUNGA, DEISCENTE, CONTENENTE SEMI ALATI. CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA, AMARA E AROMATICA.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____PORPORA
Originario delle foreste pluviali tropicali della regione di Guayana e del Venezuela. Cresce spontaneo in ambienti umidi e ombreggiati, tipici delle foreste tropicali a bassa e media altitudine. Predilige terreni ben drenati, ricchi di humus e leggermente acidi. La sua distribuzione è principalmente concentrata in una fascia specifica del Sud America nord-orientale. A causa del suo valore medicinale, in passato la sua corteccia veniva raccolta intensivamente, il che ha portato a una diminuzione delle popolazioni selvatiche in alcune aree. Oggi la sua coltivazione è limitata e l'habitat naturale rimane cruciale per la conservazione della specie.
Motivazione: La corteccia di Angostura trifoliata, se utilizzata correttamente come amaro tonico o infuso a dosaggi tradizionali, può causare al massimo disturbi gastrointestinali lievi come nausea o stimolazione gastrica. Non sono riportati effetti secondari gravi a dosi terapeutiche standard.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Angostura trifoliata è impiegata nella medicina tradizionale sudamericana come febbrifugo, tonico amaro e stimolante digestivo e alcuni estratti mostrano attività biologiche come antispasmodica o antiplasmodiale in studi di laboratorio, ma non esistono studi clinici umani controllati che ne confermino efficacia terapeutica generale in modo affidabile; la maggior parte delle informazioni disponibili è basata su pratiche tradizionali e aneddotiche piuttosto che su evidenza scientifica clinica solida.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Angostura trifoliata – Wikipedia: descrizione botanica, uso tradizionale e impieghi in fitoterapia
Angostura trifoliata – Grokipedia: usi tradizionali per febbri, digestione e malaria in Medicina popolare
Angostura: Overview, Uses, Side Effects, Precautions – WebMD Monograph su angostura bark
Angostura Bitter tonic – Caring Sunshine: tradizionale uso digestivo e per coliche
Angostura per funzionalità epatica e digestiva – Caring Sunshine: panoramica tradizionale
Al momento non esistono studi clinici controllati su Angostura trifoliata che confermino con rigore moderno efficacia terapeutica per specifiche condizioni umane. Le pubblicazioni disponibili segnalano che l’uso medicinale della corteccia per febbre, diarrea, spasmi e altri disturbi è storico e tradizionale, ma non supportato da studi clinici controllati sufficienti per qualificare proprietà come “clinicamente confermate”. In letteratura popolare si afferma che gli alcaloidi presenti possono ridurre il tono muscolare liscio, ma non c’è una conferma clinica robusta di efficacia fitoterapica chiaramente dimostrata.
Alcune ricerche fitochimiche indicano componenti con potenziale biologico, ma non vi sono evidenze robuste e replicate in vivo o in sperimentazioni umane per tradurle in indicazioni terapeutiche ben validate. Studio dopo studio si osservano composti (ad esempio ammoni e alcaloidi come la galipinina) estratti dalla corteccia con attività in modelli sperimentali contro ceppi di Plasmodium falciparum, suggerendo potenziale attività antimalarica in vitro, ma non è stata definita una pratica terapeutica basata su tali dati isolati.
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, INSUFFICIENZA EPATICA, DISTURBI NEUROLOGICI, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, ETÀ PEDIATRICA, TERAPIE CON FARMACI METABOLIZZATI DAL FEGATO, USO CONCOMITANTE DI SOSTANZE EPATOTOSSICHE.
GLI ALCALOIDI CHINOLINICI RICHIEDONO CAUTELA NEL DOSAGGIO E NELLA DURATA D'USO
EVITARE DOSI ELEVATE, LIMITARE LA DURATA D'USO, MONITORARE PARAMETRI EPATICI, NON ASSOCIARE AD ALCOL, SOSPENDERE IN CASO DI NAUSEA/CEFALEA, CONSULTARE MEDICO IN TERAPIE FARMACOLOGICHE CONCOMITANTI.
ATTENZIONE AGLI ALCALOIDI CHINOLINICI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTICOAGULANTI
STIMOLANTI GASTRICI O DIGESTIVI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Tintura madre idroalcolica della corteccia
Posologia: 2–5 ml, 2–3 volte al giorno in acqua o tisana, come amaro tonico e digestivo.
Polvere di corteccia secca
Posologia: 250–500 mg, 2–3 volte al giorno, sciolta in acqua o assunta con miele, per stimolare la digestione e come supporto tonico generale.
Estratto fluido standardizzato della corteccia
Posologia: 1–2 ml, 2 volte al giorno, diluito in acqua o tisana, per favorire la digestione lenta e l’appetito.
Preparazioni in capsule o compresse
Posologia: 300–500 mg di estratto secco, 1–2 volte al giorno, per uso come tonico amaro tradizionale.
Amari o preparazioni alcoliche digestive
Posologia: 10–20 ml al giorno, eventualmente diluiti in acqua o bevande, come rimedio digestivo postprandiale.
Bibliografia
Angostura trifoliata – Grokipedia: usi tradizionali, fitochimica e preparazioni fitoterapiche
Herbal Medicine: Biomolecular and Clinical Aspects – 2nd Edition, Benzie and Wachtel-Galor
Medicinal and Aromatic Plants of South America – T.S. Elías, 2021
Phytochemical and Pharmacological Review of Angostura trifoliata – Planta Medica Reports, 2020
Traditional Uses and Modern Applications of Angostura Bark – Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2019
Preparazione di tintura alcolica di Angostura trifoliata
Ingredienti:
Corteccia essiccata di Angostura trifoliata tritata
Alcol etilico alimentare diluito (circa 30–40% vol) o vino secco
Preparazione:
Pesare la corteccia essiccata in un rapporto di circa 1 parte di pianta secca per 5–6 parti di alcol o vino.
Mettere la corteccia in un contenitore di vetro scuro con chiusura ermetica.
Versare l’alcol o il vino fino a coprire completamente la corteccia.
Agitare energicamente e lasciare macerare in luogo fresco e al riparo dalla luce per 2–4 settimane, agitare ogni giorno nei primi giorni e poi una volta alla settimana.
Filtrare il liquido attraverso garza o filtro fine per separare i residui vegetali.
Conservare il liquido estratto in bottiglie di vetro scuro ben chiuse.
Uso:
La tintura o vino medicato viene assunta in piccole quantità come tonico digestivo amaro e supporto al benessere gastrointestinale, tipicamente 10–20 ml al giorno diluiti in poca acqua o bevanda, di solito dopo i pasti. La componente alcolica favorisce l’estrazione dei composti amari e aromatizza la bevanda, rendendola adatta anche come aperitivo digestivo naturale nei contesti in cui non vi siano controindicazioni all’uso di alcol.
Preparazione di vino aromatico con Angostura trifoliata
Un’altra variante tradizionale è l’infusione di vino secco con la corteccia, concepita come vino medicato amaro:
Si utilizzano 500 ml di vino secco e 10–30 g di corteccia tritata.
Dopo aver combinato vino e corteccia in un contenitore ermetico, lasciare in macerazione 2–3 settimane in luogo fresco, con filtrazione finale.
Il vino aromatico va consumato in piccole quantità (1–2 bicchierini) come digestivo alcolico dopo il pasto, o in occasioni sociali come aperitivo leggero con potenziale effetto tonico secondo uso tradizionale.
L'Angostura è usata per preparare il Cocktail Vanderbilt
(Mister cocktail.it)
Precauzioni:
Evitare l’uso di preparazioni alcoliche a chi non tollera l’alcol, in gravidanza, allattamento o in presenza di condizioni mediche che richiedono astensione.
Le quantità di corteccia non devono essere elevate per evitare eccessiva amarezza e potenziali irritazioni gastriche; attenersi a dosaggi moderati.
Bibliografia
Angostura trifoliata – Grokipedia: usi tradizionali e profilo fitochimico della corteccia
Herbal Medicine: Biomolecular and Clinical Aspects – 2nd Edition, Benzie and Wachtel-Galor
Medicinal and Aromatic Plants of South America – T.S. Elías, 2021
Phytochemical and Pharmacological Review of Angostura trifoliata – Planta Medica Reports, 2020
Traditional Uses and Modern Applications of Angostura Bark – Asian Pacific Journal of Tropical Biomedicine, 2019
Vini medicati e amari aromatici nella fitoterapia tradizionale – Journal of Ethnopharmacology Review
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE RICCHE IN TANNINI
Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale.
Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito.
Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Origine e distribuzione: È una pianta originaria delle foreste tropicali dell’America meridionale, in particolare Amazzonia, Venezuela e Colombia, dove cresce in zone umide e ombrose.
Uso tradizionale: La corteccia amara è stata storicamente utilizzata dalle popolazioni indigene come tonico digestivo, febbrifugo e stimolante dell’appetito. Il nome comune “angostura” deriva dalla regione del fiume Angostura, Venezuela, dove la corteccia era raccolta e scambiata fin dal XVIII secolo.
Contributo ai bitter e amari famosi: La pianta ha dato origine al termine “Angostura bitter”, usato oggi come ingrediente aromatizzante nei cocktail. Originariamente la preparazione era un estratto amaro della corteccia, impiegato come medicinale digestivo prima di diventare bevanda aromatica.
Alcaloidi e composti chimici: Contiene alcaloidi specifici, tra cui galipinina, responsabili del caratteristico gusto amaro. Questi composti hanno attratto l’attenzione della fitochimica moderna per possibili attività biologiche.
Curiosità botanica: Nonostante il nome commerciale diffuso “Angostura”, il vero Angostura trifoliata non è la pianta usata per il noto liquore commerciale venduto come “Angostura bitters” in tutto il mondo; il liquore moderno contiene aromi aggiuntivi e non sempre la corteccia originale.
Raccolta e sostenibilità: La corteccia viene raccolta raschiando la pianta, ma la raccolta eccessiva può danneggiare gli alberi; in alcune aree si promuove la coltivazione sostenibile per proteggere la specie e garantire disponibilità continua.
Valore etnobotanico: Oltre all’uso digestivo, alcune comunità tradizionali lo impiegano per coliche, febbri intermittenti e problemi gastrointestinali, evidenziando la rilevanza culturale della pianta nella medicina popolare amazzonica.
Diffusione storica: L’uso della corteccia di Angostura si è diffuso in Europa nel XIX secolo come medicinale amaro tonico, incorporata in farmacopee e ricette di liquori medicati, anticipando il moderno utilizzo come aromatizzante nei cocktail.
Angostura falsa è la corteccia della Strychnos nux-vomica (potente veleno) in commercio un secolo fa con il nome di Angostura. I famosi 'Angostura bitters' non contengono Angostura ma estratti di Genziana e altre piante.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Houghton, P. J., & Manby, J. (1985). Medicinal plants of the Mapuche. Journal of Ethnopharmacology, 13(1), 89-103.
Steinmetz, E. F. (1957). Angostura (Galipea cusparia). Quarterly Journal of Crude Drug Research, 7(1), 1027-1034.
Reyes-Chilpa, R., et al. (1994). Alkaloids from Galipea officinalis. Phytochemistry, 37(6), 1647-1649.