PICCOLO ALBERO O ARBUSTO CHE RAGGIUNGE I 5-7 METRI DI ALTEZZA, CON CORTECCIA SOTTILE, LISCIA E GRIGIO-BRUNASTRA CHE SI SFALDA IN PICCOLE SCAGLIE AROMATICHE. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SEMPLICI, DA OVATE A LANCEOLATE, CON MARGINI LEGGERMENTE SEGHETTATI E UNA CARATTERISTICA FRAGRANZA AROMATICA QUANDO VENGONO SCHIACCIATE. I FIORI SONO PICCOLI, GIALLASTRI, UNISESSUALI E PORTATI IN RACEMI TERMINALI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA TRILOBATA CHE CONTIENE TRE SEMI.
PIENA ESTATE (LUGLIO-AGOSTO)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO GIALLASTRO
Cresce principalmente in habitat tropicali umidi. Si trova comunemente in boschi aperti, zone costiere, e su suoli calcarei ben drenati. Predilige climi caldi e umidi tipici delle regioni caraibiche, in particolare le Bahamas, Cuba e Hispaniola, che rappresentano il suo areale nativo principale.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
James E. Robbers, Marilyn K. Speedie, Varro E. Tyler, Pharmacognosy and Pharmacobiotechnology, 1996
M. Iwu, Handbook of African Medicinal Plants, 2014
Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla corteccia di Croton eluteria indicano una buona tollerabilità alle dosi tradizionalmente impiegate. Gli effetti indesiderati documentati sono prevalentemente limitati a possibili irritazioni gastrointestinali o reazioni di ipersensibilità individuale. Non risultano evidenze di tossicità grave o letale associate all'uso corretto della droga vegetale nelle preparazioni tradizionali. Le evidenze derivano da dati farmacognostici, osservazioni fitoterapiche storiche e valutazioni tossicologiche della corteccia utilizzata come droga medicinale.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Croton eluteria (L.) W.Wright possiede un uso fitoterapico consolidato come amaro aromatico, stomachico ed eupeptico, documentato da farmacopee storiche, monografie farmacognostiche e letteratura fitoterapica. Le evidenze disponibili comprendono dati farmacologici sulla corteccia aromatica e sui suoi costituenti volatili, osservazioni cliniche tradizionali e lunga esperienza d'impiego, ma non sono disponibili studi clinici controllati moderni sufficienti per una classificazione superiore. L'efficacia risulta principalmente correlata all'impiego della corteccia come tonico amaro digestivo.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo l'efficacia terapeutica di Croton eluteria (L.) W.Wright per specifiche indicazioni cliniche. Non sono pertanto disponibili evidenze cliniche confermate secondo gli attuali criteri della medicina basata sulle prove.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività amaro-tonica digestiva. Supportata da uso fitoterapico consolidato, monografie farmacognostiche, osservazioni cliniche tradizionali e dati farmacologici correlati alla presenza di sostanze aromatiche amare nella corteccia.
Attività stomachica. Supportata da documentazione fitoterapica tradizionale e da dati farmacologici relativi alla stimolazione delle funzioni digestive associata ai principi aromatici della droga.
Attività eupeptica. Supportata da uso tradizionale documentato e da osservazioni farmacologiche coerenti con l'impiego della corteccia come tonico digestivo.
Attività aromatica correttiva del gusto. Supportata da impiego farmaceutico e fitoterapico storico come correttivo organolettico in preparazioni medicinali e liquori medicinali.
Attività carminativa. Supportata principalmente da uso fitoterapico tradizionale e dalla presenza di componenti aromatici volatili; le evidenze sperimentali specifiche sulla specie sono limitate.
Attività antimicrobica. Alcuni estratti e componenti della corteccia hanno mostrato attività in vitro nei confronti di microrganismi; le evidenze sono preliminari e non consentono estrapolazioni cliniche.
Attività antiossidante. Osservata in studi in vitro su estratti della specie e attribuita a composti fenolici e flavonoidici; il significato terapeutico clinico rimane non dimostrato.
Le evidenze disponibili sono prevalentemente farmacognostiche, fitochimiche, sperimentali in vitro e basate sull'uso fitoterapico documentato. I dati clinici moderni risultano limitati.
Uso storico e nella tradizione
Tonico amaro digestivo.
Stomachico.
Eupeptico nelle digestioni lente.
Carminativo nei disturbi digestivi funzionali.
Correttivo del gusto in preparazioni medicinali.
Aromatizzante di preparazioni erboristiche e liquori.
Impiego tradizionale nelle dispepsie.
Impiego tradizionale nella perdita dell'appetito.
Impiego tradizionale come tonico generale.
Utilizzo storico della corteccia come sostanza aromatica da fumigazione e come incenso.
Gli usi tradizionali riportati non costituiscono prova di efficacia clinica e derivano principalmente dalla medicina empirica e dalla tradizione erboristica europea e caraibica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
James E. Robbers, Marilyn K. Speedie, Varro E. Tyler, Pharmacognosy and Pharmacobiotechnology, 1996
Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
American Botanical Council, Botanical Safety Handbook Second Edition, 2013
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA DROGA È CARATTERIZZATA DA UN ELEVATO CONTENUTO DI SOSTANZE AROMATICHE AMARE E DI OLIO ESSENZIALE CHE POSSONO AUMENTARE LA SECREZIONE GASTRICA. EVIDENZA FARMACOLOGICA DERIVANTE DALLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA E DALL'USO TRADIZIONALE COME AMARO STOMACHICO.
A DOSAGGI ELEVATI POSSONO COMPARIRE IRRITAZIONE GASTRICA, NAUSEA O DISTURBI GASTROINTESTINALI. EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE E FARMACOLOGICHE RIPORTATE NELLA LETTERATURA SPECIALISTICA.
LA COMBUSTIONE DELLA CORTECCIA PRODUCE UN AROMA GRADEVOLE ED È STATA STORICAMENTE UTILIZZATA COME INCENSO E AROMATIZZANTE. TALE IMPIEGO NON COSTITUISCE UN USO TERAPEUTICO E NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CORRELATI. EVIDENZA ETNOBOTANICA E STORICA.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE LA CORTECCIA DELLA SPECIE IMPIEGATA COME AMARO AROMATICO E TONICO DIGESTIVO; RISULTANO LIMITATI GLI STUDI CLINICI MODERNI CONTROLLATI SULLA DROGA VEGETALE. EVIDENZA DERIVANTE DALLA REVISIONE DELLA LETTERATURA FARMACOGNOSTICA E FITOTERAPICA.
NON SONO DISPONIBILI DATI CLINICI SUFFICIENTI PER DEFINIRE CON PRECISIONE IL PROFILO DI SICUREZZA DURANTE IMPIEGHI PROLUNGATI O AD ALTE DOSI. EVIDENZA DERIVANTE DALLA LIMITATA DOCUMENTAZIONE CLINICA CONTEMPORANEA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A CROTON ELUTERIA (L.) W.WRIGHT O ALLA CORTECCIA DI CASCARILLA. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI FITOTERAPICHE E DALLA PRESENZA DI COMPONENTI AROMATICI POTENZIALMENTE SENSIBILIZZANTI.
Estratto secco della corteccia di Cascarilla
Sono descritti in letteratura estratti secchi ottenuti dalla corteccia impiegati come amaro aromatico e tonico digestivo. Non esistono standard internazionali moderni condivisi relativi alla titolazione dei principi attivi né monografie regolatorie che definiscano un titolo minimo necessario all'effetto terapeutico. Le dosi tradizionalmente riportate per gli estratti secchi corrispondono generalmente a 100–500 mg al giorno, ma tali valori derivano principalmente dall'uso storico e non da studi clinici moderni.
Estratto fluido
L'estratto fluido della corteccia è stato utilizzato storicamente come stomachico, eupeptico e correttivo aromatico. Non risultano disponibili titolazioni standardizzate validate né concentrazioni minime di specifici marcatori fitochimici correlate all'efficacia terapeutica. Le posologie storiche riportate variano generalmente tra 0,5 e 2 mL fino a tre volte al giorno.
Tintura
Le tinture ottenute dalla corteccia di Croton eluteria sono presenti nella tradizione fitoterapica europea e nordamericana come preparazioni amare digestive. Non esistono standard ufficiali moderni relativi al contenuto di olio essenziale o di altri principi attivi utilizzabili come titolo terapeutico validato. Le dosi storicamente documentate corrispondono generalmente a 1–4 mL fino a tre volte al giorno.
Estratti impiegati nell'industria liquoristica e farmaceutica
Estratti idroalcolici e aromatici della corteccia sono stati utilizzati come ingredienti di preparazioni digestive, aperitivi amari e formulazioni farmaceutiche aromatiche. Tali impieghi sono prevalentemente tecnologici e organolettici; non sono disponibili titolazioni terapeutiche validate da studi clinici.
Integratori standardizzati o titolati
Non risultano disponibili integratori moderni standardizzati riconosciuti a livello internazionale con titolo definito e validato clinicamente per Croton eluteria (L.) W.Wright. Le preparazioni commerciali disponibili presentano generalmente una semplice standardizzazione estrattiva senza correlazione clinica dimostrata tra titolo e risposta terapeutica.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla corteccia di Croton eluteria, generalmente sotto forma di tintura madre omeopatica e diluizioni decimali o centesimali. Le diluizioni più comunemente reperibili comprendono D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30.
Non esistono titoli terapeutici validati né posologie evidence-based per le preparazioni omeopatiche di Croton eluteria. Le indicazioni associate a tali preparazioni derivano esclusivamente dalla dottrina omeopatica e non costituiscono prova di efficacia clinica.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
James E. Robbers, Marilyn K. Speedie, Varro E. Tyler, Pharmacognosy and Pharmacobiotechnology, 1996
Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Cascarilla
La corteccia di Croton eluteria è tradizionalmente impiegata come amaro aromatico e tonico digestivo. Una preparazione tradizionale documentata prevede 1–2 g di corteccia essiccata in 150–200 mL di acqua bollente, con infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a 2–3 volte al giorno prima dei pasti per favorire l'appetito e la funzione digestiva. Le evidenze derivano principalmente dall'uso fitoterapico consolidato e dalla farmacologia dei principi amari aromatici.
Infuso composto per dispepsia e iporexia
Croton eluteria corteccia 1 parte, Gentiana lutea radice 1 parte, Citrus aurantium scorza amara 1 parte. Utilizzare 2–3 g della miscela in 200 mL di acqua bollente, lasciare in infusione 10–15 minuti. Assunzione prima dei pasti. L'associazione è supportata dall'impiego tradizionale come formulazione amaro-tonica digestiva.
Decotto leggero di Cascarilla
1–2 g di corteccia in 200 mL di acqua. Bollitura per circa 5 minuti seguita da infusione a recipiente coperto per ulteriori 10 minuti. Utilizzo tradizionale come stomachico aromatico. Non sono disponibili studi clinici moderni che consentano di definirne un'efficacia terapeutica specifica.
Formulazione erboristica digestiva
Croton eluteria corteccia 1 parte, Cinnamomum verum corteccia 1 parte, Zingiber officinale rizoma 1 parte. Preparazione come infuso di 2–3 g della miscela in 200 mL di acqua. Utilizzo tradizionale come supporto digestivo aromatico e correttivo del gusto.
Formulazione erboristica carminativa
Croton eluteria corteccia 1 parte, Foeniculum vulgare frutti 2 parti, Mentha × piperita foglie 2 parti. Preparazione mediante infuso di 2–4 g della miscela in 200 mL di acqua bollente. L'impiego deriva dalla tradizione fitoterapica per disturbi digestivi funzionali e meteorismo.
Le formulazioni sopra riportate derivano prevalentemente da fonti farmacognostiche e fitoterapiche tradizionali. Non sono disponibili studi clinici controllati moderni che abbiano validato specificamente tali associazioni per Croton eluteria (L.) W.Wright.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
James E. Robbers, Marilyn K. Speedie, Varro E. Tyler, Pharmacognosy and Pharmacobiotechnology, 1996
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Croton eluteria (L.) W.Wright è la fonte della celebre corteccia di cascarilla, una delle droghe aromatiche più apprezzate nella farmacopea europea tra il XVII e il XIX secolo.
La specie è originaria principalmente delle Bahamas e di altre isole dei Caraibi, dove cresce spontaneamente in ambienti aridi e rocciosi spesso caratterizzati da suoli calcarei.
La corteccia possiede un aroma particolarmente gradevole che ricorda una combinazione di cannella, pepe, muschio e resine balsamiche. Questa caratteristica ne ha favorito l'impiego non solo medicinale ma anche come sostanza aromatica.
Storicamente la cascarilla veniva utilizzata per aromatizzare liquori, amari digestivi e preparazioni farmaceutiche destinate a migliorare il gusto di medicinali particolarmente amari.
Una curiosità storica è il suo utilizzo come incenso. Quando la corteccia viene bruciata sviluppa un profumo intenso e gradevole che la rese popolare nelle abitazioni europee e nelle cerimonie religiose locali dei Caraibi.
Nel XVIII secolo la cascarilla divenne una merce commerciale importante per l'economia delle Bahamas e veniva esportata in grandi quantità verso Europa e Nord America.
Per lungo tempo la droga fu considerata uno dei migliori tonici amari disponibili e comparve in numerose farmacopee ufficiali britanniche, francesi, tedesche e statunitensi.
Il nome comune "cascarilla" deriva dallo spagnolo "cáscara", cioè corteccia, con riferimento diretto alla parte della pianta utilizzata a scopo medicinale.
La corteccia autentica può essere riconosciuta anche dal caratteristico odore che si sviluppa quando viene sfregata o spezzata, proprietà utilizzata storicamente per identificarne la qualità commerciale.
A differenza di altre specie del genere Croton impiegate come purganti drastici o contenenti composti fortemente irritanti, Croton eluteria è stata tradizionalmente apprezzata soprattutto per le sue proprietà aromatiche e digestive.
La specie continua a mantenere interesse in farmacognosia come esempio classico di droga aromatica amara e rappresenta uno dei prodotti vegetali più caratteristici della tradizione medicinale caraibica.