ALBERO DECIDUO DI PICCOLE O MEDIE DIMENSIONI CON CORTECCIA LISCIA E GRIGIO-VERDASTRA. LE FOGLIE SONO PICCOLE, SESSILI, STRETTAMENTE RAVVICINATE SUI RAMETTI, DANDO L'ASPETTO DI FOGLIE COMPOSTE. I FIORI SONO PICCOLI, VERDASTRI-GIALLASTRI, UNISESSUALI, PORTATI IN FASCETTI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE. I FIORI MASCHILI SONO NUMEROSI, CON 3-6 SEPALI E 3-6 STAMI. I FIORI FEMMINILI SONO SOLITARI O POCHI, CON 6 SEPALI E UN OVARIO SUPERO A 3 LOCULI. IL FRUTTO È UNA BACCA CARNOSA, GLOBOSA, DI COLORE GIALLO-VERDASTRO PALLIDO, TRASLUCIDA, CON 6 SOLCHI VERTICALI E CONTENENTE 3 SEMI.
PRIMAVERA (MARZO APRILE MAGGIO), PICCOLI FIORI VERDE-GIALLASTRI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____ARANCIO ____FUCHSIA CHIARO
Originario delle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, inclusa India, Cina meridionale, Sud-est asiatico e Medio Oriente. Cresce spontaneamente in foreste decidue secche e umide, boschi aperti, praterie alberate e ai margini delle foreste, spesso su terreni ben drenati, sabbiosi o argillosi, con una vasta gamma di pH, da leggermente acido a leggermente alcalino. Predilige climi caldi e umidi, con temperature che variano dai 20 ai 30°C e precipitazioni moderate. Si adatta a diverse altitudini, dal livello del mare fino a circa 1800 metri. In coltivazione, prospera in terreni fertili e ben drenati, con esposizione al pieno sole per una fruttificazione ottimale. È una specie resistente che può tollerare periodi di siccità, ma una regolare irrigazione favorisce la crescita e la produzione di frutti.
Motivazione: Gli studi tossicologici e clinici disponibili indicano che l’uso di Phyllanthus emblica è generalmente ben tollerato alle dosi utilizzate negli studi senza evidenze di effetti avversi gravi o di tossicità acuta significativa nei soggetti trattati. Eventuali effetti indesiderati riportati sono lievi o non frequenti quando la pianta è utilizzata correttamente in preparazioni standardizzate.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Phyllanthus emblica (nota anche come Emblica officinalis o amla) ha prove cliniche umane controllate che ne supportano attività biologiche significative, per esempio un estratto acquoso standardizzato ha mostrato miglioramenti significativi nella funzione endoteliale, nei biomarcatori di stress ossidativo e infiammazione e nei profili lipidici nei soggetti con sindrome metabolica rispetto al placebo in uno studio randomizzato e controllato. Altri trial clinici indicano effetti positivi su glicemia, HbA1c e profili lipidici nei pazienti con diabete di tipo 2 e altri benefici metabolici. Complessivamente, esistono evidenze in vivo cliniche che confermano benefici terapeutici per specifiche condizioni metaboliche.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Chevallier Andrew, Encyclopedia of Herbal Medicine A Practical Reference Guide to Medicinal Plants, 2016
Studi clinici randomizzati controllati hanno valutato estratti standardizzati di Phyllanthus emblica in soggetti con ipercolesterolemia. Trial clinici condotti su adulti con dislipidemia hanno dimostrato riduzioni significative di colesterolo totale, LDL e trigliceridi con aumento delle HDL dopo somministrazione di estratti del frutto per diverse settimane. Studi clinici controllati hanno inoltre osservato miglioramento dei marker di stress ossidativo e della funzione endoteliale.
Studi clinici su volontari sani e pazienti con fattori di rischio metabolico hanno evidenziato aumento dell’attività degli enzimi antiossidanti endogeni e riduzione dei livelli di perossidazione lipidica dopo assunzione di estratti di amla. Alcuni studi clinici hanno documentato incremento della capacità antiossidante plasmatica e miglioramento di parametri biochimici associati allo stress ossidativo.
Studi clinici controllati hanno valutato polvere o estratti del frutto in pazienti diabetici o prediabetici evidenziando riduzione della glicemia a digiuno, dell’emoglobina glicata e miglioramento del metabolismo glucidico dopo somministrazione per periodi di alcune settimane o mesi.
Studi clinici su preparazioni polierboristiche contenenti Phyllanthus emblica hanno mostrato miglioramento dei sintomi digestivi, protezione della mucosa gastrica e riduzione dell’acidità in pazienti con disturbi gastrointestinali funzionali.
Studi sperimentali su modelli animali e colture cellulari hanno evidenziato effetti protettivi degli estratti del frutto contro danno epatico indotto da tossine chimiche. Gli studi hanno dimostrato riduzione dei livelli di enzimi epatici e miglioramento della struttura epatica associati alla presenza di tannini idrolizzabili e polifenoli.
Studi in vitro e su modelli animali hanno dimostrato che estratti di Phyllanthus emblica possono ridurre la produzione di mediatori infiammatori e modulare la risposta immunitaria. Sono state osservate riduzioni di citochine proinfiammatorie e modulazione delle vie di segnalazione cellulare coinvolte nell’infiammazione.
Studi sperimentali hanno dimostrato attività antibatterica e antifungina degli estratti del frutto contro diversi microrganismi patogeni. I composti polifenolici e i tannini sembrano contribuire all’inibizione della crescita microbica in diversi modelli sperimentali.
Studi in vitro hanno evidenziato effetti antiproliferativi degli estratti di Phyllanthus emblica su diverse linee cellulari tumorali tra cui cellule di carcinoma mammario, colon e leucemia. I risultati suggeriscono potenziali effetti citotossici selettivi e induzione di apoptosi nelle cellule tumorali.
Da studi clinici su cavie è stato dimostrato che Phyllanthus Emblica aumenta la produzione di ossido nitrico, il glutatione, e lipoproteine ad alta densità (HDL); diminuisce le lipoproteine a bassa densità (LDL), il colesterolo totale, i trigliceridi, e la proteina C-reattiva (hs-CRP); inibisce significativamente l'aggregazione piastrinica. Lo studio è stato progettato per esaminare l'effetto ed il meccanismo di base di P. emblica sulle lesioni causate da miocardica ischemia e riperfusione (I / R) e per identificare i bersagli molecolari. [Thirunavukkarasu M1, Selvaraju V, Tapias L, Sanchez JA, Palesty JA, Maulik N.]
C'è una ricchezza di informazioni provenienti dagli studi in vitro e in vivo che indicano l'estratto del frutto dell'albero Emblica Phyllanthus , comunemente indicato come Uva spina indiana , avere proprietà antitumorali potenti. Si ritiene che la bioattività in questo estratto è principalmente mediata da polifenoli, in particolare tannini e flavonoidi. Non è ancora chiaro come i polifenoli da Phyllanthus emblica possano avere proprietà preventiva e antitumorali sul cancro. La funzione antiossidante di Phyllanthus Emblica potrebbe spiegare alcune delle attività antitumorali ma chiaramente, altri meccanismi che intervengono, sono ugualmente importanti. [Tiejun Zhao, Qiang Sun, Maud Marques and Michael Witcher]
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, GASTRITE O ULCERA PEPTICA ATTIVA (PER L'ALTA ACIDITÀ), CALCOLI RENALI IN FASE ACUTA, GRAVIDANZA (PER MANCANZA DI DATI SUFFICIENTI), TERAPIE ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI (POTENZIALE INTERAZIONE), DIABETE (MONITORARE GLICEMIA), IPERSENSIBILITÀ AI TANNINI, DIARREA ACUTA, INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI (SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA)
L'USO PROLUNGATO AD ALTE DOSI PUÒ CAUSARE ACIDITÀ GASTRICA. CONSULTARE UN MEDICO IN CASO DI PATOLOGIE CRONICHE.
USO MODERATO IN CASO DI ACIDITÀ GASTRICA, MONITORARE GLICEMIA IN DIABETICI, EVITARE ASSUNZIONE A DIGIUNO, NON ECCEDERE I DOSAGGI CONSIGLIATI, SOSPENDERE IN CASO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, CONSULTARE MEDICO SE IN TERAPIA FARMACOLOGICA, PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTIIPERTENSIVI
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP450
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
IPOLIPEMIZZANTI
VITAMINA C AD ALTE DOSI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato del frutto.
Gli estratti secchi moderni sono generalmente titolati in polifenoli totali o in tannini idrolizzabili. Alcuni estratti commerciali sono standardizzati per contenere circa il 30–40 percento di polifenoli. La posologia utilizzata negli studi clinici e nella pratica nutraceutica è generalmente compresa tra 250 e 500 milligrammi due volte al giorno.
Estratto idroalcolico del frutto.
Gli estratti liquidi ottenuti mediante macerazione idroalcolica del frutto vengono utilizzati soprattutto nella fitoterapia occidentale e nella medicina integrativa. Le tinture sono generalmente preparate con rapporto droga solvente 1:5 in soluzione idroalcolica al 40–50 percento. La posologia tradizionale varia da circa 2 a 4 millilitri due o tre volte al giorno diluiti in acqua.
Succo fresco o succo concentrato di amla.
Il succo ottenuto dal frutto fresco è una preparazione molto diffusa nella medicina ayurvedica. Il succo può essere consumato puro oppure diluito con acqua. La quantità generalmente utilizzata è compresa tra 10 e 20 millilitri al giorno. Nelle formulazioni tradizionali viene talvolta associato a miele o ad altre erbe toniche.
Estratti liposolubili o concentrati nutraceutici.
Alcuni integratori moderni utilizzano estratti concentrati contenenti frazioni specifiche di polifenoli o tannini. Queste formulazioni sono impiegate soprattutto per il supporto metabolico e antiossidante. Le dosi comunemente utilizzate negli integratori variano generalmente tra 250 e 1000 milligrammi al giorno di estratto standardizzato.
Formulazioni ayurvediche tradizionali contenenti Phyllanthus emblica.
Il frutto rappresenta uno dei componenti principali di preparazioni classiche come Triphala e Chyawanprash. In Triphala è associato ai frutti di Terminalia chebula e Terminalia bellirica. Le dosi tradizionali di Triphala in polvere variano generalmente tra 3 e 5 grammi al giorno. Il Chyawanprash è una preparazione semisolida a base di amla e numerose erbe adattogene utilizzata in quantità di circa 10–20 grammi al giorno.
Preparazioni omeopatiche di Phyllanthus emblica.
Nella pratica omeopatica la pianta può essere utilizzata per preparare una tintura madre a partire dal frutto o dalla pianta fresca. Da questa tintura vengono preparate diluizioni omeopatiche dinamizzate generalmente nelle scale decimali o centesimali. Le diluizioni più comuni nella pratica omeopatica sono comprese tra la terza e la trentesima diluizione. La posologia tradizionale prevede l’assunzione di alcuni granuli una o due volte al giorno secondo indicazione del medico omeopata.
Bibliografia
Baliga Manjeshwar Shrinath, Dsouza Jason Joseph, Amla Phyllanthus emblica L A Review of Its Phytochemistry and Pharmacology, 2011
Gaire Babu Prasad, Subedi Lalita, Phytochemistry Pharmacology and Medicinal Properties of Phyllanthus emblica A Review, 2014
Krishnaveni Muthusamy, Mirunalini Subramanian, Therapeutic Potential of Phyllanthus emblica The Ayurvedic Wonder, 2010
Chevallier Andrew, Encyclopedia of Herbal Medicine A Practical Reference Guide to Medicinal Plants, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana antiossidante e tonica generale.
Una formulazione semplice prevede frutto essiccato di Phyllanthus emblica circa 2 grammi, radice di Withania somnifera 1 grammo e foglie di Ocimum tenuiflorum 1 grammo. La miscela viene posta in 250 millilitri di acqua e lasciata sobbollire per circa 10 minuti. Dopo filtrazione la tisana può essere assunta una volta al giorno come tonico generale e supporto antiossidante.
Infuso digestivo e metabolico.
In questa formulazione si utilizzano frutto essiccato di Phyllanthus emblica 2 grammi, radice di Zingiber officinale 0,5 grammi e semi di Foeniculum vulgare 1 grammo. Gli ingredienti vengono posti in acqua bollente e lasciati in infusione per circa 10 minuti. L’infuso viene filtrato e consumato dopo i pasti per favorire la digestione e ridurre il gonfiore addominale.
Decotto rasayana tradizionale ispirato alla formulazione Triphala.
La preparazione utilizza frutto essiccato di Phyllanthus emblica 1,5 grammi, frutto di Terminalia chebula 1,5 grammi e frutto di Terminalia bellirica 1,5 grammi. Le erbe vengono fatte sobbollire in circa 250 millilitri di acqua per 10–15 minuti e successivamente filtrate. La bevanda viene assunta preferibilmente alla sera ed è utilizzata nella tradizione ayurvedica per sostenere la funzione digestiva e intestinale.
Infuso epatoprotettivo e depurativo.
La miscela può comprendere frutto essiccato di Phyllanthus emblica 2 grammi, fusto di Tinospora cordifolia 1 grammo e radice di Taraxacum officinale 1 grammo. La preparazione avviene mediante infusione in acqua bollente per circa 10 minuti. L’assunzione consigliata nella pratica erboristica è di una tazza al giorno per cicli di alcune settimane.
Tisana immunotonica e adattogena.
Una formulazione utilizzata nella fitoterapia integrativa combina frutto essiccato di Phyllanthus emblica 2 grammi, radice di Panax ginseng 0,5 grammi e radice di Glycyrrhiza glabra 0,5 grammi. La miscela viene fatta sobbollire per circa 10 minuti in 250 millilitri di acqua. Dopo filtrazione la tisana può essere assunta una volta al giorno come supporto alla vitalità e alla resistenza allo stress.
Bevanda tradizionale a base di amla e miele.
Il frutto essiccato o la polvere di Phyllanthus emblica nella quantità di circa 2–3 grammi può essere sciolto in acqua tiepida con aggiunta di un cucchiaino di miele. Questa preparazione è utilizzata nella tradizione ayurvedica come tonico digestivo e ricostituente generale.
Bibliografia
Baliga Manjeshwar Shrinath, Dsouza Jason Joseph, Amla Phyllanthus emblica L A Review of Its Phytochemistry and Pharmacology, 2011
Gaire Babu Prasad, Subedi Lalita, Phytochemistry Pharmacology and Medicinal Properties of Phyllanthus emblica A Review, 2014
Krishnaveni Muthusamy, Mirunalini Subramanian, Therapeutic Potential of Phyllanthus emblica The Ayurvedic Wonder, 2010
Phyllanthus emblica L., conosciuta come amla o uva spina indiana, è ampiamente utilizzata anche in ambito alimentare nelle cucine dell’Asia meridionale. Il frutto è caratterizzato da un gusto intensamente acido e astringente, dovuto alla presenza di acidi organici e tannini. Nonostante il sapore molto forte, è apprezzato per le sue proprietà nutrizionali e viene impiegato in numerose preparazioni tradizionali.
Il frutto fresco può essere consumato direttamente, spesso tagliato a spicchi e accompagnato da sale o spezie per attenuarne l’acidità. In alcune regioni dell’India è comune mangiarlo dopo i pasti come alimento digestivo naturale. Dopo il primo sapore fortemente acido si percepisce infatti una sensazione dolce e rinfrescante che lo rende particolare dal punto di vista sensoriale.
Una delle preparazioni culinarie più diffuse è il sottaceto di amla. I frutti vengono cotti leggermente o scottati e poi conservati in olio con sale, peperoncino, semi di senape, curcuma e altre spezie. Questo tipo di preparazione, chiamata spesso amla pickle, accompagna piatti a base di riso, legumi o pane tradizionale.
Il frutto è utilizzato anche per produrre chutney e salse piccanti. In queste ricette l’amla viene cotta con spezie, zucchero o jaggery e talvolta con zenzero o peperoncino. Il risultato è una salsa agrodolce molto aromatica che viene servita con riso, piatti di verdure o pietanze a base di carne.
In molte regioni l’amla è trasformata in marmellate o conserve dolci. I frutti vengono bolliti e poi cotti con zucchero fino a ottenere una consistenza densa. Queste preparazioni sono consumate come dessert oppure spalmate su pane o dolci tradizionali.
Una preparazione molto diffusa è anche l’amla candita. I frutti vengono prima lessati, poi immersi in sciroppo di zucchero e successivamente essiccati. Il risultato è un prodotto dolce e leggermente acidulo che viene consumato come snack o utilizzato nella pasticceria tradizionale.
Il succo di amla è un’altra forma di consumo alimentare molto popolare. Il frutto fresco viene spremuto o frullato con acqua e talvolta con miele o zucchero. Questa bevanda viene consumata soprattutto al mattino ed è considerata rinfrescante e tonificante.
Nella cucina contemporanea il frutto essiccato o in polvere è talvolta aggiunto a frullati, yogurt o bevande funzionali per il suo contenuto di polifenoli e vitamina C. Può essere utilizzato anche come ingrediente aromatizzante in miscele di spezie o condimenti.
Un uso culinario particolare riguarda anche alcune preparazioni fermentate. In alcune regioni dell’India e del Nepal i frutti possono essere utilizzati nella produzione di bevande fermentate tradizionali o conservati mediante fermentazione lattica insieme ad altre verdure.
Il nome sanscrito amalaka significa letteralmente frutto acido o frutto puro e riflette il caratteristico sapore aspro del frutto. Nella tradizione ayurvedica l’amla è considerata una delle rare piante che possiedono quasi tutti i gusti fondamentali descritti in questa medicina tradizionale, eccetto quello salato. Questa peculiarità ha contribuito alla sua fama di rimedio equilibrante per i diversi dosha del corpo secondo la filosofia ayurvedica.
Il frutto di amla è noto per il suo elevato contenuto di vitamina C e di polifenoli. Nella cultura popolare indiana è spesso consumato fresco, essiccato, candito o trasformato in succhi e conserve. In alcune regioni viene anche conservato sotto forma di sottaceti o marmellate medicinali. Una delle preparazioni più celebri è il chyawanprash, una pasta erboristica tradizionale nella quale l’amla rappresenta l’ingrediente principale insieme a numerose altre piante aromatiche e adattogene.
Secondo una leggenda della mitologia indiana l’albero di amla sarebbe nato dalle lacrime del dio Brahma cadute sulla terra durante la creazione del mondo. Per questo motivo la pianta è considerata sacra in alcune tradizioni religiose e in diverse regioni dell’India gli alberi di amla sono associati a rituali e festività.
Nella medicina tradizionale indiana il frutto è anche uno dei tre componenti della famosa formulazione Triphala, insieme ai frutti di Terminalia chebula e Terminalia bellirica. Questa combinazione è utilizzata da secoli come tonico digestivo e depurativo ed è ancora oggi una delle preparazioni erboristiche più diffuse nella medicina ayurvedica.
Dal punto di vista agricolo Phyllanthus emblica è un albero molto resistente e adattabile, capace di crescere anche in terreni relativamente poveri e in condizioni climatiche variabili. Per questo motivo è ampiamente coltivato in India, Sri Lanka, Nepal e in altre regioni tropicali e subtropicali dell’Asia.
Un’altra curiosità riguarda l’uso cosmetico tradizionale del frutto. In India l’amla è da secoli impiegata per la cura dei capelli e del cuoio capelluto. L’olio di amla, ottenuto macerando il frutto in oli vegetali, è tradizionalmente utilizzato per rinforzare i capelli, migliorarne la lucentezza e rallentare l’ingrigimento precoce.
Negli ultimi decenni la pianta ha attirato crescente interesse scientifico per il suo elevato contenuto di composti polifenolici e tannini idrolizzabili. Questo ha portato a numerosi studi farmacologici che hanno investigato le sue proprietà antiossidanti e metaboliche, contribuendo alla diffusione dell’amla anche nella fitoterapia moderna e nella nutraceutica internazionale.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Scartezzini Paolo, Speroni Elisabetta, Review on Some Plants of Indian Traditional Medicine with Antioxidant Activity, 2000
Baliga Manjeshwar Shrinath, Dsouza Jason Joseph, Amla Phyllanthus emblica L A Review of Its Phytochemistry and Pharmacology, 2011
Krishnaveni Muthusamy, Mirunalini Subramanian, Therapeutic Potential of Phyllanthus emblica Amla The Ayurvedic Wonder, 2010
Gaire Babu Prasad, Subedi Lalita, Phytochemistry Pharmacology and Medicinal Properties of Phyllanthus emblica A Review, 2014