QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 17/03/2026
ERINGIO Eryngium campestre L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
Eryngium campestre
Eryngium maritimum (DDR)
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
++
SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Apiales Famiglia: Sottofamiglia: Saniculoideae Tribù: Saniculeae
Calcatreppola Campestre, Cardone, Cardo Stellato, Field Eryngo, Panicaut, Chardon Roland
Eryngium Amethystinum Comolli, Eryngium Billardierei Marches., Eryngium Campestre F. Angustiinvolucratum Micheletti, Eryngium Campestre F. Aureum (E.Rev.) Thell., Eryngium Campestre F. Contractum Micheletti, Eryngium Campestre F. Duriberum (Sennen & Pau) Perdigó & Llauradó, Eryngium Campestre F. Elegans Micheletti, Eryngium Campestre F. Latiinvolucratum Micheletti, Eryngium Campestre F. Littorale (Rouy & E.G.Camus) Thell., Eryngium Campestre Subsp. Contractum (Micheletti) Degen, Eryngium Campestre Var. Algeriense Chabert, Eryngium Campestre Var. Axicum Griseb., Eryngium Campestre Var. Genuinum Rouy & E.G.Camus, Eryngium Campestre Var. Latifolium (Hoffmanns. & Link) Mariz, Eryngium Campestre Var. Littorale Rouy & E.G.Camus, Eryngium Campestre Var. Megacephalum Des Moul., Eryngium Campestre Var. Parvifolium Merino, Eryngium Campestre Var. Tenuibracteatum Sennen, Eryngium Campestre Var. Virens (Link) Weins, Eryngium Dichotomum Var. Ramosissimum Loscos & J.Pardo, Eryngium Duriberum Sennen & Pau, Eryngium Latifolium Hoffmanns. & Link Ex Willk. & Lange, Eryngium Latifolium Hoffmanns. & Link, 1824, Eryngium Lycium Stapf & Wettst., Eryngium Officinale Garsault, Eryngium Virens Link, Eryngium Vulgare Lam.
PIANTA ERBACEA PERENNE CON GROSSA RADICE CILINDRICA ED ASSE FIORALE ERETTO. DISPONE DI FOGLIE CORIACEE CON LOBI DENTATI TERMINANTI IN SPINE, SESSILI QUELLE DEL FUSTO E PICCIOLATE LE BASALI. CAPOLINI PROVVISTI DI LUNGHE BRATTEE TEMINANTI A SPINA. I FRUTTI SONO DEGLI ACHENI OVOIDALI
Predilige ambienti aperti e soleggiati, come praterie aride, pascoli secchi, bordi stradali, incolti, garighe e terreni sassosi. Si adatta a diversi tipi di suolo, spesso calcarei o argillosi, purché ben drenati. È una specie resistente alla siccità e si trova comunemente in climi temperati caldi e secchi. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia occidentale e Nord Africa. In Italia è diffusa in tutte le regioni, dalle pianure alle zone collinari e montane, in ambienti aperti e assolati. La sua capacità di sopravvivere in condizioni difficili la rende una specie caratteristica di molti ecosistemi aridi e semi-aridi.
Motivazione: la pianta è considerata sicura alle dosi tradizionalmente impiegate in fitoterapia. Possono verificarsi lievi disturbi gastrointestinali o diuresi accentuata come effetto previsto della sua azione, ma non sono riportati effetti tossici gravi con l’uso corretto. Il profilo di sicurezza è favorevole se si rispettano le dosi terapeutiche consigliate
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Eryngium campestre L. è utilizzato nella fitoterapia tradizionale per le sue proprietà diuretiche, colagoghe e antinfiammatorie. Studi in vitro e su modelli animali hanno evidenziato attività di stimolo della diuresi, azione coleretica e effetti antiossidanti, attribuiti a saponine triterpeniche, flavonoidi e polifenoli. L’efficacia nell’uomo è supportata da uso tradizionale e osservazioni fitoterapiche, ma mancano studi clinici controllati su larga scala
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Capasso F et al., Fitoterapia Impiego razionale delle droghe vegetali
ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products
Duke J A, Handbook of Medicinal Herbs
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis
Bisset N G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
EMA, Herbal Medicinal Products Overview
Petrovic S et al., Chemical composition and biological activity of Eryngium campestre extracts
Kaurinovic B et al., Antioxidant and pharmacological activities of Eryngium species
Non sono disponibili studi clinici controllati sull’uomo che confermino in modo definitivo l’efficacia terapeutica di Eryngium campestre L.. L’uso clinico resta basato principalmente su dati preclinici e tradizionali, pertanto non è possibile attribuire indicazioni cliniche confermate da trial su larga scala
Attività diuretica e depurativa con indicazione per affezioni urinarie lievi e ritenzione idrica. Studi su modelli animali e osservazioni fitochimiche hanno evidenziato aumento della diuresi e stimolo della funzione renale attribuibile a saponine triterpeniche e flavonoidi presenti nella pianta
Attività coleretica e digestiva con possibile supporto alla funzionalità epatica. Studi in vitro e su animali indicano stimolazione della secrezione biliare e modulazione dell’attività enzimatica epatica, suggerendo un effetto benefico su digestione e metabolismo dei lipidi
Attività antiossidante e antinfiammatoria con potenziale supporto in condizioni infiammatorie lievi. Studi fitochimici hanno rilevato la presenza di composti fenolici e flavonoidi con capacità di neutralizzare radicali liberi e ridurre mediatori pro-infiammatori in modelli sperimentali
IPERSENSIBILITÀ O ALLERGIA ALLA PIANTA O ALLE APIACEAE, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, PATOLOGIE RENALI O EPATICHE GRAVI, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, INTERAZIONI CON FARMACI DIURETICI O IPOTENSIVI, ECCESSIVO USO PROLUNGATO.
LA TOSSICITÀ BASSA INDICATA SI RIFERISCE AD UN USO CORRETTO).
PER ESTRATTI CONCENTRATI NON STANDARDIZZATI LA TOSSICITÀ È MEDIA.
INOLTRE LA TOSSICITÀ È DOSE-DIPENDENTE. GLI ESTRATTI ACQUOSI (TISANE) SONO I PIÙ SICURI, MENTRE GLI ESTRATTI ALCOLICI CONCENTRATI RICHIEDONO CAUTELA.
USARE CON CAUTELA IN CASO DI GASTRITE, CONSULTARE UN ESPERTO IN CASO DI TERAPIE FARMACOLOGICHE, EVITARE DOSAGGI ELEVATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP450
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Le principali tipologie di estratti e preparazioni a base di Eryngium campestre L. comprendono estratti secchi, tinture, infusi e preparazioni omeopatiche. Gli estratti secchi di radici e sommità fiorite sono generalmente titolati in saponine triterpeniche e flavonoidi, utilizzati per le proprietà diuretiche e depurative. La posologia standard per estratti secchi in capsule o compresse varia tra 300 e 600 mg al giorno, suddivisa in due somministrazioni, secondo il contenuto in principi attivi e la formulazione commerciale.
Le tinture idroalcoliche, realizzate con radici fresche o essiccate, sono disponibili con rapporto droga/alcolico 1:5 o 1:10. La posologia consigliata è di 0,1–0,2 ml per kg di peso corporeo al giorno, diluita in acqua, da assumere due volte al giorno. Questa forma è indicata per favorire la diuresi e sostenere la funzione epatica e renale.
Gli infusi si preparano con 1–2 grammi di radice o sommità fiorite essiccate in 150–200 ml di acqua bollente, lasciando in infusione per circa 10 minuti. L’infuso può essere assunto fino a due volte al giorno come supporto alle funzioni depurative e diuretiche.
Le preparazioni omeopatiche derivano da estratti della pianta fresca o essiccata e sono disponibili in diluizioni centesimali, generalmente da 4CH a 9CH. La posologia standard prevede l’assunzione di 3–5 granuli per somministrazione, da una a tre volte al giorno, secondo indicazione del medico omeopata. Queste formulazioni sono utilizzate principalmente per disturbi urinari, digestivi e lievi ritenzioni idriche senza corrispondenza diretta con evidenze fitoterapiche convenzionali.
Gli estratti fluidi o semi-fluidi possono essere impiegati in preparazioni magistrali o industriali, con dosaggi equivalenti a quelli degli estratti secchi titolati. Per uso esterno è possibile applicare decotti o estratti diluiti come leggero coadiuvante per irritazioni cutanee o infiammazioni locali. Tutte le forme devono essere utilizzate rispettando le dosi consigliate e sotto controllo professionale in caso di patologie renali, epatiche o gastrointestinali.
Bibliografia
Mills S, Bone K, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine
Capasso F et al., Fitoterapia Impiego razionale delle droghe vegetali
ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products
Duke J A, Handbook of Medicinal Herbs
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis
Bisset N G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
EMA, Herbal Medicinal Products Overview
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le tisane a base di Eryngium campestre L. utilizzano principalmente radici e sommità fiorite essiccate. Per un infuso semplice si impiegano 1–2 grammi di droga in 150–200 ml di acqua bollente, lasciando in infusione per circa 10 minuti, da assumere fino a due volte al giorno. Questa formulazione è indicata per favorire la diuresi, sostenere la funzione epatica e contribuire alla depurazione dell’organismo.
Formulazioni sinergiche possono associare Eryngium campestre L. a tarassaco (Taraxacum officinale F.H. Wigg.) e ortica (Urtica dioica L.). In questo caso si utilizzano circa 1 grammo di eringio, 1 grammo di tarassaco e 1 grammo di ortica per 200 ml di acqua bollente, lasciando in infusione 10 minuti, da assumere fino a due tazze al giorno. La combinazione sfrutta l’azione diuretica e depurativa delle tre piante senza superare i dosaggi sicuri documentati in fitoterapia.
Per supportare la funzione digestiva e biliare si possono preparare tisane con eringio associato a carciofo (Cynara scolymus L.) e finocchio (Foeniculum vulgare Mill.). Si impiegano 1 grammo di ciascuna droga in 200 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, assunzione fino a due volte al giorno. La miscela favorisce la secrezione biliare, sostiene la digestione dei grassi e mantiene un profilo di sicurezza adeguato.
Un’altra possibile formulazione combina Eryngium campestre L. con bardana (Arctium lappa L.) e viola del pensiero (Viola tricolor L.) per uso depurativo e diuretico generale. Si utilizzano 1 grammo di ciascuna droga per 200 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, assunzione fino a due tazze al giorno. Questa combinazione offre un effetto lenitivo e depurativo, utile nelle condizioni lievi di ritenzione idrica e affezioni urinarie.
Tutte le tisane devono essere preparate rispettando i dosaggi indicati, evitando uso prolungato o quantità elevate. L’uso nei bambini, in gravidanza o in presenza di patologie renali o epatiche deve essere effettuato solo sotto controllo professionale.
Bibliografia
Mills S, Bone K, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine
Capasso F et al., Fitoterapia Impiego razionale delle droghe vegetali
ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products
Duke J A, Handbook of Medicinal Herbs
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis
Bisset N G, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
EMA, Herbal Medicinal Products Overview
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di Calcatreppolo
Macerare 40 g di radice di Eringio in un litro di vino bianco. Agitare ogni giorno e filtrare dopo 10 giorni. Due bicchierini da marsala al giorno prima o dopo i pasti principali.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
L’uso culinario di Eryngium campestre L. è molto limitato, principalmente legato alle sommità giovani e tenere delle radici, che possono essere impiegate come verdura in zuppe o minestre tradizionali, simile all’uso di altre piante della famiglia delle Apiaceae.
In alcune tradizioni locali, le radici sbucciate e lessate vengono consumate come contorno o aggiunte a purè e stufati, conferendo un leggero sapore erbaceo e aromatico.
Le foglie giovani possono essere utilizzate in piccole quantità come condimento o per insaporire piatti caldi, ma devono essere consumate con moderazione a causa della consistenza fibrosa e del gusto leggermente amaro.
L’eringio non è comunemente impiegato come ingrediente principale e la sua presenza in cucina è generalmente marginale, più apprezzata in contesti di cucina erboristica o rurale, dove si valorizzano piante spontanee per uso alimentare e nutrizionale.
Non sono documentati usi in conserve, liquori o altri prodotti alimentari industriali, pertanto l’impiego rimane prevalentemente domestico e stagionale.
Eryngium campestre L., noto anche come eringio campestre, è originario delle regioni temperate europee e dell’Asia occidentale, crescendo spontaneamente in praterie, pascoli e terreni aridi. La pianta è caratterizzata da fusti spinosi e infiorescenze azzurre o violacee che fioriscono in estate, rendendola facilmente riconoscibile e adattabile a terreni poveri e calcarei.
Storicamente l’eringio è stato utilizzato nella medicina popolare europea come diuretico, depurativo e stimolante della digestione. Le radici e le sommità fiorite venivano impiegate per favorire l’eliminazione dei liquidi corporei, sostenere la funzionalità epatica e trattare disturbi gastrointestinali lievi.
Una curiosità botanica riguarda la sua resistenza e capacità di colonizzare terreni aridi o disturbati, caratteristiche che l’hanno resa una pianta simbolo di adattamento e resilienza in ambienti difficili. La presenza di spine e strutture rigide ha anche favorito la difesa naturale contro erbivori e concorrenza vegetale.
In alcune tradizioni rurali europee l’eringio è stato usato come pianta commestibile e ornamentale. Le radici giovani venivano consumate come verdura e le infiorescenze come decorazione in composizioni floreali, valorizzando sia l’aspetto nutrizionale che estetico.
Ai tempi di Shakespeare erano apprezzati dolci a base di patate dolci e radici di Eringio ma erano sconsigliati alle fanciulle che volessero conservare la castità infatti "rinforza lo spirito procreativo".
Dal punto di vista ecologico, Eryngium campestre L. contribuisce alla biodiversità dei prati aridi e delle steppe temperate, fornendo nettare e polline a insetti impollinatori, in particolare api e farfalle, pur non essendo tra le principali fonti di miele.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Braca, A., et al. (2010). Antioxidant and free radical scavenging activity of Eryngium species. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 58(15), 8312-8318.
Küpeli, E., et al. (2006). Bioassay-guided isolation of anti-inflammatory and antinociceptive principles from Eryngium campestre. Journal of Ethnopharmacology, 107(1), 32-37.
Mazzio, E.A., & Soliman, K.F. (2009). In vitro screening of tumoricidal properties of Eryngium campestre. Pharmaceutical Biology, 47(1), 17-21.
Rossi, D., et al. (2012). Eryngium campestre L.: Phytochemical and pharmacological overview. Phytochemistry Reviews, 11(4), 573-587.
Zidorn, C., et al. (2005). Polyacetylenes from Eryngium campestre. Planta Medica, 71(8), 773-775.