QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 04/05/2026
FICO SACRO Ficus religiosa L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Michela Lubbers
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Autore: Eric Guinther
Autore: Challiyil Eswaramangalath Vipin
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Autore: Sri-Maha-Bodhi
Foto o Immagine modificata per uso didattico
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperms
Clade Eudicots
Clade Core Eudicots
Clade Rosids
Ordine Rosales
Famiglia Moraceae
Genere Ficus
Specie Ficus religiosa
ALBERO DI MEDIE O GRANDI DIMENSIONI CON UN TRONCO ROBUSTO E UNA CHIOMA AMPIA E RAMIFICATA. LE FOGLIE SONO ALTERNE, LUNGAMENTE PICCIOLATE, A FORMA DI CUORE CON UN APICE ACUMINATO (CODATO), DI COLORE VERDE BRILLANTE E GLABRE. I FIORI SONO UNISESSUALI E MOLTO PICCOLI, RACCHIUSI ALL'INTERNO DI UN SICONIO (IL "FRUTTO") GLOBOSO O DEPRESSO, DI COLORE VERDE CHE VIRA AL VIOLA SCURO A MATURAZIONE. I SICONI SONO PORTATI IN COPPIE O SOLITARI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE. LA PIANTA È UN SICOFITA, IMPOLLINATA DA SPECIFICHE VESPE DEL FICO. I VERI FRUTTI SONO PICCOLI ACHENI ALL'INTERNO DEL SICONIO.
QUASI TUTTO L'ANNO, PRINCIPALMENTE FEBBRAIO-MAGGIO (CLIMA TROPICALE/SUBTROPICALE)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO GIALLASTRO
Originario dell'India, del Nepal, dello Sri Lanka, del Pakistan, del Bangladesh e della Cina sudoccidentale. Predilige climi tropicali e subtropicali con estati calde e umide e inverni secchi e miti. Cresce in una varietà di habitat, tra cui foreste decidue umide, margini forestali, pianure alluvionali e pendii collinari, spesso in associazione con corsi d'acqua. Si adatta a diversi tipi di suolo, da argillosi a sabbiosi, purché ben drenati. È anche comunemente piantato in aree urbane, templi e lungo le strade per la sua importanza religiosa e la sua capacità di fornire ombra. La sua resistenza e adattabilità gli permettono di prosperare in diverse condizioni ambientali all'interno del suo areale nativo e nelle regioni in cui è stato introdotto.
Singh R., Medicinal properties of Ficus religiosa A review, 2020
Panda S.K., Phytochemical and pharmacological profile of Ficus religiosa, 2017
Chandrasekar S.B., Antioxidant and anti inflammatory activities of Ficus religiosa, 2010
Verma R.S., Antidiabetic activity of Ficus religiosa in experimental models, 2016
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Studi di tossicità acuta in modelli animali non hanno mostrato segni di tossicità significativa anche a dosi relativamente elevate, e l’uso popolare tradizionale non è associato a effetti avversi gravi ai livelli di impiego tradizionale. Tuttavia, come per molte piante medicinali, possono verificarsi effetti lievi (ad es. irritazioni rare o effetti gastrointestinali) in individui sensibili o con uso improprio, ma il profilo complessivo di sicurezza alle dosi terapeutiche corrette è considerato basso.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Ficus religiosa è ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale per una varietà di condizioni come infiammazione, dolore, ulcere gastriche, disturbi respiratori, regolazione del glucosio e attività antiossidante e molte ricerche precliniche in vitro e in vivo ne hanno documentato proprietà analgesiche, antinfiammatorie, antiulcerative e antiossidanti in modelli animali. Sebbene manchino ampi studi clinici umani controllati, le numerose evidenze sperimentali e l’uso tradizionale consolidato supportano un potenziale terapeutico ben definito per specifiche applicazioni fitoterapiche.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche sull’uomo relative a effetti terapeutici specifici di Ficus religiosa. La letteratura esistente non consente di attribuire indicazioni terapeutiche validate clinicamente.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria documentata in modelli in vivo animali con riduzione di mediatori pro-infiammatori e edema; evidenze coerenti da studi in vitro su estratti fogliari e corticali, senza conferma clinica.
Attività antidiabetica e ipoglicemizzante osservata in modelli animali diabetici con riduzione della glicemia e miglioramento di parametri metabolici; supporto da studi in vitro su modulazione enzimatica correlata al metabolismo glucidico; assenza di studi clinici.
Attività gastroprotettiva e antiulcera evidenziata in modelli animali di ulcera gastrica con riduzione delle lesioni mucosali e aumento dei fattori citoprotettivi; dati limitati a studi sperimentali.
Attività cicatrizzante e vulneraria documentata in modelli animali con accelerazione della contrazione della ferita e riepitelizzazione; supporto da studi in vitro su proliferazione cellulare; nessuna validazione clinica.
Attività antimicrobica dimostrata in vitro contro batteri e microrganismi patogeni; non sono disponibili studi in vivo clinicamente rilevanti.
Attività antiossidante evidenziata in vitro mediante saggi radical scavenging e in vivo con riduzione dello stress ossidativo; rilevanza clinica non dimostrata.
Attività anticonvulsivante osservata in modelli animali con riduzione della suscettibilità alle crisi; evidenza limitata a studi preclinici.
Attività ansiolitica e neurofarmacologica riportata in modelli animali comportamentali; dati preliminari non confermati clinicamente.
Attività antiasmatica e broncodilatatoria suggerita da studi in vivo su modelli animali; evidenza limitata e non confermata sull’uomo.
Attività ipolipidemizzante osservata in modelli animali con riduzione dei lipidi plasmatici; dati non confermati clinicamente.
I dati complessivi risultano eterogenei e limitati a contesti sperimentali, con assenza di standardizzazione degli estratti e delle dosi.
Uso storico e nella tradizione
Impiego nella medicina ayurvedica per disturbi gastrointestinali inclusa dispepsia e diarrea.
Uso tradizionale nelle affezioni respiratorie come asma e tosse.
Impiego etnobotanico per disturbi metabolici inclusi stati iperglicemici.
Uso topico tradizionale per ferite, ulcere cutanee e infiammazioni della pelle.
Utilizzo tradizionale come tonico generale e rimedio per disturbi del sistema nervoso.
Singh D, Singh B, Goel R K, Traditional uses, phytochemistry and pharmacology of Ficus religiosa: a review, Journal of Ethnopharmacology, 2011
Joseph B, Justin Raj S, Pharmacognostic and pharmacological properties of Ficus religiosa: an overview, International Journal of Pharmaceutical Sciences Review and Research, 2011
Patil V V, Patil V R, Evaluation of anti-inflammatory activity of Ficus religiosa Linn, Indian Journal of Pharmaceutical Sciences, 2010
Purohit A, Vyas K B, Hypoglycemic activity of Ficus religiosa in alloxan-induced diabetic rats, Journal of Herbal Medicine and Toxicology, 2007
Verma R S, Joshi N, Padalia R C, Chemical composition and antimicrobial activity of Ficus religiosa essential oil, Natural Product Research, 2010
Saxena V K, Albert S, β-sitosterol-3-O-β-D-glucopyranoside from the bark of Ficus religiosa, Journal of Chemical Sciences, 2005
Warrier P K, Nambiar V P K, Ramankutty C, Indian Medicinal Plants: A Compendium of 500 Species, 1996
Khare C P, Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary, 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
EVITARE IL CONTATTO DIRETTO CON IL LATTICE FRESCO SU PELLE E MUCOSE, MONITORARE LA GLICEMIA IN CASO DI DIABETE PER POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE, USO CAUTELATIVO IN ALLATTAMENTO, EVITARE ASSUNZIONE PROLUNGATA SENZA SUPERVISIONE MEDICA, ATTENZIONE ALLE INTERAZIONI CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI O ANTIPERTENSIVI, PREFERIRE PREPARAZIONI STANDARDIZZATE AGLI ESTRATTI GREZZI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AL LATTICE O AI COMPONENTI DELLA PIANTA, GRAVIDANZA (PER RISCHIO POTENZIALE DI STIMOLAZIONE UTERINA), INSUFFICIENZA RENALE GRAVE (PER CONTENUTO IN OSSALATI), BAMBINI SOTTO I 12 ANNI (PER MANCANZA DI DATI)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratti idroalcolici e tinture sono utilizzati per ottenere una maggiore concentrazione di composti fenolici e flavonoidi. Le dosi tradizionali si collocano tra 20 e 40 gocce per somministrazione, una o due volte al giorno diluite in acqua, con utilizzo per periodi brevi
Estratti fluidi con rapporto droga estratto generalmente 1:1 sono presenti in alcune preparazioni fitoterapiche. La posologia indicativa è di 1–2 ml per dose, fino a due volte al giorno
Estratti secchi non sono ampiamente standardizzati a livello internazionale, ma sono presenti in alcune formulazioni, spesso titolati in polifenoli o flavonoidi totali. I dosaggi si collocano generalmente tra 250 e 500 mg al giorno suddivisi in una o due somministrazioni
Capsule e compresse contenenti polvere di corteccia o foglia essiccata sono utilizzate come integratori tradizionali. Le dosi equivalenti si aggirano intorno a 500–1000 mg al giorno, suddivise in due assunzioni
Preparazioni topiche comprendono paste, estratti acquosi o lattice applicati localmente su ferite o infiammazioni cutanee, con applicazione una o due volte al giorno su cute integra
Preparazioni omeopatiche a base di Ficus religiosa sono poco diffuse ma presenti in alcune farmacopee minori sotto forma di tintura madre o diluizioni come D4, D6 o D12. La posologia segue i criteri omeopatici generali con somministrazioni ripetute in fase acuta e riduzione progressiva
Bibliografia
Singh R., Medicinal properties of Ficus religiosa A review, 2020
Panda S.K., Phytochemical and pharmacological profile of Ficus religiosa, 2017
Verma R.S., Antidiabetic activity of Ficus religiosa in experimental models, 2016
Chandrasekar S.B., Anti inflammatory and antioxidant activities of Ficus religiosa, 2010
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane standardizzate o validate clinicamente a base di Ficus religiosa L. nella fitoterapia occidentale, tuttavia sono documentate preparazioni tradizionali nella medicina ayurvedica e studi preclinici che supportano alcune associazioni plausibili basate su attività antiossidanti, antinfiammatorie e ipoglicemizzanti
Tisana metabolica di supporto glicemico con Ficus religiosa, Gymnema sylvestre e Momordica charantia. La formulazione si basa su evidenze in vivo su modelli animali per il controllo glicemico delle tre specie. Si utilizzano 3 g di corteccia o foglie di Ficus, 1 g di Gymnema e 1 g di Momordica in 250 ml di acqua, con decozione di 10–15 minuti e assunzione una volta al giorno sotto controllo professionale
Tisana antinfiammatoria e antiossidante con Ficus religiosa, Curcuma longa e Ocimum tenuiflorum. L’associazione è supportata da studi in vitro e in vivo che documentano effetti sinergici su infiammazione e stress ossidativo. Si impiegano 3 g di Ficus, 0,5 g di curcuma e 1 g di tulsi in 250 ml di acqua, con decozione breve e assunzione una volta al giorno
Tisana digestiva e gastroprotettiva con Ficus religiosa, Glycyrrhiza glabra e Zingiber officinale. La formulazione si basa su dati sperimentali che indicano attività antiulcera e protettiva della mucosa gastrica. Si utilizzano 2,5 g di Ficus, 1 g di liquirizia e 0,5 g di zenzero in 250 ml di acqua, con infusione o decozione e assunzione una volta al giorno
Tisana per supporto immunitario con Ficus religiosa, Azadirachta indica e Phyllanthus emblica. L’associazione è coerente con studi preclinici che evidenziano attività immunomodulanti e antimicrobiche. Si impiegano 2,5 g di Ficus, 1 g di neem e 1 g di amla in 250 ml di acqua, con infusione prolungata e assunzione una volta al giorno
Tisana semplice di Ficus religiosa viene preparata con 3–5 g di foglie o corteccia essiccata in 200–250 ml di acqua, con infusione o decozione di 10–15 minuti, una volta al giorno per periodi limitati, in assenza di controindicazioni specifiche
Bibliografia
Singh R., Medicinal properties of Ficus religiosa A review, 2020
Panda S.K., Phytochemical and pharmacological profile of Ficus religiosa, 2017
Verma R.S., Antidiabetic activity of Ficus religiosa in experimental models, 2016
Chandrasekar S.B., Anti inflammatory and antioxidant activities of Ficus religiosa, 2010
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Ficus religiosa L., noto come albero della Bodhi, è una delle piante più cariche di significato simbolico nella storia umana, essendo tradizionalmente considerato l’albero sotto il quale Siddhartha Gautama raggiunse l’illuminazione diventando il Buddha
Nelle culture indiane è venerato da millenni e associato alla sacralità, alla conoscenza e alla longevità. Viene spesso piantato nei pressi di templi e luoghi religiosi e considerato un simbolo di connessione tra il mondo terreno e quello spirituale
Dal punto di vista storico, l’albero ha avuto anche un ruolo sociale importante come punto di incontro nelle comunità rurali del subcontinente indiano, dove le sue ampie chiome offrivano ombra e protezione dal caldo
Una caratteristica botanica distintiva è la forma delle foglie, con apice allungato e sottile, spesso oscillante al vento anche in condizioni di calma, fenomeno che ha contribuito a un’aura simbolica e mistica attorno alla pianta
Il sistema riproduttivo è altamente specializzato e dipende da una relazione mutualistica con insetti specifici, tipica del genere Ficus, che rappresenta uno degli esempi più studiati di coevoluzione tra piante e insetti
In ambito tradizionale ayurvedico, tutte le parti della pianta sono state utilizzate, dalla corteccia alle foglie fino al lattice, rendendola una delle specie più versatili nella medicina tradizionale dell’India
Un aspetto curioso è la sua capacità di crescere anche come epifita nelle fasi iniziali, sviluppandosi su altre piante o strutture e successivamente radicandosi nel terreno, comportamento che le ha valso in alcuni contesti il nome di “albero strangolatore” per specie affini
Nel contesto moderno, Ficus religiosa è studiato non solo per le sue proprietà farmacologiche ma anche per il suo ruolo ecologico e culturale, rappresentando un esempio emblematico di pianta in cui si intrecciano botanica, religione e medicina tradizionale
Lo Sri Maha Bodhi è un famoso esemplare, che si trova nel tempio di Mahabodhi; si sa che fu piantato nel 288 a.C., e questa è la più grande età verificata di un esemplare delle angiosperme, e di un qualunque albero piantato dall'uomo; nacque dall'albero di Bodhi, sotto il quale si dice che Siddhartha Gautama avrebbe meditato quando raggiunse il bodhi (illuminazione) e divenne il Buddha; ancora oggi i sadhu spesso meditano sotto questo albero.
Questa pianta è considerata "sacra" dai fedeli di induismo, giainismo e buddhismo, da cui il nome 'fico sacro'.<br>Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.