PIANTA ERBACEA PERENNE RAMPICANTE O VOLUBILE, CON FUSTI SOTTILI, STRIATI E GLABRI, LUNGHI FINO A DIVERSI METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, OVATO-CORDATE, LUNGHE 3-7 CM, CON MARGINE INTERO E APICE ACUTO, DI COLORE VERDE BRILLANTE. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, DI COLORE BIANCO-VERDASTRO, RIUNITI IN PANNOCCHIE RAMIFICATE ASCELLARI. IL PERIANZIO È FORMATO DA CINQUE TEPALI BIANCHI O VERDASTRI. GLI STAMI SONO OTTO, DISPOSTI IN DUE VERTICILLI. L'OVARIO È SUPERO E TRIGONO. IL FRUTTO È UN ACHENIO TRIGONO, LISCIO E LUCIDO, DI COLORE BRUNO SCURO, AVVOLTO DAI TEPALI PERSISTENTI E CARNOSI CHE FORMANO UNA STRUTTURA ALATA PER LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE-AUTUNNO. LA RADICE TUBEROSA È USATA NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.
TARDA ESTATE-AUTUNNO (AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO VERDASTRO
Pianta rampicante perenne originaria della Cina, ma si è diffusa anche in Giappone, Corea e Taiwan. Predilige pendii boschivi, boscaglie, bordi forestali, rive di fiumi e zone rocciose umide, crescendo spesso in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Si adatta a una varietà di tipi di suolo, ma sembra preferire terreni ben drenati e leggermente acidi. La sua capacità di arrampicarsi e la sua crescita vigorosa le permettono di prosperare in diversi ambienti, dalle foreste temperate alle zone montane. In alcune regioni al di fuori del suo areale nativo, è considerata una specie invasiva a causa della sua rapida crescita e della capacità di soppiantare la vegetazione autoctona.
RADICI TUBERIZZATE ESSICCATE (POLYGONI MULTIFLORI RADIX) RACCOLTE IN AUTUNNO-INVERNO DA PIANTE DI 3-4 ANNI. OCCASIONALMENTE VENGONO UTILIZZATE ANCHE LE FOGLIE E I FUSTI
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygoni Multiflori Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Polygonum multiflorum, 2014
Lin Lin, Rui Ni, Ming Xia, Jianwei Li, The Chemistry and Bioactivity of Polygonum multiflorum Thunb A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Lei Zhang, Guangming Xing, Zhirong Niu, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Polygonum multiflorum, Chinese Journal of Natural Medicines, 2018
Dong Hwan Kim, Jae Suk Kim, Pharmacological Effects of Polygonum multiflorum on Aging Related Disorders A Review, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Yu Zhang, Li Wang, Hepatotoxicity Associated with Polygonum multiflorum A Systematic Review, Journal of Ethnopharmacology, 2016
National Center for Complementary and Integrative Health, Polygonum multiflorum and Associated Safety Evaluations, revisione scientifica
Xiaobo Li, Yan Wang, Xiaojun Wang, Stilbene Glycosides from Polygonum multiflorum Chemistry Pharmacokinetics and Biological Activities, Phytochemistry Reviews, 2017
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: La specie è associata a numerosi casi documentati di epatotossicità nell'uomo, descritti in segnalazioni cliniche, studi osservazionali, revisioni sistematiche e valutazioni regolatorie internazionali. Il rischio tossicologico varia in funzione della preparazione utilizzata, del dosaggio, della durata del trattamento, della suscettibilità individuale e del metodo di lavorazione della radice. Molti casi hanno mostrato reversibilità dopo sospensione, ma sono stati descritti anche episodi gravi con danno epatico clinicamente rilevante. La tossicità non può essere considerata bassa né uniformemente elevata per tutte le preparazioni; risulta quindi correttamente classificabile come relativa a quanto specificato sulla base dei dati tossicologici reali disponibili.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson dispone di un vasto corpus di studi in vitro, studi in vivo su animali e di un utilizzo tradizionale pluricentenario nella Medicina Tradizionale Cinese. Esistono inoltre alcuni studi clinici e osservazionali, ma le evidenze cliniche controllate risultano limitate, eterogenee e generalmente riferite a preparazioni specifiche, in particolare alla radice preparata secondo processi tradizionali e a specifici estratti standardizzati. Le attività riportate dipendono in modo sostanziale dalla forma della droga, dal metodo di preparazione e dal contenuto dei principali costituenti fitochimici. La classificazione più conservativa è pertanto dipendente dalle specifiche e dalle forme terapeutiche.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino in modo robusto ed univoco specifiche indicazioni terapeutiche di Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson secondo gli standard richiesti dalla moderna medicina basata sulle evidenze. Gli studi clinici pubblicati risultano generalmente limitati, eterogenei, spesso osservazionali o riferiti a preparazioni tradizionali complesse che non consentono di attribuire con certezza gli effetti osservati alla sola specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Supportata da numerosi studi in vitro e in vivo attribuiti principalmente ai derivati stilbenici e polifenolici della radice.
Attività neuroprotettiva. Supportata da studi in vitro e modelli animali riguardanti neurodegenerazione, stress ossidativo e invecchiamento cerebrale. Mancano conferme cliniche adeguate.
Attività epatoprotettiva sperimentale. Osservata in alcuni modelli animali e studi farmacologici con particolari estratti e costituenti isolati. Tale evidenza deve essere interpretata con estrema cautela poiché la specie è contemporaneamente associata a casi clinici documentati di epatotossicità.
Attività ipolipidemizzante. Supportata da studi in vivo su animali e da limitati studi osservazionali. Le evidenze cliniche rimangono insufficienti.
Attività antiaterosclerotica. Supportata da studi sperimentali in vitro e in vivo relativi al metabolismo lipidico e allo stress ossidativo.
Attività cardioprotettiva sperimentale. Supportata da modelli animali e studi farmacologici. Mancano conferme cliniche robuste.
Attività immunomodulante. Supportata da studi in vitro, modelli animali e studi farmacologici sui polisaccaridi e sugli stilbeni della specie.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo che mostrano modulazione di mediatori dell'infiammazione.
Attività antidiabetica sperimentale. Supportata da modelli animali e studi farmacologici. Le evidenze cliniche risultano limitate e non definitive.
Attività antiaging sperimentale. Supportata da studi in vitro e modelli animali riguardanti longevità cellulare, stress ossidativo e funzione mitocondriale.
Attività osteoprotettiva. Supportata da studi in vitro e modelli animali relativi al metabolismo osseo. Mancano conferme cliniche adeguate.
Attività di promozione della pigmentazione dei capelli. Supportata da studi sperimentali, osservazioni cliniche preliminari e dalla fitoterapia tradizionale documentata. Le evidenze cliniche controllate sono insufficienti.
Attività antiproliferativa e antitumorale sperimentale. Osservata in linee cellulari e modelli animali. Non costituisce un'indicazione terapeutica clinicamente validata.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come tonico della longevità.
Uso tradizionale come rimedio per l'ingrigimento precoce dei capelli.
Uso tradizionale per il mantenimento della vitalità nell'età avanzata.
Uso tradizionale come tonico generale.
Uso tradizionale per il sostegno della funzione epatica secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Uso tradizionale per il sostegno della funzione renale secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Uso tradizionale per debolezza, affaticamento e convalescenza.
Uso tradizionale per fertilità e vitalità sessuale.
Uso tradizionale per dolori lombari e debolezza muscoloscheletrica attribuiti a sindromi tradizionali.
Uso tradizionale per stipsi lieve mediante preparazioni specifiche della radice.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygoni Multiflori Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Polygonum multiflorum, 2014
Lin Lin, Rui Ni, Ming Xia, Jianwei Li, The Chemistry and Bioactivity of Polygonum multiflorum Thunb A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Lei Zhang, Guangming Xing, Zhirong Niu, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Polygonum multiflorum, Chinese Journal of Natural Medicines, 2018
Dong Hwan Kim, Jae Suk Kim, Pharmacological Effects of Polygonum multiflorum on Aging Related Disorders A Review, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Xiaobo Li, Yan Wang, Xiaojun Wang, Stilbene Glycosides from Polygonum multiflorum Chemistry Pharmacokinetics and Biological Activities, Phytochemistry Reviews, 2017
Yu Zhang, Li Wang, Hepatotoxicity Associated with Polygonum multiflorum A Systematic Review, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Lei Dong, Jianping Li, Liver Injury Induced by Polygonum multiflorum Mechanisms and Risk Factors, Frontiers in Pharmacology, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA SPECIE È ASSOCIATA A UN RISCHIO DOCUMENTATO DI DANNO EPATICO IDIOSINCRASICO. L'EVIDENZA DERIVA DA NUMEROSE SEGNALAZIONI CLINICHE, SERIE DI CASI, STUDI OSSERVAZIONALI, REVISIONI SISTEMATICHE E VALUTAZIONI DI AUTORITÀ REGOLATORIE. SONO STATI DESCRITTI AUMENTI DEGLI ENZIMI EPATICI, EPATITI ACUTE E, PIÙ RARAMENTE, INSUFFICIENZA EPATICA GRAVE.
LA SICUREZZA VARIA SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELLA PREPARAZIONE UTILIZZATA. STUDI FARMACOGNOSTICI, FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI INDICANO DIFFERENZE RILEVANTI TRA RADICE CRUDA E RADICE SOTTOPOSTA AI TRADIZIONALI PROCESSI DI PREPARAZIONE. LE EVIDENZE DISPONIBILI NON CONSENTONO TUTTAVIA DI ESCLUDERE COMPLETAMENTE IL RISCHIO EPATICO PER NESSUNA DELLE FORME COMUNEMENTE IMPIEGATE.
SONO STATE DESCRITTE DIFFERENZE INDIVIDUALI DI SUSCETTIBILITÀ AL DANNO EPATICO. STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI E FARMACOGENETICI SUGGERISCONO CHE FATTORI GENETICI E METABOLICI POSSANO CONTRIBUIRE ALLA COMPARSA DELLA TOSSICITÀ, MA I MECCANISMI NON SONO ANCORA COMPLETAMENTE CHIARITI.
LA PRESENZA DI ANTRACHINONI QUALI EMODINA, FISCIONE, CRISOFANOLO E DERIVATI CORRELATI CONFERISCE ALLA SPECIE POTENZIALI EFFETTI SUL TRANSITO INTESTINALE DOCUMENTATI DA STUDI FARMACOLOGICI E SPERIMENTALI. LA COMPOSIZIONE QUANTITATIVA VARIA IN FUNZIONE DELL'ORIGINE BOTANICA E DEL PROCESSO DI LAVORAZIONE DELLA DROGA.
SONO STATE DESCRITTE POSSIBILI INTERAZIONI CON ENZIMI COINVOLTI NEL METABOLISMO DEI FARMACI SULLA BASE DI STUDI IN VITRO E FARMACOCINETICI. LA RILEVANZA CLINICA DI TALI OSSERVAZIONI NON È STATA DEFINITA IN MODO CONCLUSIVO PER TUTTE LE CATEGORIE DI MEDICINALI.
LA MAGGIOR PARTE DELLE INDICAZIONI TRADIZIONALI ATTRIBUITE ALLA SPECIE DISPONE PRINCIPALMENTE DI EVIDENZE SPERIMENTALI, ETNOFARMACOLOGICHE O OSSERVAZIONALI; LE CONFERME OTTENUTE MEDIANTE STUDI CLINICI CONTROLLATI RIMANGONO LIMITATE E SPESSO DIPENDONO DALLA SPECIFICA PREPARAZIONE UTILIZZATA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
PREGRESSA EPATOTOSSICITÀ ATTRIBUITA A FALLOPIA MULTIFLORA (THUNB.) HARALDSON O A PREPARAZIONI CONTENENTI LA SPECIE. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA NUMEROSE SEGNALAZIONI CLINICHE, SERIE DI CASI, STUDI OSSERVAZIONALI E VALUTAZIONI REGOLATORIE INTERNAZIONALI.
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A FALLOPIA MULTIFLORA (THUNB.) HARALDSON O AI SUOI PREPARATI. TALE CONTROINDICAZIONE È DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI AVVERSE E REAZIONI ALLERGICHE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco della radice di Fallopia multiflora
È la forma fitoterapica più diffusa. Gli estratti vengono ottenuti dalla radice essiccata o dalla radice tradizionalmente processata. I prodotti standardizzati sono generalmente titolati in 2,3,5,4'-tetraidrossistilbene-2-O-beta-D-glucoside. Nella letteratura scientifica e nella farmacopea cinese sono stati utilizzati estratti con titoli variabili compresi indicativamente tra il 5% e il 30% di tale composto. Le dosi giornaliere degli estratti secchi corrispondono generalmente a 500-3000 mg al giorno in funzione della concentrazione e del rapporto droga/estratto. L'uso richiede cautela a causa del rischio documentato di epatotossicità.
Estratto secco standardizzato in stilbeni
Preparazione ottenuta mediante processi di estrazione e successiva standardizzazione del contenuto di stilbeni. Il marker fitochimico principale è il 2,3,5,4'-tetraidrossistilbene-2-O-beta-D-glucoside. Non esiste un titolo universalmente riconosciuto come necessario all'effetto terapeutico poiché le evidenze cliniche sono insufficienti. I prodotti commerciali forniscono generalmente da 20 a 150 mg al giorno di stilbeni totali.
Estratto idroalcolico della radice
Preparazione utilizzata sia nella fitoterapia cinese sia negli integratori occidentali. Il rapporto droga/estratto varia generalmente da 3:1 a 20:1. Le dosi giornaliere comunemente impiegate sono comprese tra 500 e 2000 mg di estratto equivalente. Le evidenze cliniche disponibili non consentono di definire una posologia terapeutica standardizzata.
Estratto della radice preparata secondo la tradizione cinese
Ottenuto dalla radice sottoposta a processi tradizionali di lavorazione con fagiolo nero. Tale preparazione è nota come forma processata di He Shou Wu. Nella farmacopea cinese le dosi tradizionali della droga corrispondono generalmente a 6-12 g al giorno di radice preparata, equivalenti a quantità inferiori di estratto concentrato. Anche per questa forma permane la necessità di monitorare la sicurezza epatica.
Estratto molle
Disponibile in alcuni preparati fitoterapici asiatici. Il contenuto di stilbeni e antrachinoni varia considerevolmente tra i prodotti. Le dosi normalmente utilizzate corrispondono a quantità equivalenti a 1-6 g di droga essiccata al giorno.
Capsule e compresse standardizzate
Rappresentano la forma commerciale più comune negli integratori alimentari. I prodotti vengono generalmente standardizzati sul contenuto di stilbeni totali o di 2,3,5,4'-tetraidrossistilbene-2-O-beta-D-glucoside. Le dosi quotidiane più frequentemente commercializzate sono comprese tra 250 e 1500 mg di estratto.
Integratori complessi antiaging e tonici
Fallopia multiflora viene frequentemente associata ad altre droghe della Medicina Tradizionale Cinese. In tali formulazioni il dosaggio giornaliero dell'estratto varia generalmente tra 100 e 1000 mg. Le evidenze cliniche attribuibili specificamente alla specie risultano limitate.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute dalla radice sotto forma di tintura madre e successive diluizioni D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C12, C30 e superiori. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino un'efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di Fallopia multiflora per le indicazioni fitoterapiche attribuite alla specie.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygoni Multiflori Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Polygonum multiflorum, 2014
Lin Lin, Rui Ni, Ming Xia, Jianwei Li, The Chemistry and Bioactivity of Polygonum multiflorum Thunb A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Lei Zhang, Guangming Xing, Zhirong Niu, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Polygonum multiflorum, Chinese Journal of Natural Medicines, 2018
Xiaobo Li, Yan Wang, Xiaojun Wang, Stilbene Glycosides from Polygonum multiflorum Chemistry Pharmacokinetics and Biological Activities, Phytochemistry Reviews, 2017
Dong Hwan Kim, Jae Suk Kim, Pharmacological Effects of Polygonum multiflorum on Aging Related Disorders A Review, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Yu Zhang, Li Wang, Hepatotoxicity Associated with Polygonum multiflorum A Systematic Review, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Lei Dong, Jianping Li, Liver Injury Induced by Polygonum multiflorum Mechanisms and Risk Factors, Frontiers in Pharmacology, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Fallopia multiflora
Radice preparata di Fallopia multiflora 1-3 g.
Acqua 200 mL.
Lasciare in infusione per 15-20 minuti dopo preventiva frammentazione della droga.
Assumere una tazza al giorno.
Poiché la specie è associata a casi documentati di epatotossicità, sono preferibili dosaggi prudenti e periodi di utilizzo limitati.
Decotto tradizionale di Fallopia multiflora
Radice preparata di Fallopia multiflora 3-6 g.
Acqua 300 mL.
Far sobbollire per 20-30 minuti e filtrare.
Assumere una tazza al giorno.
La preparazione deriva dalla tradizione della Medicina Tradizionale Cinese. Dosi superiori sono descritte nella tradizione, ma non sono supportate da adeguate evidenze di sicurezza.
Decotto tradizionale con Schisandra chinensis
Radice preparata di Fallopia multiflora 3 g.
Frutti di Schisandra chinensis 2 g.
Acqua 350 mL.
Far sobbollire per 25 minuti.
Assumere una tazza al giorno.
L'associazione è documentata nella pratica tradizionale cinese per preparazioni toniche; le evidenze cliniche specifiche sulla combinazione rimangono limitate.
Decotto con Astragalus membranaceus
Radice preparata di Fallopia multiflora 3 g.
Radice di Astragalus membranaceus 5 g.
Acqua 400 mL.
Far sobbollire per 30 minuti.
Assumere una tazza al giorno.
L'associazione è tradizionalmente utilizzata in formulazioni toniche e adattogene. Le evidenze disponibili riguardano prevalentemente l'uso tradizionale e studi sperimentali.
Decotto con Lycium barbarum
Radice preparata di Fallopia multiflora 3 g.
Frutti di Lycium barbarum 5 g.
Acqua 350 mL.
Far sobbollire per 20-25 minuti.
Assumere una tazza al giorno.
La combinazione è ampiamente riportata nella tradizione cinese per preparazioni destinate al sostegno generale dell'organismo.
Formulazione erboristica tonica tradizionale
Radice preparata di Fallopia multiflora 30%.
Frutti di Lycium barbarum 30%.
Frutti di Schisandra chinensis 20%.
Radice di Astragalus membranaceus 20%.
Utilizzare 5-8 g della miscela in 400 mL di acqua e far sobbollire per circa 30 minuti.
Assumere una tazza al giorno.
Formulazione tradizionale per il benessere dell'età avanzata
Radice preparata di Fallopia multiflora 40%.
Radice di Panax ginseng 20%.
Frutti di Lycium barbarum 20%.
Frutti di Schisandra chinensis 20%.
Utilizzare 4-6 g della miscela in 300-400 mL di acqua.
Far sobbollire per 25-30 minuti e assumere una tazza al giorno.
Formulazione tradizionale per il sostegno generale
Radice preparata di Fallopia multiflora 35%.
Radice di Astragalus membranaceus 25%.
Frutti di Lycium barbarum 20%.
Radice di Angelica sinensis 20%.
Utilizzare 5 g della miscela in 350 mL di acqua.
Far sobbollire per circa 30 minuti e assumere una tazza al giorno.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygoni Multiflori Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
Bensky Dan, Clavey Steven, Stoger Erich, Chinese Herbal Medicine Materia Medica, 2004
Chen John K., Chen Tina T., Chinese Medical Herbology and Pharmacology, 2004
Lin Lin, Rui Ni, Ming Xia, Jianwei Li, The Chemistry and Bioactivity of Polygonum multiflorum Thunb A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Lei Zhang, Guangming Xing, Zhirong Niu, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Polygonum multiflorum, Chinese Journal of Natural Medicines, 2018
Dong Hwan Kim, Jae Suk Kim, Pharmacological Effects of Polygonum multiflorum on Aging Related Disorders A Review, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Yu Zhang, Li Wang, Hepatotoxicity Associated with Polygonum multiflorum A Systematic Review, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Lei Dong, Jianping Li, Liver Injury Induced by Polygonum multiflorum Mechanisms and Risk Factors, Frontiers in Pharmacology, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato tradizionale con Fallopia multiflora
Nella Medicina Tradizionale Cinese sono descritte preparazioni alcoliche ottenute mediante macerazione della radice preparata di Fallopia multiflora in vino di riso o distillati tradizionali. Una formulazione tradizionale prevede 30-60 g di radice preparata in 500-1000 mL di vino di riso con gradazione compresa generalmente tra 15% e 20%. La macerazione viene protratta da due a quattro settimane con agitazione periodica. L'uso tradizionale era destinato al sostegno generale dell'organismo, alla vitalità nell'età avanzata e come tonico secondo la Medicina Tradizionale Cinese. Tali impieghi non dispongono di conferme cliniche adeguate.
Tintura alcolica della radice
Sono documentate preparazioni ottenute mediante macerazione della radice essiccata o preparata in etanolo idroalcolico generalmente compreso tra 40% e 70%. I rapporti droga:solvente più comuni variano da 1:5 a 1:10. Nella fitoterapia contemporanea la tintura è stata utilizzata come preparazione tonica tradizionale. Le evidenze cliniche sono limitate e non consentono di definire indicazioni terapeutiche validate.
Elisir tradizionale con Fallopia multiflora e Lycium barbarum
Nella tradizione erboristica cinese sono riportate preparazioni alcoliche ottenute mediante macerazione congiunta di radice preparata di Fallopia multiflora e frutti di Lycium barbarum in vino di riso. Una formulazione tradizionale impiega circa 30 g di Fallopia multiflora e 30 g di Lycium barbarum per 750-1000 mL di vino. L'impiego storico era rivolto al mantenimento della vitalità e del benessere generale. Non sono disponibili studi clinici che confermino l'efficacia della combinazione.
Preparazioni alcoliche composte della Medicina Tradizionale Cinese
Numerose formulazioni tradizionali comprendono Fallopia multiflora associata a droghe quali Schisandra chinensis, Angelica sinensis, Astragalus membranaceus o Panax ginseng in basi alcoliche ottenute mediante macerazione prolungata. Tali preparazioni appartengono prevalentemente alla tradizione etnofarmacologica e non dispongono di validazione clinica moderna sufficiente per le indicazioni tradizionalmente attribuite.
Poiché Fallopia multiflora è associata a un rischio documentato di epatotossicità e l'alcol rappresenta un ulteriore fattore di carico epatico, l'uso di preparazioni alcoliche contenenti la specie richiede particolare cautela. Le moderne valutazioni tossicologiche e regolatorie non considerano le preparazioni alcoliche una forma preferenziale di utilizzo.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Polygoni Multiflori Radix, edizione più recente
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4, 2009
Bensky Dan, Clavey Steven, Stoger Erich, Chinese Herbal Medicine Materia Medica, 2004
Chen John K., Chen Tina T., Chinese Medical Herbology and Pharmacology, 2004
European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Polygonum multiflorum, 2014
Lin Lin, Rui Ni, Ming Xia, Jianwei Li, The Chemistry and Bioactivity of Polygonum multiflorum Thunb A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Xiaobo Li, Yan Wang, Xiaojun Wang, Stilbene Glycosides from Polygonum multiflorum Chemistry Pharmacokinetics and Biological Activities, Phytochemistry Reviews, 2017
Dong Hwan Kim, Jae Suk Kim, Pharmacological Effects of Polygonum multiflorum on Aging Related Disorders A Review, Evidence Based Complementary and Alternative Medicine, 2014
Yu Zhang, Li Wang, Hepatotoxicity Associated with Polygonum multiflorum A Systematic Review, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Lei Dong, Jianping Li, Liver Injury Induced by Polygonum multiflorum Mechanisms and Risk Factors, Frontiers in Pharmacology, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
L'uso culinario di Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson è documentato principalmente nella tradizione alimentare e medicinale cinese, dove la radice preparata, nota come He Shou Wu preparato, viene impiegata sia come alimento funzionale sia come ingrediente di preparazioni tradizionali.
La radice viene frequentemente utilizzata in zuppe toniche ottenute mediante lunga cottura insieme a cereali, legumi, ortaggi o ingredienti animali. In tali preparazioni la funzione è prevalentemente nutrizionale e tradizionale.
Nella cucina medicinale cinese la radice preparata viene talvolta cotta con pollo, anatra o carne magra in brodi consumati come alimenti stagionali o di sostegno generale. Tali usi derivano dalla tradizione etnobotanica e non costituiscono indicazioni terapeutiche validate.
Sono descritte preparazioni alimentari a base di porridge e minestre nelle quali piccole quantità di radice preparata vengono cotte insieme a riso o miglio fino a ottenere una consistenza cremosa.
La radice preparata può essere associata tradizionalmente a frutti di Lycium barbarum, giuggiole cinesi e semi di sesamo nero in preparazioni alimentari destinate al consumo occasionale.
In alcune regioni della Cina vengono preparate paste, estratti alimentari concentrati e prodotti dolciari tradizionali contenenti la radice processata.
La radice cruda non è normalmente considerata un ingrediente culinario appropriato. Gli impieghi alimentari tradizionali riguardano prevalentemente la radice sottoposta ai processi di preparazione previsti dalla farmacopea cinese.
A causa dei casi documentati di epatotossicità associati alla specie, le moderne valutazioni tossicologiche raccomandano cautela anche nell'uso alimentare prolungato o ad alte dosi. Le preparazioni culinarie tradizionali non devono essere considerate prive di rischio e non esistono evidenze cliniche che dimostrino benefici sanitari specifici derivanti dal consumo alimentare della specie.
Il Foti trattato influenza favorevolmente diversi processi biologici legati all'invecchiamento.
Il decotto aumenta in modo significativo i livelli della superossido dismutasi (SOD), delle amine biogene e delle proteine, ma diminuisce i livelli della monoaminoossidasi B (MAO-B), dei perossidi lipidici e della malonil dialdeide (MDA, un prodotto derivante dalla perossidazione distruttiva lipidica) negli organi chiave dell'invecchiamento del topo; gli estratti di Foti rivelano forti effetti stimolanti sull'attività della SOD nei globuli rossi ed una forte inibizione della formazione di materiale reattivo all'acido tiobarbiturico (indicatore della perossidasi lipidica) nel fegato.
Il decotto di Foti lavorato inibisce in modo significativo l'aumento del livello della ceruloplasmina serica durante l'invecchiamento dei topi: inoltre inibisce significativamente l'atrofia del timo del topo causata dall'invecchiamento naturale o indotta dall'idrocortisone; inibisce anche l'atrofia delle surrenali.
[Tratto da: A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Fallopia multiflora (Thunb.) Haraldson, conosciuta nella medicina tradizionale cinese come He Shou Wu, è una delle piante più emblematiche della fitoterapia asiatica, con una storia d’uso millenaria legata a concetti di longevità e vitalità
Il nome tradizionale deriva da una leggenda secondo cui un uomo anziano, chiamato He, avrebbe recuperato il colore nero dei capelli e la fertilità dopo aver consumato la radice della pianta, contribuendo alla sua fama come rimedio contro l’invecchiamento
Una caratteristica distintiva è la differenza tra radice cruda e radice processata, ottenuta tramite cottura con fagioli neri secondo metodiche tradizionali, che modifica profondamente il profilo chimico e gli effetti farmacologici della pianta
Nel corso del tempo la specie è stata ampiamente studiata per il contenuto di stilbeni come la polidatina, analoghi del resveratrolo, che hanno suscitato interesse per le loro proprietà antiossidanti
Nonostante la lunga tradizione d’uso, negli ultimi decenni sono stati segnalati numerosi casi di epatotossicità associati all’assunzione della pianta, portando a una rivalutazione critica del suo impiego e a restrizioni in diversi paesi
La pianta rappresenta un esempio significativo di come una droga tradizionale molto diffusa possa essere rivalutata alla luce di dati tossicologici moderni, evidenziando l’importanza della standardizzazione e del controllo di qualità nelle preparazioni erboristiche
Dal punto di vista culturale, continua a essere considerata nella medicina tradizionale come un tonico per il fegato e i reni, concetti che riflettono sistemi medici differenti rispetto alla farmacologia occidentale
L’interesse scientifico attuale si concentra sull’identificazione dei composti responsabili sia degli effetti benefici sia della tossicità, con particolare attenzione alla variabilità tra lotti e metodi di preparazione