Dictamnus Albus F. Angustifolius (Don) Hegi, Dictamnus Albus F. Sessilis (Wallr.) Hegi, Dictamnus Albus Subsp. Europaeus N.A.Winter, Dictamnus Albus Subsp. Gymnostylis (Steven) N.A.Winter, Dictamnus Albus Subsp. Turkestanicus N.A.Winter, Dictamnus Albus Var. Albiflos (Rchb.) J.Compton & Akeroyd, Dictamnus Albus Var. Angustifolius (G.Don Ex Sweet) Parl., Dictamnus Albus Var. Bucharicus N.A.Winter, Dictamnus Albus Var. Europaeus (Fisch. & C.A.Mey.) N.A.Winter, Dictamnus Albus Var. Gynodynamicus Beck, Dictamnus Albus Var. Himalayensis (Royle) N.A.Winter, Dictamnus Albus Var. Lanceolatus Pasq., Dictamnus Albus Var. Leucopetalus Guss., Dictamnus Albus Var. Macedonicus Borbás, Dictamnus Albus Var. Obtusiflorus (W.D.J.Koch) Nyman, Dictamnus Albus Var. Purpureus Guss., Dictamnus Altaicus Fisch., Dictamnus Altaicus Fisch. Ex Royle, Dictamnus Angustifolius G.Don, Dictamnus Angustifolius G.Don Ex Sweet, Dictamnus Caucasicus Fisch. & C.A.Mey., 1840, Dictamnus Dasycarpus F. Velutinus (Nakai) W.Lee, Dictamnus Dasycarpus Var. Velutinus Nakai, Dictamnus Davuricus Voss, Dictamnus Fraxinella Link, Dictamnus Fraxinella Pers., Dictamnus Fraxinella Var. Albiflorus Rchb., Dictamnus Fraxinella Var. Albiflos Rchb., Dictamnus Fraxinella Var. Albus (L.) Pers., Dictamnus Fraxinella Var. Albus DC., Dictamnus Fraxinella Var. Europaeus Fisch. & C.A.Mey., Dictamnus Fraxinella Var. Grandiflorus Barr & Sugden, Dictamnus Fraxinella Var. Macrophylla Schur, Dictamnus Fraxinella Var. Microphylla Schur, Dictamnus Fraxinella Var. Obtusiflorus (W.D.J.Koch) W.D.J.Koch, Dictamnus Fraxinella Var. Purpureus DC., Dictamnus Fraxinella Var. Purpureus Guss., Dictamnus Fraxinella Var. Roseus Rchb., Dictamnus Fraxinellus Var. Caucasicus Fisch. & C.A.Mey., Dictamnus Generalis E.H.L.Krause, Dictamnus Gymnostylis Steven, Dictamnus Himalayanus Royle, Dictamnus Himalayensis Royle, Dictamnus Levistylus Borbás, Dictamnus Longifrons Var. Leucopetalus Borbás, Dictamnus Macedonicus (Borbás) Pénzes, Dictamnus Major Vilm., Dictamnus Major Vilm. Ex Voss, Dictamnus Microphyllus Schur, Dictamnus Obtusiflorus W.D.J.Koch, Dictamnus Odorus Salisb., Dictamnus Sessilis Wallr., Dictamnus Solitarius Stokes, Dictamnus Suffultus Wallr., Dictamnus Tadshikorum Vved., Dictamnus Turkestanicus Var. Bucharicus Wint, Fraxinella Alba (L.) Gaertn., Fraxinella Dictamnus Moench, Fraxinella Fulgurans Bubani, 1901
PIANTA ERBACEA PERENNE ERETTA E ROBUSTA, CON FUSTO LEGNOSO ALLA BASE E RICCO DI GHIANDOLE OLEIFERE CHE EMANANO UN FORTE ODORE AROMATICO. LE FOGLIE SONO IMPARIPENNATE, CON 5-11 FOGLIOLINE OVATO-LANCEOLATE E DENTELLATE. I FIORI SONO VISTOSI, ZIGOMORFI, CON CINQUE PETALI DI COLORE BIANCO, ROSA O LILLA, SPESSO CON VENATURE PIÙ SCURE, E LUNGHI STAMI INCURVATI, RACCOLTI IN RACEMI ERETTI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA LOBATA CONTENENTE SEMI NERI E LUCIDI.
PRIMAVERA-ESTATE, MAGGIO GIUGNO LUGLIO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____AZZURRINO ____PORPORA ____ROSA
Predilige habitat secchi e soleggiati, come praterie aride, pendii rocciosi, garighe, boschi radi e margini boschivi. Cresce su terreni calcarei o sassosi, ben drenati e spesso poveri di sostanza organica. È una specie tipica dell'Europa meridionale e centrale, dell'Asia Minore e del Caucaso, e si può trovare a diverse altitudini, dalle pianure alle zone montane. La sua preferenza per i suoli caldi e ben drenati e la sua tolleranza alla siccità sono caratteristiche importanti del suo habitat. La pianta è adattata a condizioni di elevata insolazione e scarsa disponibilità idrica durante i mesi estivi.
Motivazione: Dictamnus albus L. contiene composti fototossici, in particolare furocumarine e sostanze volatili irritanti, con rischio documentato di reazioni cutanee da fotosensibilizzazione e dermatiti anche con esposizione accidentale; l’uso interno non è ben standardizzato e non dispone di un profilo di sicurezza clinicamente definito, rendendo necessario un approccio prudente anche nel corretto utilizzo.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Dictamnus albus (dittamo) è una pianta con una lunga tradizione medicinale per vari usi quali antispasmodico, digestivo, aromatico, stimolante o per disturbi dermatologici, e contiene molti composti biologicamente attivi come alcaloidi, limonoidi, sesquiterpeni e flavonoidi che mostrano attività farmacologiche in vitro o in modelli sperimentali, ma non esistono studi clinici umani controllati sufficienti che confermino in modo affidabile un’efficacia terapeutica generale riconosciuta nella pratica fitoterapica moderna.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Lv M., Xu P., Tian Y. et al., Medicinal uses, phytochemistry and pharmacology of the genus *Dictamnus*, 2015.
Škondrić S., A study on *Dictamnus albus*: antioxidant activity and metal content, *Acta Biologica Slovenica*, 2025.
İlgün S., Şeker Karatoprak G., Evaluation of toxic and antioxidant effects of *Dictamnus albus* extracts, 2022.
Martínez-Francés V., Ethnopharmacological and historical analysis of *Dictamnus* species, 2015.
Non risultano studi clinici su esseri umani che documentino con solidità proprietà terapeutiche di Dictamnus albus in medicina fitoterapica moderna. Non esistono prove cliniche controllate pubblicate che confermino indicazioni terapeutiche specifiche per questa specie con criteri di efficacia e sicurezza in popolazioni umane. Tuttavia ricerche sperimentali in vitro e su modelli biochimici hanno identificato costituenti e attività biologiche potenziali, suggerendo possibili meccanismi che richiedono conferma clinica.
Le estrazioni etanoliche delle foglie e di altre parti di Dictamnus albus mostrano attività antiossidante significativa misurata con test di cattura radicalica DPPH e capacità di ridurre metalli come Fe3+ e Cu2+, suggerendo potenziale ruolo nella riduzione dello stress ossidativo associato a processi patologici legati ai radicali liberi. Questi effetti derivano dalla presenza di fenoli e flavonoidi negli estratti, con valori misurati di contenuto fenolico e attività antiradicalica. (S Škondrić et al., 2025). Le indagini fitochimiche indicano inoltre componenti chimici quali alcaloidi, coumarine, saponine e flavonoidi che in modelli sperimentali possono esplicare attività antibatterica e antifungina contro microrganismi in vitro, associata ai costituenti secondari della pianta. (Mengying Lv et al., 2015). Attività antiossidante comparabile a standard Trolox e capacità di chelare metalli sono state documentate in estratti fogliari, indicando potenziale utilizzo associato a condizioni di stress ossidativo. (Škondrić, 2025).
ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AI SUOI COMPONENTI, FOTOSENSIBILITÀ CUTANEA, INSUFFICIENZA EPATICA O RENALE, USO IN BAMBINI PICCOLI, ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI FARMACI FOTOSENSIBILIZZANTI
EVITARE L'ESPOSIZIONE AL SOLE DOPO L'APPLICAZIONE CUTANEA, NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE, SOSPENDERE IN CASO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE O CUTANEA, CONSULTARE UN MEDICO IN CASO DI TERAPIE FARMACOLOGICHE IN CORSO, PREFERIRE PREPARAZIONI STANDARDIZZATE PER RIDURRE IL RISCHIO DI EFFETTI AVVERSI.
(LE INFORMAZIONI FORNITE SONO BASATE SU DATI TRADIZIONALI E FITOCHIMICI; SI CONSIGLIA SEMPRE IL PARERE DI UN PROFESSIONISTA PRIMA DELL'USO)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Tinture madri omeopatiche: preparato da corteccia di radice o da radice, disponibile in potenze omeopatiche Q, 1X e diluizioni più alte; posologia tipica riportata dai produttori omeopatici è di 3–5 gocce diluite in mezzo bicchiere d’acqua tre volte al giorno o secondo indicazione del medico omeopatico. Per usi locali diluiti seguire prescrizione professionale.
Tinture idroalcoliche fitoterapiche (estratti 1:5 o simili): nelle formulazioni erboristiche tradizionali commerciali si impiega una tintura madre o un estratto idroalcolico (es. rapporto 1:5); dosi segnalate dalla letteratura erboristica pratica sono circa 1 ml (circa 20 gocce) una o due volte al giorno diluito in acqua, salvo diversa prescrizione del professionista. La concentrazione e il rapporto estrattivo possono variare tra produttori.
Estratti secco/idonei a capsule o compresse: si trovano, se presenti, polveri di radice o estratti secchi (talvolta titolati in fenoli totali o in specifici alcaloidi), con posologie riportate in commercio che oscillano tipicamente tra 250 mg e 500 mg una-due volte al giorno per preparati a base di radice essiccata; se l’estratto è concentrato la posologia può essere inferiore e deve attenersi all’etichetta del prodotto o alla prescrizione.
Polvere di radice o rizoma (fitocomposito tradizionale): uso tradizionale per uso interno prevede dosaggi indicativi di 250–500 mg di polvere di radice una volta al giorno con acqua dopo i pasti; in pratica queste forme sono impiegate con cautela per la potenziale tossicità e sotto consiglio esperto.
Oli essenziali e estratti volatili: esistono dati chimici su oli e composti volatili ma per impiego terapeutico interno gli oli essenziali di Dictamnus non sono raccomandati a causa della presenza di composti fototossici e della possibile tossicità; l’uso topico è sconsigliato o da limitare a prodotti opportunamente diluiti e testati, evitando esposizione solare.
Prodotti fitoterapici standardizzati/titolati: attualmente non esiste una monografia farmacopoeica ampiamente adottata per Dictamnus albus con marcata standardizzazione verso un marker unico universalmente riconosciuto; sul mercato si trovano però tinture madri e alcuni estratti secchi con indicazione di contenuto in fenoli totali o in frazioni alcaloidee. Quando si utilizza un preparato titolato, attenersi alla dose consigliata sull’etichetta del produttore (la titolazione e la potenza influenzano la posologia).
Preparazioni officinali tradizionali e integratori erboristici: in ambito erboristico e commerciale la specie è proposta come tintura madre, estratto secco in capsule o compresse, polvere e rari preparati fitoterapici combinati; per ciascuna forma attenersi rigidamente alle indicazioni del produttore e alla prescrizione professionale, con particolare cautela in gravidanza, allattamento e in presenza di patologie croniche.
Indicazioni di sicurezza relative alla posologia e avvertenze: per tutte le forme interne usare dosi contenute e limitare durata del trattamento senza supervisione; evitare esposizione solare dopo uso topico o dopo assunzione di preparati contenenti furocoumarine per rischio fototossico; in caso di estratti concentrati o di preparati non standardizzati rivolgersi a un professionista sanitario prima dell’uso. Non somministrare in gravidanza o allattamento salvo indirizzo specialistico. Non superare la posologia indicata dal produttore o prescritta dal professionista.
Bibliografia
Martínez-Francés V., An ethnopharmacological and historical analysis of Dictamnus, 2015
Lv M., Xu P., Tian Y., Medicinal uses, phytochemistry and pharmacology of the genus Dictamnus, 2015
Škondrić S., A study on Dictamnus albus: antioxidant activity and metal content, Acta Biologica Slovenica, 2025
İlgün S., Şeker Karatoprak G., Evaluation of toxic and antioxidant effects of Dictamnus albus extracts, 2022
Pharmacological and Toxicological Effects of Gas Plant (Dictamnus albus L.), review article, 2004
Homeopathy360, Mother tincture role and recommended potencies for rare mother tinctures including Dictamnus albus, 2020
Produttori commerciali (es. Schwabe/Willmar Schwabe India), schede prodotto e posologia della tintura madre di Dictamnus albus, informazioni aggiornate fornite dal produttore
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
In fitoterapia moderna occidentale l’uso interno di Dictamnus albus non è generalmente raccomandato come pianta da tisana, e la tradizione storica non costituisce un criterio sufficiente per definire protocolli sicuri, soprattutto in associazione con altre erbe che possono amplificare rischio cutaneo, epatico o gastrointestinale.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Le **furocumarine** sono una classe di composti chimici organici naturali presenti in diverse specie di piante, appartenenti principalmente alle famiglie delle Apiaceae (Umbelliferae), Rutaceae, Fabaceae (Leguminosae) e Moraceae.
**Struttura Chimica:**
La struttura chimica di base delle furocumarine è costituita da un anello cumarinico fuso con un anello furanico. Questa struttura planare e triciclica è responsabile delle loro proprietà biologiche e fotochimiche. Esistono diverse furocumarine, che differiscono per le sostituzioni presenti sugli anelli. Alcune delle furocumarine più note includono:
La caratteristica più distintiva delle furocumarine è la loro **fotosensibilizzazione**. Quando vengono assorbite dalla pelle e successivamente esposte alla luce ultravioletta A (UVA, 320-400 nm), le furocumarine possono reagire con il DNA e l'RNA delle cellule cutanee, formando **fotoaddotti**. Questa reazione può portare a diversi effetti biologici, tra cui:
* **Fototossicità:** Reazioni cutanee infiammatorie acute, simili a gravi scottature solari, che si manifestano con eritema, edema, vesciche e pigmentazione post-infiammatoria. La gravità della reazione dipende dalla concentrazione di furocumarine, dalla durata e dall'intensità dell'esposizione alla luce UVA e dalla sensibilità individuale.
* **Fotosensibilizzazione:** Aumento della sensibilità della pelle alla luce solare, rendendo le persone più suscettibili alle scottature.
* **Effetti mutageni e carcinogeni:** La formazione di fotoaddotti con il DNA può potenzialmente portare a mutazioni genetiche e, in caso di esposizione cronica e ad alte dosi, aumentare il rischio di cancro della pelle.
* **Effetti farmacologici:** Alcune furocumarine, in particolare lo psoralene e i suoi derivati (PUVA terapia), sono utilizzate in dermatologia per il trattamento di alcune condizioni cutanee come la psoriasi, la vitiligine e l'eczema cronico. In questi casi, l'applicazione topica o l'ingestione di furocumarine è seguita da un'esposizione controllata a luce UVA. Il meccanismo terapeutico coinvolge l'inibizione della proliferazione cellulare e la modulazione della risposta immunitaria.
**Fonti Naturali:**
Diverse piante contengono furocumarine in varie parti, come foglie, frutti, radici e semi. Alcune delle fonti più comuni includono:
* **Apiaceae (Ombrellifere):** Sedano (soprattutto le foglie e il sedano selvatico), prezzemolo, pastinaca, carota selvatica, finocchio, aneto, levistico, bergamotto (l'olio essenziale).
* **Rutaceae:** Agrumi (soprattutto la buccia di lime, limone, arancia amara), ruta.
* **Fabaceae (Leguminose):** Psoralea.
* **Moraceae:** Fico.
**Rischi e Precauzioni:**
A causa della loro fototossicità, è importante prestare attenzione quando si maneggiano piante che contengono furocumarine o si utilizzano prodotti derivati da esse (come alcuni oli essenziali). L'esposizione della pelle a queste sostanze seguita dall'esposizione alla luce solare può causare reazioni cutanee significative.
* **Dermatite da contatto fotoindotta (fitofotodermatite):** Si verifica quando la pelle entra in contatto con piante contenenti furocumarine e viene successivamente esposta alla luce solare. Le lesioni cutanee possono comparire anche 24-48 ore dopo l'esposizione.
* **Interazioni farmacologiche:** Le furocumarine possono interagire con alcuni farmaci, influenzando il loro metabolismo.
In conclusione, le furocumarine sono composti naturali con interessanti proprietà biologiche e farmacologiche, ma la loro fototossicità richiede cautela nell'uso e nella manipolazione delle piante che le contengono.
Dictamnus albus L. è una delle piante europee più note per la sua fama “misteriosa” e per l’associazione con il mito del cosiddetto rovo ardente. In alcune tradizioni popolari è stata collegata alla leggenda biblica perché, nelle giornate molto calde e secche, la pianta può emettere vapori aromatici infiammabili che, in particolari condizioni, possono incendiarsi con una fiamma breve senza bruciare immediatamente i tessuti vegetali.
Questa caratteristica deriva dall’elevato contenuto di oli essenziali e composti volatili prodotti soprattutto durante la fioritura. Il fenomeno è reale ma raro e richiede condizioni ambientali molto specifiche, con alta temperatura, assenza di vento e concentrazione sufficiente di vapori intorno alla pianta.
Il nome comune inglese “gas plant” e alcune denominazioni popolari europee derivano proprio da questa emissione di sostanze volatili, percepibili anche senza contatto diretto, grazie a un odore intenso, agrumato e resinoso che ricorda talvolta limone e spezie. Questo profumo è uno dei motivi per cui la specie è stata coltivata anche come ornamentale in giardini storici.
In passato la pianta è stata usata in medicina popolare per disturbi digestivi, spasmi e irregolarità mestruali, ma è stata anche considerata una pianta “potente” e da usare con prudenza. Molte tradizioni erboristiche riportano infatti che un uso improprio poteva causare irritazioni e reazioni cutanee, osservazione oggi coerente con la presenza di furocumarine fototossiche.
Una curiosità botanica importante è che Dictamnus albus può causare dermatiti anche senza essere toccata direttamente. In giornate soleggiate alcune persone sviluppano reazioni cutanee dopo essere passate vicino alla pianta, per contatto con goccioline o vapori contenenti composti fotosensibilizzanti che, in presenza di luce ultravioletta, provocano eritema e vescicole.
La pianta appartiene alla famiglia Rutaceae, la stessa degli agrumi, e questo spiega in parte la presenza di sostanze aromatiche e di composti chimici simili a quelli presenti in specie come Ruta graveolens o Citrus, comprese molecole fotosensibilizzanti.
Dal punto di vista storico-culturale, Dictamnus albus è stata citata in numerosi testi erboristici europei rinascimentali e moderni come specie dal valore medicinale e simbolico, spesso associata a concetti di purificazione e protezione. In alcune aree era considerata una pianta da non raccogliere a mani nude, perché ritenuta “urticante” o capace di lasciare segni sulla pelle.
In ambito naturalistico è anche una specie indicatrice di ambienti caldi e calcarei, tipica di prati aridi e margini di boschi radi, e viene considerata di interesse conservazionistico in diverse regioni europee perché localmente rara o in regressione.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
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Milesi, S., et al. (2001). Alkaloids and essential oils of Dictamnus albus. Phytochemistry, 56(8), 807-813.
Sarker, S.D., et al. (1997). Flavonoids from Dictamnus species. Biochemical Systematics and Ecology, 25(5), 423-428.
Kostova, I., et al. (1999). Triterpenoids from Dictamnus albus. Fitoterapia, 70(1), 36-41.
Joulain, D., et al. (2001). Essential oil composition of Dictamnus albus. Flavour and Fragrance Journal, 16(2), 107-110.
Tan, R., et al. (2000). Lignans and biological activities of Dictamnus. Journal of Natural Products, 63(1), 72-75.