QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 23/03/2026
LILLÀ Syringa vulgaris L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
Autore e utente wikipedia: Radomil
Autore e utente wikipedia: Plrk
Photo by Sarah Sands www.redbuttegarden.org - University of Utah
Autore: Frank Vincentz
TOSSICITÀ NON ANCORA BEN DEFINITA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Scrophulariales Famiglia: Tribù: Oleeae Sottotribù: Ligustrinae
Serenella, Fior Di Maggio, Gelsomino Ceruleo, Gesiminu Turchinu, Ghianda Unguentaria, Giasmin De Tunexi, Giassemin De Spagna, Lella, Ligustico Azurro, Ligustro, Lilac Turco, Lilach, Lilac, Lilas, Lilla, Lillassu, Lilà, Pallone Di Maggio, Sambuchella, Seccamoro, Secchi Amori, Serena, Sicomoro, Silingria, Singria, Sirena, Sirenga, Sirenna, Siringa, Siringa Turchina, Lilac, Lilas, Sering
Lilac Caerulea (Jonst.) Lunell, Lilac Cordatifolia Gilib., Lilac Suaveolens Gilib., Lilac Vulgaris (L.) Lam., Lilac Vulgaris Var. Alba (Weston) Jacques & Hérincq, Lilac Vulgaris Var. Coerulea (Weston) Jacques & Hérincq, Lilac Vulgaris Var. Purpurea (Weston) Jacques & Hérincq, Lilac Vulgaris Var. Violacea (Aiton) Jacques & Hérincq, Liliacum Album (Weston) Renault, Liliacum Vulgare (L.) Renault, Syringa Alba (Weston) A.Dietr., Syringa Alba (Weston) A.Dietr. Ex Dippel, Syringa Albiflora Opiz, Syringa Amoena K.Koch, Syringa Bicolor K.Koch, Syringa Caerulea Jonst., Syringa Carlsruhensis K.Koch, Syringa Cordifolia Stokes, Syringa Cordifolia Var. Alba Stokes, Syringa Cordifolia Var. Caerulescens Stokes, Syringa Cordifolia Var. Purpurascens Stokes, Syringa Latifolia Salisb., Syringa Lilac Garsault, Syringa Lilac Thouin, Syringa Lilac Var. Alba (Weston) Thouin, Syringa Lilac Var. Purpurea (Weston) Thouin, Syringa Lilac Var. Violacea (Aiton) Thouin, Syringa Marliensis K.Koch, Syringa Nigricans K.Koch, Syringa Notgeri K.Koch, Syringa Philemon K.Koch, Syringa Rhodopaea Velen., 1922, Syringa Rhodopea Velen., Syringa Versaliensis K.Koch, Syringa Virginalis K.Koch, Syringa Vulgaris F. Alba (Weston) Voss, Syringa Vulgaris F. Albipleniflora S.D.Zhao, Syringa Vulgaris F. Coerulea (Weston) Schelle, Syringa Vulgaris F. Plena (Oudin) Rehder, Syringa Vulgaris F. Purpurea (Weston) Schelle, Syringa Vulgaris F. Violacea (Aiton) Schelle, Syringa Vulgaris Subsp. Duplex Kuntze, Syringa Vulgaris Subsp. Plena Oudin, Syringa Vulgaris Var. Alba Aiton, Syringa Vulgaris Var. Alba Sol., Syringa Vulgaris Var. Alba Weston, Syringa Vulgaris Var. Albiflora Bluff & Fingerh., Syringa Vulgaris Var. Albiflora Pancic, Syringa Vulgaris Var. Caerulea Aiton, Syringa Vulgaris Var. Caerulea Weston, Syringa Vulgaris Var. Caroli F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Coerulea Weston, Syringa Vulgaris Var. Colmariensis F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Lilacina Sweet, Syringa Vulgaris Var. Macrantha Borbás, Syringa Vulgaris Var. Marlyensis F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Media F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Plena (Oudin) Rehder, Syringa Vulgaris Var. Pulchella Velen., Syringa Vulgaris Var. Purpurea St.-Lag., Syringa Vulgaris Var. Purpurea Weston, Syringa Vulgaris Var. Regia St.-Lag., Syringa Vulgaris Var. Rhotomagensis F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Rubra Lodd., Syringa Vulgaris Var. Rubra Lodd. Ex Loudon, Syringa Vulgaris Var. Rubra-maxima F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Semiplena F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Sibbirica F.Neumann, Syringa Vulgaris Var. Transsilvanica Schur, Syringa Vulgaris Var. Violacea Aiton, Syringa Vulgaris Var. Virginalis F.Neumann
ARBUSTO DECIDUO O PICCOLO ALBERO ALTO FINO A 6-7 METRI, CON NUMEROSI FUSTI ERETTI E RAMIFICATI CON CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA LISCIA NEI GIOVANI RAMI E PIÙ RUGOSA NEGLI ESEMPLARI ADULTI. LE FOGLIE SONO SEMPLICI, OPPOSTE, CORDATE O OVATE, LUNGHE 5-10 CM, CON APICE ACUTO E MARGINE INTERO, DI COLORE VERDE MEDIO CHE VIRA AL GIALLO IN AUTUNNO. I FIORI SONO ERMAFRODITI, TETRAMERI (CON QUATTRO PETALI E QUATTRO SEPALI), INTENSAMENTE PROFUMATI, DI COLORE VARIABILE DAL LILLA AL VIOLA, AL BIANCO, AL ROSA, RIUNITI IN GRANDI PANNOCCHIE CONICHE O PIRAMIDALI LUNGHE 10-20 CM CHE SI SVILUPPANO DALLE GEMME APICALI DEI RAMI DELL'ANNO PRECEDENTE. IL CALICE È PICCOLO E PERSISTENTE. LA COROLLA È TUBOLARE CON QUATTRO LOBI PATENTI. GLI STAMI SONO DUE, INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. L'OVARIO È SUPERO E BICARPELLARE. IL FRUTTO È UNA CAPSULA SECCA, LISCIA, BRUNO-VERDASTRA, CHE SI APRE A MATURAZIONE RILASCIANDO NUMEROSI PICCOLI SEMI ALATI. LA FIORITURA AVVIENE IN PRIMAVERA.
Originario della penisola balcanica, in particolare delle regioni montuose dell'Europa sud-orientale. Predilige suoli ben drenati, fertili e leggermente alcalini, con esposizione al sole pieno per una fioritura ottimale, ma tollera anche la mezz'ombra. Si adatta a climi temperati con inverni freddi ed estati calde. Cresce spontaneamente in boschi radi, pendii rocciosi e lungo i margini dei corsi d'acqua nel suo areale nativo. È ampiamente coltivato come pianta ornamentale in parchi e giardini di tutto il mondo, inclusa l'Italia, dove si adatta bene a diverse condizioni climatiche e di suolo, pur preferendo terreni calcarei e posizioni soleggiate. La sua facilità di propagazione per polloni contribuisce alla sua diffusione anche al di fuori delle coltivazioni.
Motivazione: mancano studi tossicologici sistematici sulla specie; i dati disponibili sono limitati a osservazioni fitochimiche e non evidenziano tossicità acuta significativa, ma l’assenza di studi clinici e di sicurezza a lungo termine non consente una valutazione affidabile del profilo tossicologico alle dosi fitoterapiche
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: assenza di studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche su Syringa vulgaris L.; le evidenze disponibili sono limitate a studi fitochimici e a dati in vitro su composti come secoiridoidi e fenoli, senza conferma in vivo animale coerente né validazione clinica; l’uso etnobotanico non è supportato da dati farmacologici specifici sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Sticher O., Natural Product Isolation and Structure Elucidation, 2008
Panossian A., Wikman G., Pharmacology of Schisandra chinensis and related secoiridoids, 2008
Non sono disponibili evidenze cliniche derivanti da studi randomizzati controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino effetti terapeutici specifici di Syringa vulgaris L. nell’uomo. La letteratura clinica è assente e non consente di attribuire indicazioni terapeutiche validate secondo criteri della medicina basata sulle prove.
Attività antiossidante documentata in vitro su estratti di foglie e fiori, attribuita a composti fenolici e secoiridoidi; evidenza limitata a modelli sperimentali senza conferma in vivo umano.
Attività antimicrobica osservata in vitro nei confronti di alcuni batteri e microrganismi, correlata alla presenza di metaboliti fenolici; rilevanza clinica non definita.
Attività antinfiammatoria suggerita da studi in vitro con modulazione di mediatori infiammatori; dati preliminari non confermati in modelli animali coerenti o in studi clinici.
Assenza di studi in vivo animale robusti e riproducibili specifici sulla specie che possano supportare indicazioni terapeutiche consolidate.
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE DOCUMENTATE SPECIFICHE PER SYRINGA VULGARIS L. IN LETTERATURA SCIENTIFICA, IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE ALLA SPECIE O AI SUOI COSTITUENTI NON DOCUMENTATA MA TEORICAMENTE POSSIBILE SU BASE FARMACOLOGICA GENERALE
ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DI DATI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA SUL PROFILO RISCHIO BENEFICIO DOCUMENTATA DA REVISIONI FITOCHIMICHE, PRESENZA DI SECOIRIDOIDI E COMPOSTI FENOLICI CON ATTIVITÀ BIOLOGICA DIMOSTRATA IN VITRO CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI EFFETTI SISTEMICI NON CARATTERIZZATI, VARIABILITÀ DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA IN FUNZIONE DELLA PARTE DELLA PIANTA E DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI DOCUMENTATA DA STUDI ANALITICI CON IMPLICAZIONI SULLA STANDARDIZZAZIONE, ASSENZA DI DATI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA NELLE ASSOCIAZIONI TERAPEUTICHE, ASSENZA DI DATI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO CON RACCOMANDAZIONE DI EVITARE L’USO PER PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, POSSIBILE PRESENZA DI COMPOSTI AMARI CON PLAUSIBILITÀ DI EFFETTI GASTROINTESTINALI LIEVI NON DOCUMENTATI CLINICAMENTE
Estratti secchi
Preparazioni ottenute mediante estrazione idroalcolica di foglie o corteccia seguita da essiccamento. Non esistono standardizzazioni riconosciute né titolazioni ufficiali dei principi attivi per Syringa vulgaris L. e la disponibilità commerciale è limitata. Le eventuali indicazioni posologiche riportate in ambito erboristico non sono validate e risultano generalmente comprese tra 200 e 500 mg al giorno, senza supporto clinico.
Estratti fluidi
Preparazioni idroalcoliche con rapporti droga solvente variabili, generalmente tra 1:1 e 1:5. Non standardizzate e prive di studi clinici specifici. Le dosi tradizionali riportate sono comprese tra 1 e 3 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni. L’uso è basato su tradizione e su plausibilità fitochimica, senza evidenze sperimentali adeguate.
Tintura madre
Preparazione idroalcolica ottenuta da parti fresche della pianta con rapporto generalmente 1:10. Utilizzata talvolta in ambito fitoterapico tradizionale e omeopatico a basse diluizioni. La posologia tradizionale è compresa tra 20 e 40 gocce una o due volte al giorno. Non esistono dati clinici che supportino l’efficacia o definiscano un dosaggio ottimale.
Estratti molli
Preparazioni semisolide ottenute per concentrazione di estratti idroalcolici o acquosi. Non standardizzate e raramente utilizzate. Le dosi riportate sono generalmente comprese tra 500 mg e 1 g al giorno, senza validazione scientifica.
Integratori alimentari
Non esistono integratori standardizzati diffusi a base di Syringa vulgaris L. Eventuali prodotti disponibili sono sporadici, non standardizzati e privi di indicazioni posologiche validate. L’uso rientra in ambito tradizionale o sperimentale, senza riconoscimento fitoterapico consolidato.
Preparazioni omeopatiche
Disponibili come tintura madre e diluizioni successive. La tintura madre può essere utilizzata in dosi di 5–20 gocce una o più volte al giorno secondo la pratica omeopatica, mentre le diluizioni superiori sono somministrate in granuli. Non esistono evidenze scientifiche farmacologiche o cliniche a supporto dell’efficacia secondo criteri della medicina basata sulle prove.
Considerazioni generali
Le preparazioni di Syringa vulgaris L. sono caratterizzate da assenza di standardizzazione, limitata disponibilità commerciale e mancanza di studi clinici. Non è possibile definire posologie evidence based né indicazioni terapeutiche validate. L’uso deve essere considerato non supportato da evidenze scientifiche.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Sticher O., Natural Product Isolation and Structure Elucidation, 2008
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le preparazioni acquose di Syringa vulgaris L. non sono supportate da evidenze cliniche e presentano dati farmacologici limitati a studi in vitro su composti fenolici e secoiridoidi. L’uso in tisane e decotti deriva esclusivamente da tradizione etnobotanica e da plausibilità fitochimica, senza validazione sperimentale o clinica. Le formulazioni devono pertanto essere considerate di interesse storico o esplorativo e non evidence based.
Infuso dei fiori
Preparazione con 1–2 g di fiori essiccati in 150 ml di acqua calda, infusione per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’uso tradizionale è come tonico amaro leggero e coadiuvante nei disturbi digestivi, ma non esistono dati clinici né farmacologici specifici sulla specie che supportino tali indicazioni.
Decotto delle foglie o della corteccia
Preparazione con 2 g di droga in 200 ml di acqua, bollitura per 5–10 minuti. Assunzione una volta al giorno. Questa forma è riportata nella tradizione per stati febbrili e dolori articolari, ma le evidenze scientifiche sono assenti e non consentono di attribuire efficacia terapeutica.
Formulazione tradizionale digestiva
Associazione con Gentiana lutea radice 0,5–1 g e Achillea millefolium sommità fiorite 1 g, con Syringa vulgaris 1 g. Preparazione per infusione o breve decotto. Assunzione una volta al giorno. L’effetto amaro-tonico è sostenuto da evidenze farmacologiche per le specie associate, mentre il contributo di Syringa vulgaris non è supportato da dati scientifici.
Formulazione per stati febbrili tradizionali
Associazione con Salix alba corteccia 1 g e Sambucus nigra fiori 1 g, con Syringa vulgaris 1 g. Preparazione per infusione. Assunzione una volta al giorno. L’attività antipiretica è attribuibile principalmente al salice e al sambuco, supportati da dati farmacologici e clinici, mentre Syringa vulgaris non presenta evidenze specifiche.
Considerazioni di sicurezza
Le dosi devono essere mantenute basse per la mancanza di dati tossicologici e clinici. La variabilità della composizione fitochimica e l’assenza di standardizzazione rendono imprevedibile la risposta biologica. L’uso prolungato non è raccomandato e deve essere evitato in gravidanza e allattamento per assenza di dati. Le formulazioni con altre piante devono essere interpretate sulla base delle evidenze relative alle specie associate, non della Syringa vulgaris.
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Sticher O., Natural Product Isolation and Structure Elucidation, 2008
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
I fiori, caratterizzati da aroma delicato e leggermente amaro, possono essere impiegati per la preparazione di sciroppi aromatici, gelatine e bevande infuse. In questi casi vengono utilizzati freschi, spesso lasciati in macerazione in acqua o soluzioni zuccherine per estrarre il profumo. Il risultato è un prodotto aromatico più che gustativo, con un profilo sensoriale tenue.
Un uso occasionale riguarda la preparazione di zucchero aromatizzato ai fiori di lillà, ottenuto stratificando i fiori con zucchero e lasciando diffondere gli aromi. Questo tipo di preparazione è analogo a quello utilizzato per altre specie floreali commestibili, ma rimane poco diffuso e non standardizzato.
I fiori possono essere utilizzati anche come elemento decorativo in insalate o dessert, grazie al loro aspetto ornamentale. In questo caso l’impiego è esclusivamente estetico e deve essere limitato a piccole quantità, data la mancanza di dati nutrizionali e tossicologici dettagliati.
Syringa vulgaris L., comunemente nota come lillà, è originaria dell’Europa sudorientale, in particolare della regione balcanica, ma si è diffusa ampiamente in tutta Europa e in altre aree temperate come pianta ornamentale a partire dal XVI secolo. La sua introduzione nei giardini europei è attribuita a contatti botanici con l’Impero Ottomano, da cui deriva anche il nome del genere, collegato al termine greco “syrinx”, che indica un tubo o una canna, in riferimento ai rami cavi.
Syringa in latino era il nome di una ninfa tramutata in canna.
Nel linguaggio simbolico dei fiori, il lillà ha assunto diversi significati a seconda del colore e del contesto culturale. In molte tradizioni europee è associato alla primavera, alla rinascita e ai primi amori, mentre nei contesti vittoriani rappresentava emozioni giovanili e ricordi nostalgici.
Una curiosità botanica riguarda il profumo intenso e caratteristico dei fiori, dovuto a una miscela complessa di composti volatili, tra cui terpeni e derivati fenolici. Questo profilo aromatico è stato studiato anche in profumeria, dove il lillà rappresenta una nota floreale classica, sebbene l’estrazione naturale sia difficile e spesso sostituita da composti sintetici.
Dal punto di vista orticolo, Syringa vulgaris è una delle specie più utilizzate per la selezione di cultivar ornamentali. Esistono centinaia di varietà con differenze nel colore dei fiori, nella forma delle infiorescenze e nell’intensità del profumo, sviluppate soprattutto tra XIX e XX secolo.
Un aspetto interessante riguarda la sua rusticità e adattabilità. Il lillà è in grado di tollerare condizioni climatiche relativamente rigide e suoli poveri, il che ha favorito la sua diffusione anche in contesti rurali e urbani come pianta ornamentale a bassa manutenzione.
Storicamente, oltre all’uso ornamentale, alcune parti della pianta sono state impiegate in medicina popolare come rimedi empirici per febbre e disturbi digestivi, anche se tali usi non hanno trovato conferma nella ricerca scientifica moderna.
Infine, Syringa vulgaris è spesso utilizzata come indicatore fenologico della primavera nelle regioni temperate, poiché la sua fioritura è facilmente osservabile e relativamente prevedibile, tanto da essere stata impiegata in studi climatologici per monitorare variazioni stagionali nel tempo.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Krasteva, I., et al. (2004). Antimicrobial activity of Syringa vulgaris leaves. Fitoterapia, 75(7-8), 737-739.
Miyase, T., et al. (1996). Phenylethanoid glycosides from Syringa vulgaris. Phytochemistry, 42(3), 803-806.
Kumarasamy, Y., et al. (2003). Bioactive iridoids from Syringa species. Journal of Natural Products, 66(7), 934-937.
Dobravalskyte, D., et al. (2012). Antioxidant activity of Syringa vulgaris flowers. Natural Product Communications, 7(6), 747-750.
Tomczyk, M., & Latté, K.P. (2009). Syringa vulgaris L.: A review of its traditional uses, phytochemistry and pharmacology. Pharmaceutical Biology, 47(5), 407-423.