ERBACEA ANNUALE ERETTA PUBESCENTE ALTA FINO A 1 METRO CON FUSTI RAMIFICATI. FOGLIE ALTERNE SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE OVATE O LANCEOLATE DENTATE PUBESCENTI. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI BLU O LILLA IN RACEMI FOGLIOSI TERMINALI O ASCELLARI. CALICE GAMOSEPALO RIGONFIO A FORMA DI URNA CON CINQUE LACINIE STRETTE PERSISTENTI. COROLLA GAMOPETALA BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE BILOBO STRETTO E LABBRO INFERIORE TRILOBO PIÙ GRANDE. ANDROCEO CON CINQUE STAMI SALDATI ATTORNO ALLO STILO CON ANTERE UNITE. GINECEO INFERO BICARPELLARE CON STILO UNICO CHE SPORGE DALLE ANTERE E STIGMA BILOBO. FRUTTO CAPSULA OVOIDE RIGONFIA DEISCENTE PER FESSURE APICALI CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI BRUNI. TUTTA LA PIANTA CONTIENE LATTICE BIANCO.
LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE, PIENA ESTATE, INIZIO AUTUNNO
Originaria del Nord America orientale e centrale. Predilige ambienti umidi e disturbati, crescendo spesso in boschi aperti, radure, campi abbandonati, bordi stradali, pascoli umidi e rive di fiumi e laghi. Si adatta a una varietà di tipi di suolo, ma sembra preferire terreni umidi, ben drenati e da leggermente acidi a neutri, spesso argillosi o limosi. Si trova comunemente in zone con pieno sole o ombra parziale. La sua distribuzione geografica si estende dal Canada sud-orientale agli Stati Uniti orientali e centrali, spingendosi a sud fino alla Georgia e al Texas. È una specie che colonizza facilmente aree disturbate e può essere trovata anche in siti dove il suolo è stato smosso o alterato. La sua natura annuale le permette di prosperare in ambienti dinamici e in evoluzione.
FINE ESTATE-INIZIO AUTUNNO (AGOSTO-OTTOBRE), QUANDO LA PIANTA È IN PIENA MATURAZIONE
PARTI AEREE ESSICCATE (HERBA LOBELIAE), CON PARTICOLARE INTERESSE PER FOGLIE E FIORI
ERBACEO PUNGENTE E LIEVEMENTE AFFUMICATO, CON NOTE AMARE E TERROSE. L'AROMA È CARATTERISTICO MA NON PARTICOLARMENTE GRADEVOLE, DOVUTO AGLI ALCALOIDI PIPERIDINICI
INIZIALMENTE ACRE E BRUCIANTE, SEGUITO DA NOTE AMARE PERSISTENTI E UNA SENSAZIONE PICCANTE IN GOLA. LA LOBELINA CONFERISCE UN RETROGUSTO METALLICO SGRADEVOLE, CON LEGGERA ASTRINGENZA. ATTENZIONE: IL GUSTO INTENSO SEGNALA POTENZIALE TOSSICITÀ
Motivazione: dati tossicologici documentano che gli alcaloidi piperidinici, in particolare la lobelina, presentano una finestra terapeutica stretta con effetti avversi dose dipendenti quali nausea, vomito, ipotensione, tachicardia, depressione respiratoria e possibile tossicità grave in caso di sovradosaggio; tali effetti sono ben documentati in studi farmacologici e osservazioni cliniche storiche
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze farmacologiche in vitro e in vivo animale documentano effetti della lobelina sui recettori nicotinici e sull’apparato respiratorio con attività espettorante e stimolante respiratoria, tuttavia gli studi clinici controllati sulla specie sono limitati e non conclusivi; l’efficacia risulta quindi legata a specifici estratti e dosaggi, con forte variabilità e margine terapeutico ristretto
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
*Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni La lobelina è tossica sopra 5 mg/die. L'uso richiede prescrizione specialistica.
Le funzioni terapeutiche sono riportate a solo titolo indicativo e non applicabili in fitoterapia. La lobelina invece è utilizzata in terapia farmacologica contro l'asma bronchiale.
Dwoskin, L.P., et al. (2006). "Lobeline: A potential pharmacotherapy for addiction." CNS Drug Reviews, 12(2):149-165. DOI:10.1111/j.1527-3458.2006.00149.x
European Medicines Agency (EMA). (2012). "Assessment report on Lobelia inflata L., herba." EMA/HMPC/560962/2010
Felpin, F.X., et al. (2011). "Pharmacology of lobeline: A nicotinic receptor ligand." Journal of Ethnopharmacology, 138(1):1-8. DOI:10.1016/j.jep.2011.08.018
Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 320-322.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA LOBELIA INFLATA L. SINTOMI PRINCIPALI
Gastrointestinali: vomito violento, diarrea, salivazione eccessiva
Neurologici: tremori, vertigini, convulsioni, depressione respiratoria
Cardiaci: tachicardia, ipotensione, collasso circolatorio
Caratteristico: sudorazione fredda e pupille dilatate
AZIONI IMMEDIATE
Rimozione del tossico:
Se
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA AI COMPONENTI DELLA PIANTA, GRAVIDANZA PER RISCHIO DI EFFETTI FARMACOLOGICI SUGLI ALCALOIDI CON POTENZIALE AZIONE UTEROTONICA DOCUMENTATA IN LETTERATURA FARMACOLOGICA, ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA E POTENZIALE PASSAGGIO DI ALCALOIDI ATTIVI, PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI INSTABILI INCLUSA IPOTENSIONE E ARITMIE SULLA BASE DI EFFETTI CARDIOVASCOLARI DOCUMENTATI DELLA LOBELINA, DISTURBI GASTROINTESTINALI ACUTI PER EFFETTO EMETICO DIRETTO OSSERVATO CLINICAMENTE E SPERIMENTALMENTE, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA GRAVE PER RISCHIO DI DEPRESSIONE RESPIRATORIA A DOSI ELEVATE DOCUMENTATA IN STUDI FARMACOLOGICI
ERBA ALTAMENTE TOSSICA! VIETATO L´USO COMUNE. A DOSI ELEVATE DETERMINA VOMITO, NAUSEA, SUDORAZIONE FINO A COLLASSO E COMA
USO SOLO SOTTO CONTROLLO PROFESSIONALE PER RISTRETTO INDICE TERAPEUTICO E TOSSICITÀ DOSE DIPENDENTE DOCUMENTATA IN STUDI FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE STORICHE, RISCHIO ELEVATO DI NAUSEA E VOMITO ANCHE A DOSI TERAPEUTICHE PER AZIONE EMETICA CENTRALE E PERIFERICA DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI STORICI, POSSIBILE EFFETTO BIFASICO SUL SISTEMA RESPIRATORIO CON INIZIALE STIMOLAZIONE SEGUITA DA DEPRESSIONE A DOSI PIÙ ELEVATE DOCUMENTATA IN STUDI IN VIVO, INTERAZIONI POTENZIALI CON FARMACI CHE AGISCONO SUI RECETTORI NICOTINICI O SUL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SULLA BASE DI PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E STUDI IN VITRO, POSSIBILE INTERFERENZA CON FARMACI ANTIPERTENSIVI PER EFFETTI CARDIOVASCOLARI DELLA LOBELINA DOCUMENTATI IN STUDI SPERIMENTALI, RISCHIO DI TOSSICITÀ NEUROLOGICA CON TREMORI E CONVULSIONI IN CASO DI SOVRADOSAGGIO DOCUMENTATO IN STUDI TOSSICOLOGICI, VARIABILITÀ ELEVATA DELLA CONCENTRAZIONE DI ALCALOIDI NEGLI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELLA RISPOSTA FARMACOLOGICA DOCUMENTATA IN LETTERATURA FARMACOGNOSTICA
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCALI
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIIPERTENSIVI
BRONCODILATATORI
FERRO (INTEGRATORI)
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
NICOTINA
PARASIMPATICOMIMETICI
SEDATIVI DEL SNC
SIMPATICOMIMETICI
STIMOLANTI DEL SNC
TANNINI (QUANTITÀ ELEVATE)
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratti idroalcolici fluidi e tintura madre di Lobelia inflata L. costituiscono la forma fitoterapica più tradizionale e documentata; la preparazione deriva generalmente dalle parti aeree fiorite con rapporti droga solvente variabili, e la posologia storicamente riportata in ambito fitoterapico è estremamente prudente a causa della tossicità, con dosi tipiche comprese tra 0,2 e 1 ml fino a due o tre volte al giorno, richiedendo sempre controllo professionale per il ristretto indice terapeutico
Estratti secchi non standardizzati sono descritti ma raramente impiegati nella pratica moderna a causa della difficoltà di titolazione degli alcaloidi piperidinici; in assenza di standardizzazione ufficiale, non esiste una posologia universalmente accettata e l’uso è generalmente evitato o limitato a formulazioni controllate
Integratori standardizzati contenenti lobelina o estratti titolati di Lobelia inflata L. sono stati sviluppati soprattutto in ambito nordamericano, con titolazioni variabili in alcaloidi totali o lobelina; le dosi impiegate nei prodotti storici e sperimentali risultano molto basse, generalmente nell’ordine di microgrammi o pochi milligrammi al giorno di alcaloidi totali, per ridurre il rischio di effetti avversi, ma tali prodotti non sono attualmente diffusi né supportati da linee guida cliniche consolidate
Preparazioni fitoterapiche combinate contenenti Lobelia inflata L. in associazione con altre droghe espettoranti o broncodilatatrici sono state utilizzate storicamente, con dosaggi della componente di Lobelia mantenuti a livelli subterapeutici o minimi per limitare la tossicità, senza standardizzazione moderna né validazione clinica
Preparazioni omeopatiche di Lobelia inflata L. sono disponibili sotto forma di diluizioni decimali e centesimali a partire dalla tintura madre della pianta intera; le diluizioni comunemente impiegate variano da D3 a D30 o equivalenti centesimali, con posologia secondo schemi omeopatici standard in granuli o gocce, senza relazione con dosi farmacologicamente attive e senza evidenze cliniche specifiche sulla specie
L’uso di qualsiasi forma estrattiva di Lobelia inflata L. richiede particolare cautela per la presenza di alcaloidi con finestra terapeutica ristretta e variabilità significativa del contenuto nei preparati non standardizzati
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Felter H.W., Lloyd J.U., King’s American Dispensatory, 1898
Dwoskin L.P., Crooks P.A., A novel mechanism of action and potential use for lobeline as a treatment for psychostimulant abuse, 2002
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Community herbal monographs and assessment reports, 2023
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
L’uso di Lobelia inflata L. in tisane, infusi o decotti non è considerato sicuro né appropriato in fitoterapia moderna a causa della presenza di alcaloidi piperidinici con finestra terapeutica ristretta e tossicità dose dipendente; non esistono dosaggi validati che consentano un impiego per via acquosa con adeguato margine di sicurezza e la letteratura farmacologica documenta un rischio significativo di effetti avversi anche a dosi relativamente basse
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene lobelina, un alcaloide con azione stimolante sul sistema nervoso centrale simile alla nicotina, considerato sostanza dopante in alcune situazioni agonistiche.
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI:
Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle.
Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio.
Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono:
Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio)
Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china)
Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco)
Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio)
Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar)
Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino)
Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica.
Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi:
Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative.
China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici.
Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici.
Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso.
Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale.
Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza.
Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche.
Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro.
Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso.
Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio.
Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.
Lobelia inflata L., comunemente nota come tabacco indiano, deve il suo nome storico all’uso tradizionale presso alcune popolazioni native nordamericane che fumavano o masticavano la pianta per i suoi effetti sul sistema respiratorio e nervoso, in particolare come sostituto o complemento del tabacco vero.
Usata per la preparazione di sigarette asmatiche insieme allo stramonio. Venne introdotta in Europa nel 18° secolo da Thomson, erborista americano, accusato di aver ucciso uno dei suoi clienti somministrandogli questa droga.
La lobelia veniva utilizzata come antitabagico per l'analogia strutturale della lobelina con la nicotina.
Nel XIX secolo la pianta ebbe un ruolo centrale nella cosiddetta medicina eclettica americana, dove veniva impiegata come rimedio emetico e per le affezioni respiratorie; il medico Samuel Thomson la rese celebre utilizzandola come cardine del proprio sistema terapeutico, suscitando anche controversie legali a causa dei suoi effetti tossici
L’effetto emetico marcato della Lobelia inflata L. portò storicamente a considerarla una sorta di “pianta purgativa” in senso ampio, utilizzata per indurre il vomito come pratica terapeutica, riflettendo concezioni mediche oggi superate ma diffuse nella medicina del tempo
Dal punto di vista chimico, la scoperta della lobelina ha suscitato interesse farmacologico per la sua somiglianza funzionale con la nicotina; questo ha portato a studi moderni sul possibile utilizzo nella dipendenza da sostanze, in particolare nicotina e psicostimolanti, anche se con risultati non conclusivi
Una curiosità etnobotanica riguarda l’uso rituale e simbolico della pianta in alcune culture native, dove veniva associata a pratiche di purificazione fisica e spirituale, evidenziando un ruolo che andava oltre il semplice impiego medicinale
Nonostante la sua importanza storica, Lobelia inflata L. è oggi raramente utilizzata nella fitoterapia moderna a causa del suo profilo tossicologico sfavorevole e della disponibilità di alternative più sicure ed efficaci, rappresentando un esempio significativo di pianta il cui uso è stato progressivamente abbandonato con l’evoluzione delle conoscenze farmacologiche
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Felter H.W., Lloyd J.U., King’s American Dispensatory, 1898