Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
Autore: A.Tucci
Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
Low resolution image for educational use. Courtesy Herbier Philatélique Pierre Guertin Philatelic Herbarium
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Ordine Myrtales
Famiglia Myrtaceae
Sottofamiglia Myrtoideae
Tribù Myrteae
Genere Myrtus
Specie Myrtus communis
Myrtus Buxifolia Raf., Myrtus Communis F. Lusitanica (L.) Cout., Myrtus Communis Subsp. Lusitanica (L.) Arcang., Myrtus Communis Var. Adrianii Sennen, Myrtus Communis Var. Bercialis Sennen, Myrtus Communis Var. Camboanus Sennen, Myrtus Communis Var. Communis, Myrtus Communis Var. Eugeniae Sennen, Myrtus Communis Var. Gallachi Sennen, Myrtus Communis Var. Gausseni Sennen, Myrtus Communis Var. Gibertii Sennen, Myrtus Communis Var. Jonssetii Sennen, Myrtus Communis Var. Latifolia Willk., Myrtus Communis Var. Macrocarpa Sennen, Myrtus Communis Var. Melanocarpa DC., Myrtus Communis Var. Microphylla Willk., Myrtus Communis Var. Mirifolia Sennen & Teodoro, 1928, Myrtus Communis Var. Morawieskiana Sennen, Myrtus Communis Var. Petri-ludovici Sennen & Teodoro, 1928, Myrtus Communis Var. Rodesii Sennen & Malag., Myrtus Communis Var. Soleri Sennen, Myrtus Communis Var. Theodori Sennen & Malag., Myrtus Communis Var. Vidalii Sennen & Teodoro, 1928, Myrtus Latifolia (Willk.) Sennen & Teodoro, 1929
ARBUSTO O RARAMENTE ALBERELLO FINO A 3 M TIPICO DELLA MACCHIA MEDITERRANEA E SOPRATTUTTO DELLE ISOLE. LA CORTECCIA È GRIGIASTRA E BRUNO-ROSSICCIA NEI RAMI GIOVANI, LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SUPERIORMENTE VERDE SCURO-BRILLANTE, A MARGINE INTERO, OVALI, CORIACEE, LUCIDE E SENZA PELI, HANNO DEI PUNTI TRASLUCIDI CHE CORRISPONDONO ALLE GHIANDOLE AROMATICHE. I FIORI SONO ASCELLARI, PEDUNCOLATI, BIANCHI O ROSATI; ANDROCEO COMPOSTO DA MOLTI STAMI DAI LUNGHI FILAMENTI, L'OVARIO INFERO TERMINA IN UNO STILO E UNO STIMMA CHE SI CONFONDE TRA GLI STAMI. LA FIORITURA AVVIENE TRA MAGGIO E LUGLIO MA ANCHE IN TARDA ESTATE ED È ABBONDANTE. LE BACCHE OVOIDALI NERASTRE-AZZURROGNOLE ED ANCHE ROSSO SCURE CHE HANNO MOLTI SEMI E MATURANO DA NOVEMBRE A GENNAIO
ESTATE, PRINCIPALMENTE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario della regione mediterranea, dove cresce spontaneamente nella macchia mediterranea, in boschi aperti, garighe, siepi, scarpate rocciose e lungo i litorali. Predilige climi caldi e asciutti con inverni miti ed estati calde e soleggiate, tipici del clima mediterraneo. Si adatta a diversi tipi di suolo, anche poveri, sassosi e calcarei, purché ben drenati. Tollera la siccità e le brezze marine, il che lo rende comune nelle zone costiere. Si trova prevalentemente in pianura e nelle zone collinari, fino a medie altitudini. La sua capacità di resistere a condizioni ambientali difficili e la sua adattabilità a diversi tipi di terreno ne hanno favorito la diffusione in altre regioni con climi simili.
PER LE FOGLIE È A FINE PRIMAVERA-INIZIO ESTATE (MAGGIO-LUGLIO); PER I FRUTTI È L'AUTUNNO-INIZIO INVERNO (NOVEMBRE-DICEMBRE)
FOGLIE E, IN MINOR MISURA, I FRUTTI (BACCHE)
LE FOGLIE HANNO UN ODORE FORTEMENTE AROMATICO, RESINOSO, FRESCO, LEGGERMENTE CANFORATO E BALSAMICO
LE FOGLIE HANNO UN SAPORE AROMATICO, AMARO-RESINOSO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE E BALSAMICO. LE BACCHE SONO AROMATICHE E DOLCI-AMARE
Olio essenziale: mirtenil acetato, alfa pinene, uno otto cineolo, limonene, linalolo, alfa terpineolo, geraniolo, mirtenolo, beta pinene, para cimene, gamma terpinene, terpinene quattro olo, cariofillene, eugenolo, nerolo
Polifenoli: acido gallico, acido ellagico, acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p cumarico, acido vanillico, acido protocatecuico
Flavonoidi: miricetina, quercetina, kaempferolo, catechina, epicatechina, rutina, quercitrina, isoquercitrina, luteolina
Tannini: gallotannini, ellagitannini, tannini condensati, tannini idrolizzabili
Antociani: delfinidina tre O glucoside, cianidina tre O glucoside, malvidina tre O glucoside, petunidina tre O glucoside, peonidina tre O glucoside
Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico, acido asiatico, acido corosolico
Fitosteroli: beta sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo
Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico
Carotenoidi: luteina, beta carotene, violaxantina
Vitamine: vitamina C, vitamina E, vitamine del gruppo B
Composti aromatici resinosi: mirtucommulone, semimirtucommulone
Bibliografia
Andrea Bradesi, Joseph Tomi, Jean Casanova, Costa Joseph, Marie Casanova, Chemical Variability of the Essential Oil of Myrtus communis L. from Corsica, Flavour and Fragrance Journal, 1997
Mohamed Amensour, Carmen Sendra, Elena Pérez-Alvarez, Antonio Fernández-López, Myrtus communis as a Source of Antioxidant Compounds, Journal of Food Science, 2010
Nisrine Bouyahya, Jamal Abrini, Youssef Bakri, Noureddine Dakka, Phytochemistry and Biological Activities of Myrtus communis L., Biomedical and Pharmacology Journal, 2017
Paola Rosa Loizzo, Rosa Tundis, Francesco Menichini, Natural Products and Biological Activities of Myrtus communis L., Mini Reviews in Medicinal Chemistry, 2008
Fawzia Hasan Babikir, Mohamed Elhadi, Chemical Composition and Antimicrobial Activity of Myrtus communis Essential Oil, Journal of Essential Oil Bearing Plants, 2015
Monica Rosa, Claudia Melis, Maria Teresa Atzeri, Phytochemical Profile and Antioxidant Activity of Myrtle Berries and Leaves, Food Chemistry, 2011
Hossein Hosseinzadeh, Abbas Ghoddusi, Pharmacological Effects of Myrtus communis: A Review, Phytotherapy Research, 2002
Raffaele Pezzani, Francesca Vitalini, Marcello Iriti, Bioactive Compounds and Health Effects of Myrtus communis L., Oxidative Medicine and Cellular Longevity, 2019
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: L’uso corretto di Myrtus communis, sotto forma di estratti, oli essenziali diluiti o infusi, è generalmente sicuro. Possono verificarsi reazioni allergiche o irritazioni locali in soggetti sensibili, ma non sono riportati effetti tossici significativi con il corretto utilizzo.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati e studi osservazionali principalmente su estratti fogliari ed oli essenziali di Myrtus communis L. per applicazioni antimicrobiche, mucosali, dermatologiche e respiratorie, ma l’efficacia non è uniformemente dimostrata per tutte le preparazioni della specie. Le evidenze comprendono anche numerosi studi in vitro e in vivo con attività antinfiammatoria, antiossidante e antimicrobica coerente con l’uso fitoterapico tradizionale. Le attività terapeutiche risultano fortemente dipendenti dal chemotipo, dalla parte vegetale utilizzata e dalla standardizzazione degli estratti.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili evidenze cliniche controllate limitate ma coerenti riguardanti l’attività antimicrobica e antinfiammatoria di preparazioni contenenti Myrtus communis L., soprattutto in ambito oro-faringeo e dermatologico. Studi clinici e osservazionali su collutori, gel e preparazioni topiche contenenti estratti fogliari o olio essenziale hanno documentato riduzione di gengivite, placca batterica, stomatite e irritazioni del cavo orale. Le evidenze riguardano prevalentemente formulazioni specifiche e non consentono un’estensione automatica a tutte le preparazioni fitoterapiche della specie.
Sono disponibili dati clinici preliminari relativi all’uso topico in dermatologia e nel trattamento di lesioni cutanee superficiali, con attività correlate principalmente agli effetti antisettici, antinfiammatori e astringenti del fitocomplesso. Tuttavia gli studi disponibili risultano numericamente limitati e spesso eterogenei per metodologia e standardizzazione degli estratti.
Per l’attività antiossidante esistono evidenze biochimiche e cliniche indirette su biomarcatori ossidativi, ma non sono disponibili revisioni sistematiche o meta-analisi cliniche definitive che consentano una conferma terapeutica robusta su endpoint clinici specifici.
Non risultano disponibili evidenze cliniche sufficienti per confermare efficacia terapeutica diretta in patologie respiratorie, metaboliche, neurologiche, cardiovascolari o gastrointestinali.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
L’attività antimicrobica verso batteri Gram-positivi, Gram-negativi e alcuni miceti è supportata da numerosi studi in vitro su estratti fogliari, olio essenziale e frazioni polifenoliche. Sono stati documentati effetti su Staphylococcus aureus, Candida spp., Helicobacter pylori e altri microrganismi di interesse clinico. L’attività dipende fortemente dalla chemotipizzazione dell’olio essenziale e dalla composizione fenolica.
L’attività antinfiammatoria è supportata da studi in vivo animali e da studi cellulari che mostrano modulazione di mediatori pro-infiammatori, riduzione dell’edema e inibizione di citochine infiammatorie. Le evidenze risultano coerenti ma non sufficienti a definire indicazioni cliniche consolidate oltre gli impieghi topici e oro-faringei.
L’attività antiossidante è ampiamente documentata in vitro mediante saggi radical scavenging e in modelli animali di stress ossidativo. I principali responsabili risultano polifenoli, flavonoidi e derivati tannici presenti nelle foglie e nelle bacche.
Sono presenti dati sperimentali preliminari relativi ad attività ipoglicemizzante e modulante il metabolismo lipidico in modelli animali. I risultati indicano possibili effetti sul metabolismo glucidico e lipidico, ma mancano conferme cliniche sufficienti e standardizzate.
Alcuni studi in vitro e in vivo suggeriscono attività analgesica, gastroprotettiva, epatoprotettiva e broncodilatatrice. Le evidenze rimangono preliminari e non consentono attribuzioni terapeutiche confermate.
L’attività antiproliferativa e citotossica verso linee cellulari tumorali è stata osservata in modelli sperimentali in vitro. Tali dati non costituiscono evidenza di efficacia antitumorale clinica.
L’attività espettorante e balsamica tradizionale trova parziale supporto farmacologico nella presenza di monoterpeni volatili e nell’attività secretolitica osservata sperimentalmente, ma le evidenze cliniche dirette risultano insufficienti.
Uso storico e nella tradizione
Nella tradizione mediterranea Myrtus communis L. è stata impiegata come antisettico delle vie respiratorie superiori, balsamico, astringente intestinale, vulnerario e detergente cutaneo.
Le foglie e le bacche sono state storicamente utilizzate in decotti, fumigazioni e preparazioni topiche per affezioni del cavo orale, irritazioni cutanee, leucorrea, diarrea lieve e catarri respiratori.
La specie è stata inoltre utilizzata nella medicina popolare come tonico aromatico digestivo, conservante naturale e componente di liquori medicinali tradizionali.
Gli impieghi etnobotanici relativi a diabete, patologie tumorali, disturbi neurologici e malattie sistemiche non risultano supportati da adeguata validazione clinica diretta sulla specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment Report on Myrtus communis L., folium et aetheroleum, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Amensour Mohamed, Sendra Esther, Pérez-Alvarez José Ángel, Fernández-López Javier, Myrtus communis as Source of Bioactive Compounds: Pharmacological and Biological Activities, Foods, 2010
Aleksic Vladimir, Knezevic Petar, Antimicrobial and antioxidative activity of extracts and essential oils of Myrtus communis L., Microbiological Research, 2014
Hayder Nabila, Abdelwahed Abdelhakim, Kilani Slim, Ammar Rym Ben, Mahmoud Asma, Ghedira Kamel, Chekir-Ghedira Leila, Anti-genotoxic and free radical scavenging activities of extracts from Myrtus communis L. mut. italica, Food and Chemical Toxicology, 2008
Rasooli Iraj, Moosavi Mohammad Reza Baghizadeh, Rezaee Mohammad Bagher, Jaimand Khosro, Susceptibility of microorganisms to Myrtus communis L. essential oil and its chemical composition, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2002
Romani Angela, Pinelli Paola, Galardi Cristina, Mulinacci Niccolo, Tattini Massimo, Identification and quantification of galloyl derivatives, flavonoid glycosides and anthocyanins in leaves and berries of Myrtus communis L., Phytochemical Analysis, 2004
Mahboubi Mohaddese, Myrtus communis L. and its application in treatment of acne vulgaris, Journal of Ethnopharmacology, 2016
Alipour Gholamreza, Dashti Saeed, Hosseinzadeh Hossein, Review of pharmacological effects of Myrtus communis L. and its active constituents, Phytotherapy Research, 2014
Asgarpanah Jinous, Ghahremani Zahra, Myrtus communis L.: pharmacology and medicinal properties, Journal of Medicinal Plants Research, 2012
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’OLIO ESSENZIALE DI MYRTUS COMMUNIS L. DEVE ESSERE UTILIZZATO CON CAUTELA IN SOGGETTI CON MUCOSE SENSIBILI O PATOLOGIE GASTROINTESTINALI IRRITATIVE POICHÉ SONO STATI OSSERVATI EFFETTI IRRITATIVI GASTRICI E MUCOSALI CORRELATI ALLA CONCENTRAZIONE DEI MONOTERPENI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE.
PREPARAZIONI CONCENTRATE O USO PROLUNGATO DELL’OLIO ESSENZIALE POSSONO AUMENTARE IL RISCHIO DI DERMATITI IRRITATIVE O SENSIBILIZZAZIONE CUTANEA IN SOGGETTI PREDISPOSTI. EVIDENZA CLINICA DERMATOLOGICA E DATI SPERIMENTALI IN VITRO SUI COMPONENTI TERPENICI.
L’IMPIEGO CONCOMITANTE CON ALTRI PRODOTTI AD ELEVATO CONTENUTO DI OLI ESSENZIALI PUÒ AUMENTARE FENOMENI IRRITATIVI LOCALI O SISTEMICI. EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA PER SOMMAZIONE DEGLI EFFETTI TERPENICI.
LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI SULLA SICUREZZA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI E NON CONSENTONO DI DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA COMPLETO PER ESTRATTI CONCENTRATI O OLIO ESSENZIALE DELLA SPECIE. EVIDENZA LIMITATA DERIVANTE DALL’ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI.
GLI STUDI TOSSICOLOGICI DISPONIBILI RIGUARDANO PRINCIPALMENTE ESTRATTI FOGLIARI E OLI ESSENZIALI STANDARDIZZATI; I DATI RESTANO LIMITATI PER PREPARAZIONI TRADIZIONALI NON STANDARDIZZATE E PER USO AD ALTE DOSI. EVIDENZA DERIVANTE DA LIMITI METODOLOGICI DELLA LETTERATURA DISPONIBILE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA O REAZIONI ALLERGICHE NOTE VERSO MYRTUS COMMUNIS L. O VERSO I SUOI OLI ESSENZIALI COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI RELATIVI A FENOMENI IRRITATIVI E SENSIBILIZZANTI CUTANEI E MUCOSALI.
L’USO INTERNO DI OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO DI MYRTUS COMMUNIS L. È CONTROINDICATO NEI BAMBINI MOLTO PICCOLI PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI IRRITAZIONE RESPIRATORIA E FENOMENI NEUROVEGETATIVI ASSOCIATI AI MONOTERPENI OSSIGENATI PRESENTI NELL’OLIO ESSENZIALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco nebulizzato e titolato di foglie di Myrtus communis L.
Gli estratti secchi standardizzati vengono impiegati soprattutto per attività antiossidante, antimicrobica e antinfiammatoria. I preparati maggiormente documentati sono titolati in polifenoli totali o tannini con tenori generalmente compresi tra 10% e 25% oppure standardizzati in flavonoidi totali espressi come miricetina o quercetina. Le dosi comunemente utilizzate nei preparati fitoterapici oscillano tra 200 e 800 mg/die suddivisi in 2-3 somministrazioni.
Estratto idroalcolico fluido di foglie
L’estratto fluido idroalcolico con rapporto droga:estratto variabile tra 1:1 e 1:2 viene utilizzato tradizionalmente per applicazioni orofaringee, digestive e antimicrobiche. I preparati commerciali contengono generalmente solventi idroalcolici al 45-70%. La posologia tradizionalmente documentata varia da 1 a 4 mL fino a tre volte al giorno, diluiti in acqua.
Tintura madre di Myrtus communis L.
La tintura madre ottenuta da foglie fresche o giovani sommità viene impiegata principalmente in fitoterapia tradizionale e preparazioni galeniche. Rapporto usuale 1:10 in etanolo 45-65%. Posologia usuale: 20-50 gocce diluite in acqua da una a tre volte al giorno secondo concentrazione e destinazione d’uso.
Estratto secco titolato in composti fenolici per uso orale gastrointestinale
Per formulazioni destinate a disturbi gastrointestinali lievi, disbiosi e attività astringente vengono impiegati estratti titolati in tannini totali almeno al 15-20%. Le dosi più frequentemente riportate negli integratori standardizzati sono comprese tra 250 e 500 mg due volte al giorno.
Estratto secco titolato ad alto contenuto di mirtucommuloni
Alcuni estratti brevettati ottenuti dalle foglie sono standardizzati in acilfloroglucinoli e mirtucommuloni. I titoli terapeuticamente rilevanti riportati nella letteratura sperimentale sono generalmente superiori al 5-10% di mirtucommuloni totali. Utilizzati soprattutto in ambito dermatologico sperimentale e nelle formulazioni anti-biofilm. I dosaggi clinicamente consolidati non sono ancora definiti.
Olio essenziale di Myrtus communis L.
L’olio essenziale ricavato prevalentemente dalle foglie viene utilizzato in aromaterapia e preparazioni topiche. I chemotipi più studiati contengono alfa-pinene, 1,8-cineolo e limonene. Per applicazioni topiche si impiegano diluizioni generalmente comprese tra 1% e 5% in veicoli appropriati. Per uso orale gli impieghi sono limitati e richiedono standardizzazione rigorosa; le quantità presenti negli integratori risultano normalmente comprese tra 20 e 100 mg/die di olio essenziale totale.
Capsule gastroresistenti contenenti olio essenziale standardizzato
Formulazioni utilizzate soprattutto in ambito balsamico respiratorio e digestivo. Gli estratti vengono standardizzati principalmente in 1,8-cineolo e alfa-pinene con contenuti variabili secondo il chemotipo. I dosaggi più comuni sono pari a 50-200 mg/die di olio essenziale microincapsulato.
Preparazioni oromucosali spray o collutorio
Preparazioni contenenti estratti idroalcolici o olio essenziale standardizzato per uso orofaringeo. Le formulazioni utilizzate negli studi clinici preliminari contengono generalmente 0,5-5% di estratto o 0,05-0,5% di olio essenziale. Utilizzo da 2 a 4 applicazioni quotidiane.
Gel topici dermatologici
Preparati fitocosmetici e dermatologici a base di estratto idroalcolico o olio essenziale standardizzato, utilizzati per attività antimicrobica e antinfiammatoria locale. Le concentrazioni più documentate variano tra 1% e 10% di estratto oppure 0,1-2% di olio essenziale.
Preparazioni omeopatiche
Le preparazioni omeopatiche di Myrtus communis L. risultano disponibili principalmente come tintura madre omeopatica, diluizioni decimali e centesimali quali D1-D6 e CH5-CH30. Gli impieghi riportati appartengono esclusivamente all’ambito omeopatico tradizionale e non dispongono di validazione clinica specifica moderna. Le posologie dipendono dalla scuola omeopatica e dalla diluizione utilizzata.
Ali Esmail Al-Snafi, John Oluwafemi Teibo, Hazem M. Shaheen et al., The therapeutic value of Myrtus communis L.: an updated review, 2024
Mohammad Mehdi Dabbaghi, Seyed Ali Emami, A review of the biological effects of Myrtus communis, 2023
Gholamreza Alipour, Somayeh Dashti, Hossein Hosseinzadeh, Review of pharmacological effects of Myrtus communis L. and its active constituents, 2014
Mekonnen Sisay, Tigist Gashaw, Ethnobotanical, Ethnopharmacological, and Phytochemical Studies of Myrtus communis Linn: A Popular Herb in Unani System of Medicine, 2017
Sumbul S., Ahmad M.A., Asif M., Myrtus communis Linn: A review, 2011
Monica Rosa Loizzo, Rosa Tundis, Francesco Menichini et al., Comparative chemical composition and bioactivity of essential oils from leaves and berries of Myrtus communis L., 2010
Carlo Luigi G. Tuberoso, Marco Rosa, Andrea Bifulco et al., Chemical Composition and Antioxidant Activities of Myrtus communis L. Berries Extracts, 2010
Paola Montoro, Claudio S. Tuberoso, Sonia Piacente et al., Stability and antioxidant activity of polyphenols in extracts of Myrtus communis L., 2006
European Medicines Agency, Assessment report on Myrtus communis L., various herbal preparations, documentazione fitoterapica e farmacognostica disponibile
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, aggiornamenti relativi a Myrtaceae e oli essenziali medicinali
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso balsamico orofaringeo con Myrtus communis L.
Foglie di Myrtus communis L. 2 g, foglie di Salvia officinalis L. 1 g, fiori di Matricaria chamomilla L. 1 g. Infondere in 200 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere 1-2 volte al giorno oppure utilizzare come collutorio e gargarismo. Formulazione tradizionalmente impiegata per irritazioni del cavo orale e delle prime vie respiratorie con supporto farmacologico antimicrobico e antinfiammatorio.
Tisana digestiva e carminativa con Myrtus communis L.
Foglie di Myrtus communis L. 1,5 g, frutti di Foeniculum vulgare Mill. 1,5 g, foglie di Melissa officinalis L. 1 g, sommità di Origanum vulgare L. 0,5 g. Infondere in 250 mL di acqua per 8-10 minuti. Assumere dopo i pasti principali fino a due volte al giorno. Miscela utilizzata tradizionalmente per dispepsia lieve, meteorismo e fermentazioni intestinali.
Decotto astringente intestinale con Myrtus communis L.
Foglie di Myrtus communis L. 2 g, corteccia di Quercus robur L. 1 g, foglie di Rubus ulmifolius Schott 1 g. Bollire delicatamente in 250 mL di acqua per circa 10 minuti e filtrare. Assumere una tazza fino a due volte al giorno per periodi brevi. Preparazione tradizionale ad azione astringente e lenitiva intestinale.
Infuso per uso respiratorio con Myrtus communis L.
Foglie di Myrtus communis L. 1,5 g, foglie di Eucalyptus globulus Labill. 0,5 g, sommità di Thymus vulgaris L. 1 g. Infondere in 250 mL di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza una o due volte al giorno. Miscela documentata nella fitoterapia mediterranea per supporto balsamico respiratorio e comfort delle vie aeree superiori.
Formulazione erboristica topica per pelle irritata
Decotto concentrato ottenuto da foglie di Myrtus communis L. 5 g e fiori di Calendula officinalis L. 3 g in 250 mL di acqua. Bollire per 10 minuti e lasciare raffreddare. Applicare localmente con compresse sterili una o due volte al giorno. Utilizzato tradizionalmente per cute irritata, abrasioni superficiali e arrossamenti.
Infuso ad uso uro-genitale tradizionale
Foglie di Myrtus communis L. 1,5 g, foglie di Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng. 1 g, sommità di Achillea millefolium L. 1 g. Infondere in 250 mL di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza al giorno per periodi limitati. Preparazione tradizionale utilizzata nella fitoterapia popolare mediterranea per discomfort uro-genitale lieve.
Tisana aromatica antiossidante con Myrtus communis L.
Foglie di Myrtus communis L. 1 g, foglie di Camellia sinensis (L.) Kuntze 1 g, foglie di Rosmarinus officinalis L. 0,5 g, scorza di Citrus limon (L.) Osbeck 0,5 g. Infondere in 200 mL di acqua per circa 7 minuti. Assumere una tazza al giorno. Miscela ricca in composti fenolici e sostanze aromatiche ad azione antiossidante documentata sperimentalmente.
Decotto concentrato per semicupi e lavaggi esterni
Foglie di Myrtus communis L. 4 g, foglie di Hamamelis virginiana L. 2 g, sommità di Lavandula angustifolia Mill. 1 g. Bollire in 500 mL di acqua per 10-15 minuti. Utilizzare esternamente dopo filtrazione. Preparazione tradizionalmente impiegata per cute sensibile e mucose irritate.
Ali Esmail Al-Snafi, The pharmacological importance of Myrtus communis – A review, 2014
Sumbul Shamim, Mohammad Ajmal Ahmad, Mohd Asif, Myrtus communis Linn. A review, 2011
Mohammad Mehdi Dabbaghi, Seyed Ali Emami, A review of the biological effects of Myrtus communis, 2023
Gholamreza Alipour, Somayeh Dashti, Hossein Hosseinzadeh, Review of pharmacological effects of Myrtus communis L. and its active constituents, 2014
European Medicines Agency, Assessment report on Myrtus communis L. herbal preparations, aggiornamenti disponibili
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, aggiornamenti relativi alle specie medicinali aromatiche e Myrtaceae
Paola Delfine, Marco Pellizzaro, Maria Rosaria Tadeo et al., Antioxidant capacity and polyphenolic composition of Myrtus communis L. extracts, 2005
Monica Rosa Loizzo, Rosa Tundis, Francesco Menichini et al., Comparative chemical composition and antimicrobial activity of Myrtus communis essential oils, 2010
Carlo Luigi G. Tuberoso, Andrea Bifulco, Maria Pia Cannas et al., Chemical composition and antioxidant activities of Myrtus communis L. berry extracts, 2010
Andrea Maxia, Andrea Sanna, Maria C. Piras et al., Traditional herbal uses of Myrtus communis in the Mediterranean area, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino aromatico o liquore di mirto
Preparazione:
Bacche di Myrtus communis mature (circa 200 g) vengono lavate e leggermente schiacciate, poi macerate in 500 ml di alcol a 95° per 2–4 settimane al buio, agitando quotidianamente. Successivamente si filtra il composto e si aggiunge uno sciroppo di zucchero (200–250 g in 250 ml di acqua bollente, raffreddato) per dolcificare. Il liquore può essere imbottigliato e lasciato riposare altre 2–4 settimane prima dell’uso.
Uso:
Tradizionalmente utilizzato come digestivo a fine pasto, in piccole quantità (20–30 ml), oppure come aromatizzante in bevande miste. È apprezzato per le proprietà digestive e aromatiche delle bacche di mirto.
Bibliografia
Heinonen, M. et al., Phytochemistry and Bioactivity of Myrtus communis
Chrubasik, S. et al., Herbal Medicine: Biomolecular and Clinical Aspects
European Medicines Agency (EMA), Assessment Report on Myrtus communis
Natural Medicines Database, Myrtus communis
LIQUORE DI MIRTO
[Ricetta tradizionale di Laura]
Coprire la bacche di Mirto contuse con alcol puro.
Lasciare macerare 15 gg.
Filtrare e unire pari quantità di sciroppo preparato con 1 kg di zucchero in 1 lt di acqua. Eventualmente aggiungere poca acqua se è troppo dolce.
Fatelo riposare per una settimana prima di consumarlo.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Raccolta molto importante in alcune regioni (Sardegna). Miele monoflora di colore bianco-giallastro. Raccolta abbondante di polline di colore grigio-chiaro.
Aspetto e colore: Il miele tende ad avere un colore ambra chiaro o dorato quando fresco, scurendosi leggermente con l’invecchiamento.
Consistenza: Viscosità media, cristallizzazione lenta e uniforme.
Aroma e sapore: Intenso profumo aromatico, con note erbacee e balsamiche, leggermente resinose; sapore delicatamente dolce con retrogusto aromatico persistente.
Proprietà: Il miele di mirto è apprezzato per proprietà digestive e lenitive, oltre al potere aromatizzante naturale in tisane, dolci e piatti tradizionali.
In generale, è un miele raro e molto apprezzato in alcune regioni del Mediterraneo, spesso raccolto in quantità limitate a causa della scarsa produzione di nettare della pianta.
Bacche di mirto: utilizzate intere o leggermente schiacciate per aromatizzare carni, selvaggina e insaccati, in particolare maiale e cacciagione. Vengono anche impiegate per preparare liquori e vini aromatizzati.
Foglie fresche o essiccate: servono per insaporire zuppe, stufati e verdure, oppure come elemento aromatico in marinature e conserve.
Dolci e confetture: le bacche mature possono essere usate per gelatine, confetture o dolci al cucchiaio, donando un aroma caratteristico e balsamico.
Miele e tisane: in alcune preparazioni tradizionali il mirto viene combinato con miele per aromatizzare bevande calde o dessert.
In cucina si utilizza con parsimonia: il suo aroma intenso può facilmente sovrastare altri sapori, quindi bastano pochi frutti o foglie per conferire profumo e carattere ai piatti.
I rami con foglie sono usati invece come aromatizzante di carni arrostite
Le essenze il cui potere antisettico è improvviso e imprevedibile nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide medie"
Sono le seguenti: Pino, Cajeput, Eucalipto, Lavanda, Mirto, Geranio rosato, Petit grain, Estragone, Serpillo, Niaouli.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide medie hanno un I.A. medio che va dallo 0,126 del OE di Serpillo al 0,296 del OE di Eucalipto e Lavanda. Questo non vuol dire semplicemente che sono meno o poco efficaci rispetto alle "maggiori", ma che i risultati medi, ovvero calcolati su una sperimentazione allargata a molti batteri, hanno potere antisettico medio inferiore. Le essenze germicide medie sono quelle più utilizzate nelle specialità farmaceutiche.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Pianta sacra nell’antichità: Il Mirto viene citato fin dall´Antico Testamento. Presso Greci e Romani il mirto era simbolo di purezza, amore e bellezza, consacrato ad Afrodite e Venere. Le corone nuziali venivano spesso intrecciate con i suoi rami per augurare fertilità e prosperità.
Uso nelle cerimonie e nei riti: In epoca romana veniva utilizzato nei riti di purificazione e portato dai partecipanti ai banchetti importanti come segno di prestigio. Secondo la tradizione, era anche pianta protettiva contro il malocchio.
Simbolo di prestigio nelle corti europee: Nel Medioevo e nel Rinascimento il mirto era coltivato nei giardini dei nobili come pianta ornamentale e profumata; le foglie venivano sfruttate per profumare ambienti, abiti e acque cosmetiche.
Origine del celebre “acqua angelica”: Dalle foglie e dai giovani rami si ricavava una “acqua di mirto” molto famosa nella cosmetica antica per le sue proprietà toniche e purificanti, utilizzata dalle nobildonne per ravvivare la pelle.
Tradizione sarda e corsa: È fondamentale nella cultura gastronomica della Sardegna e della Corsica, dove le bacche sono considerate un elemento identitario. Il liquore di mirto è un prodotto simbolo di queste regioni.
Uso storico medicinale: Le foglie erano impiegate nelle antiche farmacopee come rimedio per diarrea, infezioni e disturbi respiratori, grazie alle proprietà aromatiche e tanniche.
Pianta simbolica nei matrimoni: In molte zone d’Europa fino all’Ottocento un rametto di mirto veniva posto nel bouquet delle spose come augurio di amore e fedeltà. Addirittura, una tradizione vuole che la regina Vittoria abbia piantato un mirto ricevuto in dono, dal quale derivarono rami usati in vari matrimoni reali britannici.
Fragranza caratteristica: Le foglie, se strofinate tra le dita, rilasciano un odore intenso balsamico, dovuto alla ricchezza di oli essenziali. Questo profumo è stato storicamente sfruttato anche per realizzare inciensi e fumigazioni.