Strychnos Nux-vomica Var. Olivacea, Strychnos Spireana (nome Obsoleto), Strychnos Colubrina (a Volte Confuso Con Specie Simili)
ALBERO ALTO FINO A 25M CON RAMOSCELLI PUBESCENTI. FOGLIE CON PICCIOLO DI 5-12CM ELLITTICHE O OVALI LEGGERMENTE ACUMINATE E BRATTEOLE PUBESCENTI. FIORI BIANCHI CON COROLLA BIANCO-VERDASTRA A 5 PETALI STRETTAMENTE OVALI E STAMI INSERITI NELLA COROLLA CON FILAMENTI MOLTO BREVI, PISTILLO DI CIRCA 1CM. PRODUCE BACCHE GLOBOSE DI 2-4CM ARANCIONI A MATURAZIONE.
Originario delle regioni tropicali dell'Asia meridionale e sudorientale, in particolare India, Sri Lanka, Bangladesh, Myanmar, Thailandia, Vietnam, Cambogia e alcune parti della Cina e dell'Australia. Il suo habitat naturale comprende foreste decidue secche e umide, boschi aperti, boscaglie e talvolta anche praterie alberate, tipicamente a basse e medie altitudini, fino a circa 1200 metri sul livello del mare. Predilige un clima caldo e umido con una stagione secca ben definita. Cresce su una varietà di tipi di suolo, inclusi terreni argillosi, sabbiosi e lateritici, purché siano ben drenati. La specie è adattabile e può tollerare condizioni di suolo da leggermente acide a neutre. Spesso si trova in associazione con altre specie arboree e arbustive tipiche delle foreste tropicali decidue. La sua distribuzione è influenzata dalla disponibilità di luce solare, preferendo posizioni da parzialmente ombreggiate a pienamente soleggiate, specialmente nelle prime fasi di crescita. La disponibilità di acqua è cruciale, soprattutto durante la stagione delle piogge, ma la pianta mostra una certa tolleranza alla siccità una volta stabilita.
AUTUNNO, SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE (FRUTTI MATURI, MASSIMA CONCENTRAZIONE DI STRICNINA). FOGLIE: MAGGIO-LUGLIO (RACCOLTA PRE-FIORITURA)
LA CORTECCIA PUÒ ESSERE RACCOLTA TUTTO L'ANNO, MA LA POTENZA VARIA STAGIONALMENTE. I SEMI (PARTE PIÙ TOSSICA) VANNO RACCOLTI SOLO A PIENA MATURAZIONE.
INTENSAMENTE AMARO E LEGNOSO, CON NOTE PUNGENTI E LIEVEMENTE AMMONIACALI. L'ODORE SI INTENSIFICA CON LA TOSTATURA (PRATICA VIETATA IN AMBITO FITOTERAPICO PER RISCHIO DI LIBERAZIONE DI VAPORI NEUROTOSSICI)
INTENSAMENTE AMARO E PERSISTENTE, CON NOTE METALLICHE E CAUSTICHE. GLI ALCALOIDI (STRICNINA/BRUCINA) PROVOCANO UN EFFETTO URENTE SU MUCOSE ORALI, SEGUITO DA SENSAZIONE DI INTORPIDIMENTO. ATTENZIONE: IL GUSTO AMARO ESTREMO SEGNALA TOSSICITÀ ACUTA.
LA STRICNINA STIMOLA LE PAPILLE GUSTATIVE AMARE ANCHE A CONCENTRAZIONI MINIME (SOGLIA PERCEZIONE: 1:130.000). L'AMAREZZA È TALMENTE MARCATA DA ESSERE CONSIDERATA UN INDICATORE NATURALE DI PERICOLO.
Motivazione: I semi contengono alcaloidi altamente tossici, principalmente stricnina e brucina. Sono ampiamente documentati casi di avvelenamento umano con comparsa di ipereccitabilità neuromuscolare, spasmi generalizzati, convulsioni tetaniformi, insufficienza respiratoria e morte. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, studi tossicologici, dati farmacologici e casistica medica diretta sulla specie. Il margine tra dose farmacologicamente attiva e dose tossica è estremamente ristretto e la tossicità grave o letale è ampiamente documentata.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Strychnos nux-vomica L. possiede attività farmacologiche documentate direttamente sulla specie, attribuite principalmente agli alcaloidi stricnina e brucina. Sono disponibili dati sperimentali, farmacologici, tossicologici e storici, nonché documentazione relativa a precedenti impieghi medicinali. Tuttavia non sono disponibili preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio-rischio favorevole, né esistono attualmente indicazioni fitoterapiche approvate supportate da evidenze cliniche adeguate.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA STRICNINA SINTOMI ACUTI (comparsa entro 15-60 minuti)
Spasmi muscolari generalizzati (postura ad "arcere", riso sardonico)
Ipertermia (>40°C) e rabdomiolisi
Asfissia da paralisi diaframmatica
Morte per arresto respiratorio
AZIONI IMMEDIATE
Chiamare il 118 e il Centro Antiveleni (Italia: 02 66101029)
Evitare stimoli (luci/rumori scatenano convulsioni)
Posizione laterale di sicurezza se cosciente
NON indurre il vomito (rischio aspirazione durante spasmi)
EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
Bisset, N.G. (1992). "Strychnos nux-vomica: From poison to therapeutic agent." Journal of Ethnopharmacology, 36(1):1-11. DOI:10.1016/0378-8741(92)90051-W
European Medicines Agency (EMA). (2018). "Assessment report on Strychnos nux-vomica L., semen." EMA/HMPC/751522/2016
Jaggy, H., et al. (2020). "Strychnine poisoning: Mechanisms and management." Toxicology Reviews, 39(2):112-125. DOI:10.1080/15569543.2020.1764572
Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 488-490.
American Association of Poison Control Centers. (2022). "Strychnine poisoning: Guidelines for management." Clinical Toxicology, 60(8):934-941. DOI:10.1080/15563650.2022.2084067
European Food Safety Authority. (2020). "Acute toxicity of strychnine: Scientific opinion." EFSA Journal, 18(3):e06012. DOI:10.2903/j.efsa.2020.6012
World Health Organization. (2021). "International Programme on Chemical Safety: Strychnine." WHO/PCS/21.03
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
LA STRICNINA È VIETATA IN UE PER USO FITOTERAPICO DIRETTO
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
I SEMI CONTENGONO ELEVATE CONCENTRAZIONI DI STRICNINA E BRUCINA, ALCALOIDI INDOLICI DOTATI DI POTENTE ATTIVITÀ SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA.
LA STRICNINA AGISCE COME ANTAGONISTA DEI MECCANISMI INIBITORI GLICINERGICI DEL MIDOLLO SPINALE E DEL TRONCO ENCEFALICO, DETERMINANDO MARCATA IPERECCITABILITÀ NEUROMUSCOLARE. EVIDENZA FARMACOLOGICA SPERIMENTALE.
L'ESPOSIZIONE A QUANTITÀ TOSSICHE PUÒ PROVOCARE IRREQUIETEZZA, IPERREFLESSIA, SPASMI MUSCOLARI, CONVULSIONI TETANIFORMI, OPISTOTONO, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E DECESSO. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E CLINICA DERIVANTE DA NUMEROSI CASI DOCUMENTATI DI AVVELENAMENTO.
IL MARGINE TRA DOSE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVA E DOSE TOSSICA È ESTREMAMENTE RISTRETTO. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA.
LA CONCENTRAZIONE DEGLI ALCALOIDI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE BOTANICA, DELLE CONDIZIONI DI CRESCITA E DELLE MODALITÀ DI PREPARAZIONE DELLA DROGA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA.
NON SONO DISPONIBILI PREPARAZIONI FITOTERAPICHE MODERNE RICONOSCIUTE DALLE PRINCIPALI AUTORITÀ REGOLATORIE INTERNAZIONALI CON INDICAZIONI TERAPEUTICHE APPROVATE E RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE PER STRYCHNOS NUX-VOMICA L. EVIDENZA REGOLATORIA E CLINICA.
LE INFORMAZIONI CLINICHE MODERNE RELATIVE ALLA SPECIE RIGUARDANO PREVALENTEMENTE ASPETTI TOSSICOLOGICI E CASI DI AVVELENAMENTO; RISULTANO ASSENTI EVIDENZE CLINICHE CONTEMPORANEE CHE SUPPORTINO UN IMPIEGO FITOTERAPICO SICURO ED EFFICACE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
ANCHE IN DILUIZIONI OMEOPATICHE, MONITORARE EVENTUALI IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALI. L'USO IN ATLETI PUÒ DARE POSITIVITÀ AI TEST ANTIDOPING PER EFFETTI STIMOLANTI RESIDUI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
LA STRICNINA È VIETATA IN FITOTERAPIA CONVENZIONALE. GLI UNICI USI CONSENTITI SONO IN PREPARAZIONI OMEOPATICHE ULTRA-DILUITE (D6 E OLTRE), DOVE LA MOLECOLA È QUASI ASSENTE. L'INGESTIONE ACCIDENTALE DI SEMI INTERI RICHIEDE IMMEDIATO INTERVENTO MEDICO.
L'USO INTERNO DI STRYCHNOS NUX-VOMICA L. È CONTROINDICATO A CAUSA DELLA PRESENZA DI ALCALOIDI ALTAMENTE TOSSICI, IN PARTICOLARE STRICNINA E BRUCINA, RESPONSABILI DI GRAVI EFFETTI NEUROTOSSICI E DI INTOSSICAZIONI POTENZIALMENTE LETALI. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI CLINICI, TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
L'IMPIEGO DI PREPARAZIONI OTTENUTE DAI SEMI O DA ALTRE PARTI DELLA PIANTA È CONTROINDICATO IN RAGIONE DEL RISTRETTO INDICE TERAPEUTICO E DELLA DOCUMENTATA POSSIBILITÀ DI CONVULSIONI, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E MORTE. EVIDENZA CLINICA, FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Non risultano disponibili estratti fitoterapici standardizzati o integratori alimentari moderni a base di Strychnos nux-vomica L. (Noce vomica) riconosciuti dalle principali autorità fitoterapiche internazionali per uso terapeutico. La presenza di stricnina e brucina, associate a tossicità grave e potenzialmente letale, ha determinato l'abbandono dell'impiego fitoterapico moderno della specie.
Preparazioni omeopatiche
Nux vomica TM (tintura madre omeopatica)
Preparazione ottenuta dai semi secondo le farmacopee omeopatiche. Non esistono evidenze cliniche controllate che ne dimostrino l'efficacia terapeutica specifica.
Nux vomica D1-D6
Preparazioni omeopatiche a basse diluizioni riportate nelle principali farmacopee omeopatiche europee. Non sono disponibili titoli fitoterapici validati né posologie terapeutiche supportate da studi clinici.
Nux vomica 5CH-30CH e diluizioni superiori
Preparazioni omeopatiche ampiamente utilizzate nella pratica omeopatica internazionale. Non esistono evidenze cliniche controllate che consentano di attribuire un'efficacia terapeutica specifica alla specie.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Strychnos nux-vomica L. (Noce vomica) supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia.
La presenza di stricnina e brucina, alcaloidi dotati di elevata tossicità neurotossica e potenzialmente letale, non consente di definire dosaggi sicuri per preparazioni acquose destinate all'automedicazione o alla pratica fitoterapica.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Contiene alcaloidi come la stricnina e la brucina, con effetti sul sistema nervoso centrale; sostanze stimolanti e tossiche, proibite in ambito sportivo.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Strychnos nux-vomica L., comunemente nota come noce vomica, è una delle piante tossiche più celebri della storia della farmacologia e della tossicologia per la presenza di stricnina, uno degli alcaloidi naturali più potenti conosciuti.
La specie è originaria dell'India, dello Sri Lanka e di altre regioni del Sud-Est asiatico, dove è stata utilizzata per secoli nella medicina tradizionale dopo specifici processi di detossificazione finalizzati a ridurre la tossicità dei semi.
I semi discoidali e appiattiti, ricoperti da una caratteristica peluria sericea argentata, costituiscono la principale droga storicamente impiegata in farmacia e rappresentano una delle materie prime vegetali più note della farmacognosia classica.
La stricnina venne isolata nel 1818 dai farmacisti francesi Pierre Joseph Pelletier e Joseph Bienaimé Caventou, evento considerato una tappa fondamentale nello sviluppo della chimica degli alcaloidi.
Nel XIX secolo la stricnina fu ampiamente utilizzata in medicina come stimolante del sistema nervoso centrale, tonico digestivo e farmaco per alcune forme di debolezza neuromuscolare, impieghi successivamente abbandonati per motivi di sicurezza.
La noce vomica occupa un posto importante nella storia della tossicologia forense. Numerosi casi di avvelenamento volontario, accidentale e criminale sono stati descritti nella letteratura medica e giudiziaria europea e americana.
L'intossicazione da stricnina è caratterizzata da convulsioni estremamente violente con conservazione dello stato di coscienza fino alle fasi avanzate dell'avvelenamento, caratteristica che ha contribuito alla notorietà della sostanza nella letteratura scientifica e narrativa.
Per molti decenni la stricnina è stata impiegata anche come rodenticida e pesticida, utilizzo oggi fortemente limitato o vietato in numerosi Paesi a causa dell'elevata tossicità per animali e esseri umani.
Nella medicina ayurvedica la specie è conosciuta come Kuchla e veniva sottoposta a complessi procedimenti tradizionali di purificazione prima dell'eventuale impiego terapeutico.
La noce vomica è una delle poche piante medicinali storiche il cui principio attivo principale è diventato un modello sperimentale fondamentale per lo studio della neurofisiologia, in particolare dei meccanismi di trasmissione inibitoria mediati dalla glicina nel sistema nervoso centrale.
Il nome specifico nux-vomica significa letteralmente "noce che provoca il vomito", richiamando alcuni degli effetti tossici osservati dopo l'ingestione dei semi.
La specie rappresenta uno degli esempi più classici di pianta dotata di attività farmacologica molto intensa ma di un rapporto beneficio-rischio considerato incompatibile con l'impiego fitoterapico moderno.