QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 05/04/2026
RUTA Ruta graveolens L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ ALTA *
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Sapindales Famiglia: Sottofamiglia: Rutoideae Tribù: Ruteae
Rua, Erba ruga, Ruda, Garden Rue, Common Rue, Herb of Grace, Herbygrass, Meadow Rue, Ruda, Rue, Weinkraut, Herbe De Grâce, Péganium, Rue Fétide, Rue Odorante, Rue Officinale, Gartenraute, Raute, Weinkraut, Weinraute, Ruda De Monte, Arruda, Wijnruit, Rutvica, Routa Vonná, Aedruud, Ruutakasvi, Tuoksuruuta, Apiganos, Pegam, Rúturunni, He-N-Ru--Da, Henruda, Sadabu, Daun Aroda, Vinrute, Sadab, Sdab, Sadapaha, Suvarchala, Ruta Zapashna
Ruta Altera Mill., Ruta Chalepensis Wall., Ruta Ciliata Mill., Ruta Crithmifolia Moric., Ruta Crithmifolia Moric. Ex DC., Ruta Divaricata Ten., Ruta Diversifolia Wender., Ruta Graveolens F. Variegata (Weston) Zabel, Ruta Graveolens Subsp. Divaricata (Ten.) P.Fourn., Ruta Graveolens Subsp. Hortensis (Mill.) Gams, Ruta Graveolens Subsp. Hortensis (Mill.) P.Fourn., Ruta Graveolens Var. Angustifolia Hook.f., Ruta Graveolens Var. Crithmifolia (Moric. Ex DC.) Bartl., Ruta Graveolens Var. Divaricata (Ten.) Alef., Ruta Graveolens Var. Macrophylla (Sol.) Alef., Ruta Graveolens Var. Variegata Weston, Ruta Graveolens Var. Vulgaris Alef., Ruta Holopetala Kitt., Ruta Hortensis Mill., Ruta Intermedia Steud., Ruta Macrophylla Sol., Ruta Officinalis Pall., Ruta Subtripinnata Miq.
PIANTA SUFFRUTICOSA PERENNE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI E GLAUCHI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, PENNATOSETTE O BIPENNATOSETTE, DI COLORE VERDE-BLUASTRO, CON SEGMENTI CARNOSI E DALL'ODORE FORTE E CARATTERISTICO. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE GIALLO-VERDASTRO, RIUNITI IN CIME CORIMBIFORMI ALL'APICE DEI RAMI. I SEPALI E I PETALI SONO GENERALMENTE QUATTRO O CINQUE. GLI STAMI SONO NUMEROSI CON ANTERE GIALLE. L'OVARIO È SUPERO, PLURILOCULARE, CHE MATURA IN UNA CAPSULA LOBATA CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI NERI.
Predilige habitat aridi e soleggiati. Cresce spontanea su pendii rocciosi, muri a secco, terreni sassosi, zone ruderali, bordi stradali e in generale su suoli ben drenati, anche poveri e calcarei. È una specie termofila, che ama il caldo e la luce diretta del sole. La sua distribuzione originaria è nell'Europa meridionale e nel Mediterraneo, ma è stata ampiamente coltivata e naturalizzata in molte altre regioni del mondo. Si adatta bene a climi temperati caldi e secchi, resistendo alla siccità. La sua capacità di crescere in fessure rocciose e su terreni marginali le conferisce una certa resilienza in ambienti difficili.
Motivazione: dati tossicologici documentano effetti fototossici e fitofotodermatiti dovuti alle furanocumarine, oltre a potenziale tossicità sistemica con effetti gastrointestinali, neurologici e abortivi a dosi non elevate; sono riportati casi di intossicazione e reazioni avverse anche con uso improprio, supportati da evidenze farmacologiche e osservazionali.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: per Ruta graveolens L. sono disponibili studi in vitro e in vivo animale che evidenziano attività antispasmodica, antinfiammatoria e vasoprotettiva, ma i dati risultano eterogenei, non sempre riproducibili e privi di validazione clinica controllata sull’uomo; l’uso tradizionale è documentato ma non supportato da evidenze sufficienti per una conferma terapeutica secondo criteri evidence-based.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Skaltsa H., Chemical composition and biological activity of Ruta graveolens, 2000
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo diretto ed affidabile l’efficacia terapeutica di Ruta graveolens L. nell’uomo; l’uso fitoterapico non è supportato da evidenze cliniche moderne e non esistono monografie che ne raccomandino l’impiego terapeutico.
Attività antispasmodica evidenza in vitro e in vivo animale su estratti della pianta, attribuita a alcaloidi e flavonoidi; dati coerenti ma non confermati clinicamente.
Attività antinfiammatoria evidenza in vitro e in vivo animale su diversi modelli sperimentali; rilevanza clinica non dimostrata.
Attività vasoprotettiva evidenza farmacologica indiretta legata alla presenza di rutina, con effetti osservati in modelli sperimentali; assenza di studi clinici specifici sulla specie.
Attività antimicrobica evidenza in vitro su estratti con attività verso diversi microrganismi; applicabilità clinica non definita.
Attività citotossica evidenza in vitro su linee cellulari; indicazione esclusivamente sperimentale senza rilevanza terapeutica.
I dati disponibili risultano eterogenei, non standardizzati e limitati, con assenza di riproducibilità clinica e presenza di segnali di tossicità che ne limitano l’interesse terapeutico.
Le funzioni terapeutiche sono riportate a titolo indicativo e solamente alcune applicabili in fitoterapia. La rutina viene usata pura o in preparati farmaceutici per le proprietà antiossidanti e capillaroprotettrici.
Ruta graveolens è una pianta con potenziale farmacologico ma anche rischi tossici, specialmente a causa delle furanocumarine.
EVITARE L´ESPOSIZIONE AL SOLE SE SI SONO USATI PREPARATI SULLA PELLE A BASE DI RUTA (O ALTRE SOSTANZE FUROCUMARINICHE)
GRAVIDANZA EVIDENZA CLINICA E OSSERVAZIONALE PER EFFETTO ABORTIVO DOCUMENTATO, ALLATTAMENTO EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA PER ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA E POTENZIALE TOSSICITÀ, IPERSENSIBILITÀ CUTANEA EVIDENZA CLINICA PER FITOFOTODERMATITI INDOTTE DA CONTATTO, ESPOSIZIONE A RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE EVIDENZA CLINICA PER RISCHIO DI FOTOTOSSICITÀ, USO INTERNO NON CONTROLLATO EVIDENZA TOSSICOLOGICA PER RISCHIO DI EFFETTI SISTEMICI.
ERBA TOSSICA! USARE SOLAMENTE SOTTO CONTROLLO MEDICO A DOSI NORMALI È EMMENAGOGA MA AD ALTE DOSI È ABORTIVA. PROBABILMENTE È ANCHE GENOTOSSICA.
USO TOPICO CON ESPOSIZIONE ALLA LUCE SOLARE NON RACCOMANDATO PER RISCHIO DI FOTODERMATITI EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA, POSSIBILE TOSSICITÀ GASTROINTESTINALE CON NAUSEA E VOMITO EVIDENZA TOSSICOLOGICA, POSSIBILE TOSSICITÀ EPATICA E RENALE A DOSI ELEVATE EVIDENZA IN VIVO ANIMALE, POSSIBILE EFFETTO NEUROTOSSICO CON CONVULSIONI IN CASO DI SOVRADOSAGGIO EVIDENZA TOSSICOLOGICA, POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI FOTOSENSIBILIZZANTI PER EFFETTO ADDITIVO EVIDENZA FARMACOLOGICA, VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN FURANOCUMARINE ED ALCALOIDI NELLA DROGA VEGETALE EVIDENZA FARMACOGNOSTICA, ASSENZA DI STANDARDIZZAZIONE NEI PREPARATI TRADIZIONALI EVIDENZA DOCUMENTALE, MANCANZA DI DATI CLINICI CONTROLLATI SULL’UOMO EVIDENZA ASSENTE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
EPATOTOSSICI
NEUROTOSSICI
ULTRAVIOLETTI (RADIAZIONI)
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco di parti aeree di Ruta graveolens L.
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, con contenuto in furanocumarine, alcaloidi e flavonoidi; non esistono standard ufficiali di titolazione per uso fitoterapico riconosciuto e la variabilità compositiva è elevata.
Posologia non definibile secondo criteri evidence-based; l’uso interno non è raccomandato in fitoterapia moderna a causa del profilo tossicologico sfavorevole e dell’assenza di dati clinici.
Estratto fluido di Ruta graveolens L.
Preparazione liquida con rapporto droga/estratto generalmente 1:1 ottenuta mediante estrazione idroalcolica.
Posologia non standardizzata e non supportata da evidenze cliniche; l’impiego interno è sconsigliato per il rischio di effetti tossici sistemici documentati.
Tintura madre di Ruta graveolens L.
Preparazione idroalcolica con rapporto droga/solvente tipicamente 1:5 o 1:10.
Posologia non raccomandata in ambito fitoterapico evidence-based; l’uso interno è associato a rischio di tossicità e non esistono linee guida cliniche che ne supportino la somministrazione.
Preparazioni topiche a base di Ruta graveolens L.
Formulazioni tradizionali sotto forma di unguenti o estratti diluiti per uso esterno, contenenti composti attivi fotosensibilizzanti.
Posologia limitata all’uso locale e controllato; l’impiego è fortemente condizionato dal rischio di fitofotodermatiti e richiede evitamento dell’esposizione alla luce solare.
Preparazioni omeopatiche di Ruta graveolens L.
Disponibili sotto forma di granuli, globuli o soluzioni a diverse diluizioni generalmente dalla D3 alla D30 o superiori.
Posologia variabile in funzione della diluizione e della pratica omeopatica, ad esempio 3–5 granuli una o due volte al giorno nelle basse diluizioni; non esistono evidenze cliniche secondo criteri scientifici moderni.
European Medicines Agency, Assessment report on Ruta graveolens L., 2016
European Medicines Agency, Public statement on the use of herbal medicinal products containing furocoumarins, 2014
Skaltsa H., Chemical composition and biological activity of Ruta graveolens, 2000
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane, infusi o decotti a base di Ruta graveolens L. che possano essere considerati sicuri o raccomandabili secondo criteri di fitoterapia evidence-based; la presenza di furanocumarine e alcaloidi con documentata tossicità sistemica e fototossica controindica l’impiego orale in preparazioni acquose non standardizzate.
Le fonti etnobotaniche riportano l’uso della pianta in infuso o decotto a basse dosi come antispasmodico o emmenagogo, ma tali pratiche non sono supportate da studi clinici e risultano associate a rischio documentato di effetti avversi anche a dosaggi non elevati, rendendo queste preparazioni non compatibili con un approccio fitoterapico moderno.
Non sono documentate formulazioni erboristiche sinergiche con altre piante basate su evidenze sperimentali solide; eventuali associazioni tradizionali non sono state validate e non consentono una valutazione del rapporto rischio beneficio.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Ruta graveolens L. è una pianta con una lunga storia culturale e simbolica nel bacino mediterraneo, dove è stata associata a proprietà protettive e apotropaiche sin dall’antichità.
Nella tradizione europea medievale veniva utilizzata come pianta “contro il malocchio” e portata addosso o coltivata vicino alle abitazioni per allontanare influenze negative e malattie.
Dal punto di vista storico-medico, la ruta è stata impiegata già nella medicina greco-romana come rimedio per disturbi digestivi, nervosi e come agente emmenagogo, ma anche come sostanza potenzialmente abortiva, uso che ha contribuito alla sua reputazione di pianta pericolosa.
La Ruta era nota a Ippocrate e Teofrasto col nome di Péganon e venivano ad essa attribuite le proprietà di inibire la germinazione dei semi e la procreazione. Era ritenuta afrodisiaca ed erano già note le sue proprietà oxitocica ed abortiva. Attualmente viene utilizzata anche nell´industria dolciaria come aromatizzante (tipo cocco)
Un aspetto peculiare è l’odore intenso e penetrante delle foglie, dovuto agli oli essenziali ricchi in chetoni, che ha portato al suo utilizzo anche come repellente per insetti in ambito domestico e agricolo.
La pianta è nota per la sua capacità di causare fitofotodermatiti al contatto con la pelle seguito da esposizione solare, fenomeno ben documentato che ha contribuito a limitarne l’uso diretto.
In ambito religioso e rituale, la ruta è stata utilizzata in alcune tradizioni cristiane come simbolo di pentimento e purificazione, venendo talvolta impiegata anche in riti di benedizione.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Medicines Agency, Assessment report on Ruta graveolens L., 2016