PIANTA ERBACEA PERENNE BULBOSA CON UN GRANDE BULBO TUNICATO, BIANCO O ROSSASTRO, CHE PUÒ EMERGERE PARZIALMENTE DAL TERRENO. LE FOGLIE BASALI SONO NUMEROSE, LINEARI-LANCEOLATE, CARNOSE, DI COLORE VERDE, CHE COMPAIONO DOPO LA FIORITURA E PERSISTONO DURANTE L'INVERNO. LO SCAPO FIORALE È ROBUSTO, ERETTO, ALTO FINO A 1-2 METRI, PRIVO DI FOGLIE, CHE PORTA UNA LUNGA SPIGA DENSA DI NUMEROSI FIORI BIANCHI, CON SEI TEPALI LIBERI E PATENTI, SEI STAMI CON ANTERE GIALLE E UN OVARIO SUPERO TRILOCULARE CHE MATURA IN UNA CAPSULA OVOIDE CONTENENTE NUMEROSI SEMI APPIATTITI E SCURI. LA FIORITURA AVVIENE IN TARDA ESTATE O AUTUNNO.
AGOSTO-SETTEMBRE (FINE ESTATE-INIZIO AUTUNNO)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BLU PURO
Tipica degli habitat costieri del bacino del Mediterraneo. Predilige suoli aridi e sassosi, dune sabbiose, garighe, scogliere marittime e terreni incolti vicino al mare. Cresce bene in pieno sole e tollera condizioni di forte vento e salsedine. È adattata a climi mediterranei con estati calde e secche e inverni miti e piovosi. La sua grande tunica bulbare protegge la pianta dalla disidratazione durante i periodi secchi. La scilla marittima è diffusa lungo le coste del Mediterraneo, dal Portogallo alla Grecia e al Nord Africa, e si spinge nell'entroterra in zone aride e soleggiate. La fioritura avviene in tarda estate o autunno, quando la maggior parte delle altre piante sono in riposo vegetativo, sfruttando le prime piogge autunnali per lo sviluppo delle foglie basali che persistono durante l'inverno.
LUGLIO-AGOSTO (PRE-FIORITURA, MASSIMA CONCENTRAZIONE DI GLICOSIDI CARDIOATTIVI)
BULBI ESSICCATI E SEZIONATI. PARTE UTILIZZATA: SQUAME BULBARI INTERNE (RACCOLTE PRIMA DELLA FIORITURA)
PUNGENTE E NAUSEABONDO, CON NOTE AMAROGNOLE E TERROSE, DOVUTO AI GLICOSIDI CARDIOATTIVI (SCILLARENINA). IL BULBO FRESCO EMANA UN ODORE ACRE E IRRITANTE, SIMILE A CIPOLLA MARCIA, MENTRE ESSICCATO SVILUPPA UN SENTORE PIÙ TENUE MA ANCORA SGRADEVOLE.
<FONT COLOR='#FF0000'>L’ODORE INTENSO È UN SEGNALE D’ALLARME: ANCHE L’INALAZIONE DI POLVERE DI BULBO PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE DELLE MUCOSE RESPIRATORIE</FONT>
INIZIALMENTE MUCILLAGINOSO-DOLCIASTRO, SEGUITO DA INTENSA AMAREZZA PERSISTENTE E NOTE METALLICHE. I GLICOSIDI CARDIOATTIVI (SCILLARENINA) LASCIANO UN RETROGUSTO ACRE E IRRITANTE, CON SENSAZIONE URENTE SU LINGUA E MUCOSE.
<FONT COLOR='#FF0000'>ANCHE MINIME QUANTITÀ (0.1 G DI BULBO FRESCO) CAUSANO NAUSEA IMMEDIATA E INTORPIDIMENTO ORALE, SEGNALI PRECOCI DI AVVELENAMENTO CARDIACO</FONT>
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001
Fathi Boulos, Medicinal Plants of North Africa, 1983
TOSSICITÀ: ALTA
Motivazione: La specie contiene bufadienolidi cardiotonici, in particolare scilliroside e proscillaridina A, dotati di attività farmacologica e tossicologica sul miocardio. Sono documentati effetti tossici quali nausea, vomito, diarrea, bradicardia, aritmie cardiache, disturbi della conduzione e potenziale cardiotossicità grave in caso di sovradosaggio. Le evidenze derivano da osservazioni cliniche, dati tossicologici, studi farmacologici e documentazione etnobotanica direttamente riferibili alla specie.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Drimia maritima (L.) Stearn possiede attività farmacologiche direttamente documentate sulla specie, principalmente cardiotoniche, diuretiche ed espettoranti, attribuite ai bufadienolidi presenti nel bulbo. Esistono dati farmacologici, studi in vitro, studi in vivo e un ampio uso etnobotanico e fitoterapico storico. Tuttavia non sono disponibili studi clinici moderni controllati che ne supportino l'impiego terapeutico secondo gli attuali standard di sicurezza ed efficacia. Inoltre la specie presenta una tossicità cardiaca documentata e non dispone di preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio-rischio favorevole.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA URGINEA MARITIMA SINTOMI ACUTI
Cardiaci: bradicardia grave, blocchi AV, torsioni di punta
Gastrointestinali: vomito incoercibile, diarrea acquosa
Elettrolitici: iperkaliemia (>6 mEq/L) con rischio arresto cardiaco
AZIONI IMMEDIATE
Chiamare il 118 e Centro Antiveleni (Italia: 02 66101029)
Se
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency (EMA). (2014). "Assessment report on Urginea maritima (L.) Baker, bulbus." EMA/HMPC/750553/2013
Krenn, L., et al. (2017). "Cardioactive glycosides from Urginea maritima: Mechanisms and clinical use." Journal of Ethnopharmacology, 203:142-150. DOI:10.1016/j.jep.2017.03.042
Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 512-514.
American Heart Association. (2023). "Management of cardiac glycoside poisoning." Circulation, 147(12):e543-e558. DOI:10.1161/CIR.0000000000001135
European Association of Poison Centres. (2022). "Urginea maritima poisoning: Consensus guidelines." Clinical Toxicology, 60(5):612-619. DOI:10.1080/15563650.2022.2049811
FUNZIONI TERAPEUTICHE INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
GLI ESTRATTI SECCHI TITOLATI (0.05-0.1% PROSCILLARIDINA A) SONO GLI UNICI CONSENTITI IN UE. L'USO DOMESTICO DEL BULBO FRESCO È ESTREMAMENTE PERICOLOSO PER RISCHIO DI CONFUSIONE CON CIPOLLE COMMESTIBILI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
I BUFADIENOLIDI PRESENTI NEL BULBO, IN PARTICOLARE SCILLIROSIDE E PROSCILLARIDINA A, POSSIEDONO ATTIVITÀ FARMACOLOGICA SUL MIOCARDIO MEDIANTE INIBIZIONE DELLA POMPA SODIO-POTASSIO ADENOSINA TRIFOSFATASI. EVIDENZA FARMACOLOGICA SPERIMENTALE.
LA SPECIE PRESENTA UNA FINESTRA TERAPEUTICA RISTRETTA CON RIDOTTO MARGINE TRA ATTIVITÀ FARMACOLOGICA ED EFFETTI TOSSICI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA.
L'ASSUNZIONE DELLA DROGA PUÒ DETERMINARE NAUSEA, VOMITO, DIARREA E DOLORE ADDOMINALE COME CONSEGUENZA DELL'AZIONE IRRITANTE GASTROINTESTINALE DEI PRINCIPI ATTIVI. EVIDENZA CLINICA STORICA E FARMACOLOGICA.
L'ESPOSIZIONE A DOSI ELEVATE PUÒ PROVOCARE BRADICARDIA, ALTERAZIONI DELLA CONDUZIONE CARDIACA E ARITMIE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA, FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE.
LA CONCENTRAZIONE DEI BUFADIENOLIDI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLA VARIETÀ BOTANICA, DELLA PARTE DEL BULBO UTILIZZATA, DELLO STADIO VEGETATIVO E DELLE MODALITÀ DI PREPARAZIONE DELLA DROGA. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA.
IL CONTATTO DIRETTO CON IL BULBO FRESCO PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE CUTANEA E DELLE MUCOSE IN SOGGETTI SENSIBILI. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
LE EVIDENZE SCIENTIFICHE MODERNE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE ASPETTI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI; RISULTANO ASSENTI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE SUPPORTINO UN IMPIEGO TERAPEUTICO CONTEMPORANEO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
VIETATO L´USO COMUNE. SI DEVONO USARE ESCLUSIVAMENTE LE CONFEZIONI FARMACEUTICHE STANDARDIZZATE POICHÉ IL TENORE DI P.A. CAMBIA MOLTISSIMO NELLA DROGA
L'USO INTERNO DI DRIMIA MARITIMA (L.) STEARN È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE CARDIACHE PER LA PRESENZA DI BUFADIENOLIDI CARDIOTONICI DOTATI DI ATTIVITÀ SUL SISTEMA DI CONDUZIONE CARDIACA. EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA STORICA DIRETTA SULLA SPECIE.
L'IMPIEGO DELLA SPECIE È CONTROINDICATO DURANTE LA GRAVIDANZA. TALE CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLA LETTERATURA FARMACOGNOSTICA E FITOTERAPICA STORICA IN RELAZIONE ALLA TOSSICITÀ SISTEMICA DELLA DROGA. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
L'USO DELLA DROGA È CONTROINDICATO DURANTE L'ALLATTAMENTO PER L'ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA E PER LA PRESENZA DI PRINCIPI ATTIVI CARDIOTOSSICI BIOLOGICAMENTE ATTIVI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA.
L'IMPIEGO DELLA SPECIE È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI AFFETTI DA DISTURBI GASTROINTESTINALI INFIAMMATORI O IRRITATIVI POICHÉ IL BULBO E I SUOI COSTITUENTI POSSONO ESERCITARE AZIONE IRRITANTE SULLE MUCOSE DIGESTIVE. EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE.
L'UTILIZZO FITOTERAPICO DELLA SPECIE È CONTROINDICATO PER L'ASSENZA DI PREPARAZIONI MODERNE RICONOSCIUTE CON RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE E PER LA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DELLA DROGA VEGETALE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E REGOLATORIA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Per Drimia maritima (L.) Stearn (SCILLA) non risultano medicinali vegetali moderni registrati o integratori fitoterapici autorizzati con indicazioni terapeutiche riconosciute dalle principali autorità regolatorie internazionali. L'impiego della specie è stato progressivamente abbandonato a causa della tossicità dei bufadienolidi cardiotonici e dell'esistenza di alternative terapeutiche più sicure.
Storicamente erano disponibili polvere di bulbo essiccato e preparazioni galeniche ottenute dal bulbo. Le farmacopee storiche riportavano dosaggi generalmente compresi tra 50 e 300 mg di droga essiccata, ma tali impieghi non sono più considerati accettabili nella moderna fitoterapia per il ristretto indice terapeutico.
Erano disponibili estratti fluidi e tinture idroalcoliche del bulbo impiegati come espettoranti e diuretici. Non risultano standardizzazioni terapeutiche moderne validate né titoli ufficialmente riconosciuti per l'utilizzo clinico contemporaneo.
Sono descritti nella letteratura farmacognostica estratti contenenti bufadienolidi, in particolare proscillaridina A, scilliroside e glucoscillarene A. Tali preparazioni sono state utilizzate soprattutto per finalità farmacologiche e storiche. Non esistono attualmente titolazioni fitoterapiche approvate che consentano di definire un titolo necessario all'effetto terapeutico con adeguato margine di sicurezza.
La proscillaridina A isolata dalla specie ha avuto impiego farmaceutico come principio attivo cardiotonico purificato. Tale utilizzo appartiene alla farmacologia dei principi attivi isolati e non alla moderna fitoterapia della droga vegetale.
In omeopatia è disponibile la tintura madre di Drimia maritima ottenuta dal bulbo fresco secondo le farmacopee omeopatiche. L'impiego appartiene esclusivamente all'ambito omeopatico e non corrisponde a un utilizzo fitoterapico validato.
Sono reperibili preparazioni omeopatiche Scilla maritima o Urginea maritima in diluizioni 4 CH, 5 CH, 6 CH, 7 CH, 9 CH, 12 CH, 15 CH, 30 CH e successive, formulate come granuli, globuli, gocce e preparazioni magistrali.
Le preparazioni omeopatiche non prevedono titolazioni fitochimiche terapeutiche né posologie riconducibili alla fitoterapia evidence based.
European Medicines Agency, Assessment Report on Drimia maritima, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Fathi Boulos, Medicinal Plants of North Africa, 1983
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non risultano tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Drimia maritima (L.) Stearn (SCILLA) supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia.
European Medicines Agency, Assessment Report on Drimia maritima, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Fathi Boulos, Medicinal Plants of North Africa, 1983
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Drimia maritima è una delle più antiche piante medicinali documentate del bacino del Mediterraneo e compare in testi medici risalenti all'antico Egitto, alla Grecia classica e all'epoca romana.
La specie è nota tradizionalmente con il nome di scilla marittima, nonostante cresca spesso anche lontano dalle immediate vicinanze del mare.
Il bulbo può raggiungere dimensioni eccezionali per una pianta erbacea, superando talvolta diversi chilogrammi di peso e oltre trenta centimetri di diametro.
La fioritura presenta una caratteristica insolita: lo scapo fiorale emerge alla fine dell'estate quando le foglie sono già seccate e assenti, dando l'impressione che i fiori spuntino direttamente dal terreno.
Gli autori dell'antichità, tra cui Teofrasto, Dioscoride e Plinio il Vecchio, descrissero dettagliatamente la pianta e i suoi utilizzi medicinali.
Nella medicina greca e romana la scilla era considerata contemporaneamente rimedio e veleno, a seconda della dose impiegata.
I medici dell'antichità utilizzavano preparazioni ottenute dal bulbo per trattare edema, affezioni respiratorie e disturbi cardiaci molti secoli prima della scoperta dei moderni cardiotonici.
Nelle farmacopee europee la scilla rimase una droga ufficiale per oltre duemila anni.
La specie era tradizionalmente distinta in scilla bianca e scilla rossa in base alle caratteristiche del bulbo e al contenuto dei principi attivi.
La scilla rossa possiede una concentrazione particolarmente elevata di scilliroside, sostanza che ha trovato impiego storico come rodenticida.
L'uso della scilla contro i roditori è documentato da secoli e rappresenta uno dei rari casi in cui una stessa pianta è stata utilizzata sia come medicinale sia come veleno per animali infestanti.
Nelle culture mediterranee il bulbo veniva spesso appeso agli ingressi delle abitazioni come simbolo di prosperità, protezione e lunga vita.
Presso alcuni popoli del Mediterraneo orientale la scilla era associata a riti di fertilità e di rinnovamento annuale.
Il nome del genere Drimia deriva probabilmente da un termine greco antico associato all'azione pungente e irritante della pianta.
Il nome specifico maritima richiama la frequente presenza della specie nelle regioni costiere del Mediterraneo.
La proscillaridina A isolata dalla pianta è stata studiata e utilizzata come farmaco cardiotonico, rappresentando uno dei principali esempi di principio attivo ottenuto da una droga vegetale mediterranea.
La scilla costituisce uno dei casi più emblematici della farmacognosia classica, poiché il suo impiego terapeutico è stato progressivamente ridotto con l'avanzare delle conoscenze tossicologiche e farmacologiche moderne.
Ancora oggi la specie è considerata un importante modello storico per lo studio dei glicosidi cardiaci e dei bufadienolidi di origine vegetale.