QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 28/06/2026
VULVARIA Chenopodium Vulvaria L.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
EFFICACIA NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
ND
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Caryophyllanae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Amaranthaceae
Sottofamiglia Chenopodioideae
Genere Chenopodium
Specie Chenopodium vulvaria
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTO ERETTO O PROSTRATO, SPESSO RAMIFICATO E RICOPERTO DI UNA FARINA BIANCASTRA CHE LE CONFERISCE UN ODORE SGRADEVOLE SIMILE A PESCE AVARIATO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, ROMBOIDALI O TRIANGOLARI-LANCEOLATE, CON MARGINI INTERI O DEBOLMENTE DENTATI. I FIORI SONO PICCOLI, VERDASTRI, ERMAFRODITI, RIUNITI IN DENSE SPIGHE ASCELLARI E TERMINALI. IL PERIANZIO È COMPOSTO DA CINQUE TEPALI MEMBRANOSI. GLI STAMI SONO CINQUE. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CON UN SOLO OVULO. IL FRUTTO È UN ACHENIO AVVOLTO DAL PERIANZIO PERSISTENTE, CONTENENTE UN SINGOLO SEME NERO E LUCIDO.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, PRIMAVERA, ESTATE CON PICCOLI FIORI VERDASTRI RIUNITI IN SPIGHE ASCELLARI
COLORI OSSERVATI
____BIANCO VERDASTRO
Predilige gli incolti aridi e sassosi, le macerie e i margini delle strade. Si adatta a suoli primitivi e aridi, crescendo generalmente fino a 800 metri di altitudine, anche se nell'Italia meridionale può spingersi fino a 1800 metri. Questa specie non tollera la competizione con altre piante e si ritrova spesso in aree disturbate. È diffusa in tutta la penisola italiana, ma è più comune al centro-sud. A livello europeo, si trova nelle regioni mediterranee e si è naturalizzata in altre zone temperate del mondo. Il suo habitat tipico include anche i bordi di paludi salmastre e spiagge ciottolose, inland in aree di risulta e talvolta associata a cumuli di letame, indicando una preferenza per suoli ricchi di nutrienti, in particolare azoto, e pieno sole.
Motivazione: Non sono disponibili studi tossicologici specifici sulla specie che consentano di definirne il profilo di sicurezza nell'impiego fitoterapico. La presenza di trimetilammina è responsabile del caratteristico odore della pianta, ma non costituisce evidenza sufficiente per attribuire una tossicità clinicamente definita. I dati disponibili sono insufficienti per una classificazione diversa secondo criteri evidence-based..
EFFICACIA: NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
Motivazione: Non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche, meta-analisi né studi farmacologici sperimentali diretti sufficientemente documentati riferiti a Chenopodium vulvaria L. che consentano di attribuire un'attività fitoterapica. Gli impieghi riportati sono essenzialmente etnobotanici e storici e non risultano supportati da evidenze farmacologiche specifiche sulla specie.
Non sono disponibili studi sperimentali, tossicologici o clinici che consentano di definire il profilo di sicurezza dell'impiego fitoterapico di Chenopodium vulvaria L. Evidenza: assenza di studi specifici sulla specie.
La presenza di trimetilammina rappresenta una caratteristica fitochimica della specie responsabile del caratteristico odore della pianta. Non sono disponibili evidenze sperimentali o cliniche che ne documentino implicazioni per la sicurezza nell'impiego fitoterapico di Chenopodium vulvaria L. Evidenza: studi fitochimici.
Le conoscenze disponibili derivano prevalentemente da fonti fitochimiche, tassonomiche ed etnobotaniche e non consentono di definire efficacia, sicurezza, interazioni farmacologiche o impiego in popolazioni particolari. Evidenza: assenza di studi farmacologici, tossicologici e clinici specifici sulla specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
NON SONO DISPONIBILI STUDI SPERIMENTALI O CLINICI CHE CONSENTANO DI DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA PER L'IMPIEGO FITOTERAPICO DI CHENOPODIUM VULVARIA L. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LA PRESENZA DOCUMENTATA DI TRIMETILAMMINA COSTITUISCE UNA CARATTERISTICA FITOCHIMICA RESPONSABILE DEL CARATTERISTICO ODORE DELLA PIANTA, MA NON SONO DISPONIBILI DATI CHE NE DIMOSTRINO IMPLICAZIONI CLINICAMENTE RILEVANTI ALLE DOSI FITOTERAPICHE. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI.
LE INFORMAZIONI DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA FONTI STORICHE ED ETNOBOTANICHE E NON CONSENTONO DI DEFINIRE EFFICACIA, SICUREZZA, INTERAZIONI FARMACOLOGICHE O IMPIEGO IN POPOLAZIONI PARTICOLARI. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI FARMACOLOGICI, TOSSICOLOGICI E CLINICI SPECIFICI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI, STUDI FARMACOLOGICI O DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA RIFERITI DIRETTAMENTE A CHENOPODIUM VULVARIA L.
Non sono documentate formulazioni fitoterapiche moderne standardizzate sotto forma di estratti o omeoatici
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non sono documentate formulazioni erboristiche sicure e validate a base di Chenopodium vulvaria L. sotto forma di tisane, infusi o decotti supportate da evidenze scientifiche dirette sulla specie.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Chenopodium vulvaria L., comunemente noto come erba puzzola o chenopodio fetido, è caratterizzato da un odore intenso e sgradevole dovuto alla presenza di trimetilammina, un composto volatile responsabile del tipico odore di pesce in decomposizione.
Il nome specifico “vulvaria” deriva dal latino e riflette l’antico impiego nella medicina popolare per disturbi ginecologici, basato su una dottrina delle segnature oggi priva di fondamento scientifico.
Storicamente la pianta è stata utilizzata nella tradizione erboristica europea come rimedio per spasmi, disturbi digestivi e irregolarità mestruali, anche se tali utilizzi non sono supportati da evidenze sperimentali moderne.
Dal punto di vista ecologico è una specie ruderale, spesso presente in ambienti disturbati, suoli ricchi di azoto e aree antropizzate, mostrando una notevole capacità di adattamento a condizioni ambientali difficili.
Nonostante la scarsa rilevanza fitoterapica attuale, la pianta è stata inclusa in diversi testi erboristici storici, soprattutto per le sue proprietà aromatiche peculiari più che per un reale impiego terapeutico validato.